Audio e Video di: LA SCRITTURA DI SE’ COME PRATICA DI RESILIENZA, incontro seminariale a partire dal libro INTIME ERRANZE: il familiare curante, l’Alzheimer, la resilienza autobiografica di Luciana Quaia, editore NodoLibri, alla Università di Milano Bicocca LM in Scienze pedagogiche, 22 maggio 2013


Audio – Parte 1°:

Audio Parte 2°

Audio Parte 3°

Video 1: il Centro donatori del tempo di Como e i laboratori di scrittura:

Video 2: I laboratori di SCRITTURA AUTOBIOGRAFICA descritti nel libro

Video  3: Letteratura e cinema in aiuto alla resilienza autobiografica

Video  4: Scrittura autobiografica nei servizi

Video  5: Scrittura autobiografica in RSA

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le altre informazioni raccolte in queste mesi sul libro sono qui:

http://mappeser.com/category/3a-autori/quaia-luciana/libri-e-articoli/intime-erranze/

MEMORIA, AFFETTI, LEGAMI, PERDITA DI SE’, seminario a cura della Bottega del possibile, Torino, 8 maggio 2013, Alcuni AUDIO della giornata


alcuni audio della giornata:

Giancarlo Isaia:


in formato Mp3 scaricabile: http://polser.files.wordpress.com/2013/05/2isaia.mp3

Marco Trabucchi:


in formato Mp3 scaricabile: http://polser.files.wordpress.com/2013/05/3trabucchi.mp3

Andrea Fabbo:


in formato Mp3 scaricabile: http://polser.files.wordpress.com/2013/05/4fabbo.mp3

Pietro Landra:


in formato Mp3 scaricabile: http://polser.files.wordpress.com/2013/05/5landra.mp3

Luciana Quaia:


in formato Mp3 scaricabile: http://polser.files.wordpress.com/2013/05/6quaia.mp3

NodoLibri partecipa al Premio Città di Cantù con il volume “Intime erranze” di Luciana Quaia


NodoLibri partecipa al Premio Città di Cantù con il volume “Intime erranze” di Luciana Quaia.

Vi chiediamo, se lo vorrete, un “mi piace” sotto l’immagine della copertina, affinché il libro possa essere selezionato per il concorso: https://www.facebook.com/photo.php?fbid=535721909812255&set=o.590936407584439.

Grazie!

Titolo: Intime erranze
Autrice: Luciana Quaia
Editore: NodoLibri
Anno di pubblicazione: 2012[http://www.nodolibri.it/libro.php?lid=232]

Luciana Quaia, INTIME ERRANZE, NodoLibri 2012: carteggio epistolare


Cara, cara Luciana,
    con calma, emozione, commozione e grande ammirazione ho letto il tuo libro.
Sei stata capace di elaborare con intelligente semplicità e trasmettere con generosità un metodo rigoroso, ma ricco di creatività.
Hai attraversato tante forme della scrittura, della comunicazione e dell’arte che mi hanno affascinato: mi sono ritrovata a leggere e poi a rileggere brani del testo, poesie scelte con l’attenzione a  chi sono destinate, alla loro crescita.
Hai disegnato con amore un percorso non facile per le persone che l’hanno intrapreso con te; ho visto che è ricchissimo di suggestioni che matureranno e le matureranno nel tempo.
Prenderò, e ho già preso, ogni occasione per far conoscere il tuo libro.
Grazie Luciana, anche da ***.
con un abbraccio
***
Ciao *** cara, è bello ricevere una lettera come la tua, così densa di calore e di riconoscimenti. 

Scrivere quel libro per me ha costituito anche un dono di ringraziamento per la mia associazione di volontariato che sta preparando la sua liquidazione per il prossimo giugno e nel frattempo sta gestendo il difficilissimo percorso di passaggio del testimone.
Ho sempre pensato che chi fa il nostro lavoro di cura debba ritagliarsi anche uno spazio di pensiero per evitare il rischio di cadere nell’abitudine e quindi di trascinarsi in una serie di azioni scontate e ritrite. 
Ho l’immensa fortuna, nella sfortuna della precarietà, di poter esercitare il ruolo di psicologa in realtà assai variegate che però hanno un tratto comune: quello di raccogliere altrui storie. Scoprire nella pratica le varie teorizzazioni delle “storie che curano” è sempre per me motivo di grande affascinazione e in intime erranze ho voluto concentrare tanti processi di riflessione e di “attrezzi”  che a loro volta hanno popolato la mia vita interiore. Quando l’ho terminato, temevo fosse solo il risultato di una trascrizione diaristica, tanto mi ci sono immersa con foga e passione nello scriverlo. 
I commenti che mi stanno arrivando mi confortano perchè sento che i messaggi che volevo inviare sono arrivati. 
Grazie quindi per le tue carezze: tu hai passato la vita nel mondo del sociale, districandoti fra le mille difficoltà dell’incontro tra bisogni e offerte, nonchè le impegnative responsabilità di preparare i professionisti dell’aiuto. Il tuo giudizio ha occhi penetranti e ricchi di esperienza e mi rende davvero felice.

vai ai post su Intime erranze

i BLOG di Paolo Ferrario e Luciana Quaia


DA    Paolo ferrario Luciana Quaia Formazione.

Luciana Quaia, INTIME ERRANZE – Il familiare curante, l’Alzheimer, la resilienza autobiografica”, editore Nodo Libri, Como è FINALISTA AL PREMIO NABOKOV per la saggistica. La premiazione finale avverrà il 26 gennaio 2013


P r e m i o   L e t t e r a r i o   N a b o k o v – e d i z i o n e  2012
Dopo attenta lettura la giuria tecnica ha decretato i finalisti del Premio Letterario Nabokov – edizione 2012:
Narrativa:

Stefano Carnicelli, “Il cielo capovolto”, Prospettiva editrice;
Ada Culazzo, “Donne e Amanti”, Lupo editore;
Rossella Luongo, “Latte acido”, Edizioni della Sera;
Maria Grazia Presicce, “Crisalide”, Besa editrice;
Milena Magnani, “Delle volte il vento”, Kurumuny edizioni;
Mario Leocata, “Canne mozze”, Armando Curcio Editore;
Carla De Bernardi, “Qualche lontano amore”, Mursia editore;

***

Poesia:

Paolo Senni Guidotti Magnani, “SPE – Sonetti Preghiere Elegie”, Edizioni del Leone;
Ester Cecere, “Come foglie in autunno”, Edizioni Tracce;
Adolfo Nicola Abate, “Versi d’amore scorrono”, Aletti editore;
Aurora Castro, “La rosa del piacere”, Raffaelli editore;
Anita Piscazzi, “Maremàje”, Campanotto editore;
Rita Rucco, “Sensi per Versi”, AbelbBooks edizioni;
Giovanni Minio, “Variabilmente”, Pier Luigi D’Orazio Editore;

***

Saggistica:

Saverio Angiulli, “Fasano e la terra di Puglia nella storia del Regno di Napoli”, BookSprint edizioni;
Francesca Mercadante, “Le Fortificazioni militari fenicio-puniche dei Monti di Palermo”, Edizioni del Mirto;

  • Luciana Quaia, “Intime erranze – Il familiare curante, l’Alzheimer, la resilienza autobiografica”, Nodo Libri, Como 2012

Luca Antonucci, “Papa Luciani, un lampo di stupore”, Este Edition;
Giuseppe Oddo, “Il miraggio della terra – Risorgimento e masse contadine in Sicilia (1767-1860)”, Salvatore Sciascia Editore;
Paolo Spagnuolo, “Le Istituzioni politiche e amministrative nel regno delle Due Sicilie dal 1815 al 1860, Prospettiva editrice;
Margherita ChiarugiSergio Anichini, “Sono un bullo, quindi esisto”, Franco Angeli edizioni.

Menzione speciale per la saggistica:

Associazione Gallipoli Nostra, “Spartaco – Ventott’anni di passioni, di lotte politiche e di cultura popolare attraverso un giornale di provincia.”

