IL CICLO DI VITA: TEORIE PSICOSOCIALI E RACCONTI bibliografia in ordine cronologico decrescente, a cura di Paolo Ferrario, 22 FEBBRAIO 2012 , File in formato Dbf
Pubblicato: 22 febbraio 2012 Filed under: BIBLIOGRAFIE, Bibliografie, Ciclo di vita 1 Commento »QUALITA’, VALUTAZIONE E CARTE DEI SERVIZI, Bibliografia in ordine cronologico decrescente, a cura di Paolo Ferrario, file in formato Dbf, pag 93
Pubblicato: 19 febbraio 2012 Filed under: Bibliografie, Valutazione e Qualità 4 Commenti »Sanremo: lo spazio culturale e psicologico della musica, di Paolo Ferrario, | in Muoversi Insieme di Stannah
Pubblicato: 18 febbraio 2012 Filed under: Saggi e Articoli 1 Commento »…
in questo lunghissimo orizzonte evolutivo che possiamo ripensare il nostro piacere nell’ascoltare (o vedere ed ascoltare) la musica. Quello che cerchiamo è un’esperienza delle emozioni. Potremmo dire ancora meglio: ci educhiamo ad entrare in rapporto con le nostre emozioni. La musica serve a trasmettere sentimenti attraverso un rapporto fra i gesti fisici e il suono. Il felice compito del musicista è di mettere assieme il suo stato mentale ed emotivo per comunicarlo a noi: e così facendo, dentro di noi si sviluppa un apprendimento esistenziale. Ma facciamo una prova, visto che internet ce lo permette. Osserviamo come Nina Simonecostruisce con il corpo, le mani e la voce il suo meraviglioso Four Woman. E ancora, guardiamo la faccia beata di Gary Peacock mentre imbocca il paesaggio musicale di quel capolavoro di improvvisazione del Trio Keith Jarrett che è Prism. In queste due interpretazioni si può percepire cos’è la bellezza e come si struttura dentro una relazione
l’intero artico,o qui: Aspettando Sanremo: divagazioni musicali | Muoversi Insieme.
Paolo Ferrario, Dai dischi agli Mp3, lungo il percorso delle menti musicali degli over sessantenni | in Muoversi Insieme di Stannah
Pubblicato: 12 febbraio 2012 Filed under: biografie, consumi, Muoversi Insieme Stannah, Musica, Prevecchiaia, Saggi e Articoli Lascia un commento »Ancora sul tema OGGETTI E TECNOLOGIE IN RAPPORTO ALL’ INVECCHIAMENTO BIOGRAFICO E DEMOGRAFICO
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Su Muoversi Insieme di Stannah abbiamo già parlato del “rito” del festival di Sanremo che si rinnova ogni anno all’avvicinarsi della primavera. In quelle serate ci viene ricordato che le parole e le musiche ascoltate dal palcoscenico accompagnano da sessant’anni la storia della società italiana e le nostre personalissime biografie. In quest’articolo prenderemo in analisi un altro aspetto della “memoria musicale” inscritta nelle persone che hanno vissuto quest’arco di tempo: vogliamo mettere al centro dell’indagine i cambiamenti delle tecnologie che rendono possibile l’ascolto e i loro effetti sulle abitudini e comportamenti.
vai all’intero articolo qui: Dai dischi agli Mp3, lungo il percorso delle menti musicali degli over sessantenni | Muoversi Insieme
Scaletta dell’articolo:
- il Giradischi e i 78 giri
- i 33 giri e le loro copertine
- i 45 giri ed il juke box
- effetti sulla popular music degli anni ’50
- le audio cassette e la musica diffusa attraverso le antologie personali
- i Compact Disk
- Mp3 e Ipod
- le attuali possibilità di condivisione
Paolo Ferrario, AUDIOLEZIONE su: Metodi e tecniche di analisi delle regole normative in materia di POLITICA DEI SERVIZI SOCIALI. PARTE 1°
Pubblicato: 31 gennaio 2012 Filed under: Audio Lezioni, Dispense didattiche 2 Commenti »-
vai all’audio: Metodi e tecniche, PARTE 1° da pagina 1 a pagina 10
Il logo di Segnalo.it e PolSer disegnato da Mauro Landoni
Pubblicato: 13 gennaio 2012 Filed under: Ferrario Paolo Lascia un commento »comunicazione personale e pubblica: regolette sistemiche per la buona conversazione, scheda di Paolo Ferrario elaborata sulla base dei libri di Paul Watzlawick
Pubblicato: 5 gennaio 2012 Filed under: comunicazione pubblica, Schede 6 Commenti »alcune regolette (purtroppo da me non sempre praticate) che ho appreso nei miei studi di Watzalawick (impossibile perfino copiarlo questo nome!) e amici sistemici:
1. mettersi d’accordo sull’oggetto della controversia
2. porre qualche limite all’oggetto della controversia
3. non interrompere colui che sta accusando (entro limiti ragionevoli di tempo direi: se il dilagamento è eccessivo occorre chiudere la falla)
4. evitare massimamente di ritorcere un accusa diversa contro di lui (esempio nella comunicazione coniugale: MG “la devi smettere di far tardi al bar”, MR “e tu la devi smettere di parlare per ore al telefono con le amiche”)
5. concordare luogo e tempo dove la “converszione conflittuale” deve avvenire. Ogni operazione di circoscrivere le zone del conflitto è salvatrice
6. tenere le opportune distanze. Siamo esseri territoriali e l’invadenza dello spazio soggettivo porta a schiaffi, calci, unghiate (reali e virtuali). Io per esempio sono stato brutalizzato su blog altrui: non solo venivo offeso (sono piuttosto permaloso, purtroppo) ma venivo azzannato dai commentatori che a loro volta venivano blanditi in modo collusivo da altri blogger presenti alla discussione. Ho anche notato che sono particolarmente tollerante se vengo “offeso” (rimando a tutta la discussione sulle tipologie dell’offesa) nel mio spazio. mi imbelvisco se vengo “offeso” in campo altrui. dunque se si impara dall’esperienza si può evitare di cadere nelle trappole
7. non superare la soglia della vulnerabilità dell’altro. colpire sul tallone di achille porta alla morte dell’eroe
8. considerare un conflitto come il risultato di comportamenti comunicativi reciproci e non come una esclusiva “colpa” dell’altro
è una lista che forse potrebbe arrivare al magico numero di dieci (anche cambiando l’ordine dei punti e qualche punto stesso)
Buon 2012 e Buon futuro, alla insegna della Polis, Paolo Ferrario e Luciana Quaia, nella notte del 31 dicembre 2011
Pubblicato: 1 gennaio 2012 Filed under: auguri negli anni 12 Commenti »Continua il tempo della crisi e, proprio per questo, il 2012 sarà più che mai centrato sulle risorse della Polis, ossia sul vincolo del “tenersi assieme”, perché nessuno può farcela da solo.
