Presentazione del volume
“Giorgio Napolitano. I discorsi veneziani“, a cura di Nicola Pellicani, Marsilio Editore.
9 maggio 2013, Spazio M9, Mestre.
Con Cesare De Michelis, Giuliano Segre, Giuseppe Zaccaria, Massimo Cacciari, Nicola Pellicani.
Presentazione del volume
“Giorgio Napolitano. I discorsi veneziani“, a cura di Nicola Pellicani, Marsilio Editore.
9 maggio 2013, Spazio M9, Mestre.
Con Cesare De Michelis, Giuliano Segre, Giuseppe Zaccaria, Massimo Cacciari, Nicola Pellicani.
in momenti di CRISI DELLE DEMOCRAZIE
la capacità di DECIDERE IN SITUAZIONI DI ECCEZIONE è necessaria
Audio, Massimo Cacciari sulle due componenti interne del PD, un partito che non è mai nato:
VAI ALL’AUDIO DI
ci vorrebbe un grande poeta tragicomico per raccontare l’imminente incontro fra il comico Grillo e Napolitano
da una parte, la cultura politica del Novecento, in uno dei suoi volti più nobili, il leader che ha concepito tutta la propria “missione” nel senso del contenere e frenare gli impulsi eversivi provenienti dalla propria stessa base sociale, di dare a essi una forma organizzativa e politica, inseguendo l’ideale del partito “moderno Principe”, autorevole non solo per solidità morale, ma per la selezione, preparazione e competenza della sua classe dirigente; dall’altra, il rappresentante dello sfascio storico, almeno in Italia, di quell’ideale, e che sulle sue rovine costruisce le proprie fortune; il sintomo, preziosissimo a saperlo leggere, della crisi dell’idea stessa di rappresentanza, sostituita dai miti della partecipazione diretta e della “bontà” tout-court del “popolo sovrano”.
Da una parte, il Novecento delle grandi organizzazioni di massa, della “battaglia delle idee”, tragedia e nobiltà; dall’altra, la “società liquida”, sterminata massa di solitudini che si incontrano nel web “immateriale”, la cui Voce Grillo raccoglie e ripete. Naturalmente, finge, da artista qual è, di raccogliere e ripetere. E’ lui, e solo lui, a orchestrare il rapporto. Ma è la finzione che conta, e questa per il momento è perfettamente riuscita.

Per fare uscire il Paese dalla crisi, non solo economica, per Massimo Cacciari serve un nuovo Governo che rappresenti “un’alleanza ampia, dal Pd ai centristi al Sel, guidata da Monti. E’ l’unico modo”.
Il filosofo ed ex sindaco di Venezia ne parla oggi in un’intervista alla ‘Nuova Venezia’, proprio nei giorni in cui il professore è in vacanza con la famiglia nella città lagunare. Sull’affidabilità e il prestigio di Monti, Cacciari sottolinea che in in questo momento è l’unico leader italiano “che tutti vogliono: Obama, la Merkel, la Cina. I partiti ne prendano atto. E’ la persona giusta, ma con ministri politici, non ci potrà ripresentare la Fornero”. Su chi possa sostenere un nuovo esecutivo politico guidato da Monti, Cacciari ha le proprie idee: “potrà sostenerlo la parte più ragionevole del pd, del grande centro, Vendola, che poi si adeguerà, arriverà anche lui”. Sulla rinuncia che questo quadro politico potrebbe imporre al segretario del Pd, Bersani, Cacciari osserva: “Bersani potrebbe non bastare. Alla Camera vincerà sicuramente, al Senato nessuno avrà la maggioranza. Stavolta c’é Grillo, ci sono i centristi. sarà una situazione peggiore di quella di Prodi nel 2006″. Dunque, conclude l’ex sindaco di Venezia, l’Agenda Monti “come punto di partenza. Ma si potrà fare solo se il centro avrà un peso”.
Lectio Magistralis di Massimo Cacciari dal titolo “Georg Simmel: pensare la crisi dell’Europa di oggi“
Introduce Franca Bimbi, Direttrice della Scuola di Dottorato in Scienze Sociali dell’Università degli Studi di Padova.
