21 MAG - Dopo lo stop dell’Economia nella Conferenza del 10 maggio scorso, arriva domani all’attenzione della Stato Regioni il testo riveduto e corretto del
Oltre la crisi: strumenti e risorse per il terzo settoreIncontro seminariale
Il prossimo 31 maggio l’Associazione Nuovo Welfare organizzerà a Roma, presso Porta Futuro, l’evento Oltre la crisi: strumenti e risorse per il terzo settore, incontro seminariale promosso dalla Scuola del Sociale della Provincia di Roma.
Il programma
L’evento, della durata di otto ore (dalle 9.30 alle 17.30), è stato pensato per offrire una panoramica sulle possibilità, le risorse e gli strumenti, a disposizione del terzo settore, per affrontare l’at tuale momento di crisi. Con il quasi completo azzeramento del Fondo Nazionale per le Politiche Sociali, il drastico ridimensionamento degli altri fondi di natura sociale e i pesanti tagli ai trasferimenti agli Enti locali, a farne le spese è soprattutto il sistema locale delle politiche sociali, con inevitabili ripercussioni sulle organizzazioni del terzo settore affidatarie di servizi e interventi sul territorio.
L’incontro sarà organizzato con una modalità non tradizionale: dopo un’introduzione di scenario, breve ma ricca di spunti di riflessione, si alterneranno una serie di sessioni tecnico-formative concentrate su varie tematiche: l’illustrazione dei programmi e delle linee di finanziamento aperte; l’esposizione dei dati sulle donazioni e la presentazione delle iniziative di fundraising, fino alle sue più in novative evoluzioni (crowdfunding); i finanziamenti privati! e il mo ndo delle fondazioni; il ruolo dell’osservatorio sul non profit; i servizi di supporto al volontariato.
L’evento sarà moderato da Emiliano Monteverde, Presidente dell’Associazione Nuovo Welfare.
Il rapporto sulla spending review, consegnato lo scorso 30 aprile al Presidente Monti dal ministro dei Rapporti con il Parlamento Piero Giarda, indica la strada che il Governo dovrà seguire per ridurre i costi pubblici e rendere più efficiente e meno onerosa la Pubblica Amministrazione.
Ticket. Il seminario Agenas. Balduzzi: “Il sistema a franchigie è solo un’ipotesi di lavoro” 18 MAG - “Serve un sistema di copayment che dia più equità, trasparenza e omogeneità”. Così il ministro al seminario di Agenas e Aies sui ticket. E Palumbo avverte: “Per rendere operative le franchigie servirebbero almeno 18 mesi”. Bissoni: “Il ticket non deve diventare elemento di iniquità”.
“Stiamo lavorando su una rimodulazione dei ticket e siamo prossimi a presentare una proposta su questo tema – ha detto il ministro – si sta ragionando da tempo su una forma che rimoduli la compartecipazione seguendo tre principi guida: trasparenza, equità e tendenziale omogeneità”. A questo proposito Balduzzi, senza volersi addentrare troppo nell’argomento, ha proposta una “forma di franchigia che potrebbe comportare diversi vantaggi, ma anche alcuni svantaggi che attualmente stiamo tentando di limare”. Il ministro è sembrato dunque aprire alla proposta dell’Agenas che ha ipotizzato la cancellazione di tutte le attuali esenzioni, proponendo franchige annuali per tutti, misurate per reddito
Spending review. Spandonaro (Ceis): “Se si taglia ancora, sanità a rischio in tutt’Italia” 08 MAG - Per l’economista del Ceis di Tor Vergata, le Regioni hanno già l’acqua alla gola. Altri tagli sono irrealisitici a meno di ridurre drasticamente servizi e prestazioni. Per questo pensare di agire su una spesa di oltre 97 miliardi, come previsto dal Governo, “significherebbe smettere di fare sanità in Italia” Leggi…
Dossier. Le performance dei nostri ospedali. Prima puntata: le strutture del Nord Ovest 02 MAG - Il Programma nazionale esiti di Agenas e ministero della Salute ha scandagliato per la prima volta i risultati delle cure ospedaliere e la loro tempestività. Ecco una panoramica puntuale dei principali indicatori esaminati, regione per regione, a partire da Val d’Aosta, Piemonte, Lombardia e Liguria. Leggi…
La D.ssa Arianna Catto ci segnala il Convegno che si terrà a Venezia il 17 e 18 maggio 2012 dal titolo “Il cambiamento dei sistemi di Welfare: quali politiche e processi di governance”.
La spesa farmaceutica convenzionata netta del Ssn, nel 2011, ha fatto registrare una diminuzione del –8,6% rispetto al 2010, a fronte di un aumento del numero delle ricette del +0,6%.
Nel 2011 le ricette sono state oltre 590 milioni, pari a quasi 10 ricette per ciascun cittadino. Le confezioni di medicinali erogate a carico del SSN sono state oltre un miliardo e 80 milioni, con un aumento del +0,6% rispetto al 2010. Ogni cittadino italiano ha ritirato in farmacia in media 18 confezioni di medicinali a carico del SSN. I dati sono sti diffusi oggi da Federfarma
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L’incidenza sulla spesa lorda delle quote di partecipazione a carico dei cittadini è passata dal 7,6% del 2010 al 10,7% del 2011 a seguito degli interventi regionali sui ticket e della drastica riduzione dei prezzi di rimborso dei medicinali equivalenti
Previsioni per l’anno 2012 Con riferimento all’anno 2012 è prevista una spesa sanitaria in termini di PA pari a 114.497 milioni, con un incremento pari a 2,2 per cento rispetto all’anno 2011. Nel dettaglio si prevede: Per il personale, un livello di spesa pari a 37.721 milioni, con un incremento pari a 0,5 per cento rispetto all’anno 2011. La previsione sconta: o i nuovi dati sul costo del personale rilevati a IV trimestre dell’anno 2011; o la previsione di crescita dell’occupazione dipendente dei servizi pubblici e del costo del lavoro per lavoratore dipendente dei servizi pubblici contenuta nel quadro macroeconomico elaborato per l’anno 2012; o i risparmi derivanti dall’attuazione dei piani di rientro. Per i consumi intermedi, un livello di spesa pari a 30.289 milioni, con un incremento pari a 4,2 per cento rispetto all’anno 2011. La previsione sconta: o l’acquisizione dei dati di costo relativi al IV trimestre 2011; o l’impatto sul costo di acquisizione dei beni e servizi dell’incremento dell’aliquota IVA; o i risparmi derivanti dall’attuazione dei piani di rientro. Per le prestazioni acquistate da produttori market, un livello di spesa pari a 41.390 milioni, con un incremento pari a 1,9 per cento rispetto all’anno 2011. A livello delle singole componenti costituenti l’aggregato: per l’assistenza farmaceutica, è prevista una spesa pari a 10.162 milioni, con un incremento pari a 1,6 per cento rispetto all’anno 2011. La previsione sconta: l’acquisizione dei dati di costo relativi al IV trimestre 2011; un andamento dell’aggregato coerente con il rispetto del tetto del 13,3 per cento della spesa farmaceutica territoriale; la stima dell’entrata da pay-back farmaceutico a riduzione del livello di spesa; l’impatto sul prezzo di rimborso dei farmaci dell’incremento dell’aliquota IVA; i risparmi derivanti dall’attuazione dei piani di rientro.
