Eugenio Scalfari, La sinistra di governo è composta da bolscevichi, Il grosso del ceto medio lombardo – salvo a Milano città – non voterà mai a sinistra


La Lega ha perso un terzo dei suoi voti ma in Lombardia ha superato – pur arretrando – il centrosinistra. I voti persi dalla Lega sono andati a Grillo. Il grosso del ceto medio lombardo – salvo a Milano città – non voterà mai a sinistra, quello è un confine invalicabile. La sinistra di governo è composta da bolscevichi; turandosi il naso la maggioranza degli artigiani, delle piccole e medie imprese e delle partite Iva vota qualunque cosa ma non per i bolscevichi.

da  Difficilissimo uscire dalla tempesta perfetta – Repubblica.it.

da Eugenio Scalfari, L’alternativa Grillo, catastrofe annunciata – in Repubblica.it, 4 novembre 2012


BEPPE Grillo e la televisione: questo è il vero fenomeno che va studiato con attenzione perché è da qui che il Movimento 5 Stelle diventa un problema politico del quale le elezioni siciliane hanno dato il primo segnale.

Michele Santoro ha dato inizio al suo “Servizio Pubblico” trasmettendo l’attraversamento dello Stretto di Messina del comico leader del populismo e dell’antipolitica dopo due ore di nuoto. Il “Servizio Pubblico” ha dedicato alla nuotata e al comizio effettuato appena toccata terra parecchi minuti e altrettanti e forse più al comizio successivo infarcito di parolacce (“cazzo”, “coglioni” e “vaffa” punteggiavano quasi ogni frase).

[grilllo]  Non vuole andare in tv perché sarebbe costretto a confrontarsi e a rispondere a domande e non vuole. Vuole soltanto monologare e se un giornalista lo insegue lo copre di contumelie. Quindi fugge dalla televisione ma le televisioni lo inseguono, lo riprendono, lo trasmettono. La Rete è gremita di video sul Grillo comiziante e monologante registrando milioni e milioni di contatti Conclusione: Beppe Grillo gode d’una posizione mediatica incomparabilmente superiore a quella di qualunque altro leader politico di oggi e di ieri. Una posizione che non gli costa nulla, neppure un centesimo, e gli garantisce un ascolto che si ripete fino al prossimo comizio del quale sarà lui a decidere il giorno, l’ora e il luogo.
….
Sul suo “blog” uno dei suoi seguaci ha già costruito la futura architettura politica: al Quirinale Di Pietro, capo del governo e ministro dell’Economia Beppe in persona, De Magistris all’Interno, Ingroia alla Giustizia, Saviano all’Istruzione. …
Resta la domanda: perché lo fanno?La risposta l’ha data una persona che ha un suo ruolo nella cultura italiana anche se ha sempre dato prova di notevole bizzarria (uso un eufemismo) intellettuale: Paolo Flores d’Arcais  …   se Renzi vincerà il Pd si sfascerà e questo è l’obiettivo desiderato da Flores, il quale alle elezioni (così prosegue il suo articolo) voterà per Grillo. Ma perché? Perché Grillo sfascerà tutto e manderà tutti a casa o in galera, da Napolitano a Bersani ad Alfano a Casini, da Berlusconi a D’Alema a Bossi, fino a Monti, Passera, Fornero, Montezemolo… insomma tutti. La palingenesi? Esattamente, la palingenesi.

E poi? Poi verrà finalmente il partito d’azione, quello vagheggiato dai fratelli Rosselli e da pochi altri. Verrà e sarà un partito di massa. Guidato da lui? Questo Flores non lo dice. E con chi? Ma naturalmente con Travaglio, con Santoro e con tanti altri che hanno in testa disegni così ardimentosi.
A me sembrano alquanto disturbati o bizzarri che dir si voglia, altro non dico.
…1. La credibilità di Monti è strettamente legata alla sua agenda, in parte già attuata in parte non ancora. Se il futuro governo dovesse smantellare la politica economica di Monti la credibilità dell’Italia crollerebbe con tutte le conseguenze che ne deriverebbero. Un esempio per tutti: se futuri investimenti dovranno essere finanziati con un deficit di bilancio e quindi con un ulteriore aumento del debito pubblico, i mercati porterebbero lo spread ad altezze vertiginose con effetti devastanti sul valore del nostro debito, sulla solidità del nostro sistema bancario e sui tassi d’interesse.

