La nave Costa Concordia, ferita ed inclinata verso il precipizio, e i feroci oppositori del Governo Monti/Napolitano, di Paolo Ferrario, 16 gennaio 2012

L’immagine della nave Costa Concordia ferita ed inclinata verso il precipizio è la perfetta e drammaticamente vera metafora dell’Italia sull’orlo del baratro.

E quindi è la rappresentazione visiva delle tragiche responsabilità che si stanno assumendo la Lega Nord di Maroni e Bossi, la Cgil della Camusso e altri sindacati, l’IDV (italia dei suoi valori) di Di Pietro, la sinistra massimalista di Vendola (la stessa che per due volte ha mandato a fondo i Governi Prodi) nella loro feroce opposizione distruttiva all’equipaggio guidato da Mario Monti e Giorgio Napolitano che tentano di evitare il peggio

Paolo Ferrario, 16 gennaio 2012


l’ ESPLOSIONE DEMOGRAFICA è la causa delle cause di questa terribile crisi sociale e culturale. riflessione di Paolo Ferrario, in margine al blog http://pensierisocialidichiarabiraghi.blogspot.com/ di Chiara Biraghi

il maggiore contributo alla “buona società” lo hanno date le politiche antidemografiche degli anni ’70 (consultori familiari e interruzione volontaria della gravidanza).
7 miliardi di abitatori della terra sono la CAUSA della attuale crisi economica. e dunque le religioni, con la loro ossessione per lo sviluppo demografico (“crescete e moltiplicatevi”) sono fra le RESPONSABILI DI QUESTA GRAVISSIMA CRISI STORICO-SOCIALE NELLA QUALE CI DIBATTIAMO
lo aveva già rilevato la ricerca su LIMITI DELLO SVILUPPO del 1974.

Non si è fatta memoria di quella profetica indicazione. Ora i nodi stanno venendo al pettine e i risultati li stiamo vivendo in queste due settimane decisive.

Un vero Limen storico: un limite che segna una cesura strutturale fra passato e presente
le tre linee di lavoro sociale che indichi sono la linfa della cultura dei servizi alla persona.
ma la persona sarà valorizzata e tutelata quando ci sarà più spazio per gli altri viventi sulla terra.
sintesi della argomentazione fatta: la esplosione demografica è la causa delle cause.
buon futuro per le riflessioni di pensierisocialidichiarabiraghi
paolo ferrario

commento su: http://pensierisocialidichiarabiraghi.blogspot.com/2011/11/se-facciamo-di-nuovo-un-giorno-e.html?showComment=1322733671799#c1460630273690724046


… ci tenevo a dirle che ieri ho discusso la mia tesi e che il 21 ci sarà la proclamazione … Grazie per aver contribuito alla mia formazione

Gentilissimo professore,

ci tenevo a dirle che ieri ho discusso la mia tesi e che il 21 ci sarà la proclamazione. Sono già    impegnata con la specialistica, ma ho raggiunto il primo traguardo.

Grazie per aver contribuito alla mia formazione

[lettera firmata]

carissima [...]

i miei complimenti
spero che sia andato tutto bene
ho conosciuto il suo impegno e la sua capacità di applicazione sui problemi
mi manda la scaletta della sua tesi?
mi interessa sempre lo sviluppo dei contenuti delle tesi
sono felice di avere potuto contribuire, per la mia parte, alla sua formazione. La sua personalità era molto adatta a recepire le mie griglie argomentative. il lavoro di formazione è sempre un alchimia d’aula che, talvolta (come nel suo caso), produce un risultato che poi dovrà integrarsi nel più ampio mondo sociale
le auguro buon futuro
sperando che sia qualche occasione di incontro e di comunicazione
cordiali saluti
paolo ferrario

Richiesta: mi piacerebbe approfondire il confronto fra servizi educativi e/o riabilitativi offerti in Italia e altri previsti da sistemi di welfare straniero

Gentile Prof. Ferrario,
seguo – nei tempi sempre troppo stretti concessi da lavoro – il suo blog, ricco di esperienze e informazioni per chi si occupa di servizi educativi e di politica sociale in genere. Mi piace molto e condivido completamente l’idea di usare questa tecnologia come strumento di lavoro, personale e da condividere.

Da “curioso” della materia sociale, mi piacerebbe approfondire il confronto fra servizi educativi e/o riabilitativi offerti in Italia e altri previsti da sistemi di welfare straniero: una sorta di analisi comparata delle risposte operative attuate, per esempio, nei diversi paesi dell’Unione Europea.
Se qualcosa di simile a quanto indicato mi fosse sfuggito dal suo blog, le chiederei di segnalarmelo.
Diversamente avrebbe qualche lettura da suggerire?

La ringrazio per l’attenzione e mi scuso per il tempo sottratto.

Buon lavoro

[lettera firmata]

caro …
la ringrazio molto per il suo messaggio. 
il mio è un lavoro da “pescatore” nella rete e lo faccio proprio per contribuire, a mio modo, al lavoro di servizio che si fa in tanti territori della nostra italia
ricevere ogni tanto un feedback fa piacere.
non sono però nella condizione di rispondere alla sua domanda per molti motivi:
- non riesco a seguire proprio tutto
- mancano sul tema ricerche ad hoc
- l’analisi comparata è difficilissima perchè i sistemi istituzionali sono diversissimi (pensi alla italia con i suoi comuni, regioni, province, asl, soggetti di terzo settore, politiche fiscali ecc ecc)
- mi accontento di confrontare (e anche lì è difficile) fra i 22 sub-livelli regionali italiani
- conoscere gli altri sistemi mi mette in difficoltà con la lingua: leggo bene solo il francese: è un fatto generazionale (1948) quello dia vere investito solo sulla lingua italiana

in conclusione: se troverò temi fra quelli da lei indicati li metterò negli scaffali dell’area tematica (la trova nella barra nera in alto)
potrò così non solo seguire le voci cronologiche, ma anche quelle per argomenti. è un modo molto pratico per avere una serie di schede su specifici questioni. la forza di polser sta tutta in questa rete tematica
un cordiale saluto a lei
e buon futuro
paolo ferrario


le scrivo perchè sto redigendo una tesi sul tema “minori stranieri disabili”

buongiorno a lei

non ho approfondito mai questo tema e quasta connessione fra disabilità e minori stranieri
quindi scrivendo al sua tesi lei diventerò ben presto “esperta” su questo argomento.
posso solo suggerirle qualche linea di orientamento:
- riflettere sul mio schema/paradigma BDO BISOGNI DOMANDA OFFERTA che si applica perfettamente a qualunque ricerca nell’ambito delle politiche sociali. qui trova una delle tante dispense ad esso dedicate: Paolo Ferrario, Dispensa didattica n. 15 LO SCHEMA BISOGNI/DOMANDA/OFFERTA PER L’ANALISI DELLE AREE PROBLEMATICHE DEI SERVIZI ALLA PERSONA
ricostruire la legislazione specifica in tema di disabilità (non è difficile perchè occorre ancora riferirsi alla legge 104, intergrata con la riforma costituzionale 3/2001)
- ricostruire la legislazione sulle migrazioni (la letteratura è sterminata e sovraccaricata da visioni polari guidate dalle ideologie: va dunque decifrata per comprendere le regole)
- integrare le due ricerche fra loro
- ragionare in tema di “diritti esigibili” e “accesso ai servizi”. anche qui si tratta di argomentare
- può seguire la voce disabilità della rete tematica di polser: http://polser.wordpress.com/category/4-bisogni-domanda-e-offerta/disabilita-e-handicap-f-bisogni-domanda-e-offerta/
- e può consultare i tantissimi siti di associazioni disabili. quello che seguo io sono rintracciabili in questa pagina: http://polser.wordpress.com/sitografia/bisogni-domande-problemi/
spero che queste tracce le possano essere di utilità
le auguro buona ricerca e buona scrittura
cordiali saluti
paolo ferrario

Buongiorno,
sono una studentessa laureanda in Servizio Sociale e ho frequentato il suo laboratorio “Politiche legislative e servizi sociali: metodi di analisi e casi pratici”, le scrivo perchè sto redigendo una tesi sul tema  ”minori stranieri disabili”,per la quale la Prof.ssa …. è relatrice, e vorrei dedicare un capitolo all’inquadramento legislativo.
Ho trovato alcuni materiali legislativi inerenti il tema della disabilità e dell’immigrazione, tra cui alcune sentenze della Corte Costituzionale inerenti la duplice problematicità, ma mi chiedevo se potesse darmi maggiori informazioni a riguardo; in particolare se avesse indicazioni più precise o consigli da darmi per affrontare questo tema.
La ringrazio anticipatamente per l’attenzione che potrà dedicarmi e colgo l’occasione per prgerle cordiali saluti.
 

…..


Lettere sulla politica locale: Paolo Ferrario risponde a una amica, organizzatrice delle politiche dei servizi educativi

mah, questa volta ero molto pessimista sull’esito delle elezioni del sindaco di milano. questo risultato mi è arrivato inaspettato.
beh, ieri sera ero contenta.. mi sembra che vogliano bene a pisapia.. mi farebbe molto piacere conoscere il tuo pensiero..
vi ricordo sempre
ciao
buona giornata
… [una organizzatrice delle politiche educative nella città di milano)
RISPOSTA
ciao, mia cara ….

anch’io sono contento
a milano alla primarie non avrei votato pisapia (come sai ho il dente avvelenato con i rifondaroli comunisti: http://polser.wordpress.com/2011/05/13/riformista-e-moderato-cosi-giuliano-pisapia-fece-cadere-il-primo-governo-prodi/)
però giudico il berlusconismo un cancro della storia italiana  e per le istituzioni
per cui il fatto che sia stato sconfitto dal voto è per me MOLTO POSITIVO
sono anche convinto che pisapia sarà un sindaco migliore della moratti, che in questi anni ha dissipato spesa locale in consulenze familistiche e favorito gruppi economici già redditieri e non portatori di benessere sociale.
purchè riesca a contenere le pulsioni violente ed intolleranti dei centri sociali e della sinistra rancorosa e vendicativa. e il comizietto di quello stronzo di vendola non lascia presagire nulla di buono
lo vedremo alla sfida del governo. sfida che finora le coalizioni della sinstra rancorosa hanno sempre perso
però è terribile: LE DUE ESTREME (centrodestra berlusconiano e centrosinistra ad egemonia comunista) sono entrambe deboli sulle sfide problematiche del futuro
un abbraccio e un caro saluto
paolo ferrario


Paolo Ferrario, Tracce per tesi e tesine in materia di regolazione normativa sulle TOSSICODIPENDENZE

buongiorno a lei, ….

le indico qui sotto alcune tracce per la sua ricerca e studio:
  • un’ottima analisi comparativa: Romano Carlo Alberto, Bottoli Gisella, La normativa sugli stupefacenti in ambito europeo, Carocci, 2002

Diritto e servizi sociali ed educativi: temi e orientamenti di studio, lettera a Paolo Ferrario e risposta ad uso generale

Buongiorno Professor. Ferrario,
data la sua competenza in merito vorrei ancora una volta chiedere il suo aiuto.
Mi sto preparando per un concorso pubblico  ….
Le prove del concorso verteranno sui seguenti argomenti:

- Testo unico degli enti locali (DLgs 267/2000 e s.m.i.)

