È morto all’età di 75 anni Vaclav Havel (1936-2011), l’ultimo presidente cecoslovacco e il primo presidente ceco dopo la caduta dell’ex regime comunista nel 1989 – LASTAMPA.it
Pubblicato: 19 dicembre 2011 Filed under: Europa, Storia contemporanea, Totalitarismi 1 Commento »Scrittore, drammaturgo, attivista
è stato il primo presidente ceco.
Guidò il suo Paese dopo la caduta
nel regime comunista nel 1989
È morto all’età di 75 anni Vaclav
Havel, l’ultimo presidente cecoslovacco e il primo presidente ceco dopo la caduta dell’ex regime comunista nel 1989.
Havel lo scrittore presidente, drammaturgo e uomo politico, leader della Rivoluzione di velluto ceca, ha guidato l’opposizione intellettuale cecoslovacca durante l’occupazione sovietica.
Era conosciuto anche come l’eroe di ‘Charta77′, il primo documento di opposizione al comunismo, trasformato poi nel Forum civico, un organismo che mise sottosopra il potere con manifestazioni pacifiche e diffondendo clandestinamente testi che inneggiavano alla rivoluzione non violenta.
Tra questi documenti, anche il suo saggio più famoso, tradotto in tutto il mondo, dal titolo “Il potere dei senza potere”.
Protagonista incontrastato del dissenso nella Cecoslovacchia, Havel, dopo la “Rivoluzione di velluto” e la svolta democratica nel 1989 in cui ebbe un ruolo centrale, divenne il primo presidente della Cecoslovacchia post-comunista e poi, con la separazione consensuale dalla Slovacchia nel 1993, della Repubblica Ceca. Per i cechi e ben oltre i confini nazionali, è stato il simbolo del dissenso e della lotta contro l’oppressione del regime comunista nel suo Paese e delle dittature in tutto il mondo.
Artefice della Rivoluzione pacifica dell’89 e attivista dei diritti umani. Per il suo impegno per i diritti civili e la libertà, Havel è stato ripetutamente incarcerato in Cecoslovacchia: quasi cinque anni in tutto, un’eternità che gli costò peraltro anche la salute, ma un periodo in cui produsse anche capolavori letterari come le famose lettere dal carcere alla moglie Olga.
Havel era nato il 5 ottobre 1936 in una famiglia benestante di imprenditori ed intellettuali di Praga: una “colpa” mai perdonata dal regime comunista del dopoguerra che l’accusò di avere collaborato coi nazisti durante l’occupazione. Nonostante gravi difficoltà a portare avanti gli studi liceali e poi universitari, Havel riuscì a seguire i corsi serali all’Università tecnica di Praga. Negli anni ’60, dopo il servizio militare, cominciò a lavorare come macchinista in alcuni piccoli teatri, fra cui il Teatro alla Ringhiera, dove poi andarono in scena alcune delle sue prime opere, come Festa in Giardino (1963). Parallelamente studiava per corrispondenza drammaturgia. In quegli anni scrisse due opere di rilievo, Il memorandum (1965) e Difficoltà di concentrazione (1968).
La Primavera di Praga nel 1968 e le repressioni seguite all’invasione sovietica indussero Havel, cacciato dal teatro, a impegnarsi nella lotta contro il regime: quasi cinque gli anni trascorsi dietro le sbarre. Nel 1989 in veste di leader del Forum Civico fu eletto primo presidente della Cecoslovacchia e riconfermato nella Repubblica ceca nel 1993. Nonostante la precaria salute e numerosi interventi chirurgici, nel 1998 fu rieletto per un secondo mandato.
Filoamericano, Havel fu il principale fautore dell’entrata della Repubblica Ceca nella Nato (12 marzo 1999). Nel 2003 gli successe Vaclav Klaus, suo acceso avversario, e Havel annunciò di lasciare la politica per dedicarsi alla sua professione di drammaturgo. Dopo 20 anni di pausa scrisse la piece “Gli Addii”, su un politico incapace di accettare la perdita del potere. La prima si tenne a maggio 2008 al Teatro Arca di Praga. Nella primavera scorsa uscì la versione cinematografica di “Addii” con la sua regia.
stralci da Addio Havel, rivoluzionario di velluto – LASTAMPA.it.