Per la medicina di base, è prevista una spesa pari a 6.733 milioni, con un incremento pari a 0,5 per cento rispetto all’anno 2011. La previsione sconta: l’acquisizione dei dati di costo relativi al IV trimestre 2011; i risparmi derivanti dall’attuazione dei piani di rientro. Per le altre prestazioni (ospedaliere, specialistiche, riabilitative, integrative ed altra assistenza) è prevista una spesa pari a 24.495 milioni, con un incremento pari a 2,4 per cento rispetto all’anno 2011. La stima incorpora: l’acquisizione dei dati di costo relativi al IV trimestre 2011; gli effetti economici del ticket di 10 € sulle prestazioni di assistenza specialistica18 erogate dai soggetti privati accreditati con il SSN; i maggiori costi, quantificati in 100 milioni, originati dal concorso statale, per il solo anno 2012, al finanziamento degli oneri connessi alle attività strumentali necessarie al perseguimento dei fini istituzionali dei Policlinici universitari e ospedali non statali;
i risparmi derivanti dall’attuazione dei piani di rientro.
Carla Vites, moglie di Antonio Simone, ha scritto una lettera pubblicata oggi dal Corriere della Sera. Simone è stato assessore alla Sanità in Lombardia negli anni Novanta, è un noto esponente di Comunione e Liberazione ed è stato arrestato venerdì scorso nell’ambito dell’indagine sulla Fondazione Maugeri, un istituto di ricovero e cura a carattere scientifico con sede a Pavia ma con istituti in tutta Italia. Gli inquirenti indagano Simone e altri per associazione a delinquere, accusandoli di avere trasferito in fondi neri all’estero fino a 56 milioni di euro della fondazione. Al centro dell’inchiesta c’è Piero Daccò, l’intermediario in rapporti d’affari e di consulenze con il San Raffaele che si trova in carcere dal 15 novembre, che è accusato anche di appropriazione indebita e intestazione fittizia di beni. Roberto Formigoni non è indagato ma in questi giorni ha dovuto rispondere a molte domande relativamente alla gestione della sanità da parte della regione e dei suoi rapporti con lo stesso Daccò, col quale il presidente della regione è andato in vacanza (e gli inquirenti vogliono capire chi pagò quelle vacanze).
La regolazione dei sistemi sanitari in Italia e Gran Bretagna. Concorrenza, cooperazione, programmazione, Franco Angeli, 2006.
“La politica sanitaria ai tempi della ‘devolution’ “ (con F. Maino), Il Mulino, 2006, 1, 133-142.
“Il mercato del lavoro nei servizi di cura per gli anziani non autosufficienti”, in G. Costa (a cura di), Politiche per la non autosufficienza in età anziana. Attori, risorse e logiche a partire dal caso lombardo, Roma, Carocci, 2007, cap. 7, 117-136.
“Processi di privatizzazione dei servizi di cura e disuguaglianze nel lavoro. Il caso delle collaborazioni pubblico-privato”, Sociologia del Lavoro, 2008, 110, 119-131.
“La costruzione dei Servizi Sanitari Regionali e la governance del sistema sanitario”, La Rivista delle Politiche Sociali, 2008, 3, 97-114
Corte dei conti. Debiti sanità a quota 35 miliardi 13 MAR - Ammonta a tanto la quota di debiti verso i fonitori di Asl e ospedali del Ssn, pari al 67% dell’intera massa debitoria. Lo ha sottolineato il presidente Giampaolino alla Commissione Bilancio della Camera. La metà dell’importo riferita alle regioni sottoposte a Piano di rientro dai disavanzi sanitari. Leggi…
il ministro della Salute, Renato Balduzzi, ai componenti della Commissione Affari Sociali della Camera, ha annunciato l’imminente presentazione di una sua proposta in materia di attività libero-professionale dei medici che potrebbe prendere la forma di un disegno di legge – sul quale chiedere una corsia preferenziale – o di un decreto legge per evitare il rischio che si venga a creare un vuoto normativo sull’intramoenia a partire dal 30 giugno quando scadrà la cessazione della facoltà per i medici di utilizzare il proprio studio professionale per l’esercizio dell’intramoenia allargata.
Cecilia Edelstein, Le trasformazioni dei servizi sociali nell’era dei flussi migratori, Carocci, 2011
Edelstein presenta una ricerca nata allo scopo di capire come i Servizi sociali stiano evolvendo di fronte al mutamento dell’utenza dovuto al progressivo aumento del flusso migratorio che sempre piu’ sta trasformando la societa’ italiana in una societa’ multietnica. L’Area Minori (Servizi sociali territoriali e Servizio Migrazioni del comune di Bergamo) sono stati i servizi analizzati nel corso del triennio di lavoro, mentre l’utenza e’ composta da famiglie con almeno un figlio minore a carico che si rivolgono ai servizi in maniera volontaria o in modalita’ coatta con procedimento del Tribunale dei minori.
I. Le ragioni dell’intervento pubblico (P. Bosi) 1. Economia del benessere e scienza delle finanze
2. Economia con beni pubblici e meccanismi di decisione politica
3. Altre cause di fallimento del mercato
II. La finanza pubblica in Italia, il Bilancio dello Stato e la Legge di stabilità (P. Bosi e P. Silvestri) 1. Un quadro della finanza pubblica italiana
2. Il Bilancio dello Stato e la Legge finanziaria
III. Teoria dell’imposta (P. Bosi e M.C. Guerra) 1. Le entrate pubbliche
2. L’imposta
3. Tassonomia delle imposte
4. Criteri di ripartizione del carico tributario
5. Problemi di disegno dell’imposta personale sul reddito
6. Le principali imposte del sistema tributario italiano
7. Gli effetti distorsivi delle imposte
8. L’incidenza delle imposte in equilibrio parziale
IV. La teoria del debito pubblico (P. Bosi) 1. Premessa
2. Perché esiste il debito pubblico
3. Il debito pubblico nella macroeconomia keynesiana
4. L’analisi di Ricardo
5. I limiti del debito pubblico
V. Il decentramento fiscale (P. Bosi) 1. Premessa
2. Spiegazioni ideologiche, politiche e organizzative del decentramento
3. La teoria economica del decentramento finanziario
4. I trasferimenti intergovernativi: motivazioni, effetti economici e modelli di perequazione (con M.C. Guerra)
5. Il finanziamento degli enti decentrati in Italia (con M.C. Guerra)
VI . La politica fiscale nell’Unione economica e monetaria (P. Bosi) 1. Premessa
2. Cenni sulle istituzioni dell’ Ue e sul bilancio europeo
3. Il Patto di stabilità e crescita
4. Il destino dell’Europa
Appendice
Stabilizzatori automatici e flessibilità automatica del bilancio
VII. Servizi di pubblica utilità e politiche per la concorrenza (P. Bosi) 1. Produzione pubblica,regolamentazione ed efficienza
2. Due concetti fondamentali: monopolio naturale e mercati contendibili
3. Le imprese pubbliche e le tariffe
4. Le politiche per la concorrenza
5. Le privatizzazioni in Italia
6. Conclusioni
VIII. La spesa per il welfare state (P. Bosi) 1. Il welfare state
2. Le pensioni
3. La sanità
4. L’assistenza (con S. Toso)
5. Gli ammortizzatori sociali
6. L’istruzione (P. Silvestri)
Testi per insegnanti, operatori sociali e sanitari
Dati
pp. 176, 1a edizione 2008 (Cod.1900.1.10)
Tipologia: Edizione a stampa Prezzo: € 18,00 Disponibilità: Buona
Codice ISBN: 9788856802801
In breve
Attraverso un’accurata ricostruzione delle dimensioni della ricerca valutativa e un esame dei cambiamenti avvenuti negli ultimi anni nel welfare, il volume spiega come e perché valutare i servizi e le politiche sociali. Tre, in particolare, sono le parole chiave utilizzate per leggere il contributo della ricerca valutativa nel campo dei servizi e delle politiche sociali: partecipazione, metodo e qualità.
