Ilvo Diamanti, Chi rappresenta il male del Nord – La Repubblica, 22 maggio 2012
Pubblicato: 25 maggio 2012 Filed under: AGENDA della Politica italiana, Diamanti Ilvo, elezioni locali Lascia un commento »CHI RAPPRESENTA IL MALE DEL NORD
[La Repubblica, 22 maggio 2012]
I risultati di queste elezioni “amministrative” segnano, in modo definitivo, la fine della Seconda Repubblica e del sistema partitico su cui si è fondato. Indicano, in particolare, la fine del “blocco nordista”, l’asse forza-leghista (come l’ha definito Berselli), fondato sull’intesa e la contiguità elettorale tra la Lega e Berlusconi.
Infatti, se osserviamo il bilancio dei comuni maggiori dove si è votato in Italia, il rapporto fra i due principali schieramenti, appare rovesciato a favore del Centrosinistra. Lega e Pdl escono, dunque, chiaramente sconfitti, da queste elezioni. Dal Pd e dal Centrosinistra. Ma anche dal malessere e dalla domanda di cambiamento, a cui ha dato visibilità particolare il Movimento 5 Stelle, guidato da Beppe Grillo.
È la fine della “questione settentrionale” alle origini della Seconda Repubblica. Ma, al tempo stesso, questo voto la rilancia, come specchio di una domanda di rappresentanza politica, largamente insoddisfatta.
1. La Lega esce ridimensionata. Nelle città maggiori (sopra i 15 mila abitanti) dove si è votato, prima di queste elezioni, aveva 12 sindaci. Ne mantiene solo 2. Tra cui Verona, conquistata al primo turno: da Flavio Tosi, più che dalla Lega. Nei comuni maggiori del Nord cosiddetto “Padano” (al di sopra del Po), al primo turno, le sue liste hanno ottenuto il 7% dei voti, 12 punti in meno delle Regionali del 2010, meno della metà rispetto alle politiche del 2008. Se allarghiamo lo sguardo all’intera “zona rossa”, dove la Lega era cresciuta molto negli ultimi anni, il crollo è più vistoso. Oggi, infatti, nel Centro-Nord, in queste elezioni ha totalizzato il 5,8%, ma aveva ottenuto quasi il 13% alle politiche del 2008 e oltre il 17% alle regionali del 2010.
2. Il PdL, ultima versione del partito personale di Silvio Berlusconi, va anche peggio. Dal punto di vista dei governi locali, anzitutto. Nei comuni maggiori del Centro-Nord, da 49 a 20 per il Centrodestra, dopo questo voto, si passa a 44 a 12 per il Centrosinistra. Ma lo sfaldamento appare ancor più sensibile dal punto vista elettorale. Il PdL, infatti, si attesta al 12-13%, nel Nord e nel Centro-Nord, mentre aveva ottenuto circa il 28% alle Regionali di due anni fa e il 33% alle Politiche del 2008.
3. Ne esce un quadro del Nord e del Centro-Nord largamente ri-disegnato. In un paio d’anni, ha quasi perduto i colori dominanti: il Verde e l’Azzurro. D’altronde, oggi i partiti del Centrodestra – o di quel che ieri si chiamava così – non governano in nessun capoluogo di regione nel Centro-Nord. Gli ultimi – Milano e Trieste – li hanno perduti un anno fa.
Uno scenario analogo emerge anche se consideriamo i capoluoghi di provincia. Prima del 2010, 22 capoluoghi del Centro-Nord erano governati dal Centrodestra, 16 dal Centrosinistra. Oggi 21 sono amministrati dal Centrosinistra e 14 dal Centrodestra (1 dalla Lega da sola e 2 da giunte di altro colore). Gli attori politici che avevano “inventato” la “questione settentrionale” oggi sono minoranza – e quasi periferici – nel Nord.
4. Parallelamente, è cresciuto il Centrosinistra, intorno al Pd. Che oggi è il primo partito: del Nord “Padano” e, a maggior ragione, nel Centro-Nord. Ma i suoi successi dipendono soprattutto dalla capacità di fare coalizione. Il Pd ha, infatti, perduto peso elettorale, rispetto alle Politiche e alle Regionali. Mentre in alcune fra le città più importanti ha contribuito, con i suoi voti, a eleggere sindaci espressi da Sel. Come Doria a Genova. E, un anno fa, Pisapia a Milano.
L’antico Triangolo Industriale, Milano-Torino-Genova, dunque, oggi è governato dal Centrosinistra. Ma (come ha osservato Gad Lerner) da uomini e soggetti politici, in prevalenza, “esterni” al Pd. In altre città, il candidato del Pd e del Centrosinistra è stato sconfitto da altre coalizioni. A Belluno, ad esempio, si è affermato il candidato sostenuto da liste civiche di Sinistra. A Cuneo il candidato del Terzo Polo.
5. Lo stesso è avvenuto in alcuni comuni dove lo sfidante era espresso dal Movimento 5 Stelle. Anzitutto a Parma, ma anche in altre città. Come Mira e Comacchio. Il risultato elettorale del Movimento 5 Stelle appare rilevante soprattutto nel Nord e nelle zone rosse del Centro. Dove si presenta, infatti, supera, mediamente, l’11% (alle Regionali del 2010 si era attestato intorno al 3-4%).
In una certa misura, il “partito di Grillo” è l’attore politico che oggi interpreta, più di altri, il “male del Nord” (ma anche del Centro). Espresso dalle aree territoriali e dalle componenti sociali coinvolte dalla crisi economica, dopo decenni di crescita. Soffrono di un profondo deficit di rappresentanza politica. Le promesse di Berlusconi e della Lega sono rimaste tali. Promesse, slogan. Mentre il Centrosinistra, imperniato sul Pd, è rimasto, a sua volta, coinvolto nel clima di insofferenza verso il sistema partitico. Afflitto dal vizio oligarchico e dal deficit etico.
6. Il successo del Movimento 5 Stelle sfrutta, dunque, il malessere generato dal governo, a livello centrale e locale. Ma intercetta anche la diffusa domanda di rinnovamento del ceto politico. E la crescente sensibilità intorno a temi legati alla tutela dell’ambiente e dei beni pubblici.
Naturalmente, una cosa è affermarsi su base locale. Altra è competere su base nazionale. Il bello – e le difficoltà – per il “partito di Grillo” cominciano ora. Perché dovrà governare, a livello locale. E dovrà organizzare la propria presenza nazionale, in vista delle prossime elezioni. Programmi, candidati, strategie e – perché no? – alleanze. Oggi, però, a nessuno è concesso di liquidare questo Movimento come antipolitico. Perché agisce da attore politico, sul mercato elettorale. Dove si sta ritagliando uno spazio molto ampio (alcuni sondaggi lo stimano, già ora, intorno al 20%).
7. Questa “piccola” consultazione amministrativa ha mutato profondamente le basi della “questione settentrionale”. Nel Nord, infatti, si fanno strada domande di segno nuovo. Che non emergono da centrodestra ma da centrosinistra e, anzi, da sinistra. Esprimono istanze critiche verso il neoliberismo e i valori imposti dai “mercati” (finanziari) globali.