Il vescovo di Kirkuk: i cristiani sono vittime del caos in Iraq. Mappa dei paesi dove sono a rischio – Il Sole 24 ORE
Pubblicato: 20 novembre 2010 Filed under: islamismo, Storia contemporanea, Totalitarismi Lascia un commento »
Monsignor Sako ha paura. Teme che il suo Iraq si sgretoli. Che i voraci vicini si spartiscano le spoglie e i gruppi estremisti legati ad al-Qaeda intensifichino la loro crociata contro i cristiani. Preferisce non dilungarsi sull’ultimo comunicato di al-Qaeda, diffuso ieri, in cui i cristiani sono definiti «obiettivi legittimi».
Il suo primo pensiero va alla strage avvenuta lo scorso 31 ottobre nella cattedrale di Nostra signora del Perpetuo soccorso, a Baghdad. Quando un commando armato ha sterminato i fedeli. «58 morti e 67 feriti – ci spiega al telefono – È stata un’operazione preparata a tavolino. Con un obiettivo chiaro: uccidere il più alto numero di persone. I cristiani si sentono indifesi
da: Il Sole 24 ORE.
Storia d’Italia e italiani: fantasie interiori squadriste | Paolo Ferrario
Pubblicato: 11 marzo 2010 Filed under: 2 - POLITICA ITALIANA, Linguaggio, Storia d'Italia, Totalitarismi 1 Commento »ieri un ministro con fantasie interiori squadriste avrebbe voluto avere l’olio di ricino per punire un giornalista durante la conferenza stampa del presidente del consiglio dei ministri.
L’episodio mi ha ricordato questa fase della nostra storia politica: http://amalteo.splinder.com/post/16337284/Si+dice+%22Destra%22.+Si+dice+%22Des
Adolescenti Usa perdono interesse per i blog | Internet e Technologia | Reuters
Pubblicato: 5 febbraio 2010 Filed under: Giovani, Totalitarismi, WEB 2.0 Lascia un commento »Il blogging da parte di adolescenti e giovani adulti si è dimezzato negli ultimi tre anni, a favore di siti di social network come Facebook.
E’ quanto rivela uno studio presentato questa settimana da Pew Internet e American Life, che ha inoltre messo in luce che meno di un adolescente su dieci usa Twitter, nonostante la grande popolarità del sito di micro-blogging.
Secondo lo studio, solo il 14% dei teenager che usano Internet dice di tenere un blog, rispetto al picco del 28% registrato nel 2006, e solo l’8% usa Twitter.
“E’ un po’ una sorpresa, anche se ci sono spiegazioni dato lo stato del panorama tecnologico”, ha detto a Reuters Aaron Smith, ricercatore di Pew.
Smith dice che gli autori della ricerca attribuiscono il calo nel blogging all’esplosione dei siti di social network. Stando allo studio, il 73% degli adolescenti che sono online usano questi siti.
Il ricercatore cita anche i cellulari: la maggior parte delle comunicazioni tra ragazzi ora avviene infatti grazie ad apparecchi di telefonia mobile.
Secondo Smith, i giovani potrebbero non usare molto Twitter perché non vogliono esporre i propri pensieri su un forum pubblico quando possono piuttosto postarli su una pagina Facebook.
Il blogging tra gli adulti si mantiene stabile dal 2005, però ha registrato un calo tra i 18enni-29enni e un aumento fra chi ha più di 30 anni.
– Sul sito www.reuters.it le altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia
Web, studio: adolescenti Usa perdono interesse per i blog | Internet e Technologia | Reuters
Elie Wiesel – Premio Nobel per la pace, Intervento per la celebrazione del Giorno della Memoria, Aula di Montecitorio, 27 Gennaio 2010, Resoconto stenografica a cura della Camera dei Deputati
Pubblicato: 29 gennaio 2010 Filed under: 2 - POLITICA ITALIANA, Geopolitica e Politica internazionale, Storia contemporanea, Totalitarismi 1 Commento »Elie Wiesel – Premio Nobel per la pace, Intervento per la celebrazione del Giorno della Memoria, Aula di Montecitorio, 27 Gennaio 2010, Resoconto stenografica a cura della Camera dei Deputati
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