TecaLibri memo : maggio 2012
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In prima pagina di www.tecalibri.it :
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- Boschini, Viaggio nell’Italia della buona politica. I piccoli comuni virtuosi
- Falcinelli, Guardare Pensare Progettare. Neuroscienze per il design
- Wolf, Proust e il calamaro. Storia e scienza del cervello che legge
- Rollin, Il lamento inascoltato. La ricerca scientifica di fronte al dolore e alla coscienza animale
- Boncinelli, La scienza non ha bisogno di Dio
- Dematteo, L’idiota in politica. Antropologia della Lega Nord
- Pinto, Fuori catalogo: storie di libri e librerie
- Raimondi, Le voci dei libri
- Descola, Diversità di natura, diversità di cultura
- Dominguin, Per Pablo
- Nothomb, Uccidere il padre
- Helle, L’amore ai tempi della pietra
- Vonnegut, Baci da 100 dollari
- Jatosti, Tutto d’un fiato
- Parrella, Lettera di dimissioni
- Giannini, Vittime dimenticate. Lo sterminio dei disabili, dei Rom, degli omosessuali e dei testimoni di Geova
- Vattimo, Magnificat
- Badiou, L’ipotesi comunista
- Thayer Hamann, Antropologia di una ragazza
- Bukreev, DeWalt, Everest 1996
- Salgari, Avventure di montagna
- Lackberg, Il predicatore
- Sade, Ancora uno sforzo… Rivoluzioni e profanazioni del Gran Maledetto
- Gogol’, Due storie pietroburghesi
- Simenon, Il destino dei Malou
- Luminet, La parrucca di Newton
- Pretor-Pinney, Wave Watching
- Manacorda, Il corridoio di legno
- Hsiao, Il libro del dissenso
- Gallino, La lotta di classe dopo la lotta di classe
- Maestri, Duemila metri della nostra vita
- Pierantozzi, Ivan il terribile
- The Paris Review, Il Libro per Aerei, Treni, Ascensori e Sale d’Attesa
- Vauro, Il respiro del cane
- Wallace, Questa è l’acqua
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il libro di cui ti parlai su Laura Conti finalmente è stato pubblicato ed è già nelle librerie. Con Legambiente stiamo preparando la presentazione. Siamo tutti in fibrillazione perché il Comune ci ha concesso il Piccolo Teatro di via Rovello!!! Il chiostro, come abbiamo chiesto, da poco restaurato, con libreria e caffè letterario. E’ un luogo ricco di storia con un forte valore simbolico: da tetra sede della polizia fascista e nazista durante la Seconda guerra mondiale, a cuore culturale della città. La presentazione del libro è il pretesto, ma l’incontro è molto di più: tanti amici che si ritrovano per ricordare Laura, per intitolare una via di Milano alla sua cittadina benemerita. Spero tanto tu possa venire. In allegato l’invito.
Nella storia dell’uomo le conoscenze sui meccanismi del concepimento sono andate di pari passo con l’evoluzione dei metodi per impedirlo. Quello del controllo delle nascite – spesso determinato dalla miseria, ma anche da convinzioni religiose e culturali – è tuttavia un ambito poco conosciuto della ricerca scientifica.
Questo excursus dei metodi contraccettivi dal-l’antichità ai giorni nostri unisce sapientemente dati storici, medicina e antropologia facendo luce su uno dei temi bioetici più controversi. Non di rado i metodi per impedire la procreazione sono infatti diventati il pretesto per uno scontro fra opposte posizioni etiche e giuridiche che divide tuttora la nostra società. Carlo Flamigni, uno dei più autorevoli esperti italiani dell’argomento, ne sottolinea con rigore i principali aspetti, non rinunciando però a denunciare la colpevole arroganza di religione e scienza che, in nome della morale e del progresso, hanno sacrificato la dignità di generazioni di madri.
Carlo Flamigni (1933) si occupa di Fisiopatologia della riproduzione e di Endocrinologia ginecologica. Ha diretto il servizio di Fisiopatologia della riproduzione e l’Istituto di Ostetricia e Ginecologia dell’Università di Bologna, dove ha insegnato Ginecologia e Ostetricia fino al 2008. È stato presidente della Sifes e Mr (Società Italiana di Fertilità e Sterilità e Medicina della Riproduzione), è membro del Comitato Nazionale per la Bioetica e presidente onorario dell’Aied (Associazione Italiana per l’Educazione Demografica). Autore di un migliaio di pubblicazioni scientifiche e di numerosi testi divulgativi, per Dalai editore ha pubblicato Casanova e l’invidia del grembo (2008) e La questione dell’embrione (2010).
In questo volume Bion approfondisce e sviluppa i temi cruciali già affrontati in Apprendere dall’esperienza e in Gli elementi della psicoanalisi. Bion propone di applicare in psicoanalisi quella teoria delle trasformazioni già utilizzata da molto tempo in geometria, in geografia e in altre discipline. Lo scopo di Bion è quello di tradurre e formalizzare l’esperienza analitica nei termini della teoria delle trasformazioni. Da questo punto di vista, tutto ciò che diventa conoscibile in analisi appare il risultato di tre tipi fondamentali di trasformazioni .
Il cottage di pietra e legno si erge solitario su una spiaggia sabbiosa incuneata nella costiera rocciosa del Maine. È giugno, l’oceano scintilla sotto il sole e, come ogni anno, le donne della famiglia Kelleher si riuniscono a Cape Neddick per le vacanze.Ora che la vita le ha divise, questo luogo un po’ magico è l’unica cosa che le unisce. Perché nessuna di loro ha voglia di vedere le altre. Eppure non si può mancare. Le Kelleher portano sulle spalle un bagaglio pesante, fatto di silenzi, incomprensioni e invidie. Tornare è solo un dovere per Kathleen, la pecora nera della famiglia, che più di tutti teme il confronto con la madre Alice, il suo sguardo giudicante, le sue accuse velate. Per Maggie, la figlia trentenne di Kathleen, il cottage è invece solo una fuga temporanea, per non dover ammettere, forse nemmeno a sé stessa, di essere incinta. Ad aspettarle lì, immutabile come sempre, nonna Alice, una donna dura fatta di opposti e contraddizioni, dedita alla chiesa, ma anche ai suoi Martini cocktail, che sorseggia di fronte al mare mentre fuma troppe sigarette. Ma quest’anno è diverso, Alice lo sa. Non può più aspettare. Non può più ignorare una notte di tanti anni fa. Una notte che non ha mai raccontato a nessuno,un segreto che le tormenta l’anima e che potrebbe tramutare un vento troppo forte in tempesta, distruggendo tutto, forse anche l’istinto irrazionale che spinge le donne Kelleher a tornare ogni anno nel Maine.
La D.ssa Sabrina Caputo ci segnala il libro di interesse per assistenti sociali “L’assistente sociale” – manuale completo per la preparazione ai concorsi.
Per scaricare la scheda del libro, accedere alla pagina
Il saggio di Raffaele Simone sul rapporto tra gli esseri umani e il web. Aristotele ha insistito sul fatto che l’uomo è un animale politico dotato di linguaggio. Questo è confermato dall’esplosione di gadget dedicati alla comunicazione.Se ci fosse un premio per le visioni apocalittiche del Web, andrebbe sicuramente a questo bel libro di Raffaele Simone, Presi nella rete (Garzanti), in cui il mondo del Web, sin dal “Prologo in treno”, dove tutti sono intenti a trafficare con i loro aggeggi e a ciacolare del più e del meno ripetendosi sempre le stesse cose ha la fisionomia dell’inferno dantesco. Anzi, visto che prevale il grottesco, della Divina Commedia nella versione Disney.
Di chi la colpa? Degli aggeggi, cioè dei telefonini, dei computer, degli iPad e degli iPod. L’ipotesi di Simone è che il nostro rapporto con la tecnologia sia di esattamento, cioè il contrario dell’adattamento. È la tecnologia che crea i bisogni invece che l’inverso, come avveniva nella interpretazione ottimistica e umanistica di McLuhan: i media non sono estensione dell’uomo ma, al contrario, l’uomo è l’estensione dei media.
TecaLibri memo : aprile 2012
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In prima pagina di www.tecalibri.it :
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- Anderson, Guerriglieri
- Ardito, 101 storie di montagna che non ti hanno mai raccontato
- Bolano – A.G. Porta, Consigli di un discepolo di Jim Morrison a un fanatico di Joyce
- Casaburi, Napoli aspetta Godot? Cronache non turistiche per viaggiatori e residenti
- Cheli, Come difendersi dai media. Gli effetti indesiderati di giornali, radio, tv e internet
- Chiamparino, Cordata con sindaco
- Dedopulos, La caccia al tesoro più grande del mondo su Google Earth
- El Sirgany, I diari della rivoluzione
- Gallino, La lotta di classe dopo la lotta di classe
- Gor’kij, Varen’ka Olesova
- Hsiao, Il libro del dissenso
- Kalfus, Plutonio 239 e altre fantasie russe
- Karistiani, Ritorno a Delfi
- Le Fanu – Coleridge, Carmilla la Vampira – Christabel
- Luminet, La parrucca di Newton
- Maestri, Duemila metri della nostra vita
- Maggi, Epicuro e oltre
- Manacorda, Il corridoio di legno
- Morozov, L’ingenuità della rete. Il lato oscuro della libertà di internet
- Munro, Troppa felicità
- Nesbo, Il pettirosso
- Perec, Tentativo di esaurimento di un luogo parigino
- Pretor-Pinney, Wave Watching
- Pierantozzi, Ivan il terribile
- Razeto, Corrispondenti di guerra
- Ruffolo, Testa e croce. Una breve storia della moneta
- Skloot, La vita immortale di Henrietta Lacks
- Tesio, Reginella e il sorcetto dalla coda che puzza
- Varvello, La luce perfetta del giorno
- Vauro, Il respiro del cane
- Yallop, Misteri della fede
- Wallace, Questa è l’acqua
- Watts, Se tutti i cinesi saltano insieme
- Woolf, Una stanza tutta per sé
- The Paris Review, Il Libro per Aerei, Treni, Ascensori e Sale d’Attesa
Viviamo in un mondo sempre più complesso, nel quale si intrecciano dinamiche sociali, economiche e politiche di paesi diversi e lontani.
Gli stati restano attori fondamentali della politica internazionale, ma la loro sovranità è sfidata quotidianamente da processi che attraversano i confini senza che essi possano davvero controllarli; il loro ruolo è sempre più condiviso con attori non statuali e la loro capacità di rispondere alle sfide globali sempre più legata a quella di raggiungere collettivamente decisioni complesse.
Inoltre nuove pressanti questioni sono entrate nell’agenda della politica internazionale e richiedono una gestione globale, negoziata e consensuale dei problemi (si pensi al terrorismo a portata globale, al cambiamento climatico, ai temi energetici, alle armi di distruzione di massa, a pandemie che si muovono con velocità un tempo sconosciuta, all’uso criminoso della rete internet).
In questa prospettiva si è scelto di narrare il mondo che ci circonda, non negandone la complessità né fotografandola in modo acritico, ma alla luce della comprensione dei vari attori della politica internazionale odierna e dei rapporti che questi intrattengono in relazioni bilaterali e multilaterali.