Alla serata di premiazione che avverrà a Novoli (Lecce) presso il Teatro Comunale in Piazza Regina Margheritasabato 26 gennaio 2013ore 18:00, verranno consegnati attestati e riconoscimenti a tutti i finalisti. Tutti gli autori verranno chiamati sul palco e potranno presentare la propria opera. Infine, nel momento più importante della cerimonia, verranno consegnate targhe ai tre vincitori, uno per sezione.

Il presente comunicato sarò diffuso attraverso l’ufficio stampa di Interrete per continuare a sostenere e promuovere le opere edite, dando visibilità alle stesse e ai suoi autori, il proposito che ha portato alla istituzione di questo stesso premio.

Luciana Quaia, Vicino a chi muore | Muoversi Insieme


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La malattia, quando diagnosticata come infausta, porta alla luce nel familiare che assiste non solo la difficoltà di gestire il proprio tormento, ma anche la necessità di ridefinire ruoli, funzioni, modalità relazionali e comunicative con il congiunto da assistere e con il resto della famiglia.
Si può rilevare inoltre che tale drammatico evento diventa circostanza per evidenziare il complesso intreccio di relazioni sviluppate nel corso del tempo tra malato e suoi familiari (che sicuramente condizionano le capacità di fronteggiare la nuova condizione) nonché la maturità nel pensare al proprio processo di preparazione ed elaborazione del morire. E’ assai raro, infatti, che all’interno della cerchia familiare tale tema venga affrontato ed è quindi inevitabile che ognuno di noi vi giunga impreparato.

Le reazioni difensive attraversate dal familiare nella terminalità del proprio caro non si discostano molto, se non per gradi di intensità, da quelle attivate dallo stesso malato. Troviamo perciò una prima fase legata al rifiuto della consapevolezza dell’imminenza della fine; una seconda che può essere caratterizzata da un’iperattività finalizzata a spostare l’angoscia percepita; una terza in cui si possono manifestare depressione e sensi di colpa e infine una quarta connotata da una più o meno rassegnata resa alla realtà di morte. 

……

tutto l’articolo qui   Vicino a chi muore | Muoversi Insieme.

INTIME ERRANZE di Luciana Quaia – Nodo Libri , recensione in Notizie Accanto n. 8, dicembre 2012


INTIME ERRANZE di Luciana Quaia – Nodo Libri

“Così sono le cose della vita, attraversamenti oscillanti per aggiustare l’incostanza della felicità e attenuare il peso della pena”.

Nel suo recente libro “Intime erranze” edito da Nodo Libri, Luciana Quaia psicologa del Centro Donatori del Tempo della nostra città ne sviluppa l’essenza affrontando la malattia dell’Alzheimer.

Un libro che in una stesura contrappuntata da richiami letterari propone una modalità di contenimento “possibile” per quanti improvvisamente si trovino a confrontarsi con lo spinoso percorso della malattia.

Percorso che per descrivere i delicati passaggi psicologici che la vita  propone, e questa è una piacevole sorpresa per il lettore, si snoda attraverso la metafora del “Viaggio dell’Eroe” di Joseph Campbel, ogni capitolo del testo denomina la tappa dell’immaginario viaggio. Sono pagine di grandissima capacità comunicativa rivolte in primo luogo ai familiari dei malati ma, per le suggestioni che propone, anche a tutti coloro che sono sovrastati dall’esperienza della malattia : l’invito è a guardarsi dentro alla ricerca della forza per andare avanti.

Resistere al disagio che la malattia impone, alle modifiche per l’isolamento sociale che spesso ne consegue, alla perdita di ogni progettualità futura sono fattori che fortemente deprimono e che richiedono difficili adattamenti.

I passaggi considerati per costruire un percorso capace di sostenere questi difficili adattamenti (costruire resilienza) si focalizzano sulla presenza di diversi attori e strumenti: il tutore di resilienza, il gruppo di reciproco aiuto, la scrittura autobiografica.

Gli aspetti che nel testo traspaiono della biografia professionale e personale dell’autrice, la bibliografia  e la filmografia sono tutti preziosi tesori di un sapere fruibile consigliato sia a chi svolge attività di servizio nelle organizzazioni  e sia alle persone che si trovino nella necessità di resistere al disagio che la malattia impone.

La sintesi di questo “ascoltare… comprendere… agire…” è il “dono” che l’impegno attuato dà a coloro che hanno saputo consapevolmente addentrarsi nel delicato progetto del prendersi cura : ” ..il processo trasformativo … la personalità si è fatta più resistente alla “tenuta“ .. e più attrezzata ad affrontare il continuo movimento della vita, la sua instabilità, il suo vagare tra mondo interno ed esterno”. La vita è spesso attraversata dal dolore, ma non per forza si deve farsene sopraffare.

Una lettura di grandi contenuti il cui rigore scientifico è testimoniato da chi “nel ventre della balena “ c’è realmente passato ma con la spaziosità ricca e poetica di un testo letterario.

tratto da  Notiziario n.8 definitivo pdf

vai al sito  http://www.accanto-onlus.it/

Vai a Nodo Libri

Luciana Quaia, INTIME ERRANZE, Il familiare curante, l’Alzheimer, la resilienza autobiografica, NodoLibri, prenotabile nelle librerie o in vendita pesso l’editore


Intime erranze
Il familiare curante, l’Alzheimer, la resilienza autobiografica

Luciana Quaia
Intime erranze
Il familiare curante, l’Alzheimer, la resilienza autobiografica 

Accade nella vita che improvvisamente il destino presenti eventi inattesi, obbligando a riprogettare l’esistenza e a trovare nuovi punti di equilibrio. La resilienza insegna che con adeguati supporti è possibile resistere, affrontare le situazioni più gravi e trasformare le crisi in occasione di crescita, dando l’opportunità di affermare che anche una malattia come la demenza può rendere più forte il familiare impegnato nella cura del proprio congiunto. Nel testo si considera un approccio fondato sulla scrittura autobiografica perché il racconto delle proprie memorie non solo favorisce il pensiero introspettivo e la cura di sé, ma salva il passato, aiuta a trovare uno spazio di tregua nel presente che opprime e incoraggia la scoperta delle potenzialità interiori necessarie a gestire le sfide del futuro. Mitologia, poesia, letteratura, cinema integrano la narrazione della storia personale che inizia all’interno di un gruppo di reciproco aiuto, il cui sviluppo è da vent’anni promosso e sostenuto dall’associazione di vo­lontariato Donatori del Tempo, vero tutore di resilienza nella comunità locale. Edito con il Centro Donatori del Tempo di Como, il volume continua il percorso dedicato alla malattia di Alzheimer, che comprende già i volumi CoraleMnemosine eArteterapia e Alzheimer.

- Martedì 28 agosto 2012 Luciana Quaia è stata ospite del celebre programma Fahrenheit di Radio Tre. Per ascoltare l’intervista integrale clicca Qui.

- Intime Erranze è stato presentato, in anteprima nazionale, martedì 28 agosto alle ore 21:15 durante la sessantesima edizione della Fiera del Libro (Como, piazza Cavour, 25 agosto – 9 settembre 2012). Per guardare il video dell’incontro clicca Qui.

vai al sito dell’ Editore  NodoLibri di Como

Patrizia Taccani recensisce: Luciana Quaia, Intime erranze. Il familiare curante, l’Alzheimer, la resilienza autobiografica, Nodo Libri, Como 2012, pp.209 In Prospettive sociali e sanitarie n. 10, 2012, pag. 9


Patrizia Taccani recensisce:

Luciana Quaia, Intime erranze. Il familiare curante, l’Alzheimer, la resilienza autobiografica, Nodo Libri, Como 2012, pp.209

In Prospettive sociali e sanitarie n. 10, 2012, pag. 9

 

 

 

 

 

 

 

 

 

vai al sito della  NodoLibri

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Il termine “resilienza” che compare nel sottotitolo accompagna il lettore per molte delle pagine di questo testo dedicato a rielaborare un percorso di accompagnamento del tutto particolare, ricco di riferimenti teorici, letterari, esperienziali. Luciana Quaia, infatti, operando da anni presso il Centro Donatori del Tempo di Como, per buona parte della sua attività ricopre il ruolo di tutore di resilienza nei confronti di persone che si prendono cura di un loro familiare colpito da demenza. Sarà forse per questo, sarà perché l’immagine della casa è colma di significati per ciascuno di noi, ma nel ripensare alla lettura di Intime erranze per scriverne su questa rivista, mi è sorto spontaneo il desiderio di presentarne la struttura come quella di una casa, molto vicina alla “Casita”, metafora usata per rendere immediatamente comprensibile lo svilupparsi della resilienza in una persona.

