spettacolo teatrale “La cooperativa”, Nell’ambito delle iniziative correlate al Progetto “Lavoro & Psiche”, Teatro sociale di Como, 10 maggio 2012

Nell’ambito delle iniziative correlate al  Progetto “Lavoro & Psiche”, finanziato dalla Fondazione Cariplo e attivo sul  territorio della provincia di  Como dal giugno 2009, ci sarà lo spettacolo teatrale

“La cooperativa”

che si terrà il 10 maggio 2012 alle ore 20.30 presso il Teatro Sociale di Como.

La trasposizione teatrale, liberamente tratta dal film “Si può fare” è presentata  dalla Compagnia Barfi & Friends di Tirano, con la regia di  Fulvio Schiani.

La commedia in 2 atti si addentra con delicatezza e rispetto nel tema scomodo del disagio mentale, lanciando un messaggio forte contro lo stigma e la discriminazione ancora presenti nell’opinione pubblica.

La serata si propone di diffondere un nuovo approccio di promozione della salute mentale volto all’inserimento lavorativo di persone con disturbi psichiatrici.

In allegato il coupon per la conferma della partecipazione da trasmettere al seguente indirizzo mail  – pinto@asl.como.it -  oppure via fax 031370228  entro il 07 maggio p.v.


Linee guida per l‘attivazione di sperimentazioni nell’ambito delle politiche di welfare | presentazione della DGR IX/3239 del 4 aprile 2012 – in LombardiaSociale

DGR IX/3239 del 4 aprile 2012 – Linee guida per l‘attivazione di sperimentazioni nell’ambito delle politiche di welfare.

vai a: Delibera sulle sperimentazioni nell’ambito delle politiche di welfare | LombardiaSociale.


Matti in libertà. L’inganno della “Legge Basaglia” – Presentazione del libro di Maria Antonietta Farina Coscioni, Editori Internazionali Riuniti | RadioRadicale.it

 

 


Gli ospedali psichiatrici giudiziari: reportage di C. Carpinelli, Radio 24

 Radio 24 

Gli ospedali psichiatrici giudiziari: reportage di C. Carpinelli…- Italia in controluce – Radio 24  via

Ospedali Psichiatrici Giudiziari. Qualche precisazione e spiegazione a sfavore del Disegno di Legge n. 3036 di Franco Rotelli

Ospedali Psichiatrici Giudiziari. Qualche precisazione e spiegazione a sfavore del Disegno di Legge n. 3036 

di Franco Rotelli


L’esclusione: una questione di spazi. recensione di STORIA DELLA FOLLIA NELL’ETÀ CLASSICA di Michel Foucault , di Livio Santoro, in quaderni d’altri tempi 35

LETTURE / STORIA DELLA FOLLIA NELL’ETÀ CLASSICA


di Michel Foucault / Rizzoli, Milano, 2011 / pp. 832, € 12,90


L’esclusione: una questione di spazi

di Livio Santoro

vai a: quaderni d’altri tempi 35.


SERVIZI DI SALUTE MENTALE. Le politiche legislative statali e della Regione Lombardia, a cura di Paolo Ferrario, 25 Novembre 2011, Università di Milano – Bicocca Laurea in Servizio Sociale Politiche legislative e servizi sociali

SERVIZI DI SALUTE MENTALE. Le politiche legislative statali e della Regione Lombardia, a cura di Paolo Ferrario, 25 Novembre 2011
 Mappa cognitiva: i fattori della domanda psichiatrica
 due schemi utili ad esaminare gli sviluppi delle politiche psichiatriche
 il ruolo determinante dello psichiatra Franco Basaglia. Le biografie e le politiche
 periodizzazione delle politiche legislative statali per la salute mentale
 Erving Goffman, il concetto di “istituzione totale”
 

 le leggi del primo novecento: consolidamento delle istituzioni manicomiali attraverso i ricoveri coatti la legislazione della fine anni sessanta: ospedali psichiatrici specializzati e servizi territoriali

 la legge simbolo “180/1978”: le procedure per i trattamenti sanitari obbligatori. Matrice delle regole e diagramma di procedura

 le politiche psichiatriche della Regione Lombardia: periodizzazione

  Mappa delle unità di OFFERTA: Area rialilitativa, area assistenziale, area sociale

 Dati sul sistema regionale dei servizi psichiatrici
 i successivi PIANI SOCIOSANITARI
 la situazione istituzionale degli OSPEDALI PSICHIATRICI GIUDIZIARI

da: Università di Milano – Bicocca Laurea in Servizio Sociale Politiche legislative e servizi sociali.


SERVIZI DI SALUTE MENTALE Le politiche legislative statali e della Regione Lombardia a cura di Paolo Ferrario 7° incontro: 25 Novembre 2011, in formato slide show | AULE VIRTUALI connesse al sito Segnalo.it


La conclusione del lavoro della Commissione del Senato per il superamento dell’OPG | di Giovanna Del Giudice in www.stopopg.it

….

In sintesi l’Accordo individua interventi integrativi come supporto alla dimissione dagli Opg degli internati che hanno concluso la misura di sicurezza, di quelli in osservazione o trasferiti dagli istituti penitenziari per una definitiva, se pur tardiva, conclusione della fase “uno” dell’allegato C. A tal fine entro il 30 giugno 2012 in ogni Regione o Provincia autonoma, in almeno uno degli istituti penitenziari deve essere istituita, attraverso i Dipartimenti di salute mentale, una sezione specifica per la tutela della salute mentale delle persone detenute onde contrastare e rendere non necessario l’invio di detenuti che manifestano problemi psichici in Opg, nonché per permettere nella garanzia della cura il ritorno dall’Opg di quelli già inviati dal carcere. Si impegnano inoltre i Dipartimenti di salute mentale a promuovere azioni integrate con i servizi sanitari e sociali territoriali per la presa in carico sanitaria e l’inserimento delle persone dimesse nei territori di appartenenza. Viene definito infine, per le persone per le quali l’internamento ha fatto perdere la residenza, la competenza del Dipartimento di salute mentale del territorio presso il quale avevano “l’ultima residenza o l’abituale dimora” prima del ricovero, così come già avvenuto durante la “dismissione” degli ospedali psichiatrici civili, contro gli abbandoni e le omissioni di responsabilità nella presa in carico da parte dei servizi.
Con tale atto si conclude un lavoro di grande significato e valore che la Commissione, all’interno della verifica sullo stato dei servizi della salute mentale nel paese, ha dedicato all’Opg

l’intero articolo qui: La conclusione del lavoro della Commissione del Senato per il superamento dell’OPG | www.stopopg.it

Del Giudice Commissione OPG

 


Presentazione del libro C’era una volta la città dei matti

La copertina del libro e i due dvdRoma, 7 dicembre 2011. Il libro ripercorre la lavorazione del film tv C’era una volta la città dei matti, trasmesso nel 2010 da RAI UNO con un grande, e per certi versi sorprendente, successo di ascolti. Una appassionata narrazione delle storie individuali di pazienti, amministratori, operatori, un grande racconto collettivo che vede sulla scena più di cento personaggi. A partire dalla difficile e impensabile apertura delle porte del manicomio di Gorizia e di Trieste, viene narrata l’origine di un cambiamento epocale nel modo stesso di intendere la salute mentale che ancora oggi provoca e fa discutere.

Mercoledì, 7 dicembre 2011 – ore 19.00
Più libri Più liberi
Fiera della piccola e media editoria
EUR Palazzo dei Congressi – Roma

Presentazione del volume :
E. Bucaccio, K. Colja, A. Sermoneta, M. Turco
C’era una volta la città dei matti
Un film di Marco Turco – dal soggetto alla sceneggiatura
con DVD del film TV originale prodotto da RAI Fiction
Edizione e note a cura di Barbara Grubissa

con
Marco Turco, regista e coautore del volume
Fabrizio Gifuni, attore e coautore del libro
Peppe Dell’Acqua, direttore del dipartimento di salute mentale di Trieste e direttore di collana

Durante la presentazione verranno presentate anche alcune scene del film.

Descrizione del libro
E’ in uscita per l’editore Alpha Beta Verlag, nella collana 180 archivio critico della salute mentale, il libro con il trattamento, la sceneggiatura e il dvd del film con sottotitoli in inglese. Con interventi degli autori e degli attori e foto di scena. Il libro su uno dei più grandi successi TV del 2010. Tutti i retroscena, dall’idea alla sua realizzazione: soggetto, trattamento e sceneggiatura e infine, allegato in DVD, il film. 
Un’appassionata narrazione delle storie individuali di pazienti, amministratori, operatori, un grande racconto collettivo che vede sulla scena più di cento personaggi. A partire dalla difficile e impensabile apertura delle porte del manicomio di Gorizia e di Trieste, viene narrata l’origine di un cambiamento epocale nel modo stesso di intendere la salute mentale che ancora oggi provoca e fa discutere.
Vengono pubblicati integralmente il Trattamento e la Sceneggiatura, corredati da note che danno informazioni sui principali eventi che hanno portato alla realizzazione della Legge 180, sugli scritti originali di Franco Basaglia e dei suoi collaboratori, sulle circostanze storiche e politiche che hanno fatto da sfondo al processo di deistituzionalizzazione.

Il libro è arricchito dalle note di regia di Marco Turco e dalle originali considerazioni degli sceneggiatori sull’approccio ad un tema difficile e controverso e sulla modalità di scrittura dei testi.
Fabrizio Gifuni racconta come è entrato nel personaggio di Franco Basaglia e come si è avvicinato alla realtà storica che ha portato alla chiusura del manicomio.
Vittoria Puccini racconta come si è calata nel personaggio di Margherita, una giovane rinchiusa prima nel manicomio di Gorizia poi in quello di Trieste, negli anni in cui arriva Basaglia 

Fonte: http://www.alphabeta.it

da Presentazione del libro C’era una volta la città dei matti.


C’era una volta la città dei matti: il libro, da forumsalutementale.it

C’era una volta la città dei matti: il libro

fictionE’ in uscita per l’editore Alpha Beta Verlag, nella collana 180 archivio critico della salute mentale, il libro con il trattamento, la sceneggiatura e il dvd del film con sottotitoli in inglese. Con interventi degli autori e degli attori con bellissime foto di scena. Insomma tutto su questa straordinaria storia.

Il libro sarà presentato a Roma alla fiera della piccola editoria il 7 dicembreprossimo.

Il libro su uno dei più grandi successi TV del 2010. Tutti i retroscena, dall’idea alla sua realizzazione: soggetto, trattamento e sceneggiatura e infine, allegato in DVD, il film.

Un’appassionata narrazione delle storie individuali di pazienti, amministratori, operatori, un grande racconto collettivo che vede sulla scena più di cento personaggi. A partire dalla difficile e impensabile apertura delle porte del manicomio di Gorizia e di Trieste, viene narrata l’origine di un cambiamento epocale nel modo stesso di intendere la salute mentale che ancora oggi provoca e fa discutere.

Vengono pubblicati integralmente il Trattamento e la Sceneggiatura, corredati da note che danno informazioni sui principali eventi che hanno portato alla realizzazione della Legge 180, sugli scritti originali di Franco Basaglia e dei suoi collaboratori, sulle circostanze storiche e politiche che hanno fatto da sfondo al processo di deistituzionalizzazione.

Il libro è arricchito dalle note di regia di Marco Turco e dalle originali considerazioni degli sceneggiatori sull’approccio ad un tema difficile e controverso e sulla modalità di scrittura dei testi.

Fabrizio Gifuni racconta come è entrato nel personaggio di Franco Basaglia e come si è avvicinato alla realtà storica che ha portato alla chiusura del manicomio.

Vittoria Puccini racconta come si è calata nel personaggio di Margherita, una giovane rinchiusa prima nel manicomio di Gorizia poi in quello di Trieste, negli anni in cui arriva Basaglia.

Elena Bucaccio, Katja Colja, Alessandro Sermoneta, Marco Turco

C’era una volta la città dei matti

Un film di Marco Turco – dal soggetto alla sceneggiatura

a cura di Con interventi di Fabrizio Gifuni e Vittoria Puccini

Edizione e note a cura di Barbara Grubissa

Lo sceneggiato originale Rai Fiction allegato in due DVD

Dicembre 2011, Euro 29,00; pp. 400 ca., ill.

ISBN 978-88-7223-168-5

su licenza esclusiva Rai Trade, Radiotelevisione Italiana S.p.A.

Edizioni Alpha Beta Verlag

39012 Merano (BZ), P.zza della Rena, 2 – Tel. 0473 210650 / Fax 0473 211595

www.alphabeta.it – E-mail: books@alphabeta.it

C’era una volta la città dei matti: il libro « forumsalutementale.it.