- Legislazione nazionale e regionale in materia di servizi socio-assistenziali, con particolare riferimento alla normativa che disciplina gli interventi a favore di minori, disabili, adulti in

situazione di disagio e anziani;

- Programmazione, organizzazione e gestione dei servizi sociali

- Rapporto di lavoro dipendente dell’ente locale:diritti e doveri

- Elementi di diritto di famiglia

- Elementi di diritto amministrativo

- Normativa sulla privacy

-Nozioni di diritto penale con particolare riferimento ai reati contro la Pubblica Amministrazione


Non sono molto preparata su questi argomenti e le chiedo gentilmente un consiglio in merito ai testi sui quali potrei prepararmi al meglio.

La ringrazio infinitamente.


Cordiali saluti

Lettera firmata
 

—————————–

La mia (parziale) risposta:

Effettivamente è un programma complesso perché tocca temi di diritto, politica dei servizi sociali.

In parte è anche materia dei corsi che tengo da una quarantina d’anni: Anche se il mio versante di competenza è l’effetto delle regole sui servizi alla persona ed alla comunità.

Qui vedo che i temi sono prevalentemente di diritto e dunque più rivolti a persona con una laurea in legge.

In concorsi nella pubblica amministrazione il problema è proprio questo: la competenza giudidica di operatori che hanno una competenza tecnica di tipo sociale o educativo.

Sul piano formativo mi sono dato il compito di “adattare” la politica sociale alle professioni sociali. Non vedo fra i cultori del diritto professionisti che fanno la stessa operazione. Preferiscono trincerarsi dentro le proprie griglie interprerative e vivono con disagio l’esigenza di adattarle.

Provo, tuttavia, a segnalarle qualche fonte e qualche criterio di studio, Scusandomi per l’effetto di non – rassicurazione che le provoco.

Se poi ha davvero poco tempo le consiglio un manuale di buona e sintetica fattura:

Massimiliano Gioncada, Diritto dei servizi sociali per ASSISTENTI SOCIALI, PSICOLOGI, EDUCATORI, AVVOCATI, Maggioli editore, 2009

Perlomeno qui l’autore si è cimentato nel compito che riassumevo poco sopra.

Le auguro buona fortuna per questo concorso e per il suo futuro professionale

Cordiali saluti

Paolo Ferrario

 

 

Testo unico degli enti locali (DLgs 267/2000 e s.m.i.)

Legislazione nazionale e regionale in materia di servizi socio-assistenziali, con particolare riferimento alla normativa che disciplina gli interventi a favore di minori, disabili, adulti in

situazione di disagio e anziani;

Per una preparazione generale sono costretto a rinviarla al mio manuale (anche se non mi piace far propaganda a me stesso): Ferrario Paolo, Politica dei servizi sociali – Strutture, trasformazioni, legislazione, Carocci Editore, Roma 2001, p. 498, 6° ristampa nel 2009

· Grafici e mappe del libro

Programmazione, organizzazione e gestione dei servizi sociali

Rapporto di lavoro dipendente dell’ente locale:diritti e doveri

Elementi di diritto di famiglia

  • Anche qui per l’inquadramento delle politiche per minori e famiglia il capitolo 5 del mio manuale Politica dei servizi sociali
  • Poi studiare direttamente almeno i principali testi legislativi. Giuffrè, La Tribuna e Il Sole 24 ore pubblicano specifici Codici

Elementi di diritto amministrativo

Normativa sulla privacy

Nozioni di diritto penale con particolare riferimento ai reati contro la Pubblica Amministrazione

  • Come si diceva una volta “mandare a memoria” almeno le definizioni: Abuso di ufficio, Concussione, Corruzione, Esercizio abusivo di una professione, Interruzione di un servizio pubblico, Malversazione a danno dello Stato, Millantato credito, Peculato , Resistenza a un pubblico ufficiale , Rifiuto di atti d’ufficio

Mi sto preparando per la discussione della mia Tesi sull’Autorizzazione e l’Accreditamento dei servizi educativi …

Gentile Dottor Ferrario,
Giunta ormai al termine del mio percorso accademico, mi premeva ringraziarla per la disponibilità che mi ha dimostrato durante il mio percorso di tesi, e approfittando ancora una volta della sua gentilezza e disponibilità, vorrei avere una sua ultima opinione.
Mi sto preparando per la discussione della mia Tesi  sull’Autorizzazione e l’Accreditamento dei servizi educativi, nella quale ho fatto un confronto tra le normative di (segue elenco di regioni). Mi chiedevo secondo lei quali criticità e quali ambiguità presenta il sistema dell’accreditamento così com’è allo stato attuale. La ringrazio molto per la pazienza e la disponibilità.
Le allego anche le pagine dei ringraziamenti della mia tesi, visto che mi sono sentita di dedicare alcune righe di riconoscenza anche a lei.
Ringraziando ancora una volta,
porgo cordiali saluti
gentile …

spero di non essere in ritardo nella risposta. mi scuso per il ritardo, ma ho accumulato troppe scadenze
vado per punti:
- il sistema amministrativo dell’accreditamento è parte integrante delle politiche pubbliche e si connette alla sempre più crescente integrazione fra mercato e stato
- esso è stato applicato prima al settore sanitario. questi tipi di servizi si prestano di più ad essere accreditati: molti di essi sono standardizzabili, i costi sono definibili con più precisione, c’è consenso sul valore della medicina, l’autorevolezza della sanità è sostenuta dalla comunicazione pubblica
- era inevitabile che tali modalità si estendessero anche al settore dei servizi sociali. qui però ci sono più difficoltà: la rete dei comuni è molto più estesa di quella delle asl, le tipologie dei servizi sono estremamente diversificate, ogni regione/comune/associazione di comune ha culture politiche e professionali proprie, i professionisti applicano paradigmi di lavoro molto differenziati. una pura applicazione delle stesse modalità del settore sanitario “nuoce gravemente alla salute” della cultura dei servizi sociali ed educativi
- ne segue che “standardizzare” ( e le politiche dell’accreditamento vanno in questa direzione) rischia di svalorizzare le differenze, le esperienze positive, le sperimentazioni, l’empowerment locale …
- occorre dunque accostare alla standardizzazione dei criteri talvolta generici dei regolamenti regionali e locali altri criteri come: la carta dei servizi, la ricerca e condivisione dei fattori di qualità, l’elaborazione di sempre più fini indicatori di qualità. ma soprattutto occorre accompagnare lo sviluppo dei servizi sociali con attività di formazione e supervisione sempre più capaci di lavorare sulla originaria questione dei servizi che si manifesta nello schema bisogni/domanda/offerta che tratto ripetutamente e fino alla nausea nei miei corsi
in poche righe è questo il contributo che mi sento di dare alla sua domanda.
sulla carta dei servizi ho recentemente scritto un articolo che si rifà ad un libro collettivo scritto qualche anno fa
l’articolo è qui:
e notizie sul libro sono qui:


pur nella stringatezza spero di averle offerto qualche spunto
sono tuttavia certo che il suo lavoro di tesi sarà di sicuro il migliore supporto alle sue argomentazioni
ancora auguri per il suo futuro
e cordiali saluti
paolo ferrario


notizie, documenti o relazioni sulle rappresentazioni sociali che i media danno degli adolescenti

Gentile Professor Ferrario,
spero innanzitutto di trovarla bene, le scrivo perchè sono arrivata alla fine degli studi e mi sto occupando della stesura della tesi rispetto ad un progetto Interreg di educazione tra pari che sto seguendo per la mia associazione.
Sto cercando notizie, documenti o relazioni sulle rappresentazioni sociali che i media danno degli adolescenti, ma non sono riuscita a districarmi nei suoi siti per la mia vena anti tecnologica.
Può essermi d’aiuto?
La ringrazio
lettera firmata
gentile dott.sa

innanzitutto complimenti per la conclusione del suo percorso formativo che ha effettuato con passione
il mio consiglio è usare polser cercando negli scaffali che trova sulla destra (nel suo caso la parte BISOGNI DOMANDA OFFERTA)
poi le basterà cliccare su una voce che le sembra attinente e troverà una lista di materiali di ricerca da me selezionati
per esempio se clicca su giovani troverà:

mi annoto il suo tema e le segnalerò altre voci dentro le quali ricercare
buon lavoro e buon futuro
paolo ferrario



Giunta ormai al termine del mio percorso accademico, mi premeva ringraziarla …

Gentile Dottor Ferrario,
Giunta ormai al termine del mio percorso accademico, mi premeva ringraziarla per la disponibilità che mi ha dimostrato durante il mio percorso di tesi, e approfittando ancora una volta della sua gentilezza e disponibilità, vorrei avere una sua ultima opinione.
Mi sto preparando per la discussione della mia Tesi su … dei servizi educativi, nella quale ho fatto un confronto tra le normative di ….. Mi chiedevo secondo lei quali criticità e quali ambiguità presenta il sistema dell’accreditamento così com’è allo stato attuale. La ringrazio molto per la pazienza e la disponibilità.
Le allego anche le pagine dei ringraziamenti della mia tesi, visto che mi sono sentita di dedicare alcune righe di riconoscenza anche a lei.
Ringraziando ancora una volta,
porgo cordiali saluti


Sulla legislazione ospedaliera: risposta ad una lettera firmata

Gentile dott.sa ….

le dò qualche suggerimento veloce.
Come avrà verificato nei miei corsi sono un fautore della LETTURA DIRETTA DEI TESTI LEGISLATIVI per conoscere gli assetti istituzionali dei servizi.
Per cui le consiglio di ripassare la legislazione sanitaria degli anni ’90. Infatti la normativa non è cambiata nei recenti 10 anni
se proprio vuole consulti un qualsiasi manuale di legislazione sanitaria (quelli dell’editore simone tendono ad essere aggiornati). se invece preferisce un trattato di recente e ampio approfondimento la rimando a:
il secondo consiglio è di ristudiare i piani sanitari della regione lombardia. Non c’è fonte più ravvicinata ed utile per comprendere le politiche ospedaliere della nostra regione. ne trova tracce qui:
infine le consiglio di tenere larga la sua griglia di studio e analizzare la RETE DEI SERVIZI SANITARI, SOCIOSANITARI E SOCIALI IN LOMBARDIA. Qui la fonte è la legge regionale n. 3/2008. Trova tracce (fra cui alcune mie lezioni ed audio qui):
(trascuri pure la mia intervista al quotidiano il Manifesto, che è troppo semplificata rispetto alla mia analisi. e si concentri – se vuole –  sulle lezioni che ho tenuto quest’anno al scienze pedagogiche)

quanto ai corsi di aggiornamento: vivo su committenze. e fin quando gli enti preposti (provincia di milano e università) non mi affidano corsi, purtroppo non ne realizzo
colgo l’occasione per salutarla con cordialità e augurarle buon futuro
paolo ferrario


Spunti in tema di “COHOUSING”

Buongiorno professore,
sono una studentessa della Progest che ha seguito il suo corso di Legislazione nell’Anno Accademico 2007/2008.
Mi scusi tanto se la disturbo, ma so che lei è un docente esperto in vari ambiti del lavoro sociale e ho pensato di chiedere il suo aiuto.

Sto cominicando il mio lavoro di tesi, che intendo fare sul tema dell’HOUSING SOCIALE. Sono davvero all’inizio, per cui sto iniziando ora a cercare il materiale da leggere per poi definire bene gli aspetti specifici da approfondire.
Le scrivo appunto per chiederle se per caso lei conosce qualche testo o documento sull’argomento che sarebbe utile leggere.

Se per caso le viene in mente qualche titolo da suggerirmi, gliene sarei davvero molto grata.
Se così non fosse, non si preoccupi affatto.

