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la Fondazione Cariplo ha presentato il nuovo bando sociale “Welfare di comunità e innovazione sociale”, scadenza 30 maggio 2014


Il 31 marzo Fondazione Cariplo ha presentato il nuovo bando sociale “Welfare di comunità e innovazione sociale”. L’intento è quello di avviare sperimentazioni che, coinvolgendo le diverse anime della comunità, permettano diporre in rete le risorse e le forze presenti sui territori delle province lombarde, di Novara e del Verbano-Cusio-Ossola per rispondere più efficacemente ai bisogni dei singoli e delle famiglie.

Per raggiungere questo obiettivo ambizioso Cariplo ha deciso di mettere sul piatto una cifra considerevole, 10 milioni di euro, destinata agli attori pubblici e privati che sceglieranno di intraprendere un percorso di programmazione territoriale, aperta e partecipata, finalizzato a cambiare il welfare locale. I soggetti interessati saranno invitati a mettersi insieme, confrontarsi e proporre congiuntamente idee che possano cambiare il volto delle politiche sociali che, come è sotto gli occhi di tutti, ormai da diversi anni faticano a fornire risposte ai rischi e bisogni cui si trovano quotidianamente esposti i cittadini.

Le reti pubblico-private che si costituiranno in questi mesi avranno tempo fino al 30 maggio per presentare idee progettuali finalizzate alla realizzazioni di sistemi territoriali di welfare comunitario, che dovranno essere capaci di produrre innovazione in merito alle modalità di risposta alle problematiche sociali. Le proposte migliori che saranno selezionate da Fondazione Cariplo verranno quindi sostenute ed accompagnate nelle successive fasi di realizzazione e lo sviluppo.

Dallo Stato alla comunità: una nuova idea di welfare

“Di solito non sono enfatico, ma oggi ho deciso di lasciarmi andare: siamo qui per provare una vera e propria rivoluzione”: queste le parole di Giuseppe Guzzetti, Presidente di Fondazione Cariplo, nel corso della presentazione del nuovo bando sociale. Guzzetti ha ricordato come ci sia stato un periodo felice per il welfare in cui, grazie a tante risorse disponibili, si pensava che attraverso l’intervento pubblico si potesse rispondere a tutti i bisogni sociali, “ma oggi non è più così”. “La vera domanda che dobbiamo porci oggi è: se si può convertire il welfare statale in un welfare di comunità? La comunità, la persona, il territorio, si possono affiancare allo Stato nella risposta ai bisogni sociali?”.

vai a.

Carlone Ugo, INTRODUZIONE ALLA PROGRAMMAZIONE SOCIALE, Morlacchi editore, 2014


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I SERVIZI DOMICILIARI: RACCONTARE E RACCONTARSI, a cura di Beatrice Longoni, 15 aprile 2014 Spazio Seicentro Via Savona ,99 Milano Orario 14.30 -17.30, iniziativa di Cogess, cooperativa sociale, 15 aprile 2014


Iniziativa di Cogess cooperativa sociale

I SERVIZI DOMICILIARI:

RACCONTARE E RACCONTARSI

15 aprile 2014

Spazio Seicentro, Via Savona ,99 Milano

Orario 14.30 – 17.30

 

 

Alleghiamo il programma  dell’evento con la richiesta di darne ampia diffusione.

 

Abbiamo scritto del nostro lavoro , fra ricerca e testimonianza ..scrivere chiarifica,

rende consapevoli, fa crescere e comunica…

è un mezzo potente

per coloro che pensano con il cuore e sentono con il cervello

 

 

Sono stati richiesti i crediti per la formazione continua all’Ordine Regionale Assistenti Sociali

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locandina:  Cogess programma Milano 15-4-2014

RISORSE FINANZIARIE PER LE POLITICHE SOCIALI, 3 Dossier a cura del settore Salute della Segreteria della Conferenza dalle Regioni, marzo 2014, da newsletter – Regioni.it