L’impresa e stata possibile grazie alla lunga tradizione di studi e ricerche su queste tematiche dell’Istituto della Enciclopedia Italiana, alle competenze specifiche e di lungo periodo dell’Istituto per gli Studi di Politica Internazionale (ISPI).
Vigorelli Pietro: Cinque minuti per l’accoglienza in RSA.
Prefazione di Marco Trabucchi, contributi di Antonio Guaita e Antonio Monteleone
Editore Franco Angeli, 192 pagine, 23 euro (con allegato online)
Il libro propone un metodo, basato sull’Approccio capacitante, per accogliere il nuovo ospite mettendolo in condizione fin dall’inizio di esprimere le sue Competenze elementari: la competenza a parlare e a comunicare, la competenza emotiva, la competenza a contrattare e a decidere. Si basa sull’analisi di 33 colloqui effettuati nell’ambito di una ricerca-intervento promossa dal Gruppo Anchise con il patrocinio della Società Italiana di Gerontologia e Geriatria – Sezione Lombarda.
Si può acquistare nelle maggiori librerie oppure tramite il sito www.gruppoanchise.it oppure cliccando su
- Ardito, 101 storie di montagna che non ti hanno mai raccontato
- Arslan, Il cortile dei girasoli parlanti
- Bolano – A.G. Porta, Consigli di un discepolo di Jim Morrison a un fanatico di Joyce
- Cain, Mildred Pierce
- Casaburi, Napoli aspetta Godot? Cronache non turistiche per viaggiatori e residenti
- Castan, Bestiario universale del Professor Revillod
- Cavazzoni, Guida agli animali fantastici
- Cheli, Come difendersi dai media. Gli effetti indesiderati di giornali, radio, tv e internet
- Collodi – Jacovitti, Pinocchio
- Dedopulos, La caccia al tesoro più grande del mondo su Google Earth
- Deliolanes, Come la Grecia
- El Sirgany, I diari della rivoluzione
- Ferrajoli, Poteri selvaggi
- Gorokhova, Una montagna di briciole
- Kalfus, Plutonio 239 e altre fantasie russe
- Latouche, Per un’abbondanza frugale
- Le Fanu – Coleridge, Carmilla la Vampira – Christabel
- Maathai, La sfida dell’Africa
- Mammoliti, I serial killer dell’anima
- Mantovani, Diaz. Processo alla polizia
- Morozov, L’ingenuità della rete. Il lato oscuro della libertà di internet
- Munro, Troppa felicità
- Panzarasa, L’orecchio verde di Gianni Rodari
- Pardini, Il viaggio dell’orsa
- Parise, Dieci buoni motivi per andare in biblioteca
- The Paris Review, INTERVISTE, III
- Razeto, Corrispondenti di guerra
- Ruffolo, Testa e croce. Una breve storia della moneta
- Saba, Consigli ai bibliofili
- Skloot, La vita immortale di Henrietta Lacks
- Trento, L’astrolabio. Storia, funzioni, costruzione
- Varvello, La luce perfetta del giorno
- Vigevani, La febbre dei libri. Memorie di un libraio bibliofilo
- Wright, Tony & Susan
- Yallop, Misteri della fede
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Nicola Ferrari, psicopedagogista, formatore, svolge attività di supporto alle persone in lutto nell’Associazione Maria Bianchi.
Ha ideato il servizio Cor-rispondenze per il sostegno nella perdita tramite mail e la metodologia della narrazione guidata per i gruppi di auto mutuo aiuto.
Diego De Leo, Alberta Cimitan, Kari Dyregrov, Onja Grad e Karl Andriessen, Lutto traumatico: l’aiuto ai sopravvissuti, Alpes editore, Roma 2011, pagg. XVIII-202, euro 23,00
L’angoscia più grande: perdere un figlio. Come sopravvivere
“La Stampa – Tuttolibri” 4 febbraio 2012
Non c’è situazione più angosciata di chi perde un figlio. Specialmente se lo perde d’improvviso, non per malattia ma per incidente stradale. I genitori passano di colpo dalla felicità alla disperazione, e dalla disperazione non escono più com’erano prima. Se escono. Perché non tutti ce la fanno: la perdita di un figlio apre una voragine nella famiglia, e in quella voragine può essere inghiottito qualche altro famigliare. Il sopravvivere non è continuare a vivere, perché niente continua come prima. Il non-sopravvivere, il farla finita, è anche un tornaconto, un interesse: condensa in un attimo la sofferenza che altrimenti sarebbe diluita per anni o decenni. E poi, ateo o credente che sia il genitore che la fa finita, c’è sempre in lui l’illusione, la speranza, di andare dov’è il figlio: la fine come un ricongiungimento, un nuovo inizio. Perciò la perdita di un figlio è un grande tema letterario e artistico. Malick ne fa lo spunto di partenza per il suo film The tree of life, Palma d’oro 2011: il film comincia dolce ed elegiaco, vita di campagna, paesaggi stupendi, improvvisamente una lettera informa che un figlio è morto, e subito una voce chiede ai cielo: “Cosa siamo noi per te?” e dall’alto scende una risposta raggelante: “Dov’eri tu, quand’io creavo le galassie e gli abissi?”. Come dire: sei un niente, non hai diritto di fare domande. È il tema del film La stanza del figliodi Nanni Moretti, Palma d’Oro del 2001 (ma dunque Cannes ama il lutto?). È il tema del libro luttuoso per eccellenza, Tutti i bambini tranne uno, di Philippe Forest, scritto per la morte della figlia, per la quale il padre pensò e pensa ancora ogni tanto al suicidio. A questo dolore che non ha rimedio ora un gruppo di psichiatri offre un vademecum per cercare di uscirne, una guida per ridare senso alla vita. L’idea di mettere insieme questo gruppetto di studiosi è di uno psichiatra italiano che ha patito in prima persona la perdita non di un figlio ma di due: nello stesso incidente. Precipitando così da una vita stracolma e un’esistenza deserta. I figli di Diego De Leo avevano 19 e 17 anni, erano due maschi. Se c’è un’età in cui si amano i figli di un amore privo di ambivalenza, è quella. Da genitori, si con-vive la loro vita presente e si pre-vive la loro vita futura. E questo riempie il presente e il futuro. Persi i figli, lo psichiatra Diego De Leo ha avuto una reazione umanamente sublime: fare di quella sventura una forza per l’umanità, registrare le tappe di una via d’uscita e metterle a disposizione di tutti coloro che ne hanno bisogno. Anzitutto ha sentito, insieme con la moglie Cristina, che il lutto non cancella, ma rafforza la genitorialità. E che i figli perduti continuano a vivere con te, se tu vivi per loro, e per salvare gli altri genitori che han perso figli come i tuoi. I coniugi De Leo han cercato e trovato nel mondo psichiatri che lavorano sul lutto, si son messi insieme per sommare le esperienze, e ora stampano insieme Lutto traumatico, l’aiuto ai sopravvissuti. È una miniera di insegnamenti. Il primo insegnamento è che si può lavorare per i figli anche se non ci sono più, risolvere all’umanità il problema che la loro morte ha lasciato. L’umanità è un cerchio, che si stringe a te con gli amici: gli amici diventano la tua nuova famiglia. È una famiglia che sa, e tutto quello che dice dipende da questo sapere: non ti può ingannare o mentire, perché nel grande dolore funzionano solo le parole autentiche. Il dolore è un crivello, che separa le parole vere da quelle false. Uscire dal lutto si può esprimendolo: l’espressione è liberatoria se rivela, se nasconde è repressiva. Il lutto porta a scartare le persone infide, a cercare quelle amiche. A volte, non di rado, porta al divorzio, perché se c’era un solco tra marito e moglie, diventa un abisso. Il lutto comprende la protesta, la ricerca, la disperazione, la depressione, si riduce quando comincia la riorganizzazione, e la riorganizzazione va insieme col senso (difficile a dirsi) di un guadagno: una più completa verità.
Cecilia Edelstein, Le trasformazioni dei servizi sociali nell’era dei flussi migratori, Carocci, 2011
Edelstein presenta una ricerca nata allo scopo di capire come i Servizi sociali stiano evolvendo di fronte al mutamento dell’utenza dovuto al progressivo aumento del flusso migratorio che sempre piu’ sta trasformando la societa’ italiana in una societa’ multietnica. L’Area Minori (Servizi sociali territoriali e Servizio Migrazioni del comune di Bergamo) sono stati i servizi analizzati nel corso del triennio di lavoro, mentre l’utenza e’ composta da famiglie con almeno un figlio minore a carico che si rivolgono ai servizi in maniera volontaria o in modalita’ coatta con procedimento del Tribunale dei minori.
I. Le ragioni dell’intervento pubblico (P. Bosi) 1. Economia del benessere e scienza delle finanze
2. Economia con beni pubblici e meccanismi di decisione politica
3. Altre cause di fallimento del mercato
II. La finanza pubblica in Italia, il Bilancio dello Stato e la Legge di stabilità (P. Bosi e P. Silvestri) 1. Un quadro della finanza pubblica italiana
2. Il Bilancio dello Stato e la Legge finanziaria
III. Teoria dell’imposta (P. Bosi e M.C. Guerra) 1. Le entrate pubbliche
2. L’imposta
3. Tassonomia delle imposte
4. Criteri di ripartizione del carico tributario
5. Problemi di disegno dell’imposta personale sul reddito
6. Le principali imposte del sistema tributario italiano
7. Gli effetti distorsivi delle imposte
8. L’incidenza delle imposte in equilibrio parziale
IV. La teoria del debito pubblico (P. Bosi) 1. Premessa
2. Perché esiste il debito pubblico
3. Il debito pubblico nella macroeconomia keynesiana
4. L’analisi di Ricardo
5. I limiti del debito pubblico
V. Il decentramento fiscale (P. Bosi) 1. Premessa
2. Spiegazioni ideologiche, politiche e organizzative del decentramento
3. La teoria economica del decentramento finanziario
4. I trasferimenti intergovernativi: motivazioni, effetti economici e modelli di perequazione (con M.C. Guerra)
5. Il finanziamento degli enti decentrati in Italia (con M.C. Guerra)
VI . La politica fiscale nell’Unione economica e monetaria (P. Bosi) 1. Premessa
2. Cenni sulle istituzioni dell’ Ue e sul bilancio europeo
3. Il Patto di stabilità e crescita
4. Il destino dell’Europa
Appendice
Stabilizzatori automatici e flessibilità automatica del bilancio
VII. Servizi di pubblica utilità e politiche per la concorrenza (P. Bosi) 1. Produzione pubblica,regolamentazione ed efficienza
2. Due concetti fondamentali: monopolio naturale e mercati contendibili
3. Le imprese pubbliche e le tariffe
4. Le politiche per la concorrenza
5. Le privatizzazioni in Italia
6. Conclusioni
VIII. La spesa per il welfare state (P. Bosi) 1. Il welfare state
2. Le pensioni
3. La sanità
4. L’assistenza (con S. Toso)
5. Gli ammortizzatori sociali
6. L’istruzione (P. Silvestri)
Il titolo del nuovo libro di Marco Franzoso, Il bambino indaco (Einaudi, 16€, 132 pagine) ha qualcosa di esotico e insolito; esso fa riferimento a una teoria emersa nella cultura New Age che sostiene l’esistenza di bambini speciali, riconoscibili dall’aura di colore indaco e caratterizzati da un’intelligenza superiore e originale capace di indicare la via per una rigenerazione salvifica del mondo. La citazione sulla copertina “Chi sei? Chiedo silenziosamente. Qual è il tuo segreto? Perché non ti conosco?”, che sembra dialogare con il volto rotondo del bambino in primo piano, rinforza la fascinazione; ciononostante, a libro terminato, la delusione che segue a tanta aspettativa, che aveva avuto sin da subito un vago sapore di falsità, è forte.
