l’ ESPLOSIONE DEMOGRAFICA è la causa delle cause di questa terribile crisi sociale e culturale. riflessione di Paolo Ferrario, in margine al blog http://pensierisocialidichiarabiraghi.blogspot.com/ di Chiara Biraghi
Pubblicato: 1 dicembre 2011 Filed under: Lettere, Commenti, Conversazioni Lascia un commento »il maggiore contributo alla “buona società” lo hanno date le politiche antidemografiche degli anni ’70 (consultori familiari e interruzione volontaria della gravidanza).
7 miliardi di abitatori della terra sono la CAUSA della attuale crisi economica. e dunque le religioni, con la loro ossessione per lo sviluppo demografico (“crescete e moltiplicatevi”) sono fra le RESPONSABILI DI QUESTA GRAVISSIMA CRISI STORICO-SOCIALE NELLA QUALE CI DIBATTIAMO
lo aveva già rilevato la ricerca su LIMITI DELLO SVILUPPO del 1974.
Non si è fatta memoria di quella profetica indicazione. Ora i nodi stanno venendo al pettine e i risultati li stiamo vivendo in queste due settimane decisive.
Un vero Limen storico: un limite che segna una cesura strutturale fra passato e presente
le tre linee di lavoro sociale che indichi sono la linfa della cultura dei servizi alla persona.
ma la persona sarà valorizzata e tutelata quando ci sarà più spazio per gli altri viventi sulla terra.
sintesi della argomentazione fatta: la esplosione demografica è la causa delle cause.
buon futuro per le riflessioni di pensierisocialidichiarabiraghi
paolo ferrario
… ci tenevo a dirle che ieri ho discusso la mia tesi e che il 21 ci sarà la proclamazione … Grazie per aver contribuito alla mia formazione
Pubblicato: 9 novembre 2011 Filed under: Lettere, Commenti, Conversazioni Lascia un commento »Gentilissimo professore,
ci tenevo a dirle che ieri ho discusso la mia tesi e che il 21 ci sarà la proclamazione. Sono già impegnata con la specialistica, ma ho raggiunto il primo traguardo.
Grazie per aver contribuito alla mia formazione
[lettera firmata]
carissima [...]
Richiesta: mi piacerebbe approfondire il confronto fra servizi educativi e/o riabilitativi offerti in Italia e altri previsti da sistemi di welfare straniero
Pubblicato: 8 novembre 2011 Filed under: Lettere, Commenti, Conversazioni Lascia un commento »seguo – nei tempi sempre troppo stretti concessi da lavoro – il suo blog, ricco di esperienze e informazioni per chi si occupa di servizi educativi e di politica sociale in genere. Mi piace molto e condivido completamente l’idea di usare questa tecnologia come strumento di lavoro, personale e da condividere.
Da “curioso” della materia sociale, mi piacerebbe approfondire il confronto fra servizi educativi e/o riabilitativi offerti in Italia e altri previsti da sistemi di welfare straniero: una sorta di analisi comparata delle risposte operative attuate, per esempio, nei diversi paesi dell’Unione Europea.
Se qualcosa di simile a quanto indicato mi fosse sfuggito dal suo blog, le chiederei di segnalarmelo.
Diversamente avrebbe qualche lettura da suggerire?
La ringrazio per l’attenzione e mi scuso per il tempo sottratto.
Buon lavoro
[lettera firmata]
le scrivo perchè sto redigendo una tesi sul tema “minori stranieri disabili”
Pubblicato: 3 novembre 2011 Filed under: Bibliografie, Disabilità e Handicap, Lettere, Commenti, Conversazioni, Popolazione Lascia un commento »buongiorno a lei
Buongiorno,
sono una studentessa laureanda in Servizio Sociale e ho frequentato il suo laboratorio “Politiche legislative e servizi sociali: metodi di analisi e casi pratici”, le scrivo perchè sto redigendo una tesi sul tema ”minori stranieri disabili”,per la quale la Prof.ssa …. è relatrice, e vorrei dedicare un capitolo all’inquadramento legislativo.Ho trovato alcuni materiali legislativi inerenti il tema della disabilità e dell’immigrazione, tra cui alcune sentenze della Corte Costituzionale inerenti la duplice problematicità, ma mi chiedevo se potesse darmi maggiori informazioni a riguardo; in particolare se avesse indicazioni più precise o consigli da darmi per affrontare questo tema.La ringrazio anticipatamente per l’attenzione che potrà dedicarmi e colgo l’occasione per prgerle cordiali saluti.…..
Lettere sulla politica locale: Paolo Ferrario risponde a una amica, organizzatrice delle politiche dei servizi educativi
Pubblicato: 31 maggio 2011 Filed under: AGENDA della Politica italiana, elezioni locali, Lettere, Commenti, Conversazioni, Milano Lascia un commento »
notizie, documenti o relazioni sulle rappresentazioni sociali che i media danno degli adolescenti
Pubblicato: 30 ottobre 2010 Filed under: Bibliografie, Ferrario Paolo, Giovani, Lettere, Commenti, Conversazioni Lascia un commento »
Giunta ormai al termine del mio percorso accademico, mi premeva ringraziarla …
Pubblicato: 20 ottobre 2010 Filed under: Ferrario Paolo, Lettere, Commenti, Conversazioni Lascia un commento »
Spunti in tema di “COHOUSING”
Pubblicato: 21 settembre 2010 Filed under: CoHousing, Ferrario Paolo, Lettere, Commenti, Conversazioni 3 Commenti »Buongiorno professore,
sono una studentessa della Progest che ha seguito il suo corso di Legislazione nell’Anno Accademico 2007/2008.
Mi scusi tanto se la disturbo, ma so che lei è un docente esperto in vari ambiti del lavoro sociale e ho pensato di chiedere il suo aiuto.
Sto cominicando il mio lavoro di tesi, che intendo fare sul tema dell’HOUSING SOCIALE. Sono davvero all’inizio, per cui sto iniziando ora a cercare il materiale da leggere per poi definire bene gli aspetti specifici da approfondire.
Le scrivo appunto per chiederle se per caso lei conosce qualche testo o documento sull’argomento che sarebbe utile leggere.
Se per caso le viene in mente qualche titolo da suggerirmi, gliene sarei davvero molto grata.
Se così non fosse, non si preoccupi affatto.
Mi scusi ancora tantissimo per il disturbo e la ringrazio moltissimo, in ogni caso, per la sua disponibilità.