E, dunque, questi saranno auguri tutti sotto il segno della Polis.
Gli ultimi mesi dell’anno hanno mostrato sulla scena pubblica una Italia satura di Io divisi.
Il solo progetto di una riforma delle pensioni fondata sulla equità generazionale (conservare il decrescente risparmio previdenziale dei giovani lavoratori e non consumarlo tutto per le pensioni attuali) ha mobilitato i sindacati, che ormai tutelano solo chi il lavoro lo ha già, contro questa tardiva e necessaria riforma transgenerazionale.
E in quale considerazione vengano tenuti i giovani e le giovani è simbolicamente testimoniato da questa registrazione (per fortuna espressiva solo di una parte della cultura degli italiani):
In un orizzonte fosco e melmoso, tuttavia, si è manifestato un segno di speranza sostenuto dal “grande vecchio” (tutt’altro che Senex) Giorgio Napolitano.
Il Governo Monti, come ci ricorda Massimo Cacciari, è “politicus maxime” per tre essenziali motivi: perché governo del Presidente, secondo la lettera costituzionale; perché accetta le difficoltà sistemiche delle istituzioni di fronte alla crisi; perché manifesta in modo incontrovertibile il fallimento delle due coalizioni che si sono finora affrontare sulla scena politica italiana.
Il 2012 imporrà a ciascuno cambiamenti molecolari nella vita psichica e nelle relazioni interpersonali.
L’augurio è di viverlo nel quadro prospettico anticipato anni fa da Alberto Melucci, del quale ricorre il decennale della morte ma che qui si rivela “eterno”:
“Non esiste più un ancoraggio stabile ai criteri e ai valori che guidano le nostre scelte se non quello che possiamo produrre insieme, riconoscendone il carattere costruito e i confini temporali. Per gli individui come per le collettività si tratta di accettare di esistere a termine e di poter cambiare. E’ il tema della metamorfosi, della capacità di mutare forma, anche come condizione per la convivenza.
Una simile scelta può riannodare tutti i fili che ci legano alla specie, ai viventi e al cosmo. Ciascuno può riconoscere allora la sua parte di responsabilità verso il destino del genere umano e verso le generazioni future. Ma anche ritrovare il rispetto per le altre specie viventi e per l’universo di cui l’uomo è parte (da Il gioco dell’Io, Feltrinelli, 1991, pag. 134-135)
BUON 2012
E BUON FUTURO
Paolo Ferrario e Luciana Quaia
nella notte del 31 dicembre 2011
l’ ESPLOSIONE DEMOGRAFICA è la causa delle cause di questa terribile crisi sociale e culturale. riflessione di Paolo Ferrario, in margine al blog http://pensierisocialidichiarabiraghi.blogspot.com/ di Chiara Biraghi
Pubblicato: 1 dicembre 2011 Filed under: Lettere, Commenti, Conversazioni Lascia un commento »il maggiore contributo alla “buona società” lo hanno date le politiche antidemografiche degli anni ’70 (consultori familiari e interruzione volontaria della gravidanza).
7 miliardi di abitatori della terra sono la CAUSA della attuale crisi economica. e dunque le religioni, con la loro ossessione per lo sviluppo demografico (“crescete e moltiplicatevi”) sono fra le RESPONSABILI DI QUESTA GRAVISSIMA CRISI STORICO-SOCIALE NELLA QUALE CI DIBATTIAMO
lo aveva già rilevato la ricerca su LIMITI DELLO SVILUPPO del 1974.
Non si è fatta memoria di quella profetica indicazione. Ora i nodi stanno venendo al pettine e i risultati li stiamo vivendo in queste due settimane decisive.
Un vero Limen storico: un limite che segna una cesura strutturale fra passato e presente
le tre linee di lavoro sociale che indichi sono la linfa della cultura dei servizi alla persona.
ma la persona sarà valorizzata e tutelata quando ci sarà più spazio per gli altri viventi sulla terra.
sintesi della argomentazione fatta: la esplosione demografica è la causa delle cause.
buon futuro per le riflessioni di pensierisocialidichiarabiraghi
paolo ferrario
GLI AUDIOLIBRI: libri da ascoltare, di Paolo Ferrario | in Muoversi Insieme
Pubblicato: 15 novembre 2011 Filed under: Audiolibri, COMUNICAZIONE, MEDIA, Saggi e Articoli Lascia un commento »In questo intervento prenderemo in considerazione gli audiolibri.
Ci sono differenze sostanziali fra i processi cognitivi del leggere e quelli dell’ascoltare, tuttavia entrambi hanno in comune quell’enorme piacere di accrescere la conoscenza che è possibile elaborare negli anni della prevecchiaia e della vecchiaia, dove il tempo maggiormente si dilata.
Leggere ad alta voce è una esperienza che ha fatto parte dei vissuti quotidiani tipici delle diverse fasi della vita: pensiamo all’ascolto delle fiabe dei bambini o a quello di un testo letto dai compagni di classe, o alla lettura di romanzi ad alta voce realizzata da Radio Tre.