Il settore “Salute e Politiche sociali” della Segreteria della Conferenza dalle Regioni ha aggiornato il “Dossier” dedicato alle “Risorse finanziarie per le politiche sociali”. E’ stato quindi ulteriormente integrato il lavoro di monitoraggio.
In particolare sono stati riportati in modo cronologico tutti gli aspetti normativi relativi alle politiche sociali, al fine di avere un quadro d’insieme negli ultimi dieci anni. Il punto della situazione, lo stato dell’arte, servirà quindi ad affrontare in modo corretto e documentato anche i futuri lavori sul sociale con il nuovo governo Renzi.
Il Dossier in questione nei primi due volumi riporta i finanziamenti relativi al Fondo nazionale politiche sociali (FNPS) per gli anni 2004-2014.
Il periodo preso in esame è significativo per le Regioni che nel 2004 hanno avuto il finanziamento più cospicuo – 1000 milioni di euro – , dimezzato nell’anno successivo e poi gradualmente, ma non totalmente, recuperato grazie al lavoro della Conferenza delle Regioni.
Il taglio consistente del Fondo nell’anno 2005, a fronte di un impegno assunto dal Governo di confermare l’entità del precedete anno, ha portato alla rottura dei rapporti istituzionali fra Governo e Regioni, con iniziative di Regioni, Comuni, Province ed associazioni sindacali per sensibilizzare sull’emergenza provocata dai tagli sulle politiche sociali.
La certezza di risorse in questo settore che serve a garantire ai cittadini servizi sociali programmati sul territorio e rivolti spesso alle fasce sociali più deboli, alla famiglia, agli anziani, ai minori, ai disabili è stata sollecitata con forza dalle Regioni al Governo ogni anno in vista delle manovre finanziarie. Nel dossier sono raccolti gli atti repertoriati della Conferenza Unificata relativi ai riparti del fondo, gli stralci dei documenti della Conferenza recanti parere ed osservazioni ai DPEF ed ai DDL delle finanziarie proposti dal Governo.
Nelle sedi istituzionali di confronto, in particolare il 13 ottobre 2012 all’incontro tra il Presidente Errani e l’allora Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Elsa Fornero, le Regioni hanno sottolineato la necessità di risorse adeguate, senza costanti tagli al settore avanzando altresì proposte di revisione.
Nel contempo è stato portato avanti un lavoro  con le amministrazioni centrali interessate, ma mai concluso, della definizione dei LIVEAS (livelli essenziali assistenza sociale) mediante i quali finalizzare i finanziamenti ad interventi e piani organici e rispondenti ad una reale programmazione sul territorio regionale.
L’organicità delle risorse ed un lavoro di concertazione fra Regioni e Governo potrebbe portare come proposto dalla stessa Conferenza, in analogia con il Patto per la Salute, ad un Patto per la Politiche Sociali.
E’ da menzionare che in data 25 luglio 2012 in sede di Conferenza Unificata le Regioni hanno espresso la mancata intesa in merito al riparto delle risorse del FNPS 2012 consegnando una mozione per le Politiche sociali che mette in evidenza la gravità del momento. Preso atto del pesante depauperamento dei Fondi “strutturali” di carattere sociale da assegnare alle Regioni, la Conferenza ha anche chiesto un’interlocuzione con il Governo per ridiscutere anche il riparto delle somme previste nello schema di decreto (solo 10,8 mln per le Regioni) e per affrontare il prosieguo delle politiche sociali.
La Conferenza delle Regioni e delle Province autonome il 4 ottobre 2012 ha approvato un documento recante: “DOCUMENTO PER UN’AZIONE DI RILANCIO DELLE POLITICHE SOCIALI” evidenziando in particolare una riduzione nel quadriennio 2009/2012 del 98% delle risorse nazionali a favore delle politiche sociali attribuite alle Regioni, a cui si sono aggiunti tagli orizzontali nei confronti di Regioni e Comuni .
Con il documento è stato infine chiesto al Governo di far confluire in un unico Fondo le risorse assegnate alle Regioni e la ricostituzione di un Fondo Nazionale per le Politiche Sociali per il 2013, che sia almeno pari al finanziamento 2009 (520.000.000 euro circa), corrispondente ad un 50% circa dei decrementi 2011/2012. A ciò, corrisponderà l’impegno regionale di non diminuire le risorse per riportare il funzionamento del sistema sociale a livelli accettabili.