Sergio Zavoli presenta il libro dell’anno Mirella Delfini tra Papa Giovanni XXIII, De Gaulle, Fanfani, Mattei, Nenni, Moro, Pasolini, Buzzati, Fellini, Montanelli, Moravia, De Sica.
“Divertente, scanzonata, a volte commovente”, scrive Sergio Zavoli, oggi autorevole voce della RAI presentando il romanzo di Mirella Delfini. L’autrice è nota giornalista che parte dal fascismo per giungere a nostri giorni, raccontando di vicende, incontri, scontri, interviste e molto altro ancora tra Giovanni Papa XXIII, Pasolini, Montanelli, Moravia, Vittorio De Sica e tanti altri. “La vicenda di Mirella Delfini – ha scritto Zavoli – ,una giornalista d’assalto, si snoda lungo un secolo pieno di avvenimenti e di lampi tempestosi. Non è soltanto un’autobiografia, è anche una strada da percorrere per scoprire luoghi impensati e incontrare personaggi eccezionali come Papa Giovanni XXIII, il Pandit Nehru, Charles De Gaulle, Amintore Fanfani, Enrico Mattei, Pietro Nenni, Aldo Moro, Pier Paolo Pasolini, Dino Buzzati, Federico Fellini, Indro Montanelli, Alberto Moravia, Vittorio de Sica e molti altri.” Il libro è stato pubblicato da AbelBooks una casa editrice che pubblica ebook distribuendoli e vendendoli in tutto il mondo. Si possono infatti trovare i titoli del ricercato catalogo, suddiviso tra narrativa e saggistica, su Amazon, in Applestore, Bol, Rizzoli, Internet Bookshop e le più importanti librerie online della rete. Sergio Zavoli, giornalista RAI e scrittore, parla del lavoro di Mirella Delfini, non solo come una auto-biografia, ma come un viaggio di incontri e interviste interessanti a personaggi eccezionali che hanno fatto la nostra storia. E prima di terminare la sua presentazione Zavoli ha voluto sottolineare che “ci sono anche fatti che solo oggi è possibile raccontare; per esempio la vera storia di come Papa Giovanni XXIII – durante la crisi per i missili a Cuba – sia riuscito con il suo carisma a riconciliare ‘le due K’, Kennedy e Krusciov, scongiurando il pericolo di una terza guerra mondiale. E’ una vicenda che pochi sanno, infatti il mondo crede ancora che il merito sia tutto di Kennedy. Storia, politica cultura, sorprese e rischi, tutto si mescola e si ricompone in un vasto arazzo sul quale ci si avventura senza un momento di respiro e di noia.”
ANDRA’ TUTTO BENE di Mirella Delfini Abelbooks editore Euro 4,99
Testi per insegnanti, operatori sociali e sanitari
Dati
pp. 176, 1a edizione 2008 (Cod.1900.1.10)
Tipologia: Edizione a stampa Prezzo: € 18,00 Disponibilità: Buona
Codice ISBN: 9788856802801
In breve
Attraverso un’accurata ricostruzione delle dimensioni della ricerca valutativa e un esame dei cambiamenti avvenuti negli ultimi anni nel welfare, il volume spiega come e perché valutare i servizi e le politiche sociali. Tre, in particolare, sono le parole chiave utilizzate per leggere il contributo della ricerca valutativa nel campo dei servizi e delle politiche sociali: partecipazione, metodo e qualità.
Presentazione del volume
Come valutare i servizi e le politiche sociali? Quali approcci e quali metodi impiegare? Cosa significa valutazione partecipata? Come coinvolgere gli attori sociali? È possibile giungere a risultati oggettivi? Che cos’è la qualità in ambito sociale? A che cosa serve valutare i servizi e le politiche sociali?
Il volume risponde a queste domande attraverso un’accurata ricostruzione delle dimensioni della ricerca valutativa e un esame dei cambiamenti avvenuti negli ultimi anni nel welfare. L’attenzione è posta sul ruolo chiave che può giocare la valutazione affiancando la decisione per l’individuazione di bisogni rilevanti e per la costruzione e l’implementazione di interventi adeguati.
Tre sono le parole chiave utilizzate nel libro per leggere il contributo della ricerca valutativa nel campo dei servizi e delle politiche sociali: partecipazione, metodo e qualità. La partecipazione alla ricerca degli attori sociali (decisori, attuatori, beneficiari) è la strategia attraverso la quale è possibile costruire, raccogliere e restituire informazioni utili alla sfera decisionale. Il metodo rinvia ai presupposti teorici e pratici della ricerca e agli aspetti da considerare per orientarsi in contesti articolati e multistakeholder. La qualità, infine, può essere definita integrando la conformità a standard e procedure (tipica della certificazione e dell’accreditamento) con l’attenzione ai risultati e alle varie dimensioni dell’intervento sociale (come propone la valutazione) per considerarne la complessità.
Il testo è arricchito dall’illustrazione di alcune ricerche che esemplificano il ruolo e le finalità della valutazione in campo sociale, le modalità e le tecniche di coinvolgimento degli attori sociali, il rapporto con i committenti, l’impiego di metodi misti.
Filippo Ciucci è dottore di ricerca in Metodologia della ricerca nelle scienze umane e professore a contratto presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università degli Studi di Genova. Svolge attività di consulenza e di ricerca per enti pubblici e privati nel settore delle politiche sociali, formative e del lavoro.
Indice
Introduzione
Percorsi della valutazione
(Definizioni di valutazione; La valutazione: finalità e procedure; Valutazione, ricerca e politiche sociali)
Valutazione e partecipazione
(Valutazione, partecipazione e ricerca sociale; Valutazione partecipata nelle politiche sociali; Caratteristiche della valutazione partecipata; Pregi e limiti della partecipazione)
Problemi di metodo
(Per una comprensione dell’agire sociale; Qualità e quantità: ricerca e partecipazione; Implicazioni di un approccio partecipato; Ricercatore e attore sociale; Il mito dell’oggettività: verità oggettiva o intersoggettiva?; La valutazione: perché e per chi)
Welfare, politiche e valutazione
(Il welfare in Italia e i suoi cambiamenti; Politiche e welfare in Europa e in Italia; Politiche e servizi sociali; La legislazione italiana in materia di politiche sociali; Valutazione e assicurazione della qualità nel settore sociosanitario)
Valutazione, qualità e servizi alla persona
(La valutazione dei servizi alla persona; Valutazione e qualità)
Conclusioni
Bibliografia di riferimento
Tipologia: Edizione a stampa Prezzo: € 27,00 Disponibilità: Buona
Codice ISBN: 9788856816129
In breve
Nella gestione di progetti e programmi, nelle grandi organizzazioni, non c’è ormai contesto amministrativo o decisionale in cui non sia richiesto di fornire dati e progettare indicatori. Il volume, nato da una giornata di studio tenutasi a Roma fra sociologi ed economisti, metodologi e valutatori, vuole offrire un sistema di indicatori efficace, chiaramente collegato all’oggetto da monitorare o valutare, adeguatamente argomentato e non improvvisato.
Presentazione del volume
Indicatori sociali, indicatori di impatto, indicatori di qualità della vita, di contesto, economici… gli indicatori godono di una diffusione superiore al numero di testi a essi dedicati. Nella gestione di progetti e programmi, nelle grandi organizzazioni, non c’è ormai contesto amministrativo o decisionale in cui non sia richiesto di fornire dati e progettare indicatori, sovente mal compresi e scarsamente utili.
Il problema fondamentale è la grande distanza che si registra fra i pochi testi specialistici che inquadrano l’argomento e la grande diffusione pratica, non solo valutativa, che negli anni pare avere imboccato la deriva della produzione massiccia di indicatori sterili, trascurando la riflessione sul loro significato, la loro corretta costruzione e il loro uso efficace.
In seguito a una giornata di studio tenutasi a Roma fra sociologi ed economisti, metodologi e valutatori, è nato questo volume che accosta il sofisticato ragionamento teorico all’indicazione procedurale; il confronto fra modelli epistemologici alla ricchezza di casi empirici; il riferimento ai sistemi di monitoraggio e il loro collegamento alla valutazione.
Il volume è destinato a un pubblico di ricercatori sociali, pianificatori o progettisti, valutatori, manager pubblici e operatori (sanitari, scolastici, delle politiche formative e sociali, ecc.) che ritengono necessario un sistema di indicatori ma lo desiderano efficace, chiaramente collegato all’oggetto da monitorare o valutare, adeguatamente argomentato, non improvvisato.