Fonte video: sito internet centro multimediale Università degli Studi di Padova.
Presenta Salvatore La Mendola
…
Massimo Cacciari vorrebbe Monti ancora a Palazzo Chigi: “Per quanto mi riguarda devo dire che penso ogni giorno di più che Monti dovrebbe sentire il dovere di scendere esplicitamente in campo. Dopo che Berlusconi ha deciso di riprovarci, penso che sarebbe ragionevole evitare la prospettiva di un’alternativa secca: Berlusconi da un lato, Bersani-Vendola dall’altro. Sarebbe meglio, dopo il voto, giungere direttamente in Parlamento ad una larga intesa tra gli uomini di buona volontà”.
Per il filosofo è difficile che Bersani, con l’attuale coalizione di Centrosinistra, sia in grado di governare: ”Penso sia un grande rischio ma il primo a vederla così è proprio Bersani. Una persona che ha limiti evidenti ma è dotato di ragionevolezza. La leadership del Pd, sia dal coté Renzi, sia da quello Bersani sa perfettamente che la governabilità sarà resa molto difficile se si va a una campagna elettorale che di fatto impedisce un governo di larghe intese. Berlusconi punta a una radicalizzazione della campagna elettorale proprio per impedire in Parlamento questa prospettiva”.
Inoltre, ragiona Cacciari, “non sarà un caso che da Obama alla Merkel, dal mondo anglosassone, non ultimo il Financial Times, giunga un segnale univoco: rimettete Monti. Attenzione, non penso a una riproposizione di questo governo, ma a un esecutivo politico guidato da Monti senza però i professori che si è portato dietro al governo”. Ma per Cacciari questo scenario si allontana sempre più, proprio perché il Cavaliere “penserà a estremizzare i due mesi che ci separano dal voto. Una campagna elettorale tutta gridata è la meno adatta per Monti. Se lo vede a fare il talk show con Berlusconi? Per questo ritengo sia una prospettiva che, per quanto auspicata da tutte le persone le persone ragionevoli del mondo, sia di giorno in giorno più lontana. L’unica cosa sui cui ci possiamo mettere l’anima in pace – conclude Cacciari – è che non ci sarà, per fortuna, un nuovo governo Berlusconi”.
Audio:
“Mi rifiuto di pensare che Persone sensate come Bersani e D’Alema possono pensare di governare in una coalizione con Vendola“, così l’ex sindaco di Venezia, Massimo Cacciari, ai microfoni di Radio Capital alla domanda sul perché non è andato alle urne del centrosinistra.
“Caro Monti la prego, si candidi – scrive Cacciari nella missiva riportata nel numero dell’Espresso in edicola domani – Lei da anni svolge incarichi importanti e con il suo governo ha segnato una forte discontinuita’. Oggi che i partiti sono in stato confusionale, solo lei puo’ battere l’astensione e attrarre gli incerti”.
Per il fondatore di ‘Verso il Nord’, “la situazione e’ ancora piu’ drammatica che all’inizio del suo mandato. Il Pdl e’ in stato confusionale – riassume – Il Pd naviga nel bicchier d’acqua in tempesta delle sue primarie. Crolla perfino Di Pietro. C’e’ Grillo, magari al 20%, ma e’ un po’ arduo presentarlo alla Bundesbank, le pare?”, chiede ironico. I piu’ “ragionevoli” pensano: facciamo un porcellum prima Repubblica al posto dell’attuale, frantumiamo il quadro politico, una bella emergenza e Monti ritorna. Sono certo che lei, da cittadino responsabile, aborri una tale prospettiva”.
Quel che ci vuole, secondo l’ex sindaco di Venezia, e’ “una coalizione di governo”, in cui presidente e programma “vanno indicati prima. Un ritorno di Monti post festum – avverte – non risolverebbe nulla. Un Monti-bis senza alcuna propria base parlamentare governerebbe ancora meno di quanto abbia governato il Monti-uno.