Per chi ascolta direttamente un testo letto, diventa possibile
l’intero articolo è qui: GLI AUDIOLIBRI: libri da ascoltare | Muoversi Insieme.
Paolo Ferrario, commento al libro “Storie di amore e di tenebra” di Amos Oz
Pubblicato: 14 novembre 2011 Filed under: biografie, Famiglie, Israele, Oz Amos, Video Lascia un commento »- commento al libro “Storie di amore e di tenebra” di Amos Oz
- più sotto c’è Amos Oz che si racconta
- inoltre Batsceba mi segnala anche questa intervista a David Grossman
- e Astime quest’altra intervista a Abraham B. Yehoshua. Tre modi di argomentare che sono in una sintonia musicale.
Mike Leigh e Amos Oz | Tracce e Sentieri, 5 Agosto 2004 – 8 Novembre 2011.
… ci tenevo a dirle che ieri ho discusso la mia tesi e che il 21 ci sarà la proclamazione … Grazie per aver contribuito alla mia formazione
Pubblicato: 9 novembre 2011 Filed under: Lettere, Commenti, Conversazioni Lascia un commento »Gentilissimo professore,
ci tenevo a dirle che ieri ho discusso la mia tesi e che il 21 ci sarà la proclamazione. Sono già impegnata con la specialistica, ma ho raggiunto il primo traguardo.
Grazie per aver contribuito alla mia formazione
[lettera firmata]
carissima [...]
Richiesta: mi piacerebbe approfondire il confronto fra servizi educativi e/o riabilitativi offerti in Italia e altri previsti da sistemi di welfare straniero
Pubblicato: 8 novembre 2011 Filed under: Lettere, Commenti, Conversazioni Lascia un commento »seguo – nei tempi sempre troppo stretti concessi da lavoro – il suo blog, ricco di esperienze e informazioni per chi si occupa di servizi educativi e di politica sociale in genere. Mi piace molto e condivido completamente l’idea di usare questa tecnologia come strumento di lavoro, personale e da condividere.
Da “curioso” della materia sociale, mi piacerebbe approfondire il confronto fra servizi educativi e/o riabilitativi offerti in Italia e altri previsti da sistemi di welfare straniero: una sorta di analisi comparata delle risposte operative attuate, per esempio, nei diversi paesi dell’Unione Europea.
Se qualcosa di simile a quanto indicato mi fosse sfuggito dal suo blog, le chiederei di segnalarmelo.
Diversamente avrebbe qualche lettura da suggerire?
La ringrazio per l’attenzione e mi scuso per il tempo sottratto.
Buon lavoro
[lettera firmata]
Angelicamente, antologia a cura di Baldo Lami, Zephyro edizioni, presentazione di Baldo Lami, Paolo Ferrario e Francesco Pazienza alla Associazione Antroposofica milanese, 11 novembre 2011, ore 21, Via Vasto 4, Milano | da Antologia del Tempo che Resta
Pubblicato: 8 novembre 2011 Filed under: angeli, CONVEGNI, INCONTRI, FESTIVAL, Incontri e convegni Lascia un commento »Scheda del libro sul sito della casa editrice Zephyro Edizioni
curatore: Baldo Lami
Nella crisi di passaggio che caratterizza il nostro secolo in cui, recisi i legami col passato, speranza e futuro sembrano collassare in un presente sempre più mutevole e indistinto, l’angelo torna a far parlare di sé. Ma come possiamo intenderlo nel clamore delle voci e delle immagini che lo sovrastano? Un ampio numero di persone, tra studiosi, ricercatori o semplici professionisti in diversi settori dell’attività umana, si sono ritrovati a parlarne nel campo ideale del progetto di questo libro, secondo la loro personale esperienza o il loro peculiare modo di vedere e pensare. Ne esce un quadro molto eterogeneo e policromo ricco di suggestioni, per un viaggio memorabile nel tempo caduco dell’uomo odierno, ma condotto sulle ali senza tempo dell’angelo.
Indice:
Premessa
I. L’angelo come metafora della presenza dell’infinito e dell’oltre, Grazia Apisa
II. Gli angeli nella Bibbia e nella Riforma, Eliana Briante
III. Essere angelo per qualcuno, Gabriele De Ritis
IV. Il Genius Loci come angelo del luogo, Paolo Ferrario
V. La mistica del colore. Gli angeli di luce rossa, di luce gialla e di luce blu, Pietro Gentili
VI. L’influenza dell’angelo sull’anima umana, Claudio Gregorat
VII. La missione disconosciuta degli angeli emotigeni, Baldo Lami
VIII. Angeli e custodi, Massimo Marasco
IX. L’angelo dell’Annunciazione, Paola Marzoli
X. Michele e Lucifero. Cosa avranno ancora quei due da dirsi?, Maria Luisa Mastrantoni
XI. Angeli dell’Europa, Francesco Pazienza
XII. Lucifero dinamica divina, Bianca Pietrini e Fabrizio Raggi
XIII. Distanze che disegnano orizzonti, Massimo Pittella
XIV. La sincronicità come manifestazione angelica dell’unità di senso interno-esterno, Claudia Reghenzi
XV. Quale angelo sulla scena della violenza alle donne?, Stefania Valanzano
XVI. L’angelo nel cinema, Gruppo lettura film
Qui Baldo Lami presenta i singoli saggi del libro.