Cordiali saluti,
(lettera firmata)
gentile dott.sa ….
da qualche tempo sto mettendo in osservazione quel particolare modo di concepire, la casa, l’habitat e le relazioni di coabitazione che si è convenuto di chiamare “cohousing“
per ora catalogo le tracce informative in questo scaffale del mio blog polser:
non ho messo ancora a punto una mia scaletta argomentativa sull’argomento, tuttavia se dovessi farlo partirebbe da qui:
- il significato della casa dal punto di vista psicologico, relazionale, sociale
- lo sviluppo della politica urbanistica in italia per decenni
- cosa dicono gli architetti
- le esperienze francesi: in particolare la socilogia urbana di chombart de lauwe
- una esperienza storica: il servizio sociale nei quartieri (con particolare riferimento all’ISCAL)
- ….
è una prima lista del tutto associativa e spontanea che andrebbe sviluppata ed intersecata con altre prospettive
per ora non conosco libri che trattano l’argomento, tuttavia se ce ne fossero li troverà sullo scaffale del link che le ho segnalato
colgo l’occasione per saìutarla con cordialità e augurarle buon futuro
paolo ferrario
Pubblicato: 14 settembre 2010 Filed under: asili nido, Ferrario Paolo, Lettere, Commenti, Conversazioni Lascia un commento »
buongiorno,
sono (…)
studentessa dell’università (…)
lo scorso anno ho seguito il corso e fatto l’esame con lei ,Politiche
Sociali.
sono in tesi con la Professoressa (…) e volevo gentilmente chiederle se
ha del materiale da inviarmi o testi da consigliarmi per farmi un idea chiara
sulla nascita dell’asilo nido, origini e storia e le leggi dalla nascita ad
oggi!
grazie
grazie per l’attenzione
distinti saluti
RISPONDO
buongiorno a lei, dott.sa (…)
la rinvio al link dove tengo – come su uno scaffale – i risultati delle mie ricerche sul tema che è oggetto della sua tesi:
all’interno di questa lista troverà in particolare questo libro di grande valore conoscitivo e competenza professionale e che tratta anche in prospettiva storica lo sviluppo degli asili nido (lì chiamati servizi all’infanzia):
la saluto con cordialità e auguro buon futuro
paolo ferrario
Dipendenze ed alcolismo: spunti di tesi
Pubblicato: 13 settembre 2010 Filed under: Bibliografie, dipendenze, Ferrario Paolo, Lettere, Commenti, Conversazioni Lascia un commento »Gentilissimo professore,
so che forse mi sto muovendo troppo presto per la tesi di terzo anno, visto che inizio il terzo anno tra poco, ma mi chiedevo se fosse possibile lavorare con lei alla sua realizzazione.
Ho già incontrato la prof. (..) la quale mi ha chiarito un pochino le idee spiegandomi sia meglio attingere idee da una tematica già trattata, ad esempio nel corso del tirocinio. Ho poi contattato il Dott. /…) (mio supervisore di tirocinio) e lavorato con lui sul possibile tema.
Mi piacerebbe, per la tesi, analizzare il fenomeno dell’abuso alcolico tra i teenagers, presentare magari i risultati di un questionario somministrato nelle scuole, per poi giungere a rispondere alla domanda che mi sono posta al termine del tirocinio: al NOA giungono soprattutto uomini e donne di mezza età, ma i ragazzi che abusano di alcol dove vanno? Quali sono i servizi che si prendono cura di questo problema? Quali le politiche legislative di contrasto al problema?
Questa ovviamente è solo un’idea, cosa ne pensa?
Anticipatamente ringrazio e distintamente saluto.
RISPONDO
gentile (..)
l’idea di PENSARE la tesi per tempo è ottima.
la costruzione di un testo scritto è sempre come un lungo viaggio.
vedrai che la tua scaletta iniziale cambierà e verrà regolarmente aggiornata ed integrata con altre connessioni e filoni di indagine professionale
la profsa (..) è una delle maggiori esperte italiane in metodologia della ricerca e sarà in grado di darti tutti i suggerimenti necessari per definire il questionario e le sue modalità di somministrazione ed analisi
(..) è professionalizzato da tempo sul tema delle dipendenze e (…) ha lavorato per anni nelle alcoldipendenze
dunque avrai ogni supporto possibile
quanto a me il mio lavoro di “consulenza” consiste nell’offrire a tantissimi studenti italiani dei servizi fonti informative e selezionate in tema di politica dei servizi sociali
leggerò dunque volentieri i tuoi semilavorati
nel frattempo posso dirti che la tua ipotesi di ricerca è molto buona
secondo me le giovani generazioni non distinguono fra uso ed abuso di sostanze alcoliche.
il comportamento estremo è tipico dei post-adolescenti. e dato oggi le adolescenze sono molto lunghe la sitazione è quella di un mimetismo dentro comportamenti vissuti come normali. bassa percezione del rischio, allentamento delle grandi istituzioni educative, sollecitazione del mondo esterno sono tutti fattori che congiurano ad abbassare le autodifese della propria salute
alcuni di loro, poi arriveranno ai servizi sociosanitari quando l’alcol avrà cominciato ad incidere sui loro corpi. ed allora i servizi faranno, come potranno, il loro lavoro
dunque l’orizzonte del tuo argomento dovrebbe indagare sul tema più generale delle “dipendenze” (perchè si manifestano in modo diffuso questi comportamenti?) al cui interno ci sono le forme particolari di tossicodipendenza (da alcol, da nuove sostanze ecc,)
è solo un piccolo spunto
quanto al mio blog il tema è monitorato qui:
http://polser.wordpress.com/category/4-bisogni-domanda-e-offerta/dipendenze/
buoni giorni e buon lavoro
paolo ferrario
Accordi di programma ed amministrazione dei servizi
Pubblicato: 13 settembre 2010 Filed under: Comuni associati, Enti Locali, Ferrario Paolo, Lettere, Commenti, Conversazioni, Maggioli editore, Politica locale Lascia un commento »buongiorno prof Ferrario,
sono …. , Le scrivo perchiederLe
se nel suo sito è presente una sezione sugli accordi di programma.
Inoltre è in grado di suggerirmi qualche testo o sito, approfondito, che
parli a proposito degli accordi di programma quadro, oppure qualche testo
che parli dei vantaggi per il Terzo settore, per esempio una fondazione, di seguire
o non seguire le Linee programmatorie definite in diversi accordi di programma.
testi amministrativi, aziendali, organizzativi…
La ringrazio in anticipo per l’attenzione,
Sinceri saluti,
….