8. Dietro al voto, si scorge un Paese in cerca di rappresentanza politica. Se la Seconda Repubblica è finita, la Terza non è ancora cominciata.
da Mappe – Chi rappresenta il male del Nord – Demos & Pi.
Massimo Cacciari sulla attuale situazione politica, da La7 Otto e mezzo, 22 maggio 2012
Pubblicato: 25 maggio 2012 Filed under: AGENDA della Politica italiana, Cacciari Massimo Lascia un commento »- Grillo è il prodotto di una non-politica, di un non-governo. Il primo problema del PD è una assenza totale di capitalizzazione delle sventure altrui . Non ha risolto il problema delle alleanze e di con chi stare per affrontare i problemi del paese
- audio: DM450346
- non c’entra nulla la televisione. E’ un movimento di militanza
- audio: DM450350
- paese che sta passando di crisi in crisi
- audio: DM450347
- a Monti non si poteva chiedere altro che mettere in ordine i fondamentali. Per uscire dalla crisi occorrerebbero strategie di sviluppo che non possono essere chieste a Monti
- audio: DM450348
- situazione “catastrofica” in senso tecnico di “cambio di stato”
- audio: DM450349
- il terrorismo degli anni ’70: espressione armata per la conquista del potere . Oggi rischi di attentati e violenza anarchica
- audio: DM450351
Massimo Cacciari, ”Si esce da questa situazione continuando l’esperienza di Monti, e dandole un significato politico piu’ consistente”
Pubblicato: 22 maggio 2012 Filed under: Cacciari Massimo, Governo Monti 16 Novembre 2001- Lascia un commento »”Si esce da questa situazione continuando l’esperienza di Monti, e dandole un significato politico piu’ consistente”.
Cosi’ l’ex sindaco di Venezia, Massimo Cacciari, sull’attuale situazione politica.
DA Governo: Cacciari, Monti bis per altri due anni – Veneto – ANSA.it.
Laura Conti, ALLA RADICI DELL’ECOLOGIA: biografia, Presentazione al Piccolo Teatro di Via Rovello, Milano, 28 maggio 2012, ore 18,30
Pubblicato: 22 maggio 2012 Filed under: ambiente, Conti Laura (1921-1993), LIBRI NEWS Lascia un commento »tutti i giornalisti italiani sono diventati dei ragionieri.
Pubblicato: 18 maggio 2012 Filed under: AGENDA della Politica italiana, Lettere, Commenti, Conversazioni Lascia un commento »In questo periodo storico tutti i giornalisti italiani sono diventati dei ragionieri.
E allora perchè non vanno ad amministrare condomini invece di scrivere articoli?
Paolo Ferrario
Franca Olivetti Manoukian, SMARRIRE IL PROPRIO FUTURO, in Spilli, APS Analisi Psicosociale, Milano
Pubblicato: 18 maggio 2012 Filed under: Olivetti Manoukian Franca Lascia un commento »VIAGGIO NELLA CRISI DELLA LEGA, di Curzio Maltese, introduzione di Ilvo Diamanti – Repubblica.it
Pubblicato: 11 maggio 2012 Filed under: Diamanti Ilvo, Lega nord Lascia un commento »
Arriva il primo e-book di Repubblica: si intitola “Viaggio nella crisi della Lega” ed è un instant book scritto da Curzio Maltese, con introduzione di Ilvo Diamanti. E’ in vendita su Amazon, 1 e in un solo giorno ha già raggiunto la prima posizione fra i bestseller italiani.
L’inchiesta di Maltese, fatta per Repubblica, è un viaggio tra Veneto, Piemonte Lombardia, un reportage in “Padania” che incrocia fatti e persone che contano - oppure hanno contato - nel mondo leghista. Le “tribù” della Lega, il mito della Padania così legato alla figura di Umberto Bossi e poi, naturalmente, gli scandali. Sullo sfondo, come osserva Ilvo Diamanti nell’introduzione, un quesito: “Quanto potrà durare? La Lega e la Padania: quanto resisteranno agli scandali che hanno coinvolto il gruppo dirigente leghista e per primo Bossi - insieme con il suo “cerchio” amico e familiare?”. Repubblica ha scelto la forma dell’e-book per proporre il racconto giornalistico degli avvenimenti a caldo in forma di raccolta e di riflessione, un modo nuovo per offrire un approfondimento su temi di attualità.
da L’ebook sulla crisi della Lega subito in testa su Amazon – Repubblica.it.
Giovanni Sartori, uno scenario per il Governo Monti
Pubblicato: 6 maggio 2012 Filed under: Governo Monti 16 Novembre 2001-, Sartori Giovanni Lascia un commento »Giovanni Sartori ha quindi ricordato di avere proposto, gia’ ai tempi della Bicamerale, un sistema francese che faccia passare al secondo turno 4 o anche 5 candidati
Pubblicato: 6 maggio 2012 Filed under: Elezioni, Sartori Giovanni Lascia un commento »Sartori ha ricordato di avere proposto, gia’ ai tempi della Bicamerale, un sistema francese che faccia passare al secondo turno 4 o anche 5 candidati per non radicalizzare troppo il sistema. I primi 2 candidati non dovrebbero avere diritto a ritirarsi, al contrario degli altri due o tre che potrebbero desistere e accedere ad una riserva di seggi del 15 per cento. Il pregio di questo sistema per Sartori e’ che non lascia vuoti di potere: se la maggioranza e’ coerente con la presidenza della Repubblica si avrebbe un sistema piu’ presidenziale, se invece non c’e’ corrispondenza il motore di governo diventerebbe il premier.
da Legge elettorale: uscire dal Porcellum? Le ricette di Sartori e D’Alimonte
Forse la vera ragione per smettere di scrivere è che sto invecchiando. Sono vecchia., ALICE MUNRO
Pubblicato: 5 maggio 2012 Filed under: Munro Alice, Prevecchiaia Lascia un commento »Alice Munro, SCRIVERE. O SMETTERE DI SCRIVERE, luglio 2005
Forse la vera ragione per smettere di scrivere è che sto invecchiando. Sono vecchia. Quando succede, fare le cose che devi fare richiede sempre più tempo e concentrazione. Pagare le bollette, ricordarti quando passa il camion della spazzatura, fare la raccolta differenziata, donare soldi a tutte quelle buone cause che hai promesso a te stessa di sostenere. Mantenere l’ordine intorno a te. Il disordine è molto più minaccioso di una volta – non è più perdonabile e disarmante, né un segno della propria creatività, ma una prova dell’arrivo della demenza senile, decisamente poco affascinante. In effetti è meno affascinante, la demenza, nelle donne che negli uomini. Lo stesso vale per l’aspetto fisico da mantenere presentabile. Richiede sempre più sforzo, non tanto arrestare il deterioramento quanto rallentarlo in modo che risulti accettabile a te stessa e agli altri. Tutte le pillole e gli esami e gli esercizi. Non puoi più martellare sui tasti, rapita alle tre di notte dal finale di una storia. Non puoi più essere il grande scrittore, quello con il brutto carattere e le cattive abitudini e la genialità graffiante dei vecchi film. Non che io lo sia mai stata (in effetti non ricordo che nessuno di questi geni sia mai stato una donna), ma l’idea è sempre sopravvissuta da qualche parte nella mia testa, come qualcosa che un giorno avrei potuto provare a essere.