La cultura dei servizi di salute mentale in Italia. Dai malati psichiatrici alla nuova utenza: l’evoluzione della domanda di aiuto e delle dinamiche di rapporto, di Renzo Carli , Rosa Maria Paniccia

La cultura dei servizi di salute mentale in Italia. Dai malati psichiatrici alla nuova utenza: l’evoluzione della domanda di aiuto e delle dinamiche di rapporto
Autori e curatori
Collana
Livello
Testi per psicologi clinici, psicoterapeuti
Dati
pp. 272,      1a edizione  2011, allegati: allegato on-line   (Cod.1250.182)
Tipologia: Edizione a stampa
Prezzo: € 34,00
Disponibilità: Buona

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Codice ISBN: 9788856840834
In breve
Il volume presenta una lettura della storia, della cultura e delle modalità d’intervento entro i servizi di salute mentale del nostro paese. L’analisi delle vicende, che hanno profondamente cambiato l’assistenza psichiatrica nel nostro paese, è condotta da psicologi clinici e in una prospettiva psicosociale.
Presentazione del volume

Il lavoro presenta una lettura della storia, della cultura e delle modalità d’intervento entro i servizi di salute mentale del nostro paese.
Il passaggio dall’ospedale psichiatrico alla legge 180, alla fine degli anni ’70; la storia della 180 e l’analisi del contesto culturale entro il quale la legge ha preso forma e attuazione; la 180, quale risultato di un movimento di contestazione della vecchia psichiatria; la carenza di progettualità nell’attuazione della psichiatria territoriale prevista dalla legge: l’analisi di queste vicende, che hanno profondamente cambiato l’assistenza psichiatrica nel nostro Paese, è condotta da psicologi clinici in una prospettiva psicosociale.
Dopo l’analisi storica dei recenti cambiamenti della psichiatria (dall’ospedale al territorio) si propone, nella seconda parte del volume, un viaggio entro la cultura che attraversa i servizi di salute mentale, affrontandone i numerosi problemi nell’ambito della relazione: la relazione con i pazienti e i familiari, ma anche la relazione con la gerarchia e tra operatori. Relazione che concerne sia la vecchia utenza, fatta di pazienti psichiatrici gravi, sia la nuova utenza che, sempre più numerosa, si rivolge ai servizi di salute mentale per poter trattare i propri problemi di convivenza.
Nella terza parte viene proposta, in una prospettiva psicologica, l’analisi delle dinamiche di rapporto con i malati psichiatrici e con la nuova utenza. Per quest’ultima si approfondisce l’analisi della domanda quale modalità di confronto sui problemi posti, alternativa all’approccio diagnostico.

Nell’area Biblioteca Multimediale di questo sito, è scaricabile il testo della legge 180 nelle due versioni (sia quella del 13 maggio 1978, sia quella recepita dalla legge n. 833 del 23 dicembre 1978) e il Decreto del Presidente della Repubblica del 1° novembre 1999 inerente la tutela della salute mentale.

Renzo Carli , già professore ordinario di Psicologia Clinica alla Sapienza, Università di Roma, è psicoanalista, direttore della Rivista di Psicologia Clinica on line (www.rivistadipsicologiaclinica.it) e direttore della Scuola di Specializzazione in Psicoterapia Psicoanalitica dello Studio di Psicosociologia (SPS) di Roma.
Maria Rosa Paniccia , professore associato di Psicologia Clinica alla Sapienza, Università di Roma, psicoterapista, fa parte del comitato di direzione della Rivista di Psicologia Clinica on line e del comitato di direzione della Scuola di Specializzazione in Psicoterapia Psicoanalitica dello Studio di Psicosociologia (SPS) di Roma.

Indice

Introduzione
(Una molteplicità di differenze; L’evoluzione del rapporto domanda-offerta; Tre modi di affrontare la propria realtà emozionale; Due modalità di intervento: diagnosi o analisi della relazione di domanda)
Parte I. La storia di una riforma
L’epoca della riforma
(Premessa; Un inquadramento storico; Riforme e cultura; Organizzazione e dinamica inconscia; L’ospedale psichiatrico; L’organizzazione psichiatrica quale dimensione categoriale; Problemi nell’attuazione della 180)
La cultura italiana dagli anni Novanta del secolo scorso ad oggi
(Una profonda trasformazione culturale; La destra al potere e il nuovo cambiamento; La cultura dell’oggi e le sue profonde trasformazioni sul piano simbolico; La perdita dei confini tra verità e falsità; La salute mentale oggi. Cresce l’intolleranza per la diversità, vacillano i confini tra normalità e malattia mentale)
Parte II. Struttura e cultura dei servizi
Sanità e servizi di salute mentale
(La riforma sanitaria in Italia; La struttura dei servizi di salute mentale in Italia; Il funzionamento dei servizi di salute mentale)
La cultura locale
(La collusione. Un modello psicologico clinico che legge le relazioni sociali; La cultura locale della sanità)
Una metodologia di rilevazione della cultura locale
(Premessa; Misurare le dinamiche collusive; Il questionario ISO; L’interazione tra valutatori e oggetto della valutazione; Incontro di parole dense: la riduzione della polisemia; Dalle domande ai modelli; L’interpretazione dei dati; Un metodo esplorativo
La cultura locale dei CSM italiani
(I risultati; Una sintesi della cultura locale nei CSM italiani; Conclusioni; La cultura locale degli SPDC del Lazio. Un confronto con i CSM; Le culture locali dei CSM e degli SPDC. Un inquadramento storico)
Parte III. La relazione
La relazione come intervento
(Modelli di relazione entro i servizi di salute mentale; L’intervento entro le relazioni all’interno dei servizi di salute mentale: i pazienti psichiatrici; L’intervento entro le relazioni all’interno dei servizi di salute mentale: la nuova utenza)
Conclusioni
Postfazione. Alcune riflessioni sulla salute mentale dedicate agli psicologi e agli studenti di psicologia
Glossario e abbreviazioni

A Lecco un convegno sulla residenzialità leggera, 10 novembre | Il portale della Riabilitazione Psichiatrica

Giovedì 10 novembre , per l’intera giornata, l’Ospedale di Lecco ospiterà un convegno che riunirà i Dipartimenti diSalute Mentale della Lombardia : all’ordine del giorno il confronto su una esperienza cresciuta e consolidatasi negli ultimi sei anni ovvero una nuova forma di intervento chiamato “Residenzialità leggera” dedicato a soggetti con disagio psichico grave.
“I programmi di residenzialità leggera – spiega Fulgenzio Rossi , del DSM di Lecco – si attuano all’interno di una rete di abitazioni collocate nel contesto sociale naturale. Accolgono quei soggetti che, dopo un percorso riabilitativo, hanno recuperato una buona competenza relazionale e un grado di autonomia tali da consentire un recupero sociale, abitativo e lavorativo”.
Nella provincia di Lecco sono attualmente 30 le persone che usufruiscono di questi programmi : trovanoaccoglienza presso appartamenti diffusi sul territorio, nei comuni di Calolziocorte, Lecco, Olginate, Cernusco Lombardone, Casatenovo, Cesana.
Su questo fronte forte è la collaborazione fra Azienda Ospedaliera, ASL , associazionismo , Comuni.
“Ogni appartamento – continua lo psichiatra – è autogestito dai pazienti con il sostegno di una équipe dioperatori formata da educatoriinfermieripsicologi e assistenti sociali che garantiscono una costante presenza e supervisione sul buon andamento della convivenza e favoriscono l’integrazione con il contesto sociale del luogo di residenza”.
“Gli esiti dell’esperienza in atto – aggiunge Rossi – sono incoraggianti rispetto alla possibilità concreta di offrire un pieno recupero a quei soggetti che fino a pochi anni orsono avrebbero avuto come destino o l’inserimento a vita in strutture residenziali psichiatriche o una gravosa permanenza in famiglia”.
Nel corso del convegno saranno affrontati tutti gli aspetti più significativi e le criticità emerse durante l’attuazione di questi programmi , “con particolare attenzione alla capacità di attivare, sviluppare e mantenere sinergie tra i vari attori chiamati a favorirne la realizzazione: istituzioni, privato sociale, associazioni e contesto di prossimità sociale”.

Tratto interamente da: Merate On Line

da A Lecco un convegno sulla residenzialità leggera | Il portale della Riabilitazione Psichiatrica.


Valeria P. Babini, Liberi tutti Manicomi e psichiatri in Italia: una storia del Novecento

V.P. BABINI

Liberi tutti

Manicomi e psichiatri in Italia: una storia del Novecento

Collana “Storica paperbacks”

pp. 384, DI PROSSIMA PUBBLICAZIONE
978-88-15-14950-3
anno di pubblicazione 2011

in libreria dal 22/09/2011

Copertina 14950


Premio in psicologia e psichiatria “Sante de Sanctis”.

“Un libro destinato a rimanere come un punto di riferimento per gli studi ma anche capace di coinvolgere il lettore” (Giuseppe Berta)

Il 21 aprile 1980 chiude il manicomio di Trieste. Per la prima volta un ospedale psichiatrico viene dichiarato soppresso. La legge 180, approvata due anni prima, ha aperto una nuova epoca nella cura delle malattie mentali. E’ il punto d’arrivo di un percorso che, dagli inizi del Novecento, ha interessato l’intera società italiana. Riportando le voci di chi ne fu testimone e attore – medici, giornalisti, fotografi, scrittori, registi, ma anche ex degenti e cittadini – il libro racconta momenti e personaggi di una straordinaria vicenda che, con il nome di Basaglia, farà il giro del mondo. Nel rievocare i traumi da trincea della Grande guerra, l’invenzione italiana dell’elettroshock, la “follia” di Violet Gibson (attentatrice di Mussolini), la scoperta degli psicofarmaci, i primi reportage sui manicomi come lager, la rivoluzione psichiatrica, l’approdo alla 180, questa ricostruzione, appassionante e documentata, mostra come la questione psichiatrica abbia rappresentato un momento centrale della storia d’Italia nel suo cammino verso la democrazia.

Valeria P. Babini insegna Storia della psicologia nel Dipartimento di Filosofia dell’Università di Bologna. Con il Mulino ha pubblicato “Tra sapere e potere” (con M. Cotti, F. Minuz, A. Tagliavini, 1982), “La vita come invenzione” (1990) e “Il caso Murri” (2004).

Volumi – V.P. BABINI, Liberi tutti.


1° Congresso Nazionale “PSICHIATRIA E CULTURA NELL’ITALIA MULTIETNICA” 28 e 29 OTTOBRE 2011

In seguito allo stimolante pensiero di alcuni studiosi come Ernesto De Martino e psichiatri come Michele Risso, di cui commemoriamo il trentesimo anniversario della scomparsa, che hanno messo in evidenza il peso della cultura nell’esperienza soggettiva della malattia e nella costruzione del significato sociale dei percorsi di cura, negli ultimi 30 anni si sono sviluppate diverse correnti di pensiero che hanno dato origine a interessanti iniziative di ricerca e trattamento su tutto il territorio nazionale. Diversi sono gli approcci sviluppatisi, e obiettivo di questo convegno è mettere in contatto tali realtà e costruire uno spazio di dialogo e di sviluppo sinergico, approfondendo inoltre l’analisi delle modalità con cui esse possono impattare in maniera stabile sulla pratica psichiatrica. Ciò nell’ottica di costituire una massa critica di pensiero utile a promuovere una sempre più ampia diffusione dei modelli clinici transculturali italiani all’intero paese e in ambito internazionale, e di consentire l’ingresso della clinica transculturale a tutti gli effetti nelle politiche sanitarie in salute mentale.

PROGRAMMA

28 ottobre mattina: Psichiatria e cultura nella storia e nel mondo

Ore 8.30-9.00       Registrazione

9.00-9.30   Interventi delle Autorità e saluto del Presidente

9.30-10.00           Virginia De Micco, Caserta: “Michele Risso e l’attualità del suo pensiero”

La cultura delle classi subalterne italiane emigrate in Svizzera e i loro deliri di sortilegio. (Testo: Sortilegio e delirio di M.Risso e W. Böker, traduzione di V. De Micco, a cura di V. Lanternari, V. De Micco, G. Cardamone. Liguori, Napoli, 1992.)

10.00-10.30        Goffredo Bartocci, WACP: “Storia e nuove frontiere della psichiatria culturale: il panorama internazionale.”

Fondamenti del pensiero su psichiatria e cultura negli studi internazionali L’emergenza delle neuroscienze a supporto dell’embodiment dell’esperienza culturale. (Testo: (a cura di), edizione italiana di W.S. Tseng (2002), Handbook of Cultural Psychiatry, CIC. Ed. Internazionali, Roma 2003).

10.30-11.00  Rosalba Terranova-Cecchini, Fondazione Cecchini Pace- Istituto Transculturale per la Salute: “Storia italiana

della clinica della migrazione: focus sull’Io culturale.”

Lo sviluppo del tema psichiatria e cultura nella clinica dell’immigrazione in Italia: lavoro dell’Io culturale per l’adjustement transculturale. (Testo: P. Inghilleri, R. Terranova-Cecchini, Avanzamenti in psicologia transculturale, Franco Angeli, Milano, 1991).