Mi scusi ancora tantissimo per il disturbo e la ringrazio moltissimo, in ogni caso, per la sua disponibilità.
Cordiali saluti,
(lettera firmata)

gentile dott.sa ….

da qualche tempo sto mettendo in osservazione quel particolare modo di concepire, la casa, l’habitat e le relazioni di coabitazione che si è convenuto di chiamare “cohousing

per ora catalogo le tracce informative in questo scaffale del mio blog polser:

non ho messo ancora a punto una mia scaletta argomentativa sull’argomento, tuttavia se dovessi farlo partirebbe da qui:

  • il significato della casa dal punto di vista psicologico, relazionale, sociale
  • lo sviluppo della politica urbanistica in italia per decenni
  • cosa dicono gli architetti
  • le esperienze francesi: in particolare la socilogia urbana di chombart de lauwe
  • una esperienza storica: il servizio sociale nei quartieri (con particolare riferimento all’ISCAL)
  • ….

è una prima lista del tutto associativa e spontanea che andrebbe sviluppata ed intersecata con altre prospettive

per ora non conosco libri che trattano l’argomento, tuttavia se ce ne fossero li troverà sullo scaffale del link che le ho segnalato

colgo l’occasione per saìutarla con cordialità e augurarle buon futuro

paolo ferrario


buongiorno,
sono (…)
studentessa dell’università (…)
lo scorso anno ho seguito il corso e fatto l’esame con lei ,Politiche
Sociali.

sono in tesi con la Professoressa (…) e volevo gentilmente chiederle se
ha del materiale da inviarmi o testi da consigliarmi per farmi un idea chiara
sulla nascita dell’asilo nido, origini e storia e le leggi dalla nascita ad
oggi!
grazie
grazie per l’attenzione
distinti saluti

RISPONDO

buongiorno a lei, dott.sa (…)

la rinvio al link dove tengo – come su uno scaffale – i risultati delle mie ricerche sul tema che è oggetto della sua tesi:

all’interno di questa lista troverà in particolare questo libro di grande valore conoscitivo  e competenza professionale e che tratta anche in prospettiva storica lo sviluppo degli asili nido (lì chiamati servizi all’infanzia):

la saluto con cordialità e auguro buon futuro

paolo ferrario


Dipendenze ed alcolismo: spunti di tesi

Gentilissimo professore,
so che forse mi sto muovendo troppo presto per la tesi di terzo anno, visto che inizio il terzo anno tra poco, ma mi chiedevo se fosse possibile lavorare con lei alla sua realizzazione.
Ho già incontrato la prof.  (..) la quale mi ha chiarito un pochino le idee spiegandomi sia meglio attingere idee da una tematica già trattata, ad esempio nel corso del tirocinio. Ho poi contattato il Dott. /…) (mio supervisore di tirocinio) e lavorato con lui sul possibile tema.
Mi piacerebbe, per la tesi, analizzare il fenomeno dell’abuso alcolico tra i teenagers, presentare magari i risultati di un questionario somministrato nelle scuole, per poi giungere a rispondere alla domanda che mi sono posta al termine del tirocinio: al NOA giungono soprattutto uomini e donne di mezza età, ma i ragazzi che abusano di alcol dove vanno? Quali sono i servizi che si prendono cura di questo problema? Quali le politiche legislative di contrasto al problema?

Questa ovviamente è solo un’idea, cosa ne pensa?
Anticipatamente ringrazio e distintamente saluto.

RISPONDO

gentile  (..)

l’idea di PENSARE la tesi per tempo è ottima.

la costruzione di un testo scritto è sempre come un lungo viaggio.

vedrai che la tua scaletta iniziale cambierà e verrà regolarmente aggiornata ed integrata con altre connessioni e filoni di indagine professionale

la profsa  (..) è una delle maggiori esperte italiane in metodologia della ricerca e sarà in grado di darti tutti i suggerimenti necessari per definire il questionario e le sue modalità di somministrazione ed analisi

(..) è professionalizzato da tempo sul tema delle dipendenze e (…) ha lavorato per anni nelle alcoldipendenze

dunque avrai ogni supporto possibile

quanto a me il mio lavoro di “consulenza” consiste nell’offrire a tantissimi studenti italiani dei servizi fonti informative e selezionate in tema di politica dei servizi sociali

leggerò dunque volentieri i tuoi semilavorati

nel frattempo posso dirti che la tua ipotesi di ricerca è molto buona

secondo me le giovani generazioni non distinguono fra uso ed abuso di sostanze alcoliche.

il comportamento estremo è tipico dei post-adolescenti. e dato oggi le adolescenze sono molto lunghe la sitazione è quella di un mimetismo dentro comportamenti vissuti come normali. bassa percezione del rischio, allentamento delle grandi istituzioni educative, sollecitazione del mondo esterno sono tutti fattori che congiurano ad abbassare le autodifese della propria salute

alcuni di loro, poi arriveranno ai servizi sociosanitari quando l’alcol avrà cominciato ad incidere sui loro corpi. ed allora i servizi faranno, come potranno, il loro lavoro

dunque l’orizzonte del tuo argomento dovrebbe indagare sul tema più generale delle “dipendenze”  (perchè si manifestano in modo diffuso questi comportamenti?) al cui interno ci sono le forme particolari di tossicodipendenza (da alcol, da nuove sostanze ecc,)

è solo un piccolo spunto

quanto al mio blog il tema è monitorato qui:

http://polser.wordpress.com/category/4-bisogni-domanda-e-offerta/dipendenze/

buoni giorni e buon lavoro

paolo ferrario


Accordi di programma ed amministrazione dei servizi

buongiorno prof  Ferrario,

sono …. , Le scrivo perchiederLe

se nel suo sito è presente una sezione sugli accordi di programma.

Inoltre è in grado di suggerirmi qualche testo o sito, approfondito, che
parli a proposito degli accordi di programma quadro, oppure qualche testo
che parli dei vantaggi per il Terzo settore, per esempio una fondazione, di seguire
o non seguire le Linee programmatorie definite in diversi accordi di programma.

testi amministrativi, aziendali, organizzativi…

La ringrazio in anticipo per l’attenzione,

Sinceri saluti,

….

RISPONDO:

egregio dott  ….

l’accordo di programma è la formula ammnistrativa attraverso cui più comuni ed altri enti possono mettersi d’accordo su un loro obiettivo comune

dunque tutta la pubblica amministrazione locale italiana è letteralmente disseminata di accordi di programma di più varia natura (ambiente, turismo, acqua, cultura …)

per comprendere la formula amministrativa dell’accordo di programma occorre fare riferimento ad un qualunque manuale di diritto degli enti locali

mi capita di segnalarne moltissimi in libri news (qui TUTTI i libri news: http://polser.wordpress.com/category/7-fonti-di-studio/libri-news/)

non ho previsto nelle mie reicerche un’area specifica per gli accordi di programma, poichè mi sono concentrato sui piani di zona (che per l’appunto sono adottati a mezzo di accordo di programma)

le voci del mio polser più adatte alla sua ricerca sono queste:

Il riferimento legislativo di base è la legge sulle autonomie locali:

http://www.camera.it/parlam/leggi/deleghe/testi/00267dl.htm

per un manuale di diritto degli enti locali di buona fattura ed aggiornato consiglio di consultare il catalogo delll’editore Maggioli o Simone editore

quanto alle connessioni fra i cosiddetti soggetti di “terzo settore” e gli accordi di programma , di certo sarebbe opportuno seguirne l’evoluzione a livello locale. anche perchè la gestione associata fra comuni è l’unica scelta possibile per l’amministrazione locale

per farlo occorre:

prendere in considerazione un territorio

analizzare gli statuti dei comuni

vedere quaki accordi sono stati fatti e con chi

ecc ecc (insoma è una vara e propria microricerca a livello locale)

attenzione però che l’accordo di programma è solo una condivisione di obiettivi

poi per le gstione concreta dei servizi occorre sempre attivare altre forma amministrative:

appalti

convenzioni intercomunali

accreditamenti

convenzioni fra pubblico e privato

nell’augurarmi di averle fornito qualche spunto la saluto con cordialità

e le auguro buon fururo

paolo ferrario


Gentile Dottor ferrario,

mi spiace disturbarla nuovamente dopo pochi mesi.

Sono una studentessa dell’università …

Qualche mese fa le ho chiesto consigli e suggerimenti per la stesura del mio elaborato sull’Autorizzazione al funzionamento e l’Accreditamento nelle normative di Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna.

I suoi consigli mi sono stati molto utili, ma ora mi trovo di fronte a un nuovo dubbio, e ho pensato di chiedere consiglio a lei, che si è già dimostrato così preparato e disponibile.

Il mio relatore mi ha detto di approfondire il confronto sulle tre normative parlando dei diversi tipi di governance presenti nelle tre Regioni. Non mi intendo molto di queste questioni, per cui mi chiedevo se saprebbe darmi qualche suggerimento bibliografico, qualche considerazione o qualche sito in cui poter trovare del materiale utile.

La ringrazio per la gentile attenzione

Cordiali saluti

RISPONDO

gentile (…)

mi scuso per il grande ritardo con cui le rispondo

il termine “governance” viene usato per nominare i processi di amministrazione e programmazione nelle società moderne europee nelle quali più soggetti pubblici e privati cooperano, ciascuno con obiettivi e scopi specifici, al funzionamento delle società.

in italia la questione si fa ancora più complicata perchè è suddivisa su tre livelli territoriali (stato, regioni, enti locali) e ancora su diversi livelli territoriali locali (comuni, asl, province, comuni associati)

questa premessa è per dirle dove potrebbe orientarsi la sua ricerca.

lei dovrebbe prendere alcune regioni (le regioni cui appaiono bene le differenze sono la Lombardia, la Toscana, la Puglia) e analizzare :

- come sono organizzate le asl ed i servizi sociali

come sono organizzati i servizi sociali

- come sono organizzati i comuni

- come sono regolati gli accreditamenti e più i generale i rapporti pubblico/privato

- ….

è un lavoro che richiede buona documentazione (e la migliore sono leggi, delibere, programmi e non certo le interpretazioni di studiosi, professori, ricercatori)

non ho il tempo di seguire il suo lavoro, tuttavia posso indirizzarla sui due mie scaffali del sito polser dove faccio monitoraggio delle politiche sociosanitarie:

se ha poco tempo può sfogliare la documentazione di queste pagine:

RICERCHE

la saluto con cordialità e auguro buon futuro

paolo ferrario


Alzheimer: dall’ospedale agli altri servizi sociali e sociosanitari

Esimio Dott.Paolo Ferrario

Sono (…), e le scrivo da (..) , purtroppo ad oggi ho un problema con la mamma di 77 anni, e mi permetto disturbarla per il fatto che ad oggi la via crucis dei famigliari non sanno più a quali Santi rivolgersi, i meandri della burocrazia sono mostruosi, e le informazioni avute si scoprono non veritiere, passandosi la palla delle responsabilità.

In breve: da Giugno di quest’anno dopo ricovero Ospedaliero al (…). ove per altro la Mamma risiede, viene dimessa dal Rep.Medicina, con incontro del Primario della medesima, dicendo che la Persona (Madre) è un soggetto a cui necessita la vigilanza 24ore gg, indicandoci di seguire le indicazioni dell’uff.Assistenza Sociale dell’ (…), e qui comincia tutto iter, ma ritengo siano cose che Lei già conosce, tutto deve essere sempre sulle spalle dei Famigliari, come è successo per mio Padre , che si ammalò a 50 anni e proseguì per 18 con l’Altzahimer, e,tutto sulle nostre spalle. Non mi dilungo , ora alla nostra Madre necessita una Visita Geriatrica per UVA da inoltrare per la richiesta di Invalidità, nella speranza di un aiuto, quale non so? abbiamo preso l’appuntamento per la Visita, sempre all’ (…)  e dopo informazioni di rimpallo, ci è stato dato per l’Aprile del 2011, comè possibile?