Insomma: smetterei di scrivere per avere una vita più gestibile. E poi so che è molto raro produrre un capolavoro in questi ultimi anni di vita, e uno o due libri in meno non sarebbero una gran perdita per nessuno. Di sicuro non mi mancherà quel tormento – i tentativi a vuoto necessari perché una storia sia buona – o il vero e proprio orrore che provo nell’attesa che il libro venga pubblicato, per poi dar fondo al mio coraggio e uscire di casa ed esserne responsabile nel vasto mondo (in realtà sembra che sia vasto, ma il mondo dell’editoria, della critica letteraria, del pubblico dei lettori, è così piccolo che la maggior parte della gente che vive nel tuo paese, perfino nella tua cittadina, non saprà mai il tuo nome).
Non mi perderò niente, davvero.
Ma aspetta un attimo: che cosa c’era di così meraviglioso? Che cosa lo faceva sembrare irresistibile? Che cosa rendeva trascurabili questi inconvenienti? Se non è quando stai componendo il lavoro, non quando lo mandi all’editore, non quando ce l’hai in mano stampato, né quando lo leggi in pubblico o lo vedi entrare in classifica (e cominci a preoccuparti di quando ne uscirà), e nemmeno quando vince un premio, anche se devi ammettere che vincerlo è meglio che non vincerlo, allora quando è?
Il momento non è forse quello in cui hai l’idea, o meglio inciampi nell’idea, ci sbatti contro, come se stesse vagando da sempre nella tua testa? È già lì, ancora senza lineamenti precisi, ma armoniosa e brillante. Non è la storia. È lo spirito, il centro della storia, qualcosa che non è fatto di parole, ma che può sorgere alla vita, almeno a una vita pubblica, soltanto quando le parole lo avvolgono. Un oggetto ancora non guastato, ancora protetto dalle interferenze. In una forma più bella di quella che avrà mai, dopo essere stato stirato e schiacciato dentro le tue frasi. Pensa di poter essere soddisfatta da questo incontro soltanto, dal riconoscerlo e poi lasciarlo solo. Come sarebbe?
Vedremo.
Ringrazio Paolo Cognetti per avere rintracciato e tradotto questo splendido esercizio spirituale sulla pre-vecchiaia e Alessandra, del sito/blog Muoversi insieme che gentilmente me lo ha ricordato.
CONVERSARE ATTRAVERSO LA VOCE DI EMANUELE SEVERINO. Incontro con Paolo Ferrario, Como, 15 maggio 2012, ore 21 | da Segni di Paolo del 1948
Pubblicato: 4 maggio 2012 Filed under: Audio Lezioni, Severino Emanuele Lascia un commento »………….. E’ quindi inevitabile che, da che nasce, l’uomo avverta come prioritario l’andare alla ricerca di un Rimedio, di un Riparo che gli consenta di sopportare o addirittura di vincere l’angoscia, la sofferenza, la morte. Nascere è avvertirle da subito, sia pur confusamente.
Lo scopo essenziale, fondamentale di ogni forma di civiltà e di cultura è il continuo potenziamento del Riparo. Ogni gesto, azione, pensiero, affetto della vita quotidiana è sin dalla nascita un’espressione della volontà di essere al Riparo, cioè della volontà di potenza e di salvezza. Anche un bambino che un pomeriggio dalla luce grigio-previnca che precede il temporale sta sotto al tavolo grande della cucina ad aspettare un estraneo si sta mettendo a quel Riparo.
Emanuele Severino, IL MIO RICORDO DEGLI ETERNI, autobiografia, Rizzoli, 2011, pag.49/50
Colloquio in quattro tappe con Emanuele Severino, a cura di Antonio Ria, Televisione Svizzera, Programma LASER, RSI Rete 2, 30 aprile-3 maggio 2012. Audio
Pubblicato: 3 maggio 2012 Filed under: Severino Emanuele Lascia un commento »
Reblogged from Antologia del Tempo che resta:
Il lungo colloquio in quattro tappe con Emanuele Severino, che Antonio Ria ha incontrato nella sua casa di Brescia, prende l’avvio dalla pubblicazione di due importanti libri: la sua autobiografia, edita da Rizzoli col titolo “Il mio ricordo degli eterni”, e “La morte e la terra”, pubblicato da Adelphi, volume che in qualche modo corona e, almeno per ora, conclude la pluriennale ricerca dell’ottantatreenne filosofo italiano, dal pensiero complesso e sorprendente, definito da Massimo Cacciari «un gigante della filosofia e l’unico filosofo che nel Novecento si possa accostare a Heidegger».
Le tradizioni e le nostre personalità nel tempo attuale, in MuoversiInsieme: Aggiornamento del Mese di Aprile 2012
Pubblicato: 1 maggio 2012 Filed under: Saggi e Articoli Lascia un commento »Le tradizioni e le nostre personalità nel tempo attuale
“Ogni innovazione è una tradizione ben riuscita”. In questa incisiva frase di Carlo Petrini, il fondatore dell’associazione “Slow Food” e poi promotore dei meeting di Terra Madre, è contenuto in modo efficace il dilemma entro cui si sviluppano i cambiamenti dell’epoca in cui stanno vivendo le giovani e vecchie generazioni. In quest’articolo prenderemo in esame il tema della coppia tradizione/innovazione nelle loro conseguenze sulla vita quotidiana delle persone. E’ proprio in tempi di crisi come quelli che stiamo attraversando noi abitatori della vecchia Europa che si fanno più vi ve le domande “chi siamo ?” e “dove stiamo andando ?”. >>
La comunicazione non verbale nelle relazioni di aiuto, di Luciana Quaia, in MuoversiInsieme: Aggiornamento del Mese di Aprile 2012
Pubblicato: 1 maggio 2012 Filed under: COMUNICAZIONE, Muoversi Insieme Stannah, saggi e articoli Lascia un commento »
Viviamo in un mondo dominato dalla comunicazione virtuale: televisione, radio, telefono cellulare, applicazioni informatiche, Internet…, ne siamo talmente immersi e circondati da correre il rischio di dimenticare che noi stessi siamo comunicazione, strumento privilegiato di scambio che ci permette di entrare in contatto con l’altro, crescere e costruire senso di identità.
In questo articolo prenderemo in considerazione alcune forme della comunicazione non verbale, che è possibile riscontrare nei reali rapporti faccia a faccia fra gli individui..
Noi siamo “persone” perché siamo sopra tutto “relazione” e questo essere relazione diventa particolarmente cruciale in situazioni di difficoltà, quando il soggetto con cui siamo in contatto è in determinate condizioni di malattia che rendono auspicabili, se non obbligatori, atteggiamenti di cura.
