“Oggi il Fai è il vero terrorismo che può offendere il Paese». Lo afferma il capo della Polizia, Antonio Manganelli

«La minaccia anarcoinsurrezionalista è assolutamente da non sottovalutare. Oggi il Fai è il vero terrorismo che può offendere il Paese». Lo afferma il capo della Polizia, Antonio Manganelli

DA Manganelli: «Fai vero terrorismo» – Corriere.it.


Tracce, rivista internazionale di comunione e liberazione

Tracce.


Alessandro Frigerio: Budapest 1956. La macchina del fango (con prefazione di Paolo Mieli, Lindau, Torino 2012), recensione di Michele Marsonet su Il Legno storto

il bel libro di Alessandro Frigerio: Budapest 1956. La macchina del fango (con prefazione di Paolo Mieli, Lindau, Torino 2012). Lo sto leggendo in questi giorni, e tratta dei resoconti forniti dalla stampa del PCI in occasione della rivolta ungherese del ’56. 

Come nota Mieli nella sua lucida prefazione, “i fatti sono noti”, io direi anzi notissimi. Innumerevoli i volumi dedicati all’argomento, tra i quali mi limito a citare quello di Enzo Bettiza: 1956. Budapest: i giorni della rivoluzione (Mondadori 2006). Il giudizio storico è ormai netto, con le autocritiche successivamente espresse da tanti esponenti di primo piano del Partito Comunista, da Pietro Ingrao all’attuale Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

Ossessivo il rifiuto de “l’Unità”, “Vie Nuove” e “Rinascita” di parlare di rivoluzione. Veniva sempre usato, per descrivere ciò che stava accadendo in Ungheria, il termine “fatti”, con il fine di sminuire la portata della rivolta popolare. Assai note anche le crisi di coscienza che portarono Antonio Giolitti e altri ad abbandonare il partito sul quale Palmiro Togliatti esercitava un controllo ideologico ferreo, basato tra l’altro su categorie gramsciane interpretate secondo i canoni di una rigida ortodossia.

vai a tutta la recensione:  Il Legno storto, quotidiano online – Politica, Attualità, Cultura.


Marco Boschini, Viaggio nell’Italia della buona politica – I piccoli comuni virtuosi, www.tecalibri.it

 

Copertina
Autore Marco Boschini
Titolo Viaggio nell’Italia della buona politica
Sottotitolo I piccoli comuni virtuosi
Edizione Einaudi, Torino, 2012, Passaggi , pag. 128, cop.fle., dim. 14x22x0,9 cm , Isbn 978-88-06-21022-9
Lettore Riccardo Terzi, 2012
Classe paesi: Italia: 2010 , politica , ecologia , beni comuni ,citta’ , urbanistica

Indice

 
  3 Trailer
  7 Soggetto
 
  9 Metti quattro amministratori...
    Brevi cenni sulla nascita dei Comuni Virtuosi
 
 
 21 Primo tempo. Comuni virtuosi
 
 23 Il paese dove copiare è un vanto
    Come costruire buone politiche
 
 31 Dal letame nascono i fiori
    Come trasformare una discarica in un luogo di comunità
 
 38 Città solari, città eoliche
    Come arricchire una città con le energie alternative
 
 44 Il killer silenzioso sconfitto dal buon senso
    Come bonificare una catastrofe
 
 48 L'Italia è una Repubblica fondata sul cemento
    Come salvare una città con un piano regolatore
 
 60 Il bosco che vorrei
    Come recuperare le foreste perdute
 
 64 Il sindaco poeta e la comunità virtuosa
    Come riqualificare un borgo
 
 69 Il parco incantato
    Come proteggere un parco
 
 
 73 Intermezzo
 75 Il ministro delle Piccole Opere
 
 
 77 Secondo tempo. Ritratti virtuosi
 
 79 Se sei bravo ti tirano le pietre
    L'onestà di Vincenzo, sindaco di Camigliano
 
 86 Porta la sporta
    L'idea di Silvia, cittadina del mondo
 
 92 Quando la vita ti prende a schiaffi
    L'esempio di Elisabetta, cittadina di Parma
 
 96 La nostalgia del futuro
    Il blog di Francesco, cittadino di Procida
 
104 Il presidente
    L'impegno di Luca, sindaco di Monsano
 
 
109 Approfondimento
111 Diamo i numeri
 
121 Titoli di coda
123 Il tempo passa, e la politica non cambia. O forse sí
125 La mia Italia dentro a una valigia: ringraziamenti

 

Pagina 13

 

Nell’ottobre del 2004, nella mia Colorno, organizzammo una sorta di «numero zero» dei Comuni Virtuosi, un convegno aperto a tutte le amministrazioni italiane che volevano incontrarsi e condividere buone idee. Parteciparono una trentina di sindaci del Nord e del Centro Italia, oltre al sindaco di Melpignano in rappresentanza del Sud. In quell’occasione, oltre ad approfondire nuovi progetti e a tessere una fitta rete di legami e contatti, condividemmo una bozza di Statuto e redigemmo un Manifesto dei Comuni Virtuosi, documento che ancora oggi è «inciso» nelle delibere di approvazione che ogni comune deve approvare in consiglio per diventare socio della rete.

Il presente Manifesto rappresenta i Comuni e i cittadini che aspirano a convertire in progetti concreti i sogni e le utopie realizzabili.

Il comune virtuoso ama il proprio territorio, ha a cuore la salute, il futuro e la felicità dei propri cittadini. Il comune virtuoso adotta tutte quelle misure che diffondono nuove consapevolezze e vuole soddisfare bisogni ed esigenze concrete nel campo della sostenibilità ambientale, urbanistica e sociale.

Intervenire a difesa dell’ambiente, migliorare la qualità della vita e tutelare i Beni Comuni, intesi come beni naturali e relazionali indisponibili che appartengono all’umanità, è possibile. Questa possibilità la vogliamo vivere non piú come uno slogan ma come possibilità concreta, consapevoli che la sfida di oggi è rappresentata dal passaggio dalla pur importante enunciazione di principi alla prassi quotidiana.

I Comuni Virtuosi hanno dimostrato che:

- è possibile (ed economicamente conveniente) aspirare a una ottimalegestione del territorio, all’insegna del principio ispiratore del «no consumo di suolo» (opzione cementificazione zero, recupero e riqualificazione aree dismesse, progettazione e programmazione del territorio partecipata, bioedilizia, ecc.);

- è possibile (ed economicamente conveniente) ridurre l’ impronta ecologica della macchina comunale attraverso misure e interventi concreti ed efficienti (efficienza energetica, acquisti verdi, mense biologiche, ecc.);

- è possibile (ed economicamente conveniente) ridurre l’inquinamento atmosferico promuovendo politiche e progetti concreti di mobilità sostenibile (car sharing, car pooling, trasporto pubblico integrato, piedibus, scelta di carburanti alternativi al petrolio e meno inquinanti, ecc.);

- è possibile (ed economicamente conveniente) promuovere una correttagestione dei rifiuti, visti non piú come un problema ma come risorsa, attraverso la raccolta differenziata «porta a porta» e l’attivazione di progetti concreti tesi alla riduzione della produzione dei rifiuti (progetti per la riduzione dei rifiuti e riuso, ecc.), in una politica che aspira al traguardo «rifiuti zero»;

- è possibile incentivare nuovi stili di vita negli enti locali e nelle loro comunità, attraverso politiche e progettazioni atte a stimolare nella cittadinanza scelte quotidiane sobrie e sostenibili (autoproduzione, filiera corta, cibo biologico e di stagione, sostegno alla costituzione di gruppi di acquisto, turismo e ospitalità sostenibili, promozione della cultura della pace, cooperazione e solidarietà, disimballo dei territori, diffusione del commercio equo e solidale, banche del tempo, autoproduzione, finanza etica, ecc.), favorendo il piú possibile l’autoproduzione di beni e lo scambio di «servizi», sottraendoli al mercato per una società della sobrietà ispirata ai temi della decrescita. 

Maturammo in quei giorni la consapevolezza che dovevamo dotarci di un coordinamento nazionale, per riuscire a incidere con maggior forza nella realtà e far conoscere i nostri progetti e le sperimentazioni avviate. Tutti, infatti, ognuno per il proprio ruolo e per la propria esperienza territoriale, ci eravamo accorti che nel sistema politico attuale e nei partiti tradizionali, di destra come di sinistra, non c’era grande spazio e sensibilità per le questioni a noi care. L’ambiente era un corollario, confinato negli uffici e sulle scrivanie di assessori spesso isolati dal resto del gruppo, che avevano l’opportunità di portare avanti singoli progetti anche significativi nel contesto però di un’azione di giunta complessiva che spesso si rimangiava i pochi risultati conseguiti dal singolo con un governo della città decisamente impattante e insostenibile…

Fu allora che ci mettemmo insieme: Colorno, Monsano, Melpignano e Vezzano Ligure, i famosi «quattro amici al bar» della canzone di Gino Paoli. Il 23 maggio del 2005, nella sala consiliare del municipio di Vezzano, davanti a un notaio della zona, nacque l’Associazione nazionale dei Comuni Virtuosi.

Quattro comuni molto distanti tra loro, diversissimi per dimensioni e caratteristiche sociali, economiche, culturali. Quattro esperienze diverse, portate avanti da altrettanti amministratori che si erano conosciuti quasi per caso solo pochi mesi prima in un luogo improbabile sulle colline tra Gubbio e Perugia. È cosí che nascono i Comuni Virtuosi, una rete che oggi conta una sessantina di iscritti in tutto il territorio nazionale per circa 440 000 abitanti residenti.