Con la Legge 228/2012 (Legge di stabilità 2013) si è registrato un primo segnale di controtendenza sul fronte delle Politiche Sociali. Infatti a seguito dell’azzeramento dei finanziamenti registratosi nel 2012 a causa delle ultime manovre economiche, la legge ha previsto uno stanziamento sul Fondo Nazionale Politiche Sociali di 300 milioni di euro – quota alle Regioni – e di 275 milioni di euro per il Fondo per le non autosufficienze per l’anno 2013. Nel sottolineare che le precedenti manovre hanno ridotto fortemente e in qualche caso azzerato le risorse per le politiche sociali, la Conferenza ha espresso apprezzamento per l’individuazione di fondi dedicati alla non autosufficienza e alla SLA nonché all’insieme delle politiche sociali. La Conferenza ha inoltre chiesto, in un documento approvato il 22 novembre 2012 e trasmesso al Presidente del Consiglio, che sia garantita la copertura confermando uno stanziamento, giudicato comunque minimo, per il fondo sociale.
In sede di Conferenza Unificata del 24 gennaio 2013 le Regioni hanno espresso l’intesa in merito al riparto delle risorse del FNPS 2013 pari a 344 mln di cui 44 destinati al Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali e 300 mln destinati alle Regioni e alle Province autonome. Nel constatare che la Legge di stabilità 2013 ha dato un segnale positivo ai fondi, la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome ha ribadito al Governo il grave problema dell’insufficienza complessiva delle risorse nel settore delle politiche sociali. Le risorse sono state ripartite fra le Regioni utilizzando i criteri già adottati nei precedenti riparti. L’importante novità nel decreto è stato l’impegno delle Regioni ad utilizzare le risorse secondo i macro – livelli e gli obiettivi di servizio individuati nel documento elaborato dalla Commissione Politiche Sociali.
Per il 2013, a valere sulla quota destinata al Ministero, sono stati inoltre finanziati per 5 mln di euro interventi per l’accoglienza di minori stranieri non accompagnati.
La Legge 147/2013 – Legge di stabilità 2014 – ha previsto un finanziamento per il Fondo nazionale Politiche Sociali per l’anno 2014 pari a 317 milioni di euro.
Le Regioni in un documento approvato dalla Conferenza del 14 novembre 2013, ai fini dell’espressione del parere sul Ddl stabilità in sede di Conferenza Unificata, hanno evidenziato la necessità di prevedere uno stanziamento di ulteriori 40 milioni di euro rispetto ai 317 milioni di euro per l’anno 2014, ma l’emendamento non è stato accolto in sede di conversione del Decreto.
In sede di Conferenza Unificata del 6 febbraio 2014 le Regioni hanno effettuato una comunicazione in merito alla decurtazione del Fondo nazionale politiche Sociali per l’anno 2014. Il Fondo infatti rispetto allo stanziamento previsto in tabella C della Legge 147/2013 (Legge di stabilità 2014) ha subito un taglio prima di 2 milioni di euro e poi di 17 milioni con il decreto legge 28 gennaio 2014, n. 4: “Disposizioni urgenti in materia di emersione e rientro dei capitali all’estero nonché altre disposizioni urgenti in materia contributiva e di rinvio dei termini relativi ad adempimenti tributari e contributivi”. Pertanto le Regioni hanno chiesto al Governo l’impegno a rivedere immediatamente i tagli operati con il Decreto citato, ripristinando la dotazione prevista alla tabella C della legge di stabilità 2014.
Successivamente le Regioni in sede di Conferenza Unificata del 20 febbraio 2014 hanno espresso l’intesa sullo schema di decreto che ha ripartito per l’anno 2014 alle Regioni ed alle Province autonome €258.258.541,20. La Conferenza inoltre ha sottoposto al Governo, in relazione all’espressione delle intese sia su tale provvedimento che su quello inerente il riparto del Fondo per le non autosufficienze anno 2014, un documento approvato quale Intesa Quadro per le Politiche Sociali, nel quale sono state evidenziate alcune questioni fondamentali. In particolare: l’esigenza di avere una stabilità finanziaria almeno triennale e incrementale a partire dal 2014; un’organizzazione meno frazionata delle politiche sociali nei Dipartimenti di settore che porti altresì ad una confluenza delle risorse; la valorizzazione concreta di politiche integrate, anche con l’apporto di altri Ministeri ed il rafforzamento, nel rispetto dei modelli di governance delle Regioni, del confronto e del coinvolgimento delle Autonomie Locali.
Infine il  III volume del Dossier di documentazione riporta i finanziamenti relativi alle politiche sociali anni 2007-2014 con particolare riferimento a: Fondo per la non autosufficienza; Fondo per le politiche della famiglia, Fondo per le politiche giovanili, Fondo per le pari opportunità e Fondo minori stranieri non accompagnati.