Il termine aiutare trova la sua matrice etimologica nel latino ….
tutto l’articolo qui: La comunicazione non verbale nelle relazioni di aiuto
Crisi economica: intervista all’economista Alberto Quadrio Curzio – da Famiglia Cristiana
Pubblicato: 29 aprile 2012 Filed under: Governo Monti 16 Novembre 2001-, Politica economica, Quadrio Curzio Alberto 1 Commento »
Politica fiscale, tagli alle spese, benefici alle imprese, sviluppo delle infrastrutture e attenzione alle famiglie. Chiediamo lumi ad Alberto Quadrio Curzio,economista e membro dell’Accademia dei Lincei, abituato a interloquire, per capire come va il mondo, con banchieri, scienziati, governatori e capi di Governo, ma anche con negozianti e proprietari di bancarelle. Uno dei pochi economisti che conosce anche il prezzo del latte.
«In questi quattro mesi di Governo», spiega, «Mario Monti ha messo un grosso impegno per rimettere in sicurezza i nostri titoli di Stato sui mercati. L’esito è stato certamente positivo in quanto il nostro spread dai 570 punti dello scorso 9 novembre (data del suo insediamento) è sceso fino a 370. Significa 200 punti base, che tradotti in termini di onere di interessi vuol dire risparmiare 25 miliardi di euro l’anno!»
tutta l’intervista qui: Crisi economica: l’intervista all’economista Alberto Quadrio Curzio – News – Famiglia Cristiana.
TartaRugosa ha letto e scritto di: Pierre Bayard (2007) Come parlare di un libro senza averlo mai letto Excelsior 1881, Milano (traduzione di Anita Maria Mazzoli)
Pubblicato: 29 aprile 2012 Filed under: LIBRI, Quaia Luciana, SCRITTURA Lascia un commento »TartaRugosa ha letto e scritto di:
Pierre Bayard (2007)
Come parlare di un libro senza averlo mai letto
Excelsior 1881, Milano
(traduzione di Anita Maria Mazzoli)
Non leggo mai libri che devo recensire; non vorrei rimanerne influenzato(Oscar Wilde)
E’ stata una frase che mi ha fatto sobbalzare, guscio compreso.
Che vengo qui a fare, se non per raccontare a modo mio quel che leggo? Per una tartaruga lenta come me, c’è voluto un po’ di tempo per capire come si fa a parlare di qualcosa che non si conosce in maniera erudita, appropriata e soprattutto convincente per chi ascolta. Bayard non mi ha convinto del tutto, ma in alcune parti del suo ragionamento sì, eccome.
Ecco gli assiomi della non-lettura, secondo l’autore:
1) Avere una visione d’insieme
principio fondamentale perché “leggere un libro intero è una perdita di tempo … e l’interesse troppo vivo per un libro porta ad escludere tutti gli altri”. Questo assioma è molto rassicurante per un’ossessiva come me, che quando si trova a tu per tu con un libro non perde una riga, note comprese (il che rallenta ulteriormente il mio tempo). Oltretutto l’impresa è a dir poco gigantesca. Pur leggendo poco, un numero sempre maggiore di persone scrive, e inseguire il ritmo non è facile, soprattutto quando la pila di libri si accatasta, l’altezza diventa vertiginosa e il rischio del crollo rasenta la mia sicurezza. A quel punto, inspiegabilmente, TartaRugoso provvede a ristabilire livelli di accettabilità e, per il motto “Occhio non vede, cuore non duole” posso finalmente riprendere la mia abitudine di dedicarmi ad un unico testo, senza troppo soffrire per la perdita. Devo cambiare però abitudine, perché Bayard sostiene che la cultura è soprattutto una questione di orientamento: “non aver letto un libro non ha alcuna importanza per la persona colta … perché è spesso in grado di conoscerne la collocazione, vale a dire il modo in cui si situa rispetto agli altri libri”.
La non-lettura diventa quindi “una vera e propria attività, che consente nell’organizzarsi in proporzione alla vastità dei libri, al fine di non lasciarsi sommergere da essi”. Conoscere la relazione che un libro ha con altri libri significa saperne di più che averlo letto.
2) Orientarsi rapidamente all’interno di un libro
Secondo l’autore, sfogliare i libri senza leggerli evita di perdersi nei dettagli e “qualsiasi lettura troppo attenta, se non addirittura qualunque lettura, è un impedimento al possesso approfondito del suo oggetto”. A questo punto suggerisce due tecniche per lo sfogliare:
- lineare: si parte dall’inizio, si saltano righe e pagine e ci si dirige verso la fine
- circolare: lo sfogliare è disordinato, si saltella da una parte all’altra del libro e non se ne conclude la lettura
Questi modi di procedere sono molto più efficaci di chi passa magari ore infinite su un libro, decidendo poi di non concluderne la lettura
3) Sentire cosa gli altri ne dicono
“Moltissimi libri di cui siamo portati a parlare non sono mai passati effettivamente per le nostre mani, ma il modo in cui gli altri ce ne parlano, ci permette di farci un’idea di ciò che contengono”.
Passato il primo momento di sbigottimento, devo ammettere che alcune osservazioni sono valide, in quanto le ho potuto direttamente verificare suTartaRugoso, che si è molto rinforzato nel suo stile dopo questa lettura. In effetti per lui questi tre assiomi funzionano alla grande. Nella visione d’insieme delle librerie, lui sa sempre al primo colpo dove si colloca un testo, quali gli stanno accanto, l’argomento che tratta, nonché, spesso, la casa editrice e l’anno di pubblicazione.
Per il secondo punto, basta che io prenda un libro precedentemente letto (non letto??) da lui per notare quanto segue: sottolineature, parole chiave a margine, asterischi nelle prime pagine, poi il testo torna ad essere intonso per rivivacizzarsi alla fine. Elementi più che sufficienti per parlare del contenuto per ore.
Quanto al terzo assioma, ho ancora nelle orecchie una sua brillante recensione di un libro corposo assolutamente non letto, ma di cui mi ero premurata io a fargli notare alcuni passaggi interessanti.
Bayard ha evidentemente ragione. Però, aggiungo io, se si tratta di un romanzo giallo, questo sistema di non leggere fa perdere tutto il fascino della scoperta dell’indizio, salvo accontentarsi di andare subito alla fine e, attraverso la quarta di copertina, assemblare sufficienti informazioni per raccontare la vicenda a chi non la conosce.
Un’altra disquisizione importante fatta da Bayard riguarda il caso della dimenticanza. Un libro può essere letto con estrema attenzione e poi dimenticato. “Non conserviamo nella nostra memoria dei libri omogenei, ma dei frammenti strappati a letture parziali, spesso mescolati gli uni agli altri, e per di più rielaborati dai nostri personali fantasmi”. Afferma, citando Montaigne, che noi dimentichiamo una percentuale altissima dei libri che abbiamo letto per davvero e in forma completa, anzi di essi ci formiamo una specie di immagine interiore costituita non tanto di quello che vi era veramente scritto, bensì di cosa ci ha suscitato nella mente.. Ecco quindi il fenomeno della de-lettura: “un movimento fatto al tempo stesso di scomparsa e di offuscamento dei riferimenti, che trasforma i libri, spesso ridotti al solo titolo o a qualche pagina approssimativa, in vaghe ombre che scivolano sulla superficie della nostra coscienza”. E anche in questo caso devo dargli ragione. L’evanescenza della memoria, dopo un po’ di anni, fa sì che nel riprendere in mano un libro si abbia la sensazione di non averlo letto, se non in alcuni passaggi che ci hanno particolarmente emozionato.