Presidente, ancora uno sforzo. Dia ascolto alla sua vocazione politica – chiede Cacciari – e se non la possiede, la finga! Si candidi. Solo la sua candidatura a capo di un suo movimento puo’ prosciugare molta astensione, e ancora piu’ consensi attrarre da altre aree politiche in crisi. Solo la sua candidatura puo’ sparigliare i giochi di questi agonizzanti partiti e costringerli a coerenti scelte di alleanza e governo. Lo faccia, se non altro, per salvare le fatiche sopportate fin qui. Virtu’ insegna che ci si ritira soltanto dopo aver vinto o aver fallito. Non resti a meta’: i tiepidi, dice l’Apocalisse, saranno sputati nel giorno del Giudizio”.
da Rainews24.it.
anche su:
Cacciari a Monti: si candidi, non sia ‘tiepido’
RaiNews24
A scriverla e’ Massimo Cacciari, ex sindaco di Venezia ea capo di ‘Verso il
Nord’. “Caro Monti la prego, si candidi – scrive Cacciari nella missiva …
<http://www.rainews24.rai.it/it/news.php?newsid=171555>
Cacciari a Monti: si candidi con lista
Zazoom Blog
Lo ha chiesto Massimo Cacciari al presidente del Consiglio, Mario Monti,
con una lettera aperta su l’Espresso di domani, alla vigilia della kermesse
di …
<http://www.zazoom.it/blog/postblog.asp?id=8151>
Monti-Bis, Cacciari rompe gli indugi: «Caro professore la prego …
Il Sole 24 Ore
… pubblicata nel numero dell’Espresso domani in edicola, l’ex sindaco di
Venezia Massimo Cacciari chiede a Mario Monti di candidarsi alla
premiership.
http://espresso.repubblica.it/dettaglio/professor-monti-si-candidi%3Cbr-%3E/2195026
L’UOMO TRA VIOLENZA E ALTERITÀ
Salone Giuseppe Scacchi della Camera di commercio di Como, via Parini 16, ore 20.45, ingresso libero
Per il terzo incontro organizzato dal gruppo di cultura Ascoltoil professor Massimo Cacciari parlerà di Violenza e potere. Celebre filosofo, accademico e politico italiano, ex sindaco di Venezia, attualmente è docente alla facoltà di filosofia dell’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, da lui fondata con don Luigi Verzé nel 2002. Cacciari analizzerà il legame esistente tra aggressività e potere e la violenza nelle diverse forme e modulazioni in cui si può declinare. Verrà spiegato ai presenti la relazione tra violenza e potere mettendo in luce le cause che la determinano e contestualizzando tale relazione nella società contemporanea. La descrizione della fenomenologia della violenza potrà aiutare a comprendere non soltanto la violenza episodica e individuale ma anche quella delle rivoluzioni, mentre la riflessione sul potere ne potrà rivelare una più ampia sull’uomo, poiché non è possibile analizzare il potere senza basarsi su presupposti antropologici
![]() |
Centro Studi “La permanenza del Classico”- Università di Bologna, Dipartimento di Filologia Classica e Medioevale.
“Madri” (2007).
Giovedì 10 maggio 2007.
“Mater terra”
Commentano: Massimo Cacciari e Cornelia Isler-Kerényi.
Letture da Esiodo, Lucrezio, Virgilio, Seneca, Goethe, Nietzsche, Schmitt.
Interpretazione: Monica Guerritore e Roberto Herlitzka.
Fonte video: sito internet Università di Bologna.
Il PDL (partito delle LORO libertà) e Berlusconi:
Il PD (partito democratico): culture interne, alleanze, primarie
il futuro di Mario Monti
il ruolo del movimento 5 stelle e dei grillini (è l’unico punto su cui la vedo diversamente)
qual è la fede che responsabilizza?
È quella che è in grado di rispondere. E rispondere a tutte le domande del secolo, al di là di ogni astratta separatezza tra intelletto e ragione, tra credenza e non credenza. Una fede adulta che comprende il secolo e che in quanto fede è capace di dare risposte concrete. Altro che relativismo.