Il volume poggia su un solido terreno, quello dell’Associazione Donatori del Tempo di cui il libro celebra un anniversario significativo: 35 anni di vita, di radicamento nel territorio, di esplorazione coraggiosa – pionieristica viene definita – dei modi plurimi con cui si possono tutelare le persone più fragili in un ambito di volontariato. Questo è il terreno, e qui si gettano le fondamenta per quanto verrà dopo ( capitolo primo). Quando all’interno dell’Associazione, infatti, si fa strada il convincimento che tra le persone fragili emergono con sempre maggior evidenza i familiari che vivono accanto a un congiunto colpito dalla malattia di Alzheimer o altra forma di demenza, ecco che inizia a delinearsi il piano terra: nei capitoli successivi (secondo, terzo e quarto) l’Autrice ci porta così a conoscere sia la sua profonda motivazione a intraprendere un Gruppo di reciproco aiuto tra familiari (ma anche i suoi timori, le incertezze, le inquietudini, gli interrogativi), sia il formarsi del gruppo che sempre più si sente tale, dove “le parole dell’altro diventano occasione per conoscere se stessi ”, sino al momento in cui dalla parola parlata i protagonisti passano alla parola scritta. La malattia dell’altro diventa narrazione. “Scrivere le ferite dell’anima in una «zona di sicurezza» è servito a integrare pensiero e sentimento, liberando da un senso di oppressione e aiutando a comprendere meglio l’esperienza vissuta e il rapporto con essa” (p.60). A questo punto Luciana Quaia esplicita un dubbio che prima o poi attraversa molti facilitatori di gruppi di automutuo aiuto di familiari curanti: quanto il lavoro fatto è riuscito a dare spazio alla soggettività e alla storia (anche quella lontana) di ogni partecipante, il cui dolente racconto è per lo più rivolto al malato e alla sua malattia? Da qui il passaggio alla parte centrale del libro, quella che giustifica il suggestivo titolo di Intime erranze. Si sale quindi al primo piano della casa, spazio che va esplorato con attenzione, tempo, pazienza, sguardo aperto sui particolari oltre che sulla struttura complessiva. Insomma, va esplorato con cura. Si tratta della descrizione e della riflessione sul Laboratorio di scrittura autobiografica: cinque incontri guidati nei quali l’Autrice accompagna anche il lettore, dopo avere accompagnato il piccolo gruppo di familiari che hanno volontariamente aderito al percorso. Impossibile dar conto compiutamente in questa breve presentazione della metodologia, dei materiali offerti, di quelli prodotti. Occorre attraversare con lentezza i cinque capitoli (dal quinto al nono compreso) per cogliere il significato di ciascuna tappa, tenendo sempre presente che l’esperienza ha le sue basi nella fiducia che la scrittura autobiografica diventi per ciascun partecipante strumento di approfondimento o di avvicinamento ad aspetti di sé ancora in parte ignoti e diventi luogo e tempo per se stessi: intime erranze, appunto. Mi pare importante citare un pensiero di chiusura che dovrebbe essere sempre presente in tutti, familiari e operatori. Si tratta del richiamo ad accettare che i risultati di un lavoro dedicato alla crescita della resilienza individuale, divengano misurabili a fondo soltanto in un tempo “più in là”, oltre il gruppo.

Il lettore – soprattutto se già operante nei gruppi di automutuo aiuto di familiari curanti – può sentire al termine della lettura un suggestivo richiamo a sperimentarsi in analoga esperienza, data la sua originalità, la bellezza e la pertinenza di molti dei materiali letterari (particolarissimo il richiamo costante alla mitologia, toccante l’inserto di alcune pagine fotografiche), la coinvolgente semplicità con cui l’Autrice mette a parte degli accadimenti all’interno del gruppo, pur nel totale rispetto della privacy. Insomma, potremmo essere in molti a voler provare ad abitare autonomamente questo primo piano della casa, così densamente popolato di soggetti, oggetti, suoni, colori, parole, emozioni. In questo caso il rischio di riprodurre, e non di costruire, c’é. Questo potrebbe accadere perché la lettura del testo ci sorprende stanchi delle strade già percorse, o in stallo con i nostri gruppi, ma soprattutto a fronte di una rielaborazione ricca e complessa che ci tocca e ci stimola. Non credo tuttavia che tale semplicistico esito sia quello auspicato da Luciana Quaia. Credo piuttosto che, riandando ancora  una volta al titolo di “intime erranze”, l’atteggiamento più corretto sia quello di lasciar lavorare dentro di noi – in modo anche errabondo – i pensieri e le emozioni suscitati da questo libro, per arrivare a sentire e a capire da quale parte ci possano portare. E salire così al solaio della nostra casa, punto più alto da cui ri-guardare alle esperienze che ci appartengono, per modificarle, migliorarle e fare passi avanti nell’essere accompagnatori sempre più adatti per i nostri gruppi. Aiutati, in questo caso, da “Intime erranze”.

Patrizia Taccani

il Centro Maderna presenta: Intime erranze. Il familiare curante, l’Alzheimer, la resilienza autobiografica, di Luciana Quaia, NodoLibri edizioni, Como, 2012


Inserita da:(Centro Maderna)

Resiliente è la persona che anche di fronte a una grave avversità sa andare avanti senza arrendersi, resistere allo stress e imparare a ricavare un insegnamento che la renda meno vulnerabile in circostanze analoghe.
Nell’affrontare una malattia destabilizzante come la demenza, è possibile che il familiare curante diventi capace di dare un senso alla sofferenza, si senta in grado di potercela fare e acquisisca una maggior forza psico-emotiva?
A questa domanda il volume “Intime erranze. Il familiare curante, l’Alzheimer, la resilienza autobiografica” di Luciana Quaia tenta di rispondere attraverso una suggestiva mappa che, elaborata dall’analisi mitologica del viaggio dell’eroe di Joseph Campbell, si sofferma sulle diverse tappe percorse dalla famiglia dal momento della comunicazione della diagnosi lungo tutto il periodo dell’accudimento e ne mette in evidenza i processi di cambiamento e trasformazione.
I passaggi considerati per costruire un percorso di resilienza si focalizzano sulla presenza di diversi attori e strumenti:
- il tutore di resilienza, in questo caso rappresentato dall’associazione di volontariato Centro Donatori del Tempo, che, come le molteplici associazioni Alzheimer nazionali, riveste il ruolo di saliente punto di riferimento della comunità locale nell’accogliere le famiglie interessate dal problema e nel fornire un reale aiuto alle loro esigenze;
- il gruppo di reciproco aiuto, spazio capace di far credere e sperare in una prospettiva di crescita e di consapevolezza;
- la scrittura autobiografica, mezzo privilegiato di cambiamento di sguardo sulla realtà e se stessi.
Nell’originale struttura del testo che attribuisce ad ogni capitolo lo specifico nome della tappa dell’immaginario viaggio, particolare approfondimento viene dedicato alla metodologia applicata all’interno del laboratorio di scrittura autobiografica. Nelle cinque giornate di lavoro i familiari partecipanti, con il supporto di personaggi mitologici, poesie, brani di letteratura, oggetti, fotografie ed esercizi mirati, narrano le memorie di ricordi e di sfide, scoprendo le proprie forze interiori e la capacità di dare maggiore fiducia a se stessi.
Un capitolo totalmente dedicato alla potenza resiliente del cinema analizza in modo dettagliato e circoscritto tre film sul tema dell’Alzheimer, mettendo in luce un ulteriore strumento utile al sostegno psicologico del familiare attraverso il confronto con una realtà che riesce a generare importanti modelli di identificazione e apprendimento.