Claudio Bezzi, consulente valutatore, è fra i fondatori dell’Associazione Italiana di Valutazione. Fondatore della “Rassegna Italiana di Valutazione”, ha scritto fra l’altro Il disegno della ricerca valutativa, Nuova edizione rivista e aggiornata, FrancoAngeli, Milano 2003. www.valutazione.it; bezzi@valutazione.it Leonardo Cannavò, sociologo della scienza e metodologo della ricerca, è professore ordinario di Metodologia e tecnica della ricerca sociale nella Facoltà di Sociologia, “Sapienza” Università di Roma. Ha condotto studi teorici ed empirici sulla valutazione dei sistemi e processi scientifico-tecnologici e progettato scale di valutazione degli atteggiamenti. Il suo lavoro più sistematico èRicerca sociale, Carocci, Roma 2007 (3 volumi, a cura di, con L. Frudà). leonardo.cannavo@uniroma1.it Mauro Palumbo, valutatore e metodologo della ricerca, è professore ordinario di Sociologia presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università di Genova. Fra i fondatori dell’Associazione Italiana di Valutazione, concentra da tempo i suoi interessi sull’utilizzo della valutazione nei processi decisionali pubblici. Ha pubblicato recentemente con FrancoAngeli La partecipazione fra ricerca e valutazione (2009, a cura di, con C. Torrigiani). mauro.palumbo@unige.it
Indice
Claudio Bezzi, Introduzione Parte I. La costruzione degli indicatori sociali e valutativi Mauro Palumbo, Definizioni, approcci e usi degli indicatori nella ricerca e nella valutazione
(Definizioni; Indicatori sociali; Approccio statistico e sociologico agli indicatori; Indicatori valutativi; Indicatori nella ricerca e nella valutazione: una stessa famiglia?; Claudio Torrigiani, Appendice. Gli indicatori valutativi) Agnese Vardanega, Costruire indicatori per la valutazione. Costruzionismo e principio di realtà
(Costruire cosa? Indicatori, conoscenza e valutazione; La selezione degli indicatori, in pratica; Come fanno gli indicatori ad indicare?; Validità: interpretazione e principio di realtà) Eleonora Venneri, L’indicatore riflessivo: logica argomentativi ed ermeneutica nei processi di costruzione
(Premessa; Definizione dell’evaluando e costruzione degli indicatori: un’attività in progress; L’indicatore ragionevole: il ruolo dell’argomentazione) Parte II. Apprendere la natura e l’uso degli indicatori a partire da casi concreti Claudio Bezzi, Indicatori senza pensiero
(Tu come chiami l’indicatore?; Un mondo irreale. Ovvero: indicatori senza pensiero; Il livello istituzionale: Gog e Maggog dell’indicazione; Ritualità dell’indicatori e scotomizzazione del senso) Mita Marra, Come e perché gli indicatori co-evolvono con gli obiettivi e gli strumenti delle politiche pubbliche
(Come gli indicatori co-evolvono: l’economia politica della programmazione e della valutazione; Perché gli indicatori co-evolvono: la complessità delle teorie dei programmi; La dimensione normativa: indicatori come standard; Conclusioni) Isabella Mingo, Dal pensiero agli indicatori: misurare “l’esclusione sociale”. La complessa definizione operativa di un concetto multidimensionale
(Introduzione; Il “pensiero”: che cos’è l’esclusione sociale?; Dal concetto agli indicatori di Laeken; Le basi empiriche degli indicatori di Laeken; Note conclusive) Maria Stella Agnoli, La sfida dei ‘descrittori di Dublino’ alla progettazione dell’offerta formativa universitaria e alla valutazione dei suoi risultati
(Una breve premessa sulla scelta del tema; I descrittori di Dublino; Gli usi valutativi dei descrittori di Dublino; Il ciclone del programma; Se e come sia possibile tradurre i descrittori dei risultati dell’apprendimento (learning outocomes) universitario nel linguaggio degli indicatori valutativi; La valutazione dell’università anche a partire dai descrittori di Dublino) Daniela Oliva, L’infausto successo degli indicatori
(Premessa; Il primo incontro; Un settore di successo; Gli indicatori tra monitoraggio e valutazione; La capacità rappresentativa degli indicatori; Le condizioni migliori per l’utilizzo degli indicatori; Indicatori sì, indicatori no?) Marco Lombardi, Processo della policy e indicatori di monitoraggio
(Una riflessione preliminare sugli obiettivi del monitoraggio; Il contesto; Partire dai processi; Dalla ricostruzione dei processi alle dimensioni; Dimensioni, contesti e costruzione degli indicatori; Monitoraggio e indicatori per la valutazione delle politiche; Conclusioni) Parte III. Post-funzioni Mita Marra, Note sulla causalità. Gli indicatori tra micro e macro analisi
(La causalità basata sui meccanismi: implicazioni per l’utilizzo degli indicatori; Le dimensioni micro e macro: relazioni causali e costitutive e indicatori; Conclusioni) Leonardo Cannavò, Dall’incertezza e della complessità: gli indicatori tra ricerca e valutazione
(Valutazione, ricerca valutativa, ricerca investigativa, valutazione sociale; Asimmetrie della e nella valutazione: contesti, livelli, matrici disciplinari; Il senso degli indicatori fra complesso e semplice, latente e manifesto; Gli indicatori nella e per la valutazione: che fare?)
Gli autori.
I servizi per gli anziani richiedono sistematiche valutazioni e continui adeguamenti a livello quantitativo e qualitativo. In questa prospettiva l’AUSL di Bologna ha sviluppato uno specifico percorso di miglioramento della qualità dei servizi per gli anziani, che ha coinvolto diverse aree: la dimissione protetta dall’ospedale, l’assistenza domiciliare, l’assistenza presso strutture protette e lungodegenze, i servizi per le demenze. Il testo riporta gli atti di un workshop su queste tematiche.
Presentazione del volume
Il sistema di welfare italiano deve affrontare una sfida di particolare rilievo: la necessità di un adattamento continuo dei servizi per rispondere a nuovi bisogni, a una crescente domanda di personalizzazione e qualità degli interventi. Nell’area dei servizi per gli anziani, l’invecchiamento della popolazione fa emergere con forza tale sfida e richiede al sistema di welfare di attrezzarsi per garantire un miglioramento continuo della qualità dei servizi e un monitoraggio sistematico delle attività.
Il libro presenta un insieme organico di esperienze di valutazione e miglioramento della qualità, esposte nell’ambito del Workshop per operatori socio-sanitari e dei servizi convenzionati “Il percorso di miglioramento della qualità nei servizi per anziani dell’Azienda USL di Bologna”, tenutosi nel 2009 a Bologna. Il percorso è stato fortemente condiviso tra tutti gli attori in grado di promuovere qualità – ASL, Enti Locali, ASP, organizzazioni profit e no profit, professionisti, volontari, Comitati Consultivi Misti, famiglie ed anziani – e mirato, in una prospettiva di innovazione sociale partecipata, al miglioramento della cura e della qualità della vita degli anziani. Gli elementi teorici, gli strumenti metodologici e le esemplificazioni concrete, contenuti nel testo, rappresentano una “cassetta degli attrezzi” utilizzabile da chi opera nei servizi socio-sanitari per gli anziani.
Il volume si rivolge quindi ad amministratori, operatori socio-sanitari, responsabili di organizzazioni profit, no profit e volontari per consolidare un’alleanza con le famiglie e gli anziani, per la qualità della vita e dei servizi.
Monica Minelli, sociologo e assistente sociale, è direttore del Dipartimento delle Attività Socio-Sanitarie dell’Azienda USL di Bologna. Walther Orsi, sociologo, docente di Programmazione, organizzazione e gestione dei servizi sociali presso l’Università di Bologna, è direttore del Programma ‘Salute Anziani’ dell’Azienda USL di Bologna. Per i nostri tipi ha pubblicato Progettare insieme la qualità della vita (2003) e Qualità della vita e innovazione sociale (2009). Rosa Angela Ciarrocchi, sociologo sanitario, si occupa di sistemi informativi, valutazione e ricerca nell’ambito delle organizzazioni no profit ed è consulente presso l’Azienda USL di Bologna. Gerardo Lupi, sociologo sanitario, si occupa di formazione e consulenza organizzativa
nell’ambito dei servizi socio-sanitari e del terzo settore e collabora con il Programma ‘Salute Anziani’ dell’Azienda USL di Bologna.
Indice
Giuliano Barigazzi, Presentazione Francesco Ripa Di Meana, Introduzione Anna Del Mugnaio, Programmazione, governance e qualità dei servizi sociosanitari
Qualità e valutazione: metodi e ricadute
(Massimo Annicchiarico, Introduzione; Laura Biagetti, Valutare la qualità nei servizi alla persona;Walther Orsi, Costruire qualità: il metodo di lavoro partecipato; Carlo Hanau, Sonia Cavallin, Il Comitato Consultivo Misto come strumento di partecipazione dei cittadini e delle associazioni;Raffaele Tomba, La qualità nell’accesso ai servizi: l’avvio dello sportello sociale nel Comune di Bologna; Anna Maria Nasi, L’integrazione socio-sanitaria nell’ADI; Simonetta Puglioli, La qualità dei servizi socio-sanitari per anziani: esperienze e prospettive)
Qualità e assistenza domiciliare
(Gabriele Cavazza, Introduzione; Lucia La Rovere, Garanzie di qualità nell’assistenza domiciliare;Rosanna Giordani, La cartella ADI; Chiara Petrucci, La valutazione della soddisfazione degli utenti ADI)
Qualità e assistenza nelle strutture residenziali e nelle lungodegente
(Luca Barbieri, Introduzione; Marco Domenicali, Gerardo Lupi, Maria Cristina Pirazzini, Marco Sinoppi, L’esperienza dell’Azienda USL di Bologna: valutazione della qualità e monitoraggio dei servizi alla persona nelle strutture protette; Clelia D’Anastasio, Rosa Angela Ciarrocchi, Il progetto demenze: percorsi di miglioramento e qualità percepita; Aldina Gardellini, Relazione clinico-organizzativa fra Ospedale e Strutture Residenziali per anziani; Mauria Rambaldi, Il controllo di qualità nelle lungodegente private accreditate a Bologna: un percorso di miglioramento; Giovanni Agrestini, Indicatori di qualità, miglioramento continuo, ruolo della direzione; Lucio Tondi, Il contributo del medico al miglioramento della qualità erogata agli anziani non autosufficienti istituzionalizzati; Lauretta Fagioli, Il servizio infermieristico nelle strutture residenziali: strategie per la qualità; Monica Gamberoni, La riabilitazione estesa: un lavoro di equipe a garanzia della qualità del servizio; Paola Burnelli, L’apporto professionale del Coordinatore di Nucleo per il miglioramento della vita dell’anziano in un servizio residenziale)
Qualità delle relazioni nelle strutture residenziali
(Maura Guerzoni, Stefania Moscardelli, Introduzione; Fabio Cavicchi, PAI e programmazione dell’assistenza. Qualità delle relazioni nelle strutture residenziali; Luca Boschiero, Carta dei Servizi come strumento di informazione e comunicazione; Stefano Canova, Animazione. Tra attimi “esterni” e “tenuta” di programmi; Rosa Angela Ciarrocchi, Gerardo Lupi, Il miglioramento della qualità della vita nelle strutture) Monica Minelli, Conclusioni
Riferimenti bibliografici
Textbook, strumenti didattici. Testi per psicologi clinici, psicoterapeuti
Dati
pp. 336, 1a ristampa 2011, 1a edizione 2009 (Cod.1240.339)
Tipologia: Edizione a stampa Prezzo: € 32,00 Disponibilità: Discreta
Codice ISBN: 9788856804812
In breve
Il tema della genitorialità alla luce della più recente e autorevole letteratura scientifica internazionale. Il volume delinea la funzione genitoriale con particolare riferimento alla personalità e ai compiti dei genitori e agli obiettivi evolutivi del figlio, individua i più significativi nodi problematici e gli aspetti disfunzionali della genitorialità, propone criteri di valutazione della “capacità genitoriale”, applicabili in sede clinica e in ambito forense.
Presentazione del volume
Questo volume affronta il tema della genitorialità alla luce della più recente ed autorevole letteratura scientifica internazionale.
Innanzitutto, viene delineata la funzione genitoriale come scaturisce dall’integrazione delle dimensioni evoluzionistiche e transculturali, con particolare risalto ai sistemi di accudimento e attaccamento.
Dopo aver illustrato le variabili della personalità e le abilità e competenze richieste ai genitori per favorire il raggiungimento degli obiettivi evolutivi dei figli, vengono tracciati quattro profili di genitore.
Ampio spazio è dedicato alla discussione critica dei nodi problematici in grado di determinare condizioni di disfunzione genitoriale, con particolare riferimento alle molteplici tipologie di abuso, dalle situazioni di trascuratezza e maltrattamento fino al caso estremo del figlicidio.
Per ogni condizione problematica sono illustrate la prevalenza, l’eziologia, la dinamica, le conseguenze per genitori e figli e le strategie di prevenzione e trattamento più efficaci.
Infine, vengono proposti dei criteri di valutazione della “capacità genitoriale”.
Il materiale contenuto nel volume trova utile applicazione in sede clinica e in ambito forense e costituisce il punto di partenza per interventi di tipo preventivo e terapeutico.
Oronzo Greco, neuropsichiatra, è professore ordinario di Criminologia presso l’Università del Salento, dove insegna anche Psichiatria e Neuropsichiatria Infantile e dirige il Master in “Criminologia clinica e Psicopatologia forense”. È autore di articoli e monografie in ambito criminologico, psicopatologico e medico-legale. Roberto Maniglio, psicologo, psicoterapeuta, è dottorando in Criminologia, devianza e mutamento sociale. È autore di pubblicazioni su riviste e monografie a livello nazionale e internazionale in ambito criminologico, psicologico e psicopatologico.
