“Che cosa farebbe
se il black-out capitasse improvvisamente a casa sua?”
Rispose:
“Accetterei il buio
e organizzerei la situazione.
Mi metterei cioè a fare
insieme con altri
un’attività giusta per il buio”
“Che cosa farebbe
se il black-out capitasse improvvisamente a casa sua?”
Rispose:
“Accetterei il buio
e organizzerei la situazione.
Mi metterei cioè a fare
insieme con altri
un’attività giusta per il buio”
Fu chiesto a Franco Basaglia: “Che cosa farebbe se il black-out capitasse improvvisamente a casa sua?”
Rispose: “Accetterei il buio e organizzerei la situazione.
Mi metterei cioè a fare insieme con altri un’attività giusta per il buio“
Contesto della citazione:
UN’ATTIVITÀ GIUSTA PER IL BUIO…
Il caso ci offre a volte esempi inattesi e concreti a convalida delle nostre astrazioni e proprio mentre cercavo il modo di chiarire il mio pensiero fui colpita, parecchi anni fa, dall’affermazione di Franco Basaglia al quale nel corso di un’intervista avevano posto la domanda:
“Che cosa farebbe se il black-out (l’improvviso oscuramento totale che allora colpì New York) capitasse a casa sua?”.
La risposta fu:
“Accetterei il buio e organizzerei la situazione. Mi metterei cioè a fare insieme con altri un’attività giusta per il buio”.
Questo risuona in me come una di quelle espressioni emblematiche capaci di aprire porte ad ogni livello. Una specie di Apriti Sesamo universale. Forse l’intervistato non si è reso conto di aver impartito un insegnamento eccezionalmente concreto e al tempo stesso di una portata che supera immensamente il caso specifico che l’ha provocato.
Accetterei il buio… mi metterei in condizione di fare un’attività giusta per il buio….
Lascio a voi — e a me stessa! — la facoltà di sostituire “il buio” con situazioni ben diverse da quelle create da una semplice interruzione di corrente (infermità? Insuccesso?, Vecchiaia?) e di chiedersi “sarei io capace di assumere, di ricreare?”…. Il che equivale a dire “sono io disposto a vivere oppure a ‘essere vissuto’ ?”
Tratto da: Giovannella Baggio, Adulti e gioco, Anziani Oggi n.2/3 1998, p. 77
Giovannella Baggio è Geriatra in Sassari
12 settembre 2010
Speciale Basaglia: Abbiamo a lungo pensato a cosa dire in questa circostanza.
Non è facile mettere insieme passioni e sentimenti, analisi politiche e valutazioni scientifiche quando si parla di Franco Basaglia. E tanto più è difficile in un Paese come il nostro, in un Paese senza memoria, in un Paese che fa ogni cosa per cancellare la memoria nella piattezza dei luoghi comuni, nella riproduzione dei pregiudizi, nella mancanza di una reale possibilità di comunicazione.
Nei servizi di salute mentale, nelle scuole, nelle università il lavoro scientifico di Franco Basaglia è sconosciuto.
Il recente film televisivo ha squarciato un velo di inerzia e di sciatteria. Da allora, un po’ dappertutto, registriamo curiosità, interrogazioni, sorprese.
Pensiamo che, 30 anni dopo, la cosa più importante da fare è produrre conoscenza, narrare, mettere a disposizione testimonianze, documenti, esperienze
Con due interviste trovate negli archivi RAI che pongono, anche con la forza dell’immagine, questioni sulle quali non finiremo mai d’interrogarci, vogliamo aprire uno spazio di testimonianze, di analisi recenti e riproposte, documenti intorno che, a mezzo secolo dalla prima “assemblea goriziana” ancora agitano e sostengono il lavoro intorno alla psichiatria e alla salute mentale.
Speciale Basaglia:
Trent’anni fa moriva Franco Basaglia « forumsalutementale.it.