Qui i video della presentazione al Salone della piccola e media editoria indipendente a Milano 28 Novembre 2010
le scrivo perchè sto redigendo una tesi sul tema “minori stranieri disabili”
Pubblicato: 3 novembre 2011 Filed under: Bibliografie, Disabilità e Handicap, Lettere, Commenti, Conversazioni, Popolazione Lascia un commento »buongiorno a lei
Buongiorno,
sono una studentessa laureanda in Servizio Sociale e ho frequentato il suo laboratorio “Politiche legislative e servizi sociali: metodi di analisi e casi pratici”, le scrivo perchè sto redigendo una tesi sul tema ”minori stranieri disabili”,per la quale la Prof.ssa …. è relatrice, e vorrei dedicare un capitolo all’inquadramento legislativo.Ho trovato alcuni materiali legislativi inerenti il tema della disabilità e dell’immigrazione, tra cui alcune sentenze della Corte Costituzionale inerenti la duplice problematicità, ma mi chiedevo se potesse darmi maggiori informazioni a riguardo; in particolare se avesse indicazioni più precise o consigli da darmi per affrontare questo tema.La ringrazio anticipatamente per l’attenzione che potrà dedicarmi e colgo l’occasione per prgerle cordiali saluti.…..
Alle origini della crisi economica del 2011: il rapporto fra economia reale ed economia finanziaria è di 1 a 8. Grafico di Paolo Ferrario
Pubblicato: 2 novembre 2011 Filed under: crisi speculativo-finanziaria agosto 2011, Grafici Lascia un commento »Paolo Ferrario, “Istituzioni di servizio e malattie terminali”, relazione al convegno “OSPEDALE E TERRITORIO VERSO LA CONTINUITA’ TERAPEUTICA ED ASSISTENZIALE: tra Governance e fiducia”, 11 novembre, dalle ore 9 alle 13,30 presso la Sala Conferenze della Facoltà di Scienze della Formazione in Piazzale S. Agostino 2 a Bergamo | POLITICA DEI SERVIZI SOCIALI
Pubblicato: 27 ottobre 2011 Filed under: Bioetica e Biopolitica, CONVEGNI, INCONTRI, FESTIVAL, Cure palliative, Dispense didattiche, Ferrario Paolo, Saggi e Articoli Lascia un commento »Paolo Ferrario, “Istituzioni di servizio e malattie terminali”
relazione al
La radio e la memoria biografica dei post-sessantenni, di Paolo Ferrario
Pubblicato: 6 ottobre 2011 Filed under: biografie, Memoria e Ricordo, Radio, Saggi e Articoli Lascia un commento »| Gentile amico, Muoversi Insieme la informa che è stato appena pubblicato un articolo su un tema di suo interesse: |
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| 06-10-2011 La radio e la memoria biografica dei post-sessantenni In precedenti altri articoli il Magazine Muoversi Insieme di Stannah ha trattato il tema del creativo rapporto che si sta bilisce fra la prevecchiaia e le tecnologie che sono entrate a far parte della nostra quotidianità. Qui parleremo della radio e delle sue trasformazioni e uso per le persone che stanno trascorrendo questo arco di vita. Il maggior tempo disponibile, la valorizzazione dei ricordi e la possibilità di stabilire nuove forme di relazione sono importanti risorse in questi anni.Il maggior tempo disponibile, la valorizzazione dei ricordi e la possibilità di stabilire nuove forme di relazione sono importanti risorse in questi anni. Fin dagli anni ’30 lo studioso di storia dell’arte Rudolf Arnheim nel suo classico libro “La radio l’arte dell’ascolto” osservava con spirito profetico, che a questo oggetto tecnologico non manca niente… >> |
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Le auguriamo una piacevole lettura! Lo staff di Muoversinsieme.it |
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La radio e la memoria biografica dei post-sessantenni | Muoversi Insieme
Pubblicato: 6 ottobre 2011 Filed under: Memoria storica, Prevecchiaia, Radio, Saggi e Articoli 2 Commenti »Qui parleremo della radio e delle sue trasformazioni e uso per le persone che stanno trascorrendo questo arco di vita.
Il maggior tempo disponibile, la valorizzazione dei ricordi e la possibilità di stabilire nuove forme di relazione sono importanti risorse in questi anni. Fin dagli anni ’30 lo studioso di storia dell’arte Rudolf Arnheim nel suo classico libro “La radio l’arte dell’ascolto” osservava con spirito profetico, che a questo oggetto tecnologico non manca niente dal punto di vista della comunicazione, poiché la sua essenza consiste proprio nel fatto di servirsi solo dell’udito, come mezzo per offrire una rappresentazione compiuta di un ragionamento detto ed espresso con le parole. Inoltre, il fatto che sia del tutto azzerato il senso della vista determina la conseguenza chel’ascoltatore è tentato di completare con la sua fantasia quello che manca all’informazione trasmessa. E quindi l’arte dell’ascolto radiofonico favorisce anche una specie di addestramento lieve e piacevole delle funzioni attive del cervello.
… segue
vai all’intero articolo: La radio e la memoria biografica dei post-sessantenni | Muoversi Insieme.
La “prevecchiaia”, scheda di Paolo Ferrario
Pubblicato: 6 ottobre 2011 Filed under: Prevecchiaia, Saggi e Articoli, Schede Lascia un commento »…
oggi c’è da rilevare un’altra dimensione emergente: negli anni compresi fra la mezza età e la vecchiaia, in quel tratto di vita in cui non si è più nel fiore degli anni ma neppure ancora davvero vecchi, ciascuno di noi passa attraverso un periodo di transizione che chiamo“prevecchiaia”. E’ andata a formarsi ed estendersi una condizione esistenziale che non è giovinezza, ma neppure vecchiaia. Parlo della realtà di un particolarissimo tempo biografico che nel passato non si era mai socialmente manifestato.
…
per l’intera scheda vai : La vita lunga, le età e la prevecchiaia | Muoversi Insieme.