Qui c’entra anche la mistica ignaziana di Martini?
Sicuramente. È la fede senza moralismi, senza sentimentalismi, attenta, competente, capace. È la preghiera solida e anch’essa rigorosa.
È il rigore di Martini, dunque, che ha interpellato gli intellettuali, anche quelli non credenti?
Parlo per me. Io mi sento interpellato dal credente che si riconosce in quanto credente soltanto nel confronto con il non credente. Io ho sempre avuto rapporti con questa fede mai negligente, sempre “intelligente”.
Lo è anche la fede popolare?
Sicuramente, quando è genuina. Martini ebbe uno straordinario rapporto con l’intellighenzia laica, la vera intellighenzia laica, non quella che crede che la religione sia un sintomo di superstizione infantile. Ha costretto questi intellettuali ad interrogarsi su questioni di ordine generale ma anche molto concreto. Come non ricordare l’impegno civile, sociale di Martini, i suoi discorsi sul lavoro, sulla crisi economica, sui temi etici. E come dimenticare il modo con cui Martini si esprimeva. Ignazianamente, cioè in termini sempre ordinati. D’altra parte, la mistica ignaziana insegna a non lasciarsi mai sopraffare da passioni disordinate, ricordiamo quindi la classe di Martini, sintomo esteriore di un’anima profondamente ignaziania.
da Cacciari: «L’apertura ai laici fu un atto di responsabilità» | Chiesa | www.avvenire.it.
min 1
la Questione Meridionale…
il Federalismo…
dividere l’Italia?
min 1
la Questione Meridionale…
la Questione Settentrionale…
creare delle Macro Aree…
min 2
il Centralismo non funziona!!
Sfoltire i Ministeri a favore delle regioni…
min 3
Massimo Cacciari:
ricreare le competenze regionali
min 4
il Risorgimento, fu vera Gloria?
min 5
il nostro Risorgimento,
il Federalismo mancato
min 6
regioni a statuto differente, disparità…
min 7
Federalismo, ed il sud?
Resterebbe indietro?
min 8
Federalismo, ripensare il Governo centrale
min 9
reinnamorarsi della politica da strada, chi
min 10
la grande Delusione sul PD
min 11
la caduta degli Dei
min 12
una nuova Stagione…
la Passione politica…
la Destabilizzazione…
min 13
Lega Sud, Lega Nord
l’influenza della Mafia
min 14
ci sono ancora Veri Politici? I Nomi…
min 17
i Giovani e la Politica
Saviano, Gomorra, il Crimine,
pulire tutto con la Passione Politica…
min 20
la Lega Nord, chi rappresenta?
min 21
una nuova Fase costituente…
min 24
del Lavoro, dei Precari, degli “Anziani”…
min 25
il ritorno della Politica Morale
“Premesso che noi siamo nelle condizioni in cui siamo non per responsabilità della Germania - continua Cacciari – non c’è dubbio che vi sono analogie impressionanti con con un certo passato storico: la Germania sembra non capire che l’Europa la si deve fare come Europa federale, come europa di confederati, come Europa di alleati dove ci sarà lei, sì, ma come primus inter pares. La Germania sembra ancora non avere riflettuto sufficientemente sulla storia degli ultimi secoli”.
“Se la Germania non collabora in pieno alla unità politica europea, che ancora manca, segherà il ramo su cui è seduta”, continua il filosofo.
da Rainews24.it.
Credo che per il Paese la cosa migliore sarebbe un Monti bis con un gabinetto del tutto politicamente responsabile e con una forte maggioranza reale in Parlamento”. Ma arrivare a questo per Cacciari sarà “arduo se non impossibile visto che Bersani dovrà convincere Vendola e Casini a stare con lui. Ma come fa Casini a mettersi con Vendola? Si chiede il filosofo? “C’è il rischio che entrambi perdano la metà dei voti e che rilancino il Centrodestra berlusconiano.