Indice
Introduzione
La genitorialità tra natura e cultura
(Radici naturali; Radici culturali)
La funzione genitoriale
(Origine e percorso della genitorialità; Aspetti psicologici; Variabili psicologici)
Nodi problematici
(Infertilità, procreazione assistita e adozione; Genitori con disabilità fisiche; Genitori con disturbi mentali; Genitori antisociali; Genitori che fanno uso di alcol o droghe; Nuclei monogenitoriali; Maternità adolescenziale; Orientamento sessuale del genitore; Separazione e divorzio; Conflittualità e violenza coniugale; Svantaggio sociale ed economico; Genitori di bambini nati prematuramente o sottopeso; Genitori di bambini disabili; Genitori di bambini con comportamenti problematici)
La disfunzione genitoriale
Famiglie multiproblematiche; Abuso e trascuratezza; Figlicidio; Il genitore “non risolto, inerme e spaventante”; Strategie di intervento)
La capacità genitoriale
(Verso una definizione ideale e normativa di genitore; Valutazione della capacità genitoriale)
Il volume si interroga sulla valutazione degli interventi e dei servizi sociali in una società complessa e democratica, e propone un ampio ventaglio di tecniche di ricerca sociale e valutativa, in un’ottica di integrazione metodologica, con un’approfondita disamina dell’uso e abuso dei questionari, un’attenzione alle prassi dell’osservazione e della narrazione, un rilievo specifico alle tecniche di gruppo in quanto particolarmente coerenti con un’ottica partecipativa.
Presentazione del volume
Che cosa significa valutare gli interventi e i servizi sociali (sanitari, assistenziali, formativi, ecc.) in una società complessa e democratica? La valutazione è materia riservata a esperti, decisori e management oppure possono (e devono) entrare in gioco altri attori sociali (operatori e cittadini in primis)? La partecipazione può essere ridotta alla mera somministrazione di questionari di soddisfazione ai “clienti”? E questi “clienti” sono davvero “al centro”, come recita la vulgata corrente?
Il volume risponde in modo approfondito a questi interrogativi sulla base dell’esperienza di molti anni di studi, ricerche, consulenze, corsi e saggi. Sottopone ad analisi critica tutta una serie di assiomi diffusamente utilizzati ma dalle deboli fondamenta. La valutazione, per essere all’altezza delle problematiche attuali, non può che proporsi sia come ricerca scientifica sia come negoziazione fra più attori. E la partecipazione dei cittadini necessita di solide fondamenta teoriche, di riflessione sulle sperimentazioni attuate, di analisi delle sue dimensioni e dei suoi contenuti.
Il testo propone quindi un ampio ventaglio di tecniche di ricerca sociale e valutativa, in un’ottica di integrazione metodologica, con un’approfondita disamina critica dell’uso e dell’abuso dei questionari, un’attenzione alle prassi dell’osservazione e della narrazione, un rilievo specifico alle tecniche di gruppo in quanto particolarmente coerenti con un’ottica partecipativa. Interrogandosi anche sulle nuove opportunità offerte alla ricerca dall’informatica e dal web.
Leonardo Altieri, professore associato presso il Dipartimento di Sociologia dell’Università di Bologna, insegna Metodologia e tecnica della ricerca sociale, Valutazione dei servizi e delle politiche sociali, Metodologia della ricerca valutativa nelle Facoltà di Scienze Politiche di Bologna e Forlì. Si occupa di valutazione fin dalla prima metà degli anni ottanta, ha condotto studi e consulenze presso enti vari, fra cui l’Agenzia Sanitaria dell’Emilia-Romgna. È stato fra i promotori dell’Associazione Italiana di Valutazione. Ha fatto parte per sei anni del Nucleo di Valutazione dell’Università di Bologna dopo essere stato per due mandati consigliere di amministrazione nonché componente della giunta dello stesso ateneo. Fa parte della direzione scientifica della rivista Salute e Società.
Indice
Prefazione (autobiografia) Parte I. Valutazione Verso una valutazione comprendente, integrata, multidimensionale
(Scopi, sviluppi e primi criteri della valutazione dei programmi sociali e sanitari; Valutazione come attività complessa; Le componenti del percorso valutativo)
Nodi sociologici della valutazione
(Premessa: alcuni nodi per un approccio sociologico; Valutazione e welfare state; Spendibilità della valutazione fra sociologia e politica sociale; Etica e valutazione in sistemi complessi; Partecipazione o autoreferenzialità?; La valutazione dei programmi socio-sanitari oltre la crisi del modello programmatorio-partecipativo)
Programmazione e articolazione della valutazione
(Quale rapporto fra programmazione e valutazione?; Quale articolazione della valutazione?; Quali condizioni e quali abusi per la valutazione?) Parte II. Partecipazione La partecipazione nei servizi sociali e sanitari
(Complessità della partecipazione; Quattro dimensioni della partecipazione; L’evoluzione dei modelli di partecipazione in sanità (dopo la riforma del 1978); Gli attori della partecipazione: pazienti, utenti, clienti, stakeholder, cittadini)
Problemi e risposte della partecipazione sperimentata
(Partecipazione e neo-liberismo nell’esperienza inglese; I Comitati Consulti Misti (CCM) in Emilia Romagna; L’esperienza dei Piani per la Salute (PpS) in Emilia Romagna; Partecipazione, ricerca sociale, valutazione)
Temi della partecipazione: equità e diritti
(Una qualità, due qualità? Una complessa questione di qualità!; Qualità versus equità?; Equità e letture dei bisogni; Il peso delle disuguaglianze sociali; Un ciclo disegualitario in forme tradizionali e nuove; Le disuguaglianze sociali in Italia; Diritti dei cittadini (e temi di valutazione); Riconoscimento dei diritti: URP e Carte dei Servizi; Partecipazione per equità e diritti. Due direttrici della qualità) Parte III. Metodologia Per una metodologia integrata e partecipativa
(Tre generazioni di valutatori; Problemi di metodologia e problemi di valore; Aprire nuove strade alla valutazione; Acquisizioni epistemologiche e metodologiche; Verso un approccio integrato, negoziale e multidimensionale; La necessità di un approccio critico alla valutazione; Alcune scelte metodologiche; Costuire tipologie di tecniche valutative?)
Tecniche di misurazione, di sperimentazione, di monitoraggio e di analisi
(Tecniche cost-analitiche; Tecniche di monitoring; Disegni sperimentali, quasi-sperimentali, non sperimentali, presperimentali; Costruzione di sistemi di indicatori; L’uso di fonti documentarie e di segnali dell’ambiente)
L’uso del sondaggio nella valutazione
(La diffusione dei “sondaggi di soddisfazione”; Vantaggi e meriti dei sondaggi in valutazione; Limiti e difficoltà dei sondaggi in valutazione; Le due gambe di un buon sondaggio: il campione e il questionario; Condizioni e modalità di somministrazione dei questionari; Questionari di valutazione via internet; I contenuti dei questionari sulla qualità percepita; Domande esperienziali o impressionistiche?; Un bilancio sull’affidabilità dei questionari nella valutazione)
Tecniche di gruppo e giudizi di esperti
(Tecniche di gruppo per partecipare e valutare; Le tecniche di gruppo vere e proprie; Le tecniche di gruppo per il giudizio di esperti)
Tecniche dell’osservazione, dell’intervista, della narrazione
(L’osservazione sul campo; Le interviste non strutturate e le storie biografiche)
Textbook, strumenti didattici. Testi advanced per professional
Dati
pp. 288, 1a edizione 2011 (Cod.364.184)
Tipologia: Edizione a stampa Prezzo: € 31,00 Disponibilità: Buona
Codice ISBN: 9788856839418
In breve
Il volume, adatto non solo per gli studenti, ma anche per i responsabili della qualità di enti pubblici e imprese che operano nel settore dei servizi, affronta la valutazione della qualità dei servizi, analizzando le ragioni per le quali il monitoraggio della qualità rappresenta un elemento chiave nella prospettiva gestionale delle aziende che operano nel settore dei servizi.
Presentazione del volume
Il volume affronta la valutazione della qualità dei servizi ponendo attenzione alle ragioni per le quali il monitoraggio della qualità rappresenta un elemento chiave nella prospettiva gestionale delle aziende (pubbliche e private) che operano nel settore dei servizi e agli strumenti che consentono di operarne la valutazione in termini quantitativi. Il tentativo è di trattare la materia in forma organica evitando, da un lato, di concentrarsi sul ruolo della qualità nei processi di erogazione dei servizi, trascurando i procedimenti operativi con cui questa può essere rilevata, e, dall’altro, di focalizzarsi sui metodi statistici di valutazione, non tenendo sufficientemente conto del contesto teorico cui essi fanno riferimento. Per questa ragione il volume si propone di abbinare la trattazione teorica del tema, la formalizzazione dei metodi statistici, lo sviluppo di un’applicazione concreta e la presenza di esempi relativi al calcolo di indicatori di efficacia, efficienza e customer satisfaction .
La trattazione è organizzata in tre parti distinte. La prima affronta gli aspetti teorici della materia passando in rassegna concetti, criteri e indicatori che sono alla base della definizione e del monitoraggio della qualità dei servizi. La seconda ha come oggetto i principali metodi di statistica descrittiva e inferenziale che possono essere applicati nella valutazione della qualità dei servizi e che vengono chiariti attraverso esemplificazioni inerenti la materia. La terza presenta numerosi esempi che fanno esplicito riferimento a problemi di valutazione della qualità dei servizi pubblici e privati.
Il testo si rivolge in modo particolare agli studenti dei corsi di laurea nel campo delle scienze sociali. Tuttavia, grazie alla sua impostazione, può essere utilizzato dai responsabili della qualità di enti pubblici e imprese che operano nel settore dei servizi per affrontare i loro compiti con una maggiore consapevolezza della loro funzione strategica all’interno dell’organizzazione e con un più ampio e rigoroso bagaglio di strumenti di analisi.
Silvio Franco , ricercatore universitario presso il Dipartimento di Economia e Impresa (DEIM) dell’Università della Tuscia, è docente di Strategie e marketing d’impresa e di Metodi quantitativi per la valutazione della qualità e coordinatore del gruppo di ricerca Noise.