RISPONDO:
egregio dott ….
l’accordo di programma è la formula ammnistrativa attraverso cui più comuni ed altri enti possono mettersi d’accordo su un loro obiettivo comune
dunque tutta la pubblica amministrazione locale italiana è letteralmente disseminata di accordi di programma di più varia natura (ambiente, turismo, acqua, cultura …)
per comprendere la formula amministrativa dell’accordo di programma occorre fare riferimento ad un qualunque manuale di diritto degli enti locali
mi capita di segnalarne moltissimi in libri news (qui TUTTI i libri news: http://polser.wordpress.com/category/7-fonti-di-studio/libri-news/)
non ho previsto nelle mie reicerche un’area specifica per gli accordi di programma, poichè mi sono concentrato sui piani di zona (che per l’appunto sono adottati a mezzo di accordo di programma)
le voci del mio polser più adatte alla sua ricerca sono queste:
- http://polser.wordpress.com/category/6-organizzazione-dei-servizi/programmazione/piani-di-zona/
- http://polser.wordpress.com/category/1-politiche-sociali/politica-locale/
- http://polser.wordpress.com/category/2-istituzioni-e-legislazione/comuni-associati/
Il riferimento legislativo di base è la legge sulle autonomie locali:
http://www.camera.it/parlam/leggi/deleghe/testi/00267dl.htm
per un manuale di diritto degli enti locali di buona fattura ed aggiornato consiglio di consultare il catalogo delll’editore Maggioli o Simone editore
quanto alle connessioni fra i cosiddetti soggetti di “terzo settore” e gli accordi di programma , di certo sarebbe opportuno seguirne l’evoluzione a livello locale. anche perchè la gestione associata fra comuni è l’unica scelta possibile per l’amministrazione locale
per farlo occorre:
prendere in considerazione un territorio
analizzare gli statuti dei comuni
vedere quaki accordi sono stati fatti e con chi
ecc ecc (insoma è una vara e propria microricerca a livello locale)
attenzione però che l’accordo di programma è solo una condivisione di obiettivi
poi per le gstione concreta dei servizi occorre sempre attivare altre forma amministrative:
appalti
convenzioni intercomunali
accreditamenti
convenzioni fra pubblico e privato
nell’augurarmi di averle fornito qualche spunto la saluto con cordialità
e le auguro buon fururo
paolo ferrario
Pubblicato: 27 agosto 2010 Filed under: Ferrario Paolo, Lettere, Commenti, Conversazioni Lascia un commento »
Gentile Dottor ferrario,
mi spiace disturbarla nuovamente dopo pochi mesi.
Sono una studentessa dell’università …
Qualche mese fa le ho chiesto consigli e suggerimenti per la stesura del mio elaborato sull’Autorizzazione al funzionamento e l’Accreditamento nelle normative di Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna.
I suoi consigli mi sono stati molto utili, ma ora mi trovo di fronte a un nuovo dubbio, e ho pensato di chiedere consiglio a lei, che si è già dimostrato così preparato e disponibile.
Il mio relatore mi ha detto di approfondire il confronto sulle tre normative parlando dei diversi tipi di governance presenti nelle tre Regioni. Non mi intendo molto di queste questioni, per cui mi chiedevo se saprebbe darmi qualche suggerimento bibliografico, qualche considerazione o qualche sito in cui poter trovare del materiale utile.
La ringrazio per la gentile attenzione
Cordiali saluti
RISPONDO
gentile (…)
mi scuso per il grande ritardo con cui le rispondo
il termine “governance” viene usato per nominare i processi di amministrazione e programmazione nelle società moderne europee nelle quali più soggetti pubblici e privati cooperano, ciascuno con obiettivi e scopi specifici, al funzionamento delle società.
in italia la questione si fa ancora più complicata perchè è suddivisa su tre livelli territoriali (stato, regioni, enti locali) e ancora su diversi livelli territoriali locali (comuni, asl, province, comuni associati)
questa premessa è per dirle dove potrebbe orientarsi la sua ricerca.
lei dovrebbe prendere alcune regioni (le regioni cui appaiono bene le differenze sono la Lombardia, la Toscana, la Puglia) e analizzare :
- come sono organizzate le asl ed i servizi sociali
come sono organizzati i servizi sociali
- come sono organizzati i comuni
- come sono regolati gli accreditamenti e più i generale i rapporti pubblico/privato
- ….
è un lavoro che richiede buona documentazione (e la migliore sono leggi, delibere, programmi e non certo le interpretazioni di studiosi, professori, ricercatori)
non ho il tempo di seguire il suo lavoro, tuttavia posso indirizzarla sui due mie scaffali del sito polser dove faccio monitoraggio delle politiche sociosanitarie:
- http://polser.wordpress.com/category/3-servizi-alla-persona-e-alla-comunita/servizi-sociali-3-servizi-alla-persona-e-alla-comunita/attuazione-l-3282000/
- http://polser.wordpress.com/category/3-servizi-alla-persona-e-alla-comunita/servizi-sanitari-3-servizi-alla-persona-e-alla-comunita/
se ha poco tempo può sfogliare la documentazione di queste pagine:
la saluto con cordialità e auguro buon futuro
paolo ferrario
Alzheimer: dall’ospedale agli altri servizi sociali e sociosanitari
Pubblicato: 24 agosto 2010 Filed under: Ferrario Paolo, Gruppi di mutuo aiuto, Lettere, Commenti, Conversazioni Lascia un commento »Esimio Dott.Paolo Ferrario
Sono (…), e le scrivo da (..) , purtroppo ad oggi ho un problema con la mamma di 77 anni, e mi permetto disturbarla per il fatto che ad oggi la via crucis dei famigliari non sanno più a quali Santi rivolgersi, i meandri della burocrazia sono mostruosi, e le informazioni avute si scoprono non veritiere, passandosi la palla delle responsabilità.
In breve: da Giugno di quest’anno dopo ricovero Ospedaliero al (…). ove per altro la Mamma risiede, viene dimessa dal Rep.Medicina, con incontro del Primario della medesima, dicendo che la Persona (Madre) è un soggetto a cui necessita la vigilanza 24ore gg, indicandoci di seguire le indicazioni dell’uff.Assistenza Sociale dell’ (…), e qui comincia tutto iter, ma ritengo siano cose che Lei già conosce, tutto deve essere sempre sulle spalle dei Famigliari, come è successo per mio Padre , che si ammalò a 50 anni e proseguì per 18 con l’Altzahimer, e,tutto sulle nostre spalle. Non mi dilungo , ora alla nostra Madre necessita una Visita Geriatrica per UVA da inoltrare per la richiesta di Invalidità, nella speranza di un aiuto, quale non so? abbiamo preso l’appuntamento per la Visita, sempre all’ (…) e dopo informazioni di rimpallo, ci è stato dato per l’Aprile del 2011, comè possibile?
Dimenticavo, dal 28 Giugno c.a. la congiunta frequenta un Diurno alla (…). con un pagamento di €. 1150,00 circa, tutto a nostro carico, la mamma percepisce una pensione di €. 670,00 circa, compresa la reversibilità.
Lei che ben conosce la materia, quali indicazioni può darci, per non venir sempre massacrati e rimpallati da un ufficio ad un altro?
