CSV centro servizi volontariato di Como: Newletter, maggio 2012

 

CONTATTI: via Col di Lana 5, 22100 Como- tel. 031.301800 – fax 031.2759727 – e.mail:info@csv.como.it - www.csv.como.it

ORARI: da lunedì a giovedì 9.00 – 13.00 e 14.00 – 18.00; venerdì dalle 9.00 alle 12.00.

 

 

IN EVIDENZA Haccp, privacy e sicurezza dei lavoratori

Il Centro servizi per il volontariato organizza martedì 29 maggio alle ore 20.30 presso la propria sede in via Col di Lana 5 un incontro intitolato Haccp, privacy, sicurezza: conosciamoli meglio.  Relatore dell’incontro sarà Marco Colza. La partecipazione è gratuita, per maggiori informazioni: info@csv.como.it; tel. 031.301800

IN EVIDENZA Fiera L’isola che c’è 2012: invito all’organizzazione

Per avviare la IX edizione della Fiera L’isola che c’è – 22 e 23 settembre 2012 a Villa Guardia, appuntamento martedì 12 giugno e 3 luglio alle 21.00 a Como presso la sede di Confcooperative… Leggi tutto

IN EVIDENZA Sclerosi multipla, aiuti alla ricerca

Dal 26 maggio al 3 giugno si terrà la Settimana nazionale della sclerosi multipla. L’Aism e la sua Fondazione organizzano e promuovono in tutta Italia iniziative per informare e sensibilizzare l’opinione pubblica e finanziare la ricerca. A Como, appuntamento il 26 e 27 maggio in piazza Cavour e il 29 maggio al Birrificio di Camerlata. Per saperne di più:ww.aism.it/como

AVVISO Elenchi degli enti ammessi ed esclusi al 5 per mille 2010

Sono pubblicati nel sito dell’Agenzia delle entrate (www.agenziaentrate.gov.it) i dati relativi alle preferenze espresse dai contribuenti nel 2010 per la destinazione del 5 per mille e i relativi importi… Leggi tutto

SCADENZE Codici tributo per sanare inadempimenti EAS e 5 per mille

Il Decreto legge 2 marzo 2012 n. 16 (il cosiddetto “Decreto semplificazioni”, convertito con la legge 26 aprile 2012, n. 44) ha introdotto la possibilità di sanare i mancati adempimenti connessi all’iscrizione all’elenco dei beneficiari del 5 per mille e all’inoltro del modello EAS… Leggi tutto

BANDO Bandi premessi dalla Fondazione provinciale della comunità comasca

La Fondazione provinciale della comunità comasca promuove due bandi per la prevenzione del disagio giovanile e per interventi a favore di anziani, giovani e per interventi socio – sanitari, mettendo a disposizione rispettivamente 50000 euro e 200000 euro… Leggi tutto

 

NOTIZIE DAL VOLONTARIATO

Cercasi due giovani volontari europei ‘Up-side Down” è un progetto di volontariato europeo che si svolge in Olanda dal 22 luglio al 19 agosto 2012. Un gruppo di 24 volontari  provenienti da 12 paesi parteciperanno attivamente alle attività delle vacanze estive (Vakantiebos) nel centro multiculturale giovanile Don Bosco Rijswijk… Leggi tutto

Radici e ali L’associazione Radici e ali offre ai giovani a partire dai 15 anni la possibilità di effettuare un’esperienza di volontariato presso le proprie attività di centro estivo nei mesi di giugno e luglio 2012. L’attività è guidata da un Coordinatore pedagogista e alcuni animatori ed è prevista la certificazione utile al riconoscimento di credito formativo. Ai giovani volontari disponibili verrà proposto un incontro di orientamento attitudinale e conoscenza delle attività. Per info: radicieali@alice.it

Giornata della creatività all’Istituto Vanoni di Menaggio Sabato 26 maggio dalle ore 9.00 alle ore 13.45, presso l’istituto E. Vanoni di Menaggio, avrà luogo la giornata della creatività: una serie di iniziative culturali e creative che coinvolgeranno attivamente tutti i ragazzi dell’istituto…Leggi tutto

Como Gaylesbica Continuano gli aperitivi itneranti dell’associazione comasca. Appuntamento domenica 27 maggio presso il Pampero Rosso in via Fratelli Rosselli 20.

Io ci sto! e tu Sabato 26 maggio alle ore 20.45 presso il teatro del Collegio Gallio il Clan il Tornio – Como 45 vi invita a Veglia Rover, Io ci sto! un viaggio ai confini tra Italia e Africa in cui verrà raccontato il campo di servizio allestito dal gruppo.

I campi estivi de L’isola che c’è L’isola che c’è ha organizzato nel comasco sette campi estivi per bambini tra i 6 e i 10 anni. Le iscrizioni restano aperte fino al 31 maggio, per informazioni: formazione@cooperativacortocircuito.it; tel. 031.4451154.

Centro italiano femminile Il Centro italiano femminile organizza un soggiorno estivo al mare per bambini dai 6 ai 13 anni a Lignano Sabbiadoro, dal 20 luglio al 3 agosto. Per informazioni tel. 031.304190.

Musicopoli In collaborazione con il comune di Milano, Musicopoli organizza un campus artistico a Pizi per bambini dai 6 ai 15 anni. Il modulo va richiesto a info@musicopoli.com.

Campi estivi Acli Le Acli di Como organizzano attraverso la loro cooperativa Questa generazione il campo estivo L’Alpe si fa bella, una vacanza residenziale all’alpe di Lemna per bambine e bambini fra i nove e gli undici anni. Per informazioni tel. 031.3312729, mailinfo@questagenerazione.it.

Libri per beneficenza Domenica 27 maggio sul lungolago di Menaggio dalle 10 alle 19 l’associazione In viaggio organizza la vendita di libri usati a 1 euro; il ricavato sarà interamente devoluto a Operazione Colomba, corpo nonviolento di pace dell’associazione Comunità Papa Giovanni XXIII.

Mostra di pittura Sabato 26 maggio, presso l’atelier Santa Caterina in via Borgovico 35 a Como, l’associazione Ex libris organizza una mostra di acquarelli degli allievi di Yolande Guillet e Magda Stella. Seguirà la presentazione del libro di Silvia Tenderini “La scoperta dell’acqua calda”, un excursus storico sull’invenzione delle terme e il concetto di benessere. La proiezione sarà accompagnata dall’arpa di Teodora Cianferoni. All’esibizione seguirà un aperitivo.

Vogliamo zero Il Comitato provinciale di Como per l’Unicef aderisce  alla campagna di raccolta fondi Vogliamo zero per combattere la mortalità infantile che durerà fino al 28 maggio. Con un SMS al 45505 dal cellulare è possibile sostenere questa campagna. I volontari del Comitato saranno anche in piazza Duomo domenica 27 maggio per promuovere l’iniziativa Info: tel. 031.571174; email comitato.como@unicef.it

Africa chiama India L’associazione Mehala organizza una serata di solidarietà con cena indiana a buffet e un viaggio nelle meraviglie dell’India con la proiezione delle fotografie di Ezio Grandi. Il ricavato della serata sarà devoluto per sostenere Il Progetto Salute, ovvero la realizzazione di un dispensario medico e di una maternità nel villaggio di Bilogo, in Burkina Faso. Appuntamento lunedì 28 maggio alle ore 19.30 a Villa del Grumello, in via per Cernobbio 11 a Como.

Cercando la libertà. Ieri, oggi Venerdì 25 maggio alle ore 21 ultimo appuntamento della rassegna cinematografica “Cercando la libertà. Ieri, oggi” organizzata dal Cine circolo Olocinecric con il patrocinio del comune di Erba,  presso la presso la sala Civica di villa Ceriani Bressi a Erba in via Ugo Foscolo 23 (ex biblioteca). Verrà proiettato Welcome, film francese di Philippe Lioret. Ingresso con tessera al cinecircolo dal costo di tre euro, valida fino al 31.10.2012.

Gita a Fossoli L’associazione nazionale Amicizia Italia – Cuba ha programmato il 27 maggio assieme all’Anpi di Como una gita presso il campo di Fossoli, utilizzato durante la guerra come luogo di detenzione per prigionieri di guerra. Partenza alle ore 6.30 dal cimitero di Rebbio e rientro previsto a Como in serata.  Il costo è di 30 euro a persona, per prenotare scrivere aassitcubacomo2004@libero.it


Regione Lombardia: Il Pronto soccorso diventerà una struttura per pazienti in condizioni gravi o comunque con problemi che si possono curare solo in ospedale – Cronaca – La Provincia di Como – Notizie di Como e Provincia

Il Pronto soccorso diventerà una struttura per pazienti in condizioni gravi o comunque con problemi che si possono curare solo in ospedale.
Oggi le strutture accolgono spesso persone che lamentano lievi malanni. Il risultato è l’intasamento e, di conseguenza, la necessità di attendere ore prima di poter essere visitati. Per di più, si disperdono risorse ed energie, visto che il Pronto soccorso finisce per rappresentare una sorta di calderone e deve occuparsi di problemi che vanno dalla caviglia slogata fino all’infarto. Basti pensare che al Sant’Anna arrivano, in media, 200 pazienti al giorno.
E tre quarti dei casi, come avviene in tutte le strutture, non sono gravi. Mentre un 5% abbondante è rappresentato addirittura da accessi impropri (avrebbero dovuto rivolgersi al medico di famiglia).
La rivoluzione
La Regione ora ha deciso di affrontare di petto la questione, chiedendo agli ospedali di creare ambulatori al di fuori del Pronto soccorso da riservare ai codici verdi (non gravi) e quelli bianchi (impropri). Con un ulteriore giro di vite che prevede la possibilità di assegnare al paziente, al momento della dimissione, il codice bianco al posto di quello verde attribuito inizialmente, il che significa imporgli di pagare il ticket di 25 euro. Il nuovo assetto si concretizzerà entro fine mese all’ospedale di Cantù (per i pazienti non gravi verranno realizzati persino ingressi e uscite autonomi rispetto al Pronto soccorso), poi toccherà al Sant’Anna e a tutti gli altri ospedali lombardi.

da Pronto soccorso separato Per i casi non urgenti – Cronaca – La Provincia di Como – Notizie di Como e Provincia.


LA COOPERATIVA trasposizione teatrale e regia di Fulvio Schiano, opera tratta dal film SI PUO’ FARE , soggetto di Fabio Bonifacci, al Teatro Sociale di Como, 10 maggio 2012, a cura del Tavolo tecnico Lavoro & Psiche, Asl e Azienda Ospedaliera di Como, fondazione Cariplo

da un carteggio email

cara g.b.l.

di ritorno dal teatro sociale volevi ancora ringraziarti per l’invito.
la rappresentazione teatrale mi è piaciuta molto. sono riusciti a rendere bene le dinamiche delle cooperative di lavoro e bene (anche se necessariamente in modo semplificato )  i problemi psicologici e familiari (come la madre “suicidante”)

mi è venuta una grande “tristezza politico sociale” ai vani accenni alla “difficile situazione economica”. è vero: nelle nostre economie europee si va restringendo sempre più l’area del “lavoro di mercato”. la nostra è una crisi da eccesso di produzione e il lavoro si riduce
questo ha effetti molto problematici sugli inserimenti dei disabili
temo che stia finendo un ciclo della politica dei servizi, così come l’abbiamo conosciuta a partire dagli anni ’70. 
sono sicuro che una via d’uscita ci sarà . ma in questa fase andiamo a tentoni e si sta intervenendo per evitare un baratro ben più pesante

insomma: il racconto teatrale mi ha commosso e divertito. ma il contesto mi mette alquanto in depressione

comunque gli attori sono stati davero bravissimi e spero abbiato percepito il calore dell’applauso

un caro saluto e buoni giorni
Ho percepito anch’io la tua stessa sensazione. Non ti ho visto altrimenti ti avrei salutato volentieri.Partrecipo fin dall’inizio al tavolo di “lavoro e psiche”,quando Cariplo ha finanziato il progetto erano tempi diversi, le aziende ora si sottraggono per evidenti motivi, le cooperative fanno fatica, non so nemmeno io cosa pensare per il futuro. Speriamo in un modello produttivo che non poggi soltanto sulla competizione, se no per i disabili non c’è spazio. Un caro saluto anche a Luciana.  G.B.L.
oggi ero a coatesa di nesso

di ritorno (sotto un sole estivo che mi cuoceva) ho sentito uno che parlava al telefonino (era un giardiniere/manutentore) 
diceva: “non riusciamo a stare dietro al lavoro … siamo in ritardo su tutto … sento che non c’è lavoro … e noi ne abbiamo troppo”
ero consolato e nello stesso tempo spaesato
mi dicevo : ma allora il problema non è “il lavoro” in quanto tale (il “lavoro di mercato di cui parlava la rappresentazione teatrale) , ma sono i tipi di lavoro , è l’incontro fra domanda e offerta …
d’altra parte c’è questo dato macroeconomico altamente indicativo: negli ultimi 10 anni mentre decresceva il nostro lavoro (per le persone attorno ai 40 e 50 anni e soprattutto per i giovani) cresceva a dismisura il lavoro immigrato.
nello stesso decennio: e si parla di milioni di posti di lavoro
c’è da riaggiustare un po’ tutto
“pessimismo dell’intelligenza e ottimismo della volontà” diceva antonio gramsci
un caro saluto
paolo

Hospice San Martino di Como

vai a: Hospice Como


Regione Lombardia, Conciliazione famiglia lavoro e innovazione politico-istituzionale, Percorsi di secondo welfare – Newsletter 8 / 2012

Conciliazione famiglia lavoro e innovazione politico-istituzionale

Le numerose iniziative realizzate in ambito di conciliazione tra vita familiare e lavorativa dalla Regione Lombardia riflettono un significativo cambio di approccio rispetto al tema del welfare. Discostandosi infatti dall’idea “classica” dell’ente pubblico come primo e solo attore del welfare, l’amministrazione lombarda ha iniziato a lavorare per il progressivo coinvolgimento dei tanti soggetti, pubblici e privati, che operano sul territorio.