Dimenticavo, dal 28 Giugno c.a. la congiunta frequenta un Diurno alla (…). con un pagamento di €. 1150,00 circa, tutto a nostro carico, la mamma percepisce una pensione di €. 670,00 circa, compresa la reversibilità.

Lei che ben conosce la materia, quali indicazioni può darci, per non venir sempre massacrati e rimpallati da un ufficio ad un altro?

Distintamente

RISPONDO

gentile (..)

mi scuso per il grande ritardo con cui le rispondo.

magari essere un docente di politica sociale aiutasse a cavarsela con il mondo dei servizi alla persona!

quando un bisogno ci assale paolo ferrario e luciana quaia sono come tutti gli altri

posso solo suggerirle di:

- prendere contatto con le associazioni alzheimer dei milano

- vedere se in qualche quartiere vicino esiste un gruppo di mutuo aiuto

- cercare una assistente familiare (le chiamano badanti, ma il termine giusto è l’altro) che dovrà pagare privatamemente fino a quando la visita di invalidità dia esito ad un assegno economico con cui potrete almeno un po’ ammortizzare il costo

purtroppo le risorse sono queste

oggi il sistema ospedaliero tende a scaricare altrove la parte assistenziale.

è uno dei risultati del tanto decantato “modello lombardo” che suddivide le competenze in un modo così raffinato che le famiglie devono arrabbattarsi a cercare in totale isolamento le risorse

ho molta fiducia nella professionalità dei servizi sociali. ma anche queste strutture fanno quello che possono

è un  problema di risorse e loro organizzazione

ma è anche un problema di cittadinanza

come lei sa oggi la politica fa competizione facendo a gara su chi abbasserà di più le tasse

ma i servizi alla persona, per esser diritti, devono essere pagati fiscalmente

e così, quando i cittadini e le famiglie si trovano in casa il problema hanno servizi di bassa quantità e qualità

così è del tutto evidente che la riduzione delle tasse si riverserà in un fortissimo ed ulteriore decadimento dei servizi

mi rendo conto che le mie informazioni sono ben misere di fronte ai vostri carichi assistenziali

ma è la sola informazione che , oggettivamente, posso elaborare

saluti cordiali e solidali

paolo ferrario


Lettere: politiche dei servizi per l’infanzia (asili nido, micro nidi) nella Regione Lombardia

Gentile prof. Ferrario,

sono …  che questa mattina le ha chiesto informazioni sull’individuazione delle fonti più appropriate per la preparazione al concorso del …  sugli asili nido.

I temi sui quali ho necessità di procurarmi materiale sono:

1) LA GESTIONE SOCIALE;

2) IL RAPPORTO NIDO-TERRITORIO;

3) CONTENUTI E FINALITA’ DEL NIDO D’INFANZIA E DI ALTRI SERVIZI EDUCATIVI PER L’INFANZIA ALLA LUCE DEL QUADRO LEGISLATIVO ATTUALE E DEI SERVIZI INTERGRATIVI OFFERTI DAL COMUNE DI MILANO;

4) L’ESPERIENZA EDUCATIVA DEL NIDO D’INFANZIA IN ITALIA IN UN QUADRO DI RIFERIMENTI TEORICI, SOCIALI E POLITICI IN CAMBIAMENTO;

5) CENNI GENERALI SUGLI ORGANI DI GOVERNO DEL COMUNE; L’ORGANIZZAZIONE DELL’ENTE.

La ringrazio infinitamente per la sua preziosa disponibilità.

Un caro saluto,

Gentile dott.sa …

come le dicevo ci sono buone fonti informative per gli argomenti che intende studiare:
- per il punto 1,2,4 il libro Mattesini Mara, I servizi dell’infanzia. Costi, forme di gestione, innovazione, percorsi di crescita, Maggioli editore, 2008, p. 248 (che è in bibliografia per il nostro corso)  è davvero ottimo. Dia una occhiata all’indice qui sopra e vedrà . In questo modo può studiare lo stesso testo sia per il suo avviso, sia per l’esame
- per il punto 5 la via più breve è leggere e schedare : Decreto Legislativo 18 agosto 2000, n. 267, Testo Unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali . In particolare gli articoli: 1-17; 22-23; 36-38; 46-50; 88-95; 107-110. Per la parte sui servizi sociali va bene anche il cap. 4 del mio libro
- per il punto 3 vada a questo Link: http://polser.wordpress.com/2010/04/13/comune-di-milano-nidi-dinfanzia/ . Qui ci sono fonti dirette del Comune di Milano. Spero che le aggiornino, tuttavia ci sono anche materiali recenti. E comunque è più che sufficiente per una buona informazione sul sistema milanese.
- sicuramente occorre studiare la Legge regionale n. 34/2004, Politiche regionali per i minori
- le Delibere di giunta regionale su asili nido, micro nidi, centri per la prima infanzia sono qui: 

Credo che anche con l’aiuto metodologico del corso sia nelle condizioni di analizzare direttamente questi strumenti regolativi.

le auguro “in bocca al lupo”
e buoni studi
cordiali saluti
Paolo Ferrario
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Lettere e scrittura tecnica

gentile professor Ferrario,
 
grazie di cuore per l’attenzione che ha riservato al mio libro e per i suoi apprezzamenti.
Mi sono molto emozionata leggendoli. Un pò perchè ricevere dei complimenti così belli fa sempre piacere, e un pò perchè (e qui potrebbe essere lei a non credermi) mi sono imbattuta nel suo libro in un momento particolarmente faticoso della ricerca…
Proprio il suo libro mi aiutata a pensare alla struttura e al taglio che avrei voluto dare alla parte sulle politiche sociali.
 
Grazie ancora e buona giornata

Gentile dottoressa …
ti ringrazio molto anch’io per le tue parole.
Succede proprio così (è a mia volta successo a me): occorre mettere ordine nelle idee che si affollano, quando si scrive un libro.
L’arte retorica latina distingueva fra una Inventio (inventario delle idee, dati, elementi di indagine) dalla Dispositio (loro ordinamento argomentativo).
In queste settimane sono impegnato in un  Corso di aggiornamento per operatori in servizio e , quindi, non posso scrivere la recensione al tuo Il lavoro pedagogico nei servizi educativi. Ma appena ho finito scriverò la recensione e ti avviserò.
Per il momento:
buoni giorni e buon lavoro
Paolo Ferrario

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Bibliografie e materiali in tema di politiche legislative sui servizi alla persona

Buongiorno professore
posso chiederle un aiuto?
avrei bisogno di suggerimenti su dove studiare in modo organico queste leggi (libri o dispense).
La ringrazio e porgo cordiali saluti.
….

· Legislazione nazionale per la realizzazione del sistema integrato di
interventi e servizi sociali (L. 8 novembre 2000, n. 328)
· L. 5 febbraio 1992, n. 104 “Legge-quadro per l’assistenza, l’integrazione
sociale e i diritti delle persone handicappate”
· L. 28 agosto 1997, n. 285 “Disposizioni per la promozione di diritti e
opportunità per l’infanzia e l’adolescenza”
· L.R. 12 marzo 2008, n. 3 “Governo della rete degli interventi e dei servizi
alla persona in ambito sociale e socio-sanitario”
· L.R. 14 dicembre 2004 , n. 34 “Politiche regionali per i minori”

MIA RISPOSTA
gentile dott.sa …
posso solo rinviarla a “stanze” del mio sito dove troverà bilbliografie mirate
sui temi di suo interesse:
- sulla legge 328 e suoi processi attuativi (ci sono anche miei saggi liberamente scaricabili: http://www.segnalo.it/INDEX-328-ATTUAZIONE.htm
sulle politiche legislative in situazione problematica handicap: saggi ed articli scaricabili http://www.segnalo.it/POLSER/HAND/INDEX-HAND.htm; bibliografie mirate: http://www.segnalo.it/BIBLIOGRAFIE-PER%20ARGOMENTO/HAND.htm
sulle politiche legislative per i minori (legge 285): saggi ed articoli scaricabili http://www.segnalo.it/POLSER/FAMIN/INDEX-FAMIN.htm; bibliografie mirate http://www.segnalo.it/BIBLIOGRAFIE-PER%20ARGOMENTO/FAMIN.htm
sulle poltiche legislative della regione lombardia ho scrittoi un articolo per prospettive sociali e sanitarie, ma non è scaricabile per copyright della rivista. Però le consiglio di tenere d’occhi questa aula virtuale, dove sto tenendo un corso nel quale tratterò in una lezione seguita da dispensa questo tema: http://www.segnalo.it/AULEVIRT/2010-Progest-Prov-SersocAgg/index-aggiornaPolLegMarApr10.htm
per i metodi applicabili alla analisi della legislazione sociale e sanitaria ho scritto una dispensa che le sarà utile per mettere sotto studio direttamente il testo legislativo: Paolo Ferrario, Metodi di analisi professionale della documentazione legislativa ed amministrativa in materia di Politica dei servizi sociali
cordiali saluti e buoni studi
Paolo Ferrario


Lettera sulla progettazione e realizzazione di servizi educativi

Ciao Paolo,

ho sbirciato i video su diritti, povertà e servizio sociale.. ti sono infinitamente grata per averli messi in rete come per tutto l’altro materiale che hai messo in questi mesi.

io mi sono ri-concentrata sul lavoro di cura-organizzazione-progettazione della casa-cantiere-cascina.
Sono stufa marcia di avere lavori di cantiere in corso così mi sono “ri-buttata a pesce” per dare una bella botta in avanti. I risultati si vedono anche se io sono arrivata alla primavera un po’ troppo tirata.
Finalmente abbiamo ultimato tutta la recinzione del campo così la cascina è protetta: circa 150 metri lineari di cancellata in ferro zincato.
Siamo riusciti a completare la pratica dei vigili del fuoco (pratica molto rognosa) per la sala multifunzionale: per le attività organizzate e gestite dall’Associazione per i propri scopi è stata riconosciouta una capienza di 180 posti, in caso di affitto della sala una capienza di 99 posti.
Ultimata questa pratica e a conoscenza di tutte le richieste architettoniche per la sicurezza in caso di incendio, i muratori hanno incominciato a fare i tavolati interni degli ultimi due lotti. Insomma incominciamo a vedere abbozzati altri appartamenti, i locali del centro diurno, la sala musica-registrazione, ecc.

Finalmente stiamo allestendo meravigliosamente (e qui mi gaso), il laboratorio scuola-bottega di meccanico ciclista per ragazzi/e a rischio di dispersione scolastica. Intanto il laboratorio è iniziato il primo di marzo con un nostro operatore part-time e un maestro artigiano ciclista. Il nostro operatore è  un ragazzo, meccanico, appassionato di biciclette, molto sensibile che si sta formando ”educatore -meccanico ciclista”.
Nel frattempo abbiamo consolidato il rapporto con Ditte amiche per l’inserimento lavorativo e abbiamo steso il piano di studi annuale/biennale secondo il calendario scolastico. Ora c’è un nostro volontario molto appassionato che sta scrivendo i libri di testo. Stiamo raccogliendo la disponibilità di 10 professori della zona per l’insegnamento delle seguenti materie: Matematica, chimica, fisica applicate alla bicicletta, disegno/autocad, elementi di italiano, geografia e storia, contabilità semplice e amministrazione, educazione civica, stradale, sviluppo delle competenze sociali, educazione all’affettivita, uso del computer, fotografia, inglese tecnico, educazione fisica.
Il passo successivo sarà quello di ragionare con le istituzioni pubbliche preposte la possibilità di rilasciare un titolo di studio. Se tutto procede bene dovremmo inaugurare il laboratorio subito dopo la metà di aprile e iniziare il primo corso a settembre 2010.