DA Massimo Cacciari ad Affaritaliani.it: “Dopo le elezioni ancora Monti” – Affaritaliani.it.
Cacciari: “Con Vendola non si va da nessuna parte” – YouTube
Massimo Cacciari a “L’incontro di Gaetano Gorgoni; “Con Vendola non si va
da …
«Certo che Formigoni dovrebbe dimettersi. Ma di sua iniziativa non lo farà mai: resterà lì fino al 2015, a meno di un intervento pesante della magistratura. Questo è paradossale: nel nostro Paese purtroppo è sempre qualcosa di estraneo alla politica a determinare i cambiamenti, e la colpa non è certo dei giudici». Il paradosso disegnato da Massimo Cacciari concede poco alle speranze di un centrosinistra lombardo che nei problemi del governatore scorge la possibilità di uscire da un buio quasi ventennale.
«Lui rappresenta poderosi interessi economici, che nel corso di questi anni si sono rafforzati in modo tale da diventare ingovernabili. Per questo dico che quella di Formigoni è una crisi tutta politica, solo aggravata dal crollo del berlusconismo e dagli enormi problemi della Lega. E dall’inevitabile logoramento deterninato da 17 anni ininterrotti di potere».
Cacciari: “Formigoni è lì da 17 anni E ora sta vivendo una crisi politica” – Milano – Repubblica.it.
«In politica si è creato un vuoto totale, come nel 1992. L’aspetto più drammatico è che il 70% dell’elettorato del Nord è senza rappresentanza. L’Imu così com’è è demenziale, ma lo è stato ancora di più eliminare l’Ici. Grillo? Nulla più di una forma di astensionismo»
di Andrea Accorsi
Professor Cacciari, cosa pensa della rete operativa degli amministratori locali della Lega presentata da Maroni sabato a Seriate?
«Un coordinamento fra amministratori locali può tornare sempre utile, se i partiti finalmente ascoltassero di più le loro ragioni» risponde l’ex sindaco di Venezia Massimo Cacciari, già parlamentare di Pci e Pd e fra i fondatori del movimento Verso Nord.
Primo obiettivo della “rete” è l’abolizione dell’Imu: condivide questa battaglia?
«L’Imu, Imi o Ici la si ritrova in tutti i Paesi europei, difficile immaginare un altro modo di finanziare gli Enti locali. Dopodiché la si può articolare diversamente: il modo in cui era stata fatta è demenziale. Ma ancora più demenziale è stato eliminarla, perché ha affossato l’autonomia finanziaria degli Enti locali. L’imposta sugli immobili è una tassa municipale, ma che sia gestita, articolata, tolta e rimessa dal centro è quanto di più antifederalista possa esistere».
Il sindaco di Silea, del centrosinistra, ha annunciato che il 2 Giugno ritirerà le bandiere tricolori per protestare contro l’Imu e i vincoli del patto di stabilità. Che cosa ne pensa?
«Ma che tolga quello che vuole, chi se ne frega, ci sono tante cose serie da fare e di cui parlare».
E quali sono le cose serie di cui occuparsi?
«Che le Amministrazioni locali ormai sono fottute. Non c’è più niente da fare. I governi di centrosinistra e di centrodestra, in questo perfettamente uguali, e ne parlo con cognizione di causa avendoli vissuti tutti sulla pelle, hanno massacrato le autonomie locali. Hanno tagliato le risorse, trasferito poteri reali, fatto cassa sugli Enti locali, si sono parati per le loro manovre, obbligando gli Enti locali ad aumentare tariffe e gabelle. Adesso parlare di Amministrazioni locali è come parlare delle vacche quando sono già tutte scappate dalle stalle».
Per gli Enti locali allora è l’anno zero?