SCRIVERE I LUOGHI DELLA VITA: ESPRESSIONI DEL GENIUS LOCI, seminario di autoformazione a cura di Paolo Ferrario e Luciana Quaia, LUA Libera Universita’ Autobiografia di Anghiari (Arezzo) – 28-30 Ottobre 2011
Pubblicato: 28 settembre 2011 Filed under: Aule virtuali Corsi, biografie, LUA Lib. Univ. Autobiogr., Quaia Luciana, Schede Lascia un commento »
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- Per iscrizione: LUA Libera Università dell’Autobiografia – Scheda di iscrizione ai seminari
- Alloggiare ad Anghiari: http://www.lua.it/archivioSito/angh/ospitalita.html
Il Genius loci ovvero lo spazio vissuto, da Contributi a una cultura dell’Ascolto CAMMINARSI DENTRO di Gabriele De Ritis
Pubblicato: 12 settembre 2011 Filed under: educazione degli adulti, LUA Lib. Univ. Autobiogr., Video Lascia un commento »
PAOLO FERRARIO, Passeggiando in un giardino a terrazze sul lago
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Presentazione del volume Angelicamente. Il significato dell’Angelo nella cultura del nostro tempo (edito da Zephyro Edizioni nel 2010) – Paolo Ferrario qui illustra il senso del suo saggioIl Genius Loci come angelo del luogo, pp.45-57
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Via della Vite, Via delle Barche, Via all’Orto
Via del Caco, Largo del Noce, Via del pollaio
Largo della Pergola, Orto Verde, Terrazza, Largo del Tiglio
Paolo Ferrario recensisce: Duccio Demetrio, L’interiorità maschile. Le solitudini degli uomini, Raffaello Cortina editore, 2010
Pubblicato: 17 luglio 2011 Filed under: Demetrio Duccio, Ferrario Paolo, Maschile/Femminile Lascia un commento »- Il libro letto da Paolo Ferrario:
Riflessioni seguite alla lettura di: Duccio Demetrio, L’interiorità maschile. Le solitudini degli uomini, Raffaello Cortina, Milano 2010, p. 280
La scrittura di Duccio Demetrio è “eccentrica”, nel senso che parte dal bordo delle onde determinate dal sasso gettato nello stagno e procede per gradazioni e continui riverberi a una serie di centri. Il suo è un linguaggio per certi versi affabulatorio, e anche piuttosto seduttivo, che arriva ai punti nodali attraverso processi leggeri di avvicinamento che partono dall’esterno.
Qui si parla ancora di “maschile” in rapporto al “femminile”. Sappiamo che è un tema che ha una storia lunga, se la riferiamo a quella dell’umanità, ma recente se la riferiamo ai vissuti di tutti noi che siamo viventi del mondo contemporaneo, e in particolare dalla seconda metà del 900.
Distinguo in questa storia una serie di fasi. La prima è quella collettiva, “estroversa” e movimentista del femminismo, anche con le sue ineluttabili traduzioni estremistiche, degli anni ‘70. C’è poi una fase “reattiva”, nella quale alcune psicologie (in Italia Claudio Risè) ripropongono un ritorno del maschile e ai suoi valori psichici, sia pure ridefiniti nel nuovo quadro culturale. Parte di questa ricerca proveniva da un letterato americano (Robert Bly) che parlava della necessità umana di “recuperare le nostre zone d’Ombra”. C’è ora una fase riflessiva e “introversa” a cui questo libro fornisce un contributo piuttosto importante e di solide fondamenta.
Tre fasi quindi, tre momenti di accentuazione delle problematiche che si dipanano attorno allo sviluppo del maschile e del femminile e quindi, inevitabilmente, anche dei rapporti intersoggettivi tra queste due dimensioni dell’esistere.
Dentro questa storia ciascuno estrae gli oggetti che più hanno influenzato la propria esperienza. La lettura di questo libro mi ha fatto andare allo scaffale della memoria per mettere di nuovo sotto la lampada un testo che è cruciale sia per la mia biografia che per i miei studi. Si tratta di La donna e la sua ombra, maschile e femminile nella donna d’oggi (Emme edizioni, 1980, poi ripubblicato da Liguori) di Silvia Di Lorenzo, una grande psicanalista italiana. Da questo libro estraggo due citazioni di estrema attualità anche rispetto alla ricerca di Demetrio:
“Mi pare che il principale conflitto della donna di oggi consista nella sua esigenza di realizzare il proprio maschile interiore senza per questo perdere o svalutare il femminile nella sua vita cosciente” (p. 13)
e poche righe dopo aggiunge:
“Il maschile e il femminile sono, da sempre, le due polarità dialettiche essenziali della vita sia all’esterno nel rapporto tra uomo e donna dalla cui fecondità dipende la conservazione della specie, che all’interno come tensione dinamica tra gli opposti, il Logos e l’Eros che determina lo sviluppo trasformativo della personalità attraverso la nascita di una sintesi nuova”
A me questi due passaggi sembrano piuttosto cruciali e di significato durevole. Quando la De Lorenzo parla del conflitto della donna si potrebbe dire in modo speculare, come in uno specchio, che “il principale conflitto dell’uomo di oggi consiste nel realizzare il proprio femminile interiore senza per questo perdere o svalutare il maschile della sua vita cosciente”.
Mi sembra ci sia una simmetria tra la storia delle donne che in questi ultimi quaranta anni hanno sviluppato una propria strada sociale e psicologica talvolta a detrimento della propria funzione femminile, diventando in alcune professioni persone che si comportano “come uomini” nelle relazioni pubbliche, e quella degli uomini che sono diventati incerti e “morbidi” perdendo alcuni tratti di carattere maschili indispensabili anche per “stare bene” nella vita familiare e sociale. Il percorso da fare sta, forse, nella sintesi interpersonale tra queste due visioni: stare nel mondo con stili psicologici derivanti dalla elaborazione culturale dei due generi. E questo lo si fa costruendo giorno per giorno la relazione, facendola diventare sempre di più intersoggettiva.
Ma quale è il contributo originale e fecondo che Demetrio suggerisce per queste situazioni problematiche?
Il suo sguardo è quello di chi propone il compito di educare se stessi in tutte le fasi del ciclo di vita. Ed è piuttosto interessante il fatto che usa la stessa parola-chiave che Silvia De Lorenzo utilizzava nel 1980: “interiorità”.