La stanza delle sabbie è pronta e la psicologa ha iniziato da poco. E’ partito anche il laboratorio di arteterapia associato al centro diurno. Poi.. altre mamme, i ragazzi .. ecc. ecc.

….

Nota di Paolo Ferrario
Riporto questa lettera privata che racconta l’impegno di chi progetta servizi educativi.
Occorre seguire tantissimi aspetti:

  • legali,

  • istituzionali,

  • edili (architetti, geometri, muratori, idraulici, elettricisti),
  • educativo-professionali (formazione professionale),
  • più propriamente collegati alla cultura dei servizi alla persona (educativi, psicologici, di servizio sociali, giuridici)

    Non riporto autrice e associazione a scopi di riservatezza.
    E’ solo un promemoria sui vari fattori che si devono presidiare nella produzione dei servizi

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    la questione dell’autorizzazione al funzionamento e dell’accreditamento dei servizi educativi (nidi d’infanzia) dal punto di vista del coordinatore pedagogico

    Gentile Professor Ferrario,
    sono una studentessa che lo scorso anno accademico ha seguito il suo corso di Politiche Sociali presso l’università Bicocca.
    In questo momento mi trovo alle prese con la stesura della tesi di laurea magistrale, e mi chiedevo se poteva darmi alcune informazioni e suggerimenti che mi possano essere di aiuto.
    In particolare l’argomento di cui mi occupo è la questione dell’autorizzazione al funzionamento e dell’accreditamento dei servizi educativi (nidi d’infanzia) dal punto di vista del coordinatore pedagogico.
    Volevo sapere se conosceva il quadro normativo e storico di questi due argomenti prima dell’avvento della 328/2000, cioè quale situazione la antecedente la 328 è venuta a normare.
    La ringrazio anticipatamente per l’attenzione e mi scuso per il disturbo.
    Cordiali Saluti

    gentile …
    è fortunata.
    è uscito nei mesi scorsi un libro competentissimo che tratta la questione dei servizi educativi dal punto di vista storico ed amministrativo.
    davvero un ottimo testo
    trova la scheda qui:
    http://polser.wordpress.com/2010/02/27/mattesini-mara-i-servizi-dellinfanzia-costi-forme-di-gestione-innovazione-percorsi-di-crescita-maggioli-editore-2008-p-248/

    provi anche a scorrere qualche voce del mio PolSer
    per esempio servizi educativi:
    http://polser.wordpress.com/category/3-servizi-alla-persona-e-alla-comunita/servizi-educativi-c-servizi-alla-persona-e-alla-comunita/

    auguri per i suoi studi e per il suo futuro
    cordiali saluti
    Paolo Ferrario

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    Paolo Ferrario, La qualità nei servizi alla persona, percorsi didattici

    Buongiorno Professor Ferrario,
    sfrutto la sua disponibilità per chiederle alcune informazioni!
    Dovrò scrivere una tesi riguardante il controllo e la gestione della qualità nei servizi educativi e…sono piuttosto spiazzata per quanto riguarda la stesura dell’indice e la ricerca bibliografica.
    So che è uno strumento legato all’accreditamento (che nasce appunto per garantire la qualità dei servizi) e per questo le chiedo se lei ha qualcosa da consigliarmi in merito.
    La ringrazio anticipatamente
    Cordiali saluti

    buongiorno

    è materia piuttosto complessa
    ho tenuto vari corsi sulla valutazione della qualità dei servizi alla persona presso la provincia di Milano negli anni 1998-2007
    può vedere gli indici degli argomenti che ho trattato in queste pagine dei corsi da cui potrà forse trarre qualche spunto:


  • Provincia di Milano/ Politiche sociali/ Formazione, Laboratorio di formazione e ricerca  sulla valutazione della qualità nei servizi sociali – Programma 2000/2001  4°edizione
  • Mi rendo conto che la mole di informazioni che potrà trovare su queste tracce potrebbe confonderla. Tuttavia non posso in una Mail sintetizzare contenuti e metodi della qualità dei servizi e della loro valutazione.
    Troverà qui le bibliografie che ho usato in questi seminari di formazione:

    Infine ora continuo le mie ricerche sul tema della qualità in questi post del blog PolSer:
    Parta da qualche spunto, legga un libro che le sembra interessante e poi saprà costruire la sua scaletta della tesi.
    Dimenticavo che nel libro LA QUALITA’ NEI SERVIZI SOCIO-SANITARI, Carocci Faber 2002
    ho dedicato un lungo saggio sulle politiche per lo sviluppo della qualità
    le auguro buoni studi
    Paolo Ferrario
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    PolSer, se non ho capito male è suddiviso per temi ed aggiornatissimo rispetto a leggi o eventi di rilievo nell’ambito sociale.

    Buonasera Professore,
    con le dispense è più veloce della luce. Tutte  stampate e ora vorrei riflettere su alcune per eventuali chiarimenti in aula.
    Nei giorni a venire voglio leggere con attenzione i capitoli del suo testo su famiglia-minori e disabilità che potrebbero essere temi di concorso.
    Questa sera ho dato un occhio a polser, se non ho capito male è suddiviso per temi ed aggiornatissimo rispetto a leggi o eventi di rilievo nell’ambito sociale.
    Pensandolo in funzione del concorso, sarebbe errato pensarlo come strumento informativo “in tempo reale” e rispetto a dipendenze, stranieri e fragilità come potrei rendere proficua la consultazione? Grazie per i chiarimenti e se ho perso qualche pezzo importante nella consultazione me lo segnali.
    A presto risentirci e buon lavoro.
    N.B. Rispetto al corso che inizierà il 19.03, come le avevo anticipato , verrò il pomeriggio, essendoci una riunione per i precari in asl fissata per le 9.30 dello stesso giorno.

    BUONGIORNO A LEI
    MI SCRIVE:
    Pensandolo in funzione del concorso, sarebbe errato pensarlo come strumento informativo “in tempo reale” e rispetto a dipendenze, stranieri e fragilità come potrei rendere proficua la consultazione?”
    è esatto
    se lei adocchia un tema che le interessa professionalmente dia una occhiata ogni tanto e troverà qualche documento che mi è sembrato, a mia volta, interessante
    buon lavoro e buoni giorni
    e a presto
    Paolo Ferrario

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    la questione dell’autorizzazione al funzionamento e dell’accreditamento dei servizi educativi (nidi d’infanzia) dal punto di vista del coordinatore pedagogico.

    Gentile Professor Ferrario,
    sono una studentessa che lo scorso anno accademico ha seguito il suo corso di Politiche Sociali presso l’università ….
    In questo momento mi trovo alle prese con la stesura della tesi di laurea magistrale, e mi chiedevo se poteva darmi alcune informazioni e suggerimenti che mi possano essere di aiuto.
    In particolare l’argomento di cui mi occupo è la questione dell’autorizzazione al funzionamento e dell’accreditamento dei servizi educativi (nidi d’infanzia) dal punto di vista del coordinatore pedagogico.
    Volevo sapere se conosceva il quadro normativo e storico di questi due argomenti prima dell’avvento della 328/2000, cioè quale situazione la antecedente la 328 è venuta a normare.
    La ringrazio anticipatamente per l’attenzione e mi scuso per il disturbo.
    Cordiali Saluti

    gentile dott.sa …
    è fortunata.
    è uscito nei mesi scorsi un libro competentissimo che tratta la questione dei servizi educativi dal punto di vista storico ed amministrativo
    davvero un ottimo testo
    trova la scheda qui:
    http://polser.wordpress.com/2010/02/27/mattesini-mara-i-servizi-dellinfanzia-costi-forme-di-gestione-innovazione-percorsi-di-crescita-maggioli-editore-2008-p-248/

    provi anche a scorrere qualche voce del mio PolSer
    per esempio servizi educativi:
    http://polser.wordpress.com/category/3-servizi-alla-persona-e-alla-comunita/servizi-educativi-c-servizi-alla-persona-e-alla-comunita/

    auguri per i suoi studi e per il suo futuro
    cordiali saluti
    Paolo Ferrario

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    Spesa sanitaria e spesa sociale: nodo critico che il mantra “integrazione sociosanitaria” non risolve

    Egr. Prof. Ferrario,

    Ho seguito le sue lezioni in Bicocca (Corso Progest) qualche anno fa, sono …

    Ho un problema di lavoro che mi permetto di sottoporle:
    Recentemente un nostro minore (con decreto provvisorio del Tribunale per i Minorenni di affido all’Ente) è stato inserito in una Comunità Terapeutica accreditata in Regione Lombardia.

    Stante le problematiche sanitarie la scelta della collocazione è stata fatta dalla Neuropsichiatria Infantile della nostra AOVV. Il responsabile di quel servizio mi chiedeva di trovare un accordo per il pagamento della retta: una quota a carico del mio ente e una quota a carico dell’ASL (c’era un precedente di un altro UDP della Provincia che in caso analogo si era mosso in quel modo, per un utente paga il 30% per un altro il 50).

    Ho ritenuto che, essendo la struttura di tipo sanitario, la retta fosse a completo carico dell’ASL, si è quindi aperta una questione che vede coinvolti anche gli altri UDP e l’ASL nella definizione di maggiore chiarezza.

    L’ASL non mi ha saputo dire  le fonti normative da cui trae lla sua idea, io ho trovato:

    la DGR VII/2800 del 22/12/00

    e il D.P.C.M. 14 FEBBRAIO 2001,

    che a mio avviso vanno a sostenere la mia ipotesi.

    In ASL ritengono che una parte della retta dovrebbe essere a nostro carico in virtù dell’affido all’Ente che il Tribunale per i Minorenni ha decretato.

    In realtà io ritengo che l’affido all’Ente comporti il pagamento di spese di tipo socio – assistenziale (per la competenza in capo ai Comuni), nello specifico la Comunità chiede già al mio Ente una quota mensile per spese di questo tipo.

    Le chiedo di darmi un suo parere
    La ringrazio per l’attenzione, cordiali saluti


    Mappe cognitive per la comunicazione

    caro …
    mi fa molto piacere questa tua richiesta
    proprio l’altro giorno mi è capitato sott’occhio questo software di rete:
    http://www.*text2mindmap*.com/

    ottimo per pensare con il metodo delle mappe, ma un po’ debole sul piano grafica.
    la mia amica di rete buzzanchino preferisce disegnarli a mano, con i pennarelli:
    http://*mappementaliblog*.blogspot.com/
    mi sembra cha anche tu conosci la buzzanchino
    io non ho ancora osato con i pennarelli: però sono lì sul tavolo che mi guardano da qualche mese. per ora ho fatto solo schizzi
    per il mio sito www.segnalo.it ho usato *mindmanager:*
    http://www.mindjet.com/eu/
    però è a pagamento (io ho una vecchia edizione) . Non ho mai imparato ad usarlo al meglio. vedo ora che c’è una versione trial
    per il mio lavoro didattico faccio i lucidi usando figure geometriche tramite *powerpoint*
    per me resta ancora il più flessibile

    ti rimando ad alcune mie dispense in tema. magari ti viene qualche idea:
    http://www.segnalo.it/MAPPE/mappe.pps

    http://www.segnalo.it/MAPPE/MAPPE-applica.htm

    http://www.segnalo.it/MAPPE/MAPPA-APPLICA/MAPPE-PF-POLSER.pps

    ecco . è tutto quanto posso dirti in velocità. ci sono tantissimi libri (tutti da me bilbliografati), ma immagino che non avrai tempo di stare troppo sulla teoria
    spero di esserti stato d’aiuto
    ciao
    paolo

    …ha scritto:

    Caro Paolo
    avrei bisogno di una mano

    dovrei fare uno schema logico di presentazione

    qualcosa che richiami l’idea di un sistema solare

    per presentare una realtà aziendale in modo sistemico

    hai idea di qualche software gratuito per costruire questi schemi?