.. leggi

L’arco e le pietre: percorsi di coesione sociale a Mantova

vai a: L’arco e le pietre: percorsi di coesione sociale a Mantova.


Autorità, leadership, followership e creatività nei servizi sociali e sociosanitari, Lecco dal 15 maggio al 13 giugno 2012, da Newsletter SOS del 4.5.12

 La D.ssa Anna Grande segnala un evento che si svolgerà a

Lecco dal 15 maggio al 13 giugno 2012 (4 incontri)

dal titolo “Autorità, leadership, followership e creatività nei servizi sociali e sociosanitari”.
Per scaricare il programma, accedere alla pagina http://www.servizisocialionline.it/creativit%C3%A0-nei-servizi-sociali.htm


spettacolo teatrale “La cooperativa”, Nell’ambito delle iniziative correlate al Progetto “Lavoro & Psiche”, Teatro sociale di Como, 10 maggio 2012

Nell’ambito delle iniziative correlate al  Progetto “Lavoro & Psiche”, finanziato dalla Fondazione Cariplo e attivo sul  territorio della provincia di  Como dal giugno 2009, ci sarà lo spettacolo teatrale

“La cooperativa”

che si terrà il 10 maggio 2012 alle ore 20.30 presso il Teatro Sociale di Como.

La trasposizione teatrale, liberamente tratta dal film “Si può fare” è presentata  dalla Compagnia Barfi & Friends di Tirano, con la regia di  Fulvio Schiani.

La commedia in 2 atti si addentra con delicatezza e rispetto nel tema scomodo del disagio mentale, lanciando un messaggio forte contro lo stigma e la discriminazione ancora presenti nell’opinione pubblica.

La serata si propone di diffondere un nuovo approccio di promozione della salute mentale volto all’inserimento lavorativo di persone con disturbi psichiatrici.

In allegato il coupon per la conferma della partecipazione da trasmettere al seguente indirizzo mail  – pinto@asl.como.it -  oppure via fax 031370228  entro il 07 maggio p.v.


NUOVO – Contratto di Servizio tra i Comuni dell’Ambito distrettuale di Cremona e l’Azienda Sociale del Cremonese | Azienda Sociale Cremona

NUOVO – CONTRATTO DI SERVIZIO TRA I COMUNI DELL’AMBITO DISTRETTUALE DI CREMONA E L’AZIENDA SOCIALE DEL CREMONESE

Cremona, 30.04.2012

L’Assemblea dei Comuni Soci dell’Azienda Sociale del Cremonese ha approvato, nella seduta del 26 aprile 2012, il Contratto di Servizio che disciplina i rapporti tra l’Azienda e i Comuni dell’Ambito distrettuale di Cremona, in qualità di proprietari dell’Ente medesimo.

Tale atto è la conseguenza dell’adozione del Piano di Zona 2012-2014 e dell’Accordo di Programma da parte dell’Assemblea dei Sindaci in data 29 marzo 2012. In tali documenti si riconosceva all’Azienda Sociale del Cremonese la funzione di capo-fila del Piano di Zona 2012-2014 e la funzione di gestore delle risorse del medesimo per l’attuazione delle priorità di intervento e dei servizi che ad essa sono stati trasferiti.

Per tale motivo,

si richiede ad ogni Comune dell’Ambito distrettuale di Cremona e all’Unione dei Comuni Lombarda dei Comuni di Corte de’ Frati e di Olmeneta di deliberare, con un atto di Giunta, l’adozione del Contratto.

E’ possibile scaricare:

  • schema di delibera di Giunta;
  • Contratto di Servizio approvato dall’Assemblea dei Soci in data 26 aprile 2012 (quale allegato alla delibera di Giunta).

 A disposizione per ogni ulteriori chiarimento, colgo l’occasione per porgere i migliori saluti

 IL PRESIDENTE

CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE

(Luigi prof. Amore)

Bozza contratto servizio Comune e Azienda 2012 – 2014.doc

da NUOVO – Contratto di Servizio tra i Comuni dell’Ambito distrettuale di Cremona e l’Azienda Sociale del Cremonese | Azienda Sociale Cremona.


Seminario di presentazione del PROTOCOLLO MODELLI OPERATIVI E METODOLOGIE COMUNI: L’ESITO DI UN PERCORSO FORMATIVO, DI CONFRONTO E RIFLESSIONE SUI PROCESSI DI LAVORO IN TUTELA, a cura del Consorzio Desio-Brianza, 15 maggio dalle ore 9.00 – 13.00, presso la Sala Biraghi del Comune di Varedo In Piazza Biraghi n. 2 – Varedo (MB)

Nell’ambito delle iniziative per i 30 anni dell’ A.s.c. “Consorzio Desio-Brianza” è stato organizzato, un seminario di presentazione del:

 

PROTOCOLLO MODELLI OPERATIVI E METODOLOGIE COMUNI:

L’ESITO DI UN  PERCORSO FORMATIVO, DI CONFRONTO

E RIFLESSIONE SUI PROCESSI DI LAVORO IN TUTELA.

 

A quasi un anno mezzo dal conferimento dell’ambito di intervento Minori e famiglia al Consorzio Desio-Brianza da parte dei Comuni dell’Ambito territoriale di Desio, con questo Seminario si intende fare un primo bilancio sull’integrazione dei servizi attraverso la presentazione delle linee guida e delle metodologie comuni, condivise a livello di Ambito.

Si intende approfondire strumenti, risorse professionali e organizzative necessari per rispondere in modo efficace al mandato dei servizi che si occupano di tutela del minore e della famiglia e a quali sono le responsabilità giuridiche, amministrative e professionali degli operatori coinvolti.

 

Il seminario si terrà il giorno

 

15  maggio dalle ore 9.00 alle ore 13.00 presso la Sala Biraghi del Comune di Varedo

In  Piazza Biraghi n. 2 – Varedo (MB)

 

Programma degli interventi:

 

Ø  Introduzione e saluti delle AutoritàDiego Marzorati, Sindaco di Varedo;Dario A. Colombo, Direttore Generale Consorzio Desio-Brianza

 

Ø  Presentazione del Protocollo  con gli interventi di:

Pierpaolo Cannilla, Responsabile Minori e Famiglia  Consorzio Desio-Brianza; Elena Marino, Psicologa e Psicoterapeuta Equipe Tutela Minori Comune Muggiò; Maria Antonietta Ambrisi, Neuropsichiatra infantile UONPIA Azienda OspedalieraDesio-Vimercate; Cecilia Ragaini,  Neuropsichiatra infantile Supervisore Minori e Famiglia.

 

Ø  A seguire tavola rotonda Chi tutela il tutelante? Responsabilità giuridica e amministrativa degli operatori della tutela.

con il contributo di:

Pierpaolo Cannilla, Responsabile Minori e FamigliaSusanna Galli, Giudice Onorario c/o Tribunale Minorenni e Responsabile Servizio formazione per le professioni del welfare della Provincia di Milano; Laura Derui,  Avvocato Consulente Legale Minori e Famiglia; Cecilia  Ragaini, Neuropsichiatra infantile Supervisore Minori e Famiglia.

 

Conclusioni: Elio Brillo, Direttore Area Servizi alla Persona Consorzio Desio-Brianza


Continua il lavoro per il monitoraggio e l’analisi delle politiche di welfare in regione Lombardia, da Lombardia Sociale newsletter n.IV/2012

Newsletter 30 aprile 2012:

Novità da LombardiaSociale.it

Continua il lavoro per il monitoraggio e l’analisi delle politiche di welfare in regione Lombardia.


Tra i nuovi aggiornamenti all’interno del sito potrete trovare, tra gli altri, i seguenti contenuti:

Crisi del welfare: continua la ricognizione sull’effetto dei tagli sul sistema dei servizi territoriali con le esperienze degli ambiti  di CremaMelzoMenaggio eSeriate.

- Disabilità: la crisi pagata dalla l.162 e dai percorsi sulla vita indipendente.

Accreditamento: le nuove indicazioni regionali. Il commento di Federsolidarietà Lombardia.

Domiciliarità in Lombardia: il monitoraggio nazionale sugli obiettivi di servizio con nuovi dati comparativi sull’ADI.

Consultori: continua l’approfondimento su quest’area di servizi attraverso le riflessioni della rete dei consultori privati laici.

- Fattore Famiglia Lombardo: il punto di vista dell’ANCI e l’aggiornamento sulla fase di sperimentazione previsita dalla legge regionale.

- Finanziamento e spesa: la dgr sulle sperimentazioni innovative in ambito sociosanitario.

- Immigrazione in Lombardia: i dati dell’undicesimo rapporto ORIM.

- Dal territorio: la difficile sostenibilità dei CDD nell’esperienza di un gestore del terzo settore; rapporto pubblico-privato e il patto di co-progettazione di Monza e Brianza; una petizione contro i tagli al welfare: la mobilitazione del terzo settore del cremonese.

Invitiamo tutti coloro che sono interessati al welfare lombardo a fornire i propri contributi di idee, esperienze e punti di vista utilizzando l’area commenti o scrivendo a posta@lombardiasociale.it.

Per essere sempre informati sulle attività di LombardiaSociale.it potete seguirci su Twitter o iscrivervi alla nostra Newsletter.

Lo staff di LombardiaSociale.it


ALOISCAFFE’ di Cantù: spazio di aggregazione per malati di Alzheimer e loro familiari, servizio organizzato dalla COOPERATIVA SOCIALE PROGETTO SOCIALE: la psicologa LUCIANA QUAIA incontra i familiari il 12 maggio 2012, 14,40-17.00


La gestione delle risorse per l’ADI: impatto sull’equità territoriale | segnalato da Laura Pelliccia in LombardiaSociale

vai a: La gestione delle risorse per l’ADI: impatto sull’equità territoriale | LombardiaSociale.


Linee guida per l‘attivazione di sperimentazioni nell’ambito delle politiche di welfare | presentazione della DGR IX/3239 del 4 aprile 2012 – in LombardiaSociale

DGR IX/3239 del 4 aprile 2012 – Linee guida per l‘attivazione di sperimentazioni nell’ambito delle politiche di welfare.

vai a: Delibera sulle sperimentazioni nell’ambito delle politiche di welfare | LombardiaSociale.


Fattore famiglia lombardo: il punto di vista dei Comuni | da LombardiaSociale

VAI A: Fattore famiglia lombardo: il punto di vista dei Comuni | LombardiaSociale.