Distintamente
RISPONDO
gentile (..)
mi scuso per il grande ritardo con cui le rispondo.
magari essere un docente di politica sociale aiutasse a cavarsela con il mondo dei servizi alla persona!
quando un bisogno ci assale paolo ferrario e luciana quaia sono come tutti gli altri
posso solo suggerirle di:
- prendere contatto con le associazioni alzheimer dei milano
- vedere se in qualche quartiere vicino esiste un gruppo di mutuo aiuto
- cercare una assistente familiare (le chiamano badanti, ma il termine giusto è l’altro) che dovrà pagare privatamemente fino a quando la visita di invalidità dia esito ad un assegno economico con cui potrete almeno un po’ ammortizzare il costo
purtroppo le risorse sono queste
oggi il sistema ospedaliero tende a scaricare altrove la parte assistenziale.
è uno dei risultati del tanto decantato “modello lombardo” che suddivide le competenze in un modo così raffinato che le famiglie devono arrabbattarsi a cercare in totale isolamento le risorse
ho molta fiducia nella professionalità dei servizi sociali. ma anche queste strutture fanno quello che possono
è un problema di risorse e loro organizzazione
ma è anche un problema di cittadinanza
come lei sa oggi la politica fa competizione facendo a gara su chi abbasserà di più le tasse
ma i servizi alla persona, per esser diritti, devono essere pagati fiscalmente
e così, quando i cittadini e le famiglie si trovano in casa il problema hanno servizi di bassa quantità e qualità
così è del tutto evidente che la riduzione delle tasse si riverserà in un fortissimo ed ulteriore decadimento dei servizi
mi rendo conto che le mie informazioni sono ben misere di fronte ai vostri carichi assistenziali
ma è la sola informazione che , oggettivamente, posso elaborare
saluti cordiali e solidali
paolo ferrario
Lettere e scrittura tecnica
Pubblicato: 12 aprile 2010 Filed under: Ferrario Paolo, Lettere, Commenti, Conversazioni Lascia un commento »
Gentile dottoressa …
Mi sono molto emozionata leggendoli. Un pò perchè ricevere dei complimenti così belli fa sempre piacere, e un pò perchè (e qui potrebbe essere lei a non credermi) mi sono imbattuta nel suo libro in un momento particolarmente faticoso della ricerca…
Proprio il suo libro mi aiutata a pensare alla struttura e al taglio che avrei voluto dare alla parte sulle politiche sociali.
…
ti ringrazio molto anch’io per le tue parole.
Succede proprio così (è a mia volta successo a me): occorre mettere ordine nelle idee che si affollano, quando si scrive un libro.
L’arte retorica latina distingueva fra una Inventio (inventario delle idee, dati, elementi di indagine) dalla Dispositio (loro ordinamento argomentativo).
In queste settimane sono impegnato in un Corso di aggiornamento per operatori in servizio e , quindi, non posso scrivere la recensione al tuo Il lavoro pedagogico nei servizi educativi. Ma appena ho finito scriverò la recensione e ti avviserò.
Per il momento:
buoni giorni e buon lavoro
Paolo Ferrario
Lettera sulla progettazione e realizzazione di servizi educativi
Pubblicato: 28 marzo 2010 Filed under: Associazioni, Ferrario Paolo, Lettere, Commenti, Conversazioni, Servizi educativi, Volontariato 1 Commento »
Ciao Paolo,
ho sbirciato i video su diritti, povertà e servizio sociale.. ti sono infinitamente grata per averli messi in rete come per tutto l’altro materiale che hai messo in questi mesi.
io mi sono ri-concentrata sul lavoro di cura-organizzazione-progettazione della casa-cantiere-cascina.
Sono stufa marcia di avere lavori di cantiere in corso così mi sono “ri-buttata a pesce” per dare una bella botta in avanti. I risultati si vedono anche se io sono arrivata alla primavera un po’ troppo tirata.
Finalmente abbiamo ultimato tutta la recinzione del campo così la cascina è protetta: circa 150 metri lineari di cancellata in ferro zincato.
Siamo riusciti a completare la pratica dei vigili del fuoco (pratica molto rognosa) per la sala multifunzionale: per le attività organizzate e gestite dall’Associazione per i propri scopi è stata riconosciouta una capienza di 180 posti, in caso di affitto della sala una capienza di 99 posti.
Ultimata questa pratica e a conoscenza di tutte le richieste architettoniche per la sicurezza in caso di incendio, i muratori hanno incominciato a fare i tavolati interni degli ultimi due lotti. Insomma incominciamo a vedere abbozzati altri appartamenti, i locali del centro diurno, la sala musica-registrazione, ecc.
Finalmente stiamo allestendo meravigliosamente (e qui mi gaso), il laboratorio scuola-bottega di meccanico ciclista per ragazzi/e a rischio di dispersione scolastica. Intanto il laboratorio è iniziato il primo di marzo con un nostro operatore part-time e un maestro artigiano ciclista. Il nostro operatore è un ragazzo, meccanico, appassionato di biciclette, molto sensibile che si sta formando ”educatore -meccanico ciclista”.
Nel frattempo abbiamo consolidato il rapporto con Ditte amiche per l’inserimento lavorativo e abbiamo steso il piano di studi annuale/biennale secondo il calendario scolastico. Ora c’è un nostro volontario molto appassionato che sta scrivendo i libri di testo. Stiamo raccogliendo la disponibilità di 10 professori della zona per l’insegnamento delle seguenti materie: Matematica, chimica, fisica applicate alla bicicletta, disegno/autocad, elementi di italiano, geografia e storia, contabilità semplice e amministrazione, educazione civica, stradale, sviluppo delle competenze sociali, educazione all’affettivita, uso del computer, fotografia, inglese tecnico, educazione fisica.
Il passo successivo sarà quello di ragionare con le istituzioni pubbliche preposte la possibilità di rilasciare un titolo di studio. Se tutto procede bene dovremmo inaugurare il laboratorio subito dopo la metà di aprile e iniziare il primo corso a settembre 2010.
La stanza delle sabbie è pronta e la psicologa ha iniziato da poco. E’ partito anche il laboratorio di arteterapia associato al centro diurno. Poi.. altre mamme, i ragazzi .. ecc. ecc.
….
Nota di Paolo Ferrario
Riporto questa lettera privata che racconta l’impegno di chi progetta servizi educativi.
Occorre seguire tantissimi aspetti:
-
legali,
-
istituzionali,
- edili (architetti, geometri, muratori, idraulici, elettricisti),
- educativo-professionali (formazione professionale),
- più propriamente collegati alla cultura dei servizi alla persona (educativi, psicologici, di servizio sociali, giuridici)
Non riporto autrice e associazione a scopi di riservatezza.