    Grazie

    Ciao …


    Sulla legislazione sociosanitaria e sanitaria della Regione Lombardia

    gentile dottoressa …

    mi scusi il ritardo con cui le rispondo: ho avuto il Pc in avaria

    non mi risulta – per ora – che ci siano articoli significativi sulla LR 3/2008.

    la rivista .. mi ha commissionato un articolo, che tuttavia uscirà non a breve (devo preparare una lezione sull’argomento e lo scriverò dopo)

    il seminario nel quale terrò la lezione è organizzato dalla Università di milano Bicocca- Corso di servizio sociale Progest, e si svolgerà in novembre.

    tenga d’occhio il mio sito: non appena avrò certezza delle date pubblicherò la locandina in prima pagina.

    la legge 3/2008 non muta nulla dell’attuale assetto istituzionale lombardo

    essa ha solo dato forma legislativa (con i conseguenti atti amministrativi attuativi) al precedente modo di indirizzare i due sottosistemi del sistema lombardo: sociosanitario e sanitario

    le consiglio ancora di tenere d’occhio il mio sito

    qualunque mia riflessione o documentazione sarà riversata lì

    distinti saluti, sperando di rivederla al seminario di cui sopra

    Paolo Ferrario


    …partecipo ad un tavolo di rete di una delle zone su cui opera il distretto. Questo tavolo si è definito come “Rete dei servizi per minori …”

    26 settembre 2008 Gent.le Professore, ho frequentato un corso da lei tenuto presso la Provincia di Milano sull’organizzazione dei servizi.

    Lavoro presso la ASL …, Unità Tutela Minori del … e partecipo ad un tavolo di rete di una delle zone su cui opera il distretto.

    Questo tavolo si è definito come “Rete dei servizi per minori …” e comprende me, come rappresentante ASL, il servizio sociale del comune di …, l’USSM, e diverse realtà di terzo settore che operano sui minori e le loro famiglie (CAG;COMUNITa’).

    Come tavolo di rete al momento non siamo finanziati ad hoc, ma i diversi enti hanno valutato opportuno continuare a mantenerlo attivo con finalità di scambio di conoscenze, autoformazione, riflessione sulla politica dei servizi attuata in zona. Per un breve periodo di tempo il … ha presenziato agli incontri con un proprio rappresentante, e autorizza l’uso di un proprio spazio per gli incontri stessi.

    Stiamo cercando un confronto con qualcuno che abbia approfondito lo studio sulla recente legge regionale 3/2008. In alternativa qualche testo per un autoformazione.

    Lei potrebbe darmi qualche indicazione ?
    Spero di essere stata chiara nonostante la brevità.
    Grazie.


    Formazione: Lettere e Carteggi 2003 -2008, da www.segnalo.it – Lettere al sito

    Lettere e Carteggi pubblicati sul sito www.segnalo.it – Lettere al sito.

    p.ferrario@tin.it


    Ancora sul “domicilio di soccorso” a 140 anni dalla Unità d’Italia

    gentile dott.sa …

    la questione del domicilio di soccorso (di antica memoria) continua ad essere controversa
    e lo sarà sempre di più con la estensione del tanto decantato principio di sussidiarietà
    essendo vago il principio giuridico la questione dei costi è sempre stata affrontata e risolta con accordi amministativ fra enti
    ora trova una norma nelle recente legge regionale n. 3 del 2008
    la riporto:

    *ARTICOLO 8 *

    (Partecipazione al costo delle prestazioni)

    1. Le persone che accedono alla rete partecipano, in rapporto alle proprie
    condizioni economiche, così come definite dalle normative in materia di
    Indicatore della situazione economica equivalente (ISEE) e nel rispetto della
    disciplina in materia di definizione dei livelli essenziali di assistenza,
    alla copertura del costo delle prestazioni mediante il pagamento di rette
    determinate secondo modalità stabilite dalla Giunta regionale, previa
    consultazione dei soggetti di cui all’articolo 3 e sentita la competente
    commissione consiliare. Partecipano altresì i soggetti civilmente obbligati
    secondo le modalità stabilite dalle normative vigenti.

    2. I gestori delle unità d’offerta accreditate garantiscono massima
    trasparenza circa le rette applicate e forniscono informazioni sull’accesso a
    contributi pubblici o a forme di integrazione economica.

    3. Il gestore della unità d’offerta informa il comune di residenza
    dell’assistito della richiesta di ricovero o, nei casi in cui il ricovero sia
    disposto d’urgenza, dell’accettazione.

    4. Gli oneri per le prestazioni sociali e le quote a carico dei comuni,
    relative a prestazioni sociosanitarie, sono a carico del comune in cui la
    persona assistita è residente o, nei casi di cui alle lettere b) e c)
    dell’articolo 6, dimorante.

    5. Qualora la persona assistita sia ospitata in unità d’offerta residenziali
    situate in un comune diverso, i relativi oneri gravano comunque sul comune di
    residenza o di dimora in cui ha avuto inizio la prestazione, essendo a tal
    fine irrilevante il cambiamento della residenza o della dimora determinato dal
    ricovero.

    6. Per i minori la residenza o la dimora di riferimento è quella dei genitori
    titolari della relativa potestà o del tutore, anche quando sia nominato dopo
    l’inizio della prestazione.


    7. Se la tutela è deferita ad un amministratore della unità d’offerta
    residenziale presso la quale il minore è ricoverato, gli oneri sono a carico
    del comune di residenza di coloro che esercitano la potestà o del tutore nel
    momento immediatamente precedente il deferimento della tutela
    all’amministratore della unità d’offerta.

    8. In caso di affidamento familiare di un minore, le prestazioni
    assistenziali, diverse dai contributi alla famiglia affidataria, sono a carico
    del comune che ha avviato l’affido.

    occorre , nelle pieghe di questo articolo, trovare una soluzione per la vostra amministrazione.

    mi auguro che questa informazione le possa essere utile
    altrimenti occorre fare una ricerca presso altre amministrazioni per vedere come hanno risolto casi analoghi
    lieto di averla ritrovata
    cordiali saluti
    paolo ferrario
    www.segnalo.it

    Dott. ….ha scritto:


    Gentile dott. Paolo Ferrario,

    ho partecipato alle sue lezioni del seminario di formazione dal titolo I Nuovi assetti istituzionali dei servizi in collaborazione con la provincia di Milano.

    Ricordandomi della sua gentilezza mi permetto di mandarle questa email……

    Mi chiamo … e sono l’assistente sociale di un piccolo comune della Brianza ( Comune di …).

    Mi interesserebbe, se è possibile, avere un suo parere , del tutto informale, rispetto a un caso che potrebbe implicare per il comune nel quale lavoro possibili risvolti economici…. Ringrazio comunque fin da adesso per la sua disponibilità e mi scuso qualora le avessi arrecato disturbo.

    La situazione è la seguente : due disabili adulti ( di 36 anni e 43 anni) residenti a … hanno spostato la residenza in altro comune….

    Entrambi frequentano uno SFA ( Servizio di Formazione all’Autonomia) e sono inseriti in una struttura residenziale- casa Alloggio( peraltro proprio nel comune dove hanno preso la residenza).

    Il progetto iniziale di inserimento sia della cooperativa che della casa residenziale è partito dal comune di ….

    Ora che la residenza è spostata per quanto riguarda l’impegno di spesa della struttura residenziale rispetto alla legge 328/00 e legge 3/2008 art. 8 è chiaro che rimane in capo al comune di … ma per quanto riguarda l’impegno di spesa della cooperativa SFA lei cosa ne pensa? Dovrà essere il Comune di …  a continuare a pagare a vita la retta di frequenza o il nuovo Comune di residenza?

    La legge 3/2008 vede come logica che il Comune che ha dato inizio alla prestazione debba pagare la retta ma è anche vero che si parla di strutture residenziali …

    Mi chiedo se c’è una normativa che mi dica espressamente che anche la spesa dello SFA, anche trasferita la residenza, debba continuare ad essere sostenuta dal comune di … oppure no ?

    Cordiali saluti

    L’ASSISTENTE SOCIALE


    Pensioni e generazioni

    Le istituzioni contribuiscono in modo irreversibile al funzionamento della nostra vita quotidiana.

    La famiglia garantisce solo, quando va bene, gli affetti  e l’assolvimento del codice genetico procreativo, quando è scelto dalla coppia. Ma quest’ultimo non è assolutamente necessario. Basta il “profumo” di quel codice genetico, ossia l’espressione della sessualità.

    Invece, oggi, senza servizi (salute, assistenza, comunicazione, trasporti …) non potremmo neppure esistere.

    Fra gli storici programmi dello stato sociale, quello delle pensioni è di gran lunga il più importante: è il più capillare, il più costoso ed è quello che più dà valore agli obiettivi del ciclo di vita.

    Questo programma, iniziato in Germania alla fine dell’800 e diffuso in tutto il ’900, vacilla per i successi dello stato sociale. Sembra un paradosso, eppure è proprio il miglioramento delle condizioni di salute dovuto alla medicina di base, all’accesso alle diagnosi e cure specialistiche, ai progressi delle tecnologie farmaceutiche a determinare il poderoso allungamento delle vita che tende a prosciugare i risparmi pensionistici.

    PerlaSmarrita, proprio oggi,  ha elaborato una serie di grafici su queste tendenze. [riportato qui sotto]

    La pensione è un “salario differito” si diceva, accennando a Marx, nella seconda metà del’900.Tuttavia se questo risparmio sul salario non è più usato per capitalizzare nella vita attiva il “salvadanaio” della vecchiaia, ma per pagare le rendite degli attuali pensionati è del tutto evidente che l’attuale generazione dei sessantenni, settantenni, ottantenni (classi di età in cui sono prevalenti i politici ed i sindacalisti) sta rubando il futuro degli attuali ventenni e trentenni.

    L’irresponsabilità etica dei fondamentali attori pubblici della attuale situazione (sindacati e governi, con la punta più alta negli anni ’70) sta preparando quello che in futuro potrebbe diventare un conflitto generazionale.

    In questi giorni si può misurare con estrema precisione che la sinistra “congelatrice” e conservatrice (e che ci si ostina a chiamare assurdamente “radicale”) ha una visione che punta al passato.

    Mentre è la visione della sinistra “riformista” quella che tenta di gettare lo sguardo al futuro.

    Diceva Walter Veltroni nella parte nuovo patto fra le generazioni della sua relazione al Lingotto di Torino:

    “Per fortuna – o meglio, per merito di quello stato sociale che i nostri padri hanno costruito per far fronte al rischio della malattia e della vecchiaia – l’età media si allunga. Nella sua recente Relazione il governatore Mario Draghi lo ha sottolineato con estrema chiarezza: nel 2005 vi erano 42 ultrasessantenni per ogni 100 cittadini. Ve ne saranno 53 nel 2020 e ben 83 nel 2040.