«La stagione delle autonomie è stata affossata. Speriamo che, una volta messi a posto i conti e assestata la situazione finanziaria, che è la vera emergenza, ci siano governi che riprendano il discorso sull’autonomia e sul federalismo in modo serio. Ne sapevamo bene qualcosa io e Miglio. Inutile parlare ora di emergenze che non possono che essere gestite dai poteri centrali, siano essi nazionali o europei, data la loro natura globale. Ma speriamo che in futuro ci siano governi che tornino ad occuparsi del federalismo, siano essi di centro, di sinistra o di destra, termini che non hanno più nessun valore. Comunque la stagione delle autonomie è terminata col più clamoroso dei fallimenti. E la Lega dovrebbe saperne qualcosa, perché qui sta la ragione della sua sconfitta: l’elettorato del Nord si sente tradito perché nulla di quanto promesso su questo piano è stato fatto».
Come le appare l’attuale situazione politica?
«Molto magmatica. Ma l’aspetto più drammatico, per chi ragiona, è la questione settentrionale. Il 70% dell’elettorato è senza rappresentanza. Tutti i ceti produttivi del Nord, artigiani e imprenditori, in particolare lombardo-veneti, sono senza rappresentanza politica».
Dunque la questione settentrionale è più attuale che mai…
«Attualissima. Ho appena scritto un articolo che uscirà sul prossimo numero dell’Espresso nel quale dico che è assolutamente attuale perché la sconfitta della Lega e del centrodestra, che hanno sbandierato il federalismo, non ha portato alla ribalta un’altra forza consapevole dell’importanza della questione settentrionale. Si è creato un vuoto totale, come dopo il 1992, quando sparirono Dc e Psi. E il centrosinistra è lungi mille miglia dal poterlo coprire».
Ci penserà il suo movimento Verso Nord?
«Al momento è una cosa totalmente embrionale. Mi pare siano persone serie, preparate, ma che non hanno ancora deciso dove collocarsi. Probabilmente con Montezemolo, quindi al centro, nell’ambito del costituendo centro moderato di cui al momento però non si capisce quale sarà il leader, quali gli alleati, quali i programmi».
Come giudica il “fenomeno Grillo”?
«Puramente fisiologico. In una situazione di crisi, di disagio, dove il 30% dei giovani è senza lavoro, con un vuoto totale di proposta politica, vuole che non ci siano movimenti di protesta? Nessuno si sogna che Grillo sia l’alternativa. Pensa che gli elettori della Lega e del centrodestra che lo hanno votato a Parma lo ritengano la soluzione ai problemi? Quel voto è un messaggio di delusione per il centrodestra, e per la Lega. Il ragionamento è: o non voto, o voto per Grillo. È una forma di astensionismo, non di voto propositivo. Semmai, bisogna capire se la Lega e il centrodestra hanno il fiato per riprendere il discorso, con chi, e lo stesso vale per il centrosinistra. In alternativa, saremo necessariamente eterogovernati, come sta accadendo in questo periodo tramite l’Europa».
Maroni ha parlato di “modello tedesco” per la Lega: egemone sul territorio e rappresentata da alleati nella capitale. Ritiene fondata una simile prospettiva?
«Il partito socialista catalano aveva la maggioranza netta, la democrazia cristiana bavarese idem. Sono partiti di grande tradizione e poi fanno parte di questi partiti nazionali, ne sono costole. La Lega è una storia completamente diversa: dubito molto che nell’ambito di una coalizione di centro possa fungere come loro. Si tratta di storie diverse, di culture diverse. Non so dove la Lega si potrà collocare, né con chi al momento attuale potrebbe allearsi a livello nazionale. Può darsi abbia ragione Maroni facendola lavorare solamente a livello locale, puntando le Amministrazioni locali e le Regioni. Forse al momento è la scelta tatticamente giusta e più conveniente da fare, anche se certo non può essere quella definitiva perché un partito alla lunga o ha una dimensione nazionale, o cessa di esistere».
dalla Padania del 29.5.12
”Si esce da questa situazione continuando l’esperienza di Monti, e dandole un significato politico piu’ consistente”.
Cosi’ l’ex sindaco di Venezia, Massimo Cacciari, sull’attuale situazione politica.
DA Governo: Cacciari, Monti bis per altri due anni – Veneto – ANSA.it.