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Tutte le bufale scientifiche di Beppe Grillo – Wired.it

Grillo ha disseminato in tutti questi anni una lunga lista di bufale scientifiche. In alcuni casi innocue, in altre un po’ meno. Daily Wired  deciso di stilarne un elenco:

L’Aids non esiste

Screening, esami e diagnosi precoci sono pericolosi

I vaccini sono inutili

Pomodoro geneticamente modificato ha ucciso 60 ragazzi 

ha descritto Luigi Di Bella come un martire che cura da 30 anni il cancro

Il Nobel rubato da Rita Levi Montalcini (definita  “è una puttana”) )

Biowashball, la palla che cancella le macchie

tutto l’articolo qui: Tutte le bufale scientifiche di Beppe Grillo – Wired.it.


il Ministro dell’Interno Cancellieri: Perché qualcuno mette una bomba vicino ad una scuola? Perché lo fa in una scuola intitolata a Falcone e proprio nel giorno dell’anniversario della sua morte?, da Rainews24.it

Interrogativi

Perché qualcuno mette una bomba vicino ad una scuola? Perché lo fa in una scuola intitolata a Falcone e proprio nel giorno dell’anniversario della sua morte?

Il ministro ha detto che per l’attentato di Brindisi c’è “una lettura terroristica” dell’accaduto ma “presto ci saranno novità sulle indagini”.

da Rainews24.it

Strage aggravata dal terrorismo 

Nel frattempo e’ cambiato il reato ipotizzato dalla procura di Brindisi per l’attentato: si indaga ora per strage aggravata dalla finalita’ di terrorismo. A confermare la nuova ipotesi di reato e’ stato il procuratore nazionale antimafia, Piero Grasso: “Una volta esclusa l’ipotesi di un movente personale nei confronti di una sola delle vittime – ha spiegato – non c’e’ dubbio che qualsiasi altra ipotesi ha un effetto intimidatorio, sia che il gesto provenga da un singolo isolato, sia da un pazzo, sia da un’organizzazione eversiva, sia dalla mafia o dalla Sacra Corona Unita”.


VIGLIACCHI


BRINDISI, BOMBA COLPISCE UNA SCUOLA MUORE UNA RAGAZZA, ALTRI 5 STUDENTI FERITI

L’esplosione nell’Istituto Morvillo Falcone, grave un’altra 16enne Bomba attivata a distanza con timer

http://www.corriere.it/cronache/12_maggio_19/brindisi-esplode-ordigno-scuola-feriti_3c11fef0-a17f-11e1-8681-fb83092733eb.shtml

Brindisi: bomba uccide una 16enne Monti, “Saremo determinati e uniti”

AGI – Agenzia Giornalistica Italia - ‎1 ora fa‎

(AGI) – Brindisi, 19 mag. – Una studentessa di 16 anni e’ morta, Melissa Bassi, un’altra e’ gravissime condizioni in ospedale. Altri sei giovani sono rimasti ferti. L’esplosione e’ stata provocata da tre ordigni rudimentali, costituiti da bombole di
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Nuove stelle per gli orfani di Utopia, di Stefano Beretta, da cadavrexquis

Nuove stelle per gli orfani di Utopia

L’entusiasmo per François Hollande, soprattutto in Italia dove siamo facili agli entusiasmi per certi personaggi stranieri come se quello che succede altrove equivalesse a quello che potrebbe succedere qui e anzi lo preannunciasse (con il corollario ridicolo dei nostri uomini politici che sembrano attribuirsi il merito dei successi altrui e vi vedessero l’annuncio luminoso dei loro successi futuri), facendo la tara delle diversità tra i vari paesi ovvero ignorandole del tutto, mi sembra piuttosto una manifestazione del nostro piacere a farci raccontare delle favole e di quella tendenza a volerci credere, convincendoci che siano vere e si possano realizzare. La favola, qui, è che al disastro in cui versa l’Europa si possa porre rimedio con ricette come l’assunzione di sessantamila insegnanti in più o di migliaia di dipendenti pubblici, l’abbassamento dell’età pensionabile a sessant’anni e via promettendo, come se la spesa pubblica e il debito pubblico fossero una variabile indipendente di cui non tenere conto, come se per mantenere quelle promesse non servisse aumentare le tasse e sottrarre ancora più reddito ai cittadini, e come se i soldi degli altri non finissero mai.

segue qui:  cadavrexquis: Nuove stelle per gli orfani di Utopia.


“Nessuno è senza colpa” (Catone): Umberto Bossi e i figli indagati a Milano – Corriere.it

Umberto Bossi è indagato per truffa ai danni dello Stato nell’inchiesta sull’uso dei rimborsi elettorali della Lega. I Pm Alfredo Robledo, Paolo Filippini e Roberto Pellicano di Milano gli hanno notificato un’informazione di garanzia nella sede del Carroccio in via Bellerio.

da: Umberto Bossi e i figli indagati a Milano – Corriere.it

“Si vitam inspicias hominum, si denique mores, cum culpam alios, nemo sine crimine vivit”:

Guardali, gli uomini, come vivono, mentre biasimano gli altri: nessuno è senza colpa.

Catone, Distici

nella traduzione di Giancarlo Pontiggia


Emergenza terrorismo, stralcio dalla relazione di Antonio Manganelli del 22 febbraio del 2012 alla Camera dei Deputati

Manganelli, infatti, oggi ha tenuto a ricordare che questo rigurgito era atteso. E infatti la relazione del 22 febbraio del 2012 alla Camera dei Deputati offre alcuni spunti interessanti.
Di quella relazione i media riportarono due concetti elementari:

  • il primo, che gli anarchici insurrezionalisti erano pronti al salto di qualità e cioè l’assassinio.
  • Il secondo che Manganelli chiedeva un reato ad hoc di tipo associativo per riuscire a fermare gruppi di persone che per la natura stessa della loro matrice di militanza sono difficilmente prevedibili o individuabili.

Così’ parlava Manganelli, testo preso dalla relazione nel resoconto stenografico.

L’anarco‐insurrezionalismo, a differenza della mafia, è molto più gentile nei nostri confronti perché ci racconta quello che ha fatto e che farà. Siccome, in questo momento, ci sta dicendo che sta per fare salti di qualità ‐ nello specifico, si parla di assassinio ‐ dobbiamo capire che fino ad oggi ciò non è accaduto solo perché abbiamo avuto fortuna. Infatti, se salta una pentola a pressione o si mette una bomba in un giardino, provocando l’intervento delle forze di polizia, per poi far scoppiare, due minuti dopo, un’altra bomba nelle vicinanze, è evidente che si intende colpire coloro che sono intervenuti. Peraltro, in Grecia l’assistente del Ministro dell’interno ha ricevuto un plico ed è morto.

Certo, potremmo dire che siamo in Italia, quindi non c’entra la Grecia, ma non è così. Infatti, un’altra interessante novità è che la Federazione anarchica informale (FAI) ‐ cioè aggregazione di anarchici di casa nostra ‐ ha ritenuto di aderire a una proposta dell’omologa organizzazione anarchica greca, la Cospirazione delle cellule di fuoco, che ha offerto all’organizzazione italiana e di altri Paesi di formare una sorta di network internazionale piuttosto agguerrito che potesse mettere in piedi delle violente azioni antisistema (le definiamo in questo modo per indicare il tradizionale desiderio anarchico). L’organizzazione anarchica italiana ha, quindi, aderito a questo network e vi sta partecipando.

da Emergenza terrorismo, vanificazione della politica ed effetti collaterali – E – il mensile online.


VIAGGIO NELLA CRISI DELLA LEGA, di Curzio Maltese, introduzione di Ilvo Diamanti – Repubblica.it


Arriva il primo e-book di Repubblica: si intitola “Viaggio nella crisi della Lega” ed è un instant book scritto da Curzio Maltese, con introduzione di Ilvo Diamanti. E’ in vendita su Amazon, 1 e in un solo giorno ha già raggiunto la prima posizione fra i bestseller italiani.

L’inchiesta di Maltese, fatta per Repubblica, è un viaggio tra Veneto, Piemonte Lombardia, un reportage in “Padania” che incrocia fatti e persone che contano  -  oppure hanno contato  -  nel mondo leghista. Le “tribù” della Lega, il mito della Padania così legato alla figura di Umberto Bossi e poi, naturalmente, gli scandali. Sullo sfondo, come osserva Ilvo Diamanti nell’introduzione, un quesito: “Quanto potrà durare? La Lega e la Padania: quanto resisteranno agli scandali che hanno coinvolto il gruppo dirigente leghista e per primo Bossi  -  insieme con il suo “cerchio” amico e familiare?”. Repubblica ha scelto la forma dell’e-book per proporre il racconto giornalistico degli avvenimenti a caldo in forma di raccolta e di riflessione, un modo nuovo per offrire un approfondimento su temi di attualità.


da L’ebook sulla crisi della Lega subito in testa su Amazon – Repubblica.it.


Formigoni. Biografia non autorizzata – presentazione del libro di Lorenzo Lipparini (Editori Internazionali Riuniti) | RadioRadicale.it

Formigoni. Biografia non autorizzata – presentazione del libro di Lorenzo Lipparini (Editori Internazionali Riuniti)

da Formigoni. Biografia non autorizzata – presentazione del libro di Lorenzo Lipparini (Editori Internazionali Riuniti) | RadioRadicale.it.


Comunione e liberazione: Il maso chiuso dei cattolici – Ernesto Galli Della Loggia in Corriere.it

ha finito per rappresentare una sorta di «maso chiuso» cattolico piantato nel bel mezzo della società italiana (oltre che forse della stessa Chiesa). Con la quale società italiana essa ha avuto rapporti, naturalmente: rapporti assai vari e anche intensi, ma sempre più percependosi e mirando ad essere una potenza autosufficiente, mossa da una continua volontà di espansione.