Per maggiori informazioni sul libro cliccare qui

Per maggiori approfondimenti: http://www.nodolibri.it/libro.php?lid=232

da Centro Maderna 03-09-2012 Intime erranze. Il familiare curante, l’Alzheimer, la resilienza autobiografica.

Su L’Avvenire di venerdì scorso, 21 settembre 2012, Alberto Figliolia ha recensito il volume di Luciana Quaia Intime Erranze – Il familiare curante, l’Alzheimer, la resilienza autobiografica da poco pubblicato da NodoLibri., Newsletter NodoLibri 24/9


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News Nodo

INTIME ERRANZE su L’AVVENIRE
Recensione di Alberto Figliolia

Su L’Avvenire di venerdì scorso, 21 settembre 2012, Alberto Figliolia ha recensito il volume di Luciana Quaia Intime Erranze – Il familiare curante, l’Alzheimer, la resilienza autobiografica da poco pubblicato da NodoLibri

Figliolia mette in evidenza l’importanza di un libro che si occupa, con autorevole competenza e nel contempo con particolare “piacevolezza”, di un problema di così grande portata come il morbo di Alzheimer e le sue ripercussioni, oltre che ovviamente sul malato, sui familiari che gli stanno accanto. “Alzheimer, un nome che fa paura. Un’esperienza che può gettare nell’oblio chi ne soffre e nella disperazione i familiari. Un’emergenza sanitaria e umana… Ma anche un’occasione così dolorosa e, all’apparenza reciprocamente annichilente può, anzi deve, essere affrontata: per farlo vi sono strumenti innovativi e originali metodiche. Come la scrittura autobiografica”.


Fulcro di Intime Erranze è appunto l’approccio alla malattia basato sulla scrittura autobiografica. Una simile metodica non solo favorisce il pensiero introspettivo e la cura di sé, ma salva il passato, aiuta a trovare uno spazio di tregua nel presente e incoraggia la scoperta delle potenzialità interiori necessarie a gestire le sfide del futuro. Mitologia, poesia, letteratura, cinema integrano la narrazione della storia personale che inizia all’interno di un gruppo di reciproco aiuto, il cui sviluppo è da vent’anni promosso e sostenuto dall’associazione di vo­lontariato Donatori del Tempo, vero tutore di resilienza nella comunità locale.

Per la recensione integrale di Alberto Figliolia su L’Avvenire clicca qui.

INTIME ERRANZE. Il familiare curante, l’Alzheimer, la resilienza autobiografica – presentazione di LUCIANA QUAIA sul sito Per Lunga Vita – idee, azioni e servizi per meglio vivere vecchiaia, disabilità e cronicità


“Eh, la mia vita… bisognerebbe scriverci un libro!”

Quante volte ho ascoltato questa frase,durante i colloqui o negli incontri di gruppo dove familiari che si prendono  cura di un malato diAlzheimer danno libero sfogo alle loro vicissitudini.E perché non provarci, forse non per arrivarealla stesura di un romanzo, ma almeno per focalizzare tracce importanti della propria storia?

Questo uno dei motori di avvio di Intime erranze, ma ce ne sono altri.

Fra i quali il desiderio di descrivere un’esperienza particolare nell’ambito di una tematica, quella della demenza, che oggi vede una proliferazione continua di studi, ricerche, testi, romanzi, saggi, film al punto da provare la sensazione che “ormai si è detto tutto”.

In primo luogo è necessario precisare il significato di quell’erranza che già nel titolo e nell’indice sta ad indicare un percorso circolare che inizia nella fase drammatica della comunicazione di una diagnosi devastante (l’Alzheimer, appunto) e si conclude in una visione di maggior fiducia in sé stessi, perché le esperienze negative che accadono nella vita possono insegnare che è possibile rialzarsi in piedi dopo una caduta.

La metafora del percorso prende il nome di Viaggio dell’Eroe (traendo spunto dall’opera di Joseph Campbell “L’eroe dai mille volti”) e offre una prospettiva denotata da tappe specifiche in cui succede qualcosa.

Perché quando una malattia come la demenza arriva in famiglia, tutto si scompagina e la consueta ordinarietà si trasforma in stra-ordinarietà di eventi, organizzazione, modalità relazionali, comprensione della malattia, risposte sul da farsi.

segue qui:  Intime erranze. Il familiare curante, l’Alzheimer, la resilienza autobiografica – Per Lunga Vita – idee, azioni e servizi per meglio vivere vecchiaia, disabilità e cronicità.

Intime erranze Il familiare curante, l’Alzheimer, la resilienza autobiografica Autore: Luciana Quaia, Editore Nodo Libri Anno 2012 Pagine: 210, in Psicoanalisi BookShop | Zephyro Edizioni | Libreria di psicoanalisi online, vendita libri di psicoanalisi, riviste, dvd, testi universitari per studenti, psichiatria online, cultura della psiche


Intime erranze
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Intime erranze
Il familiare curante, l’Alzheimer, la resilienza autobiografica

Autore: Luciana Quaia
Editore: Nodo Libri
Anno: 2012
Pagine: 210
ISBN: 9788871852140


Prezzo di copertina: € 20,00

Disponibile - E’ possibile ordinare

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Accade nella vita che improvvisamente il destino presenti eventi inattesi, obbligando a riprogettare l’esistenza e a trovare nuovi punti di equilibrio.

La resilienza insegna che con adeguati supporti è possibile resistere, affrontare le situazioni più gravi e trasformare le crisi in occasione di crescita, dando l’opportunità di affermare che anche una malattia come la demenza può rendere più forte il familiare impegnato nella cura del proprio congiunto.

Nel testo si considera un approccio fondato sulla scrittura autobiografica perché il racconto delle proprie memorie non solo favorisce il pensiero introspettivo e la cura di sé, ma salva il passato, aiuta a trovare uno spazio di tregua nel presente che opprime e incoraggia la scoperta delle potenzialità interiori necessarie a gestire le sfide del futuro.

Mitologia, poesia, letteratura, cinema integrano la narrazione della storia personale che inizia all’interno di un gruppo di reciproco aiuto, il cui sviluppo è da vent’anni promosso e sostenuto dall’associazione di vo­lontariato Donatori del Tempo, vero tutore di resilienza nella comunità locale.

Edito con il Centro Donatori del Tempo di Como, il volume continua il percorso dedicato alla malattia di Alzheimer, che comprende già i volumiCoraleMnemosine e Arteterapia e Alzheimer.

da Psicoanalisi BookShop | Zephyro Edizioni | Libreria di psicoanalisi online, vendita libri di psicoanalisi, riviste, dvd, testi universitari per studenti, psichiatria online, cultura della psiche.

Associazione DONATORI DEL TEMPO per la 19° GIORNATA MONDIALE ALZHEIMER, Como 22 settembre 2012


19a GIORNATA MONDIALE ALZHEIMER

 

In occasione della

19a   GIORNATA MONDIALE ALZHEIMER

I Donatori del Tempo
saranno a disposizione  presso la sede,
a Como in Piazza Mazzini, 9 

Sabato 22 Settembre 2012 
dalle ore 15 alle 19

per dare informazioni e documentazioni
sulla malattia di Alzheimer e sulle attività del G.r.a.al.
( Gruppo reciproco aiuto  malattia di Alzheimer )
e
contemporaneamente,

presso il Centro Diurno Comunale,
a Como, in Via Volta,83
saranno presenti,
su appuntamento,
per consulenze individuali
di carattere legale e psicologico:

* la dottoressa Anna Cardinali, avvocato
* la dottoressa Luciana Quaia, psicologa




Newsletter ai familiarie agli amici del G.r.a.Al. (gruppo reciproco aiuto Alzheimer) 
  
Carissime, carissimi, 
  
siamo molto orgogliosi di annunciarvi l’uscita del nuovo libro di Luciana Quaia edito per noi  come sempre da Nodolibriper celebrare il 35° anniversario della ns. fondazione (1977/2012) e il 20° della nascita del G.R.A.AL.- gruppo di reciproco aiuto Alzheimer- (1992/2012)  : 
  
“ Intime erranze “ 
Il familiare curante, l’Alzheimer, la resilienza autobiografica
 
  
Il libro è  gia’disponibile in occasione della Giornata Mondiale Alzheimer. 
  