Coffee Break e Sessione Poster

11.30-12.00 Mariella Pandolfi, Univ.di Montreal: “Dalla sofferenza alla compassione: il labirinto umanitario.”

Biopolitica, biopotere, l’ordine terapeutico e la “nuda vita” degli “Enfermès dehors”: gli immigrati. (Testo: M. Pandolfi,

V. Crapanzano, Passions politiques. Anthropologie et Sociètès, Spec. Iss. 32,3,2008)

12.00-12.30 Alfredo Ancora, ASL Roma B: “L’atto di cura culturalmente sensibile: la formazione degli operatori.”. Sdoganando il nostro pensiero di ricercatori e di terapeuti della multiculturalità; gli insegnamenti dell’altrove degli Altri (Testo: I costruttori di trappole del vento, Franco Angeli, Milano, 2006)

12.30-13.30             Dibattito

Nella pausa pranzo rimarrà aperta la Sessione Poster

28 ottobre pomeriggio Workshop: teoria, ricerca e dispositivi terapeutici

1. Teorie e formazione

2. Modelli e tecniche
di ricerca

3. Percorsi di cura e
clinica nei servizi

4. Servizio pubblico e
rete del privato sociale

CHAIRMAN C. Zaiontz, N. Martini

F. de Cordova, A. Iossa

E. Riva, M. Aliverti

E. Re, M. Fontana

14.30-16.00 C. Zaiont, Studio VenostaM. Da Prato, CeRISC onlus

D. Bruno, Univ. Pavia
Interventi dal pubblico

  1. F.   de Cordova, Univ. Verona

D. Berardi, I. Tarricone, Univ. Bologna

G.Hassan, Osp. Fatebenefratelli, Roma

Interventi dal pubblico

E. Riva, Univ. MilanoV. Infante, WACP

F. Casadei, Ce.R.I.S.C.

Interventi dal pubblico

N. Salvi, Osp. Fatebenefratelli, RomaA. Gaddini, ASP Reg. Lazio, E. Re, WAPR Italia

A. Lo Russo, Dip. Dipendenze, Az. Ulss 12, Venezia

Interventi dal pubblico

16.00-16.30

Break e Sessione Poster

16.30-18.00 E. Caroppo, Dip.Psichiatria, Az. Asl Rm B, Roma

F.De Marco, DSM Az. ULSS Fr/3, Frosinone

N. Martini, AIPsiT

Interventi dal pubblico

S. Carta, Univ., Cagliari A. Tabanelli, Univ., PaviaInterventi dal pubblico S. Zorzetto, Azienda USL 4 PratoC. Pagani Dip

Psichiatria, Osp.

Maggiore Niguarda, Milano

Interventi dal pubblico

A. Costantino, S.C. Neuropsich. Inf., Osp. Maggiore Policlinico, Milano, A. Bassetti, Fondaz. L’Aliante.Marta Castiglioni, Cooperativa Kantara

A. Callari, Ass. Atos Interventi dal pubblico

29 ottobre sabato mattina: Modelli teorici per il presente e per il futuro

ore 9.00-9.30 Gian Giacomo Rovera, Univ. di Torino: “Il modello di rete e il soggetto transculturale.”

Culture e sottoculture: la complementarità individuo-gruppo-più gruppi-sottogruppi. Lo schema relazionale flessibile per curare per mezzo della cultura (Testo (a cura di): L’approccio transculturale in psichiatria. 1984 Atti del Convegno S.I.P.T., Torino).

9.30-10.00              Clara Gallini, EdM: “Il pensiero di Ernesto De Martino: strutturazione e dramma della presenza umana nel

mondo.”

L’antropologia delle genti subalterne, il rischio della presenza e le apocalissi culturali. L’essere al mondo garantito per ciascuno. (Testo ( a cura di): Ernesto de Martino, La fine del mondo Einaudi 2002, Torino)

10.00-10.30 Roberto Beneduce, Univ.di Torino: “La prospettiva antropologica nella pratica clinica e le premesse di un’etnopsichiatria critica”

L’incontro dell’Altro tra contraddizioni, ambivalenza, legami, memorie, appartenenze. I traumi storici, politici e quelli della vita nomade al centro della parola, del suo ascolto e delle pratiche di cura: verso la differenza riconosciuta. (Testo: Beneduce R., Pulman B., Roudinesco E. Etnopsicoanalisi Bollati Boringhieri, 2005, Torino)

10.30-11.00                Salvatore Inglese, Asl 7, Catanzaro, Giuseppe Cardamone, Usl 9, Grosseto: “La matrice spezzata: istanze

critiche della psicopatologia geoclinica”

L’etnopsichiatria… ha anche un altro compito da svolgere di cui cominciamo appena a prendere davvero coscienza: mettere a punto l’insegnamento e la pratica di una psicoterapia…fondata… sulla percezione corretta della cultura (Devereux G., L’ etnopsichiatria come quadro di riferimento nella ricerca e nella pratica clinica (1952) in: Etnopsichiatria Generale,pag. 113, Armando, Roma, 2007)

11.00-11.20                                                                                   Coffee Break

11.20-11.50       Maria E. Castiglioni, Fondazione Cecchini Pace, GTTT1, Milano: La prospettiva transculturale nella pratica

clinica

Dagli studiosi non occidentali quali I. Sow all’uomo “singolare-plurale” di Kaës, verso la clinica della disgiunzione conflittuale dei soggetti transculturali quali noi oggi siamo (Testo: Passaggi, n. 17 e n. 18, 2009).

11.50-12.20 V. Berlincioni, Pavia: “Forme di intervento clinico: specificità e universalità dei modelli.”

Lo studio dell’identità basato su movimenti interdisciplinari (tra i numerosi autori gli antropologi Fabietti e Remotti) è

un costrutto essenziale per l’atto di cura e un momento universalmente sensibile della psicoterapia.

12.20-12.50          Dibattito

12.50-13.20 Paolo Inghilleri, Univ. di Milano: “Questo Congresso e il futuro che ci attende.”

La psicologia culturale a supporto delle attuali dinamiche dell’Io: l’artefatto, i memi, il culturotipo nell’esperienza soggettiva, ovvero l’uomo singolare/plurale di Kaes. (Testo: (a cura di) Psicologia culturale, Raffaello Cortina, 2009, Milano)

13.20-13.30 Rosalba Terranova-Cecchini, Saluti del Presidente

Sessione Poster:

Durante tutta la giornata di venerdì 28 sarà aperta una sessione poster, in cui verranno esposti lavori inerenti servizi e/o progetti di clinica transculturale sviluppati sul territorio nazionale, sia in ambito pubblico sia nel privato sociale.

E’ possibile sottoporre il proprio lavoro inviando un abstract a: fondazione@fondazionececchinipace.it entro e non oltre il 1 settembre 2011. L’accettazione dei lavori verrà comunicata entro il 30 settembre. L’accettazione dei poster richiede l’avvenuta iscrizione di almeno uno degli autori entro tale data.

Il poster deve essere di formato cm 70-80 x 100-120. I poster devono essere affissi entro le ore 10,30 e ritirati alla fine della giornata di venerdì.

L’ABSTRACT deve contenere: titolo; autore/i; affiliazione/i; presentazione sintetica del lavoro (teorie di riferimento, osservazioni cliniche, e pensiero originale che ne scaturisce, tipo e numero partecipanti/pazienti, equipe di lavoro,luogo di applicazione, durata, esiti). Max 200 parole.

E’ stato richiesto l’accreditamento ECM per medici e psicologi
§§§§§

Tu lascerai ogni cosa diletta

Più caramente; e questo è quello strale Che l’arco dell’esilio pria saetta.

Tu proverai si come sa di sale

Lo pane altrui, e com’è duro calle

Lo scendere e il salir per l’altrui scale

Dante Alighieri, La Divina Commedia, Paradiso Canto 17°, terzine 55-58 edizione curata da Eugenio Camerini, Società Editrice Sonzogno, 1900, Milano

1

Il Comitato Scientifico

Alfredo Ancora, Coordinatore dell’Unità di Consulenza Familiare e Transculturale della Asl Roma B; professore a contratto di psichiatria transculturale presso l’Università degli Studi di Siena.

Vanna Berlincioni, Università di Pavia, docente di etnopsichiatria al corso di specializzazione in psichiatria; ricercatrice al Laboratorio di Psichiatria-Cultura- Ambiente.

Giuseppe Cardamone, Direttore dell’Unità Funzionale di Salute Mentale Adulti Azienda USL 9 Grosseto; professore a contratto di Psichiatria Transculturale presso l’Università degli Studi di Bergamo.

Paolo Inghilleri, Professore Ordinario di Psicologia Sociale, Direttore del Dipartimento di Geografia e Scienze Umane dell’Ambiente, la Facoltà di Lettere e Filosofia, Università degli Studi di Milano.

Edoardo Re, Fondazione Cecchini Pace, Milano. Segretario per l’Italia della World Association for Psychosocial Rehabilitation. Eleonora Riva, Dipartimento di Geografia e Scienze Umane dell’Ambiente, Università degli Studi di Milano; Fondazione Cecchini-Pace; Associazione Italiana di Psicoterapia Transculturale.

e il Presidente, Professoressa Rosalba Terranova-Cecchini

ringraziano per il Patrocinio: il Collegio dei Dottori della Biblioteca Ambrosiana, Silvio Garattini, Direttore dell’Istituto Mario Negri, Milano, il Direttore Generale dell’Ospedale Sacco, il Comune di Milano, i Rettori delle Università di Milano e Pavia, Nives Martini Presidente della Società Italiana di Psicoterapia Transculturale (SIPsiT), Loris Panzeri Presidente del Gruppo per le Relazioni Transculturali (GRT) ong, il Presidente della Società Italiana di Psicoterapia Medica, Edoardo Re, Segretario della World Association for Psychosocial Rehabilitation (WAPR)-Italia, Goffredo Bartocci, Presidente della World Association of Cultural Psychiatry (WACP) e Presidente della Sezione di Psichiatria Transculturale della Società Italiana di Psichiatria (S.I.P.)

Centro Congressi Fast, Piazzale Morandi 2, 20121 Milano

(da Piazza Cavour in via del Vecchio Politecnico), tel: 02.77790.304-305, fax: 02.782485

Mezzi pubbliciMetropolitana linea 1 (rossa), fermata Palestro

Metropolitana linea 3 (gialla), fermata Turati o Montenapoleone Bus 94 e 61 fermata Cavour

Tram 1 e 2 fermata Cavour

Raggiungibile da:

- Stazione Centrale (Km. 1) tram linea 1 (Greco-Castelli) da via Vitruvio.

- Stazione Cadorna (Km. 2) tram linea 1(Castelli-Greco) da Foro Bonaparte.

- Aereoporto Milano Linate (8 Km) linea ATM 73 e X/73

o linee autobus aereoportuali, fino alla Stazione Centrale.

- Aereoporto Milano Malpensa (49 Km) treno Malpensa Express fino alla Stazioni Cadorna o Centrale; diverse lineee autobus aereoportuali fino alla Stazioni Cadorna o Centrale

Segreteria di Presidenza: sig.ra Pinuccia Pala, fondazione@fondazionececchinipace.it (nei due giorni del Congresso: 340.8343447)

Segreteria Scientifica: Dott. Edoardo Re, Dott.ssa Eleonora Riva, Dott.ssa Simona Ponzini,

segreteriacorso@fondazionececchinipace.it

Informazioni in loco: al Banco Iscrizioni e Fondazione Cecchini Pace, al Banco AIPsiT e al Banco GRT

Librerie e editori presenti: Aleph, Azalai, Franco Angeli.

Fondazione Cecchini Pace

1° Congresso Nazionale

PSICHIATRIA E CULTURA NELL’ITALIA MULTIETNICA”
28 e 29 OTTOBRE 2011

SCHEDA DI ISCRIZIONE

da compilare e inviare a fondazione@fondazionececchinipace.it o via fax 02.58311389
scaricabile in formato word dal sito : www.fondazionececchinipace.it

Cognome …………………………………………………………………………………………………………….

Nome …………………………………………………………………………………………………………………

Data e luogo di nascita ………………………………………………………………………. (prov.) ………..

C.F ………………………………………………….. P. IVA………………………

Professione…………………………………………………………………………………………………………..

Indirizzo …………………………..

Città…………………………………………………………………………………… (prov.)………………………

CAP………………… Tel………………………………………. Cell. ………………………………………………

Fax   E-mail ………………

Indicare una sessione preferenziale (le sessioni verranno riempite in ordine di arrivo delle iscrizioni)

□      Teorie e formazione                                      □ Modelli e tecniche di ricerca

□      Percorsi di cura e clinica nei servizi              □ Servizio pubblico e rete del privato sociale

Quota di partecipazione: (barrare)

Entro il 10 settembre 2011                                             Dopo il 10 settembre 2011

□           € 150,00= medici                         □           € 200,00= medici

□           € 100,00= psicologi                             □          € 150,00= psicologi

□           € 70,00= altre professioni             □          € 100,00= altre professioni

□           € 30,00= studenti                        □        € 50,00= studenti

□           utenti e loro familiari (gratuito)              □         utenti e loro familiari (gratuito)

L’Ammissione avverrà fino ad esaurimento posti, verranno considerate solo le richieste di iscrizione complete di scheda e versamento della quota di iscrizione.