Ha un bel dire oggi don Carrón, il suo capo spirituale, che a peccare – cioè a commettere i gravi reati a sfondo finanziario per cui alcuni noti esponenti ciellini sono attualmente indagati in Lombardia – sono stati sempre e solo i singoli. È vero, ovviamente. Ma è solo una parte della verità.
L’altra parte è che quei peccati in tanto sono stati resi possibili in quanto i loro sospetti autori appartenevano a Cl, e come tali erano universalmente noti; che come appartenenti a Cl essi erano inseriti nell’ampia rete di relazioni facenti capo ad essa; e che da venti anni, infine – fattore assolutamente decisivo per chiunque non voglia mentire a se stesso – Comunione e Liberazione è parte di fatto ma a pieno titolo della maggioranza di governo della Regione Lombardia, e come tale notoriamente padrona assoluta del settore della sanità. Nella sanità lombarda da vent’anni non si muove foglia che Cl non voglia.

Tutto questo (sempre che non riguardi il codice penale) si chiama per l’appunto egemonismo e bisogno spasmodico di far valere la propria identità. È, come l’ho chiamata, la sindrome del «maso chiuso», che ben lungi dal riguardare solo Cl riguarda però, più o meno, l’intero cattolicesimo politico italiano.

Ed è tale sindrome che a mio avviso costituisce oggi il principale ostacolo a che il cattolicesimo politico stesso riacquisti nella Penisola un ruolo effettivo di primo piano. Il voto propriamente cattolico, infatti, riguarda attualmente non più di un dieci per cento circa dell’elettorato. Il che vuol dire che qualunque iniziativa di quel campo che voglia mirare in alto ha la vitale necessità di coinvolgere forze diverse. Deve superare ogni egemonismo, spogliarsi di ogni abito di autosufficienza culturale, bensì avviare un dialogo alla pari con identità differenti dalla propria, insieme alle quali cercare significativi punti di convergenza. Ha bisogno in sostanza di riconoscersi in una autentica prospettiva federativa offerta in modo non strumentale a forze politiche d’ispirazione non cattolica (che siano di destra o di sinistra non cambia la natura del problema). Ha bisogno, sia pure in condizioni oggi diversissime, del realismo e del coraggio di cui seppe dare prova De Gasperi nel 1947-48, allorché mise insieme una coalizione di forze diverse, e la mantenne pure dopo la vittoria del 18 aprile, a dispetto dei fremiti egemonici e delle rivendicazioni identitarie di molti dei suoi. L’alternativa è il ghetto di un’autosufficienza magniloquente, ma in realtà sempre più insignificante e sempre più esposta a ogni degenerazione.

da Il maso chiuso dei cattolici – Corriere.it.


Lectio Magistralis del prof. Ratzinger al College des Bernardins di Parigi, 12 Settembre 2008

Il tema di fondo della lectio del prof. Joseph Ratzinger è esplicitato nelle righe finali:

“Una cultura meramente positivista che rimuovesse nel campo soggettivo come non scientifica la domanda circa Dio, sarebbe la capitolazione della ragione, la rinuncia alle sue possibilità più alte e quindi un tracollo dell’umanesimo, le cui conseguenze non potrebbero essere che gravi.”

La scaletta argomentativa è particolarmente suggestiva, anche perché si snoda attorno alla immagine dei monasteri e della vita monastica per scovare le radici del pensiero riflessivo:

“Nella confusione dei tempi in cui niente sembrava resistere, essi volevano fare la cosa essenziale: impegnarsi per trovare ciò che vale e permane sempre, trovare la Vita stessa.”

Non appartiene al mio percorso intellettuale quello di riferire la “cultura della Parola” (custodita e sviluppata dai monaci) al “colloquio con Dio.

Tuttavia, da laico, sono molto interessato al tema della tensione fra “legame” e libertà, in quanto non posso farmi soggetto se non dentro al rapporto continuo che si instaura fra la storia (così ritraduco il tema del “legame”) e la biografia personale. E’ la libertà soggettiva, dentro le regole sociali, che mi produce ogni giorno come individuo.

Nel loro linguaggio i cattolici propongono così la questione:

“Questa tensione tra legame e libertà, che va ben oltre il problema letterario dell’interpretazione della Scrittura, ha determinato anche il pensiero e l’operare del monachesimo e ha profondamente plasmato la cultura occidentale.
Essa si pone nuovamente anche alla nostra generazione come sfida di fronte ai poli dell’arbitrio soggettivo, da una parte, e del fanatismo fondamentalista, dall’altra. Sarebbe fatale, se la cultura europea di oggi potesse comprendere la libertà ormai solo come la mancanza totale di legami e con ciò favorisse inevitabilmente il fanatismo e l’arbitrio.”

Non sono indifferente a questo modo di ragionare.


Joseph Ratzinger, Lectio al al Collège des Bernardins di Parigi, 12 Settembre 2008