La ”nostra” 19° Giornata Mondiale Alzheimer slitta a Sabato 22 Settembre per andare incontro ai  familiari che lavorano. Ecco il programma: 

Sabato 22 Settembre dalle ore15 alle 19 saremo nella sede di Piazza Mazzini,9 a disposizione dei familiari per dare informazioni, consigli e documentazioni utili e per illustrare le nostre attivita’. 

Sabato 22 Settembre 2011 ore 15/19, presso il C.D.Comunale in Via Volta,83, le consulenze individuali legali e psicologiche con l’Avv. Anna Cardinali e la psicologa Dott.Luciana Quaia, sono  riservate esclusivamente a “nuovi” familiari care-givers di malati di Alzheimer, e sono solo su appuntamento, da prenotare entro Giovedi 13 Settembrepresso la ns. sede: tel./Fax:031/27.02.31 
  
E dopo la Giornata Mondiale Alzheimer, parte la ripresa delle nostre ormai “tradizionali” attivita’: 
  
Lunedì       1°  Ottobre dalle 15.00 alle 17.00 = riprende il “ CAFFE’ DEL LUNEDI” ospiti  allo 
                                                                           Yacht Club ( Circolo della Vela) a Como in Viale Puecher,8. 
Mercoledì  3  Ottobre dalle 17 alle 19             = riprende il “ FILO DIRETTO” consulenza telefonica 
                                                                           diretta  con la nostra psicologa Dottoressa Luciana Quaia , 
                                                                           sempre il primo e terzo Mercoledì del mese:  tel.031/27.02.31 

Per il nostro  “ VENERDI-INSIEME” in Via Volta,83 presso il C.D.Comunale, ci sono alcuni problemi da risolvere per la sede , con il Comune e l’Universita’Popolare che ci ospita. Mettetevi in contatto con noi verso fine settembre per avere informazioni in merito. 
  
Vi ricordiamo che la nostra sede di Piazza Mazzini, 9 a Como è aperta al Martedì e al Giovedì dalle ore 16.30 alle 18.30, tel. e fax : 031/27.02.31,  per informazioni, documentazioni e prestito libri dalla ns. vasta biblioteca specialistica, in particolare sulla malattia di Alzheimer. 
  
Ci fa piacere cogliere questa occasione per ringraziare tutti quanti ci hanno destinato in questi anni  il 5xmille , scelta che ci ha permesso di realizzare anche quest’anno specifiche importanti attivita’ a  favore dei malati di Alzheimer e dei loro familiari. 
  
I   Donatori  del  Tempo 
Como, 4 Settembre 2012  
  

NB: La nostra e-mail  è:donatorideltempocomo@gmail.com                                                    

da Associazione Comobrain : 19a GIORNATA MONDIALE ALZHEIMER.

Il Centro Donatori del Tempo celebra i suoi 35 anni di attività con la pubblicazione, per NodoLibri, del volume Intime erranze – Il familiare curante, l’Alzheimer, la resilienza autobiografica di Luciana Quaia, Newsletter NodoLibri 10/9


Immagine News Nodo

LUCIANA QUAIA
Intime Erranze

Il Centro Donatori del Tempo celebra i suoi 35 anni di attività con la pubblicazione, per NodoLibri, del volume Intime erranze – Il familiare curante, l’Alzheimer, la resilienza autobiografica di Luciana Quaia.

L’autrice affronta la malattia di Alzheimer attraverso il supporto della scrittura autobiografica. Un simile approccio non solo favorisce il pensiero introspettivo e la cura di sé, ma salva il passato, aiuta a trovare uno spazio di tregua nel presente e incoraggia la scoperta delle potenzialità interiori necessarie a gestire le sfide del futuro. Mitologia, poesia, letteratura, cinema integrano la narrazione della storia personale che inizia all’interno di un gruppo di reciproco aiuto, il cui sviluppo è da vent’anni promosso e sostenuto dall’associazione di vo­lontariato Donatori del Tempo, vero tutore di resilienza nella comunità locale.
Il volume è impreziosito da un’accurata bibliografia ragionata.

Luciana Quaia ha preso parte, lo scorso 28 agosto, alla celebre trasmissione Fahrenheit di Radio Tre. L’autrice e psicologa, intervenuta in diretta radiofonica, ha raccontato la propria esperienza professionale e umana all’interno dei gruppi di mutuo aiuto organizzati dal Centro Donatori del Tempo e rivolti al sostegno dei familiari di persone affette dal morbo di Alzheimer.Un’esperienza profonda e toccante, che appunto costituisce il fulcro di Intime erranze. Per ascoltare la radio intervista a Luciana Quaia clicca qui.

Intime erranze è stato presentato, in anteprima nazionale, durante la sessantesima Fiera del Libro di Como (piazza Cavour, 25 agosto/9 settembre 2012)Per il video integrale dell’incontro, con interventi della stessa Luciana Quaia e diFabio Cani di NodoLibri, clicca qui.

conversazione fra Luciana Quaia e Fabio Cani su INTIME ERRANZE, il familiare curante, l’Alzheimer, la resilienza autobiografica, editore NodoLibri di Como. Video e Audio


Luciana Quaia e Fabio Cani presentano il libro:

INTIME ERRANZE, il familiare curante, l’Alzheimer, la resilienza autobiografica

editore NodoLibri, Como 2012

Per la scheda editoriale e l’acquisto via internet vai a: http://www.nodolibri.it/libro.php?lid=232

Per l’acquisto mediante uffici postali vai alla cedola cartacea: http://polser.files.wordpress.com/2012/07/cedola-02.pdf

Il video documenta la serata di conversazione che si è svolta in occasione della Fiera del Libro di Como, giunta al suo sessantesimo anno, e si sviluppa in modo davvero empatico,  attorno a questi punti di attenzione:

  • la presenza in citta da 35 anni della associazione di volontariato I DONATORI DEL TEMPO
  • il concetto di “resilienza”, traslato sulla psicologia
  • la scrittura autobiografica
  • la capacità della letteratura, del cinema, della mitologia per l’aiuto alle persone a contatto con i “bisogni estremi”
  • i processi professionali che conducono alla costruzione di un libro, dopo la sua ideazione e scrittura

I partecipanti erano nel tendone di Piazza Cavour di Como la sera del 28 agosto 2012.

  • Per ascoltare solo l’Audio:


Luciana Quaia presenta a RADIO3, FAHRENHEIT il libro: INTIME ERRANZE. Audio intervista alla autrice e a Gerardo Monizza della NodoLibri editore, Como


Luciana Quaia presenta a RADIO3, FAHRENHEIT il libro:

Intime erranze, il familiare curante, l’Alzheimer, la resilienza autobiografica, editore NodoLibri

Nella intervista Gerardo Monizza, delle edizioni NODOLIBRI  presenta la manifestazione Fiera del Libro al suo sessantesimo anno, in Como il 28 agosto 2012

Il libro sarà presentato il 28 agosto, a Como, in Piazza Cavour, alle 21 e 15

Per la scheda editoriale e l’acquisto via internet vai a: http://www.nodolibri.it/libro.php?lid=232

Per l’acquisto mediante uffici postali vai alla cedola cartacea: http://polser.files.wordpress.com/2012/07/cedola-02.pdf

NodoLibri, in collaborazione con il Centro Donatori del Tempo, presenta INTIME ERRANZE di Luciana Quaia, Como, Fiera del Libro 2012 – Martedì 28 agosto, ore 21,15 in Piazza Cavour


Martedì 28 Agosto 2012, in Piazza Cavour, ore 21:15 - NodoLibri, in collaborazione con il Centro Donatori del Tempo,  presenta

Intime erranze, il familiare curante, l’Alzheimer, la resilienza autobiografica di Luciana Quaia,

testo che affronta la malattia di Alzheimer attraverso il supporto della scrittura autobiografica. Un simile approccio non solo favorisce il pensiero introspettivo e la cura di sé, ma salva il passato, aiuta a trovare uno spazio di tregua nel presente e incoraggia la scoperta delle potenzialità interiori necessarie a gestire le sfide del futuro. Mitologia, poesia, letteratura, cinema integrano la narrazione della storia personale che inizia all’interno di un gruppo di reciproco aiuto, il cui sviluppo è da vent’anni promosso e sostenuto dall’associazione di vo­lontariato Donatori del Tempo, vero tutore di resilienza nella comunità locale.