Versamento a mezzo:

□      conto corrente postale ccp. 30065205 intestato a Fondazione Cecchini Pace

□      bonifico bancario presso la Cariparma Crèdit Agricole, fil.339, via Molino delle Armi 23, 20123 Milano -IBAN IT21E0623009487000046269742

(si allega copia del pagamento effettuato)

Causale: Congresso nazionale del 28-29 ottobre 2011

Data………………………… Firma…………………………………………

ATTENZIONE

TUTELA DELLA PRIVACY D.lgs. 196/2003: tutela delle persone e di altri soggetti rispetto al trattamento di dati personali. Le informazioni da Lei fornite verranno da noi registrate e custodite elettronicamente ed utilizzate al solo scopo di promuovere l’informazione e la raccolta fondi a favore delle attività della Fondazione. I dati che la riguardano verranno conservati con la massima riservatezza e non verranno divulgati senza il suo consenso. Lei può in ogni momento verificarli e chiederne la variazione, l’integrazione ed anche l’eventuale cancellazione, rivolgendosi alla Segreteria della Fondazione Cecchini Pace, via Molino delle Armi 19 – 20123 Milano.


1° Congresso nazionale “Psichiatria e Cultura nell’Italia multietnica”

programma del 1°Congresso Nazionale:

PSICHIATRIA E CULTURA NELL’ITALIA MULTIETNICA

Nel trentesimo anniversario dalla scomparsa di Michele Risso
 Centro Congressi FAST, Milano

28 e 29 ottobre 2011

Vengono convocati – per la prima volta a livello nazionale – gli operatori della salute mentale multiculturale, sia degli utenti immigrati che delle varie culture italiane, per evidenziare la linea di pensiero della pratica italiana in questo campo. L’obiettivo è il confronto, la riflessione, l’individuazione di un pensiero scientifico “forte” e condiviso.

Vi preghiamo di voler contribuire a diffondere  questa importante iniziativa,  un’opportunità di partecipazione per tutti gli operatori del settore, attraverso i vs. canali d’informazione.

Vi ringraziamo per l’attenzione, cordiali saluti,

 

               Prof.  Rosalba Terranova-Cecchini

 

 

___________________________

Prof. Rosalba Terranova-Cecchini
Premio Milano Donna 2009, Comune di Milano.

Libero Docente in Clinica delle Malattie Nervose e Mentali

Presidente della Fondazione Cecchini Pace

Direttore del Corso di Specializzazione in Psicoterapia transculturale

via Molino delle Armi 19 – 20123 Milano


Paolo Ferrario, AUDIOLEZIONE della dispensa n. 20: POLITICHE PSICHIATRICHE


C’era una volta la città dei matti, di Marco Turco, Film Rai Tv. Sulla vita professionale di Franco Basaglia | Il Cinema Racconta …

vai a: C’era una volta la città dei matti, di Marco Turco, Film Rai Tv. Sulla vita professionale di Franco Basaglia | Il Cinema Racconta ….


Residenzialità leggera: Collocati all’interno del Centro Polifunzionale di Mazzano (Bs) edificato in sinergia con le cooperative Rondine ed Approdo, i 3 appartamenti godono della vicinanza al Centro Diurno

Collocati all’interno del Centro Polifunzionale di Mazzano (Bs) edificato in sinergia con le cooperative Rondine ed Approdo, i 3 appartamenti godono della vicinanza al Centro Diurno; attualmente sono in fase di completamento.


La motivazione:
stiamo in questo periodo assistendo a un forte orientamento, sia da parte dei legislatori che degli esperti di settore, a individuare come necessario completamento del percorso di filiera la creazione di strutture finalizzate all’accoglienza di persone che, a fine percorso, non dispongano di spazi abitativi personali adeguati al consolidamento dei risultati ottenuti. La dizione “residenzialità leggera”, a riprova di quanto appena affermato, viene specificatamente definita all’interno del DGR 17513 del 175\2004 “Piano Regionale Salute Mentale”, che affronta il bisogno della residenzialità e individua la necessità e centralità di questi servizi che vengono definiti di pertinenza dell’area sociale, svincolati dall’accreditamento sanitario (ma deve essere accreditato l’erogatore dei programmi), con caratteristiche sociali o socio-assistenziali, durata dei programmi sia temporanea che definitiva per una tipologia di utenza caratterizzata da stabilizzazione clinica ma situazioni precarie dal punto di vista relazionale, familiare e ambientale. Emerge, pertanto, l’urgenza di disporre di soluzioni idonee a realizzare questo ultimo anello della filiera, soluzioni delle quali, tuttavia, il territorio della nostra provincia, sulla scorta dell’indagine condotta dall’Asl di Brescia,risulta pressoché privo.

Gli obiettivi:
offrire uno spazio residenziale a persone con un discreto grado di autonomia, che, spesso provenienti da percorsi riabilitativi anche prolungati, necessitino di un contesto che dia l’opportunità di testare e mantenere i successi ottenuti (inserimento di breve-medio termine) o che abbiano bisogno di una soluzione residenziale per la vita (inserimento a lungo termine).

I destinatari:
utenti di ambo i sessi, tra i 21 e i 60 anni, con patologie psichiatriche non in fase acuta, e che possiedano una discreta autonomia nella gestione di sé e dell’ambiente in cui vivono o che, in alternativa, possiedano le risorse e la motivazione necessarie ad instaurare un percorso di accompagnamento graduale all’autonomia. L’inserimento negli appartamenti avverrà previa proposta del C.P.S. di riferimento

Dati tecnici:
Gli appartamenti possono ospitare al massimo 4 persone ciascuno, suddivise in due camere da due posti cadauna; ogni appartamento ha inoltre due bagni e una zona giorno con cucina e salotto. Gli appartamenti, di circa 40 mq, sono tutti su un unico piano e dotati di ingresso indipendente. La struttura è poi dotata di un ampio giardino comune fornito di gazebo e poltrone per l’esterno.
Il personale sarà di tipo educativo con una reperibilità medica ed infermieristica, garantite dalla condivisione del personale con la Comunità Protetta ad Alta Assistenza di Brescia. La presenza degli educatori sarà calibrata in modo variabile per tutti giorni della settimana per un numero di ore giornaliere da definire in base ai progetti personalizzati, con una particolare attenzione ai momenti salienti della giornata come la sveglia, la programmazione della giornata e i pasti.

da: Residenzialità leggera.


Residenzialità leggera

Residenzialità Leggera e Territorialità

1) Il contesto istituzionale 2) Gli operatori 3) Sostenibilita’ 4) Prospettive

La nostra ricerca è scaturita

  1. dalle linee di sviluppo indicate nel Piano Regionale di Salute Mentale 2002-2004 della Regione Lombardia, frutto di un lavoro d’équipe al quale hanno partecipato circa 100 esperti tra psichiatri, psicologi, rappresentanti delle associazioni delle famiglie dei malati mentali, delle associazioni di volontariato e del mondo del lavoro. Il Piano, consultabile da chiunque sul sito della regione, è un documento complesso che, oltre a fornire informazioni e dati utili, ha toccato numerosi snodi critici suscitando non poche polemiche. Noi vi faremo riferimento quasi esclusivamente in merito alla questione della residenzialità.
  2. dalle esigenze espresse durante i colloqui con i gestori e gli psicologi che hanno in carico i 60 posti letto privati accreditati in comunità a media e alta protezione presenti nella città di Milano

Questo scritto non ha l’intenzione di esaurire la questione “residenzialità leggera”, è stato piuttosto concepito come uno studio aperto ed uno spunto per altre ricerche e progetti. Qualsiasi critica, consiglio o integrazione è pertanto non solo bene accetta ma auspicata.

l’intero articolo/scheda è qui residenzialita’ leggera

ringrazio gli estensori: è una fonte molto accurata

Paolo Ferrario


La FENASCOP Federazione Nazionale delle Strutture Comunitarie Psico-Socio-Terapeutiche – è un’associazione che nasce nel’ 93 su iniziativa di operatori impegnati attivamente nel lavoro all’interno delle Comunità Terapeutiche

La FENASCOP (Federazione Nazionale delle Strutture Comunitarie Psico-Socio-Terapeutiche) è un’associazione che nasce nel’ 93 su iniziativa di operatori impegnati attivamente nel lavoro all’interno delle Comunità Terapeutiche.

Riunisce strutture residenziali e semiresidenziali, sia private che pubbliche, presenti su tutto il territorio nazionale. Essendo il mondo delle Comunità Terapeutiche, nel nostro Paese, assai composito e variegato con ampie differenze da regione a regione ma anche, talora, all’interno della stessa regione, la FENASCOP si è sempre proposta, come suo primo intento, quello di colmare questa relativa disomogeneità fornendo delle linee e dei percorsi comuni. Gli obiettivi della FENASCOP si articolano quindi su diversi piani:

  • Obiettivi culturali e formativi: promuovere la cultura della Comunità Terapeutica; sostenere ed attivare iniziative d’incontro e discussione, corsi di formazione,convegni, ricerca scientifica.

  • Obiettivi informativi: facilitare la circolazione dell’informazione tra i soci e non (a tal fine esiste un Bollettino cartaceo trimestrale); promuovere il libero scambio di idee ed informazioni tra regioni e luoghi di lavoro molto diversi tra loro.

  • Obiettivi “politici” e associativi: proporsi come interfaccia con le istituzioni, in quanto rappresentante di un settore in cui i pazienti soffrono di forte stigmatizzazione e in cui le professionalità rischiano, o hanno rischiato, di vedersi emarginate o ignorate. In correlazione con questo punto, ne conseguono anche Obiettivi sindacali e di contrattazione, al fine di ottenere sempre migliori regolamentazioni del settore.

L’utilizzo di Internet puo’ concorrere ad aiutare il raggiungimento di questi scopi, attraverso la sua piu’ propria specificità: la comunicazione.

Il progetto Internet-FENASCOP si propone di fornire ai soci tutte le informazioni in tempi rapidi e di snellire il flusso informativo sia tra i suoi soci sia tra quanti si occupano professionalmente della Psichiatria di Comunità, e si propone in particolare di aprire discussioni, interventi, commenti su tutto quanto concerne la residenzialità in psichiatria, di accogliere proposte e suggerimenti, di favorire la conoscenza e lo scambio in primo luogo tra tutti noi.

da: Benvenuto nel sito di Fenascop !.


Regione Lombardia: Politiche e settori della Giunta Regionale

Politiche e settori della Giunta Regionale


Ospedali Psichiatrici Giudiziari, da Cittadinanzattiva Informa numero 182

Ospedali Psichiatrici Giudiziari

Presentato in Commissione d’inchiesta sul Servizio Sanitario il video-choc sulle condizioni in cui vivono gli internati degli OPG. Leggi le dichiarazioni di Francesca Moccia e di Anna Gioia Trasacco, insegnante e attivista del Tribunale per i diritti del Malato di Aversa, che racconta cosa vuol dire vivere in OPG e avanza proposte. Le immagini scattate dalla Commissione


“Definire i Livelli essenziali di assistenza”, proposta della Fondazione Angelo Celli e del Centro promozione per la Salute di Arezzo

SALUTE MENTALE: “DEFINIRE I LIVELLI ESSENZIALI DI ASSISTENZA”

La proposta della Fondazione Angelo Celli e del Centro promozione per la Salute di Arezzo è stata presentata ieri a Roma al convegno “Il diritto alla salute mentale”. Per i promotori dell’iniziativa è un modo per dare “maggiore efficacia e ampiezza di risultati operativi allalLegge 180, peraltro mai compiutamente e omogeneamente applicata in ogni area del Paese”

immagine riflessa in uno specchio rotto

ROMA – “Definire i Livelli essenziali di assistenza per la salute mentale”. È quanto si chiede nella proposta presentata ieri mattina a Roma durante il convegno nazionale “Il diritto alla salute mentale” svoltosi presso Palazzo Valentini e organizzato dalla Fondazione Angelo Celli e dal Centro promozione per la Salute di Arezzo. Durante i lavori della mattinata, infatti, gli organizzatori hanno presentato una proposta per chiedere al governo di definire i Lea per la salute mentale, per dare, spiegano del testo della proposta, “maggiore efficacia e ampiezza di risultati operativi alla Legge 180, peraltro mai compiutamente e omogeneamente applicata in ogni area del Paese”.