L’autore prosegue dando pure indicazioni di situazioni in cui il non-lettore deve parlare di libri che non ha letto. Quella più divertente è quando questo evento accade davanti alla persona che è autrice del libro stesso.
Molto diplomaticamente Bayard suggerisce: “parlarne bene senza entrare nei dettagli. L’autore non si aspetta affatto un riassunto o un commento argomentato dal suo libro: egli si aspetta solamente che gli si dica di avere apprezzato ciò che ha scritto”. Sarebbe comunque interessante che qualcuno si prendesse la briga di fare un elenco dei libri che per davvero vale la pena di non leggere, neppure secondo i criteri sin qui evidenziati.
Verso la fine (e questo, se uno avesse seguito le istruzioni date, avrebbe veramente risparmiato un bel po’ di tempo) si capisce la vera natura di Bayard, che oltre ad essere professore di letteratura francese, è anche psicanalista.
“Non è tanto il libro come tale ad esistere, ma l’insieme di una situazione di comunicazione in cui esso circola e si modifica … è un oggetto mobile … che subisce variazioni sensibili in funzione degli scambi che si producono riguardo ad esso”.
Secondo Bayard “i libri di cui parliamo non sono solo i libri reali che un’immaginaria lettura integrale ritroverebbe nella loro materialità oggettiva, ma anche dei libri-fantasma che sorgono all’incrocio delle virtualità inespresse di ogni libro e del nostro inconscio”.
Questo significa che in ogni libro che leggiamo sarà maggiore la forza espressa dall’inconscio, piuttosto che la precisione della lettura.
“Un buon lettore fa una traversata di libri, dato che sa che ciascuno di essi è portatore di una parte di se stesso e può aprirgli una strada … L’invenzione del libro di cui ci si è appropriati, in qualsiasi contesto di parola e scrittura, sarà tanto più credibile quanto più sarà condotto dalla verità del soggetto e inscritto nel prolungamento del suo universo interiore”.
Quindi una nuova forma per sviluppare creatività e immaginazione sarebbe quella di insegnare che un libro si reinventa a ogni lettura e che in ogni libro il lettore debba metterci innanzi tutto del suo.
Nessuna paura dunque a parlare con convinzione di qualcosa che “immaginiamo”: sarà la nostra abilità a renderla coerente con il contenuto che si suppone che quel testo abbia e il gioco è fatto. Ammesso che i professori-educatori possiedano la stessa tolleranza di Bayard.
Il quale, a supporto di quanto afferma, cita opere letterarie di Musil, Valéry, Eco, Montaigne, Greene, Siniac, Murray, Lodge, Balzac, Soseki, Wilde, in una forma così dettagliata e minuziosa da contraddire se stesso.
ALOISCAFFE’ di Cantù: spazio di aggregazione per malati di Alzheimer e loro familiari, servizio organizzato dalla COOPERATIVA SOCIALE PROGETTO SOCIALE: la psicologa LUCIANA QUAIA incontra i familiari il 12 maggio 2012, 14,40-17.00
Pubblicato: 29 aprile 2012 Filed under: Alzheimer, Cantù, Conversazioni, Famiglie Lascia un commento »Massimo Cacciari: ” non c’entro niente con Verso Nord e l’ho ribadito cento volte. Sono degli amici”
Pubblicato: 26 aprile 2012 Filed under: Cacciari Massimo, elezioni locali, Partiti e coalizioni Lascia un commento »Si dice che movimento Verso Nord, di cui fanno parte tra gli altri, ex leghisti come Cé e Fistarol si presenterà alle prossime Amministrative a Belluno e Cantù. Ce lo conferma?
“Non ne so nulla. Io non c’entro niente con Verso Nord e l’ho ribadito cento volte. Sono degli amici e una volta ho partecipato a un loro dibattito. Ma non ho idea di che cosa vogliano fare”.
Enzo Bianchi, LE VIE DELLA FELICITA’
Pubblicato: 26 aprile 2012 Filed under: Bianchi Enzo Lascia un commento »- Audio: Enzo Bianchi, LE VIE DELLA FELICITA‘.dbf
AUDIO e VIDEO LEZIONI di Paolo Ferrario, 2006 – 2012
Pubblicato: 24 aprile 2012 Filed under: Audio Lezioni 1 Commento »AUDIO e VIDEO LEZIONI di Paolo Ferrario
(La pagina di accesso agli Audio e relative dispense è accessibile con maggiore chiarezza qui: FORMAZIONE in materia di POLITICA DEI SERVIZI SOCIALI ed EDUCATIVI)
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La pagina di accesso agli Audio e relative dispense è accessibile con maggiore chiarezza qui: FORMAZIONE in materia di POLITICA DEI SERVIZI SOCIALI ed EDUCATIVI
Giampaolo PANSA presenta: TIPI SINISTRI, i gironi infernali della casta rossa, Rizzoli, 2012
Pubblicato: 22 aprile 2012 Filed under: Elezioni, italiani, LIBRI NEWS, Pansa Giampaolo, Partiti e coalizioni, sinistre 1 Commento »Ilvo Diamanti: dopo Monti è impossibile un sistema politico con gli stessi partiti
Pubblicato: 21 aprile 2012 Filed under: Diamanti Ilvo, Elezioni, Governo Monti 16 Novembre 2001-, Partiti e coalizioni Lascia un commento »
Giovanni Sartori analizza l’attuale situazione politica, 19 aprile 2012
Pubblicato: 21 aprile 2012 Filed under: AGENDA della Politica italiana, Governo Monti 16 Novembre 2001-, Sartori Giovanni Lascia un commento »
Massimo Cacciari, il Partito della Nazione puo’ diventare il primo partito in poco tempo
Pubblicato: 20 aprile 2012 Filed under: Cacciari Massimo, Partiti e coalizioni Lascia un commento » ”Penso che il Partito della Nazione sia una ipotesi molto concreta. Perche’ se Casini trova un raccordo forte con l’area Monti diventa il secondo o anche il primo Polo nel giro di poco tempo. E questo lo sanno benissimo sia il Pdl che il Pd”.
Lo ha detto Massimo Cacciari al programma di Radio2 ‘Un Giorno da Pecora’.
A quali partiti toglierebbe voti la nuova formazione del leader Udc? ”Secondo me -ha detto Cacciari- puo’ prendere voti sia all’area ex Margherita del Pd, sia all’area cattolico liberale del Pdl. Sia a destra che a sinistra”. E quale partito resterebbe il piu’ forte? ”Oggi e’ sicuramente il centrosinistra, se il Pd si presenta con Vendola e Di Pietro”.
A lei piacerebbe entrare nel Partito della Nazione? ”No, basta partiti, non voglio piu’ far parte di partiti finche’ vivo”, ha concluso Cacciari.