….
Vorrei parlarvi stasera delle origini della teologia occidentale e delle radici della cultura europea. Ho ricordato all’inizio che il luogo in cui ci troviamo è in qualche modo emblematico. È infatti legato alla cultura monastica, giacché qui hanno vissuto giovani monaci, impegnati ad introdursi in una comprensione più profonda della loro chiamata e a vivere meglio la loro missione. È questa un’esperienza che interessa ancora noi oggi, o vi incontriamo soltanto un mondo ormai passato? Per rispondere, dobbiamo riflettere un momento sulla natura dello stesso monachesimo occidentale. Di che cosa si trattava allora? In base alla storia degli effetti del monachesimo possiamo dire che, nel grande sconvolgimento culturale prodotto dalla migrazione di popoli e dai nuovi ordini statali che stavano formandosi, i monasteri erano i luoghi in cui sopravvivevano i tesori della vecchia cultura e dove, in riferimento ad essi, veniva formata passo passo una nuova cultura.
Ma come avveniva questo? Quale era la motivazione delle persone che in questi luoghi si riunivano? Che intenzioni avevano? Come hanno vissuto? Innanzitutto e per prima cosa si deve dire, con molto realismo, che non era loro intenzione di creare una cultura e nemmeno di conservare una cultura del passato. La loro motivazione era molto più elementare. Il loro obiettivo era: quaerere Deum, cercare Dio. Nella confusione dei tempi in cui niente sembrava resistere, essi volevano fare la cosa essenziale: impegnarsi per trovare ciò che vale e permane sempre, trovare la Vita stessa. Erano alla ricerca di Dio. Dalle cose secondarie volevano passare a quelle essenziali, a ciò che, solo, è veramente importante e affidabile. Si dice che erano orientati in modo “escatologico”. Ma ciò non è da intendere in senso cronologico, come se guardassero verso la fine del mondo o verso la propria morte, ma in un senso esistenziale: dietro le cose provvisorie cercavano il definitivo. Quaerere Deum: poiché erano cristiani, questa non era una spedizione in un deserto senza strade, una ricerca verso il buio assoluto.
Dio stesso aveva piantato delle segnalazioni di percorso, anzi, aveva spianato una via, e il compito consisteva nel trovarla e seguirla. Questa via era la sua Parola che, nei libri delle Sacre Scritture, era aperta davanti agli uomini. La ricerca di Dio richiede quindi per intrinseca esigenza una cultura della parola o, come si esprime Jean Leclercq : nel monachesimo occidentale, escatologia e grammatica sono interiormente connesse l’una con l’altra (cfr L’amour des lettres et le desir de Dieu, p.14). Il desiderio di Dio, le désir de Dieu, include l’amour des lettres, l’amore per la parola, il penetrare in tutte le sue dimensioni. Poiché nella Parola biblica Dio è in cammino verso di noi e noi verso di Lui, bisogna imparare a penetrare nel segreto della lingua, a comprenderla nella sua struttura e nel suo modo di esprimersi. Così, proprio a causa della ricerca di Dio, diventano importanti le scienze profane che ci indicano le vie verso la lingua. Poiché la ricerca di Dio esigeva la cultura della parola, fa parte del monastero la biblioteca che indica le vie verso la parola. Per lo stesso motivo ne fa parte anche la scuola, nella quale le vie vengono aperte concretamente. Benedetto chiama il monastero una dominici servitii schola.
Il monastero serve alla eruditio, alla formazione e all’erudizione dell’uomo – una formazione con l’obbiettivo ultimo che l’uomo impari a servire Dio. Ma questo comporta proprio anche la formazione della ragione, l’erudizione, in base alla quale l’uomo impara a percepire, in mezzo alle parole, la Parola. Per avere la piena visione della cultura della parola, che appartiene all’essenza della ricerca di Dio, dobbiamo fare un altro passo. La Parola che apre la via della ricerca di Dio ed è essa stessa questa via, é una Parola che riguarda la comunità. Certo, essa trafigge il cuore di ciascun singolo (cfr At 2, 37). Gregorio Magno descrive questo come una fitta improvvisa che squarcia la nostra anima sonnolenta e ci sveglia rendendoci attenti per Dio (cfr Leclercq, ibid., p.35). Ma così ci rende attenti anche gli uni per gli altri. La Parola non conduce a una via solo individuale di un’immersione mistica, ma introduce nella comunione con quanti camminano nella fede. E per questo bisogna non solo riflettere sulla Parola, ma anche leggerla in modo giusto. Come nella scuola rabbinica, così anche tra i monaci il leggere stesso compiuto dal singolo è al contempo un atto corporeo. “Se, tuttavia, legere e lectio vengono usati senza un attributo esplicativo, indicano per lo più un’attività che, come il cantare e lo scrivere, comprende l’intero corpo e l’intero spirito”, dice al riguardo Jean Leclercq (ibid., p.21).
E ancora c’è da fare un altro passo. La Parola di Dio introduce noi stessi nel colloquio con Dio. Il Dio che parla nella Bibbia ci insegna come noi possiamo parlare con Lui. Specialmente nel Libro dei Salmi Egli ci dà le parole con cui possiamo rivolgerci a Lui, portare la nostra vita con i suoi alti e bassi nel colloquio davanti a Lui, trasformando così la vita stessa in un movimento verso di Lui. I Salmi contengono ripetutamente delle istruzioni anche sul come devono essere cantati ed accompagnati con strumenti musicali. Per pregare in base alla Parola di Dio il solo pronunciare non basta, esso richiede la musica. Due canti della liturgia cristiana derivano da testi biblici che li pongono sulle labbra degli Angeli: il Gloria, che è cantato dagli Angeli alla nascita di Gesù, e il Sanctus, che secondo Isaia 6 è l’acclamazione dei Serafini che stanno nell’ immediata vicinanza di Dio. Alla luce di ciò la Liturgia cristiana è invito a cantare insieme agli Angeli e a portare così la parola alla sua destinazione più alta. Sentiamo in questo contesto ancora una volta Jean Leclercq: “I monaci dovevano trovare delle melodie che traducevano in suoni l’adesione dell’uomo redento ai misteri che egli celebra. I pochi capitelli di Cluny, che si sono conservati fino ai nostri giorni, mostrano così i simboli cristologici dei singoli toni” (cfr ibid. p.229).
In Benedetto, per la preghiera e per il canto dei monaci vale come regola determinante la parola del Salmo: Coram angelis psallam Tibi, Domine – davanti agli angeli voglio cantare a Te, Signore (cfr 138,1). Qui si esprime la consapevolezza di cantare nella preghiera comunitaria in presenza di tutta la corte celeste e di essere quindi esposti al criterio supremo: di pregare e di cantare in maniera da potersi unire alla musica degli Spiriti sublimi, che erano considerati gli autori dell’armonia del cosmo, della musica delle sfere.
I monaci con il loro pregare e cantare devono corrispondere alla grandezza della Parola loro affidata, alla sua esigenza di vera bellezza. Da questa esigenza intrinseca del parlare con Dio e del cantarLo con le parole donate da Lui stesso è nata la grande musica occidentale. Non si trattava di una “creatività” privata, in cui l’individuo erige un monumento a se stesso, prendendo come criterio essenzialmente la rappresentazione del proprio io. Si trattava piuttosto di riconoscere attentamente con gli “orecchi del cuore” le leggi intrinseche della musica della stessa creazione, le forme essenziali della musica immesse dal Creatore nel suo mondo e nell’uomo, e trovare così la musica degna di Dio, che allora al contempo è anche veramente degna dell’uomo e fa risuonare in modo puro la sua dignità.
Per capire in qualche modo la cultura della parola, che nel monachesimo occidentale si è sviluppata dalla ricerca di Dio, partendo dall’interno, occorre finalmente fare almeno un breve cenno alla particolarità del Libro o dei Libri in cui questa Parola è venuta incontro ai monaci. La Bibbia, vista sotto l’aspetto puramente storico o letterario, non è semplicemente un libro, ma una raccolta di testi letterari, la cui stesura si estende lungo più di un millennio e i cui singoli libri non sono facilmente riconoscibili come appartenenti ad un’unità interiore; esistono invece tensioni visibili tra di essi.
Ciò vale già all’interno della Bibbia di Israele, che noi cristiani chiamiamo l’Antico Testamento. Vale tanto più quando noi, come cristiani, colleghiamo il Nuovo Testamento e i suoi scritti, quasi come chiave ermeneutica, con la Bibbia di Israele, interpretandola così come via verso Cristo. Nel Nuovo Testamento, con buona ragione, la Bibbia normalmente non viene qualificata come “la Scrittura”, ma come “le Scritture” che, tuttavia, nel loro insieme vengono poi considerate come l’unica Parola di Dio rivolta a noi. Ma già questo plurale rende evidente che qui la Parola di Dio ci raggiunge soltanto attraverso la parola umana, attraverso le parole umane, che cioè Dio parla a noi solo attraverso gli uomini, mediante le loro parole e la loro storia. Questo, a sua volta, significa che l’aspetto divino della Parola e delle parole non è semplicemente ovvio. Detto in espressioni moderne: l’unità dei libri biblici e il carattere divino delle loro parole non sono, da un punto di vista puramente storico, afferrabili. L’elemento storico è la molteplicità e l’umanità. Da qui si comprende la formulazione di un distico medioevale che, a prima vista, sembra sconcertante: “Littera gesta docet – quid credas allegoria…” (cfr Augustinus de Dacia, Rotulus pugillaris, I). La lettera mostra i fatti; ciò che devi credere lo dice l’allegoria, cioè l’interpretazione cristologica e pneumatica.
Possiamo esprimere tutto ciò anche in modo più semplice: la Scrittura ha bisogno dell’interpretazione, e ha bisogno della comunità in cui si è formata e in cui viene vissuta. In essa ha la sua unità e in essa si dischiude il senso che tiene unito il tutto. Detto ancora in un altro modo: esistono dimensioni del significato della Parola e delle parole, che si dischiudono soltanto nella comunione vissuta di questa Parola che crea la storia. Mediante la crescente percezione delle diverse dimensioni del senso, la Parola non viene svalutata, ma appare, anzi, in tutta la sua grandezza e dignità. Per questo il “Catechismo della Chiesa Cattolica” con buona ragione può dire che il cristianesimo non è semplicemente una religione del libro nel senso classico (cfr n. 108). Il cristianesimo percepisce nelle parole la Parola, il Logos stesso, che estende il suo mistero attraverso tale molteplicità. Questa struttura particolare della Bibbia è una sfida sempre nuova per ogni generazione. Secondo la sua natura essa esclude tutto ciò che oggi viene chiamato fondamentalismo. La Parola di Dio stesso, infatti, non è mai presente già nella semplice letteralità del testo. Per raggiungerla occorre un trascendimento e un processo di comprensione, che si lascia guidare dal movimento interiore dell’insieme e perciò deve diventare anche un processo di vita. Sempre e solo nell’unità dinamica dell’insieme i molti libri formano un Libro, si rivelano nella parola e nella storia umane la Parola di Dio e l’agire di Dio nel mondo.
Tutta la drammaticità di questo tema viene illuminata negli scritti di san Paolo. Che cosa significhi il trascendimento della lettera e la sua comprensione unicamente a partire dall’insieme, egli l’ha espresso in modo drastico nella frase: “La lettera uccide, lo Spirito dà vita” (2 Cor 3,6). E ancora: “Dove c’è lo Spirito … c’è libertà” (2 Cor 3,17). La grandezza e la vastità di tale visione della Parola biblica, tuttavia, si può comprendere solo se si ascolta Paolo fino in fondo e si apprende allora che questo Spirito liberatore ha un nome e che la libertà ha quindi una misura interiore: “Il Signore è lo Spirito, e dove c’è lo Spirito del Signore c’è libertà” (2 Cor 3,17). Lo Spirito liberatore non è semplicemente la propria idea, la visione personale di chi interpreta. Lo Spirito è Cristo, e Cristo è il Signore che ci indica la strada. Con la parola sullo Spirito e sulla libertà si schiude un vasto orizzonte, ma allo stesso tempo si pone un chiaro limite all’arbitrio e alla soggettività, un limite che obbliga in maniera inequivocabile il singolo come la comunità e crea un legame superiore a quello della lettera: il legame dell’intelletto e dell’amore.Questa tensione tra legame e libertà, che va ben oltre il problema letterario dell’interpretazione della Scrittura, ha determinato anche il pensiero e l’operare del monachesimo e ha profondamente plasmato la cultura occidentale.
Essa si pone nuovamente anche alla nostra generazione come sfida di fronte ai poli dell’arbitrio soggettivo, da una parte, e del fanatismo fondamentalista, dall’altra. Sarebbe fatale, se la cultura europea di oggi potesse comprendere la libertà ormai solo come la mancanza totale di legami e con ciò favorisse inevitabilmente il fanatismo e l’arbitrio.
 Mancanza di legame e arbitrio non sono la libertà, ma la sua distruzione. Nella considerazione sulla “scuola del servizio divino” – come Benedetto chiamava il monachesimo – abbiamo fino a questo punto rivolto la nostra attenzione solo al suo orientamento verso la parola, verso l’ “ora”. E di fatto è a partire da ciò che viene determinata la direzione dell’insieme della vita monastica. Ma la nostra riflessione rimarrebbe incompleta, se non fissassimo il nostro sguardo almeno brevemente anche sulla seconda componente del monachesimo, quella descritta col “labora”. Nel mondo greco il lavoro fisico era considerato l’impegno dei servi. Il saggio, l’uomo veramente libero si dedicava unicamente alle cose spirituali; lasciava il lavoro fisico come qualcosa di inferiore a quegli uomini che non sono capaci di questa esistenza superiore nel mondo dello spirito. Assolutamente diversa era la tradizione giudaica: tutti i grandi rabbi esercitavano allo stesso tempo anche una professione artigianale. Paolo che, come rabbi e poi come annunciatore del Vangelo ai gentili, era anche tessitore di tende e si guadagnava la vita con il lavoro delle proprie mani, non costituisce un’eccezione, ma sta nella comune tradizione del rabbinismo.
Il monachesimo ha accolto questa tradizione; il lavoro manuale è parte costitutiva del monachesimo cristiano. Benedetto parla nella sua Regola non propriamente della scuola, anche se l’insegnamento e l’apprendimento – come abbiamo visto – in essa erano cose praticamente scontate. Parla però
esplicitamente del lavoro (cfr cap.48). Altrettanto fa Agostino che al lavoro dei monaci ha dedicato un libro particolare. I cristiani, che con ciò continuavano nella tradizione da tempo praticata dal giudaismo, dovevano inoltre sentirsi chiamati in causa dalla parola di Gesù nel Vangelo di Giovanni, con la quale Egli difendeva il suo operare in giorno di Sabato: “Il Padre mio opera sempre e anch’io opero” (5, 17). Il mondo greco-romano non conosceva alcun Dio Creatore; la divinità suprema, secondo la loro visione, non poteva, per così dire, sporcarsi le mani con la creazione della materia. Il “costruire” il mondo era riservato al demiurgo, una deità subordinata. Ben diverso il Dio cristiano: Egli, l’Uno, il vero e unico Dio, è anche il Creatore. Dio lavora; continua a lavorare nella e sulla storia degli uomini. In Cristo Egli entra come Persona nel lavoro faticoso della storia. “Il Padre mio opera sempre e anch’io opero”. Dio stesso è il Creatore del mondo, e la creazione non è ancora finita. Dio lavora. Così il lavorare degli uomini doveva apparire come un’espressione particolare della loro somiglianza con Dio e l’uomo, in questo modo, ha facoltà e può partecipare all’operare di Dio nella creazione del mondo.
Del monachesimo fa parte, insieme con la cultura della parola, una cultura del lavoro, senza la quale lo sviluppo dell’Europa, il suo ethos e la sua formazione del mondo sono impensabili. Questo ethos dovrebbe però includere la volontà di far sì che il lavoro e la determinazione della storia da parte dell’uomo siano un collaborare con il Creatore, prendendo da Lui la misura. Dove questa misura viene a mancare e l’uomo eleva se stesso a creatore deiforme, la formazione del mondo può facilmente trasformarsi nella sua distruzione. Siamo partiti dall’osservazione che, nel crollo di vecchi ordini e sicurezze, l’atteggiamento di fondo dei monaci era il quaerere Deum – mettersi alla ricerca di Dio. Potremmo dire che questo è l’atteggiamento veramente filosofico: guardare oltre le cose penultime e mettersi in ricerca di quelle ultime, vere. Chi si faceva monaco, s’incamminava su una via lunga e alta, aveva tuttavia già trovato la direzione: la Parola della Bibbia nella quale sentiva parlare Dio stesso. Ora doveva cercare di comprenderLo, per poter andare verso di Lui. Così il cammino dei monaci, pur rimanendo non misurabile nella lunghezza, si svolge ormai all’interno della Parola accolta. Il cercare dei monaci, sotto certi aspetti, porta in se stesso già un trovare.
Occorre dunque, affinché questo cercare sia reso possibile, che in precedenza esista già un primo movimento che non solo susciti la volontà di cercare, ma renda anche credibile che in questa Parola sia nascosta la via – o meglio: che in questa Parola Dio stesso si faccia incontro agli uomini e perciò gli uomini attraverso di essa possano raggiungere Dio. Con altre parole: deve esserci l’annuncio che si rivolge all’uomo creando così in lui una convinzione che può trasformarsi in vita.Affinché si apra una via verso il cuore della Parola biblica quale Parola di Dio, questa stessa Parola deve prima essere annunciata verso l’esterno. L’espressione classica di questa necessità della fede cristiana di rendersi comunicabile agli altri è una frase della Prima Lettera di Pietro, che nella teologia medievale era considerata la ragione biblica per il lavoro dei teologi: “Siate sempre pronti a rispondere a chiunque vi domandi ragione (logos) della speranza che è in voi” (3, 15) (Logos, la Ragionedella Speranza deve diventare apo-logia, la Paroladeve diventare risposta).
Di fatto, i cristiani della Chiesa nascente non hanno considerato il loro annuncio missionario come una propaganda, che doveva servire ad aumentare il proprio gruppo, ma come una necessità intrinseca che derivava dalla natura della loro fede: il Dio nel quale credevano era il Dio di tutti, il Dio uno e vero che si era mostrato nella storia d’Israele e infine nel suo Figlio, dando con ciò la risposta che riguardava tutti e che, nel loro intimo, tutti gli uomini attendono. L’universalità di Dio e l’universalità della ragione aperta verso di Lui costituivano per loro la motivazione e insieme il dovere dell’annuncio. Per loro la fede non apparteneva alla consuetudine culturale, che a seconda dei popoli è diversa, ma all’ambito della verità che riguarda ugualmente tutti. Lo schema fondamentale dell’annuncio cristiano “verso l’esterno” – agli uomini che, con le loro domande, sono in ricerca – si trova nel discorso di san Paolo all’Areopago. Teniamo presente, in questo contesto, che l’Areopago non era una specie di accademia, dove gli ingegni più illustri s’incontravano per la discussione sulle cose sublimi, ma un tribunale che aveva la competenza in materia di religione e doveva opporsi all’importazione di religioni straniere. È proprio questa l’accusa contro Paolo: “Sembra essere un annunziatore di divinità straniere” (At 17, 18). A ciò Paolo replica: “Ho trovato presso di voi un’ara con l’iscrizione: Al Dio ignoto. Quello che voi adorate senza conoscere, io ve lo annunzio” (cfr 17, 23). Paolo non annuncia dei ignoti. Egli annuncia Colui che gli uomini ignorano, eppure conoscono: l’Ignoto-Conosciuto; Colui che cercano, di cui, in fondo, hanno conoscenza e che, tuttavia, è l’Ignoto e l’Inconoscibile. Il più profondo del pensiero e del sentimento umani sa in qualche modo che Egli deve esistere. Che all’origine di tutte le cose deve eserci non l’irrazionalità, ma la Ragionecreativa; non il cieco caso, ma la libertà. Tuttavia, malgrado che tutti gli uomini in qualche modo sappiano questo – come Paolo sottolinea nella Lettera ai Romani (1, 21) – questo sapere rimane irreale: un Dio soltanto pensato e inventato non è un Dio. Se Egli non si mostra, noi comunque non giungiamo fino a Lui.
La cosa nuova dell’annuncio cristiano è la possibilità di dire ora a tutti i popoli: Egli si è mostrato. Egli personalmente. E adesso è aperta la via verso di Lui. La novità dell’annuncio cristiano consiste in un fatto: Egli si è mostrato. Ma questo non è un fatto cieco, ma un fatto che, esso stesso, è Logos – presenza della Ragione eterna nella nostra carne. Verbum caro factum est (Gv 1,14): proprio così nel fatto ora c’è il Logos, il Logos presente in mezzo a noi. Il fatto è ragionevole. Certamente occorre sempre l’umiltà della ragione per poter accoglierlo; occorre l’umiltà dell’uomo che risponde all’umiltà di Dio. La nostra situazione di oggi, sotto molti aspetti, è diversa da quella che Paolo incontrò ad Atene, ma, pur nella differenza, tuttavia, in molte cose anche assai analoga. Le nostre città non sono più piene di are ed immagini di molteplici divinità. Per molti, Dio è diventato veramente il grande Sconosciuto. Ma come allora dietro le numerose immagini degli dèi era nascosta e presente la domanda circa il Dio ignoto, così anche l’attuale assenza di Dio è tacitamente assillata dalla domanda che riguarda Lui. Quaerere Deum – cercare Dio e lasciarsi trovare da Lui: questo oggi non è meno necessario che in tempi passati.Una cultura meramente positivista che rimuovesse nel campo soggettivo come non scientifica la domanda circa Dio, sarebbe la capitolazione della ragione, la rinuncia alle sue possibilità più alte e quindi un tracollo dell’umanesimo, le cui conseguenze non potrebbero essere che gravi.Ciò che ha fondato la cultura dell’Europa, la ricerca di Dio e la disponibilità ad ascoltarLo, rimane anche oggi il fondamento di ogni vera cultura.