L’autrice Luciana Quaia dialogherà con Fabio Cani.

Per la scheda editoriale e l’acquisto via internet vai a: http://www.nodolibri.it/libro.php?lid=232

Per l’acquisto mediante uffici postali vai alla cedola cartacea: http://polser.files.wordpress.com/2012/07/cedola-02.pdf

Luciana Quaia INTIME ERRANZE Il familiare curante, l’Alzheimer, la resilienza autobiografica, Nodolibri edizioni, Como 2012, pp. 212, Informazioni per l’acquisto


il Centro Donatori del Tempo di Como presenta:

Luciana Quaia

INTIME ERRANZE

Il familiare curante, l’Alzheimer, la resilienza autobiografica

Nodolibri, Como 2012, pp. 212, 12 immagini a colori, euro 20

Per la scheda editoriale e l’acquisto via internet vai a: http://www.nodolibri.it/libro.php?lid=232

Per l’acquisto mediante uffici postali vai alla cedola cartacea: http://polser.files.wordpress.com/2012/07/cedola-02.pdf

Resiliente è la persona che anche di fronte a una grave avversità sa andare avanti senza arrendersi, resistere allo stress e imparare a ricavare un insegnamento che la renda meno vulnerabile in circostanze analoghe.

Nell’affrontare una malattia destabilizzante come la demenza, è possibile che il familiare curante diventi capace di dare un senso alla sofferenza, si senta in grado di potercela fare e acquisisca una maggior forza psico-emotiva?

A questa domanda il volume di Luciana Quaia tenta di rispondere attraverso una suggestiva mappa che, elaborata dall’analisi mitologica del viaggio dell’eroe di Joseph Campbell, si sofferma sulle diverse tappe percorse dalla famiglia dal momento della comunicazione della diagnosi lungo tutto il periodo dell’accudimento e ne mette in evidenza i processi di cambiamento e trasformazione.

I passaggi considerati per costruire un percorso di resilienza si focalizzano sulla presenza di diversi attori e strumenti:

- il tutore di resilienza, in questo caso rappresentato dall’associazione di volontariato Centro Donatori del Tempo, che, come le molteplici associazioni Alzheimer nazionali, riveste il ruolo di saliente punto di riferimento della comunità locale nell’accogliere le famiglie interessate dal problema e nel fornire un reale aiuto alle loro esigenze;

- il gruppo di reciproco aiuto, spazio capace di far credere e sperare in una prospettiva di crescita e di consapevolezza;

- la scrittura autobiografica, mezzo privilegiato di cambiamento di sguardo sulla realtà e se stessi.

Nell’originale struttura del testo che attribuisce ad ogni capitolo lo specifico nome della tappa dell’immaginario viaggio, particolare approfondimento viene dedicato alla metodologia applicata all’interno del laboratorio di scrittura autobiografica. Nelle cinque giornate di lavoro i familiari partecipanti, con il supporto di personaggi mitologici, poesie, brani di letteratura, oggetti, fotografie ed esercizi mirati, narrano le memorie di ricordi e di sfide, scoprendo le proprie forze interiori e la capacità di dare maggiore fiducia a se stessi.

Un capitolo totalmente dedicato alla potenza resiliente del cinema analizza in modo dettagliato e circoscritto tre film sul tema dell’Alzheimer, mettendo in luce un ulteriore strumento utile al sostegno psicologico del familiare attraverso il confronto  con una  realtà che riesce a generare importanti  modelli di identificazione e apprendimento.

Il libro, di agevole lettura, ricco di citazioni letterarie e di alcune pagine fotografiche, è consigliato sia adorganizzazioni di servizio che cercano nuove sperimentazioni di un “welfare sostenibile”, sia allefamiglie o persone che si trovino nella necessità di resistere al disagio che la malattia demenza impone.

Per l’ampia descrizione metodologica e l’accurata ricerca bibliografica e filmografica, inoltre, riveste particolare interesse per tutte le figure professionali che svolgono un lavoro centrato sulla relazione di aiuto.

L’orto in città per amare la terra e la vita: il Manifesto di Orto diffuso | di Luciana Quaia in Muoversi Insieme


perché fare un orto in città? Il Manifesto di Orto Diffuso recita: “L’orto non è una resa alla nostra condizione di abitanti delle aree urbane, ma è semmai una reazione, una presa di possesso, una riappropriazione della città secondo un modello lontano da quello della speculazione commerciale e edilizia… ristabilisce il legame tra natura, campagna e città, aprendo i confini dell’area urbana … non è una resa all’ambiente inquinato in cui viviamo, ma un’azione diretta che contribuisce alla sua trasformazione … e permette di sperimentare anche forme integrate di autonomia economica”. Vantaggi quindi ecologici ed economici, ma non solo.

Dedicarsi alla cura di un orto, sia  pur minimale, significa anche recuperare le proprie radici, sperimentarsi nella cura, amare la vita. Probabilmente tutti abbiamo avuto esperienza educativa già nella prima infanzia, quando sui banchi della scuola elementare,

….  segue

tutto l’articolo qui: L’orto in città per amare la terra e la vita | di Luciana Quaia in Muoversi Insieme

Leggi anche: Italia e Germania divise dallo spread? I coltivatori per hobby le riuniscono! | di Alessandra Cicalini in Muoversi Insieme

Centro Donatori del Tempo, Luciana Quaia, INTIME ERRANZE – Il familiare curante, l’Alzheimer, la resilienza autobiografica, Nodolibri, Como, 2012 pp. 212, 12 immagini a colori, Euro 20


Centro Donatori del Tempo

Luciana Quaia

INTIME ERRANZE

Il familiare curante, l’Alzheimer, la resilienza autobiografica

Nodolibri, Como 2012

pp. 212, 12 immagini a colori

Euro 20

 

Resiliente è la persona che anche di fronte a una grave avversità sa andare avanti senza arrendersi, resistere allo stress e imparare a ricavare un insegnamento che la renda meno vulnerabile in circostanze analoghe.

Nell’affrontare una malattia destabilizzante come la demenza, è possibile che il familiare curante diventi capace di dare un senso alla sofferenza, si senta in grado di potercela fare e acquisisca una maggior forza psico-emotiva?

A questa domanda il volume di Luciana Quaia tenta di rispondere attraverso una suggestiva mappa che, elaborata dall’analisi mitologica del viaggio dell’eroe di Joseph Campbell, si sofferma sulle diverse tappe percorse dalla famiglia dal momento della comunicazione della diagnosi lungo tutto il periodo dell’accudimento e ne mette in evidenza i processi di cambiamento e trasformazione.

I passaggi considerati per costruire un percorso di resilienza si focalizzano sulla presenza di diversi attori e strumenti:

- il tutore di resilienza, in questo caso rappresentato dall’associazione di volontariato Centro Donatori del Tempo, che, come le molteplici associazioni Alzheimer nazionali, riveste il ruolo di saliente punto di riferimento della comunità locale nell’accogliere le famiglie interessate dal problema e nel fornire un reale aiuto alle loro esigenze;

- il gruppo di reciproco aiuto, spazio capace di far credere e sperare in una prospettiva di crescita e di consapevolezza;

- la scrittura autobiografica, mezzo privilegiato di cambiamento di sguardo sulla realtà e se stessi.

Nell’originale struttura del testo che attribuisce ad ogni capitolo lo specifico nome della tappa dell’immaginario viaggio, particolare approfondimento viene dedicato alla metodologia applicata all’interno del laboratorio di scrittura autobiografica. Nelle cinque giornate di lavoro i familiari partecipanti, con il supporto di personaggi mitologici, poesie, brani di letteratura, oggetti, fotografie ed esercizi mirati, narrano le memorie di ricordi e di sfide, scoprendo le proprie forze interiori e la capacità di dare maggiore fiducia a se stessi.