2. Il fallimento della Grecia può essere sopportato sia pure con molte difficoltà dall’Europa ma l’eventuale default dell’Italia …

3. Lo Stato italiano ha assunto una fitta rete di impegni con l’Unione europea e li ha recepiti nella nostra Costituzione. Il mancato rispetto di quegli impegni sconvolgerebbe dunque non solo l’economia ma anche il nostro assetto giuridico e costituzionale.

Ce n’è abbastanza per concludere: in gioco non c’è Monti ma l’Italia.

Occorre però che il futuro governo abbia il suo asse nel Centro e nella Sinistra democratica. Si chiama appunto centro sinistra, che unisca in unico disegno riformisti e moderati liberali. …

tutto l’articolo qui   L’alternativa Grillo, catastrofe annunciata – Repubblica.it.

prospettive politiche: il Governo Monti/Napolitano/Scalfari


un genio della politica italiana: GIORGIO NAPOLITANO


un genio della politica italiana: GIORGIO NAPOLITANO.

Il giudizio non è solo mio: è stato dato due mesi fa da Eugenio Scalfari.

Alla faccia dei lettori della Repubblica, che leggono i suoi articoli come le “prediche laiche della domenica” e poi fanno gli “idignati” contro tutto l’universo mondo. Tranne che verso se stessi.

Paolo Ferrario

Camussosauri: Eugenio Scalfari scrive a Susanna Camusso


La Cgil, ma anche la Cisl e la Uil, vogliono che l’agenda non sia scritta dal governo ma dai sindacati. Questa richiesta presuppone una forza che in questa situazione il sindacato non ha. Forse l’avrebbe se la crisi riguardasse soltanto l’Italia, ma riguarda il mondo intero, riguarda l’Europa e in generale i paesi di antica opulenza che sono costretti a confrontare i loro costi di produzione con quelli infinitamente più bassi dei Paesi di nuova ricchezza, i diritti sindacali con quelli di fatto inesistenti dei Paesi poveri, i diritti di cittadinanza con quelli anch’essi inesistenti dell’immensa platea dei migranti. Ecco perché l’agenda dei problemi, delle domande, delle richieste, non può essere scritta né dai sindacati né dai governi: è scritta dall’emergenza e dalla necessità di farvi fronte.
Noi siamo uno spicchio della crisi. Abbiamo fatto il dover nostro e il nostro interesse con la manovra sul rigore dei conti appesantiti da una mole di debito. Adesso è il momento della crescita e dello sviluppo. Non dipende solo da noi, lo sviluppo dell’economia italiana. Dipende dall’Europa ed ha del miracoloso il prestigio che il governo Monti ha recuperato dopo la decennale dissipazione berlusconiana. La crescita dipende in larga misura dalla produttività e dalla competitività del sistema Italia. Sono state entrambe imbrigliate dalle lobbies ma la produttività dipende da tre elementi: il costo di produzione (che è cosa diversa dal salario), la flessibilità del mercato del lavoro, la capacità imprenditoriale. Il sindacato può e deve favorire la flessibilità del lavoro in entrata e in uscita. Se farà propria la politica sindacale di Lama che la portò avanti tenacemente per otto anni, avrà fatto il dover suo.
La riforma della cassa integrazione è uno dei tasselli. Non piace alla Camusso e neppure alla Marcegaglia ed è evidente il perché. Infatti non potrà essere adottata se simultaneamente non sarà rinnovato e potenziato il sistema degli ammortizzatori sociali. In mancanza di questo il sindacato ha ragione di dire no per evitare quella macelleria che farebbe esplodere una crisi sociale estremamente pericolosa. Ma in presenza d’un meccanismo di protezione efficiente e robusto il sindacato dovrebbe farlo proprio e accettare la riforma della cassa integrazione.