gli ITALIANI e le tasse: uno che sequestra un impiegato con un FUCILE A CANNE MOZZE diventa un eroe

per qualcuno è diventata un simbolo. Gli umori popolari del profondo Nord e alcune forze politiche, a 24 ore dall’«attacco» e pur con qualche prudenza, stanno costruendo addosso a Martinelli un ruolo che assomiglia a quello del «compagno che sbaglia». L’uomo che arriva a un «atto di pazzia» (un colpo di fucile a pompa sparato in un ufficio pubblico), ma che porta sulle spalle le frustrazioni e la rivolta «degli imprenditori strangolati dalle tasse e dallo Stato».

vai : L’Agenzia delle entrate: clima drammatico – Corriere.it.


Le politiche migratorie per la famiglia Bossi della Lega Nord: Laurea del Trota, parla il rappresentante dell’ateneo albanese


RENZO BOSSI, DALLA CASSAFORTE DI BELSITO SPUNTA LA LAUREA IN ALBANIA: TRE ANNI IN UNO (29 esami per 180 crediti)

Renzo Bossi in Albania laurea da extracomunitario con fondi pubblici
altro
Trota : laurea albanese in cassaforte Belsito.
La Guardia di Finanza ha trovato nella cas-
saforte di Belsito, dove era custodita la fa-
mosa cartella “The Family”, un diploma uni-
versitario che Renzo Bossi ha conseguito in
Albania. Il titolo è agli atti delle procure di
Napoli e Milano. E il sospetto è che il corso
sia stato pagato con i fondi della Lega. Tro-
vato anche un diploma di Moscagiuro.Stando a fonti di stampa, quello ritrovato è un diploma di laurea di primo livello, paragonabile probabilmente a una laurea triennale italiana: Bossi Jr. si sarebbe laureato in gestione aziendale alla facoltà di Economia aziendale della capitale albanese, sostenendo «29 esami» del corso di «gestione aziendale», acquisendo «180 crediti», che prevedono una percorso di studi di 3 anni. Il figlio del Senatur, però, stando anche alle prime analisi degli investigatori, avrebbe ottenuto la laurea in un anno circa. Renzo Bossi, infatti, ha preso il diploma di maturità in Italia nel luglio 2009 a 21 anni. Il certificato di la… altro

Tra i documenti sequestrati a Belsito anche la laurea albanese di Renzo Bossi. Tratto da Rainews24 -http://www.rainews24.rai.it altro

Newsletter della UAAR Unione Atei Agnostici Razionalisti

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La newsletter dell’associazione è uno strumento utilissimo per chiunque voglia essere aggiornato, comodamente a casa propria, sull’attività dell’UAAR.

