Università, il Pd propone: “Baroni in pensione a 65 anni per far largo ai giovani”

Finalmente una proposta programmatica sensata del PD. Che sia un piccolo segnale di svolta?
Sono d’accordo. Molto d’accordo.
Ma per giorni ci sarà un coro di baroni e baronetti a opporsi a una scelta finalmente anti gerontocratica.
Le vecchia Europa e la vecchia Italia, dove il potere e le opinioni sono ancora monopolio di persone che è bene si riposino e godano la prevecchiaia, senza più occupare tutti gli spazi vitali.
Paolo Ferrario
addì 2 giugno 2010

Largo ai giovani nelle Università italiane. “Baroni” in pensione a 65 anni, invece che a 72, per far posto ai ricercatori precari. Questa la ricetta proposta dal Partito democratico per venire incontro alla carenza di posti di lavoro negli atenei italiani.Una proposta che punta dritta al nocciolo del problema. Perché secondo gli ultimi studi, in Italia i docenti di ruolo nelle Università sono tra i più anziani in Europa. Il 26,6% dei quasi 20 mila professori ordinari ha più di 65 anni e il 54% dei docenti supera i 50 anni. Una percentuale altissima se pensiamo che in Francia solo il 41% dei docenti supera i 50 anni di e in Spagna addirittura il 32%.La proposta del Pd di mandare in pensione i professori a 65 anni invece che a 72 punta quindi a “liberare” il mercato stimolando l’assunzione di nuovi e giovani ricercatori.

Università, il Pd propone: “Baroni in pensione a 65 anni per far largo ai giovani”

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