DA Nuovo polo: Cacciari, puo’ diventare primo partito in poco tempo.
Pietro Ichino: il modo di ragionare della vecchia sinistra
Pubblicato: 20 aprile 2012 Filed under: Ichino Pietro, sinistre Lascia un commento »Strano modo di ragionare, quello della vecchia sinistra.
Polemizza ferocemente contro i mercati finanziari, che pretendono di controllare le cose di casa nostra; ma predica il ritorno a una politica di libero indebitamento dello Stato. Come farebbe lo Stato a indebitarsi, se non ci fossero i mercati finanziari? E chi mai sarebbe disposto a prestarci il suo denaro senza controllare che siamo in grado di restituirlo?
Dice di difendere i giovani, ma poi si oppone al nuovo articolo 81 della Costituzione che il Senato ha approvato martedì scorso: una norma che non vieta di prendere denaro a prestito, ma impone soltanto di non lasciare il debito da pagare ai figli e ai nipoti, come la mia generazione ha fatto e sta ancora facendo
da Pietro Ichino | LA STRANA POLEMICA DELLA VECCHIA SINISTRA CONTRO L’EQUILIBRIO DI BILANCIO.
Cure palliative, Corso “approccio clinico-psicologico al malato in fase avanzata e presa in carico dei familiari”, Como, 3 maggio 2012, 8,30-17,30. Fra i docenti: LUCIANA QUAIA
Pubblicato: 17 aprile 2012 Filed under: Cure palliative, relazioni a convegni 1 Commento »
qui la locandina del Corso: http://www.hospicecomo.it/Locandina_corso_ECM_2.pdf
Roberto Benigni sulla famiglia Bossi e la Lega Nord, a Che tempo che fa del 15 aprile 2012, #bossi #lega
Pubblicato: 16 aprile 2012 Filed under: Benigni Roberto, corruzione, Lega nord 1 Commento »Roberto Benigni su Berlusconi: … se dico MI MANCA …, a Che Tempo che Fa del 15 aprile 2012
Pubblicato: 16 aprile 2012 Filed under: Benigni Roberto, destre, satira 1 Commento »Gli assiomi della comunicazione secondo Paul Watzlawick
Pubblicato: 16 aprile 2012 Filed under: comunicazione sistemica, Watzlawick Paul (1921-2007) 1 Commento »GLI ASSIOMI DELLA COMUNICAZIONE
Gli assiomi della comunicazione furono definiti da Paul Watzlawick e altri studiosi della Scuola di Palo Alto (California), allo scopo di identificare alcune proprietà della comunicazione, ed utilizzarle per diagnosticare alcune patologie. Ne definì cinque: l’impossibilità di non comunicare; i livelli comunicativi di contenuto e relazione; la punteggiatura della sequenza di eventi; la comunicazione numerica e analogica; l’interazione complementare e simmetrica.
Il primo assioma dice che è impossibile non comunicare: qualsiasi interazione umana è una forma di comunicazione. Qualunque atteggiamento assunto da un individuo, diventa immediatamente portatore di significato per gli altri.
Il secondo stabilisce un rapporto tra il contenuto e la relazione che c’è fra i comunicanti: secondo gli studiosi di Palo Alto il contenuto classifica la relazione. Ogni comunicazione comporta un aspetto di metacomunicazione che determina la relazione tra i comunicanti. Ad esempio, la mamma che ordina al bambino di andare a fare il bagno esprime, oltre al contenuto (la volontà che il bambino si lavi), anche la relazione che intercorre tra chi comunica e chi è oggetto della comunicazione, nel caso particolare quella di superiore/subordinato.
Il terzo assioma evidenzia la connessione tra la punteggiatura della sequenza di comunicazione e la relazione che intercorre tra i comunicanti: il modo di interpretare la comunicazione è in funzione della relazione tra i comunicanti. Poiché la comunicazione è un continuo alternarsi di flussi comunicativi da una direzione all’altra e le variazioni di direzione del flusso comunicativo sono scandite dalla punteggiatura, il modo di leggerla sarà determinato dal tipo di relazione che lega i comunicanti. Ad esempio, se una scimmietta potesse stabilire la punteggiatura delle comunicazioni, potrebbe affermare di avere ben addestrato il proprio padrone, in quanto ogni volta che si mette a ballare questi è subito pronto a suonare il proprio organetto.
Il quarto assioma attribuisce agli esseri umani la capacità di comunicare sia analogicamente sia digitalmente. Quando gli esseri umani comunicano per immagini, ad esempio disegnando, la comunicazione è analogica. La comunicazione analogica si basa sulla somiglianza tra gli strumenti di supporto e le grandezze rappresentate: mantiene quindi un rapporto di analogia con i fenomeni e gli oggetti che designa e trasmette. Esempi di mezzi di comunicazione analogici sono: il termometro a mercurio, l’orologio a lancette. Quando si comunica usando le parole, la comunicazione segue il modulo digitale. Questo perché le parole sono segni arbitrari che permettono una manipolazione secondo le regole della sintassi logica che li organizza. La comunicazione digitale si basa sull’uso di segnali discreti per rappresentare in forma numerica i fenomeni e gli oggetti che intende designare. Esempi di mezzi di comunicazione digitali sono: il fax, il compact disc, l’orologio a cristalli liquidi (in cui l’indicazione dell’ora e delle sue frazioni è visualizzata con scatti di cifre).
Infine, per il quinto assioma, tutti gli scambi comunicativi si fondano o sull’uguaglianza o sulla differenza e quindi possono essere simmetrici o complementari. Si dicono complementari gli scambi comunicativi in cui i comunicanti non sono sullo stesso piano ( mamma/bambino, dipendente/datore di lavoro). Sono simmetrici gli scambi in cui gli interlocutori si considerano sullo stesso piano: è questo il caso di comunicazioni tra pari grado.(marito/moglie, compagni di classe, fratelli, amici)
da Gli assiomi della comunicazione.
Carl Gustav Jung L’individuazione, da L’Io e l’inconscio, Boringhieri 1967, p.87-88
Pubblicato: 14 aprile 2012 Filed under: Jung Carl Gustav (1875-1961), personalità 1 Commento »Carl Gustav Jung
L’individuazione
da L’Io e l’inconscio, Boringhieri 1967, p.87-88


Scheda su Carlo Tullio Altan, di Paolo Ferrario
Pubblicato: 14 aprile 2012 Filed under: Schede, Tullio - Altan Carlo (1916-2005) Lascia un commento »I suoi studi e riflessioni hanno avuto per oggetto le religioni ed i simboli ( Lo spirito religioso del mondo primitivo, Il Saggiatore, Milano, 1960, Soggetto, simbolo e valore, Feltrinelli, Milano, 1992, Le grandi religioni a confronto, l’età della globalizzazione, Feltrinelli, 2002, Ethnos e Civiltà, Feltrinelli, Milano, 1995), i fondamenti dell’approccio antropologico alla analisi sociale ( Antropologia funzionale, Bompiani, Milano, 1968; Manuale di Antropologia Culturale, Bompiani, Milano, 1971; Antropologia, storia e problemi, Feltrinelli, Milano, 1983), Le classi sociali e i valori giovanili (con Alberto Marradi, Valori, classi sociali e scelte politiche, Bompiani, Milano, 1976; con Roberto Cartocci, Modi di produzione e lotta di classe in Italia,Mondadori-Isedi, 1979), la cultura civica degli italiani (La nostra Italia, Feltrinelli, Milano, 1986; Populismo e trasformismo, Feltrinelli, Milano, 1989).