Indice
Alessandro Ruggieri, Presentazione
Introduzione Parte I. Qualità dei servizi: dai principi alla valutazione Fondamenti della qualità
(Storia e definizione della qualità; I principi della qualità; Un modello per il miglioramento continuo)
Criteri per la valutazione della qualità nei servizi
(Alcune considerazioni preliminari; Parametri di valutazione: definizione e quantificazione)
Indicatori per la valutazione della qualità nei servizi
(Indicatori di efficacia ed efficienza; Misura della customer satisfaction; Il metodo SERVQUAL) Parte II. Metodi statistici per la valutazione della qualità dei servizi Concetti introduttivi
Rilevazione dei dati
(Tecniche di raccolta; Le interviste personali; Il questionario; Il campionamento)
Statistica descrittiva
(Riepilogo e presentazione dei dati qualitativi; Riepilogo dei dati quantitativi; Distribuzioni di frequenze)
Relazioni fra variabili quantitative
(Analisi di regressione; Analisi di correlazione)
Elementi di probabilità
(Probabilità semplice e complessa; Distribuzioni di probabilità discrete; Distribuzione normale)
Stima dei parametri
(Stima della media della popolazione; Stima della frequenza relativa nella popolazione; Determinazione della dimensione campionaria)
Decisioni statistiche
(Il procedimento di test delle ipotesi; Significatività delle decisioni statistiche; Confronto fra popolazioni: variabili quantitative; Confronto fra popolazioni: verbali qualitative) Parte III. Casi di studio, applicazioni ed esempi Valutazione della qualità della didattica universitaria
(Il problema generale; Caratteristiche del campione; Applicazione del metodo SERVPERF; Elaborazione e discussione dei risultati; Una proposta di riformulazione del questionario)
Applicazioni ed esercizi
(Valutazione di efficacia ed efficienza dei servizi; Rilevazione e monitoraggio della customer satisfaction; Applicazione del metodo SERVQUAL/SERVPERF)
Riferimenti bibliografici
Giovanni Bertin, Laura M. Carpenter, Wendy Christiaens, Adele E. Clarke, Rossella Ghigi, Paolo P. Guzzo, Allan V. Horwitz, Donald W. Light, Lia Lombardi, Linda Lombi, Marco Marzano, Andy Miah, Luca Mori, Joshua Murray, Janet K. Shim, Stefano Tomelleri, Edwin van Teijlingen, Jerome C. Wakefield
pp. 320, 2a ristampa 2011, 1a edizione 2009 (Cod.1341.28)
Tipologia: Edizione a stampa Prezzo: € 24,50 Disponibilità: Buona
Codice ISBN: 9788856813166
In breve
In molti Paesi ricchi si assiste a una crescente medicalizzazione della vita quotidiana. Alcune condizioni umane, una volta assunte come normali, sono ora considerate patologiche. Inoltre, si registra un incredibile aumento dei disturbi mentali (ansia sociale, ADHD, depressione, disturbo bipolare) che induce sospetti circa i criteri diagnostici adottati. Il volume cerca di rispondere, in termini sociologici, ai principali interrogativi che emergono da questa crescente medicalizzazione della vita.
Utili Link
Natural Style Sei falsi mali da non curare (di Luisa Taliento)… Leggi tutto
Presentazione del volume
Un bambino molto vivace e rumoroso è un bambino malato? Sentirsi un po’ in imbarazzo quando si conoscono persone nuove è sintomo di depressione? Alternare giorni gioiosi ad altri nei quali si è più riflessivi significa essere bipolari? Il seno piccolo deve essere “curato”? A settanta anni si dovrebbe avere la sessualità di un ventenne? Per concentrarci meglio dovremmo comprarci delle amfetamine?
In molti paesi ricchi, in special modo gli Stati Uniti, si assiste ad una crescente medicalizzazione della vita quotidiana. Alcune condizioni umane, una volta assunte come normali, ora sono considerate patologiche. Inoltre, in molti Paesi occidentali, si registra un incredibile aumento dei disturbi mentali (quali l’ansia sociale, l’ADHD, la depressione, il disturbo bipolare) che induce sospetti circa i criteri diagnostici adottati. Ci sono anche le malattie “oggettive”: i livelli al di sopra dei quali le persone vengono diagnosticate a rischio di ipertensione e colesterolo sono stati abbassati. Per questo, aumentano i “pre-malati” (medicalizzazione della prevenzione). Va inoltre menzionato come parte del complesso biomedico abbia spostato la propria attenzione dalla cura all’ottimizzazione. La possibilità di intervenire a livello genetico, inoltre, contribuisce ad offuscare i confini tra normale e patologico.
Questo volume vuole rispondere, in termini sociologici, ai principali interrogativi che emergono dalla crescente medicalizzazione della vita.
Antonio Maturo, ricercatore, insegna Sociologia della salute presso la Facoltà di Scienze Politiche “Roberto Ruffilli” dell’Università di Bologna. Per i nostri tipi ha recentemente pubblicato Sociologia della malattia (2007) e (con C. Cipolla, a cura di ) Scienze sociali e salute nel XXI secolo (2008). È stato titolare dell’insegnamento di Medical Sociology presso la Brown University e Visiting Scientist presso Harvard e New York University. Ha tenuto conferenze presso Boston University, Umeå Universiteit, Katholieke Universiteit Leuven e altre. Peter Conrad è Harry Coplan, Professor of Social Sciences alla Brandeis University. È stato direttore del Dipartimento di Sociologia per nove anni ed è attualmente il direttore del progetto interdisciplinare “Health: Science, Society and Policy”. Autore di oltre cento articoli scientifici e nove libri, tra cui il premiato Deviance and Medicalization: From Badness to Sickness (conJoseph W. Schneider), e il più recente The Medicalization of Society (2007) – entrambi editi da Johns Hopkins.U.P.
Indice
Donald W. Light, Editoriale Antonio Maturo, Peter Conrad, Introduzione Saggi Antonio Maturo, I mutevoli confini della medicalizzazione: prospettive e dilemmi del miglioramento umano Peter Conrad, Le mutevoli spinte della medicalizzazione Allan V. Horwitz, Jerome C. Wakefield, La medicalizzazione della tristezza: come la psichiatria ha trasformato una semplice emozione in un disturbo mentale Rossella Ghigi, La medicalizzazione della bruttezza Luca Mori, Al centro della vita. La medicalizzazione della società secondo Michel Foucault Confronti Antonio Maturo, Medicalizzazione, moltiplicazione delle malattie e miglioramento umano Esperienze Wendy Christiaens, Edwin van Teijlingen, Quattro significati della medicalizzazione: il caso del parto Laura M. Carpenter, Demedicalizzazione e rimedicalizzazione della circoncisione maschile in Gran Bretagna e Stati Uniti Lia Lombardi, La medicalizzazione della riproduzione umana: il corpo e il genere Joshua Murray, La pubblicità per i farmaci con obbligo di prescrizione in un contesto globale: un confronto tra la Nuova Zelanda e gli Stati Uniti Prospettive internazionali Adele E. Clarke, Janet K. Shim, Medicalizzazione e biomedicalizzazione rivisitate: tecno-scienze e trasformazioni di salute, malattia e biomedicine Commenti Marco Marzano, Vecchi concetti e nuovi paradigmi: la biomedicalizzazione in Italia Andy Miah, Medicalizzazione, biomedicalizzazione oppure biotecnolocizzazione? Capitale bioculturale e nuovo ordine sociale Adele E. Clarke, Janet K. Shim, Una replica a Marco Marzano e Andy Miah Note Linda Lombi, I giovani e le droghe nelle ricerche Eurobarometro: un’inversione di rotta? P. Paolo Guzzo, La giuri-medicalizzazione come inter-mentalité in Tarde
Giovanni Bertin, Il cambiamento dei sistemi di welfare nella società post moderna.
Questo testo costituisce la prima traduzione italiana integrale del capolavoro di Gilbert Simondon (1924-1989): la tesi di dottorato principale. In questo saggio fondamentale, l’Autore promuove una puntuale critica alle classiche concezioni filosofiche delle nozioni di individuo e soggetto, ripensandone le definizioni a partire dal processo che sottende alla loro costituzione ed elaborazione. A tale scopo, Simondon sviluppa alcune significative suggestioni provenienti dalla tradizione della fenomenologia francese, dalla Gestaltpsychologie, dalla Teoria dell’Informazione e dalla Fisica quantistica, articolando, al contempo, una riflessione autonoma e sistematica, atta a ripensare l’individualità alla luce dei contributi delle più recenti teorie scientifiche. Il primo volume di quest’opera consta della traduzione italiana del monumentale saggio simondoniano, con Prefazione di Jacques Garelli; questa edizione ripresenta nella sua unitarietà complessiva l’opera simondoniana. Il secondo volume raccoglie l’Introduzione, le note, l’apparato al testo e il commento storico-critico-analitico di Giovanni Carrozzini, curatore della presente edizione italiana.
Gilbert Simondon (Saint-Étienne, 1924-Palaiseau, 1989) è il massimo filosofo della tecnologia del ‘900. Nella sua opera, ha articolato un’originale interpretazione filosofica del processo ontogenetico che sottende alla costituzione dell’individualità, sviluppando un interesse scientificamente documentato per la dimensione culturale delle tecniche e delle tecnologie. Docente di Psychologie générale alla Sorbona dal 1964 al 1984, fondatore e direttore del Laboratoire de Psychologie générale et Technologie, è autore, oltre che de L’individuation à la lumière des notions de forme et d’information, del saggio Du mode d’existence des objets techniques(Aubier, 1958).
Giovanni Carrozzini (Lecce, 1981), Dottore di ricerca in discipline storico-filosofiche all’Università del Salento, è uno dei maggiori studiosi del pensiero simondoniano. Si occupa di epistemologia e di storia e filosofia delle scienze e delle tecniche. Oltre ai volumi Gilbert Simondon: per un’assiomatica dei saperi. Dall’“ontologia dell’individuo” alla filosofia della tecnologia (2006) e Gilbert Simondon filosofo della mentalité technique (Mimesis, 2011), ha curato un numero monografico della rivista «Il Protagora» (di cui è segretario di redazione), Gilbert Simondon filosofo delle tecniche (2008). È collaboratore scientifico del Centro Internazionale Insubrico “Carlo Cattaneo” e “Giulio Preti”.
TecaLibri memo : febbraio 2012
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In prima pagina di www.tecalibri.it :
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- Amato, Cannocchiale e grandangolo
- Bennett, Due storie sporche
- Buscher, Assenze asiatiche
- Castán, Bestiario universale del Professor Revillod
- Cavazzoni, Guida agli animali fantastici
- Celati, Conversazioni del vento volatore
- Cibrario, Lo scurnuso
- Cortázar, Diario di Andrés Fava
- Deliolanes, Come la Grecia
- De Pascalis, Pinocchio. Graphic novel
- Ferrajoli, Poteri selvaggi
- Gorokhova, Una montagna di briciole
- Hussein, Un altro albero di gulmohar
- Kapuscinski, Cristo con il fucile in spalla
- Labbucci, Camminare, una rivoluzione
- Lanza, Le cartoline di foquita
- La Porta, Tu chiamale se vuoi coincidenze
- Latouche, Per un’abbondanza frugale
- Least Heat-Moon, Le strade per quoz
- Maathai, La sfida dell’Africa
- Minghini, Febbre
- Nothomb, Una forma di vita
- Novello, Qualcosa anziché il nulla
- Pardini, Il viaggio dell’orsa
- The Paris Review, INTERVISTE, III
- Petroski, Gli errori degli ingegneri
- Petta, Roghi fatui
- Roccasalva, È notte anche per me
- Russo – Santoni, Ingegni minuti
- Saramago, Il più grande fiore del mondo
- Scheer, Imperativo energetico. 100% rinnovabile ora!
- Shields, L’amore è una repubblica
- Vauro, Farabutto
- Wright, Tony & Susan
- Zauli, Capire il linguaggio della musica
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Cecilia Edelstein, Le trasformazioni dei servizi sociali nell’era dei flussi migratori, Carocci, 2011
Edelstein presenta una ricerca nata allo scopo di capire come i Servizi sociali stiano evolvendo di fronte al mutamento dell’utenza dovuto al progressivo aumento del flusso migratorio che sempre piu’ sta trasformando la societa’ italiana in una societa’ multietnica. L’Area Minori (Servizi sociali territoriali e Servizio Migrazioni del comune di Bergamo) sono stati i servizi analizzati nel corso del triennio di lavoro, mentre l’utenza e’ composta da famiglie con almeno un figlio minore a carico che si rivolgono ai servizi in maniera volontaria o in modalita’ coatta con procedimento del Tribunale dei minori.