Con cadenza mensile sarà possibile essere informati sulle piccole/grandi notizie, le prese di posizione, gli appuntamenti, le manifestazioni e le iniziative organizzate dalla nostra associazione.

Viene spedita solo a chi lo richiede espressamente, inviando un’e-mail vuota a uaarnews-subscribe@yahoogroups.com.

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Napolitano: non abbandonarsi alla “cieca sfiducia”, lasciando spazio a “qualche demagogo di turno”

Il presidente della Repubblica, ha invitato a riflettere sul valore che i partiti hanno avuto in passato invitandoli a ritrovare lo slancio ideale e a non abbandonarsi alla “cieca sfiducia”, lasciando spazio a “qualche demagogo di turno”.

da Napolitano difende i partiti e boccia la demagogia.


Violenza della sinistra: «Fuori Piero Fassino dal corteo», proteste a Torino Ragazzi fermati e caricati dalla polizia – Corriere.it

Tensioni al corteo del Primo Maggio a Torino. Non appena la schiera di migliaia di persone ha iniziato a percorrere via Po, un gruppo di circa 40 studenti e militanti del centro sociale Askatasuna ha cercato di spezzare il corteo nel punto in si trovava il sindaco di Torino, Piero Fassino, gridando «Fuori Fassino dal corteo».

I ragazzi sono sbucati di corsa da una via laterale, hanno fatto esplodere una bomba carta, ma, prima che raggiungessero il primo cittadino, sono stati fermati  ….  Uno dei leader del centro sociale è stato caricato su un blindato e portato in questura. In tutto quattro persone appartenenti al centro sociale sono state fermate. ….Dopo gli scontri il corteo ha ripreso lentamente il suo percorso. Fassino resta in testa, con la fascia tricolore, circondato da una schiera di agenti in tenuta antisommossa e dal servizio d’ordine dei sindacati. Proseguono i fischi di alcuni cittadini, contro di lui. «Vergogna» e «Fuori la polizia dal corteo» gridano i manifestanti. 

«Fuori Fassino dal corteo», proteste a Torino Ragazzi fermati e caricati dalla polizia – Corriere.it.


cultura politica della Lega Nord: dieci dossier segreti di Belsito – Corriere.it

Sono almeno dieci i dossier illegali su politici e manager che Francesco Belsito era pronto a utilizzare. E tra le persone che il tesoriere della Lega teneva «sotto controllo» c’erano anche Roberto Castelli, che come componente del comitato di gestione gli chiedeva chiarimenti sugli investimenti all’estero, Rosi Mauro e il suo body guard Pier Moscagiuro. 

I dieci dossier segreti di Belsito Tra gli spiati Castelli e Rosi Mauro – Corriere.it.


Dal 1994 la Lega Nord ha avuto 120.260.237 € di finanziamento pubblico | Intoccabili

va a: Dal 1994 la Lega Nord ha avuto 120.260.237 € di finanziamento pubblico | Intoccabili.


Roberto Formigoni del movimento COMUNIONE E IRRITAZIONE (Maurizio Crozza)

davanti all’ennesima raffica di domande sulle rice­vute dei pagamenti di quei viaggi extralusso ai Caraibi, Formigoni ha perso le staffe: senza pensarci due volte ha sfilato di mano il microfono ad una giornalista di Tele ­Lombardia , ” colpevole” di aver interrotto troppo spesso il governatore, aggiungendo: «Se vuole qualche lezione di giornalismo le posso indica­re delle scuole dove le inse­gnano a fare le domande e ad aspettare le riposte. Se ades­so dà il microfono a me, con­tinuo. Così non mi interrom­pe ». E ancora: «I cittadini hanno capito benissimo che è in corso un attacco ideolo­gico contro il centrodestra, Formigoni e la Regione Lom­bardia. Ho già spiegato con chiarezza come faccio le va­canze e vi ho invitato a smet­tere di porre le stesse doman­de. Ho anche detto che stase­ra (ieri, ndr) sarò a Matrix. E, se il direttore di quel grande giornale di cui non ricordo il nome me lo chiederà, rispon­derò. Dunque o guardate la trasmissione, o venite giù con me in un viaggio di grup­po a Roma. Ovviamente ognuno paga per sè, ci si divi­de le spese. Questo è il mio metodo».

  1. Notizie relative a formigoni strappa microfono


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    1. Formigoni fuori di sé strappa il microfono alla cronista: “Parlo io”

      Cronaca Qui‎ – 2 ore fa
      Che il governatore Roberto Formigoni abbia vissuto momenti migliori, č fuori dubbio. Dei diciassette ininterrotti anni di governo al Pirellone, 
  2. Formigoni strappa microfono - Italia – ANSA.it

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    17 ore fa – Governatore contro cronista di Telelombardia, Ansa.

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    2 ore fa – Che il governatore Roberto Formigoni abbia vissuto momenti migliori, è fuori dubbio. Dei diciassette ininterrotti anni di governo al Pirellone, 

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    22 ore fa – «Se vuole qualche lezione di giornalismo le posso indicare delle scuole dove insegnano a fare le domande ed aspettare le risposte. Incalzare 

  5. Formigoni strappa il microfono a cronista «Dopo Berlusconi 

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    23 ore fa – MILANO – «Se vuole qualche lezione di giornalismo le posso indicare delle scuole dove le insegnano a fare domande e ad ascoltare le 

  6. Formigoni strappa il microfono a una giornalista

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    Se vuole qualche lezione di giornalismo le posso indicare delle scuole dove le insegnano a fare le 
  7. Formigoni strappa il microfono a una cronista: “Non sa fare il suo 

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    Indispettito dalle “solite domande” di una cronista, il governatore della Regione Lombardia le prende il 
  8. Mercoledì 25 Aprile 2012 Formigoni Fuori Di Sé Strappa Il Microfono 

    www.intopic.it/notizia/3738508/

    2 ore fa – Presenta una serie di articoli relativi alla notizia: Formigoni Fuori Di SéStrappa Il Microfono Alla Cronista: ‘parlo Io’; Numero di notizie: 12; Data 

  9. Formigoni strappa microfono a giornalista

    www.milanotoday.it › Politica

    1 giorno fa – Roberto Formigoni ”nervosetto” per la vicenda sulle vacanze pagate dal faccendiere Daccò. Durante un incontro in Regione, martedì 24 aprile, 

  10. Formigoni strappa il microfono alla cronista: “Così la smette di 

    www.liberoquotidiano.it/…/Formigoni-strappa-il-microfono-alla-cron…

    59 minuti fa – Una domanda sgradita è bastata per far infuriare Roberto Formigoni. Il Governatore della Lombardia ha avuto una reazione scomposta mentre 

  11. Formigoni strappa il microfono a cronista «Le insegno io a fare le 

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    20 ore fa – MILANO – «Se vuole qualche lezione di giornalismo le posso indicare delle scuole dove le insegnano a fare domande e ad ascoltare le 


Borghezio, domani andrei a onorare caduti Repubblica Sociale

Reblogged from Intoccabili:

“Se non fossi impegnato a fare il mio dovere di europarlamentare a Bruxelles”, domani 25 aprile “andrei volentieri al cimitero centrale di Torino ad onorare le tombe dei dimenticati, cioe’ i caduti della Repubblica Sociale Italiana”. Lo ha detto Mario Borghezio, eurodeputato della Lega Nord, intervenendo a ‘Un Giorno da Pecora’. “Nella mia vita – aggiunge rispondendo alle domande dei conduttori – non sono mai andato ad un corteo dell’Anpi e non ci andrei certo domani”.

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Nazifascisti portati in Parlamento europeo dalla Lega Nord

COMUNIONE E LIBERAZIONE: Il mostro bianco. Più potente della mafia, più segreta della massoneria, di Enrico De Alessandri, Amazon.it

Il mostro bianco. Più potente della mafia, più segreta della massoneria. Comunione e Liberazione controlla come nessun altro il servizio pubblico televisivo

viaIl mostro bianco. Più potente della mafia, più segreta della massoneria. Comunione e Liberazione controlla come nessun altro il servizio pubblico televisivo: Amazon.it: Enrico De Alessandri: Libri.


Giampaolo PANSA presenta: TIPI SINISTRI, i gironi infernali della casta rossa, Rizzoli, 2012


Renato Farina (Pdl): “I gay non dovrebbero fare sesso, è contro natura"

Reblogged from Intoccabili:

“Due gay non devono fare sesso, è contro natura. Un disordine rispetto all’ordine stabilito dalla natura, una pratica che fa male. I gay hanno un certo tipo di sensibilità, ma non devono praticare l’omosessualità, trasformarla in atti concreti. Devono astenersi”. Lo dice Renato Farina, deputato del Pdl, alla Zanzara su Radio 24.

“Gli impulsi – risponde Farina ai conduttori della Zanzara, Cruciani e Parenzo su Radio 24 – vanno governati con la ragione, altrimenti dovremmo sempre cedere.

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La visione della sessualità e, in particolare della omosessualità, per gli ideologi di COMUNIONE E LIBERAZIONE la domanda è: QUANDO ARRIVA LA LIBERAZIONE?

Umberto Bossi: un partito può buttare i soldi dalla finestra se vuole – da YouTube

Bossi: un partito può buttare i soldi dalla finestra se vuole – Alessandria 19.04.2012

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Pietro Ichino: il modo di ragionare della vecchia sinistra

Strano modo di ragionare, quello della vecchia sinistra.

Polemizza ferocemente contro i mercati finanziari, che pretendono di controllare le cose di casa nostra; ma predica il ritorno a una politica di libero indebitamento dello Stato. Come farebbe lo Stato a indebitarsi, se non ci fossero i mercati finanziari? E chi mai sarebbe disposto a prestarci il suo denaro senza controllare che siamo in grado di restituirlo?