Presentazione del volume
Come valutare i servizi e le politiche sociali? Quali approcci e quali metodi impiegare? Cosa significa valutazione partecipata? Come coinvolgere gli attori sociali? È possibile giungere a risultati oggettivi? Che cos’è la qualità in ambito sociale? A che cosa serve valutare i servizi e le politiche sociali?
Il volume risponde a queste domande attraverso un’accurata ricostruzione delle dimensioni della ricerca valutativa e un esame dei cambiamenti avvenuti negli ultimi anni nel welfare. L’attenzione è posta sul ruolo chiave che può giocare la valutazione affiancando la decisione per l’individuazione di bisogni rilevanti e per la costruzione e l’implementazione di interventi adeguati.
Tre sono le parole chiave utilizzate nel libro per leggere il contributo della ricerca valutativa nel campo dei servizi e delle politiche sociali: partecipazione, metodo e qualità. La partecipazione alla ricerca degli attori sociali (decisori, attuatori, beneficiari) è la strategia attraverso la quale è possibile costruire, raccogliere e restituire informazioni utili alla sfera decisionale. Il metodo rinvia ai presupposti teorici e pratici della ricerca e agli aspetti da considerare per orientarsi in contesti articolati e multistakeholder. La qualità, infine, può essere definita integrando la conformità a standard e procedure (tipica della certificazione e dell’accreditamento) con l’attenzione ai risultati e alle varie dimensioni dell’intervento sociale (come propone la valutazione) per considerarne la complessità.
Il testo è arricchito dall’illustrazione di alcune ricerche che esemplificano il ruolo e le finalità della valutazione in campo sociale, le modalità e le tecniche di coinvolgimento degli attori sociali, il rapporto con i committenti, l’impiego di metodi misti.
Filippo Ciucci è dottore di ricerca in Metodologia della ricerca nelle scienze umane e professore a contratto presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università degli Studi di Genova. Svolge attività di consulenza e di ricerca per enti pubblici e privati nel settore delle politiche sociali, formative e del lavoro.
Indice
Introduzione
Percorsi della valutazione
(Definizioni di valutazione; La valutazione: finalità e procedure; Valutazione, ricerca e politiche sociali)
Valutazione e partecipazione
(Valutazione, partecipazione e ricerca sociale; Valutazione partecipata nelle politiche sociali; Caratteristiche della valutazione partecipata; Pregi e limiti della partecipazione)
Problemi di metodo
(Per una comprensione dell’agire sociale; Qualità e quantità: ricerca e partecipazione; Implicazioni di un approccio partecipato; Ricercatore e attore sociale; Il mito dell’oggettività: verità oggettiva o intersoggettiva?; La valutazione: perché e per chi)
Welfare, politiche e valutazione
(Il welfare in Italia e i suoi cambiamenti; Politiche e welfare in Europa e in Italia; Politiche e servizi sociali; La legislazione italiana in materia di politiche sociali; Valutazione e assicurazione della qualità nel settore sociosanitario)
Valutazione, qualità e servizi alla persona
(La valutazione dei servizi alla persona; Valutazione e qualità)
Conclusioni
Bibliografia di riferimento
Giovanni Bertin, Laura M. Carpenter, Wendy Christiaens, Adele E. Clarke, Rossella Ghigi, Paolo P. Guzzo, Allan V. Horwitz, Donald W. Light, Lia Lombardi, Linda Lombi, Marco Marzano, Andy Miah, Luca Mori, Joshua Murray, Janet K. Shim, Stefano Tomelleri, Edwin van Teijlingen, Jerome C. Wakefield
pp. 320, 2a ristampa 2011, 1a edizione 2009 (Cod.1341.28)
Tipologia: Edizione a stampa Prezzo: € 24,50 Disponibilità: Buona
Codice ISBN: 9788856813166
In breve
In molti Paesi ricchi si assiste a una crescente medicalizzazione della vita quotidiana. Alcune condizioni umane, una volta assunte come normali, sono ora considerate patologiche. Inoltre, si registra un incredibile aumento dei disturbi mentali (ansia sociale, ADHD, depressione, disturbo bipolare) che induce sospetti circa i criteri diagnostici adottati. Il volume cerca di rispondere, in termini sociologici, ai principali interrogativi che emergono da questa crescente medicalizzazione della vita.
Utili Link
Natural Style Sei falsi mali da non curare (di Luisa Taliento)… Leggi tutto
Presentazione del volume
Un bambino molto vivace e rumoroso è un bambino malato? Sentirsi un po’ in imbarazzo quando si conoscono persone nuove è sintomo di depressione? Alternare giorni gioiosi ad altri nei quali si è più riflessivi significa essere bipolari? Il seno piccolo deve essere “curato”? A settanta anni si dovrebbe avere la sessualità di un ventenne? Per concentrarci meglio dovremmo comprarci delle amfetamine?
In molti paesi ricchi, in special modo gli Stati Uniti, si assiste ad una crescente medicalizzazione della vita quotidiana. Alcune condizioni umane, una volta assunte come normali, ora sono considerate patologiche. Inoltre, in molti Paesi occidentali, si registra un incredibile aumento dei disturbi mentali (quali l’ansia sociale, l’ADHD, la depressione, il disturbo bipolare) che induce sospetti circa i criteri diagnostici adottati. Ci sono anche le malattie “oggettive”: i livelli al di sopra dei quali le persone vengono diagnosticate a rischio di ipertensione e colesterolo sono stati abbassati. Per questo, aumentano i “pre-malati” (medicalizzazione della prevenzione). Va inoltre menzionato come parte del complesso biomedico abbia spostato la propria attenzione dalla cura all’ottimizzazione. La possibilità di intervenire a livello genetico, inoltre, contribuisce ad offuscare i confini tra normale e patologico.
Questo volume vuole rispondere, in termini sociologici, ai principali interrogativi che emergono dalla crescente medicalizzazione della vita.
Antonio Maturo, ricercatore, insegna Sociologia della salute presso la Facoltà di Scienze Politiche “Roberto Ruffilli” dell’Università di Bologna. Per i nostri tipi ha recentemente pubblicato Sociologia della malattia (2007) e (con C. Cipolla, a cura di ) Scienze sociali e salute nel XXI secolo (2008). È stato titolare dell’insegnamento di Medical Sociology presso la Brown University e Visiting Scientist presso Harvard e New York University. Ha tenuto conferenze presso Boston University, Umeå Universiteit, Katholieke Universiteit Leuven e altre. Peter Conrad è Harry Coplan, Professor of Social Sciences alla Brandeis University. È stato direttore del Dipartimento di Sociologia per nove anni ed è attualmente il direttore del progetto interdisciplinare “Health: Science, Society and Policy”. Autore di oltre cento articoli scientifici e nove libri, tra cui il premiato Deviance and Medicalization: From Badness to Sickness (conJoseph W. Schneider), e il più recente The Medicalization of Society (2007) – entrambi editi da Johns Hopkins.U.P.