“Sappiamo che questa nostra proposta cade in un momento particolarmente difficile – ha affermato Bruno Benigni, presidente del centro Franco Basaglia di Arezzo -. Nessuno di noi ha l’illusione che si possa tradurre automaticamente in una sorta di disegno di legge o di provvedimento amministrativo. L’importanza di questo documento è dovuta a una riflessione che abbiamo fatto insieme sullo stato del Paese e del dibattito sui problemi che dobbiamo affrontare per salvaguardare il punto di partenza fondamentale della legge 180 che è stato quello della chiusura dei manicomi, per evitare regressioni e sviluppare invece la sua applicazione. Speriamo che questo testo costituisca una sorta di base comune di diritti da mettere alla base dei movimenti che si devono esercitare per affermare la riforma”. Punto centrale del documento, secondo i promotori, è infatti la mancata applicazione “universale” della legge Basaglia su tutto il territorio nazionale. “Di fatto – si legge nella proposta – la legge n.180/1978 non è mai del tutto universalmente applicata e d’altronde le sue varie fasi di traduzione operativa hanno proceduto lentamente con forti resistenze conservatrici, e non si sono concluse in tutti i luoghi allo stesso modo”.

“Siamo consapevoli che la riforma va applicata – ha spiegato ancora Benigni -, perché partiamo dall’assunto che la legge 180 è irreversibile anche se sono molto forti e reiterati i tentativi della sua deformazione nel tempo. Ormai, il problema centrale dopo i manicomi, è quello di costruire la rete dei servizi per l’affermazione dei diritti delle persone che non solo hanno bisogno di essere curate, ma dei cittadini che hanno bisogno di preservare la salute”. La risposta a questo, spiegano gli organizzatori del convegno, potrebbe essere proprio la “definizione dei Livelli essenziali di assistenza per la salute mentale – si legge nel testo – che dia sostanza condivisa a tutti servizi nati dalla riforma psichiatrica. Provvedervi, anche in un periodo di crescenti difficoltà economiche, appare necessario per evitare l’illusione che una regressione nel sistema di cure sia oggi giustificata dall’idea che nulla di utile è stato fatto fino ad ora e che bisogna cambiare radicalmente strada. Questo documento si regge quindi sull’assunto che la legge non va cambiata ma va resa pienamente operativa, con una normativa che definisca i doveri dei servizi oltre che i diritti dei cittadini”.

Il testo, di una decina di pagine, tratta dell’assistenza sociosanitaria delle persone adulte con disturbi mentali e disturbi neuropsichici, dell’assistenza semiresidenziale e residenziale e dei percorsi individuali, Ma tiene anche conto “delle lacune registrate nella rete dei servizi e raccoglie, in aggiunta, elaborazioni e sollecitazioni provenienti dalle buone pratiche prodotte in Italia nel trentennio trascorso”. L’obiettivo, ha concluso Benigni, è quello di “costituire una sorta di carta comune su cui erigere le diverse iniziative per raggiungere lo scopo fondamentale che è l’applicazione della 180 ma anche la costituzione di uno stato sociale dei diritti in cui c’è appunto la salute dei cittadini”. (Giovanni Augello)

(26 gennaio 2011)

Legge Basaglia, Cecchini: “Con il federalismo 20 sistemi sanitari diversi”

Italia divisa per regioniPer l’assessore alle Politiche sociali della Provincia di Roma il passo avanti da fare è individuare dei Livelli di assistenza “comuni a tutte le regioni” affinché nessun territorio “possa scendere al di sotto”

Livelli essenziali di assistenza per la salute mentale, l’Unasam dice “no”

pollice versoLa presidente, Gisella Trincas: “Non c’è bisogno di una legge. La questione, semmai, è come lo Stato può costringere le Regioni a programmare gli interventi, mantenendo alti i livelli di qualità degli stessi”. Il “pericolo” di un intervento in materia

in: SuperAbile INAIL, Salute – Salute mentale: “Definire i Livelli essenziali di assistenza”.


PEQuOD, la collana di quaderni come mappe per approfondire l’epidemiologia psichiatrica italiana, Il Pensiero Scientifico

Navigando con PEQuOD
PequodNon poteva che chiamarsi PEQuOD, la collana di quaderni come mappe per approfondire l’epidemiologia psichiatrica italiana. La baleniera di Moby Dick era lo strumento per avvicinarsi alla conoscenza, secondo Melville, insieme alla mappa. Sarebbe bello se PEQuOD sollecitasse contributi utili e originali, per giungere a “ragionevoli congetture, quasi a certezze” sui percorsi da seguire per arrivare ad una salute mentale migliore per i nostri cittadini.


Convegno nazionale “Il diritto alla Salute Mentale” – Roma 25 gennaio 2011l


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Ida Canino, Accertamenti e trattamenti volontari ed obbligatori | La legge 180/1978


Peppe Dell’Acqua: Non ho l’arma che uccide il leone, da www.tecalibri.it

Peppe Dell’Acqua:  Non ho l’arma che uccide il leone       scheda opere TecaLibri

da: www.tecalibri.it.


IL MODELLO LOMBARDO DI WELFARE. Continuità, riassestamenti, prospettive, a cura di Giuliana Carabelli e Carla Facchini, Franco Angeli, 2010

IL MODELLO LOMBARDO DI WELFARE

Continuità, riassestamenti, prospettive

A cura di Giuliana Carabelli e Carla Facchini

Franco Angeli, 2010, p. 256

Introduzione, di Giuliana Carabelli e Carla Facchini

  • Il crescente rilievo delle politiche regionali
  • Specificità della Lombardia
  • Momenti della costruzione del modello lombardo
  • I diversi sguardi disciplinari
  • La struttura di contenuto del volume
  • I possibili effetti di questa ricerca sulla formazione universitaria

Parte prima: La legge nel suo contesto

1. Il cambiamento della morfologia sociale come matrice di nuovi rischi. Il caso Lombardia

di Carla Facchini e Enzo Mingione

  • le trasformazioni del sistema occupazionale: flessibilizzazione del lavoro e aumento dell’occupazione femminile
  • l’impatto dell’immigrazione dai paesi meno sviluppati
  • i mutamenti demografici e il processo di invecchiamento
  • le trasformazioni delle tipologie familiari e l’incremento degli anziani soli
  • la pluralizzazione dei contesti familiari e le ripercussioni sui minori

2.  Quasi-mercato e sussidiarietà come pilastri del modello lombardo di welfare

di Lavinia Bifulco

  • Cronistoria
  • I quasi-mercati
  • Sussidiarietà
  • Lavori in corso: a ridosso della riforma
  • Voucher: quale libertà?
  • La programmazione: quale integrazione?
  • Il modello di governante

3. La disciplina dei servizi  sociali nella Regione Lombardia

di Lidianna   Degrassi e Raffaele Mozzanica

  • Da una “legge regionale di sistema” (LR 1/86) a una “legge regionale di rete” (LR 3/2008)
  • Finalità e principi
  • Assetto istituzionale e organizzativo
  • Governo della rete: gli ambiti sociale e sociosanitario
  • Assetto finanziario

4. Profili costituzionali dell’accesso ai diritti sociali nella legge regionale lombarda 3/2008

    di Paolo Bonetti

    • Servizi sociosanitari e servizi sociali e principi costituzionali di solidarietà e di eguaglianza
    • Potestà legislativa regionale sui servizi sociali e potestà legislativa statale sui livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti sociali
    • Diverse nozioni di livelli essenziali delle prestazioni concernenti l’assistenza sociale
    • Organizzazione e svolgimento delle funzioni amministrative concernenti i servizi sociali: potestà regolamentare regionale e locale e sussidiarietà orizzontale
    • Rapporti tra la legge 328/2000 e la legge regionale 3/2008
    • Limiti derivanti dalle norme comunitarie e statali in materia di condizione giuridica degli stranieri
    • La LR 3/2008 di fronte allo statuto regionale della Lombardia e i provvedimenti attuativi della legge
    • Diritti delle “persone che accedono alla rete” delle unità di offerta sociali e sociosanitarie
    • Bisogni da soddisfare prioritariamente

    Parte seconda: Attori e processi

    5.  La partecipazione alle politiche sociali in Lombardia: arene deliberative e processi di coordinamento

    di Tommaso Vitale

    • Società civile e costruzione del consenso in un governo monocratico
    • Terzo settore e competenze critiche
    • Implementazione della legge fra partecipazione e conflitto
    • Debolezze delle arene deliberative a livello locale

    6. Governo della rete o governo delle reti? Il nodo irrisolto dell’integrazione

    di Paolo Ferrario

    • Integrazione e reti
    • Il sistema dell’integrazione sociosanitaria: processi istituzionali
    • Il “modello lombardo” dei servizi sanitari e sociosanitari
    • Il governo delle tre reti

    7.  L’accreditamento dei servizi sociosanitari e sociali in Lombardia

    di Giuliana Carabelli

    • Concetto di accreditamento: origini, contesto, trasmigrazioni
    • Introduzione e cammino dell’accreditamento in Italia
    • Accreditamento dei servizi sociosanitari in Lombardia
    • Accreditamento dei servizi sociali tra competizione e partnership

    8.  Il segretariato sociale tra organizzazione e professione

    di Chiara Previdi e Paolo Rossi

    • Segretariato sociale tra informazione e comunicazione
    • Evoluzione organizzativa e professionale
    • Segretariato sociale nel sistema dei servizi: ruolo e potenzialità
    • Dall’accesso alla presa in carico: tre livelli istituzionali
    • Implementazione interistituzionale del segretariato sociale come elemento di innovazione
    • Segretariato sociale, reti e inclusione sociale

    Parte terza: Le professioni sociali a confronto con la legge

    9. L’assistente sociale

    di Anna Maria Campanini

    10. L’educatore professionale

    di Sergio Tramma

    11. Lo psicologo

    di Luca Vecchio

    12. La dirigenza

    di Maria Cacioppo e Mara Tognetti

    Appendice.

    I provvedimenti   attuativi della legge regionale n. 3/2008

    Bibliografia di riferimento

    Autori


    La pecora nera di Ascanio Celestini, recensione: Dal manicomio al supermercato e ritorno, per non dimenticare di Daniela Fabro, in quaderni d’altri tempi

    Per non dimenticare che fino a pochissimo tempo fa i malati, e in quanto tali bisognosi di cure, mentali, venivano segregati, e si buttava via la chiave, anzi la si teneva ben stretta: era il segno del comando. E per tenere bene a mente che l’istituzione – come la intendeva Franco Basaglia: gerarchica, spersonalizzante, totalizzante, antilibertaria, costrittiva, impositiva, che si attua anche nelle caserme, nelle scuole, nelle fabbriche, nelle prigioni, nei lager – oggi non è incarnata solo dalle multinazionali farmaceutiche con le loro pillole “camicie di forza dell’anima”, ma anche da coloro che equivocano sul significato del termine follia e credono che, di fronte al disagio quotidiano, tutto si risolva con un “siamo tutti matti” o “i matti siamo noi”. Un equivoco pericoloso perché ha anche il torto di farci perdere di vista che l’unico modo di intendere, e perciò curare, alleviare il disagio, e predisporre a un minimo di vita sociale persone svantaggiate dalla natura – e, naturalmente, anche dall’ambiente in cui vivono e sono cresciute – è abbandonare ogni smisurata volontà di profitto, ma anche ogni ideologia. Il Diario, gli appunti, il promemoria sul quale Ascanio Celestini ha costruito il film con cui ha esordito nel cinema al festival di Venezia, La pecora nera – racconto evocativo delle storie dell’ospedale psichiatrico romano di Santa Maria della Pietà a Roma, nell’arco dei trent’anni che vanno dal 1975 al 2005 – annotando i punti salienti delle centinaia di interviste condotte sul campo (senza sentire i medici, che, quando non incompetenti, sono consapevoli e perciò ideologici), si apre sulla critica della società dei consumi, secondo il format di una narrazione compassionevole ma irridente, come è tipico di questo autore prima di tutto di monologhi teatrali ironici e sofferti sul mondo degli esclusi.

    segue qui:

    quaderni d’altri tempi.


    L’estate del S. Martino, Grafici Senza Frontiere – Iubilantes –

    da: Grafici Senza Frontiere – Iubilantes – L’estate del S. Martino.


    Istituzione del sistema informativo per la salute mentale

    Nella G.U. n. 254 del 30/10/2010 e’ pubblicato il decreto 15 ottobre 2010 recante: Istituzione del sistema informativo per la salute mentale


    TSO – Adempimenti, funzione e ruolo della polizia municipale e dei servizi sanitari

    Novità 2010
    › Disciplina
    › Adempimenti
    › Procedure
    TRATTAMENTI E ACCERTAMENTI SANITARI OBBLIGATORI Con Protocolli operativi
    e Modulistica
    TRATTAMENTI E ACCERTAMENTI
    SANITARI OBBLIGATORI

    Questo nuovo Manuale rende concreta l’importante funzione di garanzia del diritto del malato ad un corretto procedimento che sia rispettoso della sua dignità e della sua persona, puntando a ridurre gli interventi sanitari coattivi ai casi di stretta necessità.

    Funzione e compiti delicati spesso attribuiti a Polizie municipali e personale sanitario, che vivono con disagio il loro coinvolgimento, non sempre coscienti del ruolo da svolgere.