Dice di difendere i giovani, ma poi si oppone al nuovo articolo 81 della Costituzione che il Senato ha approvato martedì scorso: una norma che non vieta di prendere denaro a prestito, ma impone soltanto di non lasciare il debito da pagare ai figli e ai nipoti, come la mia generazione ha fatto e sta ancora facendo

da Pietro Ichino |  LA STRANA POLEMICA DELLA VECCHIA SINISTRA CONTRO L’EQUILIBRIO DI BILANCIO.


FORMIGONI E L’HOTEL PAGATO AI CARAIBI: lettera della MOGLIE DI SIMONE, da Ore 12 di Corriere.it

FORMIGONI E L’HOTEL PAGATO AI CARAIBILA MOGLIE DI SIMONE: TUTTE QUELLE CENE

un albergoa 7 stelle ad Anguilla nello stesso Capodanno del volo pagato al governatore Ferrarella e Guastella

http://www.corriere.it/neutro/12_aprile_20/tappo_formigoni_dacco_0ddc758a-8aa8-11e1-9df7-98e3d52d16a5.shtml


Comunione e liberazione e la politica sanitaria nella Regione Lombardia attraverso la lettera di Carla Vites, moglie di Antonio Simone, arrestato venerdì scorso nell’ambito dell’indagine sulla Fondazione Maugeri

Carla Vites, moglie di Antonio Simone, ha scritto una lettera pubblicata oggi dal Corriere della Sera. Simone è stato assessore alla Sanità in Lombardia negli anni Novanta, è un noto esponente di Comunione e Liberazione ed è stato arrestato venerdì scorso nell’ambito dell’indagine sulla Fondazione Maugeri, un istituto di ricovero e cura a carattere scientifico con sede a Pavia ma con istituti in tutta Italia. Gli inquirenti indagano Simone e altri per associazione a delinquere, accusandoli di avere trasferito in fondi neri all’estero fino a 56 milioni di euro della fondazione. Al centro dell’inchiesta c’è Piero Daccò, l’intermediario in rapporti d’affari e di consulenze con il San Raffaele che si trova in carcere dal 15 novembre, che è accusato anche di appropriazione indebita e intestazione fittizia di beni. Roberto Formigoni non è indagato ma in questi giorni ha dovuto rispondere a molte domande relativamente alla gestione della sanità da parte della regione e dei suoi rapporti con lo stesso Daccò, col quale il presidente della regione è andato in vacanza (e gli inquirenti vogliono capire chi pagò quelle vacanze). 

vai  La lettera di Carla Vites al Corriere | Il Post.


culture politiche: il prefascista Grillo e l’affermazione (post nazista) “Faremo una Norimberga dei partiti”. Associato a Marinetti e Mussolini

Grillo: “Faremo una Norimberga dei partiti”
Durante un comizio a Borgomanero Beppe Griillo propone un processo pubblico ai politici …
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DA MARINETTI A MUSSOLINI:

Il Presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni e la compagnia di Giuda, a l’Infedele del 16 aprile 2012

le vacanze di Giuda

“Tutti possiamo sbagliare nelle cattive compagnie. Persino Gesù uno su dodici l’ha proprio sbagliato …”


Roberto Benigni sulla famiglia Bossi e la Lega Nord, a Che tempo che fa del 15 aprile 2012, #bossi #lega


Roberto Benigni su Berlusconi: … se dico MI MANCA …, a Che Tempo che Fa del 15 aprile 2012


Massimo Cacciari su: Lega Nord e prossime elezioni politiche, in La7 / Otto e Mezzo, 13 aprile 2012

vai a: http://www.la7.tv/richplayer/index.html?assetid=50260339

Audio degli interventi di Massimo Cacciari


Sinistra: la cultura dell’odio. Istigazione alla contestazione a Pietro Ichino. Giuslavorista, parlamentare del Pd

Diamo il nostro “saluto” a Pietro Ichino….. | Confederazione Cobas …
A seguire l’appello lanciato dagli studenti di scienze politiche per
costruire in città la contestazione a Pietro Ichino. Giuslavorista,
parlamentare del Pd, Ichino è tra …
<http://www.cobaspisa.it/diamo-il-nostro-saluto-a-pietro-ichino/>


Sanità nella Regione Lombardia: il caso della Fondazione Maugeri

Un groviglio opaco di attività molto simile, sostengono i magistrati, a
quello messo in piedi da Mario Cal, il numero due del San Raffaele morto
suicida all’inizio dell’inchiesta sulle attività dell’ex impero di don
Verzé. Il caso Maugeri è quasi un …
<http://milano.corriere.it/milano/notizie/cronaca/12_aprile_14/ragnatella-interessi-ugo-savoia-2004072861406.shtml>


Le tradizioni e le nostre personalità nel tempo attuale | di Paolo Ferrario, in Muoversi Insieme, 2012

Ogni innovazione è una tradizione ben riuscita”. In questa incisiva frase di Carlo Petrini, il fondatore dell’associazione “Slow Food” e poi promotore dei meeting di Terra Madre, è contenuto in modo efficace il dilemma entro cui si sviluppano i cambiamenti dell’epoca in cui stanno vivendo le giovani e vecchie generazioni. In quest’articolo prenderemo in esame il tema della coppiatradizione/innovazione nelle loro conseguenze sulla vita quotidiana delle persone. E’ proprio in tempi di crisi come quelli che stiamo attraversando noi abitatori della vecchia Europa che si fanno più vive le domande “chi siamo ?” e “dove stiamo andando ?”   … segue

tutto l’articolo qui: Le tradizioni e le nostre personalità nel tempo attuale | Muoversi Insieme.


#Lega cosa è il “cerchio magico”, di Giorgio Dell’Arti in ALTRI MONDI

Bisogna fare un po d’ordine nel caos che la magistratura ha indotto nella Lega. Iniziamo dalle ultime notizie.

  • Sta per scendere in campo anche la Procura di Genova, per via di una tangente da 40 o 50 mila euro versata dalla Fincantieri al partito, grazie all’intermediazione del tesoriere Belsito, consigliere d’amministrazione della società.
  • C’è poi una denuncia di Carla Rusticelli, già tesoriere del partito in Emilia, espulsa nel 2009 perché, a suo dire, non accettava pratiche di bilancio irregolari, creazione di neri eccetera:  ….
  •   Il parroco di Gemonio, intervistato pochi giorni fa, ha detto di non averlo mai visto in parrocchia. E le intemerate contro i “vescovoni”? E i riti sul Po, grottescamente pagani?
  •  il nuovo vertice amministrativo, quello che ha sostituito il tesoriere Belsito. Si tratta di Stefano Stefani, Silvana Comaroli e Roberto Simonetti. I tre decideranno di affidare a una società esterna la revisione dei conti e questa società dovrà vagliare i denari finiti nelle tasche della Mauro.
  • Ancora più delicato il passaggio di mercoledì, quando si riunirà per la prima volta il triumvirato a cui è stato affidato il partito: Maroni, Calderoli e la Dal Lago chiederanno alla Mauro di chiarire la storia di queste decine di migliaia di euro prelevate dai rimborsi elettorali. Potrebbe anche essere espulsa. 
  • Sarebbe un colpo durissimo per il “Cerchio magico” …Quando Bossi fu colpito dall’ictus, l’11 marzo del 2004, la moglie del Senatur, Manuela Marrone, vide il rischio di perdere tutto quello per cui aveva lottato: un partito forte, potere, denari, l’avvenire dei figli. Nella storia della Lega, la Manuela è forse più importante dello stesso Bossi: all’inizio mise lei i soldi, la casa, il lavoro mentre il marito andava in giro a far comizi. Ed ecco a un tratto lui è più di là che di qua e i colonnelli sono pronti a saltare su tutto quello che lei ha costruito. Mette in piedi perciò in poche ore un “Cerchio magico” che protegga il corpo santo del fondatore impedendo a chiunque di avvicinarsi. Il “Cerchio magico” è formato da lei stessa, da Marco Reguzzoni poi capogruppo alla Camera, da Giancarlo Giorgetti, da Roberto Cota, dalla Rosy Mauro, che andrà ad abitare a Gemonio  Va tenuto a bada soprattutto Maroni, quello che pretende di scalzare la dinastia. È lei che impone la candidatura del figlio Renzo, il “trota” testa dura che non riesce a diplomarsi e la laurea se la deve poi andare a comprare a Londra per 130 mila euro. Il “Cerchio magico”, cioè la Manuela, scatena anche una campagna contro Maroni, c’è un sito che lo tratta da Giuda, a gennaio Bossi viene persuaso a emanare un diktat impossibile, secondo il quale Maroni non può andare in giro a parlare nelle sedi leghiste.

da ALTRI MONDI.