Indice
Donald W. Light, Editoriale Antonio Maturo, Peter Conrad, Introduzione Saggi Antonio Maturo, I mutevoli confini della medicalizzazione: prospettive e dilemmi del miglioramento umano Peter Conrad, Le mutevoli spinte della medicalizzazione Allan V. Horwitz, Jerome C. Wakefield, La medicalizzazione della tristezza: come la psichiatria ha trasformato una semplice emozione in un disturbo mentale Rossella Ghigi, La medicalizzazione della bruttezza Luca Mori, Al centro della vita. La medicalizzazione della società secondo Michel Foucault Confronti Antonio Maturo, Medicalizzazione, moltiplicazione delle malattie e miglioramento umano Esperienze Wendy Christiaens, Edwin van Teijlingen, Quattro significati della medicalizzazione: il caso del parto Laura M. Carpenter, Demedicalizzazione e rimedicalizzazione della circoncisione maschile in Gran Bretagna e Stati Uniti Lia Lombardi, La medicalizzazione della riproduzione umana: il corpo e il genere Joshua Murray, La pubblicità per i farmaci con obbligo di prescrizione in un contesto globale: un confronto tra la Nuova Zelanda e gli Stati Uniti Prospettive internazionali Adele E. Clarke, Janet K. Shim, Medicalizzazione e biomedicalizzazione rivisitate: tecno-scienze e trasformazioni di salute, malattia e biomedicine Commenti Marco Marzano, Vecchi concetti e nuovi paradigmi: la biomedicalizzazione in Italia Andy Miah, Medicalizzazione, biomedicalizzazione oppure biotecnolocizzazione? Capitale bioculturale e nuovo ordine sociale Adele E. Clarke, Janet K. Shim, Una replica a Marco Marzano e Andy Miah Note Linda Lombi, I giovani e le droghe nelle ricerche Eurobarometro: un’inversione di rotta? P. Paolo Guzzo, La giuri-medicalizzazione come inter-mentalité in Tarde
Giovanni Bertin, Il cambiamento dei sistemi di welfare nella società post moderna.
Questo volumetto, diretto a facilitare l’ottenimento dell’accreditamento per le strutture sanitarie non profit, intende aiutare a comprendere il nuovo percorso di crescita nella qualità che la Regione Toscana ha introdotto con la L.R. 51/2009. Un percorso più ampio e più complesso, ereditato da un’esperienza più che decennale di applicazione del primo sistema di accreditamento regionale.
gennaio/2012
Il nuovo accreditamento sanitario
Scadenze, esempi e buone prassi per una sanità di qualità
Testo unico delle regole di gestione del sistema sociosanitario regionale
Con Delibera di Giunta Regionale 22 dicembre 2011, n. 2734 pubblicata sul BURL, S.O., n. 52 del 30 dicembre 2011 è stato approvato il Testo Unico delle Regole di Gestione del Sistema Sociosanitario Regionale.
Questo strumento è stato individuato come uno degli obiettivi strategici del Piano Sociosanitario Regionale 2010-2014, approvato dal Consiglio Regionale con deliberazione del 17.11.2010: ”Definizione chiara e sintetica delle regole di sistema aggiornate all’anno di riferimento e di facile consultazione”.
Esso rientra nel programma dell’Agenda di Governo 2011-2015 “Lombardia semplice” che individua espressamente, tra i diversi strumenti di semplificazione regionali finalizzati a razionalizzare il corpo di regole, prassi e procedure esistente, quello dei “Testi Unici coordinati di Settore”, che raccolgono, riordinano e semplificano, per ambiti tematici, l’insieme degli atti amministrativi a contenuto regolatorio.
Il Testo Unico delle Regole raccoglie e riordina:
- le disposizioni ancora dotate di valenza pluriennale rinvenibili nelle DGR delle Regole deliberate fino all’anno 2011, con esclusione delle disposizioni che forniscono indirizzi di gestione esclusivamente per l’anno di riferimento; - gli atti amministrativi diversi dalle cd. “Regole” (quali, ad esempio, circolari recanti indirizzi applicativi rispetto alle DGR delle Regole, atti deliberativi diversi dalle “Regole”, note con contenuti importanti in ordine alle specifiche materie di riferimento), laddove il richiamo ai medesimi contribuisca a fornire chiarezza ed esaustività per una migliore comprensione della disciplina di riferimento.
Il Testo Unico delle Regole razionalizza e semplifica unicamente le disposizioni riguardanti le regole di gestione del sistema sociosanitario regionale e quelle più direttamente ad esse riconducibili, non potendosi quindi considerare quale testo unico di tutta la materia sanitaria disciplinata a livello amministrativo.
Il Testo redatto ha natura meramente compilativa e ricognitiva. La sua finalità è dotare gli operatori del settore di uno strumento di consultazione facile, completo ed aggiornato, nel quale poter rinvenire in modo puntuale le regole del settore sanitario e sociosanitario lombardo contenute negli atti amministrativi adottati nell’ultimo decennio.
Il Testo Unico è articolato in 12 allegati. Ai fini di una maggiore chiarezza e completezza del documento, in ogni allegato è stato ricostruito il quadro normativo di riferimento, tramite l’individuazione degli atti normativi di livello comunitario, statale e regionale.
Il Testo Unico non ha efficacia abrogativa e permangono e restano efficaci gli atti amministrativi adottati sulla base delle delibere relative ai singoli anni di riferimento nello stesso accorpate.
Per quanto concerne le Regole di gestione del sistema sociosanitario regionale relative all’anno 2012, si rimanda alla recente DGR n. IX/002633 del 6 dicembre 2011 avente ad oggetto “Determinazioni in ordine alla gestione del servizio socio sanitario regionale per l’esercizio 2012”.
Nel 2005 il San Raffaele era ancora il regno incontrastato di don Luigi Verzè. Nessuno immaginava il baratro verso cui si stava incamminando, un buco da oltre un miliardo e mezzo di euro. Eppure erano già da tempo in moto i meccanismi che avrebbero portato l’ospedale all’epilogo attuale. Gestione allegra degli appalti, accumulo di fondi neri, strette connessioni con la politica. Tra i protagonisti di questa vicenda italiana che incrocia medicina e potere, religione e politica, ci sono anche due medici: Alberto Zangrillo e Ferruccio Fazio. Zangrillo è primario di anestesia e rianimazione cardio- vascolare del San Raffaele, ma è noto al grande pubblico soprattutto come medico personale di Silvio Berlusconi. Fazio nel 2005 è primario di medicina nucleare e radioterapia nell’ospedale di don Verzè e dal maggio 2008 entrerà a far parte del governo Berlusconi, prima come sottosegretario e poi come ministro della salute. Il 2 dicembre 2005, Zangrillo scrive al collega Fazio. In un messaggio e-mail gli accenna a un incontro per discutere su concorsi e finanziamenti a cui ha partecipato anche Mario Cal, il potente vicepresidente del San Raffaele, braccio destro di don Verzè (Cal si è poi tolto la vita, nel luglio scorso, dopo l’e- splosione dello scandalo). Al termine del suo messaggio, Zangrillo arriva al dunque: “Lunedì 5 dicembre ho organizzato un incontro nel mio studio tra Silvio e don Luigi in modo che quest’ultimo gli possa rappresentare le richieste finali per il maxiemendamento in Finanziaria… Speriamo!”. Ecco dunque la lobby dei “Raffaeliani” al lavoro: Zangrillo fa incontrare Berlusconi con don Verzè e questi gli porta le richieste da inserire del maxiemendamento della legge finanziaria che sarà approvata da lì a poco.