E’ solo un promemoria sui vari fattori che si devono presidiare nella produzione dei servizi
la questione dell’autorizzazione al funzionamento e dell’accreditamento dei servizi educativi (nidi d’infanzia) dal punto di vista del coordinatore pedagogico
Pubblicato: 22 marzo 2010 Filed under: Ferrario Paolo, Lettere, Commenti, Conversazioni Lascia un commento »
gentile … provi anche a scorrere qualche voce del mio PolSer auguri per i suoi studi e per il suo futuro
è fortunata.
è uscito nei mesi scorsi un libro competentissimo che tratta la questione dei servizi educativi dal punto di vista storico ed amministrativo.
davvero un ottimo testo
trova la scheda qui:
http://polser.wordpress.com/2010/02/27/mattesini-mara-i-servizi-dellinfanzia-costi-forme-di-gestione-innovazione-percorsi-di-crescita-maggioli-editore-2008-p-248/
per esempio servizi educativi:
http://polser.wordpress.com/category/3-servizi-alla-persona-e-alla-comunita/servizi-educativi-c-servizi-alla-persona-e-alla-comunita/
cordiali saluti
Paolo Ferrario
Paolo Ferrario, La qualità nei servizi alla persona, percorsi didattici
Pubblicato: 18 marzo 2010 Filed under: Aule virtuali Corsi, Bibliografie, Ferrario Paolo, Formazione Permanente, Lettere, Commenti, Conversazioni, Valutazione e Qualità Lascia un commento »Buongiorno Professor Ferrario,
sfrutto la sua disponibilità per chiederle alcune informazioni!
Dovrò scrivere una tesi riguardante il controllo e la gestione della qualità nei servizi educativi e…sono piuttosto spiazzata per quanto riguarda la stesura dell’indice e la ricerca bibliografica.
So che è uno strumento legato all’accreditamento (che nasce appunto per garantire la qualità dei servizi) e per questo le chiedo se lei ha qualcosa da consigliarmi in merito.
La ringrazio anticipatamente
Cordiali saluti
buongiorno
- Provincia di Milano – Direzione Affari Sociali – Settore sviluppo delle professionalità, Le Carte dei servizi. Aspetti istituzionali, organizzativi e professionali, docente P. Ferrario, 9 maggio-6 giugno 2007
- Provincia di Milano/ Politiche sociali/ Formazione, Le Carte dei servizi: politiche istituzionali e organizzative, Milano 26 Ottobre – 15 Dicembre 2004. 4° edizione
- Provincia di Milano/ Politiche sociali/ Formazione, Laboratorio di formazione e ricerca su: LA VALUTAZIONE DELLA QUALITA’ NEI SERVIZI SOCIALI: ASPETTI ISTITUZIONALI ED ORGANIZZATIVI, Milano, Marzo – Maggio 2004 . 7° edizione
- Provincia di Milano/ Politiche sociali/ Formazione, LE CARTE DEI SERVIZI: POLITICHE ISTITUZIONALI E ORGANIZZATIVE, Laboratorio didattico, Milano, Febbraio / Marzo 2004. 3° edizione
- Provincia di Milano/ Politiche sociali/ Formazione, Laboratorio di formazione e ricerca su: La valutazione di qualità nei servizi sociali, gennaio, Milano marzo 2003. 6° edizione
- Lyceum e Istituto Iard Franco Brambilla, ESPERTO IN VALUTAZIONE DEI SERVIZI ALLA PERSONA – 2003, enti gestori: Lyceum Associazione Culturale e Istituto Iard Franco Brambilla
-
Provincia di Milano/ Politiche sociali/ Formazione, Laboratorio di formazione e ricerca su: La valutazione di qualità nei servizi sociali, Milano, Ottobre-Novembre 2002. 5° edizione
-
-
- Provincia di Milano/ Politiche sociali/ Formazione, Laboratori di formazione su: Le Carte dei servizi, politiche istituzionali ed organizzative, Milano, Ottobre-Novembre 2002. 1° e 2° edizione
-
- Provincia di Milano/ Politiche sociali/ Formazione, Laboratorio di formazione e ricerca sulla valutazione della qualità nei servizi sociali. 2000. 3° edizione
- Provincia di Milano/ Politiche sociali/ Formazione, Laboratorio di formazione e ricerca sulla valutazione della qualità nei servizi sociali. 1999. 2° edizione
- Provincia di Milano/ Politiche sociali/ Formazione, Laboratorio di formazione e ricerca sulla valutazione della qualità nei servizi sociali. 1998. 1° edizione
PolSer, se non ho capito male è suddiviso per temi ed aggiornatissimo rispetto a leggi o eventi di rilievo nell’ambito sociale.
Pubblicato: 18 marzo 2010 Filed under: Ferrario Paolo, Lettere, Commenti, Conversazioni Lascia un commento » BUONGIORNO A LEI
MI SCRIVE:
“Pensandolo in funzione del concorso, sarebbe errato pensarlo come strumento informativo “in tempo reale” e rispetto a dipendenze, stranieri e fragilità come potrei rendere proficua la consultazione?”
è esatto
se lei adocchia un tema che le interessa professionalmente dia una occhiata ogni tanto e troverà qualche documento che mi è sembrato, a mia volta, interessante
buon lavoro e buoni giorni
e a presto
Paolo Ferrario
Spesa sanitaria e spesa sociale: nodo critico che il mantra “integrazione sociosanitaria” non risolve
Pubblicato: 2 ottobre 2009 Filed under: Amministrazione dei servizi, Ferrario Paolo, Lettere, Commenti, Conversazioni Lascia un commento »Egr. Prof. Ferrario,
Ho seguito le sue lezioni in Bicocca (Corso Progest) qualche anno fa, sono …
Ho un problema di lavoro che mi permetto di sottoporle:
Recentemente un nostro minore (con decreto provvisorio del Tribunale per i Minorenni di affido all’Ente) è stato inserito in una Comunità Terapeutica accreditata in Regione Lombardia.
Stante le problematiche sanitarie la scelta della collocazione è stata fatta dalla Neuropsichiatria Infantile della nostra AOVV. Il responsabile di quel servizio mi chiedeva di trovare un accordo per il pagamento della retta: una quota a carico del mio ente e una quota a carico dell’ASL (c’era un precedente di un altro UDP della Provincia che in caso analogo si era mosso in quel modo, per un utente paga il 30% per un altro il 50).
Ho ritenuto che, essendo la struttura di tipo sanitario, la retta fosse a completo carico dell’ASL, si è quindi aperta una questione che vede coinvolti anche gli altri UDP e l’ASL nella definizione di maggiore chiarezza.