Roberto Formigoni del movimento COMUNIONE E IRRITAZIONE (Maurizio Crozza)

davanti all’ennesima raffica di domande sulle rice­vute dei pagamenti di quei viaggi extralusso ai Caraibi, Formigoni ha perso le staffe: senza pensarci due volte ha sfilato di mano il microfono ad una giornalista di Tele ­Lombardia , ” colpevole” di aver interrotto troppo spesso il governatore, aggiungendo: «Se vuole qualche lezione di giornalismo le posso indica­re delle scuole dove le inse­gnano a fare le domande e ad aspettare le riposte. Se ades­so dà il microfono a me, con­tinuo. Così non mi interrom­pe ». E ancora: «I cittadini hanno capito benissimo che è in corso un attacco ideolo­gico contro il centrodestra, Formigoni e la Regione Lom­bardia. Ho già spiegato con chiarezza come faccio le va­canze e vi ho invitato a smet­tere di porre le stesse doman­de. Ho anche detto che stase­ra (ieri, ndr) sarò a Matrix. E, se il direttore di quel grande giornale di cui non ricordo il nome me lo chiederà, rispon­derò. Dunque o guardate la trasmissione, o venite giù con me in un viaggio di grup­po a Roma. Ovviamente ognuno paga per sè, ci si divi­de le spese. Questo è il mio metodo».

  1. Notizie relative a formigoni strappa microfono


    Fanpage
    1. Formigoni fuori di sé strappa il microfono alla cronista: “Parlo io”

      Cronaca Qui‎ – 2 ore fa
      Che il governatore Roberto Formigoni abbia vissuto momenti migliori, č fuori dubbio. Dei diciassette ininterrotti anni di governo al Pirellone, 
  2. Formigoni strappa microfono - Italia – ANSA.it

    www.ansa.it › Video › Italia

    17 ore fa – Governatore contro cronista di Telelombardia, Ansa.

  3. Formigoni fuori di sé strappa il microfono alla cronista: “Parlo io 

    247.libero.it/…/formigoni-fuori-di-s-strappa-il-microfono-alla-cronist…

    2 ore fa – Che il governatore Roberto Formigoni abbia vissuto momenti migliori, è fuori dubbio. Dei diciassette ininterrotti anni di governo al Pirellone, 

  4. Formigoni perde le staffe:<br>strappa microfono a cronista tv – Italia 

    www.unita.it/…/formigoni-perde-le-staffe-br-strappa-microfono-a-cr…

    22 ore fa – «Se vuole qualche lezione di giornalismo le posso indicare delle scuole dove insegnano a fare le domande ed aspettare le risposte. Incalzare 

  5. Formigoni strappa il microfono a cronista «Dopo Berlusconi 

    www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=192503&sez=HOME…

    23 ore fa – MILANO – «Se vuole qualche lezione di giornalismo le posso indicare delle scuole dove le insegnano a fare domande e ad ascoltare le 

  6. Formigoni strappa il microfono a una giornalista

    www.giornalettismo.com/…/formigoni-strappa-il-…NUOVO21 ore fa - 3 min
    Se vuole qualche lezione di giornalismo le posso indicare delle scuole dove le insegnano a fare le 
  7. Formigoni strappa il microfono a una cronista: “Non sa fare il suo 

    www.fanpage.it/formigoni-strappa-il-microfono-a…NUOVO19 ore fa - 3 min
    Indispettito dalle “solite domande” di una cronista, il governatore della Regione Lombardia le prende il 
  8. Mercoledì 25 Aprile 2012 Formigoni Fuori Di Sé Strappa Il Microfono 

    www.intopic.it/notizia/3738508/

    2 ore fa – Presenta una serie di articoli relativi alla notizia: Formigoni Fuori Di SéStrappa Il Microfono Alla Cronista: ‘parlo Io’; Numero di notizie: 12; Data 

  9. Formigoni strappa microfono a giornalista

    www.milanotoday.it › Politica

    1 giorno fa – Roberto Formigoni ”nervosetto” per la vicenda sulle vacanze pagate dal faccendiere Daccò. Durante un incontro in Regione, martedì 24 aprile, 

  10. Formigoni strappa il microfono alla cronista: “Così la smette di 

    www.liberoquotidiano.it/…/Formigoni-strappa-il-microfono-alla-cron…

    59 minuti fa – Una domanda sgradita è bastata per far infuriare Roberto Formigoni. Il Governatore della Lombardia ha avuto una reazione scomposta mentre 

  11. Formigoni strappa il microfono a cronista «Le insegno io a fare le 

    www.ilmattino.it/articolo.php?id=192539&sez=LEALTRE

    20 ore fa – MILANO – «Se vuole qualche lezione di giornalismo le posso indicare delle scuole dove le insegnano a fare domande e ad ascoltare le 


Comunione e liberazione e la politica sanitaria nella Regione Lombardia attraverso la lettera di Carla Vites, moglie di Antonio Simone, arrestato venerdì scorso nell’ambito dell’indagine sulla Fondazione Maugeri

Carla Vites, moglie di Antonio Simone, ha scritto una lettera pubblicata oggi dal Corriere della Sera. Simone è stato assessore alla Sanità in Lombardia negli anni Novanta, è un noto esponente di Comunione e Liberazione ed è stato arrestato venerdì scorso nell’ambito dell’indagine sulla Fondazione Maugeri, un istituto di ricovero e cura a carattere scientifico con sede a Pavia ma con istituti in tutta Italia. Gli inquirenti indagano Simone e altri per associazione a delinquere, accusandoli di avere trasferito in fondi neri all’estero fino a 56 milioni di euro della fondazione. Al centro dell’inchiesta c’è Piero Daccò, l’intermediario in rapporti d’affari e di consulenze con il San Raffaele che si trova in carcere dal 15 novembre, che è accusato anche di appropriazione indebita e intestazione fittizia di beni. Roberto Formigoni non è indagato ma in questi giorni ha dovuto rispondere a molte domande relativamente alla gestione della sanità da parte della regione e dei suoi rapporti con lo stesso Daccò, col quale il presidente della regione è andato in vacanza (e gli inquirenti vogliono capire chi pagò quelle vacanze). 

vai  La lettera di Carla Vites al Corriere | Il Post.


Il Presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni e la compagnia di Giuda, a l’Infedele del 16 aprile 2012

le vacanze di Giuda

“Tutti possiamo sbagliare nelle cattive compagnie. Persino Gesù uno su dodici l’ha proprio sbagliato …”


AISM Associazione Italiana Sclerosi Multipla – Servizi AISM di Como

SERVIZI AISM

Centri AISM

Il miglioramento della qualità della vita, la presa in carico e la promozione dell’autonomia della persona con SM rientra tra gli obiettivi strategici di AISM. In questo contesto AISM gestisce:

Centri socio-assistenziali 

Centri di turismo sociale

Servizi sul territorio

AISM svolge, attraverso le proprie Sezioni, una serie di servizi avendo come primario obiettivo il sostegno ai processi di autonomia, l’empowerment e l’inclusione sociale della persone con SM. I servizi sono i seguenti:

Sistema integrato dei servizi

Servizi sociali

Servizi sanitari

Servizi informativi

L’Associazione fornisce una serie di servizi informativi che ti permettono di avere le ultime notizie sulla SM in tutti i suoi aspetti. È a tua disposizione un’équipe multidisciplinare specializzata, composta da neurologi, consulenti legali, assistenti sociali.

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Programma DonneLa sclerosi multipla è una malattia complessa, colpisce le donne più degli uomini, prevalentemente i giovani dai 20 ai 40 anni. La diagnosi coinvolge tutta la famiglia. AISM ha realizzato programmi specifici per ognugno di questi aspetti
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frecciaProgetto famiglia

Sei un operatore?

Per operatoriPer gli operatori socio sanitari essere informati è una priorità. Se anche tu lavori nel campo della SM, qui puoi trovare informazioni utili

Servizi di informazione

Servizi di formazione

Per infermieri (SISM)

Per psicologi

 

DA Associazione Italiana Sclerosi Multipla – Servizi AISM.


Sanità nella Regione Lombardia: il caso della Fondazione Maugeri

Un groviglio opaco di attività molto simile, sostengono i magistrati, a
quello messo in piedi da Mario Cal, il numero due del San Raffaele morto
suicida all’inizio dell’inchiesta sulle attività dell’ex impero di don
Verzé. Il caso Maugeri è quasi un …
<http://milano.corriere.it/milano/notizie/cronaca/12_aprile_14/ragnatella-interessi-ugo-savoia-2004072861406.shtml>


L’Assemblea distrettuale dei Sindaci nella seduta del 29.03.2012 ha approvato il nuovo Piano di Zona 2012-2014 dell’Ambito distrettuale di Cremona | Azienda Sociale Cremona

L’Assemblea distrettuale dei Sindaci nella seduta del 29.03.2012 ha approvato il nuovo Piano di Zona 2012-2014 dell’Ambito distrettuale di Cremona

PDZ 2012-2014 approvato 29.03.2012

Accordo di Programma 2012 – 2014 per sottoscrizione

da COSTRUIAMO IL NUOVO PIANO DI ZONA | Azienda Sociale Cremona


PIANO SOCIALE DI ZONA 2012-2014, AMBITO TERRITORIALE DI COMO


“La cosa bella degli standard è che ce ne sono tanti da scegliere”, di Andrew Tanenbaum

Sostiene Andrew Tanenbaum

“La cosa bella degli standard è che ce ne sono tanti da scegliere”

Direi che è perfetto per il cosiddetto “modello lombardo -  Formigoni” e i fatti della clinica Santa Rita di Milano


Lombardia Sociale Newsletter n. III/2012

Newsletter 30 marzo 2012:

Novità da LombardiaSociale.it

Continua il lavoro per il monitoraggio e l’analisi delle politiche di welfare in regione Lombardia.


Tra i nuovi aggiornamenti all’interno del sito potrete trovare, tra gli altri, i seguenti contenuti

Fattore famiglia lombardo: a che punto siamo? A seguito della approvazione della leggere regionale n.2/2012 siamo in attesa di conoscere quali Comuni saranno selezionati per la sperimentazione e il regolamento attuativo che chiarirà il sistema di calcolo sulle contribuzioni da parte delle famiglie. LombardiaSociale continua l’approfondimento mediante la raccolta di altri pareri giuridici e il punto di vista delle associazioni di famiglie. Un confronto traAnffas Lombardia e Forum delle famiglie.

- Crisi e welfare: l’effetto dei tagli sulla nuova programmazione. Tra le incertezze dei bilanci comunali e la definizione dei nuovi piani di zona, cominciamo ad avviare una riflessione sulla programmazione del welfare in epoca di razionamento, con la raccolta di alcune esperienze territoriali. MerateRhoVimercate e Trezzo e Ostiglia raccontano cosa succederà al sistema dei servizi e come stanno affrontando la nuova programmazione. Sempre in tema di tagli, pubblichiamo un commento alla recente lettera degli assistenti sociali del Comune di Brescia.

Famiglia: il punto sulla riforma dei consultori familiari. Le indicazioni normative che hanno accompagnato la riforma, i dati oggi a disposizione sulla situazione in Lombardia e in Italia e la raccolta di alcuni temi oggi cruciali per i servizi consultoriali della nostra regione.

Conciliazione: i primi dati resi pubblici dalla Regione sugli esiti delle politiche in favore della conciliazione e il punto di vista di un’esponente della cooperazionesociale sulle misure promosse dalla Regione.

Domiciliarità: che fine hanno fatto i CeAD? A due anni dalla delibera istitutiva dei centri per l’assistenza domiciliare, LombardiaSociale cerca di comporre ilquadro sullo stato di attuazione dei Centri, raccoglie il punto di vista della FNPCisl che ne ha seguito l’evoluzione e propone una sintesi su risultati e nodi critici di questa esperienza.

- Finanziamento e spesa: un’analisi dei dati appena resi pubblici dal Ministero sul monitoraggio dei LEA sociosanitari e un quadro sul futuro dei servizi sociali a seguito delle manovre finanziarie.

- Povertà: le dieci cose da sapere sulla povertà in Lombardia, una sintesi a partire dai dati.

- Disabilità: esiti e riflessioni sul progetto finanziato da Fondazione Cariplo sugli amministratori di sostegno.