Documento di valore strategico al fine di rendere concreti ed attuabili le indicazioni normative emerse dalla recente approvazione della legge 15 marzo 2010 n.38 – Disposizioni per garantire l’accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore
Pubblicato il Quaderno n 7 dell’ AGENAS – Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali, suirisultati dell’indagine nazionale sul “Sistema delle cure palliative domiciliari” – realizzata dall’Agenas e dal Ministero della Salute in collaborazione con la Società italiana cure palliative (Sicp), la Società italiana di medicina generale (Simg), la Fondazione Floriani, la Federazione cure palliative (Fcp) e tutte le Regioni italiane - presentata oggi nell’ambito del congresso nazionale delle Simg in corso a Firenze.
Il Forum del Terzo Settore Monza e Brianza in collaborazione con i Sindacati Unitari della Brianza organizza il Seminario:
“Il Welfare in tempo di crisi”
All’interno dello stesso verrà presentata la ricerca ”MONZABRIANZApARTECIPA”, sulla partecipazione del Terzo Settore della Brianza ai Piani di Zona, promossa dal Forum con il cofinanziamento della Fondazione della Comunità di Monza e Brianza.
Don Luigi era nato il 14 marzo 1920 a Illasi, in provincia di Verona. Nel 1947 si era laureato in Lettere classiche e Filosofia con padre Gemelli all’Universitá Cattolica di Milano e nel 1948 è stato ordinato sacerdote. Successivamente è diventato segretario del santo don Giovanni Calabria. Nel 1958 ha fondato l’Associazione Monte Tabor e nella seconda metà degli anni Sessanta sono iniziati i lavori di costruzione dell’ospedale a Segrate, alle porte di Milano. Il 30 aprile 1970 è nata la Fondazione Centro San Raffaele del Monte Tabor, a cui viene conferito il San Raffaele in costruzione. Il 31 ottobre 1971 viene accolto il primo malato, mentre nel 1972 il San Raffaele viene riconosciuto Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico e dal 1982 è diventato polo universitario della Facoltá di Medicina e Chirurgia dell’Universitá Statale di Milano.
L’OSPEDALE - Negli anni Ottanta, a fianco dell’ospedale, che oggi ha una capienza di circa 1.300 posti letto e una struttura di 11 dipartimenti e 45 specialità cliniche
Ogn’anno,il due novembre,c’é l’usanza
per i defunti andare al Cimitero.
Ognuno ll’adda fà chesta crianza;
ognuno adda tené chistu penziero.
Ogn’anno,puntualmente,in questo giorno,
di questa triste e mesta ricorrenza,
anch’io ci vado,e con dei fiori adorno
il loculo marmoreo ‘e zi’ Vicenza.
St’anno m’é capitato ‘navventura…
dopo di aver compiuto il triste omaggio.
Madonna! si ce penzo,e che paura!,
ma po’ facette un’anema e curaggio.
‘O fatto è chisto,statemi a sentire:
s’avvicinava ll’ora d’à chiusura:
io,tomo tomo,stavo per uscire
buttando un occhio a qualche sepoltura.
“Qui dorme in pace il nobile marchese
signore di Rovigo e di Belluno
ardimentoso eroe di mille imprese
morto l’11 maggio del’31″
‘O stemma cu ‘a curona ‘ncoppa a tutto…
…sotto ‘na croce fatta ‘e lampadine;
tre mazze ‘e rose cu ‘na lista ‘e lutto:
cannele,cannelotte e sei lumine.
Proprio azzeccata ‘a tomba ‘e stu signore
nce stava ‘n ‘ata tomba piccerella,
abbandunata,senza manco un fiore;
pe’ segno,sulamente ‘na crucella.
E ncoppa ‘a croce appena se liggeva:
“Esposito Gennaro – netturbino”:
guardannola,che ppena me faceva
stu muorto senza manco nu lumino!
Questa è la vita! ‘ncapo a me penzavo…
chi ha avuto tanto e chi nun ave niente!
Stu povero maronna s’aspettava
ca pur all’atu munno era pezzente?
Mentre fantasticavo stu penziero,
s’era ggià fatta quase mezanotte,
e i’rimanette ‘nchiuso priggiuniero,
muorto ‘e paura…nnanze ‘e cannelotte.
Tutto a ‘nu tratto,che veco ‘a luntano?
Ddoje ombre avvicenarse ‘a parte mia…
Penzaje:stu fatto a me mme pare strano…
Stongo scetato…dormo,o è fantasia?
Ate che fantasia;era ‘o Marchese:
c’o’ tubbo,’a caramella e c’o’ pastrano;
chill’ato apriesso a isso un brutto arnese;
tutto fetente e cu ‘nascopa mmano.
E chillo certamente è don Gennaro…
‘omuorto puveriello…’o scupatore.
‘Int ‘a stu fatto i’ nun ce veco chiaro:
so’ muorte e se ritirano a chest’ora?
Putevano sta’ ‘a me quase ‘nu palmo,
quanno ‘o Marchese se fermaje ‘e botto,
s’avota e tomo tomo..calmo calmo,
dicette a don Gennaro:”Giovanotto!
Da Voi vorrei saper,vile carogna,
con quale ardire e come avete osato
di farvi seppellir,per mia vergogna,
accanto a me che sono blasonato!
La casta è casta e va,si,rispettata,
ma Voi perdeste il senso e la misura;
la Vostra salma andava,si,inumata;
ma seppellita nella spazzatura!
Ancora oltre sopportar non posso
la Vostra vicinanza puzzolente,
fa d’uopo,quindi,che cerchiate un fosso
tra i vostri pari,tra la vostra gente”
“Signor Marchese,nun è colpa mia,
i’nun v’avesse fatto chistu tuorto;
mia moglie è stata a ffa’ sta fesseria,
i’ che putevo fa’ si ero muorto?
Si fosse vivo ve farrei cuntento,
pigliasse ‘a casciulella cu ‘e qquatt’osse
e proprio mo,obbj’…’nd’a stu mumento
mme ne trasesse dinto a n’ata fossa”.
“E cosa aspetti,oh turpe malcreato,
che l’ira mia raggiunga l’eccedenza?
Se io non fossi stato un titolato
avrei già dato piglio alla violenza!”
“Famme vedé..-piglia sta violenza…
‘A verità,Marché,mme so’ scucciato
‘e te senti;e si perdo ‘a pacienza,
mme scordo ca so’ muorto e so mazzate!…
Ma chi te cride d’essere…nu ddio?
Ccà dinto,’o vvuo capi,ca simmo eguale?…
…Muorto si’tu e muorto so’ pur’io;
ognuno comme a ‘na’ato é tale e quale”.
“Lurido porco!…Come ti permetti
paragonarti a me ch’ebbi natali
illustri,nobilissimi e perfetti,
da fare invidia a Principi Reali?”.
“Tu qua’ Natale…Pasca e Ppifania!!!
T”o vvuo’ mettere ‘ncapo…’int’a cervella
che staje malato ancora e’ fantasia?…
‘A morte ‘o ssaje ched”e?…è una livella.