L’ASL non mi ha saputo dire le fonti normative da cui trae lla sua idea, io ho trovato:
la DGR VII/2800 del 22/12/00
e il D.P.C.M. 14 FEBBRAIO 2001,
che a mio avviso vanno a sostenere la mia ipotesi.
In ASL ritengono che una parte della retta dovrebbe essere a nostro carico in virtù dell’affido all’Ente che il Tribunale per i Minorenni ha decretato.
In realtà io ritengo che l’affido all’Ente comporti il pagamento di spese di tipo socio – assistenziale (per la competenza in capo ai Comuni), nello specifico la Comunità chiede già al mio Ente una quota mensile per spese di questo tipo.
Le chiedo di darmi un suo parere
La ringrazio per l’attenzione, cordiali saluti
Mappe cognitive per la comunicazione
Pubblicato: 3 gennaio 2009 Filed under: Ferrario Paolo, Lettere, Commenti, Conversazioni, MAPPE concettuali e mentali Lascia un commento »caro …
mi fa molto piacere questa tua richiesta
proprio l’altro giorno mi è capitato sott’occhio questo software di rete:
http://www.*text2mindmap*.com/
ottimo per pensare con il metodo delle mappe, ma un po’ debole sul piano grafica.
la mia amica di rete buzzanchino preferisce disegnarli a mano, con i pennarelli:
http://*mappementaliblog*.blogspot.com/
mi sembra cha anche tu conosci la buzzanchino
io non ho ancora osato con i pennarelli: però sono lì sul tavolo che mi guardano da qualche mese. per ora ho fatto solo schizzi
per il mio sito www.segnalo.it ho usato *mindmanager:*
http://www.mindjet.com/eu/
però è a pagamento (io ho una vecchia edizione) . Non ho mai imparato ad usarlo al meglio. vedo ora che c’è una versione trial
per il mio lavoro didattico faccio i lucidi usando figure geometriche tramite *powerpoint*
per me resta ancora il più flessibile
ti rimando ad alcune mie dispense in tema. magari ti viene qualche idea:
http://www.segnalo.it/MAPPE/mappe.pps
http://www.segnalo.it/MAPPE/MAPPE-applica.htm
http://www.segnalo.it/MAPPE/MAPPA-APPLICA/MAPPE-PF-POLSER.pps
ecco . è tutto quanto posso dirti in velocità. ci sono tantissimi libri (tutti da me bilbliografati), ma immagino che non avrai tempo di stare troppo sulla teoria
spero di esserti stato d’aiuto
ciao
paolo
…ha scritto:
Caro Paolo
avrei bisogno di una manodovrei fare uno schema logico di presentazione
qualcosa che richiami l’idea di un sistema solare
per presentare una realtà aziendale in modo sistemico
hai idea di qualche software gratuito per costruire questi schemi?
Grazie
Ciao …
Formazione: Lettere e Carteggi 2003 -2008, da www.segnalo.it – Lettere al sito
Pubblicato: 14 settembre 2008 Filed under: aggiorn. professionale, Ferrario Paolo, Formazione Permanente, Lettere, Commenti, Conversazioni Lascia un commento »Lettere e Carteggi pubblicati sul sito www.segnalo.it – Lettere al sito.
p.ferrario@tin.it
Commento a : La coppia libera da figli Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 29 gennaio 2007
Pubblicato: 29 gennaio 2007 Filed under: Famiglie, Familismo amorale, Ferrario Paolo, Lettere, Commenti, Conversazioni, Risè Claudio Lascia un commento »Lettera a M.R.
avevo letto l’articolo di risè ma avevo sorvolato.
ora l’ho riletto e ti dico quello che penso. distinguendo, come si dovrebbe sempre fare sempre, fra contenuto di uno scritto (o anche di una frase orale) e giudizio sulla persona che lo ha scritto.
La tendenza è vera e chiara. Lo dice la demografia, lo dice la sociologia. e lo dicono gli psicologi. l’osservatorio di uno studio psicanalitico è straordinario: in quelle stanze c’è indubbiamente uno spaccato della società. quindi occorre prendere sul serio quanto dice:
“figli del boom economico, ben riusciti, ben nutriti, e generalmente ben vestiti”
“coscienza è identificata con un ideale di bellezza e di aproblematicità” (anche se qui ci vedo un giudizio morale che non condivido: “aproblematici”?)
“programma di bellezza, benessere ed armonia, conta molto nella decisione di queste persone di non avere figli …Continuano poi a portare con sé, oltre che fatica e preoccupazioni per i genitori, sporcizia, rischi, malattie”
“la loro decisone di non avere figli ha spesso una motivazione razionale. Quella economica c’è, ma non è la più diffusa”
“L’origine profonda della paura dei bambini è nell’intuizione che la loro presenza spodesterebbe la centralità che questa coppia bella e smagliante “
Vero, tutto (abbastanza) vero
Per esempio è vero nella scelta di avere figli conta molto la rete di supporto alla loro crescita (parenti, asili, gruppi di amici con figli cui appoggiarsi). e questa è una motivazione che il testo non prende in considerazione. Fare un figlio richiede un attimo: un amplesso senza precauzioni, nove mesi di rituali procreativi che soddisfano il sè di sè e di chi sta intorno. Ma poi c’è il costo della crescita. Il costo della conciliazione fra tempi di lavoro e tempi di vita.
Io credo che sia molto responsabile porsi anche questo problema.. Quello delle condizioni ed opportunità della crescita
il difetto dell’articolo è di vedere solo delle responsabilità individuali, quando ci sono anche condizionamenti sociali e socio-culturali altrettanto profondi.
L’articolo non dice che negli stati uniti la tendenza è opposta: si fanno figli. Perchè? perchè quella è una società che si da obiettivi generali. si cimenta con le sfide del futuro. offre un quadro entro cui anche le scelte procreative hanno un posto. Nei paesi scandinavi si fanno figli: lì le tasse toccano il 70% dei redditi e la politica vince quando si dice: più tasse per servizi migliori. lì è il welfare a offrire la chance in più
Il non investire sui figli in europa e ancor più in italia è il segnale di un continente che non ha più una missione. ed infatti sta retrocedendo davanti alla espansione della cultura islamica.
Quindi l’articolo mette in ombra le altre variabili storico-sociologiche. O meglio è un ottimo articolo che mette in evidenza lucidamente solo alcune variabili.
Poi non accetto nel modo più assoluto il giudizio morale di cui è intriso. come se i responsabili sono quelli che mettono su famiglia e fanno figli e gli altri sono tutti irresponsabili
Un bambino di un anno dovrà vedersela con gli effetti dell’aumento della temperatura e di mutazioni climatiche che altereranno l’economia. Lo stesso bambino dovrà verdersela non solo con i preti della cei ma con imam cha armano i fedeli contro gli infedeli e che insegnano l’uso del coltello. ne consigli comunali, nei consigli di quartiere.
per me è responsabile non far vivere nessuno in questo inferno prossimo e venturo.