Un capitolo totalmente dedicato alla potenza resiliente del cinema analizza in modo dettagliato e circoscritto tre film sul tema dell’Alzheimer, mettendo in luce un ulteriore strumento utile al sostegno psicologico del familiare attraverso il confronto  con una  realtà che riesce a generare importanti  modelli di identificazione e apprendimento.

Il libro, di agevole lettura, ricco di citazioni letterarie e di alcune pagine fotografiche, è consigliato sia ad organizzazioni di servizio che cercano nuove sperimentazioni di un “welfare sostenibile”, sia alle famiglie o persone che si trovino nella necessità di resistere al disagio che la malattia demenza impone.

Per l’ampia descrizione metodologica e l’accurata ricerca bibliografica e filmografica, inoltre, riveste particolare interesse per tutte le figure professionali che svolgono un lavoro centrato sulla relazione di aiuto.

Per acquisti e prenotazioni rivolgersi a:

NodoLibri

Nodo s.n.c., via Volta 38, 22100 Como

tel. 031 243113 fax 031 273163

e-mail nodo.segreteria@libero.it

http://www.nodolibri.it

Sono previsti sconti per acquisti superiori alle 2 copie

Per la scheda editoriale e l’acquisto via internet vai a: http://www.nodolibri.it/libro.php?lid=232

Per l’acquisto mediante uffici postali vai alla cedola cartacea: http://polser.files.wordpress.com/2012/07/cedola-02.pdf

LUCIANA QUAIA, INTIME ERRANZE, il familiare curante, l’Alzheimer, la resilienza autobiografica, in corso di pubblicazione dall’editore NODO LIBRI per il CENTRO DONATORI DEL TEMPO, Como, 2012


LUCIANA QUAIA, INTIME ERRANZE, il familiare curante, l’Alzheimer, la resilienza autobiografica,

in corso di pubblicazione dall’editore NODO LIBRI per il CENTRO DONATORI DEL TEMPO,

Como, 2012

Per la scheda editoriale e l’acquisto via internet vai a: http://www.nodolibri.it/libro.php?lid=232

Per l’acquisto mediante uffici postali vai alla cedola cartacea: http://polser.files.wordpress.com/2012/07/cedola-02.pdf

Paolo Ferrario, Marisa Bianchi, Luciana Quaia La qualità nei servizi socio-sanitari Processi di costruzione della carta dei servizi in una RSA EDIZIONE: 2002 COLLANA: CAROCCIFABER Il servizio sociale


La qualità nei servizi socio-sanitari

Paolo FerrarioMarisa BianchiLuciana Quaia

La qualità nei servizi socio-sanitari

Processi di costruzione della carta dei servizi in una RSA

EDIZIONE: 2002

COLLANA: CAROCCIFABER Il servizio sociale

ISBN: 9788874660056

Indice

Presentazione Parte prima: Le politiche sociali per lo sviluppo della qualità, di P. Ferrario 1.´Lorientamento alla qualità nella legislazione/Servizi socio-sanitari: il ciclo riformistico degli anni novanta/Il nuovo ordinamento dei comuni/Il nuovo ordinamento delle Aziende sanitarie locali/La riforma dei servizi sociali/Riforme amministrative e valutazione della qualità/Le politiche della comunicazione pubblica 2.Politiche legislative per le Carte dei servizi/Fasi di sviluppo/Le regole quadro/Le regole di settore/Aspetti di metodo nella produzione delle Carte dei servizi/Processi di comunicazione e di pensiero nella produzione della Carte 3.Culture organizzative sulla qualità dei servizi socio-sanitari/La qualità del servizio/Amministrazione dei servizi, esternalizzazione e accreditamento/Il contributo teorico-pratico di Richard Normann/I gruppi di progettazione: il contributo di Henry Mintzberg Parte seconda: La qualità e le strategie gestionali nella RSA “Bellaria”, di M. Bianchi 4.Il contesto della Residenza Sanitario Assistenziale Bellaria di Appiano Gentile/Contesto normativo istituzionale lombardo/Brevi cenni storici/La struttura della Residenza Sanitario Assistenziale 5.Le strategie organizzative e gestionali dei servizi alla persona/´LIstituzione Pubblica di Assistenza e Beneficenza nella rete dei servizi/La gestione del personale/I “non modelli” gestionali 6.Il progetto globale di gestione e il progetto qualità insieme/Le strategie dell´ente/La realtà organizzativa-istituzionale e le caratteristiche del personale/´Lapproccio alla qualità: il questionario di soddisfazione, il Comitato degli ospiti e dei parenti 7.Dall´attivazione dei gruppi di miglioramento alla costruzione della carta dei servizi: vantaggi e svantaggi di un percorso dal basso/´Lutilizzo del metodo PDCA come modalità volta al miglioramento continuo/I gruppi di miglioramento/´Lelaborazione della Carta dei servizi/La visione globale come elemento facilitatore della qualità Appendice: Procedure elaborate dagli operatori della Casa di riposo Bellaria Parte terza: Il processo di miglioramento della qualità, di L. Quaia 8.Gli attori della qualità: considerazioni preliminari/Sulla qualità della vita/Sull´anziano istituzionalizzato/Sull´operatore che cura/Sul familiare dell´anziano istituzionalizzato/Sull´adattamento 9.Il processo di lavoro per il miglioramento continuo della qualità/Il progetto “Qualità Insieme”/I cinque passi del processo di miglioramento/Metodologia di lavoro della commissione sanitario-assistenziale 10.La qualità dal progetto alla percezione/La Commissione Qualità Percepita/La qualità percepita dall´ospite/La qualità percepita dal familiare/La qualità percepita dall´operatore Bibliografia/Libri/Riviste/Legislazione/Casa di riposo RSA “Bellaria” di Appiano Gentile-Como

TartaRugosa ha letto e scritto di: Pierre Bayard (2007) Come parlare di un libro senza averlo mai letto Excelsior 1881, Milano (traduzione di Anita Maria Mazzoli)


TartaRugosa ha letto e scritto di:

Pierre Bayard (2007)

Come parlare di un libro senza averlo mai letto

Excelsior 1881, Milano

(traduzione di Anita Maria Mazzoli)

Non leggo mai libri che devo recensire; non vorrei rimanerne influenzato(Oscar Wilde)

E’ stata una frase che mi ha fatto sobbalzare, guscio compreso.

Che vengo qui a fare, se non per raccontare a modo mio quel che leggo? Per una tartaruga lenta come me, c’è voluto un po’ di tempo per capire come si fa a parlare di qualcosa che non si conosce in maniera erudita, appropriata e soprattutto convincente per chi ascolta. Bayard non mi ha convinto del tutto, ma in alcune parti del suo ragionamento sì, eccome.

Ecco gli assiomi della non-lettura, secondo l’autore:

1)     Avere una visione d’insieme

principio fondamentale perché “leggere un libro intero è una perdita di tempo … e l’interesse troppo vivo per un libro porta ad escludere tutti gli altri”. Questo assioma è molto rassicurante per un’ossessiva come me, che quando si trova a tu per tu con un libro non perde una riga, note comprese (il che rallenta ulteriormente il mio tempo). Oltretutto l’impresa è a dir poco gigantesca. Pur leggendo poco, un numero sempre maggiore di persone scrive, e inseguire il ritmo non è facile, soprattutto quando la pila di libri si accatasta, l’altezza diventa vertiginosa e il rischio del crollo rasenta la mia sicurezza. A quel punto, inspiegabilmente, TartaRugoso provvede a ristabilire livelli di accettabilità e, per il motto “Occhio non vede, cuore non duole” posso finalmente riprendere la mia abitudine di dedicarmi ad un unico testo, senza troppo soffrire per la perdita. Devo cambiare però abitudine, perché Bayard sostiene che la cultura è soprattutto una questione di orientamento: “non aver letto un libro non ha alcuna importanza per la persona colta … perché è spesso in grado di conoscerne la collocazione, vale a dire il modo in cui si situa rispetto agli altri libri”.

La non-lettura diventa quindi “una vera e propria attività, che consente nell’organizzarsi in proporzione alla vastità dei libri, al fine di non lasciarsi sommergere da essi”. Conoscere la relazione che un libro ha con altri libri significa saperne di più che averlo letto.