Nei tre volumi in cui è stato suddiviso il Dossier curato dal settore “Salute e Politiche sociali” della Segreteria della Conferenza dalle Regioni, il lavoro di documentazione si distingue in questo modo:

-        Il I e il II volume del presente Dossier di documentazione riportano i finanziamenti relativi al Fondo nazionale politiche sociali (FNPS) anni 2004-2014. Il periodo preso in esame è significativo per le Regioni che nel 2004 hanno avuto il finanziamento più cospicuo – 1000 milioni di euro – , dimezzato nell’anno successivo e poi gradualmente, ma non totalmente, recuperato grazie ad un percorso in sede di Conferenza delle Regioni e delle Province autonome di particolare attenzione al FNPS. Nel dossier sono raccolti gli atti repertoriati della Conferenza Unificata relativi ai riparti del fondo, gli stralci dei documenti della Conferenza recanti parere ed osservazioni ai DPEF ed ai DDL delle finanziarie proposti dal Governo. Le tabelle conclusive del dossier riportano i finanziamenti del Fondo nazionale Politiche Sociali.

-        Il III volume del Dossier di documentazione riporta i finanziamenti relativi alle politiche sociali anni 2007-2014 con particolare riferimento a: Fondo per la non autosufficienza; Fondo per le politiche della famiglia, Fondo per le politiche giovanili, Fondo per le pari opportunità e Fondo minori stranieri non accompagnati. La certezza di risorse in questo settore che serve  garantire ai cittadini servizi sociali programmati sul territorio e rivolti spesso alle fasce sociali più deboli, alla famiglia, agli anziani, ai minori, ai disabili è stata sollecitata con forza dalle Regioni al Governo ogni anno in vista delle manovre finanziarie. Nel dossier sono raccolti gli atti repertoriati della Conferenza Unificata relativi ai riparti dei fondi più significativi del settore. Le tabelle conclusive del dossier riportano i finanziamenti dei Fondi più rilevanti nel sociale.



FONDO NAZIONALE POLITICHE SOCIALI 2004-2014

  Anno Tabella C – Legge   Finanziaria/stabilità Fondo nazionale Politiche   sociali Quota Regioni e Province   autonome Intesa Conferenza Unificata
2004 Legge 350/2003 (Legge   finanziaria 2004) € 1.215.333.000 € 1.884.346.940 € 1.000.000.000 20/05/2004
2005 Legge 311/2004 (Legge   finanziaria 2005) € 1.193.767.000 € 1.308.080.940 € 518.000.000 14/07/2005
2006 Legge 266/2005 (Legge   finanziaria 2006) € 1.157.000.000 € 1.624.922.940 € 775.000.000 27/07/2006
2007 Legge 296/2006 (Legge   finanziaria 2007) € 1.635.141.000 € 1.564.917.148 745.000.000*  (+ 186.237.791 +   25.000.000 = 956.237.791) 10/05/2007
2008 Legge 244/2007 (Legge   finanziaria 2008) € 1.582.815.000 € 1.464.233.696 656.451.148,80  (+ 14.346.265,00 =   670.797.413,80) – quota integrata con lettera del Ministero del Lavoro, della   Salute e delle Politiche Sociali del 21/01/2009 13/11/2008
2009 Legge 203/2008 (Legge   finanziaria 2009) € 1.311.555.000 € 1.420.580.157 € 518.226.539 29/10/2009
2010 Legge191/2009 (Legge finanziaria   2010) € 1.174.944.000 € 435.257.959 € 380.222.941 08/07/2010
2011 Legge 220/2010 (Legge di   stabilità 2011) € 913.719.000 218.084.045** € 178.500.000 05/05/2011
2012 Legge di stabilità 183/2011   (Legge di stabilità 2012) € 69.954.000 € 43.722.702 € 10.680.362 25/07/2012MANCATA   INTESA
2013 Art. 1 comma 271 Legge 228/12   (Legge di stabilità 2013) € 344.178.000 € 300.000.000 24/01/2013
2014  Legge 147/2013 (Legge di stabilità 2014) € 317.000.000*** (Totale dopo i   tagli: € 297.417.713,00) € 262.618.000 20/02/2014