    È una buona notizia. Non è una disgrazia che ci cade tra capo e collo. Una disgrazia la può diventare solo se noi saremo conservatori, pretendendo di fare fronte alle nuove insicurezze e ai nuovi problemi – almeno in parte connessi ai nostri stessi successi – con le vecchie ricette.

    Pensate alla portata straordinaria dell’innovazione introdotta più di trent’anni fa nella previdenza pubblica dall’adozione del sistema cosiddetto a ripartizione, che sostituiva quello a capitalizzazione, nel quale ognuno versava i contributi “per sé”: io lavoratore in attività pago oggi i miei contributi, che vengono usati per pagare le pensioni ai pensionati di oggi, in nome del patto, garantito dallo Stato, che prevede che i lavoratori attivi di domani pagheranno a loro volta la mia pensione… e così via, in un sempre rinnovato rapporto di solidarietà tra le generazioni.

    È solo un esempio di metodo, che faccio per dimostrare come il dinamismo economico e sociale – ed un più elevato grado di giustizia sociale – possa essere sorretto da un patto tra generazioni che sappia ispirarsi ai valori eterni di solidarietà ed eguaglianza, ma anche modificare profondamente gli strumenti e le politiche per attuarli.

    È su quest’ultimo terreno che abbiamo accumulato un ritardo. Perché non siamo stati sempre fedeli interpreti di quel principio di distinzione tra destra e sinistra che enunciò tanti anni fa il più giovane vecchio della sinistra italiana, Vittorio Foa, quando rispose: destra e sinistra? La prima, è figlia legittima degli interessi egoistici dell’oggi. La seconda, è figlia legittima degli interessi di quelli che non sono ancora nati.”

    E, ancora, dice oggi Giuliano Amato, in occasione della presentazione di Il gioco delle pensioni: rien ne va plus?, Il Mulino 2007

     

     

    L’Italia, oramai è cosa risaputa,  ha il tasso di invecchiamento più alto del mondo.  Non sono un’esperta, ma ho provato a ragionare su questo, su quel che significa per la società italiana  e, in particolare sull’argomento che sta tenendo banco: la riforma delle pensioni. Ed ho provato a ragionare raggruppando i dati  disponibili sulla popolazione italiana  e costruendo, con l’ausilio delle tecniche di proiezione demografica,  un grafico (che nel linguaggio tecnico è chiamato istogramma)  che fa capire benissimo che nel giro di pochi anni la situazione diverrà catastrofica.

    Questo blog non è una rivista specializzata,  non è destinato ai puristi  e/o agli studiosi della materia, quindi nessuno si scandalizzerà se il grafico presenta qualche imperfezione e qualche sbavatura. Quindi di seguito vedrete quella che è la rappresentazione grafica della distribuzione della popolazione in Italia   e come è cambiata nell’arco di tempo di un secolo.

    Nel grafico N°1 vediamo che la distribuzione ha la forma di una piramide dove alla base ci sono i nuovi nati con stratificazioni successive sempre più ristrette fino ad arrivare al vertice. Questo vuol dire che i nati nel 1930 sono tantissimi rispetto a ogni barretta rappresentante le classi d’età successive.

    Nel grafico N° 2, la situazione  anno 2000, va diversamente. La base si è ristretta notevolmente a causa del crollo delle nascite, mentre va aumentando, creando una sorta di rombo, l’ampiezza di ogni classe d’età sopra i 45/50 anni, rispetto al grafico numero uno; questo è possibile perché la vita media si è allungata  toccando record nella fascia d’età tra i 65 e i 75 anni, sempre rispetto al primo grafico.

    Il grafico N°3 non fotografa più una situazione reale ma proietta il dato per il 2030 in base alle previsioni che si possono trarre dal trend  di crescita e distribuzione. Come si può notare è un grafico a fungo,  praticamente ribaltato rispetto al primo, con crollo delle nascite e aumento della popolazione anziana.

    Legenda:

    ü        La popolazione indicata non tiene conto delle nascite e dei residenti immigrati

    ü        istogramma orizzontale dove a destra sono collocate le femmine e a sinistra i maschi

    ü        ogni barretta rappresenta una classe di età.

    Partendo dal presupposto che sono gli adulti che lavorano che garantiscono,  con i loro versamenti, la pensione degli anziani, è facile intuire che già oggi, ma sarà ancor più vero tra qualche anno, che non ci saranno più lavoratori sufficienti a rimpinguare le casse dell’INPS per il pagamento delle pensioni.  Durante gli anni, parlando solo delle riforme recenti (per eventuali  approfondimenti vi rimando ai post di AMALTEO  sull’argomento),  si hanno le riforme:

    Amato – 1992

    Dini – 1995

    Maroni – 2004

    Si  eleva da 55 a 60 anni per le donne e da 60 a 65 per gli uomini, introducendo alcune gradualità per il periodo 1994-1999 e con esclusione di alcune categorie che conservano i vecchi limiti Contribuzione minima per la pensione di vecchiaia: elevata gradualmente da 15 a 20 anni di contributi Il lavoratore può decidere liberamente l’età di pensionamento tra i 57 e i 65 anni, purchè abbia almeno cinque anni di contribuzione effettiva. Dal sistema retributivo (imperniato sulla media delle retribuzioni degli ultimi dieci anni lavorativi) si passa, dopo un periodo transitorio di coesistenza, ad un sistema contributivo (basato sull’ammontare dei contributi versati) annualmente indicizzato Dal 2008, il pensionamento di vecchiaia all’età di 65 anni per gli uomini e 60 per le donne, oppure con 40 anni di contributi a prescindere dall’età.

    pensione di anzia­nità con 35 anni di contributi e 60 anni di età (61 anni per i lavoratori autonomi) senza penalizzazioni, e con 61 dal 2010 (62 per gli autonomi). 2014 l’età anagrafica salirà a 62 anni (63 per gli autonomi)

     

    Vediamo due questioni spinose sul tappeto, che stanno mettendo a rischio il governo Prodi:

    • ·       L’Italia è tra le nazioni che ha la soglia d’età  per andare in pensione più bassa d’Europa, ed un giorno si e l’altro pure dalla UE arrivano raccomandazioni per mettere mano alla riforma delle pensioni.
    • ·         La promessa in campagna elettorale, da parte di Prodi & company, di abolire il cosiddetto scalone previsto dalla   riforma Maroni. Ed è  sulla base di questo patto che l’estrema sinistra si batte molto per l’abolizione dello scalone, perché  (secondo loro) lo scalone colpisce   fondamentalmente gli operai, visto che quelli che hanno fatto  l’Università, si sono specializzati e hanno iniziato a lavorare tra  24 e i 30 anni, non sono colpiti dallo scalone. Sono colpiti i  ragazzi che a 20 anni erano già in fabbrica.  Quindi, se si deve  innalzare l’età della pensione lo si faccia – per esempio – per i  giornalisti e per i notai, ma non per gli operai che hanno passato  35 anni in produzione.

     

    Ma chi parla di chi un lavoro non ce l’ha ancora? Di chi, soprattutto nel meridione d’Italia – non è più giovanissimo, ma neppure in età pensionabile-  vive di lavoro precario (come la sottoscritta) con contratti precari e discontinui che non prevedono, o prevedono solo per alcuni periodi, la copertura dei contributi? A giugno è scaduto il termine per la destinazione del TFR. A me è venuto da ridere perché dopo 18 anni di lavoro io non avevo un TFR da destinare. E come me, tantissimi. Io vedo nero, molto nero, il mio futuro, stando così le cose.

     Mi piacerebbe molto conoscere la vostra opinione sull’argomento.



    Commento a : La coppia libera da figli Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 29 gennaio 2007

    Lettera a M.R.
    avevo letto l’articolo di risè ma avevo sorvolato.
    ora l’ho riletto e ti dico quello che penso. distinguendo, come si dovrebbe sempre fare sempre, fra contenuto di uno scritto (o anche di una frase orale) e giudizio sulla persona che lo ha scritto.
    La tendenza è vera e chiara. Lo dice la demografia, lo dice la sociologia. e lo dicono gli psicologi. l’osservatorio di uno studio psicanalitico è straordinario: in quelle stanze c’è indubbiamente uno spaccato della società. quindi occorre prendere sul serio quanto dice:
    “figli del boom economico, ben riusciti, ben nutriti, e generalmente ben vestiti”
    “coscienza è identificata con un ideale di bellezza e di aproblematicità” (anche se qui ci vedo un giudizio morale che non condivido: “aproblematici”?)
    “programma di bellezza, benessere ed armonia, conta molto nella decisione di queste persone di non avere figli …Continuano poi a portare con sé, oltre che fatica e preoccupazioni per i genitori, sporcizia, rischi, malattie”
    “la loro decisone di non avere figli ha spesso una motivazione razionale. Quella economica c’è, ma non è la più diffusa”
    “L’origine profonda della paura dei bambini è nell’intuizione che la loro presenza spodesterebbe la centralità che questa coppia bella e smagliante “
    Vero, tutto (abbastanza) vero
    Per esempio è vero nella scelta di avere figli conta molto la rete di supporto alla loro crescita (parenti, asili, gruppi di amici con figli cui appoggiarsi). e questa è una motivazione che il testo non prende in considerazione. Fare un figlio richiede un attimo: un amplesso senza precauzioni, nove mesi di rituali procreativi che soddisfano il sè di sè e di chi sta intorno. Ma poi c’è il costo della crescita. Il costo della conciliazione fra tempi di lavoro e tempi di vita.
    Io credo che sia molto responsabile porsi anche questo problema.. Quello delle condizioni ed opportunità della crescita
    il difetto dell’articolo è di vedere solo delle responsabilità individuali, quando ci sono anche condizionamenti sociali e socio-culturali altrettanto profondi.
    L’articolo non dice che negli stati uniti la tendenza è opposta: si fanno figli. Perchè? perchè quella è una società che si da obiettivi generali. si cimenta con le sfide del futuro. offre un quadro entro cui anche le scelte procreative hanno un posto. Nei paesi scandinavi si fanno figli: lì le tasse toccano il 70% dei redditi e la politica vince quando si dice: più tasse per servizi migliori. lì è il welfare a offrire la chance in più
    Il non investire sui figli in europa e ancor più in italia è il segnale di un continente che non ha più una missione. ed infatti  sta retrocedendo davanti alla espansione della cultura islamica.
    Quindi l’articolo mette in ombra le altre variabili storico-sociologiche. O meglio è un ottimo articolo che mette in evidenza lucidamente solo alcune variabili.
    Poi non accetto nel modo più assoluto il giudizio morale di cui è intriso. come se i responsabili sono quelli che mettono su famiglia e fanno figli e gli altri sono tutti irresponsabili
    Un bambino di un anno dovrà vedersela con gli effetti dell’aumento della temperatura e di mutazioni climatiche che altereranno l’economia. Lo stesso bambino dovrà verdersela non solo con i preti della cei ma con imam cha armano i fedeli contro gli infedeli e che insegnano l’uso del coltello. ne consigli comunali, nei consigli di quartiere.
    per me è responsabile non far vivere nessuno in questo inferno prossimo e venturo.
    Ma questo fa parte della mia pessimistica visione del futuro nel ciclo storico 11 settembre-? . Ciclo che sto prendendo molto sul serio.
    Ma ci sono anche motivazioni personali da aggiungere a quelle della irresponsabilità di cui parla risè. Faccio il mio caso: io sarei un ottimo padre nella fase pannolini e risposta ai perchè. diciamo fino ai 10-12 anni. Ma un pessimo padre nella fase della adolescenza  e dei conflitti connessi. Sono certo , conoscendomi a fondo, che vedermi in casa un quaindicenne con la coda di cavallo, le borchie i piercing attiverebbe in me la pulsione del figlicidio. Di questo sono assolutamente certo. e quindi sono fiero della responsabilità che mi sono assunto, consciamente ed inconsciamente: chiudere con i geni dei ferrario. forse il principale contributo che ho dato nella mia vita.
    Insomma: l’articolo vede solo una parte. e da quella sola parte trae conclusioni generali.
    E’ inaccettabile innanzitutto come metodo.
    Vengo alla seconda parte del ragionamento. quello sulla persona che lo ha scritto.
    Da tempo risè mostra una cosa che mi piace molto. è una persona che è molto cambiata nella vita. Ora è un devoto cattolico che stima la lega ed è iscritto a forza italia.
    E questo lo fa diventare un giornalista-politico. Non il grande psicanalista che era e rimane.
    Il suo articolo è intriso di quell’insopportabile fetore dei cattolici giudicanti. Di quei cattolici che si sentono interpreti unici dei “valori”.
    Di quei cattolici che dicono: siamo rimasti solo noi a scopare per fare figli. Tutti gli altri scopano per edonismo.
    Beh: sono vostre opinioni.
    cara M. a me fa piacere chiarirmi le idee nella conversazione. Adoro il blog e i miei amici di blog con cui affilo e confronto i miei fili argomentativi proprio per questo
    quindi ti ringrazio davvero molto di avermi offerto l’occasione per dirti cosa ne penso
    fra l’altro il tema di oggi mi rumina dentro da tempo
    ciao e grazie ancora
    paolo