Negli ultimi anni si dedicò all’elaborazione di un idealtipo dell’ethnos, analizzato nelle sue cinque componenti:epos, ethos, logos, genos e topos, allo scopo di trovare una soluzione scientifica sul piano dell’antropologia, al conflitto tra i vari etnocentrismi e l’esigenza di un nuovo ordine internazionale.
Le tradizioni e le nostre personalità nel tempo attuale | di Paolo Ferrario, in Muoversi Insieme, 2012
Pubblicato: 13 aprile 2012 Filed under: Bisogni, Ciclo di vita, Culture, Culture politiche, Muoversi Insieme Stannah, personalità, Saggi e Articoli, Simboli 1 Commento »“Ogni innovazione è una tradizione ben riuscita”. In questa incisiva frase di Carlo Petrini, il fondatore dell’associazione “Slow Food” e poi promotore dei meeting di Terra Madre, è contenuto in modo efficace il dilemma entro cui si sviluppano i cambiamenti dell’epoca in cui stanno vivendo le giovani e vecchie generazioni. In quest’articolo prenderemo in esame il tema della coppiatradizione/innovazione nelle loro conseguenze sulla vita quotidiana delle persone. E’ proprio in tempi di crisi come quelli che stiamo attraversando noi abitatori della vecchia Europa che si fanno più vive le domande “chi siamo ?” e “dove stiamo andando ?” … segue
tutto l’articolo qui: Le tradizioni e le nostre personalità nel tempo attuale | Muoversi Insieme.
nuova introduzione della rinnovata edizione del libro di Luca Ricolfi «Il sacco del Nord», Guerini editore
Pubblicato: 13 aprile 2012 Filed under: Ricolfi Luca 3 Commenti »estratto della nuova introduzione della rinnovata edizione del libro di Luca Ricolfi «Il sacco del Nord» (Guerini editore). Il volume torna in libreria in questi giorni per la grande attualità del tema.
Sono passati solo due anni, ma a me sembrano un’eternità. Quando, nel 2010, uscì la prima edizione de Il sacco del Nord, la crisi sembrava in via di superamento, Berlusconi era ancora in sella, e io stesso – pur esprimendo tutto il mio pessimismo – non escludevo completamente la possibilità che il federalismo a un certo punto decollasse, in qualche versione più o meno incisiva.
Ora siamo nel 2012, e la situazione è completamente cambiata. Il posto di Berlusconi è stato preso da Monti, e dei tre scenari che avevo ipotizzato si è chiaramente imposto quello meno favorevole al federalismo, uno scenario che allora avevo battezzato "scenario A" perché lo consideravo il più probabile dei tre. In effetti, in soli due anni le probabilità che l’antico disegno della Lega vedesse la luce si sono praticamente azzerate. Dopo venti anni di progetti e discorsi inconcludenti, l’eventualità di vedere, finalmente, un’Italia rifondata e risanata dal federalismo è completamente evaporata.
Ma come siamo arrivati a questo punto? E soprattutto, perché le cose sono andate così? Si potrebbe pensare che l’eclissi del federalismo sia la naturale conseguenza della caduta di Berlusconi e della sua sostituzione con Monti. Una interpretazione che pare supportata da due circostanze:
a) il nuovo governo è nato senza l’appoggio della Lega, che è immediatemente divenuta la principale forza di opposizione;
b) l’unico tema importante accuratamente evitato da Mario Monti nel suo discorso di insediamento è stato proprio il federalismo.
Per quanto a prima vista plausibile, questa interpretazione è però profondamente sbagliata. Non perché Monti sia un fervente federalista, ma perché, di fatto, il federalismo era già stato sostanzialmente svuotato dal precedente governo e dalla Lega stessa. (….)
A forza di parlare di federalismo (è da vent’anni che lo si fa), rischiamo di dimenticare qual è la sua origine, ovvero quali sono i problemi per risolvere i quali il disegno federalista ha preso piede in Italia all’inizio degli Anni 90. Se andiamo alle radici e lasciamo da parte il folclore – Roma ladrona, i terroni, la Padania è piuttosto chiaro che la ratio principale del federalismo non era, all’origine, quella di rendere più efficiente la pubblica amministrazione, o di restituire alle Regioni settentrionali il maltolto (circa 50 miliardi di euro, secondo le stime più prudenti contenute in questo libro). No, la funzione e lo scopo del federalismo erano più semplici e più fondamentali: permettere ai territori più dinamici e produttivi del Paese di tornare a crescere a un ritmo ragionevole, liberandoli da un’oppressione fiscale che – nei primi Anni 90 – stava ormai soffocando l’economia italiana, sempre meno capace di espandere l’occupazione, reggere la concorrenza internazionale, innovare prodotti e processi.
Detto in altre parole: il federalismo non era principalmente un fine, un ideale politico, bensì un mezzo, un potente strumento di raddrizzamento dell’economia e della società italiana. E’ in quanto il sistema economico nazionale stava perdendo colpi, e le Regioni del Nord non riuscivano più a farsi carico degli sprechi e delle inefficienze di quelle del Sud, che il federalismo cominciò ad apparire a molti come una soluzione interessante e possibile. Anche se le cifre degli sprechi, dell’evasione fiscale, e soprattutto dell’immane trasferimento di risorse da Nord a Sud – 50 miliardi di euro l’anno – si conosceranno solo diversi anni dopo, fin da allora la diagnosi di fondo era più che chiara: se l’Italia vuole fermare il declino e tornare a crescere, di quei 50 miliardi almeno una parte deve rientrare al Nord, e deve servire a rimettere i produttori in condizione di fare il loro mestiere.
Ecco perché dico che, anche nell’ipotesi improbabile che fra una decina d’anni il federalismo dovesse essere entrato a regime, esso avrebbe comunque tradito la sua missione fondamentale: che non era di instaurare un assetto sociale o politico, bensì di ridare slancio all’economia e alla società italiane. Un compito che si pone da un ventennio, ma che negli ultimi anni era diventato urgente e improrogabile, e con la crisi internazionale del quinquennio 2007-2012 sta diventando una questione di vita o di morte per il nostro Paese. Perché tutti i dati dicono che da almeno 15 anni perdiamo colpi verso i Paesi a noi consimili, e che il nostro compito è di invertire un trend, non certo di rallentare ulteriormente il processo di modernizzazione del Paese. L’aver rimosso dalla riflessione politica questo compito, e avere accettato di spostare ancora in avanti l’entrata in vigore del federalismo, è probabilmente il più grave errore politico che la Lega abbia compiuto da quando esiste, perché – verosimilmente – esso condurrà alla scomparsa del federalismo dal centro della scena politica. Divenuto inutile, in quanto fuori tempo massimo, per risolvere il problema da cui era nato, il federalismo è destinato a entrare nel museo dei sogni politici del passato, che possono trastullare ancora a lungo i militanti, ma sono ormai fuori della realtà e del sentire comune.