‘Nu rre,’nu maggistrato,’nu grand’ommo,
trasenno stu canciello ha fatt’o punto
c’ha perzo tutto,’a vita e pure ‘o nomme:
tu nu t’hè fatto ancora chistu cunto?
Perciò,stamme a ssenti…nun fa”o restivo,
suppuorteme vicino-che te ‘mporta?
Sti ppagliacciate ‘e ffanno sulo ‘e vive:
nuje simmo serie…appartenimmo à morte!”
Nella primavera del 2011 Prospettive Sociali e Sanitarie ha chiesto ad un gruppo qualificato di esperti di unire le loro competenze a quelle dell’Irs, editore della rivista, per tracciare una proposta di riforma delle politiche sociali incisiva, realistica, agibile. La convinta adesione a questo invito ha portato alla redazione di un testo che è stato presentato a Milano, nell’ambito del convegno per i primi 40 anni di Prospettive Sociali e Sanitarie “Disegnamo il welfare di domani”.
di Grazia Labate, remunerata, sicuramente, da facoltose assicurazioni private
Paolo Ferrario
…
la componente pubblica della spesa italiana, 77,9% è al di sopra della media OCSE, che è del 71, 7, che il 22,1% di spesa privata, per l’Italia, almeno nell’Europa a 27, costituisce una anomalia perché è quasi tutta proveniente dalle tasche dei cittadini, mentre in Europa è intermediata maggiormente da forme integrative di assistenza, attraverso Fondi, casse e mutualità di territorio. Non si è detto che la spesa cresce, a partire dal 2007/2008/2009, con un incidenza sul PIL che è stata progressivamente dall’8,7% nel 2007 fino ad arrivare al 9,5% nel 2009, più della crescita della ricchezza nazionale prodotta.
Anche in un periodo di crisi e tenendo conto delle esigue risorse disponibili, si può riformare l’assistenza sociale, in modo da garantire efficacia ed equità. Purché non si persegua solo il contenimento della spesa pubblica. La proposta dell’Irs prevede il decentramento di funzioni e risorse alle istituzioni del territorio. Tra le misure, un sostegno monetario alle famiglie con figli complementare a politiche di conciliazione dei tempi di lavoro e cura; l’introduzione di un reddito minimo di attivazione per il contrasto alla povertà e una dote di cura per anziani non autosufficienti.
estratto da: «Il sistema San Raffaele: associazione per delinquere», di Ferrarella Luigi, Guastella Giuseppe per il Corriere della Sera:
…
Il «sistema San Raffaele: un’ associazione a delinquere». Non è il titolo di un giornale, ma di un capitolo dell’ ordinanza con la quale ora il giudice dell’ inchiesta sull’ ospedale di don Verzé ricostruisce il «programma di depredazione sistematica» che per anni, «forse decenni», ha sottratto milioni di euro al già malandato bilancio della Fondazione. Un «vero e proprio meccanismo finalizzato a creare» un fiume nero di contanti che spariva in mille rivoli, dei quali non è ancora chiara la destinazione, ma certamente serviti anche a «soddisfare esigenze economiche personali» dei vertici dell’ ospedale guidato da don Luigi Verzé e da Mario Cal, il vicepresidente suicidatosi a luglio. È il panorama che emerge dalle accuse che ieri portano in carcere l’ ex direttore finanziario del San Raffaele, Mario Valsecchi, e che procurano un secondo ordine d’ arresto per l’ intermediario Pierangelo Daccò, in cella da un mese per concorso nella bancarotta.
pp. 192, 2a ristampa 2011, 1a edizione 2006 (Cod.1529.2.92)
Tipologia: Edizione a stampa Prezzo: € 19,00 Disponibilità: Buona
Codice ISBN: 9788846480361
In breve
Un’introduzione alla psicologia della comunicazione. Sono illustrate le varie teorie dello sviluppo linguistico, approfondendo l’approccio proposto dalla scuola di Palo Alto e quello strategico. Sono analizzati alcuni ambiti applicativi, quali la comunicazione scritta nel bambino e la Lingua Italiana dei Segni (LIS). Sono esposte diverse modalità comunicative, quali la comunicazione non-verbale e quella persuasiva, in particolare nella sua applicazione nella comunicazione commerciale e in quella politica. Dopo uno sguardo “macrosociale” sul complesso rapporto tra comunicazione e informazione, il volume si chiude con un quadro della comunicazione prosociale nel settore non profit, con particolare riferimento alla Pubblicità Progresso di stampo nazionale e all’Advertising Council di tipo statunitense. Valeria Verrastro, psicologa e psicoterapeuta, collabora alla cattedra di Psicologia generale dell’Università di Cassino.
Presentazione del volume
I processi di cambiamento in atto, che interessano il mondo del lavoro, i percorsi di vita delle persone e la società in generale, richiedono l’affinamento continuo di chiavi di lettura e strumenti di analisi. In tale prospettiva la sociologia dell’organizzazione ha offerto da tempo un insostituibile contributo. A partire da questa proposta interpretativa, il testo chiarisce innanzitutto (Organizzazione e programmazione: la prospettiva sociologica) le peculiarità della riflessione sociologica sull’organizzazione rispetto alle scienze sociali più in generale, proponendo gli approcci fondanti la disciplina ed una chiave di lettura per definirne ed interpretarne le caratteristiche fondamentali; in tale prospettiva sono approfonditi alcuni importanti strumenti di analisi delle organizzazioni, che ne evidenziano le variabili basilari, le dinamiche interne e quelle riferite al contesto di appartenenza, oltre alle modalità di cambiamento. In conclusione è avanzata la prospettiva del modello a rete oggi emergente, nonché quella programmatoria tuttora più che mai rilevante.
Il testo nella sua prima parte si propone, dunque, come un vero e proprio ‘manuale di sociologia dell’organizzazione’. Nella seconda parte (Organizzazione, programmazione e servizi) quanto in precedenza esposto è specificatamente riferito all’area dei servizi sociali e sanitari; sono dunque proposti gli elementi fondamentali del percorso di sviluppo dei servizi sociali e sanitari in Italia e la relazione che intercorre in essi fra organizzazione, programmazione e integrazione, individuando nel territorio il contesto di costruzione delle relazioni organizzative.Giorgio Gosetti è ricercatore in Sociologia dei processi economici e del lavoro presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università di Verona, dove insegna Organizzazione dei servizi; fa parte del C.I.Do.S.Pe.L. Michele La Rosa, ordinario di Sociologia del lavoro e dell’industria presso la Facoltà di Scienze politiche dell’Università di Bologna, è direttore del C.I.Do.S.Pe.L. (Centro Internazionale di Documentazione e Studi sui Problemi del Lavoro) del Dipartimento di sociologia di Bologna e del trimestrale “Sociologia del lavoro” edito da FrancoAngeli.