    La coppia libera da figli

    Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 29 gennaio 2007

    Tra i protagonisti della diminuzione degli italiani c’è un nuovo tipo di coppia. Silenziosa, senza grandi proclami, da non molto tempo ha un nome, anglosassone naturalmente. Sono i “childfree”, la coppia senza figli. Qualche convegno comincia ad occuparsene, come quello, a loro dedicato, appena concluso presso l’Università di Padova. Non si tratta, ricordiamolo subito, di persone che, per varie ragioni, non “possono” avere figli. No, i childfree, i figli proprio non li vogliono.
    Chi sono dunque queste persone, di cui finalmente anche sociologia e demografia cominciano ad occuparsi? Ne possiamo fornire un ritratto perché, malgrado la loro intenzione di divertirsi, in realtà da anni frequentano gli studi di psicoterapia, che quindi li conoscono piuttosto bene. Un tratto evidente è la bellezza: sono figli del boom economico, ben riusciti, ben nutriti, e generalmente ben vestiti, ed al loro aspetto piacevole tengono molto. Non si tratta di una questione secondaria: i childfree sono proprio, molto spesso, degli emuli di Dorian Gray, il personaggio di Oscar Wilde che voleva rimanere per sempre giovane e bello, e che relega nella soffitta il ritratto su cui invece si imprimono le rughe ed i segni dell’invecchiamento, e dei vizi cui l’essere umano è (in misura maggiore o minore), fatalmente soggetto.
    Anche loro hanno, del resto, il loro spietato ritratto, nel quale lo stesso Wilde rappresentava l’inconscio. Il loro, di inconscio, è popolato da immagini che appaiono regolarmente nei loro sogni, e sono tanto più mostruose ed inquietanti quanto più la coscienza è identificata con un ideale di bellezza e di aproblematicità.
    Questo programma di bellezza, benessere ed armonia, conta molto nella decisione di queste persone di non avere figli. I figli infatti sono stupendi per chi li ama, ma ad un occhio allenato a guardare soprattutto se stesso appaiono alla nascita bruttarelli e sporchi di sangue. Continuano poi a portare con sé, oltre che fatica e preoccupazioni per i genitori, sporcizia, rischi, malattie, tutte cose ingombranti e poco desiderabili nell’universo asettico e patinato del childfree, letteralmente il: “libero da figli”.
    Naturalmente, la loro decisone di non avere figli ha spesso una motivazione razionale. Quella economica c’è, ma non è la più diffusa, dato che in genere si tratta di persone che sanno amministrarsi abbastanza bene: il benessere economico è infatti un tratto importante del loro ideale di vita. Frequente è la dichiarazione di non voler contribuire alla sovrappopolazione di un mondo già affollato. L’argomento, anche quando è in buona fede, non tiene comunque conto della tendenza alla diminuzione della popolazione con l’aumentare del reddito, in atto in gran parte del mondo. In realtà, è il travestimento razionale della mancanza di un desiderio, e della presenza di una paura: quella dei figli, che i Childfree non vogliono.
    L’origine profonda della paura dei bambini è nell’intuizione che la loro presenza spodesterebbe la centralità che questa coppia bella e smagliante vuole occupare nella propria vita. Le vacanze sarebbero più complicate, il tempo libero ne verrebbe sconvolto, ed anche la vita lavorativa, la carriera, le relazioni sociali, dovrebbero tenere conto di questi “nuovi arrivati”.
    I due della coppia childfree sono di solito figli unici, o comunque prediletti, abituati da sempre all’attenzione esclusiva, soprattutto della madre, che ha di solito dominato la loro infanzia. Se va bene, riescono ad accudire l’altro (oltre a se stessi) come una madre attenta, un po’ pignola. Ma per i figli non rimane nulla.


    Incontri. Qualcosa resta

    Incontri. Qualcosa resta

    Cara …

    mi ricordo benissimo di te. La tua simpatia, la tua grande disponibilità affettiva ed intelligente nel porti nelle situazioni di formazione in cui ti ho conosciuta.

    Pensa che conservo ancora nella mia documentazione la descrizione dei processi di lavoro nelle … che avevi proposto nel seminario sulla valutazione della qualità !

    La tua lettera mi riempie di gioia. Mi dà energia. Ho 57 anni, ed in questa fase si tende a guardare i passi già fatti nella vita, essendo sempre più faticosi quelli da compiere. Perchè bisogna ancora camminare, ma le forze stanno diminuendo. E fa molto piacere sapere che qualcosa si è seminato. E ancora più piacere che qualcuno come te abbia la gentilezza e l’affetto per farmelo sapere

    Anche il tuo sogno è molto carico di significati. Come sai ho grandissima stima per la professione delle e degli assistenti sociali. Fanno quel lavoro di cucitura fra le istituzioni che pochi altri fanno e che invece è il più necessario. Ed è molto di buon auspicio per la tua psiche se riesci a conciliare la vita diurna con il lavoro psichico notturno. Nella mia esperienza il sogno ha il potere di riequilibrare. Di fornire , almeno sul piano fantastico, una prospettiva diversa sulla durezza delle relazioni interpersonali e de potere che attraversano il lavoro.

    Mi piace interpretare la mia presenza nel tuo sogno come lo spazio per pensare anche nei vortici dell’agire amministrativo, programmatorio, decisionale delle politiche sociali.

    Grazie ancora per il tuo messaggio. Ti auguro di trovare ancora quella buona voglia di stare dentro alle relazioni di lavoro che descrivi. So che la situazione della componente sociale nelle Asl tende a essere poco riconosciuta dalle deleterie scelte del legislatore lombardo. Ma occorre provare a trovare sempre spazi operativi anche in contesti ostili. Mi viene in mente una bella frase di Basaglia su questo problema. Te la propongo qui sotto

    un caro saluto e grazie per la tua lettera

    ciao

    Paolo

    Fu chiesto a Franco Basaglia:

    “Che cosa farebbe se il black-out capitasse

    improvvisamente a casa sua?”

    Rispose:

    “Accetterei il buio

    e organizzerei la situazione.

    Mi metterei cioè a fare

    insieme con altri

    un’attività giusta per il buio”

    ricordato in: Baggio G., Adulti e gioco, Anziani Oggi n. 2/3 1998, p. 77

    caro Paolo

    sono ….. , tua vecchia studente, seguace dei tuoi corsi di formazione, nonchè assistente sociale al …… e da un paio di anni anche ….. spero tu sia riuscito a collocarmi.

    Ti scrivo perchè sei stato il protagonista di un mio sogno, così te lo racconto, ma prima ti descrivo molto brevemente la giornata che lo ha preceduto: in una sola giornata ho partecipato a due riunioni la prima come rappresentante del … distrettuale al tavolo territoriale L. 45 (ed ancora non si riconoscono i contorni, almeno nella mia ASL, e le relazioni con i tavoli tecnici dei piani di zona), la seconda, del pomeriggio, come rappresentante ….. della ASL (organismo che non ha ancora un regolamento e dai contorni incerti, in particolar modo in una ASL dove …. prodiga per la dismissione di tutto ciò che potrebbe essere prestato direttamente all’utente). insomma una giornata dove si sono intrecciate incertezze istituzionali con quelle personali, dove le competenze sono sempre interpretabili. Ma torno al mio sogno: ero in ambito lavorativo, una riunione di quelle importanti dove si respira l’aria faticosa e pesante della tensione e dell’incertezza, ero in mezzo ai “pezzi grossi” (ma erano solo sagome) e di fronte a me c’era il grande capo, tutto nero, l’espressione truce, che poneva grandi interrogativi (non somigliava a nessuno di quelli che conosco), e ad un certo punto esclama “ma qui ci vorrebbe Paolo Ferrario”.

    Mi sono permessa di raccontarti questa mia produzione onirica sperando di regalarti un sorriso e per ricordarti che per i tuoi studenti, che si arrampicano con fatica nella giungla istituzionale sempre in trasformazione, dove si fatica a coniugare i grandi obiettivi con l’operatività quotidiana, tu rimani sempre un punto di riferimento.

    Un caro saluto

    con affetto

    ……


    Lettera su Paolo Ferrario, Marisa Bianchi, Luciana Quaia, La qualità nei servizi socio-sanitari. Processi di costruzione della Carta dei servizi in una RSA, Carocci editore, Roma 2002

    Caro Paolo, ti ringrazio molto per avermi mandato il vostro libro e per la bella lettera che mi hai scritto Ho avuto tutto con grande ritardo perché sono stata via diversi giorni e anche se avrei voluto risponderti subito ho lasciato passare del tempo perché sono sovraccarica e non riesco a tirar su la testa Il vostro testo è molto efficace e l’ho utilizzato a fatto girare perché è proprio esemplificativo di come sarebbe importante lavorare con i servizi e nei servizi per mettere a punto modi e strumenti di lavoro più pertinenti, più trasparenti, più idonei a esercitare controlli e verifiche. Complimenti al terzetto ! E ho anche capito di più che cosa fa Luciana … e Marisa Bianchi la ricordo bene in alcuni incontri alla … Io, nonostante il mio piede fratturato continuo a correre in questo mondo dei servizi che diventa sempre più contraddittorio, agitato, attraversato da iniziative di ogni genere Dal gennaio 2003 mi sono imposta una drastica riduzione di impegni, ma non è facile “tagliare” e per molti aspetti nello …. ti trovo ad avere un ruolo ascritto. In ogni caso mi è necessario, per ragioni di salute fisica e psichica, poter restare più tempo sul lago a rimettere insieme i pezzi e a ritrovare dei ritmi, a ritessere i fili interiori Mi è dispiaciuto non essere riuscita a venire a trovarvi a Nesso: ti abbiamo ricordato spesso riascoltando la “cassetta di pezzi” che ci hai regalato. Vedrai che un giorno o l’altro arriviamo. Tanti auguri natalizi e per l’anno che comincia. Con molto affetto F.