Bruciato dai suoi stessi ideatori il sogno federalista, l’Italia dovrà trovare altre strade per risolvere i suoi problemi.
da Il sogno svanito del federalismo – LASTAMPA.it.
Individuazione: processo di differenziazione che ha per meta lo sviluppo della personalità individuale
Pubblicato: 10 aprile 2012 Filed under: Educazione e formazione, Individui, Jung Carl Gustav (1875-1961) 1 Commento »“ L’individuazione è in generale il processo di formazione e di caratterizzazione dei singoli individui, e in particolare lo sviluppo dell’individuo psicologico come essere distinto dalla generalità, dalla psicologia collettiva.
L’individuazione è quindi un processo di differenziazione’ che ha per meta lo sviluppo della personalità individuale”
CARL GUSTAV JUNG (1875 – 1961), “ Tipi psicologici “ (“Psychologische Typen”, Rascher, Zurich 1921), trad. it. di Cesare Musatti e Luigi Aurigemma, Boringhieri, Torino 1969, pp. 463 – 465
da C. G. Jung. Individuazione, formazione e norma collettiva.
“Chi vive nel “mondo” non può esperire in sé nient’altro che la lotta tra una moltitudine di valori. Egli deve scegliere quale di questi dei vuole o deve servire”, Max Weber
Pubblicato: 9 aprile 2012 Filed under: Citazioni, Weber Max 1 Commento »Sostiene Max Weber
Egli deve scegliere quale di questi dei vuole o deve servire”
articoli pubblicati da Luca Ricolfi su La Stampa, da http://www.polena.net
Pubblicato: 7 aprile 2012 Filed under: Ricolfi Luca Lascia un commento »gli articoli pubblicati da Luca Ricolfi su La Stampa.
Mario Monti gode della fiducia del 60% dei cittadini. In altri termini: nonostante le scelte e le politiche del governo – ritenute poco eque, dal punto di vista sociale – abbiano suscitano l’insoddisfazione di ampi settori della popolazione, il sostegno verso Monti e il suo governo resta molto ampio – di Ilvio Diamanti in Repubblica.it
Pubblicato: 2 aprile 2012 Filed under: Diamanti Ilvo, Governo Monti 16 Novembre 2001- 1 Commento »…
secondo Ipsos di Pagnoncelli, l’azione del governo è tuttora valutata in modo positivo da oltre il 56% degli elettori. Una misura simile a quella rilevata dall’Ispo di Mannheimer: 54% (in risalita nell’ultima settimana). Un livello mai raggiunto dal governo Prodi dal 2006 al 2008, ma neppure dal governo Berlusconi negli anni successivi. Personalmente, inoltre, Mario Monti gode della fiducia del 60% dei cittadini. In altri termini: nonostante le scelte e le politiche del governo - ritenute poco eque, dal punto di vista sociale - abbiano suscitano l’insoddisfazione di ampi settori della popolazione, il sostegno verso Monti e il suo governo resta molto ampio. La maggioranza assoluta degli elettori si fida di lui assai più che degli altri leader politici. Del governo più che dei partiti e delle organizzazioni di categoria.
…
Monti e il Montismo, con le debite distanze e differenze, sono percepiti e concepiti da un’ampia parte degli elettori, come Tangentopoli vent’anni dopo. Cioè: uno strumento per “liberarsi” del sistema politico precedente. Allora: la Prima Repubblica. In questo caso: il Berlusconismo (e l’anti-Berlusconismo). Le logiche e gli attori che hanno guidato la Seconda Repubblica. Il Montismo, il “potere in mano ai tecnici”, senza la mediazione dei partiti e senza la legittimazione elettorale, riflette, quindi, il disagio dei cittadini verso la nostra democrazia rappresentativa. Indica una domanda - confusa - di cambiamento, largamente condivisa.
Il principio del montismo – Repubblica.it.
Il cambiamento di equilibrio sistemico che Monti persegue sarà lo spartiacque della politica italiana nel prossimo futuro, da Newsletter Pietro Ichino – Newsletter n. 194
Pubblicato: 2 aprile 2012 Filed under: Governo Monti 16 Novembre 2001-, Ichino Pietro Lascia un commento »Il cambiamento di equilibrio sistemico che Monti persegue sarà lo spartiacque della politica italiana nel prossimo futuro; e noi democratici dobbiamo dire in modo netto dove ci collochiamo rispetto ad esso: leggi
Audio di Ferruccio De Bortoli, sull’attuale SITUAZIONE POLITICA E SUL GOVERNO MONTI/NAPOLITANO, intervista a Che tempo che fa, 1 aprile 2012
Pubblicato: 1 aprile 2012 Filed under: De Bortoli Ferruccio, Governo Monti 16 Novembre 2001- 1 Commento »MASSIMO CACCIARI: PERCORSO DI RIFLESSIONE FILOSOFICA SULLA MORTE E IL MORIRE
Pubblicato: 30 marzo 2012 Filed under: Cacciari Massimo, Vita/Morte 1 Commento »
STORIE DEL CINEMA CHE CURANO | di Luciana Quaia in Muoversi Insieme, 2012
Pubblicato: 29 marzo 2012 Filed under: biografie, Cinema e Film, emozioni, personalità, Quaia Luciana 1 Commento »…. il tema della potenza delle storie e delle narrazioni, sia riferendoci all’uso delle fiabe per risolvere i conflitti del bambino, sia al racconto autobiografico nei diversi passaggi dei cicli di vita, sia come possibilità di rispecchiamento e di identificazione in momenti cruciali della propria esistenza, quando diventa urgente ridefinire visioni, convinzioni e strategie operative per il futuro.
…. qui di seguito si parlerà della funzione di cura rappresentata dal grande schermo.
Il cinema, con le sue innumerevoli storie, riproduce e continua a mettere in scena tutte le potenzialità dell’essere vivente e le sue modalità di esprimerle, permettendo allo spettatore, in una durata limitata di tempo, di rivivere nella storia raccontata la propria vicenda umana …
vai all’intero articolo qui: Cinema che cura | Muoversi Insieme.
LE MAPPE DI ILVO DIAMANTI, da Demos & Pi
Pubblicato: 27 marzo 2012 Filed under: Diamanti Ilvo Lascia un commento »
La geografia degli orientamenti culturali, sociali e politici degli italiani, tracciata dagli articoli di Ilvo Diamanti per La Repubblica.
da Demos & Pi.













Paolo Ferrario: CONSULENZE BIBLIOGRAFICHE PER STUDIO E TESI
Pubblicato: 25 maggio 2012 | Autore: PolSer | Filed under: Bibliografie, Lettere, Commenti, Conversazioni | Lascia un commento »Vai a: Paolo Ferrario: CONSULENZE BIBLIOGRAFICHE PER STUDIO E TESI