- Dati e ricerche: una video intervista sulla ricerca “Costellazione RSA” sulla qualità dei servizi residenziali per anziani in Lombardia


ACCORDO DI PROGRAMMA TRA I COMUNI DELL’AMBITO DISTRETTUALE DI MERATE, L’AZIENDA SPECIALE RETESALUTE, LA PROVINCIA DI LECCO, L’AZIENDA SANITARIA LOCALE DELLA PROVINCIA DI LECCO, L’AZIENDA OSPEDALIERA DI LECCO PER LA REALIZZAZIONE DEL PIANO DI ZONA 2012-2014


Il sistema di potere di Comunione e liberazione e della Compagnia delle opere, di Maddalena Oliva

Ma che cos’è Cl? Un movimento ecclesiale, cioè un gruppo organizzato di cristiani che testimoniano la presenza di Cristo nel mondo. Ma è anche una potenza politica ed economica. Ha il suo centro in Lombardia, dove funziona il più potente e pervasivo apparato politico-imprenditoriale esistente in Italia: quello dell’area ciellina di Roberto Formigoni. «Un sistema di potere come quello di Formigoni, Cl, non esiste in alcun punto del Paese», scrisse Eugenio Scalfari. «Nemmeno la mafia a Palermo ha tanto potere. Negli ospedali, nell’assistenza, nell’università, tutto è diretto da quattro-cinque persone». Le attività imprenditoriali sono coordinate dalla Compagnia delle Opere, associazione che riunisce in tutta Italia 35 mila aziende e più di mille organizzazioni non profit. Giro d’affari complessivo: 70 miliardi l’anno. Slogan: “Un criterio ideale, un’amicizia operativa”. Presidente della Cdo di Milano e provincia è Massimo Ferlini, ex assessore ai lavori pubblici del Pci-Pds al Comune di Milano ed ex imputato di Mani pulite. Ma è la Regione Lombardia il vero centro del potere formigoniano. Il “Celeste” è presidente ininterrottamente dal 1995. I principali assessorati sono occupati dai suoi uomini. 

….

l’intero articolo qui: Il sistema di potere di Comunione e liberazione.


Sarà demolita la villa milionaria di proprietà di don Luigi Verzè in Sardegna

Sarà demolita la villa milionaria di proprietà di don Luigi Verzè in Sardegna. Per pagare tutti i debiti conseguenti al crac del San Raffaele, infatti, il Tribunale Fallimentare ha messo gli occhi anche sulla ‘Casa Rossa‘ e ha avviato una procedura di demolizione. Secondo il Tribunale, infatti, questa lussuosa residenza da 3 milioni di euro sulla collina di Spiritu Santu, a pochi chilometri da Olbia, sarebbe stata edificata senza i permessi necessari. Insomma, sarebbe l’ennesimo caso diabusivismo edilizio. Il Comune di Olbia, quindi, ha emesso un’ordinanza di demolizione. Gli attuali amministratori del San Raffaele, però, hanno già provveduto a chiedere una sanatoria in quanto ritengono che l’abuso posa essere declassato a livello amministrativo. Insomma, questo è solo il primo passo verso il saldo dei crediti del San Raffaele, che avverrà sotto la vigilanza del Tribunale fallimentare in un periodo di tempo di tre anni e che permetterà il passaggio di consegne al nuovo imprenditore Giuseppe Rotelli.

da San Raffaele ultime notizie, sarà demolita la lussuosa villa in Sardegna di don Verzè – Attualità – Tutto Gratis.


Regione Lombardia: dovrà essere la persona a pagare il servizio, e non più la Asl, sulla base di budget assegnati agli erogatori in funzione della spesa storica

Passare dal sistema esistente di welfare a una forma che sostenga direttamente la persona attraverso l’assegnazione diretta delle risorse in funzione del fabbisogno di assistenza e della capacità economica. In altre parole dovrà essere la persona a pagare il servizio, e non più la Asl, sulla base di budget assegnati agli erogatori in funzione della spesa storica. L’idea quindi è di arrivare in futuro ad un sistema fatto a voucher, che il paziente sceglie dove spendere. E’ questa l’impalcatura della riforma del sistema socio-sanitario che ha messo in cantiere la regione Lombardia, come si legge nel “Capitolato d’appalto del servizio di assistenza tecnica a supporto dell’attuazione delle politiche regionali di evoluzione dei servizi sociosanitari e sociali”, che si è aggiudicato lo scorso 15 dicembre Ernst&Young spa -Axteria – Elite division per un valore di 4.150.000 euro e 36 mesi di durata.

tutto l’articolo qui: Welfare. In Lombardia sarà il paziente a pagare i servizi. Con i voucher della Regione – Quotidiano Sanità.


Consorzio Impegno Sociale: Albese con Cassano, Bulgarograsso, Cadorago, Casnate con Bernate, Cassina Rizzardi, Cavallasca, Fino Mornasco, Grandate, Guanzate, Montano Lucino, Senna Comasco, Vertemate con Minoprio, Luisago

Il Consorzio si costituisce ad Agosto 1999 con un gruppo di tredici comuni (Albese con Cassano, Bulgarograsso, Cadorago, Casnate con Bernate, Cassina Rizzardi, Cavallasca, Fino Mornasco, Grandate, Guanzate, Montano Lucino, Senna Comasco, Vertemate con Minoprio, Luisago) con Statuto pubblicato su BURL  serie editoriale inserzioni bis n.34 del 25/08/99.

Consorzio Impegno Sociale.


LA LEGA E IL SISTEMA DELLE TANGENTI NELLA REGIONE LOMBARDIA


FONDAZIONE PROVINCIALE DELLA COMUNITA’ COMASCA

STATUTO della Fondazione Comasca.


Maurizio Azzolini, capo di gabinetto del vicesindaco Maria Grazia Guida della giunta del Comune di Milano Pisapia, era stato condannato per il coinvolgimento nell’omicidio del vicebrigadiere Antonio Custra, nel 1977 – Tg24 – Sky.it

il passato ritorna

è bene non dimenticare il passato

ho il vizio della MEMORIA STORICA

PFerrario

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E’ polemica a Milano per la nomina a capo di gabinetto del vicesindaco di Maurizio Azzollini a suo tempo condannato a cinque anni di carcere per coinvolgimento nell’omicidio del vicebrigadiere Antonio Custra nel 1977. A parlare della nomina è stato qualche giorno fa il
 Corriere della Sera. E proprio con un un’intervista al quotidiano Azzollini, che lavora a Palazzo Marino dagli anni Ottanta, assunto in seguito a un concorso, si giustifica spiegando di aver pagato il suo debito con la giustizia.

Ma, sempre sulle colonne del giornale di via Solferino, la vedova dell’agente ucciso spiega: “Nessun perdono, un errore l’incarico in Comune”.


La foto in via De Amicis -
 La foto più celebre di Azzollini è quella del 14 maggio 1977 che lo ritrae, allora 16enne, mentre impugna una pistola in via De Amicis e spara
Non colpì nessuno, il poliziotto Antonio Custra venne ucciso con un’altra arma. Azzollini fu condannato e dopo aver scontato la pena fu assunto in Comune, dove ora ricopre “la posizione di funzionario, che mantengo anche come capo di gabinetto di Maria Grazia Guida”.
ecco il giovanotto con la pistola di allora a rappresentare la istituzione comunale:
Il vicesindaco Guida difende la sua scelta perchè Azzollini “se ne intende molto di sociale” (affermazione sentita poco fa su Tg la 7).

monitoraggio e analisi delle politiche di welfare in regione Lombardia, da LombardiaSociale.it Newsletter n.II/2012

È stato approvato il Fattore famiglia lombardo.
LombardiaSociale.it comincia a seguirne l’attuazione a partire da una spiegazione dettagliata sui contenuti, anche in riferimento all’attuale ridefinizione dell’Isee da parte del Governo Monti.
Sul sito potete trovare inoltre le principali opinioni del dibattito a confronto e un’analisi giuridica sulle questioni di più difficile interpretazione. Ulteriori approfondimenti saranno disponibili nelle prossime settimane.

Riforma ADI. Prosegue l’approfondimento attraverso una spiegazione degli esiti della sperimentazione e la raccolta di commenti di alcuni esperti sugli strumenti di valutazione introdotti (scheda FIM e revisione classi SOSIA).

PAR disabilità: una prima analisi comparativa della traduzione degli indirizzi regionali a livello locale: i PAL, piani di azione locale sulla disabilità.

Conciliazione: il punto di vista del mondo dell’impresae di una consigliera di parità sulle politiche regionali in favore della conciliazione dei tempi di vita e di lavoro e l’analisi di alcune buone pratiche rafforzate e sviluppate mediante i finanziamenti regionali.

Dati e Ricerche: sul sito si trovano i dati più significativi dell’ultimo Rapporto Nazionale sulla Non Autosufficienza e una sintesi dell’analisi del Forum Nazionale del Terzo Settore sulle condizioni del welfare.

Esperienze locali: racconti territoriali in tema diprogettazione socialemicrocredito per le politiche abitative, programmazione integrata tra scuola e territorio per l’inclusione scolastica degli alunni disabili e sostegno dei progetti di vita indipendente.

Invitiamo tutti coloro che sono interessati al welfare lombardo a fornire i propri contributi di idee, esperienze e punti di vista utilizzando l’area commenti o scrivendo a posta@lombardiasociale.it.

Per essere sempre informati sulle attività di LombardiaSociale.it potete seguirci su Twitter o iscrivervi alla nostra Newsletter.

Lo staff di LombardiaSociale.it


Costo dei servizi: il Forum Terzo Settore Lombardia scrive una lettera a Margherita Peroni – Affaritaliani.it

Gentile dr.ssa Peroni,

ci rivolgiamo a Lei in quanto Presidente della Commissione Sanità del Consiglio regionale e relatrice del progetto di Legge 66 sulla partecipazione alla spesa dei servizi sociosanitari e socio assistenziali recentemente approvato dal Consiglio regionale.

Il testo che abbiamo potuto consultare conserva ancora un grande dubbio circa la possibilità o meno da parte della Giunta regionale di determinare la quota sanitaria anche in base alla capacità di spesa della persona assistita e del suo nucleo familiare.

Le organizzazioni di Terzo Settore lombarde hanno seguito con attenzione nella misura in cui è stato loro reso possibile l’iter del Progetto di Legge di riforma regionale sulla partecipazione alla spesa dei servizi sociosanitari e socio-assistenziali. Un tema delicato che, in questi ultimi anni è divenuto incandescente di fronte alle sempre più alte richieste di contributi da parte degli Enti Locali che mettono in difficoltà molte famiglie.

In questo lungo periodo di tempo che va dall’approvazione del progetto di legge da parte della Giunta Regionale nel dicembre del 2010 fino alla recente approvazione da parte del Consiglio Regionale, le organizzazioni di Terzo Settore non hanno fatto mancare idee, considerazioni e proposte sia al fine di rispondere all’urgenza di trovare soluzioni ai momenti di drammatica crisi dell’attuale modello di welfare regionale sia di avviare una sua riforma complessiva e strutturale in grado di assicurare efficacia alle risposte, efficienza all’uso delle risorse e sostenibilità nel tempo all’intero sistema.

Ritenevamo infatti necessario che la situazione di conflittualità, confusione, disomogeneità e iniquità territoriale dovesse cessare per lasciare spazio ad un quadro di certezze che potessero orientare le scelte di politiche sociale degli Enti Locali, ridare fiducia all’impegno degli enti e dei singoli cittadini che non hanno mai smesso di mettere a disposizione la loro autonoma iniziativa per dare risposta ai bisogni sociali e rassicurare coloro che hanno bisogno e le loro famiglie rappresentando un quadro chiaro sia dei servizi e delle prestazioni a disposizione sia delle condizioni a cui vengono loro offerti. Un passaggio obbligato, che avrebbe dovuto essere accompagnato da un parallelo percorso di riforma complessiva del welfare lombardo.

Ora che il progetto è divenuto Legge della nostra Regione ci accorgiamo che i dubbi rimangono forti.

Da un lato infatti possiamo verificare come il testo giunto ed approvato dal Consiglio regionale tenga di conto di quanto discusso ed analizzato in questi mesi e che grazie al lavoro della Commissione da lei presieduta ha cercato di prendere in considerazione le osservazioni della società civile.