Lunedì 6 febbraio Duccio Demetrio è stato ospita nella trasmissione Fahrenheit di Rai Radio 3.
Argomento dell’intervista la presentazione del libro “Perché amiamo scrivere”
La scrittura sa sfuggire alle leggi dell’utilità immediata, degli obblighi e dei rituali sociali più superficiali. Ci appartiene intimamente. Non siamo sempre e soltanto, grazie a lei, i rivenditori di quel che abbiamo imparato a fare, a pensare, a dire. I vantaggi che può offrirci sono di altro genere, non hanno prezzo. In solitudine, incuranti degli altri, nostri giudici e lettori, li abbiamo scoperti dosandoli a nostra misura secondo l’estro, le esigenze del momento, lo stato d’animo. È la sua umile e tenace vocazione.
Rivedo proprio su quel divano mia moglie che si spoglia, il neonato sulle ginocchia, infagottato dentro una piccola coperta di lana. Il bambino si agita, vuole liberarsi ma non riesce. Le gambe, il corpo, sono avvolti nell’involucro troppo stretto. Lei sfila il maglione, sbottona la camicetta e sgancia il reggiseno. La sua magrezza è impressionante, ha raggiunto il traguardo dei quarantadue chili. Tre mesi dopo il parto, anche se i seni rattrappiscono, si ostina ad allattare. Si ostina a somministrargli il proprio latte anche se per questo si disidrata e si sgonfia. È straziante assistere alla sua inutile determinazione. Il seno è minuto, cascante e grinzoso. La pelle attorno ai capezzoli sembra secca. Isabel avvicina nostro figlio alla mammella e lui inizia a succhiare. Succhia solo per alcuni secondi, poi agita la testa e boccheggia come un pesce gettato sull’erba. Si attacca e si stacca ripetutamente, con movimenti nervosi del capo. Scatta sul capezzolo con la bocca spalancata, succhia e poi si allontana di nuovo, deluso. Non capisce perché da quel seno non esca niente, non capisce dove sbaglia. Ma ha fame e subito si riattacca e cerca di succhiare con tutte le forze. Si innervosisce. Inizia un gridolino di smarrimento che mi mette i brividi e che vorrei interrompere subito, in qualunque modo. Riprova a succhiare, si stacca ancora, osserva il bersaglio del capezzolo e riprende. Potrebbe andare avanti per ore. Tutto inutile. – Vedi, – dice Isabel. – Vedi che non ha fame? Io non dico niente.
Massimiliano Verga, 42 anni, insegna Sociologia del diritto all’Università di Milano Bicocca. Ha tre figli, Jacopo, Cosimo e Moreno, nato sano e diventato gravemente disabile nel giro di pochi giorni. Moreno ha buona parte del cervello compromessa: è cresciuto cieco, incapace di capire, articolare parole e muoversi in maniera normale. Nel suo futuro i medici non vedono nessuna possibilità di miglioramento. Massimiliano Verga ha raccontato la sua storia con Moreno in “Zigulì. La mia vita dolceamara con un figlio disabile” (Mondadori Strade Blu, 2012, 192 pagine, 16,50 euro).
Alessandra Augelli, giovane pedagogista lombarda, vince la prima edizione del Premio Riccardo Massa. Il saggio, Erranze. Attraversare la preadolescenza, affronta il tema della preadolescenza con uno sguardo fenomenologico-esistenziale.
Stamattina, alla presenza, tra gli altri, della preside della Facoltà di Scienze della Formazione, Silvia Kanizsa, del direttore del Dipartimento di Scienze Umane, Mario Barenghi, del prorettore Susanna Mantovani e dei pedagogisti Duccio Demetrio,Mariangela Giusti, Anna Rezzara, Stefania Ulivieri e Franco Cambi, si è tenuta la cerimonia di premiazione.
«Augelli unisce un ottimo rigore scientifico a una trattazione accattivante che rinnova temi conosciuti in letteratura con la freschezza delle parole degli stessi preadolescenti incontrati durante vari laboratori – si legge nelle motivazioni del Premio -. Il periodo preadolescenziale è paragonato a un viaggio di cui il viaggiatore conosce la meta (l’età adulta) ma non il percorso; non sa a quali cambiamenti andrà incontro, quali prove dovrà affrontare per arrivarci, non sa quale sarà il risultato finale. Un altro elemento d’interesse è costituito dall’analisi di come il preadolescente vive questo periodo della vita emotiva e sociale e del confronto coi pari, nel quale è importante avere amicizie, ma anche scandagliare, analizzare, riflettere su aspetti della vita per prendere decisioni e affermare se stessi. Da qui la necessità di avere spazi e tempi che gli permettano di riflettere su di sé (oltre che con gli amici anche in solitudine) e la richiesta non sempre esplicitata, ma presente, di confrontarsi con figure adulte. Il testo termina con un capitolo denso sulla figura dell’adulto che è stimolato a porsi in ascolto e in cammino insieme al giovane così da poterlo sorreggere e aiutare nei momenti di difficoltà. Un’opera che si distingue per originalità e chiarezza e che si colloca a pieno titolo, per altro, nella scia delle ricerche di Riccardo Massa sulla condizione adolescenziale e giovanile».
Alessandra Augelli, docente di Laboratorio “Lavoro di rete” e cultore di Pedagogia generale, Pedagogia sociale e Pedagogia della Famiglia presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore, Sede di Piacenza, svolge attività di formazione sui temi dell’affettività e della relazionalità, privilegiando le metodologie narrative ed autobiografiche.
Serpelloni G.; Diana M.; Gomma M.; Rimondo C.
20 Gennaio 2011
Aspetti tossicologici, neuropsichici, medici, sociali e linee di indirizzo per la prevenzione e il trattamento.
Estratto della Presentazione
Con questa pubblicazione si è voluto mettere a fuoco una serie di informazioni scientifiche sugli effetti della cannabis e dei suoi derivati da poter offrire a tutti gli operatori del settore e a quelle persone che vogliono rendersi conto di quanto una sostanza di questo genere possa essere pericolosa per la salute.
Nello svolgimento della pubblicazione si sono approfonditi aspetti legati alla disciplina delle neuroscienze ma anche alla psicologia del comportamento e della sociologia. Si è potuto così approfondire una serie di conoscenze strutturandole in una sequenza di articoli che rappresentano un’aggiornata e ricca bibliografia e sitografia per chi volesse ulteriormente approfondire la materia.
Dott. Giovanni Serpelloni
Capo Dipartimento Politiche Antidroga
Presidenza del Consiglio dei Ministri
Codice di autoregolamentazione
Indicazioni per lo svolgimento dei programmi radiotelevisivi che trattano il tema dell’uso di droghe e dell’abuso di alcol, con particolare riferimento alla tutela delle persone minori
Esce oggi l’ultimo saggio di Ilvo Diamanti “Gramsci, Manzoni, e mia suocera”. Il libro è dedicato agli errori dei politologi e all’incapacità di comprendere quel che succede nella società
di ILVO DIAMANTI
La copertina dell’ultimo libro di Ilvo Diamanti
LA DISSONANZA fra pre-visioni e realtà, la stessa difficoltà a rilevarla e a riconoscerla, non possono non sollevare dubbi sull’adeguatezza degli strumenti teorici e metodologici adottati. Ho il sospetto, cioè, che gli approcci prevalenti negli studi e tra gli specialisti politici stentino a comprendere i cambiamenti, ma anche gli avvenimenti e i fenomeni più importanti dei nostri tempi. Perché concentrano la loro attenzione - spesso in modo esclusivo - sulle istituzioni e sugli attori politici a livello “macro” mentre sottovalutano, in particolare, quel che si muove nella società. Non solo, ma si disinteressano delle percezioni che si formano e prevalgono nelle relazioni interpersonali e locali. Ambiti ritenuti poco rilevanti, dal punto di vista euristico ma, prima ancora, epistemologico. Variabili socio-centriche inadatte, in quanto tali, a spiegare i fenomeni politici.
Tuttavia, è difficile considerare “dipendenti” le variabili che attengono ai fenomeni locali e micro-sociali - perché e in quanto tali. Il “clima d’opinione”, in particolare, non può essere considerato “solo” il prodotto della comunicazione progettata e dispiegata dalle istituzioni, dai poteri, dai media a livello centrale. I messaggi che definiscono l’Opinione Pubblica, oggi ancor più di ieri, sono infatti mediati dai “micro-climi d’opinione”. Intendo sottolineare, in questo modo, come il “clima d’opinione generale” debba fare i conti con le “mediazioni” locali e micro-sociali. Con mentalità e leader d’opinione che reinterpretano i messaggi generali. Li traducono e li trasmettono attraverso le reti sociali e personali che costellano il territorio, attribuendo loro un significato diverso e, talora, opposto rispetto alle intenzioni di chi li ha lanciati. Secondo un’eterogenesi dei fini che genera effetti non previsti e non desiderati dai protagonisti. (…)
Oggi stesso, d’altronde, nelle aree a forte presenza elettorale leghista, e quindi nelle province del Nord, gli elettori e i simpatizzanti del Carroccio sembrano convinti che la Lega, nonostante sia alleata di Berlusconi e al governo insieme a lui da un decennio (con la breve parentesi del governo Prodi), in effetti stia all’opposizione. La percepiscono come un Sindacato del Nord, impegnato a Roma a difendere gli interessi padani. A “portare a casa” il federalismo. Contro tutti. A ogni costo.
Per cui ogni responsabilità dei problemi economici e sociali che, in questa fase, preoccupano il Paese, ogni mancata riforma, ogni spiacevole conseguenza delle politiche pubbliche, da molti settori della popolazione del Nord (e non solo), viene spiegata rivolgendo gli occhi altrove. Anche quando i motivi di insoddisfazione coinvolgono il governo, gli elettori leghisti non si sentono coinvolti. Preferiscono spostare all’esterno la loro frustrazione. E talora ciò avviene anche tra gli elettori del centrodestra, in generale.