* 745.000.000 euro (Quota prevista dall’intesa). A tale importo si devono aggiungere: 186.237.791 euro per effetto del disaccantonamento delle somme di cui all’articolo 1, comma 507, della legge n. 296 del 2006 (finanziaria 2007), avvenuto ai sensi dell’articolo 7, comma 2, del decreto–legge 2 luglio 2007
** 218.084.045: la quota iniziale era pari a 273.874.000, poi il fondo ha subito dei tagli prima dalla Legge di stabilità 220/2010 per un importo pari a 161.383, poi dalle LeggI. L.10/2011 – L.111/2011 per un importo pari a: 55.790.
*** 317.000.000: l’importo è stato decurtato di 19 mln di euro:prima 2 milioni di euro in attuazione dell’art. 12 del DL 35/2013 convertito in Legge 64/2013 e poi 17 milioni con il decreto legge 28 gennaio 2014, n. 4: “Disposizioni urgenti in materia di emersione e rientro dei capitali all’estero nonché altre disposizioni urgenti in materia contributiva e di rinvio dei termini relativi ad adempimenti tributari e contributivi.

FONDO PER LE NON AUTOSUFFICIENZE 2007-2014

ANNO LEGGE   FINANZIARIA RISORSE INTESE   CONFERENZA UNIFICATA
2007 Legge n. 296/2006    art.1 comma 1264 – Finanziaria 2007 €   100.000.000,00(quota   effettiva destinata alle Regioni e alle Province autonome:€   99.000.000,00) – € 1.000.000,00: Ministero della Solidarietà Sociale 20/09/2007 (intesa ai sensi della legge n. 296/2006 –   Finanziaria 2007)
2008 Legge n. 244/2007 art. 2 comma 465 – Finanziaria 2008 €   300.000.000,00(200 da finanziaria 2007 + 100 incremento finanziaria   2008 art. 2 Comma 465)(quota   effettiva destinata alle Regioni e alle Province autonome:€   299.000.000,00) – € 1.000.000,00: Ministero della Solidarietà Sociale 20/03/2008 (intesa ai sensi della legge n. 296/2006 –   Finanziaria 2007)
2009 €   400.000.000,00(200 da   finanziaria 2007 + 200 incremento finanziaria 2008 art. 2 comma 465)(quota   effettiva destinata alle Regioni e alle Province autonome: € 399.000.000,00) – € 1.000.000,00:   Ministero della Solidarietà Sociale
2010 Legge n. 191/2009    art.2 comma 102 – Finanziaria 2010 €   400.000.000,00(   quota effettiva destinata alle Regioni e alle Province autonome:€   380.000.000,00) – € 20.000.000,00: Ministero del Lavoro e delle Politiche   Sociali 08/07/2010 (intesa ai sensi della legge n. 296/2006 –   Finanziaria 2007)
2011 Legge 220/2010 art.1 comma 40 €   100.000.000,00 (quota destinata esclusivamente alla realizzazione di   prestazioni, interventi e servizi assistenziali in favore di persone affette   da  SLA) 27/10/2011 l’intesa ha previsto anche l’utilizzo   per altre disabilità gravi(intesa    ai sensi della legge n. 296/2006 – Finanziaria 2007)
2012 IL FONDO NON E’ STATO FINANZIATO
2013 Legge 228/2012 – Legge di stabilità 2013 – art. 1   comma 272 €   275.000.000,00* 24/1/2013
2014 Legge 147/2013 – Legge di stabilità 2014 art. 1 commi   199 e 200 €   350.000.000 (quota effettivamente destinata alle Regioni e alle Province   autonome: € 340.000.000)275   milioni  inclusa  SLA e 75 milioni per Assistenza domiciliare  disabilità grave 20/2/2014