2)     Orientarsi rapidamente all’interno di un libro

Secondo l’autore, sfogliare i libri senza leggerli evita di perdersi nei dettagli e “qualsiasi lettura troppo attenta, se non addirittura qualunque lettura, è un impedimento al possesso approfondito del suo oggetto”. A questo punto suggerisce due tecniche per lo sfogliare:

lineare: si parte dall’inizio, si saltano righe e pagine e ci si dirige verso la fine

circolare: lo sfogliare è disordinato, si saltella da una parte all’altra del libro e non se ne conclude la lettura

Questi modi di procedere sono molto più efficaci di chi passa magari ore infinite su un libro, decidendo poi di non concluderne la lettura

3)  Sentire cosa gli altri ne dicono

Moltissimi libri di cui siamo portati a parlare non sono mai passati effettivamente per le nostre mani, ma il modo in cui gli altri ce ne parlano, ci permette di farci un’idea di ciò che contengono”.

Passato il primo momento di sbigottimento, devo ammettere che alcune osservazioni sono valide, in quanto le ho potuto direttamente verificare suTartaRugoso, che si è molto rinforzato nel suo stile dopo questa lettura. In effetti per lui questi tre assiomi funzionano alla grande. Nella visione d’insieme delle librerie, lui sa sempre al primo colpo dove si colloca un testo, quali gli stanno accanto, l’argomento che tratta, nonché, spesso, la casa editrice e l’anno di pubblicazione.

Per il secondo punto, basta che io prenda un libro precedentemente letto (non letto??) da lui per notare quanto segue: sottolineature, parole  chiave a margine, asterischi nelle prime pagine, poi il testo torna ad essere intonso per rivivacizzarsi alla fine. Elementi più che sufficienti per parlare del contenuto per ore.

Quanto al terzo assioma, ho ancora nelle orecchie una sua brillante recensione di un libro corposo assolutamente non letto, ma di cui mi ero premurata io a fargli notare alcuni passaggi interessanti.

Bayard ha evidentemente ragione. Però, aggiungo io, se si tratta di un romanzo giallo, questo sistema di non leggere fa perdere tutto il fascino della scoperta dell’indizio, salvo accontentarsi di andare subito alla fine e, attraverso la quarta di copertina, assemblare sufficienti informazioni per raccontare la vicenda a chi non la conosce.

Un’altra disquisizione importante fatta da Bayard riguarda il caso della dimenticanza. Un libro può essere letto con estrema attenzione e poi dimenticato. “Non conserviamo nella nostra memoria dei libri omogenei, ma dei frammenti strappati a letture parziali, spesso mescolati gli uni agli altri, e per di più rielaborati dai nostri personali fantasmi”. Afferma, citando Montaigne, che noi dimentichiamo una percentuale altissima dei libri che abbiamo letto per davvero e in forma completa, anzi di essi ci formiamo una specie di immagine interiore costituita non tanto di quello che vi era veramente scritto, bensì di cosa ci ha suscitato nella mente.. Ecco quindi il fenomeno della de-lettura: “un movimento fatto al tempo stesso di scomparsa e di offuscamento dei riferimenti, che trasforma i libri, spesso ridotti al solo titolo o a qualche pagina approssimativa, in vaghe ombre che scivolano sulla superficie della nostra coscienza”. E anche in questo caso devo dargli ragione. L’evanescenza della memoria, dopo un po’ di anni, fa sì che nel riprendere in mano un libro si abbia la sensazione di non averlo letto, se non in alcuni passaggi che ci hanno particolarmente emozionato.

L’autore prosegue dando pure indicazioni di situazioni in cui il non-lettore deve parlare di libri che non ha letto. Quella più divertente è quando questo evento accade davanti alla persona che è autrice del libro stesso.

Molto diplomaticamente Bayard suggerisce: “parlarne bene senza entrare nei dettagli. L’autore non si aspetta affatto un riassunto o un commento argomentato dal suo libro: egli si aspetta solamente che gli si dica di avere apprezzato ciò che ha scritto”. Sarebbe comunque interessante che qualcuno si prendesse la briga di fare un elenco dei libri che per davvero vale la pena di non leggere, neppure secondo i criteri sin qui evidenziati.

Verso la fine (e questo, se uno avesse seguito le istruzioni date, avrebbe veramente risparmiato un bel po’ di tempo) si capisce la vera natura di Bayard, che oltre ad essere professore di letteratura francese, è anche psicanalista.

Non è tanto il libro come tale ad esistere, ma l’insieme di una situazione di comunicazione in cui esso circola e si modifica … è un oggetto mobile … che subisce variazioni sensibili in funzione degli scambi che si producono riguardo ad esso”.

Secondo Bayard “i libri di cui parliamo non sono solo i libri reali che un’immaginaria lettura integrale ritroverebbe nella loro materialità oggettiva, ma anche dei libri-fantasma che sorgono all’incrocio delle virtualità inespresse di ogni libro e del nostro inconscio”.

Questo significa che in ogni libro che leggiamo sarà maggiore la forza espressa dall’inconscio, piuttosto che la precisione della lettura.

Un buon lettore fa una traversata di libri, dato che sa che ciascuno di essi è portatore di una parte di se stesso e può aprirgli una strada … L’invenzione del libro di cui ci si è appropriati, in qualsiasi contesto di parola e scrittura, sarà tanto più credibile quanto più sarà condotto dalla verità del soggetto e inscritto nel prolungamento del suo universo interiore”.

Quindi una nuova forma per sviluppare creatività e immaginazione sarebbe quella di insegnare che un libro si reinventa a ogni lettura e che in ogni libro il lettore debba metterci innanzi tutto del suo.

Nessuna paura dunque a parlare con convinzione di qualcosa che “immaginiamo”: sarà la nostra abilità a renderla coerente con  il contenuto che si suppone che quel testo abbia e il gioco è fatto. Ammesso che i professori-educatori possiedano la stessa tolleranza di Bayard.

Il quale, a supporto di quanto afferma, cita opere letterarie di Musil, Valéry, Eco, Montaigne, Greene, Siniac, Murray, Lodge, Balzac, Soseki, Wilde, in una forma così dettagliata e minuziosa da contraddire se stesso.

STORIE DEL CINEMA CHE CURANO | di Luciana Quaia in Muoversi Insieme, 2012


…. il tema della potenza delle storie e delle narrazioni, sia riferendoci all’uso delle fiabe per risolvere i conflitti del bambino, sia al racconto autobiografico nei diversi passaggi dei cicli di vita, sia come possibilità di rispecchiamento e di identificazione in momenti cruciali della propria esistenza, quando diventa urgente ridefinire visioni, convinzioni e strategie operative per il futuro.
…. qui di seguito si parlerà della funzione di cura rappresentata dal grande schermo.
Il cinema, con le sue innumerevoli storie, riproduce e continua a mettere in scena tutte le potenzialità dell’essere vivente e le sue modalità di esprimerle, permettendo allo spettatore, in una durata limitata di tempo, di rivivere nella storia raccontata la propria vicenda umana …

vai all’intero articolo qui: Cinema che cura | Muoversi Insieme.

Luciana Quaia, LE EMOZIONI: cosa sono | in Muoversi Insieme


Inattese e impreviste, fugaci e mutevoli nelle loro variabili sfumature, fonti di impaccio o di ispirazione, nel buio degli abissi o nel celeste del sublime … stiamo parlando di emozioni, vita e colore della nostra esistenza.
E’ complicato spiegare razionalmente che cosa sono le emozioni, essendo le stesse ambivalenti per definizione. 
Se prendiamo in considerazione la radice etimologica (dal latino emovère), avremo una prima conoscenza di questa esperienza, che accanto al “sentire” affianca  lo smuovere, il trasportare fuori, lo scuotere.

Il Ventesimo secolo ha visto le varie scuole psicologiche impegnate nella costruzione di teorizzazioni idonee a spiegare che cosa accade quando ci emozioniamo …

segue ….

VAI ALL’INTERO ARTICOLO: Vivere le emozioni | Muoversi Insieme.

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