Questo è il concetto che sta al centro della sua riflessione e viene riproposto in moltissimi modi e con diverse strategie argomentative e testuali. Un esempio:
“Interiorità è pensare, custodire intimità è avere una memoria alla quale poniamo domande, è tutto quanto non può sfuggire alla coscienza” (p. 15)
Qui l’interiorità viene connotata come capacità di guardarsi dentro e valorizzare il proprio ricordo, ossia il proprio tempo di essere vivente.
In un altro punto il tema dell’interiorità è raccontato in questo modo:
“è l’infinito dentro di noi e per andare verso l’infinito si deve avere il mondo dentro di sé. Bisogna essere fatti di mondo per poter ispezionare con qualche successo e speranza il mondo” (p. 55/56)
E queste parole Demetrio le dice in modo corale con il filosofo Giovanni Reale. Qui la prospettiva è quella di elaborare una interiorità che unisca la finitezza e l’infinito.
Un altro elemento estremamente interessante e coinvolgente di questo libro è il percorso analitico attraverso cui arriva a costellare il tema dell’ educarsi alla interiorità. Mi riferisco alla parte in cui vengono esposte al lettore immagini pittoriche corredate da testi letterari e elaborazioni sotto traccia dello stesso Demetrio: sono bambini, adolescenti, uomini adulti. Percorriamo qui una varietà di profili biografici: l’indocile, un bambino che si ribella all’educazione, il predestinato, l’innocente, la sentinella, lo scriba, il sognatore, il poeta dal colletto bianco, l’eremita, il pilota di alianti, il canonico libertino, il padre taciturno, il seduttore svogliato, il mendicante, lo schiavo d’amore, l’invitto. Sono figure rappresentative di modi di essere che per Demetrio diventano tipi di persone attraverso cui meditare e rafforzare con prove il suo ragionamento sul processo di coltivazione della propria interiorità. E la stessa operazione analitica viene effettuata con alcuni miti greci particolarmente pertinenti per la sua proposta: Perseo, Orfeo, Chirone sono figure mitologiche rappresentative di modi diversi attraverso cui l’uomo perviene a curare, coltivare, elaborare una propria interiorità. Rappresentazioni pittoriche e personaggi mitici vanno a comporre sottili e raffinate tipologie umane e riverberano attorno a loro suggestioni e significati che portano Demetrio a sostenere con passione esistenziale la proposta educativa di concentrarsi sul tema dello sviluppo dell’interiorità come compito dell’uomo di oggi.
Un elemento che mi sembra interessante sottolineare è che questa elaborazione Demetrio la sta facendo da più di 10 anni. Basta scorrere alcuni titoli dei suoi libri: L’educazione interiore del 2000, ancora prima L’elogio dell’immaturitàdel1998, La filosofia del camminare del 2005; La vita schiva del 2007; L’ascetismo metropolitano del 2009. Può non colpire in un autore così prolifico questa coincidenza temporale? La collego al fatto che essendo tra l’altro noi quasi della stessa generazione, siamo entrambi entrati in quella fase del ciclo di vita che chiamo della prevecchiaia, ossia quella età in cui si ha la possibilità di guardarsi indietro e si ha anche uno sguardo sul nostro presente più pacato, più sopito, più meticoloso nel vedere le zone inespresse della personalità , nell’autocriticare alcuni comportamenti in modo leggero. Trovo estremamente densa di potenzialità la prospettiva di guardarsi dentro per ritrovare tracce rimosse e continuare a crescere sotto il profilo psicologico e formativo.
L’ altro elemento rilevante di questa ricerca è la distinzione che Demetrio fa tra il “maschio” e l’”uomo”: in questo scarto fra le due configurazioni esistenziali c’è un compito evolutivo da percorrere. Il maschio deve farsi uomo attraverso un percorso di interiorità, cioè di introversione, come direbbe Carl Gustav Jung: la strada è quella di un ritorno dentro di sé, pur senza perdere il contatto con il mondo esterno.
Gli attributi caratteriali del maschio sono così rappresentati:
maschi che si uccidono fra di loro, maschi che si misurano in base alla forza e alla debolezza, maschi che abbandonano chi un istante prima idolatravano, maschi che si vantano di imprese cruente, maschi che rinascono dalle proprie ceneri già in armi, maschi che usano il bene comune delle libertà per asservire e concedersi licenze, maschi che non possono stare senza sconfitti, vittime e clientele, maschi che non sanno cosa sia il senso di colpa (p.26)
e così via tutta una serie di aspetti , connotazioni negative degli attributi del maschile.
Viceversa il percorso verso la vita interiore, il passaggio dal maschio all’uomo è così rappresentato:
Uomini che salgono e scendono le scale più impervie contandone i gradini in silenzio, uomini che a testa alta pongono a se stessi domande sensate, uomini che non cessano di riprodursi ogni volta in controcorrente, uomini che conoscono il sapore della libertà come segreta ricchezza, uomini che vogliono essere soli per sentirsi maschi diversi, uomini che non sono tentati dall’istinto di opprimere chicchessia (p. 45/46)
Questi in sintesi mi sembrano essere i valori di questo libro: un forte punto di vista che parte dal paradigma educativo, cioè quello attraverso cui la persona modifica se stessa attraverso processi di apprendimento. Trovo che il paradigma educativo sia molto tangenziale con quello psicologico però occorre riconoscere che in quello educativo è molto presente un lavoro di apprendimento. Ed è per questi motivi che Demetrio propone alla fine del testo una serie di “esercizi autoeducativi” orientati alla ricerca di una propria personalissima “centratura” interiore per trovare le strade più adatte a definire meglio il proprio profilo esistenziale di essere uomini dentro questa modernità che ci mette al confronto con il mondo psicologico e relazionale delle donne.
I percorsi suggeriti sono questi. Avvicinarsi al linguaggio poetico, facendosi coinvolgere dalla musicalità delle parola e lasciandosi andare alla poesia come linguaggio autonomo capace esso stesso, attraverso la sola forza delle immagini, di creare nuovi effetti di senso, nuovi significati.