    Come dimostra il seguente dettaglio degli argomenti trattati, il volume fornisce una completa conoscenza della materia, sul piano sanitario e su quello giuridico, proponendo le esperienze dei protocolli operativi che risolvono molti problemi applicativi e con una particolare attenzione alla ricerca del consenso del malato:

    1.
    Lo spirito della normativa vigente
    › La legislazione in materia.
    › L’atteggiamento dello Stato nei confronti dei malati di mente.
    › La regola dell’adesione volontaria.
    › Il problema del consenso del minore e dell’interdetto.
    › Le condizioni per l’adozione dei provvedimenti obbligati.
    › La complessità della procedura.
    › Trattamenti sanitari eseguibili in casi di urgenza.
    › Conclusione: Idee chiare per evitare inutili traumi.

    2.
    Gli adempimenti formali e il ruolo del Sindaco
    › I presupposti del TSO in condizioni di degenza.
    › I presupposti del TSO extraospedaliero.
    › La motivazione nelle certificazioni.
    › Lo scopo e la durata dell’ordinanza.
    › Individuazione del luogo in cui attuare il TSO.
    › Casi particolari.
    › I presupposti dell’ASO.
    › Le prassi distorte.
    › La notifica dell’ordinanza al malato.
    › Conclusione: Il sindaco non è un passacarte.

    3.
    Il controllo del giudice tutelare
    › Casi in cui il controllo non si esercita.
    › Il c.d. ricorso al Sindaco.
    › Il ricorso contro il provvedimento del giudice tutelare.
    › Il Telefono Viola.
    › Accorgimenti per evitare il TSO.
    › Conclusione: La convalida non può mancare.

    4.
    Il ruolo delle strutture sanitarie e dei familiari
    › La personalità del malato.
    › Il contributo del medico-curante.
    › Il contributo dei familiari e degli amici.
    › Gli adempimenti della struttura psichiatrica.
    › Gli abusi nelle strutture psichiatriche.
    › Conclusione: Familiari e personale sanitario devono collaborare.

    5.
    Il ruolo della polizia municipale
    › La funzione di vigilanza.
    › Altre funzioni ausiliarie.
    › L’eventuale funzione coercitiva.
    › L’intervento delle forze dell’ordine.
    › Il trattamento dei reati commessi dai disturbati psichici.
    › Il trasporto e la scorta.
    › Conclusione: Un ruolo specifico per la polizia municipale.

    6.
    Le circolari ministeriali e la recente giurisprudenza.

    7.
    Collaborare è meglio: l’utilità di un protocollo operativo.

    8.
    I protocolli d’intesa.

    9.
    Appendice normativa.

    10.
    Appendice giurisprudenziale.

    11.
    Modulistica.

    12.
    Schemi dell’iter procedurale.

    13.
    Glossario.

    V. Strippoli, Comandante Polizia Municipale, Presidente della Delegazione Toscana dell’Associazione Nazionale Comandanti e Ufficiali di Polizia Municipale (A.N.C.U.P.M.).

    Per ricevere subito
    TRATTAMENTI E ACCERTAMENTI SANITARI OBBLIGATORI
    Maggioli Editore – Novità 2010
    Pagine 324 – F.to cm. 17×24 – ISBN 5645.7 – Euro 39,00

    Corrado De Rosa e Andrea Fiorillo, Guida pratica alla psichiatria

    copertina del libro Guida pratica alla psichiatriaCi voleva un libro come Guida pratica alla psichiatria. Negli ultimi anni la pratica psichiatrica sta cambiando radicalmente, lasciando un senso di inadeguatezza per lo più nei giovani medici. La Guida, a cura di Corrado De RosaAndrea Fiorillo, presenta un percorso ideale che copre tutti gli ambiti della pratica psichiatrica, con l’auspicio di essere utile “per affrontare concompetenza le situazioni difficili che la pratica ci pone quotidianamente”.

    La pratica clinica psichiatrica sta attraversando profondi cambiamenti che possono contribuire a rendere difficile la professione medica, già gravata da numerosi problemi organizzativi, burocratici e legali. La formazione specialistica in psichiatria non si è ancora del tutto adeguata ai nuovi bisogni, lasciando spesso negli psichiatri un senso di inadeguatezza e di disorientamento. Il volume si propone di fornire un aiuto pratico nella gestione di situazioni cliniche, legali e professionali potenzialmente problematiche, proponendo strategie e percorsi operativi attraverso l’identificazione di aree critiche e temi complessi con cui sovente gli psichiatri si confrontano nella loro attività.

    Tra gli altri:

  1. i ricoveri in TSO;
  2. la compilazione della cartella clinica;
  3. l’utilizzo dei farmaci off-label;
  4. il trattamento dei pazienti con complicanze mediche;
  5. le popolazioni “speciali”.

    Grazie anche all’impaginazione chiara e alla sua agile struttura, il libro risulterà particolarmente utile per tutti gli operatori psichiatrici che si trovano a lavorare in situazioni di acuzie, in cui prendere decisioni cliniche in modo rapido e tempestivo è di fondamentale importanza per una buona pratica clinica.


  6. Enrico Baraldi: Piccolo psichiatra

    I libri di psichiatria sono tutti molto voluminosi, molto difficili da capire e molto cari: insomma sono destinati a un pubblico molto selezionato. La malattia di mente o, almeno, i meccanismi psicologici che la sottendono sono, al contrario, esperienze molto vicine a tutti. Questo è uno dei motivi per cui ha un senso un manuale di psichiatria sintetico, comprensibile e a un prezzo accessibile.

    Ma ce n’è almeno un altro. Ci sono tanti modi di vivere, tanti modi di fare il matto e altrettanti di fare lo psichiatra. Nel reparto in cui lavoro, presso l’Azienda Ospedaliera di Mantova, da anni portiamo avanti l’idea che “i numeri di chi dà i numeri” siano davvero straordinari. A ciò consegue una grande attenzione per quello che il malato dice, scrive, disegna o semplicemente fa, convinti che è proprio questo l’aspetto più interessante del nostro lavoro.

    Le frasi che precedono ogni capitolo del libro e che forniscono lo spunto alle pagine “diretta… mente” sono state, per lo più, pronunciate da pazienti ricoverati e sono testimonianze dirette della sofferenza, ma anche della genialità e ricchezza comunicativa del malato di mente. Probabilmente è possibile coglierle proprio perché il “microclima” del reparto è specifico, le porte sono aperte e da molti anni non vengono più usati mezzi di contenzione meccanica.

    Per arrivare ad ascoltare, a non rinchiudere e a non legare (comportamenti all’apparenza semplici, ma abbastanza eccezionali in psichiatria) si è dovuto prima di tutto superare le nostre stesse chiusure, i nostri stessi silenzi, le nostre stesse contenzioni interne di persone più o meno normali.

    Il Piccolo psichiatra è allora anche il diario di un’esperienza di rapporto col folle, con la follia e con la nostra stessa follia alla ricerca di un’altra occasione per ascoltare, per non rinchiuderci e non “legarci” più con nessuna corda, ma, se mai, soltanto coi nostri sentimenti.

    Ai pazienti che hanno fornito il materiale di questo libro ho assegnato nomi di astri, di pianeti, di costellazioni, insomma di oggetti che stanno nel cielo: i matti sembrano spesso molto distanti da noi, ma anche tanto misteriosi quanto fascinosi. Un po’ come le stelle.

    Enrico Baraldi

    vai a: TecaLibri: Enrico Baraldi: Piccolo psichiatra.


    Mario Majnella, Lezioni di psichiatria per il nuovo millennio

    copertina del libro Lezioni di psichiatria del nuovo millennioGli psichiatri sono una specie in via di estinzione? “Se la psichiatria è in crisi, è una crisi evolutiva”, risponde Mario Majnella presentazione di Lezioni di psichiatria per il nuovo millennio. L’elegante volume raccoglie 13 “lezioni” a più firme, che evidenziano in maniera pragmatica le principali criticità del nuovo secolo.
    La prima lettura, di Norman Sartorius, ha aperto oggi il congresso dei giovani psichiatri della SIP.

    La Lezione di Norman Sartorius (PDF: 314 Kb) Vai all'articolo
    La Presentazione di Mario Maj (PDF: 216 Kb) Vai all'articolo
    Gli autori (PDF: 90 Kb) Acquista


    il testo unificato “Disposizioni in materia di assistenza psichiatrica” elaborato dall’on. Ciccioli è ora alla discussione di un Comitato ristretto della XII Commissione Affari Sociali della Camera

    il testo unificato “Disposizioni in materia di assistenza psichiatrica” elaborato dall’on. Ciccioli è ora alla discussione di un Comitato ristretto della XII Commissione Affari Sociali della Camera.

    Il dibattito riprende tra i professionali, tra le persone con esperienza, tra i familiari, tra i cittadini, nelle associazioni, nelle cooperative sociali per opporsi a questo ritorno.

    da: Quando la Salute Mentale torna a essere Assistenza Psichiatrica « forumsalutementale.it


    Trent’anni fa moriva Franco Basaglia, in forumsalutementale.it

    Trent’anni fa moriva Franco Basaglia

    (foto di Neva Gasparo) 

    (foto di Neva Gasparo)

    Speciale Basaglia:  Abbiamo a lungo pensato a cosa dire in questa circostanza.

    Non è facile mettere insieme passioni e sentimenti, analisi politiche e valutazioni scientifiche quando si parla di Franco Basaglia. E tanto più è difficile in un Paese come il nostro, in un Paese senza memoria, in un Paese che fa ogni cosa per cancellare la memoria nella piattezza dei luoghi comuni, nella riproduzione dei pregiudizi, nella mancanza di una reale possibilità di comunicazione.

    Nei servizi di salute mentale, nelle scuole, nelle università il lavoro scientifico di Franco Basaglia è sconosciuto.

    Il recente film televisivo ha squarciato un velo di inerzia e di sciatteria. Da allora, un po’ dappertutto, registriamo curiosità, interrogazioni, sorprese.

    Pensiamo che, 30 anni dopo, la cosa più importante da fare è produrre conoscenza, narrare, mettere a disposizione testimonianze, documenti, esperienze

    Con due interviste trovate negli archivi RAI che pongono, anche con la forza dell’immagine, questioni sulle quali non finiremo mai d’interrogarci, vogliamo aprire uno spazio di testimonianze, di analisi recenti e riproposte, documenti intorno che, a mezzo secolo dalla prima “assemblea goriziana” ancora agitano e sostengono il lavoro intorno alla psichiatria e alla salute mentale.

    Speciale Basaglia:

    Articoli Correlati:

    Trent’anni fa moriva Franco Basaglia « forumsalutementale.it.


    necessità di una particolare tutela ed assistenza sanitaria ed ospedaliera per categorie di pazienti fragili, quali persone in età avanzata e talora cagionevoli di salute, disabili fisici e psichici, malati terminali, persone sovente bisognose di prestazioni sanitarie costanti ed onerose, al fine di evitare situazioni di abbandono

    Onorevole Leo Luca Orlando
    Presidente “Commissione Parlamentare per gli errori in campo Sanitario”.
    Camera dei Deputati
    Palazzo di Montecitorio
    00186 Roma

    Signor Presidente della “Commissione errori in campo sanitario”
    con la Petizione n. 787 del 30 ottobre 2009 assegnata alla Camera dei Deputati e col n.911 al Senato della Repubblica, qui riproposta in allegato, desidero focalizzare le necessità di una particolare tutela ed assistenza sanitaria ed ospedaliera per categorie di pazienti fragili, quali persone in età avanzata e talora cagionevoli di salute, disabili fisici e psichici, malati terminali, persone sovente bisognose di prestazioni sanitarie costanti ed onerose, al fine di evitare situazioni di abbandono, con il rischio che tali categorie siano penalizzate dall’andamento gestionale e finanziario del sistema sanitario nazionale.
    Chiedo, ove è possibile, alla “Commissione per gli errori in campo sanitario”  da Lei presieduta di far  conoscere, unitamente all’opinione pubblica, la verità su quel “budget del ricoverato”, vale a dire quell’ammontare finanziario che viene calcolato da parte delle aziende sanitarie ospedaliere come spesa media di intervento il cui utilizzo troppo restrittivo potrebbe ingenerare il rischio che i malati più gravi vengano abbandonati, creando di fatto le premesse per una sorta di eutanasia mascherata.
    Grato per un cortese riscontro, porgo deferenti ossequi.
    Previte Francesco
    previtefelice@alice.it
    http://digilander.libero.it/cristianiperservire
    14 Giugno 2010
    Cristiani per servire.  La nostra Associazione per la promozione sociale costituita nel maggio del 1994 non ha richiesto nè gode di contributi economico-finanziari palesi od occulti.