Dall’altro siamo rimasti molto perplessi dalla scelta finale di voler inserire nel tema della partecipazione alla spesa dei servizi anche la quota sanitaria relativa ai servizi sociosanitari (come risulta dal comunicato diffuso lunedì 13 febbraio). Il tema della partecipazione alla spesa dei servizi ha infatti sempre e solo riguardato la spesa cosiddetta sociale dei servizi sociosanitari, così come espressamente previsto dalla Legge nazionale che definisce i Livelli Essenziali di Assistenza e come del resto confermato dalla stessa Legge regionale.

La versione finale, approvata dal Consiglio regionale ha ulteriormente modificato il testo non dando, a nostro avviso, una risposta certa. Cosa significa infatti:

“Nel rispetto dei livelli essenziali di assistenza, la determinazione degli oneri per le prestazioni sociosanitarie erogate dalle unità di offerta sociosanitarie a carico del fondo sanitario è stabilita per tipologia di unità di offerta sulla base dello standard regionale di accreditamento, delle condizioni di salute della persona assistita e dei criteri di cui all’articolo 8, comma 2″

I Livelli Essenziali di Assistenza stabiliscono infatti che la quota sanitaria sia a carico del fondo sanitario delle regioni in una percentuale che va dal 50 al 70 % del costo, a seconda della tipologia di servizio. Questo riferimento sembra quindi scongiurare ogni pretesa di caricare sul cittadino assistito anche solo una parte di queste spese.

Ma “i criteri di cui all’articolo 8, comma 2″ sono esattamente quelli che istituiscono il nuovo Isee regionale, denominato “fattore famiglia lombardo” con cui si calcolerà la possibilità di far fronte a richieste di partecipazione ai costi dei servizi.

La confusione è alta e questo rende massima la nostra preoccupazione ma confidiamo che la Regione Lombardia con un atto di interpretazione autentica della norma voglia fugare questi dubbi ribadendo che l’effetto di questa nuova Legge non sarà un ulteriore aggravio di costi sulle spalle delle famiglie e dei cittadini in situazione di bisogno ma un quadro di certezze, sul quale finalmente promuovere, per via legislativa, un vero processo di riforma del sistema di welfare lombardo.

La disponibilità ad impegnarsi su questi obiettivi per chi come noi è espressione dell’autonoma iniziativa dei cittadini è, prima ancora che un atto di volontà, un dovere. Contiamo sia d’ora innanzi colta come un contributo importante e utile.

da Costo dei servizi: il Forum Terzo Settore Lombardia scrive una lettera a Margherita Peroni – Affaritaliani.it.


BANDO DI GARA PER LA GESTIONE DI SERVIZI RIVOLTI A MINORI – SERVIZIO DI SEGRETARIATO SOCIALE Comuni di Castellanza – Gorla Maggiore – Gorla Minore – Marnate – Olgiate Olona – Solbiate Olona – Fagnano Olona


Case di riposo, rette più care per chi ha redditi elevati

In linea di principio questa decisione di politica sociale della Regione Lombardia è giusta.

Diceva Don Milani nel 1967: Non c’è nulla che sia più ingiusto quanto far parti uguali fra disuguali. Da Lettera ad una professoressa

Quello che fa un po’ schifo, invece, è che così gireranno più soldi nel reticolo piovresco delle istituzioni di servizio gestite da Comunione e liberazione e dal braccio operativo della Compagnia delle opere e dei loro lacchè che girano in Suv

Paolo Ferrario

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  • Per le famiglie benestanti 2.300 euro al mese in media non basteranno più. 
  • Tra i 53 mila ospiti delle case di riposo della Lombardia, quelli con i redditi alti devono mettere in conto un aumento delle rette. 
  • Il motivo? Chi è ricoverato nelle Rsa e ha capacità economiche elevate dovrà partecipare alla spesa per le cure mediche, finora totalmente a carico della Regione.
  • La cifra richiesta andrà ad aggiungersi ai soldi che già oggi vengono richiesti per la parte alberghiera.
  • È una delle conseguenze della legge votata ieri a tarda notte dal Pirellone sul cosiddetto «fattore famiglia», la riforma del Welfare lombardo che lega il costo dei servizi sociali al numero di figli minori, anziani non autosufficienti e disabili a carico del nucleo familiare.
  • Il Pd, con Carlo Borghetti, attacca: «È assurdo. Così la Lombardia, che dichiara di avere i conti della sanità in pareggio, chiede per prima in Italia in un momento di crisi una compartecipazione delle famiglie alla spesa sanitaria nelle case di riposo». 
  • Il provvedimento, che riguarda anche l’ assistenza domiciliare, entrerà in vigore nel giro di un mese. Per il primo anno l’ applicheranno, però, solo 15 Comuni pilota che saranno individuati nei prossimi giorni tra i 50 disponibili alla sperimentazione della riforma. 
  •  Per ogni anziano in casa di riposo, oggi l’ assessorato alla Famiglia paga alla Rsa prestazioni sanitarie per un totale compreso tra gli 884 euro al mese e i 1.500 a seconda del grado di autosufficienza dell’ ospite. In futuro non sarà più così: chi ha redditi alti pagherà una percentuale di questa cifra. Complessivamente la spesa sostenuta dalle casse regionali per le prestazioni sanitarie nelle case di riposo è di 851 milioni l’ anno (la metà del bilancio dell’ assessorato alla Famiglia). Il Pirellone sottolinea che la nuova legge regionale non tocca i Livelli essenziali di assistenza (Lea), che sono di competenza nazionale. Ma Borghetti ribatte: «Il provvedimento regionale va, comunque, a interferire con competenze esclusive dello Stato». 

da Case di riposo, rette più care per chi ha redditi elevati.


Progetto “IN FAMIGLIA-Vivere con la badante” che si terrà a MILANO il 27 febbraio 2012 presso lo Spazio Oberdan

Progetto “IN FAMIGLIA-Vivere con la badante” che si terrà il 27 febbraio 2012 presso lo Spazio Oberdan.
Gli esperti che hanno collaborato al progetto presenteranno i presupposti teorici, la metodologia scelta e lo stile comunicativo adottato per la costruzione del sito dedicato
www.badanteinfamiglia.it 
e per la realizzazione del DVD video  ”IN FAMIGLIA.Vivere con la badante
Per partecipare è necessaria l’iscrizione entro il 22 febbraio p.v. utilizzando il modulo allegato, scaricabile anche dal sito delle politiche sociali  
www.provincia.milano.it/affari_sociali. 
A conclusione della presentazione i partecipanti potranno ritirare in anteprima una copia del DVD  dedicato alle famiglie, alle badanti, agli operatori e ai volontari che si occupano quotidianamente di persone anziane non più completamente autosufficienti.

Contiene testimonianze di famiglie, l’approfondimento di un esperto e unarappresentazione teatrale, tra il riflessivo e l’ironico, che permette uno sguardo più distaccato e lieve.

Propone, con tre linguaggi cinematografici differenti, alcuni temi ricorrenti dell’esperienza di cure: le difficoltà con gli anziani, le fatiche delle famiglie, le scelte difficili e i momenti dolorosi o conflittuali.

 
Provincia di Milano
Settore politiche sociali
Viale Piceno, 60 – 20129 Milano
tel. 02.7740.3085


Banche dati del Consiglio Regionale della Lombardia

Banche Dati

In questa sezione è possibile trovare l’archivio delle leggi regionali dal 1971 ad oggi.
Il sistema prevede diverse possibilità di ricerca e consente di consultare il testo vigente delle leggi, con i riferimenti e le normative correlate.

Si ricorda che i testi pubblicati hanno solo valore di documentazione in quanto il testo ufficiale è pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione Lombardia.

In queste pagine è possibile, inoltre, consultare e scaricare gli atti (le leggi e i progetti di legge regionali; le proposte di legge, le pronunce della Corte Costituzionale) e i documenti che accompagnano e supportano tale funzione (rapporti, analisi).

da Banche dati – Consiglio Regionale della Lombardia.


Regione Lombardia, Norme per la partecipazione al costo delle prestazioni sociali e socio-sanitarie e sperimantazione dell’Indicatore Fattore Famiglia. Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 12 marzo 2008, n. 3 (Governo della rete degli interventi e dei servizi alla persona in ambito sociale e socio-sanitario)

Norme per la partecipazione al costo delle prestazioni sociali e socio-sanitarie e sperimentazione dell’Indicatore Fattore Famiglia. Modifiche ed integrazioni  alla legge regionale 12 marzo 2008, n. 3 (Governo della rete degli interventi e dei servizi alla persona in ambito sociale e socio-sanitario).

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PRESENTATO IL 31/01/2011

 

 

 

 

 

 

     ASSEGNATO IN DATA     02/02/2011

     ALLA COMMISSIONE        REFERENTE      III

                                                   CONSULTIVA   I


 

 

 

Relazione

 

Il sistema di welfare lombardo, pur mantenendo un carattere di universalità che riconosce ad ogni cittadino l’esercizio del diritto soggettivo di beneficiare delle prestazioni sociali e socio sanitarie richiede una  compartecipazione alle spese da parte degli utenti.

 

La Regione Lombardia con l’art. 8 della l.r. 3/2008 ha stabilito  che le persone che accedono alla rete dei servizi partecipano, in rapporto alle proprie  condizioni economiche, così come definite dalle normative in materia di ISEE, alla copertura  del costo delle prestazioni mediante il pagamento di rette stabilite dalla Giunta regionale.  Inoltre, la Regione Lombardia, con l’art. 11 comma k della l.r. 3/2008 si è assunta l’onere di determinare i criteri per la definizione delle rette e delle tariffe dei servizi sociali e sociosanitari, nonché le agevolazioni a beneficio dei soggetti aventi diritto.

 

Per la quantificazione della compartecipazione della spesa è necessaria una verifica della condizione economica del richiedente attraverso l’adozione di una metodologia di equità sociale, di cui l’ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente), ai sensi del d.lgs. 31 marzo 1998, n. 109 come modificato dal d.lgs. 3 maggio 2000, n. 130, è l’espressione, anche per garantire prioritariamente l’accesso alle prestazioni sociali agevolate ai cittadini meno abbienti sulla base della misurazione dei loro mezzi economici.

 

Nonostante l’ISEE sia in vigore da oltre dieci anni la Regione Lombardia non ha mai disciplinato efficacemente la materia della compartecipazione alla spesa dei servizi da parte degli utenti, se non con formali richiami in alcune leggi regionali e in alcuni provvedimenti amministrativi, lasciando agli enti locali e ai soggetti gestori delle unità d’offerta (sociali, sanitarie, educative) la responsabilità di definire criteri e procedure per l’accesso, la selezione e il concorso alla spesa da parte del cittadino con la conseguenza che i Comuni hanno provveduto in maniera altamente differenziata da ambito ad ambito territoriale. In alcuni casi, invece, i comuni non hanno per nulla adottato Regolamenti per disciplinare l’accesso a beni e servizi e per determinare la compartecipazione alla spesa da parte dei soggetti richiedenti prestazioni sociali agevolate.

 

Inoltre, la complessa materia dell’ISEE ha introdotto nel tempo un nuovo  principio con il quale il calcolo del concorso alla spesa per le prestazioni assicurate nell’ambito di percorsi assistenziali integrati di natura socio-sanitaria, erogate a domicilio o in ambiente residenziale a ciclo diurno o continuativo, rivolte a persone con handicap permanente grave e a soggetti ultra sessantacinquenni non autosufficienti deve essere effettuato valutando la sola situazione economica del richiedente e non dell’intera sua famiglia anagrafica.

 

Tale principio è stato in realtà scarsamente rispettato dagli enti gestori, in termini formali per effetto della mancata emanazione di un decreto applicativo citato proprio dal d.lgs. 130 del 2000, in termini concreti perché tale applicazione sostanzia un mancato introito e, di fatto, una decurtazione delle risorse finanziarie degli enti locali a fronte dell’erogazione di prestazioni gratuite a favore di soggetti con reddito insufficiente o in assenza di reddito.

 

Di fatto, questa è sostanzialmente la ragione di tipo economico che ha frenato gli enti locali a  non applicare del tutto il d.lgs. 130/00, rimarcando che i Comuni sono già obbligati ad intervenire economicamente nei casi di soggetti che necessitano di prestazioni urgenti e non differibili nel tempo, anche provenienti da altre regioni o da paesi non comunitari, o nel caso di minori sottoposti a provvedimenti di natura giudiziaria.