Racconto, a titolo di esempio “pop”, un fatto capitato qualche tempo fa, che mi è stato raccontato da una testimone privilegiata, ai miei occhi credibile e attendibile. Mia suocera. Recatasi al supermercato vicino a casa nostra, in fila davanti alle casse si trovò accanto a una “vecchina” (così la definì mia suocera, che, peraltro, ha ottant’anni). Intenta a guardare il carrello, quasi vuoto, l’anziana signora si lamentava. Perché il carrello ogni mese era sempre più vuoto, visto che la pensione le permetteva un potere d’acquisto sempre più ridotto. Ce l’aveva con i politici, responsabili della sua condizione. Ce l’aveva soprattutto con il governo, per definizione primo e diretto “colpevole” dei suoi problemi personali di bilancio. E inveiva apertamente, neppure in modo troppo silenzioso. Tanto che al colmo della rabbia esplose in un’invettiva contro quel “p… di Prodi”. Il principale colpevole. Sempre lui. Anche se da anni governava Berlusconi. E Prodi, ormai, non faceva (e non fa) più politica attiva. Ma il “senso comune” le impediva di accettare e riconoscere la realtà. Di mettere in discussione le sue convinzioni, le sue certezze. Più e prima che “politiche”: “personali”. Incardinate nella sua visione del mondo e della vita. Condivise con la sua cerchia di relazioni quotidiane. (…)
È dunque difficile capire quel che succede nella politica senza tenere conto della vita quotidiana, del senso comune, del territorio. Senza esplorare in profondità i luoghi dove i partiti, le istituzioni, la democrazia trovano le basi della loro legittimazione e del loro consenso. Assecondando la convinzione - superstizione? - che la comunicazione mediatica e in particolare la televisione risolvano tutto. Che i media, gli attori politici, in tempi di campagna permanente, possano manipolare ad arte e a loro piacimento il “consenso” dei cittadini. Al più, possono contribuire a cogliere e a plasmare il “senso comune”, come suggerisce la teoria della “spirale del silenzio” di Elisabeth Noelle-Neumann. Secondo cui gli individui cercano approvazione e conferma da parte degli altri, nei loro luoghi di vita. In quanto temono, soprattutto, di essere stigmatizzati se si pongono in contrasto con le opinioni che ritengono prevalenti. Per usare una categoria già richiamata in precedenza (e formulata proprio dalla Noelle-Neumann), esiste un esteso conformismo sociale, condizionato dal “clima d’opinione” dominante, che induce al silenzio coloro che si percepiscano minoranza. Ciò riguarda soprattutto (ma non solo) gli elettori “marginali”, definiti così perché stanno ai margini della scena politica e non hanno convinzioni forti. Temono, tuttavia, di sentirsi isolati e “perdenti” e, per questo, cercano di cogliere il pensiero della maggioranza.
Dispongono, a questo fine, di una “competenza quasi- statistica” (come la chiama ancora la Noelle-Neumann) che esercitano nel rapporto con l’ambiente sociale ma, soprattutto, attraverso l’esposizione ai media. I quali diventano doppiamente influenti nel formare il “clima d’opinione”. Da una parte, perché gli individui-spettatori attingono da essi informazioni e giudizi che vengono poi dati per scontati, diventano “reali” proprio perché legittimati dai media. Dall’altra parte, perché i media (soprattutto la televisione) condizionano le opinioni dell’ambiente sociale, dei gruppi e delle reti di relazioni in cui gli individui sono inseriti. E a cui gli individui chiedono conferma e rassicurazione. Da ciò il “silenzio” di quanti, per non sentirsi esclusi, preferiscono non sfidare il “senso comune”.
In fondo, qualcosa di simile l’aveva (de) scritto, qualche tempo fa, Antonio Gramsci. Il quale distingueva tra “buon senso” e “senso comune”. E citava, a questo fine, Alessandro Manzoni. Il quale nei Promessi sposi annotava che al tempo della peste “c’era pur qualcuno che non credeva agli untori, ma non poteva sostenere la sua opinione, contro l’opinione volgare diffusa”. Perché, aggiungeva Manzoni, “il buon senso c’era ma se ne stava nascosto per paura del senso comune”. Un ragionamento che, senza voler apparire irriguardosi, potremmo applicare anche a noi stessi. Alla comunità scientifica di cui facciamo parte. Il “buon senso”, cioè, ci spingerebbe a interrogarci maggiormente su quel che avviene a livello locale e micro-sociale, nella sfera personale e interpersonale. A esplorare altre teorie e altri orientamenti metodologici. Ma il “senso comune” della comunità scientifica e degli specialisti, che con Kuhn potremmo definire “paradigma dominante” (in tempi di “scienza normale”), ci induce a far finta di nulla. A negare la realtà per non cambiare gli occhiali con cui la osserviamo. Dall’alto e di lontano.
La Rete sta cambiando il modo di insegnare, studiare, fare ricerca. I rigidi confini a cui eravamo abituati in ambito universitario diventano sempre più sbiaditi e anche l’editoria accademica, nelle sue diverse forme e con il suo bagaglio di specificità, si sta trasformando. Nicola Cavalli ci guida tra scenari conosciuti e nuovi fenomeni. Dalle particolarità (e le contraddizioni) del circuito della comunicazione scientifica, ai modelli di pubblicazione ad accesso aperto (Open Acess); dalle nuove modalità di consultazione digitale dei testi, alle sfide per le biblioteche alle prese con digital lending e DRM; dall’Open Peer Review alDistributed Publishing, guardando al futuro delle case editrici accademiche. Una guida per imparare a leggere le tendenze generali, prendere spunto dalle esperienze più innovative, interrogarsi sulle questioni aperte.
Contenuti in breve
Prodotti, servizi e modelli
Biblioteche digitali
Alcuni possibili futuri
In una frase
Il punto è che il sistema si sta riorganizzando attorno a nuove percezioni di valore. Dunque, più che decretarne frettolosamente la morte, mi pare necessario capire come gli attuali protagonisti debbano evolvere per continuare ad avere un senso, per provare ad aggiungere valore, anche e soprattutto in un contesto accademico.
- Andrea Angiolini
L’autore
Dottore di Ricerca in Qualità della Vita nella Società dell’Informazione, socio e amministratore di Ledi International Bookseller, socio e direttore editoriale di Ledizioni, senior member dell’Osservatorio sui Nuovi Media dell’Università di Milano Bicocca, Nicola Cavalli svolge attività di consulenza e formazione nel settore editoriale e delle nuove tecnologie applicate all’apprendimento.
TecaLibri memo : gennaio 2012
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In prima pagina di www.tecalibri.it :
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- Adler, Un viaggio
- Amato, Cannocchiale e grandangolo
- Beatrice, Molaro
- Bennett, Due storie sporche
- Buscher, Assenze asiatiche
- Camporeale, Gli Etruschi
- Celati, Conversazioni del vento volatore
- Celli, Nuovo bestiario postmoderno
- Cibrario, Lo scurnuso
- Cortázar, Diario di Andrés Fava
- Cvetaeva, Le notti fiorentine
- d’Humières, I figli dell’ultimo banco
- Djian, Vendette
- Fernández-Armesto, 1492
- Hussein, Un altro albero di gulmohar
- Labbucci, Camminare, una rivoluzione
- Least Heat-Moon, Le strade per quoz
- Massarutto, Assoli di china
- Minghini, Febbre
- Nesbo, Il leopardo
- Nothomb, Una forma di vita
- Novello, Qualcosa anziché il nulla
- Paronuzzi, Fratelli a quattro zampe
- Petersen, Dacci oggi le nostre medicine quotidiane
- Petroski, Gli errori degli ingegneri
- Petta, Roghi fatui
- Prosperi, Il seme dell’intolleranza
- Roccasalva, È notte anche per me
- Russo – Santoni, Ingegni minuti
- Saramago, Il più grande fiore del mondo
- Scheer, Imperativo energetico. 100% rinnovabile ora!
- Shields, L’amore è una repubblica
- Simenon, Il gatto
- Valles, Ortobimbo
- Zauli, Capire il linguaggio della musica
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“Che cosa c’era davvero in quel film sotto la patina dello scandalo? Quale Italia promettente e deludente raccontava? E che cosa ci è successo? L’Italia della Dolce Vita - sembra il titolo di un ‘progetto per il passato’, mentre la favola raccontata ai nostri figli riserva un incipit un po’ inquietante: c’era una volta il futuro…”.
L’Italia che nel 1961 celebra i cent’anni dall’unità è un paese giovane, in preda a un’incontenibile voglia di crescita. Uscito sconfitto e immiserito dalla seconda guerra mondiale, si lancia in un vorticoso sviluppo industriale e dei consumi che mette in soffitta le memorie della sua identità contadina. Tra il 1959 e il 1963, la stagione del boom coincide con la cosiddetta “Dolce Vita”. Simbolo del vitalismo disordinato ed euforico dell’Italia del miracolo economico, il capolavoro di Fellini è un repertorio dei tic, delle contraddizioni, delle zone d’ombra di quell’esplosiva fame di futuro. Ma i grandi temi che attraversano il film -l’informazione, la cultura, la fede, la famiglia, l’eros – ci parlano a ben vedere della realtà di oggi, di un’Italia grottescamente più felliniana di Fellini, e soprattutto avvitata nella cupa sensazione di avere “un grande futuro dietro le spalle”.
Oscar Iarussi, critico cinematografico, è giornalista della “Gazzetta del Mezzogiorno”. Insegna Storia del cinema americano nell’Università di Bari. Tra i suoi libri: “Lettera aperta. Sud, Nord e altre storie” (Manni, 2003), “L’infanzia e il sogno. Il cinema di Fellini” (Ente dello Spettacolo, 2009); ha curato inoltre “Viva l’Italia. Undici racconti per un paese da non dividere” (Fandango Libri, 2004) e il catalogo “Frontiere. La prima volta” (Laterza, 2011).
Prima o poi dobbiamo morire tutti e se, pur nelle sue varie modalità, la morte ha le stesse conseguenze per tutti, diverso è invece la maniera in cui ognuno di noi, personalmente e culturalmente, si rapporta alla propria morte e a quella dei propri cari. Diverse sono le forme di elaborazione del lutto e diversa è la relazione con ciò che resta del corpo. La giornalista inglese Sarah Murray ha scritto un libro che si occupa di questo aspetto: Making an Exit. From the Magnificent to the Macabre. How we Dignify the Dead (Uscire di scena. Dal magnifico al macabro. Come diamo dignità ai morti).
Il saggio di Sarah Murray è un ibrido azzeccato tra il genere del travelogue e quello dell’autobiografia. Lo spunto iniziale, infatti, è una riflessione sulla morte del padre che, pur parlando di ciò che sarebbe rimasto di lui come di “materia organica” e niente di più, ha invece predisposto con precisione, quando ha saputo di essere malato terminale e ha sentito la fine avvicinarsi, la dispersione delle proprie ceneri sulle colline del Dorset. Questo episodio suscita una serie di ricordi famigliari che spingono l’autrice a riflettere sulla propria mortalità e su come vorrebbe essere “trattata” e ricordata quando non ci sarà più.
Sarah Murray, però, ha anche la passione dei viaggi e durante la sua vita ha vissuto in varie località del mondo: dalla Cina all’India, fino a stabilirsi a New York. La morte del padre la spinge quindi a viaggiare nelle località più disparate, per scoprire in che modo le diverse culture e società affrontano la fine della vita e si comportano con le spoglie dei morti.
Il titolo del libro del fisico ed epistemologo Ignazio Licata Complessità, un’introduzione semplice esprime un apparente paradosso, e chiarisce che complesso non è l’opposto di semplice e che bisogna distinguere complesso da complicato.
L’idea di complessità, infatti, da un punto di vista cognitivo ed epistemologico, può essere ricondotta, piuttosto, all’impossibilità di ridurre un sistema ad un’unica formula, ed alla necessità di prendere in considerazione descrizioni diverse dello stesso sistema senza poterle ricondurre ad un singolo schema concettuale.
Usando una terminologia accessibile al lettore che non abbia compiuto studi specifici, l’autore sviluppa in tutto il volumetto un parallelo fra le idee che possiamo avere di scienza e le analoghe concezioni dimanagement, con l’obiettivo di mostrare come sia necessario superare alcuni luoghi comuni che rischiano di dare una visione limitata e limitante sia della fisica che della gestione di un’impresa.