Questi sono i termini del problema se il sindacato vorrà riassumere il ruolo di protagonista. Altrimenti decadrà al rango di lobby come l’avrebbe voluto e ancora lo vorrebbe l’ex ministro del Lavoro Sacconi. A Camusso, Bonanni e Angeletti la scelta. 

da Cambiamento nelle organizzazioni: Eugenio Scalfari scrive a Susanna Camusso.

Eugenio Scalfari, Quel decalogo senza eredi | L’espresso


Bisogna leggerlo bene questo discorso del presidente della Camera al suo partito che da domenica scorsa non c’è più. È un testamento a futura memoria. Al di là d’una rivendicazione di coerenza che fa parte della retorica politica, esso delinea un futuro che è l’opposto dei programmi della Lega e di Forza Italia. L’opposto di quanto pensa e fa Berlusconi. Ecco infatti i passaggi fondamentali di quel discorso testamentario.

1. Occorre costruire una nuova Italia adatta a soddisfare i bisogni del paese che ci sarà tra dieci anni e non pensare con la mentalità di ieri e di oggi.

2. La nuova Italia del 2020 sarà multietnica e multireligiosa. Di conseguenza si dovrà costruire una cultura e uno Stato che tengano conto di questa inevitabile evoluzione.

3. Bisogna colloquiare con l’Islam.

4. Il nuovo partito non può nascere all’insegna del pensiero unico e tantomeno del culto della personalità del leader.

5. La modernizzazione istituzionale comporta il presidenzialismo ma contemporaneamente un deciso rafforzamento dell’autonomia del Parlamento e dei suoi poteri di controllo sull’Esecutivo.

6. Il principio che sta alla base della società è la dignità della persona. Esso deve valere per tutti i cittadini e per tutti i residenti, indipendentemente dal colore della pelle e dalla religione che professano.

7. Chiesa e Stato sono separati tra loro e agiscono in aree distinte. Libertà religiosa e laicità dello Stato e delle istituzioni sono due facce della stessa medaglia tanto più in una società che sarà multireligiosa.

8. La dignità della persona va rispettata e tutelata anche per gli immigrati clandestini.

9. Le leggi non possono imporre alle persone obblighi derivanti da un credo religioso. Creano doveri ai quali corrispondono diritti.

10. La crisi economica attuale può avere un’uscita autoritaria oppure un’uscita liberal democratica. La scelta degli italiani deve essere in favore della seconda soluzione e non della prima.

Questo è il decalogo che Fini lascia ai suoi eredi. Ma gli eredi lo accetteranno? E saranno in grado di rispettarlo?

Quel decalogo senza eredi | L’espresso

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Eugenio Scalfari, L’uomo che non credeva in dio, Einaudi 2008


 

  • studio sull’Io
  • come il vissuto della persona condiziona i pensieri e – viceversa – come i vissuti condizionano il pensiero
  • il controllo sulla psiche nella relazione con il padre e la madre
  • la scoperta del “lato oscuro delle cose”: l’irruzione dell’Es
  • tenere assieme il tetto della coppia genitoriale (sicurezza) espone al rischio di non sapersi confrontare con l’imprevedibilità della vita (rischio)
  • la terza via costituita dalla sindrome del “genitore dei propri genitori”
  • i “buoni” e i “cattivi”: soggettività di queste etichette
  • ciascuno si pone al centro dell’universo
  • da cui la soggettività mobile e la relatività dei giudizi
  • le “stelle danzanti” di Nietzsche
  • le sconfitte nello spazio civile
  • Beppe Grillo: “il peggio del peggio degli italiani; “l’arcitaliano del peggio”