Ma questo fa parte della mia pessimistica visione del futuro nel ciclo storico 11 settembre-? . Ciclo che sto prendendo molto sul serio.
Ma ci sono anche motivazioni personali da aggiungere a quelle della irresponsabilità di cui parla risè. Faccio il mio caso: io sarei un ottimo padre nella fase pannolini e risposta ai perchè. diciamo fino ai 10-12 anni. Ma un pessimo padre nella fase della adolescenza e dei conflitti connessi. Sono certo , conoscendomi a fondo, che vedermi in casa un quaindicenne con la coda di cavallo, le borchie i piercing attiverebbe in me la pulsione del figlicidio. Di questo sono assolutamente certo. e quindi sono fiero della responsabilità che mi sono assunto, consciamente ed inconsciamente: chiudere con i geni dei ferrario. forse il principale contributo che ho dato nella mia vita.
Insomma: l’articolo vede solo una parte. e da quella sola parte trae conclusioni generali.
E’ inaccettabile innanzitutto come metodo.
Vengo alla seconda parte del ragionamento. quello sulla persona che lo ha scritto.
Da tempo risè mostra una cosa che mi piace molto. è una persona che è molto cambiata nella vita. Ora è un devoto cattolico che stima la lega ed è iscritto a forza italia.
E questo lo fa diventare un giornalista-politico. Non il grande psicanalista che era e rimane.
Il suo articolo è intriso di quell’insopportabile fetore dei cattolici giudicanti. Di quei cattolici che si sentono interpreti unici dei “valori”.
Di quei cattolici che dicono: siamo rimasti solo noi a scopare per fare figli. Tutti gli altri scopano per edonismo.
Beh: sono vostre opinioni.
cara M. a me fa piacere chiarirmi le idee nella conversazione. Adoro il blog e i miei amici di blog con cui affilo e confronto i miei fili argomentativi proprio per questo
quindi ti ringrazio davvero molto di avermi offerto l’occasione per dirti cosa ne penso
fra l’altro il tema di oggi mi rumina dentro da tempo
ciao e grazie ancora
paolo
Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 29 gennaio 2007
Tra i protagonisti della diminuzione degli italiani c’è un nuovo tipo di coppia. Silenziosa, senza grandi proclami, da non molto tempo ha un nome, anglosassone naturalmente. Sono i “childfree”, la coppia senza figli. Qualche convegno comincia ad occuparsene, come quello, a loro dedicato, appena concluso presso l’Università di Padova. Non si tratta, ricordiamolo subito, di persone che, per varie ragioni, non “possono” avere figli. No, i childfree, i figli proprio non li vogliono.
Chi sono dunque queste persone, di cui finalmente anche sociologia e demografia cominciano ad occuparsi? Ne possiamo fornire un ritratto perché, malgrado la loro intenzione di divertirsi, in realtà da anni frequentano gli studi di psicoterapia, che quindi li conoscono piuttosto bene. Un tratto evidente è la bellezza: sono figli del boom economico, ben riusciti, ben nutriti, e generalmente ben vestiti, ed al loro aspetto piacevole tengono molto. Non si tratta di una questione secondaria: i childfree sono proprio, molto spesso, degli emuli di Dorian Gray, il personaggio di Oscar Wilde che voleva rimanere per sempre giovane e bello, e che relega nella soffitta il ritratto su cui invece si imprimono le rughe ed i segni dell’invecchiamento, e dei vizi cui l’essere umano è (in misura maggiore o minore), fatalmente soggetto.
Anche loro hanno, del resto, il loro spietato ritratto, nel quale lo stesso Wilde rappresentava l’inconscio. Il loro, di inconscio, è popolato da immagini che appaiono regolarmente nei loro sogni, e sono tanto più mostruose ed inquietanti quanto più la coscienza è identificata con un ideale di bellezza e di aproblematicità.
Questo programma di bellezza, benessere ed armonia, conta molto nella decisione di queste persone di non avere figli. I figli infatti sono stupendi per chi li ama, ma ad un occhio allenato a guardare soprattutto se stesso appaiono alla nascita bruttarelli e sporchi di sangue. Continuano poi a portare con sé, oltre che fatica e preoccupazioni per i genitori, sporcizia, rischi, malattie, tutte cose ingombranti e poco desiderabili nell’universo asettico e patinato del childfree, letteralmente il: “libero da figli”.
Naturalmente, la loro decisone di non avere figli ha spesso una motivazione razionale. Quella economica c’è, ma non è la più diffusa, dato che in genere si tratta di persone che sanno amministrarsi abbastanza bene: il benessere economico è infatti un tratto importante del loro ideale di vita. Frequente è la dichiarazione di non voler contribuire alla sovrappopolazione di un mondo già affollato. L’argomento, anche quando è in buona fede, non tiene comunque conto della tendenza alla diminuzione della popolazione con l’aumentare del reddito, in atto in gran parte del mondo. In realtà, è il travestimento razionale della mancanza di un desiderio, e della presenza di una paura: quella dei figli, che i Childfree non vogliono.
L’origine profonda della paura dei bambini è nell’intuizione che la loro presenza spodesterebbe la centralità che questa coppia bella e smagliante vuole occupare nella propria vita. Le vacanze sarebbero più complicate, il tempo libero ne verrebbe sconvolto, ed anche la vita lavorativa, la carriera, le relazioni sociali, dovrebbero tenere conto di questi “nuovi arrivati”.
I due della coppia childfree sono di solito figli unici, o comunque prediletti, abituati da sempre all’attenzione esclusiva, soprattutto della madre, che ha di solito dominato la loro infanzia. Se va bene, riescono ad accudire l’altro (oltre a se stessi) come una madre attenta, un po’ pignola. Ma per i figli non rimane nulla.
Incontri. Qualcosa resta
Pubblicato: 20 febbraio 2005 Filed under: Ferrario Paolo, Formazione Permanente, Lettere, Commenti, Conversazioni, PROFESSIONI Lascia un commento »Incontri. Qualcosa resta
Cara …
mi ricordo benissimo di te. La tua simpatia, la tua grande disponibilità affettiva ed intelligente nel porti nelle situazioni di formazione in cui ti ho conosciuta.
Pensa che conservo ancora nella mia documentazione la descrizione dei processi di lavoro nelle … che avevi proposto nel seminario sulla valutazione della qualità !