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    fondo Franco Basaglia e Franca Ongaro Basaglia a cura di Silvia Moretti e Fiora Gaspari

    fondo Franco Basaglia e Franca Ongaro Basaglia a cura di Silvia Moretti e Fiora Gaspari

    Il Fondo è conservato per volontà degli eredi nell’Archivio dell’omonima Fondazione e trasferito dalla casa veneziana dei Basaglia all’interno di due locali del complesso dell’ex Ospedale psichiatrico di San Servolo.
    Nell’inverno 2008 fu versato in Archivio il fondo già conservato nella prima sede romana del Centro “Franco Basaglia”, poi divenuto Fondazione “Franca e Franco Basaglia” (51 buste pari a circa 5 m.l.), la cui documentazione testimonia l’attività portata avanti da Franca Ongaro Basaglia dopo la morte del marito, come senatrice della Sinistra Indipendente, per l’attuazione dei principi della riforma psichiatrica.

    Il primo censimento della documentazione fu effettuato nel settembre 2008, a cura della Soprintendenza archivistica per il Veneto che, con provvedimento del 19/9/2008, ai sensi dell’art. 13 del D. Lgs. 42/2004 (Codice del beni culturali e del paesaggio), ha dichiarato l’Archivio di interesse storico particolarmente importante. Poco dopo ebbe inizio un intervento di riordino tuttora in corso, promosso dalla Fondazione in collaborazione con la Soprintendenza archivistica per il Veneto e il Consorzio BAICR Sistema Cultura.

    La Fondazione Franca e Franco Basaglia nasce come “Centro Franco Basaglia” a fine anni Novanta a Roma e nel 2003 si trasforma in Fondazione Franco Basaglia. Dopo la morte di Franca Ongaro, nel 2009 cambia denominazione e si trasferisce a Venezia nell’isola di San Servolo che ospitò uno dei due manicomi della città e che attualmente è sede di istituzioni e manifestazioni culturali.


    Frammenti Sociali Tra racconto e rappresentazione Una settimana anomala nella città di Milano 14 Giugno – 22 Giugno 10 Luogo: Triennale di Milano

    La Triennale di Milano si è posta come luogo di rappresentazione delle dinamiche sociali che investono Milano e la sua area metropolitana, quel polo metropolitano italiano maggiormente esposto ai processi di modernizzazione accelerata che stanno investendo il Paese e che qui generano probabilmente il laboratorio più avanzato in termini di ricadute economiche, sociali, politiche e culturali.Con l’obiettivo di “continuare a cercare per continuare a capire” La Triennale di Milano promuove e organizza una settimana dedicata alle ricadute sociali dei fenomeni di modernizzazione utilizzando due registri di racconto delle trasformazioni: quello fatto di testimonianze, di esperienze, di riflessioni, che troveranno spazio nel calendario seminariale e quello cinematografico-documentaristico.Il programma degli incontri a cura di Aldo Bonomi affronta i temi sociali legati al territorio: Via Padova, uno dei luoghi più emblematici della dialettica tra flussi e luoghi.Una riflessione sulla città, su quali siano i dispositivi sociali, istituzionali, politici e culturali che possano accrescere il senso di sicurezza.

    all’interno di questa settimana uno spazio è specificamente dedicato alla salute mentale attraverso il convegno

    MAL DI CITTA’: AMBIENTE URBANO E DISAGIO PSICHICO TRA BISOGNI LOCALI E TENSIONI GLOBALI

    18 giugno, a cura del sottoscritto per Provincia di Milano, Contatto Onlus e WAPR Italia

    http://www.triennale.it/index.php?idq=1246

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    Programma ProP finalizzato a sostenere l’inserimento socio lavorativo di chi ha un disturbo psichico., Istituto per lo Sviluppo della Formazione dei Lavoratori – Ricerche e Progetti

    Programma ProP finalizzato a sostenere l’inserimento socio lavorativo di chi ha un disturbo psichico.

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    COSA (NON) SERVE ALLA SALUTE MENTALE, incontro del 10 giugno 2010 Roma Senato della Repubblica ore 10-13 Sala degli Atti Parlamentari, Palazzo Minerva – piazza della Minerva 38, in occasione della pubblicazione del libro: Peppe Dell’Acqua ‘FUORI COME VA? FAMIGLIE E PERSONE CON SCHIZOFRENIA – MANUALE PER UN USO OTTIMISTICO DELLE CURE E DEI SERVIZI’, Feltrinelli, 2010, già pubblicato ne 2002 dagli Editori Riuniti


    COSA (NON) SERVE ALLA SALUTE MENTALE

    10 giugno 2010 Roma Senato della Repubblica

    ore 10-13 (Sala degli Atti Parlamentari, Palazzo Minerva – piazza della Minerva 38)

    L’incontro nasce dalla volontà di tanti di noi di discutere e affrontare con autenticità la questione della salute mentale e di quanto si è fatto e si deve fare per far crescere le possibilità di rimonta, di guarigione e di protagonismo delle persone con l’esperienza del disturbo mentale.

    L’incontro nasce anche dal clamore intorno alle proposte di legge presentate da molti parlamentari della maggioranza. Proposte tutte che, nel rimaneggiare nel senso restrittivo le dimensioni di garanzia, libertà e diritto alla cura, pretendono di dire che daranno risposte più adeguate alle famiglie. Noi sappiamo che il problema non è la Legge 180, non lo è mai stato.

    Nell’incontro, a partire da questo riconoscimento, vorremmo cominciare a proporre ragionamenti sensati che vedano, come per altro il ministro Fazio ha spesso affermato, le programmazioni regionali, le risorse messe in campo a livello locale, i percorsi di formazione per gli operatori, le opportunità concrete di abitare, di lavorare, di vivere nel contratto sociale per le persone con l’esperienza del disturbo mentale quali punti centrali di ogni attenzione intorno alla salute mentale e alle sue leggi.

    Di queste questioni, con operatori, familiari, persone con l’esperienza, giornalisti e politici attenti, cercheremo di parlare sperando in una svolta, malgrado tutto possibile, nei modi e nelle pratiche per affrontare i bisogni reali di emancipazione delle persone.

    In occasione della riedizione del volume di Peppe Dell’Acqua FUORI COME VA? FAMIGLIE E PERSONE CON SCHIZOFRENIA – MANUALE PER UN USO OTTIMISTICO DELLE CURE E DEI SERVIZI’ (Feltrinelli, 2010)

    Alberta Basaglia, Gian Luigi Bettoli, Stefano Cecconi, Vittorio Cogliati Dezza, Massimo Cozza, Giovanna Del Giudice, Girolamo Digilio, Tommaso Losavio, Paola Menetti, Gisella Trincas, Rosy Bindi, Maria Antonietta Farina Coscioni, Gero Grassi, Ignazio Marino, Margherita Miotto, Livia Turco, Marco D’Alema, Luigi Attenasio, Santo Della Volpe, Federico Scarpa, Emanuele Sirolli

    discutono di

    COSA ( NON ) SERVE OGGI ALLA SALUTE MENTALE

    introduce Maria Grazia Giannichedda

    coordina Massimo Cirri

    per partecipare occorre iscriversi e ricevere conferma: forumsegreteria@yahoo.it (Forum Salute Mentale)

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    Mal di città: ambiente urbano e disagio psichico tra bisogni locali e tensioni globali. Milano 18 giugno 2010, Triennale di Milano Salone dìonore, Viale Alemagna 6

    https://docs.google.com/viewer?attid=0.1&pid=gmail&thid=128ddb9a24c747fe&url=https%3A%2F%2Fmail.google.com%2Fmail%2F%3Fui%3D2%26ik%3Defdb691f1f%26view%3Datt%26th%3D128ddb9a24c747fe%26attid%3D0.1%26disp%3Dattd%26zw&docid=1a893f6d34fbd0bc7f28c2f3ccd099e4%7C1fb9c46cf6202b92009da5a4ef1b208b&a=bi&pagenumber=1&w=779

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    Silvia Vegetti Finzi, Cazzullo, indagatore della follia, Corriere della sera 5 maggio 2010

    È morto ieri a Milano Carlo Lorenzo Cazzullo, considerato il padre della psichiatria milanese e una delle figure più rilevanti della psichiatria italiana. Nato a Gallarate (in provincia di Varese) il 30 gennaio 1915, aveva ottenuto incarichi e riconoscimenti nazionali e all’ estero
    .  …..
    fondatore dell’ Istituto Neurologico dove Cazzullo avrebbe lavorato per tutta la vita. Tra i suoi maestri vanno ricordati anche i fisiologi Foà e Margaria. Nel 1959 era diventato professore della prima cattedra italiana in psichiatria. Una caratteristica che lo differenziava da molti colleghi dell’ epoca era la frequenza di rapporti internazionali: nel 1939 aveva seguito uno stage in malattie mentali a Monaco di Baviera e, dopo la guerra, si era recato negli Stati Uniti per compiere, all’ Istituto Rockefeller, ricerche di elettrofisiologia con i maggiori scienziati – tra i quali il Premio Nobel Herbert Gasser – e di psichiatria presso la Colombia University. Tra i più prestigiosi incarichi, da ricordare la nomina a esperto per le questioni psichiatriche presso le Cee e l’ Organizzazione Mondiale della Sanità, nel cui ambito aveva instaurato rapporti significativi con la Cina Popolare. Tra i premi, la medaglia d’ oro «Albert Schweitzer» per l’ umanizzazione della medicina: un riconoscimento alla sensibilità e all’ impegno sociale radicato nella partecipazione alla Resistenza e nella direzione sanitaria della Pontificia Commissione d’ assistenza agli ex deportati. Ma il centro della sua vita era rimasto l’ Istituto di Psichiatria dell’ Università di Milano – il Centro di Riabilitazione di Affori e il Padiglione di Psichiatria del Policlinico – un ospedale generale dove aveva ricoverato malati mentali quindici anni prima che la legge 180 chiudesse i manicomi.
    … . Mentre il movimento anti-istituzionale di Basaglia identificava nella società autoritaria le cause della sofferenza mentale, e nel suo superamento le potenzialità di cura, Cazzullo si era mostrato sempre fiducioso nelle funzioni terapeutiche del medico e della famiglia, non solo per guarire ma anche per prevenire i disturbi mentali. In questo senso è significativo il libro, scritto con altri, Terapie familiari e psicoeducazione (Franco Angeli, 1995) che, registrando le difficoltà incontrate dall’ assistenza ai malati psichiatrici quindici anni dopo la chiusura dei manicomi, valorizza l’ assistenza nei luoghi di vita e lavoro.
    Nel 2003, a ottantotto anni, aveva pubblicato Le ferite dell’ anima (Frassinelli), un’ indagine del malessere contemporaneo che coglie nella vergogna un effetto della personalità narcisistica, invasa dall’ ansia nel timore di non risultare all’ altezza del proprio ideale. Tra le varie manifestazioni dei disturbi psichiatrici, la lente di Cazzullo restava però puntata sulla schizofrenia, in cui riconosceva, proseguendo la tradizione classica, «il problema cardine della psichiatria».
    Rifiutando le spiegazioni che rinviano a una sola causa, il suo modello teorico implica l’ interazione di una pluralità di fattori e l’ integrazione tra biologia, psicologia, sociologia e farmacologia. Eppure, conclude, «l’ intima natura della malattia rimane sconosciuta». In un’ ottica di prevenzione, oltre che di cura, la sua indagine si soffermava sulla suscettibilità alla schizofrenia, che spesso risale a generazioni precedenti, e al concorso di fattori predisponenti. ….
    Biografia Carlo Lorenzo Cazzullo, scomparso ieri a 95 anni, è considerato uno dei padri della psichiatria italiana. Era stato il promotore della legge approvata nel 1976 che ha stabilito l’ autonomia della psichiatria dalla neurologia. Tra i suoi riconoscimenti più significativi, l’ inserimento nella direzione della Associazione Mondiale di Psichiatria (WPA). Tra i saggi fondamentali, oltre a più di 600 pubblicazioni in Italia e all’ estero: «Rapporto Medico-Paziente» (1980); «Studio sulla famiglia» (1984); «Psichiatria. Trattato in tre volumi» (1993); «Un medico per la libertà», edito nel 2005 da Sperling & Kupfer.