Indice
Michele La Rosa, Giorgio Gosetti, Introduzione Parte I. Organizzazione e programmazione: la prospettiva sociologica Sociologia e analisi organizzativa
(Scienze sociali, sociologia e analisi organizzativa. La peculiarità dell’analisi sociologica e della sociologia dell’organizzazione; Teorie sociologiche e sociologia dell’organizzazione)
L’analisi delle organizzazioni
(Il concetto di organizzazione; Le specificità dell’organizzazione pubblica; I modelli organizzativi; La lettura dell’organizzazione e le sue variabili; La struttura e la cultura organizzativa; La tecnologia come variabile organizzativa; Meccanismi operativi e processi organizzativi; Il potere: autorità e legittimazione; Il cambiamento organizzativo)
Verso una possibile ricomposizione della dicotomia fra soggetto e struttura
(La sociologia alle prese con la contrapposizione fra individuo e società; Un contributo alla ricomposizione della dicotomia fra soggetto e struttura; Considerazioni conclusive)
Dalla gerarchia alla rete
(Il passaggio dalla gerarchia alla rete; Verso un’organizzazione a rete; Parole chiave per interpretare l’organizzazione a rete)
La relazione fra l’organizzazione e l’ambiente
(Ambienti e organizzazioni; Le interpretazioni delle relazioni fra organizzazione e ambiente; Alla ricerca dei confini dell’organizzazione; Il territorio come variabile organizzativa)
La prospettiva della programmazione ed il percorso programmatorio
(Il problema dello ‘sviluppo’ e il ‘ruolo’ della programmazione: una premessa; Piano e programma: elementi definitori; Il percorso programmatorio; Programmazione, coordinamento e controllo: quale ruolo per il ‘pubblico’ oggi; Verso un modello partecipato e integrato) Parte II. Organizzazione, programmazione e servizi Il nuovo contesto societario dei servizi
(I cambiamenti nel mondo del lavoro; Le trasformazioni societarie fondamentali)
Organizzazione dei servizi e modelli di welfare
(Trasformazioni della società e modelli di welfare; I nuovi orizzonti del welfare: welfare ‘mix’ e/o welfare society; Il contributo di Polanyi: una proposta)
Elementi per un percorso interpretativo dell’organizzazione dei servizi in Italia
(I cambiamenti in atto nel sistema dei servizi sociali e sanitari: verso un modello a rete; Affrontare la complessità: governance e pianificazione strategica; I servizi sanitari; I servizi sociali)
Programmazione e integrazione dei servizi
(L’integrazione: significati e dimensioni; Piani e integrazione; Il Programma delle attività territoriali; Il Piano di zona; Per concludere: il territorio come contesto dell’integrazione)
Forum Ania Consumatori, Censis GLI SCENARI DEL WELFARE Tra nuovi bisogni e voglia di futuro
pp. 240, Euro 25,00; E-book Euro 20,00, Cod. 2000.1342, Collana: Varie
Nella relazione 2009-2010 sullo stato sanitario del Paese si evidenzia che la popolazione residente in Italia è di 60 milioni e i soggetti con più di 65 anni rappresentano il 20,3% della popolazione. Il trend di invecchiamento della popolazione è dovuto sia all’incremento della speranza di vita, che pone l’Italia tra i primi in Europa (78,8 anni per gli uomini e 84,1 anni per le donne), sia alla progressiva riduzione della mortalità, con riferimento non solo alla mortalità generale, che dal 1980 si è quasi dimezzata, ma anche alla mortalità infantile, che mostra un andamento del fenomeno in continua diminuzione.
Il biennio 2009-2010 è stato caratterizzato anche dal miglioramento qualitativo del SSN, con ridefinizione del governo clinico finalizzato ad una maggiore sicurezza dei pazienti e ad un coinvolgimento responsabilizzato delle diverse figure professionali, “nonché da un’attenzione ancora più incisiva al tema delle liste d’attesa, uno degli aspetti critici di tutti i sistemi sanitari di tipo universalistico con un livello di assistenza avanzato, che ha registrato la convergenza dei livelli centrale e regionale nel Piano Nazionale di Governo delle Liste di Attesa (PNGLA) per il triennio 2010-2012 (Intesa Stato- Regioni del 28 ottobre 2010)”. Bene la salute materna e neonatale che “ha registrato una convergenza dei livelli centrale e regionale sulle linee di indirizzo per la promozione e il miglioramento della qualità, della sicurezza e dell’appropriatezza degli interventi assistenziali nel percorso nascita e per la riduzione del taglio cesareo (Accordo Stato-Regioni siglato nel 2010)”. Le malattie del sistema circolatorio e i tumori si confermano le principali cause di morbilità e mortalità, pur registrandosi importanti miglioramenti epidemiologici ascrivibili non solo al progresso dei trattamenti medico-chirurgici, ma anche all’adozione di stili di vita più salutari, grazie alle campagne di prevenzione primaria che hanno accresciuto nella popolazione la consapevolezza dell’importanza degli interventi di tipo preventivo. La mortalità per malattie del sistema circolatorio si è ridotta dal 1980 di circa il 60%, sia per gli uomini sia per le donne; la riduzione della mortalità per tumori, che ha avuto inizio più recentemente a partire dagli anni novanta, è del 20% circa fra gli uomini e del 10% fra le donne.
Per quanto riguarda le risorse finanziarie i primi dati disponibili sulle spese del SSN nel 2010, relativi al quarto trimestre, indicano un livello di spesa che si attesta sui 111,168 miliardi di euro. L’analogo dato consolidato per l’anno 2009 era di 110,219 miliardi di euro, indicando un incremento annuo dello 0,9%, inferiore a quello registrato nel 2009 (2,9%), ma superiore all’incremento annuo del PIL (2,2%). La quota del PIL assorbita dal SSN nel 2010, pari al 7,10%, risulta quindi lievemente inferiore a quella del 2009 (7,20%).
Chi sono e che ruolo hanno avuto gli indagati nell’inchiesta che ha sconvolto la sanità italiana: Mario Valsecchi, Mario Cal, Piero Daccò e il deus ex machina del sistema: Don Luigi Verzè. I ritratti di Mario Galbiati, la Repubblica Milano. Conduce Silvia Luperini
(memorizzato in politica sanitaria/Lombardia/cattolici/comunione e liberazione)
L’ex direttore amministrativo dell’istituto San Raffaele Mario Valsecchi è stato arrestato nell’ambito dell’inchiesta sul crack dell’istituto fondato da don Luigi Verzè. Il nome di Valsecchi era stato tra i primi a essere iscritto nel registro degli indagati con l’ipotesi di concorso in bancarotta. Alla notizia che i magistrati indagavano su di lui il manager si era dimesso. Valsecchi è stato uno stretto collaboratore di Mario Cal, il braccio destro di Don Verzè coinvolto nell’inchiesta e suicidatosi nel luglio scorso.
ASSOCIAZIONE A DELINQUERE - La novità nell’inchiesta è costituita dal fatto che nei confronti di Valsecchi i magistrati ipotizzano il reato di associazione a delinquere insieme ad altre dieci persone. Secondo il gip Vincenzo Tutinelli il manager avrebbe potuto reiterare il reato.
ALTRI PROVVEDIMENTI- Insieme a quello destinato all’ex direttore amministrativo Mario Valsecchi, è stato emesso un nuovo ordine di custodia cautelare in carcere anche per Pierangelo Daccò, il consulente del San Raffaele già detenuto.