 

* L’art. 1 comma 109 della Legge 228/2012 stabilisce che   Le eventuali risorse derivanti dall’attuazione del  piano straordinario di verifiche nei confronti dei titolari di benefici di invalidità civile, cecità civile, sordità, handicap e disabilità, sono destinate ad incrementare il Fondo per le non auto sufficienze, sino alla concorrenza di 40 milioni di euro annui. Le predette risorse saranno opportunamente versate all’entrata del bilancio dello Stato per essere riassegnate all’apposito capitolo dello stato di previsione del Ministero del lavoro e delle politiche sociali.

da newsletter – Regioni.it.

LE STRUTTURE SOCIO-ASSISTENZIALI E RESIDENZIALI PER ANZIANI E DISABILI Esperienze e modelli innovativi, Maggioli editore


Strutture socio-assistenziali LE STRUTTURE SOCIO-ASSISTENZIALI
E RESIDENZIALI PER ANZIANI E DISABILI Esperienze e modelli innovativi


Un testo specialistico che illustra le linee di sviluppo di nuove soluzioni abitative per persone con autonomia ridotta,
superando le tradizionali realtà istituzionali spesso ritenute inadatte a soddisfare le loro esigenze.

Novità febbraio 2014, formato 21×26, pagine 164
euro 29,00 invece di euro 34,00

Provincia di Milano e www.witproject.eu, LE BUONE PRASSI: un’occasione di approfondimento sulle sfide sociali, 2014


Ricognizione delle buone prassi l portale www.witproject.eu

 

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“WhIte Task force on the development of skills of the social welfare professionals (WIT)” – (VP 2012/009/0094 finanziato nell’ambito del Programma comunitario PROGRESS 2007-2013)  

favorisce il miglioramento della qualità dei servizi  erogati al cittadino, attraverso la creazione di una rete europea per l’innovazione sociale

 

Le buone prassi: un’occasione di approfondimento sulle sfide sociali

Clicca qui per partecipare alla  ricognizione delle buone 

a livello nazionale, contiamo sul tuo contributo e sull’esperienza del tuo servizio.

Dal 5 marzo 2014 dal portale di  WIT la Provincia di Milano –, avvia una  ricognizione  sulle buone  pratiche di innovazione sociale nell’ambito dei servizi sociali con riferimento a tre sottotemi specifici: 

·         Tema 1: Innovazione sociale e nuovo welfare

·         Tema 2: Nuovi lavori per il sociale

·         Tema 3: Nuove abilità e nuove competenze sociali nei settori non direttamente collegati all’erogazione di servizi socio-sanitari

I tre temi propongono una riflessione, che può essere supportata da modi e mezzi diversi di storytelling, sulle mutazioni in corso nel welfare e sulle nuove abilità e i nuovi modelli di generazione delle risposte necessarie a fronteggiare i bisogni emergenti.

Possono proporre le buone pratiche associazioni, fondazioni, enti pubblici, università e imprese del privato sociale italiane.