    Cazzullo, indagatore della follia

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    Peppe Dell’Acqua Psichiatra e direttore del Dipartimento di Salute Mentale di Trieste, 10 domande al Direttore de “La Stampa” sull’articolo “L’Italia dei pazzi armati”L’Italia dei pazzi armati – LASTAMPA.it

    10 domande al Direttore de “La Stampa” su “L’Italia dei pazzi
    armati”
    Caro direttore Calabresi,
    faccio lo psichiatra e non il giornalista. Dirigo un Dipartimento di Salute Mentale perciò vorrei fare a lei, che invece dirige un
    giornale, alcune domande. Riguardano l’articolo uscito lunedì 26 aprile sul quotidiano da lei diretto, con il titolo “L’Italia dei
    pazzi armati”.
    1. perché tra tutti i titoli possibili suggeriti dal contenuto dell’articolo, e tra le 3000 parole del lessico italiano in uso, si sono
    scelti proprio quel titolo e proprio quelle parole?
    2. Perché ancora una volta, grazie a tale titolo e a tali parole, la dignità, la verità e i diritti di centinaia di migliaia di cittadini
    italiani che hanno un problema di salute mentale devono pagare le spese del gesto di un singolo?
    3. Perché tra le tante sintesi possibili suggerite dalle opinioni raccolte dall’articolista, si è scelta per il sommario proprio quella
    meno rappresentata: “Sale la protesta: la legge Basaglia va riformata, troppa gente pericolosa è libera di colpire”? E non per
    esempio: “Mi rendo conto della preoccupazione crescente, ma mi sento di rassicurare”, come sostenuto nell’articolo da
    Cristina Colombo specialista in psicopatologia forense e criminologia al San Raffaele di Milano? O magari lo stesso commento
    dell’articolista alle parole di Colombo: “Rassicurare chi crede che i crimini compiuti in preda ai raptus avrebbero potuto essere
    evitati con una riforma della legge 180, quella che impedisce ricoveri coatti e terapie forzate”? O quelle, più avanti, del
    presidente di Psichiatria democratica Canosa: “Meglio potenziare i Centri incaricati di occuparsi dei pazienti ma che in molti
    casi non funzionano come dovrebbero. Ovvio che per farlo servono investimenti”?
    4. Perché ad avvalorare le dichiarazioni degli esperti interpellati non si è pensato di citare il ministro della salute Ferruccio
    Fazio, che dall’ottobre scorso va ripetendo, categorico: “Nessun bisogno di riformare la legge 180 sul disagio mentale. Serve
    piuttosto un monitoraggio costante della rete sanitaria – pubblica e privata – che garantisca una più equa distribuzione
    dell’assistenza in tutto il Paese”?
    5. Perché il programma di un ministro del governo italiano che apre uno spiraglio di possibilità non fa notizia, mentre la fa la
    disperazione, ancorché comprensibilissima, di una donna e madre di una figlia con un problema di salute mentale, nonché
    presidente da 40 anni dell’Associazione per la riforma dell’assistenza psichiatrica (Arap)?
    6. Perché tra le molte associazioni di familiari di persone con disturbo mentale che nel nostro paese stanno lottando
    instancabilmente per garantire ai propri cari quelle “cure più umane” citate nell’articolo, si è scelto di ascoltare (in apertura)
    una voce sola, e oltretutto la più rassegnata, che a fronte delle centinaia e centinaia di altre che non accettano di rassegnarsi
    rappresenta una sparuta minoranza?
    7. Perché subito dopo, nell’elenco dei recenti crimini commessi da presunti “pazzi armati” che enfatizza la rassegnazione e la
    disperazione di una singola madre, non si è spesa una sola parola sui presunti veri problemi di salute mentale che avrebbero
    “armato” questi “pazzi” spingendoli a commettere il loro crimine, né si è fatto il benché minimo sforzo di indagare sul vero
    movente del loro presunto “folle gesto”?
    8. Perché l’articolista, il redattore e il direttore de “La Stampa” non si sono chiesti neppure una sola volta come mai i loro
    colleghi negli USA o in Finlandia o in Germania nel riferire di atti di violenza efferatissimi (mi riferisco ad alcuni ben noti
    recenti e meno recenti omicidi di massa) non hanno speso mezzo rigo per ascrivere quelle efferatezze alla “pazzia” di chi le
    ha commesse? Senza dimenticare che in quei paesi non c’è stato nessun Basaglia e nessuna Legge 180 a chiudere i manicomi
    lasciando i “pazzi” liberi di armarsi e colpire? E anzi, quei paesi spendono ogni anno milioni di dollari e di euro per aprire nuovi
    Peppe Dell’Acqua
    Psichiatra e direttore del Dipartimento di Salute Mentale di Trieste

    ELENA LISA

    «Pensino pure che voglio rinchiudere i pazzi e buttare via la chiave. E dicano che sono una reazionaria. In questo Paese le cose vanno così: per anni si lasciano questioni in balia della politica e poi non si risolve niente». Maria Luisa Zardini è il presidente dell’Arap, l’Associazione per la riforma dell’assistenza psichiatrica, e madre di una donna con gravi disturbi mentali. «Perciò parlo – dice – perché so che cosa significa convivere con la follia di chi ami. In tutte le sue forme: dall’autolesionismo alla violenza sugli altri, anche con l’uso delle armi». Poi, lapidaria, aggiunge: «La legge Basaglia va rivista. Pensare il contrario, specialmente davanti agli ultimi fatti di cronaca, dimostra solo un’ostinazione ideologica».

    Alcuni mesi fa a Villa d’Adda, vicino a Bergamo, un uomo di 48 anni, dopo aver attirato con una scusa il sindaco a casa sua, l’ha tenuto in ostaggio per ore. Prima di liberarlo gli ha gettato acido muriatico in faccia. Poche settimane prima aveva sequestrato i figli minacciando di far saltare in aria l’appartamento. L’8 gennaio, a Luzzara, in Emilia, un giovane di 22 anni con disturbi mentali ha colpito con un coltello da macellaio un karateka di 43 anni. Quando i carabinieri gli hanno chiesto perché l’avesse fatto ha risposto che non c’era un motivo: la vittima l’aveva scelta a caso. In febbraio a Lucera, nel Foggiano, un uomo di 35 anni ha tenuto in ostaggio una ragazzina: diceva di voler parlare con Alessandra Mussolini. Nel 2007 aveva sequestrato una donna incinta, quella volta chiedeva di parlare con Rosy Bindi.

    «Attenzione a non dare il via a una caccia alle streghe – dice Cristina Colombo, specialista in Psicopatologia forense e criminologia al San Raffaele di Milano – i dati nazionali dicono che la maggior parte dei delitti è commessa da persone “normali” con moventi specifici che niente hanno a che fare con la follia. Al primo posto ci sono i soldi, segue il sesso. Mi rendo conto della preoccupazione crescente, ma mi sento di rassicurare».Rassicurare chi crede che i crimini compiuti in preda ai raptus avrebbero potuto essere evitati con una riforma della legge 180, quella che impedisce ricoveri coatti e terapie forzate. Una norma del 1978, da molti definita illuminata, che ha preso il nome dal promotore, lo psichiatra triestino Franco Basaglia. Istituì i Centri d’igiene mentale e abolì, di fatto, i manicomi, in favore di un trattamento più umano dei malati. L’ipotesi di riformarla, ora, divide.

    I contrari, come il presidente di Psichiatria Democratica, Rocco Canosa, sostengono che «rinchiudere i malati di mente è eticamente inaccettabile. Meglio potenziare i Centri, incaricati dalla legge di occuparsi dei pazienti ma che in molti casi non funzionano come dovrebbero. Ovvio che per farlo servono investimenti». Secondo l’Associazione italiana psichiatri, mentre in Europa la quota media della spesa sanitaria destinata alla psichiatria supera il 7%, in Italia raggiunge a stento il 5%. Tra i favorevoli a una revisione della legge Basaglia ci sono anche nomi illustri della psichiatria.

    Oggi il ricovero è obbligatorio solo se si è in evidente stato di alterazione mentale – che può anche essere procurato da alcol o droghe – e per calmarsi si ha bisogno di cure, ma le si rifiuta. Allora il medico, d’accordo con un collega e con l’avallo del sindaco, può procedere con il Tso, il trattamento sanitario obbligatorio, che salvo rari casi dura al massimo 7 giorni. Per la Società italiana di epidemiologia psichiatrica, però, mancano gli specialisti. Per questo, secondo un studio del 2008, il 69% dei pazienti viene visitato in media 9 volte l’anno, il 70% curato senza appoggio di medici e senza seguire le linee guida, e tra i familiari dei malati, il 62% ottiene supporto psicologico meno di 5 volte l’anno. «Solo durante il Tso mia figlia schizofrenica prende le pastiglie – denuncia Angela, mamma di Brescia, all’associazione di Maria Luisa Zardini – a casa lei non vuole curarsi. E diventa aggressiva. Aiutatemi, non so più che fare».

    L’Italia dei pazzi armati – LASTAMPA.it

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    Erving Goffman, Libri pubblicati in Italia

    GOFFMAN ERVING, introduzione di Franco e Franca Basaglia

    ASYLUMS. La condizione sociale dei malati di mente e di altri internati (1961)

    EINAUDI, 1968, p. 400

    GOFFMAN ERVING

    LA VITA QUOTIDIANA COME RAPPRESENTAZAZIONE (1959)

    IL MULINO, 1969, p. 292

    GOFFMAN ERVING, a cura  di Pier Paolo Giglioli

    L’ INTERAZIONE STRATEGICA , in MODELLI DI INTERAZIONE (1967)

    IL MULINO, 1969, p. 311-480

    GOFFMAN ERVING

    STIGMA. L’IDENTITA NEGATA (1963)

    LATERZA, 1970, p. 230

    GOFFMAN ERVING

    I RITUALI DELL’INTERAZIONE, in MODELLI DI INTERAZIONE (1967)

    IL MULINO, 1971, p. 3-310

    GOFFMAN ERVING

    IL MODELLI DI INTERAZIONE (1967)

    IL MULINO, 1971, p. 484

    GOFFMAN ERVING, prefazione di Franco e Franca Basaglia

    IL COMPORTAMENTO IN PUBBLICO. L’interazione sociale nei luoghi di

    riunione (1963)

    EINAUDI, 1971, p. 248

    GOFFMAN ERVING, a cura di Paolo Maranini

    ESPRESSIONE E IDENTITA’ (1961)

    MONDADORI, 1979, p. 154

    GOFFMAN ERVING

    RELAZIONI IN PUBBLICO. Microstudi sull’ordine pubblico (1971)

    BOMPIANI, 1981, p. 322


    GOFFMAN ERVING

    FORME DEL PARLARE (1981)

    IL MULINO, 1987, p. 260

    GOFFMAN ERVING, prefazione di Alessandro Dal Lago, postfazione di Franco

    e Franca Basaglia

    ASYLUMS. Le istituzioni totali: i meccanismi dell’esclusione e della violenza

    (1959)

    EDIZIONI DI COMUNITA’, 2001, p. 415

    GOFFMAN ERVING, prefazione di Bennett M. Berger, a cura di Ivana Matteucci,

    presentazione di Laura Bovone

    FRAME ANALYSIS. L’organizzazione dell’esperienza (1974)

    ARMANDO EDITORE, 2006, p. 590

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    Alessandra Cicalini, Alda Merini e il block-notes delle figlie sul Web, in Muoversi Insieme

    [...]  “A me non importava chi fosse, per me era mia madre e basta e le avrei voluto bene comunque”, spiega. Eppure, adesso che non c’è più, questa signora che nella vita ha scelto, non a caso, di fare l’infermiera in psichiatria, confessa che sbagliava: “E’ stata la poesia a salvarla, era più forte anche del suo essere madre”. Ed è questo uno dei motivi che hanno spinto lei e le sue sorelle Flavia, Barbara e Simona, nate dal matrimonio della poetessa dei Navigli con Ettore Carniti, a dedicarle un sito internet ricchissimo di versi, aneddoti, fotografie (come quella in alto a sinistra e la seconda in basso a destra che si alternano nell’homepage) e testimonianze. Lanciato ufficialmente il 21 marzo scorso, in occasione di quel che sarebbe stato il settantanovesimo compleanno della poetessa milanese (e della Giornata mondiale della Poesia), il sito vuole essere un omaggio alla madre, ma non solo.  [...]

    Alda Merini e il block-notes delle figlie sul Web | Muoversi Insieme

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    Riordino della residenzialità psichiatrica in attuazione della d.g.r. 17 maggio 2004 n. 7/17513 “Piano regionale triennale per la salute mentale”, D.g.r. 28 febbraio 2007 n. 8/4221, Regione Lombardia


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    Piemonte: dati sulla salute mentale « forumsalutementale.it

    In Piemonte 2 persone ogni 10 (840.000) sono interessate da disturbi mentali (lievi, medi, gravi). Oltre 40.000 ogni anno (1,5% della popolazione), invece, sono i pazienti con patologie piu’ gravi in carico ai Servizi di salute mentale. Circa 1.500 persone, in particolare, risultano ”intrappolate” per sempre nella malattia e sono sottoposte al fenomeno del ”revolving door” che le fa entrare e uscire senza sosta dalle varie strutture deputate alla cura. Sono alcuni dati emersi durante il convegno nazionale Fenascop svoltosi a Torino dal tema. Dei 40.000 piemontesi con patologie piu’ gravi, circa 2.000 effettuano percorsi riabilitativi residenziali o semiresidenziali nell’ambito del Dipartimento di salute Mentale e strutture afferenti. Sono invece 5.500 i ricoveri in casa di cura, mentre 7.500 quelli ospedalieri negli S.P.D.C. (Servizio psichiatrico diagnosi e cura): di questi ultimi 13.000, il 60% e’ ricoverato una sola volta il 20% 2 volte e il restante 20% piu’ di 2 volte.

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