 

I Comuni  che invece hanno predisposto i Regolamenti, attraverso un lungo lavoro di  concertazione con le parti sociali, con le aziende sanitarie locali e con  tutti i comuni  dell’area distrettuale,  hanno cercato di rendere omogenei i criteri per l’accesso agevolato ad una vasta gamma di prestazioni sociali o dei servizi di pubblica utilità (telefono, luci, gas, acqua), nonché per determinare le soglie di reddito e le fasce di esenzione, al fine di stabilire equi principi di compartecipazione alla spesa sulla base di reali indicatori della situazione economica del singolo soggetto e/o del nucleo familiare.

 

Detto ciò però nella maggior parte dei Regolamenti comunali alcune interpretazioni della normativa nazionale da parte degli enti erogatori in merito all’applicazione dell’ISEE, in particolare  le norme che disciplinano la composizione del nucleo familiare del richiedente la prestazione sociale agevolata e la rivalsa sui soggetti obbligati per legge nel caso di utenti non abbienti, sono state oggetto di azioni e di contenziosi da parte di cittadini e di associazioni.

 

Infatti, il contenzioso nasce dall’interpretazione anche della legge quadro di riforma del welfare (328/2000) dove all’art. 25 (Accertamento della condizione economica del richiedente si dispone che “ai fini dell’accesso ai servizi …la verifica della condizione economica del richiedente è effettuata secondo le disposizioni previste dal decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 109, come modificato dal decreto legislativo 3 maggio 2000, n. 130″.

 

Secondo il d.lgs. 130/2000 (art. 3 comma 2) gli enti erogatori, rispetto alla definizione e composizione del nucleo familiare, possono per particolari prestazioni assumere come unità di riferimento al fine della certificazione ISEE, un diversa composizione del nucleo familiare e (art. 3 comma 2- ter) in presenza di anziani ultra 65enni non autosufficienti e disabili  con handicap permanente grave (accertato ai sensi dell’art. 4 della legge 104/1992) l’ente erogatore delle prestazioni fa riferimento non al reddito complessivo dell’intero nucleo familiare ma solo a quello della persona che richiede una prestazione sociale agevolata.

 

Il d.lgs. 130/2000 rimanda, per meglio regolamentare la materia, all’emanazione di un successivo DPCM, su proposta dei ministri del Welfare e della Salute. DPCM, però mai emanato e la cui assenza ha creato molta confusione e molte strumentalizzazioni giuridiche circa la gerarchia delle fonti normative, essendo un DPCM un mero atto amministrativo e non una legge. 

 

Ciò ha determinato da parte degli enti locali una forte discrezionalità, in quanto alcuni comuni hanno inserito nei propri regolamenti ISEE la possibilità di attuare già la normativa, evidenziando la situazione reddituale del solo assistito.

 

L’applicazione estesa della norma se da una parte favorisce l’assistito (anziano, disabile), dall’altra aumenta i costi sostenuti  dal soggetto erogatore in quanto nella maggior parte dei casi gli assistiti non sono in grado di compartecipare alle spese o il loro reddito è così insufficiente che li colloca automaticamente nelle fasce di esenzione.  

 

Nel caso di prestazioni sociali agevolate richieste da soggetti non abbienti il codice civile individua nell’ambito del nucleo familiare e parentale i soggetti obbligati a fornire un aiuto materiale nei confronti dei propri congiunti in situazioni di grave disagio psicofisico e sociale che possono pregiudicare la dignità e la sopravvivenza della persona.

 

In particolare, si tratta di situazioni in cui il congiunto in assenza o con reddito insufficiente, anche se proprietario di beni immobili, non è in grado di far fronte alle spese per il ricovero in strutture residenziali o per particolari prestazioni di tipo continuativo (assistenza domiciliare, pasti, fisioterapia, telesoccorso,ecc.). 

 

Spesso, gli enti locali interpretando in maniera rigida il codice civile, richiedono ai parenti  il pagamento delle rette. Negli ultimi anni le associazioni di tutela e di categoria degli utenti, anche sulla base di alcuni pareri ministeriali e di alcune sentenze (TAR, Consiglio di Stato) hanno dato una diversa interpretazione della normativa, richiamando l’art. 438 del C.C. che specifica che gli alimenti possono essere chiesti solo da chi versa in stato di bisogno e non da terzi. Lo stesso D.lgs. 130/2000 all’art. 2 comma 6 recita che la disciplina relativa ai soggetti tenuti agli alimenti non può essere interpretata nel senso dell’attribuzione agli enti erogatori della facoltà di cui all’art. 438 del codice civile. Ciò significa che gli enti che erogano prestazioni non possono sostituirsi all’interessato nei confronti dei propri congiunti e che, dunque, ogni azione di rivalsa economica rispetto ai costi sostenuti può essere considerata illegittima.

 

Una recente sentenza del Consiglio di Stato con ordinanza  14.9.2009 n.4582 ha confermato l’ordinanza del TAR di Milano che aveva riconosciuto l’immediata precettività dell’art. 3.co. 2 ter del D.lgs. 130/2000, rinnovando nei confronti di un Comune lombardo che ai fini della determinazione delle modalità di contribuzione al costo delle prestazioni sociali agevolate  deve tenere conto della situazione economica del solo assistito nel caso di anziano 65 enne non autosufficiente  o di persona con handicap grave.

 

Tale sentenza è ulteriormente importante perché afferma che in questa materia la legislazione nazionale è di rango superiore rispetta a quella del legislatore regionale, in quanto le prestazioni sociali erogate dall’ente locale si prefigurano come “mantenimento dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali (art. 117 co. 2 lettera m della Costituzione) che devono assicurati sull’intero territorio nazionale.  

 

Infatti, non può essere applicata la norma della Regione Lombardia (art. 8 co. 3 della l.r. 3/2008) quando recita che “partecipano altresì i soggetti civilmente obbligati secondo le modalità stabilite dalle normative vigenti” alla copertura del costo delle prestazioni erogate a favore di un assistito. Pertanto è impugnabile la generica formulazione del comma regionale se inserito, come ha fatto pure un altro comune lombardo, in un Regolamento comunale.

 

Con il  progetto di legge “Norme per la partecipazione al costo delle prestazioni sociali e socio-sanitarie e sperimentazione dell’Indicatore Fattore Familiare. Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 12 marzo 2008, n. 3 (Governo della rete degli interventi e dei servizi alla persona in ambito sociale e sociosanitario)”   si propone di trovare una soluzione di tipo legislativo alla complessa materia individuando criteri e modalità di applicazione dell’ISEE uniformi per l’intero territorio regionale che dovranno essere recepiti e adottati dai comuni e dai soggetti gestori delle unità offerta. Per innovare i principi e i criteri di applicazione dell’ISEE nazionale, che in alcuni casi sono molto rigidi, si propone di utilizzare un secondo indicatore che tenga conto di un più vasto numero di variabili qualitative e quantitative del nucleo familiare, al fine di garantire i nuclei più fragili e meno abbienti.

 

L’Indicatore del Fattore Familiare, IFF, deve necessariamente essere sperimentato e validato per evitare o l’inefficacia o forme paradossali di maggiore spesa per il cittadino ed è per questo motivo che all’interno del progetto di legge possono essere individuati alcuni principi ma non la sua completa declinazione che deve essere lasciata alla competenza della Giunta, assunti i pareri delle associazioni di categoria e degli enti locali. 

 

Rispetto al caso delle persone  anziane non autosufficienti e dei disabili con certificazione di handicap grave che richiedono il ricovero in RSA o RSD, al fine di evitare una lunga serie di contenziosi legali e di conflittualità sociale tra i cittadini e gli enti gestori sfociata in questi ultimi anni con ricorsi al TAR e al Consiglio di Stato, la Regione, che ne ha competenza legislativa esclusiva dopo la riforma del titolo V della parte II della Costituzione, può definire l’integrazione economica delle rette per il ricovero in strutture residenziali una specifica unità d’offerta sociale il cui accesso è disciplinato dal comune di residenza della persona assistita in base a criteri regionali.

 

Un’altra modalità di intervento contenuta nel presente pdl per intervenire nei  casi di persone  non abbienti  riferite ad anziani non autosufficienti e a disabili con certificazione di handicap grave, è quello che i costi delle prestazioni nell’ambito di percorsi assistenziali integrati di natura socio-sanitaria, erogate a domicilio o in ambiente residenziale, a ciclo diurno o continuativo, sono a carico del Fondo regionale per la non autosufficienza ai sensi dell’art. 17 della legge regionale 12 marzo 2008, n. 3 “Governo della rete degli interventi e dei servizi alla persona in ambito sociale e sociosanitario”.

 


Articolo1

(Principi)

 

1. La Regione Lombardia, al fine di promuovere condizioni di benessere e inclusione sociale delle persone e della famiglie, nonché per prevenire, rimuovere o ridurre situazioni di fragilità sociale dovute a condizioni economiche disagiate, disciplina la partecipazione al costo delle prestazioni sociali e socio-sanitarie della rete delle unità di offerta sociali e socio-sanitarie di cui alla legge regionale 12 marzo 2008, n. 3 “Governo della rete degli interventi e dei servizi alla persona in ambito sociale e sociosanitario”.

 

2. La presente legge norma in via generale, nelle forme e secondo le modalità previste dalla legislazione nazionale e regionale vigente, i criteri per l’accertamento della situazione economica dei richiedenti ai fini della fruizione delle prestazioni sociali e socio-sanitarie agevolate inerenti i livelli essenziali di assistenza, di cui ai DPCM 14 febbraio 2001 e 29 novembre 2001, individuando nell’Indicatore della situazione economica equivalente, ISEE, e nell’Indicatore Quoziente Familiare, IQF, gli strumenti di maggiore equità del sistema di accesso e di tariffazione delle prestazioni.  

 

3. Nel rispetto dei principi e dei valori della Costituzione, della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea e dello Statuto regionale è garantito il principio dell’universalità del diritto di accesso alla rete delle unità d’offerta e di uguaglianza di trattamento nel rispetto delle peculiarità ed esigenze del cittadino e nel rispetto dell’appropriatezza delle prestazioni sociali e sociosanitarie, in particolare nei confronti delle persone e delle famiglie che si trovano in uno stato di bisogno come determinato dall’art. 6 comma 3 della legge regionale 12 marzo 2008, n. 3 “Governo della rete degli interventi e dei servizi alla persona in ambito sociale e sociosanitario”.

 

 

Articolo 2

(Modifiche agli articoli 4, 8 della l.r. 3/2008)

 

1. Alla legge regionale 12 marzo 2008, n. 3 (Governo della rete degli interventi e dei servizi alla persona in ambito sociale e sociosanitario) sono apportate le seguenti modifiche:

 

l’art. 4 comma 1 a) è sostituito dal presente:

 

Le unità di offerta sociali hanno il compito di:

 

a)     aiutare le persone e le famiglie, anche mediante l’attivazione di legami di solidarietà tra famiglie e gruppi sociali e con interventi di sostegno economico; in particolare l’integrazione economica delle rette per il ricovero in strutture territoriali, domiciliari, diurne, semiresidenziali e residenziali costituisce una specifica unità d’offerta sociale a favore delle persone anziane non autosufficienti di età superiore ai 65 anni e delle persone disabili con certificazione di handicap permanente grave ai sensi della legge 104/92. A tal fine, nei confronti dei soggetti non abbienti, si provvede con le risorse del Fondo per la non autosufficienza, ai sensi dell’art. 17 della legge regionale 12 marzo 2008, n. 3“Governo della rete degli interventi e dei servizi alla persona in ambito sociale e sociosanitario”.

 

 

2. l’art. 8 comma  è sostituito dal presente:

 

“Art. 8

(Agevolazioni per l’accesso alle prestazioni sociali e sociosanitarie)

 

2.1. Le persone e le famiglie che accedono alla rete delle unità d’offerta sociosanitarie sono tenute a concorrere in rapporto alle proprie condizioni economiche, mediante il pagamento di rette e tariffe, al costo delle prestazioni inerenti a livelli essenziali di assistenza, per la parte non a carico del fondo sanitario regionale, in conformità ai DPCM 14 febbraio 2001 e 29 novembre 2001.

Le persone e le famiglie che accedono alla rete delle unità d’offerta sociali sono tenute a concorrere in rapporto alle proprie condizioni economiche, mediante il pagamento di rette e tariffe, alla copertura del costo delle prestazioni nella misura stabilita dai comuni.