Manovra. La sanità esce indenne. Ma aumenterà l’addizionale Irpef regionale per finanziarla 04 DIC - Varato il decreto legge con la manovra anti-crisi. “Decreto salva Italia”, l’ha definito Monti. Per la sanità c’è la conferma che i tagli non ci saranno. Ma per finanziarla è prevista una maggiorazione dell’addizionale Irpef regionale dallo 0,9 all’1,23. Confermate invece le liberalizzazioni per le farmacie. I ministri Giarda e Passera rispondono alle domande diQuotidiano Sanità
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Le risposte alle questioni “legali” più critiche e delicate affrontate sul campo dall’esperto autore
Massimiliano Gioncada,Funzionario provinciale
e cultore universitario
della materia
nonché formatore per amministrazioni pubbliche
DIRITTO DEI SERVIZI SOCIALI per assistenti sociali, psicologi, educatori, avvocati
Importanti le modifiche – sia nell’organizzazione del testo sia nei contenuti – che caratterizzano la seconda edizione di questo apprezzatissimo Manuale giuridico dei servizi sociali.
Un lavoro ora organico e completo,
arricchito da una sistematizzazione delle fattispecie di responsabilità: della Pubblica Amministrazione, dell’Operatore, di educatori, genitori e tutori.
Contiene inoltre un nuovo capitolo dedicato alla responsabilità giuridica in sede d’erogazione/gestione del servizio di trasporto scolastico, valido analogamente anche per trasporti ad esso affini (ad esempio da e verso i Centri diurni).
Approfondisce inoltre temi particolarmente “sentiti”
come l’affidamento del minore all’Ente locale, la ripartizione tra Comune e famiglia delle spese inerenti la retta per il ricovero in struttura, il reato di stalking, il c.d. danno da ritardo, previsto in una recente novella della legge sul procedimento amministrativo, e l’accesso ai documenti amministrativi.“Diritto dei servizi sociali” fornisce un quadro sistematico, aggiornato e coerente degli aspetti operativi del servizio sociale aventi contenuto giuridico, chiarendo le questioni “legali” più critiche e delicate da gestire nell’esercizio dell’attività professionale, com’è verificabile dal dettaglio degli argomenti trattati che traducono in maniera facilmente comprensibile le rigorose disposizioni normative:
PARTE PRIMA
RESPONSABILITA’ 1.La responsabilità del dipendente della P.A. La responsabilità penale. La responsabilità amministrativa. La responsabilità disciplinare. La responsabilità e l’assicurazione dell’operatore sociale. 2. Alcune particolari fattispecie di responsabilità. 3. I reati dell’operatore sociale. 4. Il segreto professionale, il segreto d’ufficio e i rapporti con l’obbligo di denuncia e di rendere testimonianza. 5. L’operatore sociale e la polizia giudiziaria. L’operatore sociale e l’avvocato che operano in sede d’indagini difensive. 6. Le responsabilità giuridiche degli educatori, genitori, tutori. 7. Responsabilità e trasporto scolastico.
PARTE SECONDA
DIRITTO CIVILE 1.Le misure di protezione delle persone prive in tutto o in parte di autonomia: amministrazione di sostegno, interdizione e inabilitazione. 2. Le responsabilità del tutore, del curatore e dell’amministratore di sostegno.
PARTE TERZA
DIRITTO MINORILE 1. La tutela del minore tra diritto internazionale e ordinamento interno. 2. I soggetti. 3. La potestà dei genitori: la reazione alla condotta pregiudizievole dei genitori nei confronti dei figli. 4. La potestà dei genitori: l’allontanamento dalla casa familiare e gli ordini di protezione contro gli abusi familiari. 5. La potestà dei genitori: la tutela. 6. L’affidamento del minore. 7. Le segnalazioni e le denunce all’autorità giudiziaria. 8. Il minore e il diritto alla salute. 9. Il minore straniero (non accompagnato) in Italia. 10. Concetti essenziali di diritto penale minorile. 11. Il processo penale minorile. 12. La libertà personale nel processo minorile. 13. I servizi sociali e il procedimento penale minorile.
PARTE
QUARTA
DIRITTO AMMINISTRATIVO 1.La compartecipazione dell’utenza al costo dei servizi socio-assistenziali e socio-sanitari: un quadro sintetico. L’utilizzo dell’indicatore ISEE e la compartecipazione dell’utenza. 2. Le associazioni non profit. 3. Il danno da ritardo nella L. 241/1990 e le conseguenze risarcitorie in capo alla P.A. 4. Il procedimento di accesso ai documenti amministrativi dei servizi sociali.
PARTE
QUINTA
DIRITTO PENALE 1.L’affidamento dei minori all’Ente locale e il delitto di mancata esecuzione dolosa dei provvedimenti del Giudice.. 2. I servizi sociali e il reato di stalking
Roma, 7 dicembre 2011. Il libro ripercorre la lavorazione del film tv C’era una volta la città dei matti, trasmesso nel 2010 da RAI UNO con un grande, e per certi versi sorprendente, successo di ascolti. Una appassionata narrazione delle storie individuali di pazienti, amministratori, operatori, un grande racconto collettivo che vede sulla scena più di cento personaggi. A partire dalla difficile e impensabile apertura delle porte del manicomio di Gorizia e di Trieste, viene narrata l’origine di un cambiamento epocale nel modo stesso di intendere la salute mentale che ancora oggi provoca e fa discutere.
Mercoledì, 7 dicembre 2011 – ore 19.00
Più libri Più liberi
Fiera della piccola e media editoria
EUR Palazzo dei Congressi – Roma Presentazione del volume : E. Bucaccio, K. Colja, A. Sermoneta, M. Turco C’era una volta la città dei matti Un film di Marco Turco – dal soggetto alla sceneggiatura con DVD del film TV originale prodotto da RAI Fiction Edizione e note a cura di Barbara Grubissa
con Marco Turco, regista e coautore del volume Fabrizio Gifuni, attore e coautore del libro Peppe Dell’Acqua, direttore del dipartimento di salute mentale di Trieste e direttore di collana
Durante la presentazione verranno presentate anche alcune scene del film.
Descrizione del libro E’ in uscita per l’editore Alpha Beta Verlag, nella collana 180 archivio critico della salute mentale, il libro con il trattamento, la sceneggiatura e il dvd del film con sottotitoli in inglese. Con interventi degli autori e degli attori e foto di scena. Il libro su uno dei più grandi successi TV del 2010. Tutti i retroscena, dall’idea alla sua realizzazione: soggetto, trattamento e sceneggiatura e infine, allegato in DVD, il film. Un’appassionata narrazione delle storie individuali di pazienti, amministratori, operatori, un grande racconto collettivo che vede sulla scena più di cento personaggi. A partire dalla difficile e impensabile apertura delle porte del manicomio di Gorizia e di Trieste, viene narrata l’origine di un cambiamento epocale nel modo stesso di intendere la salute mentale che ancora oggi provoca e fa discutere. Vengono pubblicati integralmente il Trattamento e la Sceneggiatura, corredati da note che danno informazioni sui principali eventi che hanno portato alla realizzazione della Legge 180, sugli scritti originali di Franco Basaglia e dei suoi collaboratori, sulle circostanze storiche e politiche che hanno fatto da sfondo al processo di deistituzionalizzazione.
Il libro è arricchito dalle note di regia di Marco Turco e dalle originali considerazioni degli sceneggiatori sull’approccio ad un tema difficile e controverso e sulla modalità di scrittura dei testi. Fabrizio Gifuni racconta come è entrato nel personaggio di Franco Basaglia e come si è avvicinato alla realtà storica che ha portato alla chiusura del manicomio. Vittoria Puccini racconta come si è calata nel personaggio di Margherita, una giovane rinchiusa prima nel manicomio di Gorizia poi in quello di Trieste, negli anni in cui arriva Basaglia