Modalità di partecipazione alla selezione e scadenza

Per partecipare al premio, gli autori dovranno inviare via posta all’indirizzo

Provincia di Milano – Progetto WIT, viale Piceno 60, 20129, Milano

entro e non oltre il 15 aprile 2014,

una busta contenente il seguente materiale:

·         il modulo di partecipazione debitamente compilato in tutte le sue parti;

·         la liberatoria per l’utilizzo delle informazioni relative alla buona pratica segnalata;

·         scheda descrittiva della buona pratica interamente compilata;

Compila la scheda online

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LE STRUTTURE SOCIO-ASSISTENZIALI E RESIDENZIALI PER ANZIANI E DISABILI, Esperienze e modelli innovativi, a cura di M. Morena, Docente presso la Facoltà di Architettura e Ingegneria del Politecnico di Milano, Maggioli Editore – Edizione febbraio 2014 pagine 164


Novità febbraio 2014

LE STRUTTURE
SOCIO-ASSISTENZIALI
E RESIDENZIALI
PER ANZIANI E DISABILI

Esperienze e modelli innovativi

 

Le tradizionali soluzioni istituzionali di accoglienza delle persone con autonomia ridotta sono spesso inadeguate per le loro esigenze e le soluzioni oggi ricercate seguono direzioni diverse, stimolando anche l’avvio di importanti riforme dell’organizzazione e tipologia di tali servizi.

Questo testo specialistico analizza alcuni indirizzi di sviluppo dei nuovi scenari, a partire dalla delicata linea di confine tra le normali soluzioni abitative e quelle in grado di integrare la casa con servizi proporzionati.

Esistono molte variabili poiché si deve coniugare il desiderio delle persone di abitare in luoghi che sentono propri, da vivere nella pienezza della propria esistenza, con le necessità imposte dalle soluzioni organizzative e dai modelli di servizio.

Nel contesto della seguente trattazione, corredata di 75 figure, l’opera illustra realtà molto diverse fra loro, non catalogabili o descrivibili come un modello omogeneo:

PARTE PRIMA
LE STRUTTURE SOCIO-ASSISTENZIALI: ESPERIENZE DI RILIEVO

1. La comunità protetta per malati psichici

– Il progetto architettonico:
Gli obiettivi dell’intervento. Il contesto urbano. L’edificio “Villa Moretti”.
I vincoli normativi. Il progetto funzionale.
– Lo spazio terapeutico

2. Integrazione di sistemi e tecnologie per l’autonomia domestica
di anziani e disabili

– La casa pre-dimissioni
– La scelta dell’utenza
– Un nuovo concetto di riabilitazione per l’integrazione sociale
– Il progetto
– Gli strumenti per l’autonomia:
Il dimensionamento degli spazi. Gli ausili e gli arredi. Le tecnologie di automazione domestica.
– Gli ambienti principali:
Il soggiorno. La cucina. I servizi igienici. La camera da letto. Gli accorgimenti domotici.

3. Strutture sanitarie per la media assistenza e le cure domiciliari: l’ospedale di distretto

– La specializzazione delle strutture ospedaliere nel nuovo sistema sanitario
– L’ospedale di distretto: caratteristiche generali
– La normativa di riferimento
– Il modello organizzativo
– Lo scenario nazionale
– Le caratteristiche morfo-funzionali dell’ospedale di distretto

4. Nemo: il centro clinico per le malattie neuromuscolari
e degenerative

– Le patologie trattate
– Le fasi di sviluppo del progetto

PARTE SECONDA
LE STRUTTURE RESIDENZIALI: MODELLI INNOVATIVI

5. Il Borgo Assistito di Figino a Milano
– Posizione e collegamenti di Figino nel territorio milanese: la riqualificazione di un quartiere dormitorio.
– La vocazione del quartiere di Figino all’accoglienza della popolazione anziana.
– Il progetto: la creazione di un borgo sostenibile (Le tipologie di alloggio e le categorie di utenti. Il progetto della sostenibilità. Il design dei servizi per la costruzione dello spazio pubblico. La descrizione dei servizi del borgo).
– Il Borgo Assistito: un centro polifunzionale per la comunità di Figino.
– Il Gestore sociale: un’opportunità per la partecipazione alla vita attiva.

6. Il Borgo di Riccia. 
Un’innovativa formula di ospitalità turistica per la terza età e di valorizzazione immobiliare del patrimonio pubblico

APPENDICE
APPROFONDIMENTI NORMATIVI

A cura di M. Morena, Docente presso la Facoltà di Architettura e Ingegneria del Politecnico
di Milano

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