 

2.2. La quota di compartecipazione al costo delle prestazioni sociali e sociosanitarie è stabilita dai comuni secondo modalità e criteri generali definiti con deliberazione della Giunta regionale, acquisito il parere del Consiglio delle Autonomie locali e previa consultazione degli organismi istituiti ai sensi della legge regionale 12 marzo 2008, n. 3 “Governo della rete degli interventi e dei servizi alla persona in ambito sociale e sociosanitario”. Con lo stesso provvedimento e con le stesse modalità la Giunta regionale definisce l’Indicatore del Quoziente Familiare, IQF che modifica e integra l’ISEE.

 

2.3. Il provvedimento della Giunta regionale ha la finalità di garantire principi di trasparenza, semplificazione nell’accesso alle prestazioni ed equità di trattamento per l’intera rete delle unità d’offerta sociali e socio-sanitarie gestite dai comuni, singoli o associati, e dai soggetti accreditati e si  basa sui seguenti criteri:

 

a) valutazione del reddito e del patrimonio del nucleo familiare;

b) previsione, in relazione al patrimonio mobiliare e immobiliare, di franchigie stabilite in   base al numero dei componenti del nucleo familiare;

c) definizione di scale di equivalenza che tengano conto del carico familiare dato dalla presenza di figli, inclusi i nascituri e i figli in affido, di disabili, di anziani non autosufficienti, nonché della presenza di un solo genitore convivente;

d) valutazione del livello di assistenza richiesto, anche con riguardo alla situazione familiare;

e) detrazioni dei costi sostenuti per spese sanitarie, abbattimento barriere architettoniche, ausili per la vita indipendente, assistente familiare;

f) detrazioni per i costi di locazione immobiliare e gli interessi sui mutui.

 

2.4. Limitatamente alle prestazioni sociali agevolate, nell’ambito di percorsi assistenziali integrati di natura socio-sanitaria, erogate a domicilio o in ambiente residenziale, a ciclo diurno o continuativo, rivolte a persone con handicap permanente grave di cui all’art. 3, comma 3, della legge 104/92, accertato ai sensi dell’art. 4 della stessa legge, nonché ai soggetti ultrasessantacinquenni in condizione di accertata non autosufficienza fisica o psichica, la situazione economica è riferita al solo soggetto tenuto alla partecipazione ai costi della prestazione, qualora più favorevole.

 

2.5. Nei casi di soggetti non abbienti, riferiti alle persone di cui al comma precedente, i costi delle prestazioni nell’ambito di percorsi assistenziali integrati di natura socio-sanitaria, erogate a domicilio o in ambiente residenziale, a ciclo diurno o continuativo, sono a carico del Fondo regionale per la non autosufficienza ai sensi dell’art. 17 della legge regionale 12 marzo 2008, n. 3 “Governo della rete degli interventi e dei servizi alla persona in ambito sociale e sociosanitario.

 

2.6. I criteri previsti dal comma 2.3, fatti salvi i casi in cui il costo delle prestazioni è a totale carico del fondo sanitario regionale, si applicano anche per determinare il valore di titoli e di altri benefici economici che la Regione, anche per il tramite delle ASL, e i comuni riconoscono per l’accesso alle unità di offerta sociali e sociosanitarie.

 

2.7. Per la determinazione dei punti a), b) c) d) e) f) del comma 2.3 è utilizzato l’ISEE, di cui alle disposizioni del d.lgs. 31 marzo 1998 n. 109 come modificato dal d.lgs. 3 maggio 2000 n.130, nonché i parametri aggiuntivi che si riferiscono al nuovo Indicatore Quoziente Familiare, IQF, allo scopo di utilizzare strumenti di maggiore equità per l’accesso e la compartecipazione al costo delle prestazioni.  

 

2.8 La nuova modalità di misurazione della situazione economica del richiedente, correlata ai nuovi indicatori familiari, ha natura sperimentale di un anno ed entra a regime solo dopo aver verificato la correttezza e l’adeguatezza degli strumenti in conformità ai principi ed obiettivi della legge regionale 12 marzo 2008, n. 3 “Governo della rete degli interventi e dei servizi alla persona in ambito sociale e sociosanitario”.

 

2.9. Gli oneri relativi alle prestazioni sociali e sociosanitarie sono a carico del comune in cui la persona assistita risiede o, nei casi di cui all’articolo 6, comma 1, lettere b) e c), dimora.

 

2.10. Gli oneri relativi alle prestazioni sociali e sociosanitarie obbligatorie, tra cui gli oneri per il ricovero in strutture residenziali, sono a carico del comune secondo le disposizioni di legge che disciplinano la residenza anagrafica, il domicilio e la dimora, in particolare nei casi inerenti soggetti minori sottoposti a provvedimento dell’autorità giudiziaria, nei casi di affido familiare, di minori sottoposti a tutela ai sensi dell’articolo 3 della legge 4 maggio 1983, n. 184 o di disabili e altre persone in situazione di fragilità sottoposte a misure di protezione per le persone prive in tutto o in parte di autonomia ai sensi della legge gennaio 2004 n° 6

 

2.11. I comuni con popolazione non superiore ai 5.000 abitanti facenti parte dell’ambito territoriale e sui quali gravano gli oneri per interventi sociali obbligatori accedono al fondo di sostegno, di cui alla legge regionale 14 dicembre 2004, n. 34 Politiche regionali per i minori.

 

2.12. Con deliberazione della Giunta regionale, acquisito il parere del Consiglio delle Autonomie locali e previa consultazione degli organismi istituiti ai sensi della legge regionale 12 marzo 2008, n. 3 “Governo della rete degli interventi e dei servizi alla persona in ambito sociale e sociosanitario” sono definiti i contenuti obbligatori dei contratti di ingresso nelle unità di offerta sociosanitarie accreditate, anche mediante l’adozione di schemi tipo.

 

 

 

Articolo 3

(Norma finanziaria)

 

Alle spese di cui alla presente legge si provvede, per l’esercizio 2011 e seguenti, con le risorse stanziate annualmente nelle relative UPB della funzione obiettivo 5.2. “welfare della sussidiarietà”.

 

 

Articolo 4

(Norma transitoria)

 

1. Fino all’adozione della deliberazione della Giunta regionale di cui all’articolo 2, comma 2.2 e in attesa della sperimentazione di cui al comma 2.8,  la misura della partecipazione al costo delle prestazioni sociali e sociosanitarie è stabilita dai regolamenti comunali in base alle sole disposizioni in materia di indicatore della situazione economica equivalente (ISEE). 


 

(1)

(2)

(3)

(4)

(A)

Qualificazione Spesa

(B)

Copertura Finanziaria

intervento

SPESA CONTINUATIVA O RICORRENTE

(art. 22 lr 34/1978

Riferimento

PDL

art. ….

comma …..

Natura spesa

CORRENTE

/

CONTO CAPITALE

           UPB                            IMPORTO

         UPB                         IMPORTO

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La legge non da origine a flussi finanziari per la sua gestione.

Elenco generale PDL – Consiglio Regionale della Lombardia.


REGIONE LOMBARDIA, PIANO SOCIO SANITARIO REGIONALE 2010-2014, Deliberazione di Consiglio regionale n. IX/0088, 17 novembre 2011


potenziare la capacità di facilitare un gruppo di auto aiuto a supporto delle persone in lutto, Suzzara (MN), 10 e 11 marzo 2012, a cura di www.mariabianchi.it

Per potenziare la capacità di facilitare un gruppo di auto aiuto a supporto delle persone in lutto, è organizzato il percorso formativo di secondo livello che si terrà a Suzzara (MN) presso la nostra sede nei giorni  Sabato 10 e Domenica 11 Marzo 2012.

 

o nel sito 

 

Il percorso, riservato a facilitatori già attivi o a chi ha vissuto precedenti esperienze formative sul tema, prevede la possibilità di implementare le competenze del facilitatore secondo il nostro approccio della ‘narrazione guidata’.


Regione Lombardia, Legge Regionale 1 febbraio 2012 , n. 1 Riordino normativo in materia di procedimento amministrativo, diritto di accesso ai documenti amministrativi, semplificazione amministrativa, potere sostitutivo e potestà sanzionatoria

Legge Regionale 1 febbraio 2012 , n. 1

Riordino normativo in materia di procedimento amministrativo, diritto di accesso ai documenti amministrativi, semplificazione amministrativa, potere sostitutivo e potestà sanzionatoria

(BURL n. 5, suppl. del 03 Febbraio 2012 )

da Banca dati del Consiglio Regionale della Lombardia.


Banca dati del Consiglio Regionale della Lombardia

banca dati del Consiglio Regionale della Lombardia   

All’interno della banca dati sono presenti tutte le leggi e i regolamenti della Regione Lombardia.

La consultazione delle leggi e dei regolamenti avviene nel testo vigente: viene infatti fornito sempre l’ultimo testo in vigore a disposizione.

Ove disponibili e non particolarmente complessi sotto il profilo tecnico e/o grafico sono forniti anche i documenti allegati ai testi normativi.

E’ offerta anche la possibilità di consultazione del testo storico inizialmente approvato e dei vari testi previgenti intervenuti nel corso del tempo (al momento questa opportunità è offerta, in modo completo, per i soli testi pubblicati e promulgati, oppure modificati, a partire dal 1995\VI legislatura); i vari testi sono anche confrontabili fra loro con evidenziate le parti oggetto di modifica.

E’ inoltre disponibile il “link” alle norme citate nel testo consultato, siano esse regionali o nazionali (collegamento al sito “http://www.normattiva.it”, cui la Regione collabora attraverso le iniziative assunte dalla Conferenza dei Presidenti delle Assemblee legislative delle Regioni e delle Province autonome) ed è possibile visualizzare i riferimenti attivi e passivi (vale a dire le disposizioni normative modificate dal testo normativo consultato o modificanti il testo stesso).
Avviso: i riferimenti attivi e passivi sono generati e gestiti automaticamente dal programma e potrebbero, in alcuni casi, contenere indicazioni non perfettamente coerenti.

I provvedimenti sono classificati per legislatura e per anno nonché per varie tipologie (materia, status ecc); attraverso il menù ad albero posto a sinistra dello schermo è possibile consultare rapidamente i documenti d’interesse. Per ricerche più approfondite è possibile utilizzare le funzioni di Ricerca semplice o di Ricerca avanzata.

La maschera di ricerca contiene i diversi criteri sulla base dei quali si può effettuare la ricerca dei testi normativi. In alcuni campi la maschera presenta una serie di opzioni, che possono essere selezionate o de-selezionate con il mouse.

Si precisa che si sono considerate abrogate solo le disposizioni per le quali vi è stata una puntuale ed espressa indicazione da parte del legislatore, dando anche conto, ove possibile, sia nelle classificazioni che nelle note, delle abrogazioni sottoposte a condizione.

I testi contengono inoltre note in merito ad eventuali interventi operati dalla Corte costituzionale

Banca dati del Consiglio Regionale della Lombardia.


la Regione Lombardia vara il “Fattore Famiglia”. Si tratta di un indicatore per le politiche sociali, che non solo tiene conto delle situazioni reddituali e patrimoniali, ma contempla anche a pieno titolo il numero di figli e i carichi di cura

la Lombardia vara il Fattore Famiglia. Si tratta di un indicatore per le politiche sociali, che non solo tiene conto delle situazioni reddituali e patrimoniali, ma contempla anche a pieno titolo il numero di figli e i carichi di cura, ad esempio la presenza nel nucleo familiare di anziani non autosufficienti o di disabili.

Il Fattore Famiglia sarà ora sperimentato per un anno in alcuni Comuni del territorio lombardo. A livello regionale ha già trovato applicazione per quanto riguarda la Dote scuola 2012-2013, misura che interessa un terzo degli studenti lombardi (circa 300.000) con uno stanziamento di 81 milioni e che, con i nuovi parametri applicati, darà diritto alla Dote a 8.000 famiglie in più dello scorso anno.