Il secondo esercizio consiste in un lavorio di autocoscienza alla vita interiore dedicandosi agli interrogativi che costellano i dilemmi dell’esistere, la morale, la consapevolezza delle proprie azioni e le relative conseguenze. Il suggerimento è quello di usare il silenzio assieme al piacere della conversazione intersoggettiva.
Giova a questa azione autoeducante praticare i gesti del camminare all’aria aperta (e questo è il terzo esercizio), ma con un taccuino ed una matita. La proposta è chiara e concreta: scrivere un diario, raccontarsi senza avere paura di raccontarsi.
Sono suggerimenti che vengono da lontano. Vengono dalla riattualizzazione matura di quando eravamo bambini sognanti e desiderosi di crescere.
Paolo Ferrario, UNA VITA… IN GIOCO, Il gioco nella società e nei diversi stadi della vita delle persone, in Muoversi Insieme di Stannah
Pubblicato: 21 giugno 2011 Filed under: Muoversi Insieme Stannah, Saggi e Articoli Lascia un commento »|
D’estate i tempi della vita quotidiana si dilatano, accrescendo le occasioni per intensificare le relazioni familiari e quelle con gli amici. È anche il momento per riattivare quell’attività antica e contemporaneamente moderna che è il gioco. In questo articolo esploriamo il vasto campo socioculturale dentro il quale si inscrive l’atto del ” giocare” con l’intenzione di vederne gli effetti sulla creatività individuale. I giochi sono moltissimi. Giampaolo Dossena (1930-2009) gli ha dedicato ricerche fondamentali. >> |
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| 20-06-2011 Alessandra Cicalini, Elogio del gioco… un piacere per la vita! C’è un tempo per lavorare e un tempo per… giocare. Non c’è quasi nulla che dia più piacere del dedicarsi a un’attività ludica, qualunque essa sia. L’età non conta: c’è chi ama le carte, chi gli scacchi, chi i rebus e chi uno sport. Nessuno sarebbe disposto a rinunciarvi, nonostante gli impegni quotidiani. Ed è un bene che sia così. Anzi: più tempo dedichiamo al gioco migliore sarà la nostra capacità di stare sereni con noi stessi e con gli altri. A dirlo, è Paolo Ferrario nell’articolo pubblicato oggi nell’area Magazine, settore Tempo libero. >> |
Scrivere i luoghi della vita: espressioni del Genius Loci, seminario di autoformazione a cura di Paolo Ferrario e Luciana Quaia – Libera Universita’ Autobiografia – 28 ottobre 2011
Pubblicato: 10 giugno 2011 Filed under: biografie, educazione degli adulti, Ferrario Paolo, Formazione Permanente, LUA Lib. Univ. Autobiogr., Quaia Luciana 1 Commento »| Scrivere i luoghi della vita: espressioni del Genius Loci, seminario di autoformazione a cura di Paolo Ferrario e Luciana Quaia – Libera Universita’ Autobiografia – 28 ottobre 2011 |
Seminario a cura di Paolo Ferrario e Luciana Quaia
SCRIVERE I LUOGHI DELLA VITA: ESPRESSIONI DEL GENIUS LOCII luoghi che abitiamo, assieme al tempo che stiamo percorrendo, sono elementi costitutivi di ogni esistenza. |
per iscrizione ed informazioni vai a: Libera Universita’ Autobiografia – 28 ottobre 11 – P. Ferrario e L. Quaia – Scrivere i luoghi della vita: espressioni del Genius Loci.
Paolo Ferrario, AUDIO LEZIONE su: POLITICHE DEI SERVIZI SOCIALI E SOCIOEDUCATIVI ALLA LUCE DELLA LEGGE 328/2000
Pubblicato: 8 giugno 2011 Filed under: Audio Lezioni Lascia un commento »Lettere sulla politica locale: Paolo Ferrario risponde a una amica, organizzatrice delle politiche dei servizi educativi
Pubblicato: 31 maggio 2011 Filed under: AGENDA della Politica italiana, elezioni locali, Lettere, Commenti, Conversazioni, Milano Lascia un commento »
Tartarughe infinite di Grazia Apisa Gloria
Pubblicato: 20 maggio 2011 Filed under: Audio Lezioni Lascia un commento »Paolo Ferrario: AudioLezione relativa alla Dispensa didattica n. 4: SCHEMI DI ANALISI DELLE POLITICHE SOCIALI: IL PUNTO DI VISTA DELLE ISTITUZIONI, 24 marzo 2011
Pubblicato: 20 maggio 2011 Filed under: Audio Lezioni, Ferrario Paolo Lascia un commento »Paolo Ferrario, Gli over 60 e la lettura, un piacere in metamorfosi: dal libro agli Ereader e ancora all’Ipad … | Muoversi Insieme
Pubblicato: 17 maggio 2011 Filed under: Ciclo di vita, EBook, Enciclopedie, Ferrario Paolo, LIBRI, Saggi e Articoli, Vecchiaia Invecchiamento 5 Commenti »La generazione delle persone nate nella seconda metà del Novecento, i cosiddetti over 60 di oggi, ha conosciuto direttamente nella propria vita quotidiana i più grandi e profondi cambiamenti dovuti alla velocità delle innovazioni tecnologiche. Uno di questi riguarda la lettura dei libri, che stanno via via abbandonando la carta per assumere la forma degli Ebook, supportati da strumenti hardware come gli Ereader e i Tablet. Quali sono le tappe storiche di questa mutazione?
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Vai anche all’articolo precedente Elogio della lettura, un piacere “over 60”
Alessandra Cicalini, Dalla pergamena all’ipad, la rivoluzione ‘over 60′ della lettura – Blog di Stannah | Muoversi Insieme
Pubblicato: 17 maggio 2011 Filed under: Cicalini Alessandra, Ferrario Paolo, Muoversi Insieme Stannah, Saggi e Articoli Lascia un commento »A pensarci bene, tra srotolare una pergamena e“scrollare” le parole sullo schermo di un computer non c’è molta differenza. In entrambi i casi si accede a una piccola fetta di frasi scorrendole in verticale. Eppure, dal primo al secondo sono passati secoli e secoli, durante i quali la lettura è diventata, oltre che una necessità, anche un piacere. Delle mutazioni storiche tuttora in corso sul mezzo di espressione più importante per l’umanità, parla Paolo Ferrario nell’articolo pubblicato oggi nell’area Magazine, settore Socialità.