La tua lettera mi riempie di gioia. Mi dà energia. Ho 57 anni, ed in questa fase si tende a guardare i passi già fatti nella vita, essendo sempre più faticosi quelli da compiere. Perchè bisogna ancora camminare, ma le forze stanno diminuendo. E fa molto piacere sapere che qualcosa si è seminato. E ancora più piacere che qualcuno come te abbia la gentilezza e l’affetto per farmelo sapere
Anche il tuo sogno è molto carico di significati. Come sai ho grandissima stima per la professione delle e degli assistenti sociali. Fanno quel lavoro di cucitura fra le istituzioni che pochi altri fanno e che invece è il più necessario. Ed è molto di buon auspicio per la tua psiche se riesci a conciliare la vita diurna con il lavoro psichico notturno. Nella mia esperienza il sogno ha il potere di riequilibrare. Di fornire , almeno sul piano fantastico, una prospettiva diversa sulla durezza delle relazioni interpersonali e de potere che attraversano il lavoro.
Mi piace interpretare la mia presenza nel tuo sogno come lo spazio per pensare anche nei vortici dell’agire amministrativo, programmatorio, decisionale delle politiche sociali.
Grazie ancora per il tuo messaggio. Ti auguro di trovare ancora quella buona voglia di stare dentro alle relazioni di lavoro che descrivi. So che la situazione della componente sociale nelle Asl tende a essere poco riconosciuta dalle deleterie scelte del legislatore lombardo. Ma occorre provare a trovare sempre spazi operativi anche in contesti ostili. Mi viene in mente una bella frase di Basaglia su questo problema. Te la propongo qui sotto
un caro saluto e grazie per la tua lettera
ciao
Paolo
Fu chiesto a Franco Basaglia:
“Che cosa farebbe se il black-out capitasse
improvvisamente a casa sua?”
Rispose:
“Accetterei il buio
e organizzerei la situazione.
Mi metterei cioè a fare
insieme con altri
un’attività giusta per il buio”
ricordato in: Baggio G., Adulti e gioco, Anziani Oggi n. 2/3 1998, p. 77
caro Paolo
sono ….. , tua vecchia studente, seguace dei tuoi corsi di formazione, nonchè assistente sociale al …… e da un paio di anni anche ….. spero tu sia riuscito a collocarmi.
Ti scrivo perchè sei stato il protagonista di un mio sogno, così te lo racconto, ma prima ti descrivo molto brevemente la giornata che lo ha preceduto: in una sola giornata ho partecipato a due riunioni la prima come rappresentante del … distrettuale al tavolo territoriale L. 45 (ed ancora non si riconoscono i contorni, almeno nella mia ASL, e le relazioni con i tavoli tecnici dei piani di zona), la seconda, del pomeriggio, come rappresentante ….. della ASL (organismo che non ha ancora un regolamento e dai contorni incerti, in particolar modo in una ASL dove …. prodiga per la dismissione di tutto ciò che potrebbe essere prestato direttamente all’utente). insomma una giornata dove si sono intrecciate incertezze istituzionali con quelle personali, dove le competenze sono sempre interpretabili. Ma torno al mio sogno: ero in ambito lavorativo, una riunione di quelle importanti dove si respira l’aria faticosa e pesante della tensione e dell’incertezza, ero in mezzo ai “pezzi grossi” (ma erano solo sagome) e di fronte a me c’era il grande capo, tutto nero, l’espressione truce, che poneva grandi interrogativi (non somigliava a nessuno di quelli che conosco), e ad un certo punto esclama “ma qui ci vorrebbe Paolo Ferrario”.
Mi sono permessa di raccontarti questa mia produzione onirica sperando di regalarti un sorriso e per ricordarti che per i tuoi studenti, che si arrampicano con fatica nella giungla istituzionale sempre in trasformazione, dove si fatica a coniugare i grandi obiettivi con l’operatività quotidiana, tu rimani sempre un punto di riferimento.
Un caro saluto
con affetto
……
Lettera su Paolo Ferrario, Marisa Bianchi, Luciana Quaia, La qualità nei servizi socio-sanitari. Processi di costruzione della Carta dei servizi in una RSA, Carocci editore, Roma 2002
Pubblicato: 9 dicembre 2002 Filed under: Carta dei servizi, Ferrario Paolo, Lettere, Commenti, Conversazioni, Quaia Luciana Lascia un commento »Caro Paolo, ti ringrazio molto per avermi mandato il vostro libro e per la bella lettera che mi hai scritto Ho avuto tutto con grande ritardo perché sono stata via diversi giorni e anche se avrei voluto risponderti subito ho lasciato passare del tempo perché sono sovraccarica e non riesco a tirar su la testa Il vostro testo è molto efficace e l’ho utilizzato a fatto girare perché è proprio esemplificativo di come sarebbe importante lavorare con i servizi e nei servizi per mettere a punto modi e strumenti di lavoro più pertinenti, più trasparenti, più idonei a esercitare controlli e verifiche. Complimenti al terzetto ! E ho anche capito di più che cosa fa Luciana … e Marisa Bianchi la ricordo bene in alcuni incontri alla … Io, nonostante il mio piede fratturato continuo a correre in questo mondo dei servizi che diventa sempre più contraddittorio, agitato, attraversato da iniziative di ogni genere Dal gennaio 2003 mi sono imposta una drastica riduzione di impegni, ma non è facile “tagliare” e per molti aspetti nello …. ti trovo ad avere un ruolo ascritto. In ogni caso mi è necessario, per ragioni di salute fisica e psichica, poter restare più tempo sul lago a rimettere insieme i pezzi e a ritrovare dei ritmi, a ritessere i fili interiori Mi è dispiaciuto non essere riuscita a venire a trovarvi a Nesso: ti abbiamo ricordato spesso riascoltando la “cassetta di pezzi” che ci hai regalato. Vedrai che un giorno o l’altro arriviamo. Tanti auguri natalizi e per l’anno che comincia. Con molto affetto F.






La nave Costa Concordia, ferita ed inclinata verso il precipizio, e i feroci oppositori del Governo Monti/Napolitano, di Paolo Ferrario, 16 gennaio 2012
Pubblicato: 16 gennaio 2012 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: Governo Monti 16 Novembre 2001-, Lettere, Commenti, Conversazioni | 12 Commenti »L’immagine della nave Costa Concordia ferita ed inclinata verso il precipizio è la perfetta e drammaticamente vera metafora dell’Italia sull’orlo del baratro.
E quindi è la rappresentazione visiva delle tragiche responsabilità che si stanno assumendo la Lega Nord di Maroni e Bossi, la Cgil della Camusso e altri sindacati, l’IDV (italia dei suoi valori) di Di Pietro, la sinistra massimalista di Vendola (la stessa che per due volte ha mandato a fondo i Governi Prodi) nella loro feroce opposizione distruttiva all’equipaggio guidato da Mario Monti e Giorgio Napolitano che tentano di evitare il peggio
Paolo Ferrario, 16 gennaio 2012