SPERIMENTAZIONE – Parte ora un periodo di sperimentazione su tutte le unità d’offerta sociali e socio sanitarie “che consenta di valutare – ha aggiunto Boscagli -, con grande attenzione, l’appropriatezza degli indicatori individuati, l’impatto sulle famiglie lombarde e la sua sostenibilità”. Solo dopo questa fase, i cui risultati saranno resi noti e valutati dal Consiglio regionale, la Giunta regionale sarà investita del compito di definire i criteri attuativi. “L’eredità del paradigma ‘tutto a tutti’ e in maniera indifferenziata – ha notato ancora Boscagli – ha consegnato una situazione divenuta insostenibile e profondamente iniqua. Molti cittadini in stato di bisogno sono oggi fuori dal sistema di assistenza e solo grazie al sistema di protezione familiare possono ricevere assistenza quotidiana senza gravare sulle risorse pubbliche”.

RISPETTO DEI LEA – La misura lombarda non tocca in nulla i Livelli essenziali di assistenza (Lea), che sono di competenza nazionale. In altri termini, il provvedimento lombardo non si colloca minimamente in contrasto con la disciplina nazionale dei Lea e la sua legittimità è supportata sia dalla giurisprudenza costituzionale sia dal recente parere della Corte dei Conti sul nostro sistema socio-sanitario. I principi cardine della legge regionale sul Fattore Famiglia si collocano, infatti, nel pieno rispetto dei Livelli essenziali di assistenza e sono volti a riconoscere un ruolo centrale alla famiglia, commisurando lo strumento di valutazione della situazione economica agli effettivi carichi di cura e sono diretti a garantire il rispetto del principio di uguaglianza sostanziale attraverso l’aumento dell’offerta dei servizi su base regionale.

CARICHI DI CURA – Il Fattore Famiglia lombardo, declinato nella scala di equivalenza con i correttivi riguardanti i carichi di cura, diventa quindi lo strumento attraverso cui Regione, Province e Comuni determineranno, ciascuno nel rispetto delle rispettive competenze, il valore dei voucher sociali e sociosanitari, gli altri benefici economici e la compartecipazione economica ai costi delle prestazioni sociosanitarie e sociali. Per esempio la retta di una casa di riposo potrà essere rimodulata e differenziata appunto in base al Fattore Famiglia, favorendo ulteriormente i nuclei con maggiori carichi.

da Famiglia, Conciliazione, Integrazione e Solidarietà Sociale :: Politiche sociali, debutta il fattore famiglia

Il ‘Fattore famiglia’ lombardo e’ diventato legge in nottata, ma il provvedimento licenziato dal Consiglio regionale parla di compartecipazione al costo delle prestazioni sociali e di quota a valenza sociale delle prestazioni sociosanitarie. Sparisce dunque il riferimento ai Lea (Livelli essenziali di assistenza). Il Consiglio regionale ha approvato il provvedimento che introduce modifiche alle normative regionali sulla Rete dei servizi alla persona al termine di una seduta fiume che si e’ conclusa con la votazione finale della legge 40 minuti dopo la mezzanotte, grazie alla proroga di un’ora decisa dal presidente del Consiglio regionale Davide Boni (Lega Nord). Una scelta che e’ stata contestata dai gruppi di minoranza che hanno abbandonato l’Aula ritenendo non valida la prosecuzione della seduta oltre il termine delle 24, riporta una nota della Regione.

La legge sul Fattore famiglia ha comunque incassato 42 voti a favore espressi dai consiglieri di Lega Nord e Pdl. L’approvazione non e’ stata senza polemiche. Il capogruppo del Pd Luca Gaffuri, a nome dell’intera opposizione, ha annunciato “l’intento di chiedere nelle sedi competenti l’impugnazione di questa legge”. Con l’introduzione del Fattore famiglia lombardo, per la prima volta nel calcolo delle tariffe dei servizi sociali viene preso in considerazione il carico familiare attraverso la definizione di ‘scale di equivalenza’ che garantiscono e tutelano le famiglie numerose, le famiglie con figli minori, la presenza di persone disabili o non autosufficienti.

Per il primo anno questo nuovo sistema sara’ applicato in via sperimentale in un numero limitato di Comuni. Nel testo del provvedimento si sottolinea che la quota di compartecipazione al costo delle prestazioni sociali e la quota a valenza sociale delle prestazioni sociosanitarie sono stabilite dai Comuni sulla base del reddito e del patrimonio del nucleo familiare. Tra i criteri considerati: la valutazione, nel nucleo familiare, della presenza di occupati sospesi, cassa integrati o disoccupati iscritti in liste di mobilita’ e la definizione di scale di equivalenza che tengano conto della presenza di figli (inclusi i nascituri e i minori in affido), di persone con disabilita’, di anziani non autosufficienti, di un solo genitore convivente.

Il testo, che modifica anche il calcolo dell’Isee, ha suscitato le critiche veementi delle opposizioni, che non lo hanno votato, nonché di Cgil e Anci.
Per quanto riguarda i servizi socio-sanitari, la modifica arriva con un emendamento che prevede che “nel rispetto dei livelli essenziali di assistenza, la determinazione degli oneri per le prestazioni sociosanitarie, erogate dalle unità d’offerta sociosanitarie a carico del fondo sanitario, è stabilita per tipologia di unità d’offerta sulla base dello standard regionale di accreditamento, delle condizioni di salute della persona assistita e dei criteri di cui all’art. 8 comma 2”.
Ma secondo il gruppo consiliare del Pd, proprio il riferimento a questo comma dell’art. 8 vanifica di fatto il rispetto dei lea. Nel comma della nuova legge regionale in questione si stabilisce infatti che la quota di compartecipazione al costo delle prestazioni sociali e sociosanitarie sia stabilita in base ai criteri di valutazione del reddito e del patrimonio del nucleo familiare, del patrimonio mobiliare e immobiliare, oltre al carico familiare e il livello di assistenza richiesto. Il che significherebbe che, per la parte di prestazioni sanitarie erogate dall’area socio-assistenziale, dunque coperte dall’assessorato alla Famiglia, scatta la compartecipazione del cittadino in base al reddito, e non più solo in base alla gravità della sua situazione, come era previsto fino a oggi.
Duro il commento dell’opposizione. “Una regione che dichiara di avere i conti della sanità in pareggio chiede per prima nel Paese una compartecipazione delle famiglie e dei cittadini alla spesa sanitaria e proprio in un momento di crisi come questo – ha spiegato il consigliere Carlo Borghetti del Pd – di fatto si sancisce il principio che i lombardi pagheranno anche le prestazioni sanitarie che dovrebbero essere garantite universalmente con i lea. Un simile provvedimento regionale presenta diversi aspetti di illegittimità andando a interferire con competenze esclusive dello Stato”.
Di parere contrario l’assessore alla Famiglia, Giulio Boscagli, secondo cui “non vengono toccati i lea, che sono di competenza nazionale. Il provvedimento lombardo non si colloca minimamente in contrasto con la disciplina nazionale dei lea”. La legge prevede una sperimentazione di un anno su tutte le unità d’offerta sociali e socio sanitarie, “che sarà però attuata solo in 15 comuni lombardi – chiosa Borghetti – mentre per tutti gli altri 1500 comuni si dovrà attendere un anno prima dell’applicazione di nuovi criteri. E’ la prima volta che si approva una legge prima di conoscere gli esiti di una sperimentazione concepita per definirne i contenuti”.
Altra novità del provvedimento riguarda le Asp lombarde e la nomina dei loro vertici. Per le Asp di primo livello, quelle più grandi (7 su 13), tra cui anche il Pio Albergo Trivulzio, si prevede che il direttore generale, oggi nominato all’interno della struttura, sia invece indicato dalla Regione d’intesa con il Comune. Inoltre, spiega Gianantonio Girelli, responsabile Sanità Pd lombardo, “alla scadenza del mandato i cda saranno sostituiti da un consiglio di indirizzo, con poteri fortemente ridotti. Il potere gestionale passerà nelle mani del direttore generale e ci sarà un accentramento nelle mani della Regione di un patrimonio legato invece ai territori. Per le Asp di secondo livello rimane invece tutto invariato”.

Vivere in famiglia con la badante, 27 febbraio 2012, ore 14, Spazio Oberdan, sala Alda Merini, Viale Vittorio Veneto 2, Milano

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I gruppi di auto mutuo aiuto, Corso di Formazione a Milano dal 7 marzo 2012 all’ 8 maggio 2012 dal titolo


Centro Donatori del Tempo Martedì 8 febbraio – Como Ciclo di incontri collettivi per i familiari di malati di Alzheimer. IDonatori del Tempo organizzano il corso a partire da mercoledì 8 febbraio, per dieci mercoledì consecutivi dalle 18 alle 19.30, nel Centro Diurno Comunale in via Volta 83 a Como. Responsabile del ciclo è la psicologa Luciana Quaia, da NodoLibri

 

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Incontri Centro Donatori del Tempo
Martedì 8 febbraio – Como

Ciclo di incontri collettivi per i familiari di malati di Alzheimer. IDonatori del Tempo organizzano il corso a partire da mercoledì 8 febbraio, per dieci mercoledì consecutivi dalle 18 alle 19.30, nel Centro Diurno Comunale in via Volta 83 a Como. Responsabile del ciclo è la psicologa Luciana Quaia.
La partecipazione agli incontri è gratuita, previa iscrizione.
 

 

 

 

 


Roberto Formigoni contestato alla presentazione della riqualificazione della Darsena, un luogo simbolo di Milano, in vista di Expo 2015

Complimenti a Roberto Formigoni che, con stile istituzionale, ha tenuto bordone al teppismo, sempre insito nei fischi e nelle aggressioni.

Non sono un votante di Formigoni, come testimoniano i post qui raccolti,  ma il teppismo è teppismo. Da qualsiasi parte politica si stia.

paolo ferrario

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La realizzazione della Casa del volontariato, voluta dal Comune e dal Centro servizi per il volontariato della Provincia di Milano (Ciessevi), costerà oltre 3 milioni di euro

Una casa per il volontariato a Milano: “Servono ancora 2 milioni di euro”
http://www.ilfattoquotidiano.it - Un edificio di cinque piani nel centro di Milano ospiterà le associazioni di volontariato (a rotazione), un ostello per i giovani e alcuni uffici comunali. La realizzazione della Casa del volontariato, voluta dal Comune e dal Centro servizi per il volontariato della Provincia di Milano (Ciessevi), costerà oltre 3 milioni di euro. Una parte del contributo è arrivato da Cariplo, il restante è tutto da trovare. L’assessore Marco Granelli dice: “Spero sia pronta per l’Expo” video di Francesca Martelli
altro

ALZHEIMER: INCONTRI PER I FAMILIARI DI MALATI, a cura di Luciana Quaia e organizzato dal CENTRO DONATORI DEL TEMPO di Como

ALZHEIMER: INCONTRI PER I FAMILIARI DI MALATI

la locandina ( PDF)

Sono aperte le iscrizioni per  il ciclo di incontri collettivi 2012, di sostegno e di auto-mutuo-aiuto che anche quest’anno i Donatori del Tempo  organizzano  per i familiari di malati di Alzheimer, a partire da Mercoledi 8 Febbraio, per dieci Mercoledi consecutivi dalle ore 18.00 alle 19.30 circa, presso il Centro Diurno Comunale a Como, in Via Volta, 83 (sede dell’Università Popolare).

Obiettivo dell’iniziativa è quello di trasmettere informazioni e competenze alle famiglie che si trovano a dover fronteggiare il complesso problema della demenza, con interventi condotti da un gruppo multidisciplinare di professionisti, specialisti del settore.

Responsabile del Ciclo è la psicologa dottoressa Luciana Quaia.
Interverranno inoltre :
il neurologo dottor  Simone Vidale, responsabile dell’U.V.A. (Unità Valutativa Alzheimer) di Neurologia e il geriatra Dott. Alessandro Antonelli, responsabile dell’U.V.A. di Geriatria , dell’Azienda Ospedaliera S. Anna di Como; lo psicologo dottor Marco Orsenigo, responsabile dell’Unità Operativa  Anziani e Disabili della A.S.L. di Como.

La partecipazione al ciclo di 10 incontri è gratuita.
Il ciclo 2012 e’ riservato a nuovi partecipanti.

E’ indispensabile fare pervenire l’iscrizione entro il 25 Gennaio 2012, alla sede del Centro, in Piazza Mazzini 9 a Como, aperta al Martedì e Giovedì dalle 16.30 alle 18.30  (telefono e fax 031270231).

e-mail: donatorideltempocomo@gmail.com

da: Asl Como – News – ALZHEIMER: INCONTRI PER I FAMILIARI DI MALATI.