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Emanuele Severino: … di tutte le cose è necessario dire che è impossibile che non siano, cioè è necessario affermare che tutte sono eterne
Pubblicato: 26 aprile 2011 Filed under: Audio Lezioni, Ferrario Paolo, Severino Emanuele Lascia un commento »… la follia essenziale si esprime nella persuasione che le cose escono e ritornano nel niente. Il mortale è appunto questa volontà che le cose siano un oscillare tra l’essere e il niente.
Al di fuori della follia essenziale, di tutte le cose è necessario dire che è impossibile che non siano, cioè è necessario affermare che tutte – dalle più umili e umbratili alle più nobili e grandi – tutte sono eterne.
Tutte, e non solo un dio, privilegiato rispetto ad esse.
…
se il divenire non appare come annientamento, ma come l’entrare e l’uscire delle cose dal cerchio dell’apparire, allora l’affermazione dell’eternità del tutto stabilisce la sorte di ciò che scompare: esso continua a esistere, eterno, come un sole dopo il tramonto.
Non solo la legna fiammeggiante, le braci, la cenere, il vento che le disperde sono eterni astri dell’essere che si succedono nel cerchio dell’apparire, ma anche tutte le fasi dell’albero che
nella valle ove fresca era la fonte/e il giovane verde dei cespugli/giocava al fianco delle calme rocce/e l’etere tra i rami traluceva/e quando intorno i fiori traboccavano (Holderlin),
hanno preceduto la legna tagliata per il fuoco.
Quando gli astri dell’essere escono dal cerchio dell’apparire, il destino della verità li ha già raggiunti e impedisce loro di diventare niente.
Appunto per questo essi - tutti - possono ritornare
Emanuele Severino
in La strada. La follia e la gioia (1983), Rizzoli Bur, 2008, p. 103-104
Paolo Ferrario, Diventare lettori “adolescenti” in prevecchia | in Muoversi Insieme
Pubblicato: 14 aprile 2011 Filed under: biografie, Ferrario Paolo, LETTERATURA e CINEMA, Saggi e Articoli 2 Commenti »Sappiamo che la lettura ci accompagna tutta la vita e che in ogni età ha compiti evolutivi diversi nella formazione del sé. Durante l’infanzia prevale il rapporto con le fiabe, che, come ci insegna Bruno Bettelheim, sono un prezioso materiale fantastico per placare le inquietudini e le paure dei bambini. Nella prima adolescenza tende a emergere il bisogno di esplorare il mondo, di provare sensazioni forti ma controllate e di cercare storie che consentano di identificare se stessi nei processi di crescita: esemplari sono “L’isola del tesoro” di Robert Louis Stevenson, o (in chiave più familiare) “Cuore” di Edmondo De Amicis.
Durante la tarda adolescenza e la giovinezza, la lettura si orienta sempre più verso la formazione professionale e il lavoro. Quindi si scelgono autori e generi letterari sempre più specializzati e aderenti ai propri processi cognitivi e di valore. Nell’età adulta il libro è goduto nei momenti di pausa, durante le vacanze o comunque quando l’attività lavorativa si sospende e c’è tempo libero disponibile. Anche in questi anni prevale la propensione alla lettura di testi di saggistica specializzata e di quegli autori che sono diventati progressivamente “compagni di viaggio.
In prevecchiaia, finalmente potremmo dire, la lettura torna a essere un mondo da esplorare e indagare in una prospettiva più libera ed esplorativa…
l’intero articolo qui: Paolo Ferrario, Elogio della lettura, un piacere “over 60” | Muoversi Insieme
Amministratore di Sostegno, richiesta informazioni per bibliografia tesi
Pubblicato: 11 aprile 2011 Filed under: amm. sostegno, Bibliografie, Ferrario Paolo Lascia un commento »Salve,
sono una studentessa del corso di ….
Le vorrei chiedere se gentilmente può indicarmi dei libri inerenti al nuovo istituto dell’Amministratore di Sostegno, tema sul quale verterà la mia tesi di laurea.
L’idea è di presentare il passaggio dagli istituti dell’inabilitazione e dell’interdizione a quella appunto dell’Amministrazione di Sostegno, analizzando le nuove normative e soffermandomi sulla novità, relativa sopratutto alla concezione dell’assistito e delle sue capacità, che il nuovo istituto porta con sè.
La ringrazio per la diponibilità.
Cordiali saluti,
…
gentile signorina …












La nave Costa Concordia, ferita ed inclinata verso il precipizio, e i feroci oppositori del Governo Monti/Napolitano, di Paolo Ferrario, 16 gennaio 2012
Pubblicato: 16 gennaio 2012 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: Governo Monti 16 Novembre 2001-, Lettere, Commenti, Conversazioni | 12 Commenti »L’immagine della nave Costa Concordia ferita ed inclinata verso il precipizio è la perfetta e drammaticamente vera metafora dell’Italia sull’orlo del baratro.
E quindi è la rappresentazione visiva delle tragiche responsabilità che si stanno assumendo la Lega Nord di Maroni e Bossi, la Cgil della Camusso e altri sindacati, l’IDV (italia dei suoi valori) di Di Pietro, la sinistra massimalista di Vendola (la stessa che per due volte ha mandato a fondo i Governi Prodi) nella loro feroce opposizione distruttiva all’equipaggio guidato da Mario Monti e Giorgio Napolitano che tentano di evitare il peggio
Paolo Ferrario, 16 gennaio 2012