#lega Il Caso Lega, raccolta di link da Intoccabili.wordpress.com

Le intercettazioni:

Lega Nord, le intercettazioni di Belsito (1) *** Lega Nord, le intercettazioni di Belsito (2) *** Lega Nord, le intercettazioni di Belsito (3) *** Belsito (4) “meglio Lusi, ha rubato e ora se ne sbatte”  *** Intercettazioni (5): La segretaria di Bossi: «Lo avvisai su Belsito»«Altri in segreteria» sapevano «delle elargizioni ai Bossi», dicono gli atti dell’inchiesta. Bonet in un’intercettazione: «Affaire Tanzania, il partito copre»  ***  Francesco Belsito, il fedele tesoriere della Lega (6), “capisci tutti i soldi a.. moglie (di Bossi), che stupido che sono”  ***  Caos Lega (7) Nadia Degrada *** Intercettazione Degrada-Belsito (8) Rosi Mauro e lo scandalo del 1996 *** Belsito (9): «Una finta caparra. Sono il tesoriere più pazzo del mondo»*** Lega Intercettazioni (10): Nadia Dagrada e Belsito, che dice “ho il cuore che sta andando a mille”

Le Prime pagine de La Padania

La Padania: Allungano le mani su Bossi per fermare un popolo  ***      La Padania di venerdì 6 aprile: Bossi, lega per sempre   ***     La Padania del 7 aprile 2012 Bossi: Tutti uniti

Il Giornale: Tiro alla Lega  – Libero: Vien giù la Lega  – La Padania: Allungano le mani su Bossi per fermare un popolo

Umberto Bossi: Bossi: «Io adesso devo stare lontano, non posso fare altro, devo fare un passo indietro», «Hanno tirato dentro i miei figli in questa cosa tremenda». *** Bossi: ‘Inchieste organizzate da Roma padrona’  *** Bossi: “Ricandidarmi? Ve lo dirò più avanti”  *** Bossi alla fine ammette: i miei non mi hanno detto la verità *** Bossi: «Mi sono messo a piangere, poi ho smesso perché ho visto che piangevano tutti» il video  *** Umberto Bossi: “Il fatto che io abbia dato le dimissioni non vuol dire che io scompaia. Se lo scordino. Resto nella Lega, da ultimo sostenitore o da segretario io resto sempre a disposizione della causa” “Da domani, mi chiameranno militante. Anzi, no. Semplice simpatizzante”. *** Bossi si è dimesso: “Chi sbaglia paga qualunque sia il cognome che eventualmente porti” *** Bossi: “Oggi nominerò il nuovo tesoriere della Lega”  *** Bossi: “Denuncerò chi ha utilizzato i soldi della Lega per sistemare la mia casa”  *** Bossi ai suoi, “forse mollo tutto!”

Renzo Bossi: La maturità di Renzo Bossi: viene promosso con 69/100. Erano due anni che ci provava. Il Senatur esulta durante un comizio *** Quando il Trota ci educava alla legalità *** Renzo Bossi a Striscia la notizia: «Il diploma? Non ti dico dove l’ho preso» *** Renzo Bossi: “Sono sereno” il video *** Renzo Bossi: “Mai preso soldi dal partito”

Rosi Mauro: Rosi Mauro: non si dimette da vicepresidente Senato, andrà in tv a spiegare *** Rosi Mauro: “Porcherie” il comunicato  *** Rosi Mauro, contro me accuse infondate

Roberto Maroni: Maroni su Facebook: “Pulizia, pulizia e pulizia” *** Maroni: Pasqua è risurrezione, e così sarà anche per la grande Lega *** Maroni siamo più forti di prima *** Maroni: “Bossi ci ha salvato. Al congresso si arriverà con un candidato unico *** Maroni su Facebook: “Dobbiamo fare subito pulizia: chi ha tradito la fiducia dei militanti deve essere cacciato”  *** Lega: Maroni, “fare pulizia e Belsito faccia passo indietro”

Voci dalla Lega: Borghezio un errore il Trota in politica *** Zaia, un errore candidare Renzo Bossi  *** Castelli difende Bossi, non sapeva nulla, e Belsito non mi faceva vedere i documenti  *** Tosi, Maroni sarebbe buon segretario *** Tosi cheide venga cacciato chi ha sbagliato e apre a una grande alleanza dopo il 2013 per ottenere il federalismo *** Gentilini (Lega Nord): “Se ruba, tagliamo le mani anche a Bossi” “Se la Lega non vuole morire deve cambiare. Via Bossi, il timone passi a Maroni” *** Matteo Salvini: “Bisogna eliminare le scorie dal partito” *** Zaia: “Mi sembra raccappricciante ciò che sta avvenendo: questa è un’agonia”
 

Gli “altri” giudicano la Lega: Storace: “Bossi? Non si è dimesso un santo”  ***   Alemanno “Ora la Lega tolga “indipendenza per la Padania” dal nome del partito” **** Grillo: “La Lega paga la sua opposizione al governo” *** Caso Lega e Vendola gode su twitter, Formigoni sorpreso e colpito da dimissioni di Bossi   *** Stracquadanio: “Maroni farà la fine di Martelli, che finì indagato…”  *** Ghedini: “Bossi parte offesa”  *** Lega Nord: Belisario (Idv), nel Carroccio non solo poche mele *** Galan guarda ai voti della Lega

Berlusconi rammaricato per l’amico Umberto *** Solidarietà Berlusconi a Bossi: Impossibili sospetti su lui

Su Twitter la ‘rivincita’ di Roma: #legaladrona, #asuainsaputa

Il caso Lega

Lega nel varesotto una delle sedi del Carroccio ha chiuso per protesta
I soldi facili della famiglia Bossi
Lega Nord: atti, soldi a Calderoli e a Bossi Intercettazione, da Senatur fondi in nero al partito
Fino al congresso a capo del partito Maroni-Calderoli-Dal Lago. Stefani tesoriere.
La lista delle spese pagate dalla Lega ai Bossi
Chi è Francesco Belsito, il tesoriere della Lega Nord indagato *** Francesco Belsito ha dato le dimissioni da tesoriere della Lega Nord
Su Radio Padania Libera l’inchiesta viene vista come una persecuzione *** Per alcuni militanti Umberto è un eroe, un Cristo in croce che si è dimesso per salvare la Padania
Perquisizioni anche per la segretaria di Bossi
Lega Nord, indagato il tesoriere Belsito «Fondi per pagare i conti di Bossi» Le ipotesi di reato: appropriazione indebita e truffa ai danni dello Stato. Si indaga inoltre per riciclaggio
Radio Padania annuncia la fine della perquisizione a via Bellerio
Lega Nord, carabinieri e finanza in sede Milano mandati dal pm di Napoli John Woodcook

Varie

Quando la Lega Nord era No Tav
Lega Nord: Roberto Maroni, noi fraintesi sul razzismo, ma ci abbiamo marciato sopra

Caso Boni

Boni non si dimette: “Vado avanti perchè sono innocente”  *** Caos Lombardia, Maroni e Castelli difendono Boni, mentre sul profilo di fb Radio Padania spariscono messaggi ostili a Boni  *** Lega Nord, indagato Boni presidente del consiglio regionale Lombardia per corruzione ***  Davide Boni su Twitter e Facebook dichiara la sua estraneità ai fatti *** Lega Nord conferma la fiducia a Davide Boni

da Il Caso Lega | Intoccabili.


I soldi facili della famiglia Bossi

Reblogged from Intoccabili:

 

c’è una parte del Paese, quella più dinamica e produttiva, che continua a non riuscire a far sentire la sua voce, né con la Lega né senza, né prima di Monti né con Monti di LUCA RICOLFI da La Stampa del 7 aprile 2012 | Quinto Stato

se la Lega scomparirà non sarà perché troppo estremista o radicale, bensì per la ragione opposta, perché troppo presto contaminata con i peggiori meccanismi della politica, e perciò dimentica della sua primaria ragione di esistenza. Chi è sempre stato anti-leghista ne gioirà, perché ha sempre considerato gli aspetti peggiori della Lega: l’ostilità al Mezzogiorno, il linguaggio volgare, la demonizzazione degli immigrati. Chi invece ha sempre visto anche le buone ragioni della Lega, ossia la critica del parassitismo e dell’eccesso di pressione fiscale, potrà solo consolarsi pensando che quelle buone ragioni la Lega le aveva ormai dimenticate da tempo.

Ma tutti, amici e nemici della Lega, almeno di un fatto dovremmo renderci conto: c’è una parte del Paese, quella più dinamica e produttiva, che continua a non riuscire a far sentire la sua voce, né con la Lega né senza, né prima di Monti né con Monti. 

da “Chi difende le ragioni del Nord” di LUCA RICOLFI da La Stampa del 7 aprile 2012 | Quinto Stato.


#lega due soli obiettivi: portare a casa una legge federalista purchessia, senza molta attenzione ai contenuti, e tutelare gli interessi del proprio ceto politico di LUCA RICOLFI da La Stampa del 7 aprile 2012 | Quinto Stato

Negli anni la Lega è cambiata, è diventata – al tempo stesso – sempre più ministeriale e sempre più attenta a preservare il potere locale dei suoi amministratori. Questo, in concreto, significa che i suoi dirigenti nazionali ormai si concentrano su due soli obiettivi: portare a casa una legge federalista purchessia, senza molta attenzione ai contenuti, e tutelare gli interessi del proprio ceto politico, che nel frattempo si è insediato in molti comuni, province e regioni del Centro-Nord.

da “Chi difende le ragioni del Nord” di LUCA RICOLFI da La Stampa del 7 aprile 2012 | Quinto Stato.


#lega Lega Nord e partiti comunisti, di LUCA RICOLFI da La Stampa del 7 aprile 2012 | Quinto Stato

non si può escludere che, nonostante la vergogna di questi giorni, la Lega resista ancora un po’ di anni, come i nostri vari partiti comunisti, sopravvissuti quasi vent’anni alla caduta del muro di Berlino e al collasso dell’Unione Sovietica

Luca Ricolfi

in “Chi difende le ragioni del Nord” di LUCA RICOLFI da La Stampa del 7 aprile 2012 | Quinto Stato.


#bossi un fanfarone di paese, finto medico, cantante fallito che ha abbindolato un popolo abbindolabile, di Michele Serra


#Bossi stile Bossi: “picchiate quel cronista”


#Bossi «GLI MANTENIAMO MOGLIE E FIGLI SE LO SANNO I MILITANTI È FINITO»


Nella cassaforte del tesoriere spunta un fascicolo intestato «The Family»: «Renzo neanche il caffé in Regione si paga…»

http://www.corriere.it/politica/12_aprile_06/ferrarella-gli-manteniamo-moglie-e-figli_9ae7f380-7fab-11e1-8090-7ef417050996.shtml


#bossi l’ultimo maoista: la giornata delle dimissioni di Bossi