Fiat: accordo separato, senza la firma della Fiom-Cgil. L’intesa è stata siglata dai sindacati — Fim, Uilm, Fismic, Ugl. le minoranze minoritarie e antagoniste diventano, finalmente, minoranze che non possono danneggiare gli interessi complessivi del mondo del lavoro

nuovo accordo separato, senza la firma della Fiom-Cgil, per Mirafiori. L’intesa sullo stabilimento torinese della Fiat è stata siglata dai sindacati — Fim, Uilm, Fismic, Ugl— dopo un mese di trattative. Ora sarà sottoposta al giudizio dei lavoratori. La Fiom parla di «firma con vergogna» . L’amministratore delegato del Lingotto, Sergio Marchionne, al contrario, si dice soddisfatto: «È un gran bel momento per tutti quelli che hanno faticato per raggiungere un’intesa, ma soprattutto per i lavoratori e per il futuro dello stabilimento»

L’avevano messa sul tavolo già dall’inizio della trattativa: la richiesta di nuove regole sulla rappresentanza sindacale in azienda. Un tassello fondamentale per arrivare a quella «governabilità» degli stabilimenti che l’ad di Fiat, Sergio Marchionne, ha sempre messo come condizione per far partire gli investimenti.
Ed il cambiamento ora è arrivato, con il consenso dei sindacati che hanno firmato: Fim, Uil, Fismic e Ugl. Nelle regole della futura newco di Mirafiori si fa riferimento alla legge 300, lo Statuto dei lavoratori. Sarà l’articolo 19 che stabilirà nella futura joint-venture come sarà definita la rappresentanza sindacale: si prevede la costituzione delle Rsa, rappresentanze sindacali aziendali, composte dai sindacati che firmano gli accordi. Chi non firma, quindi, è fuori e non può esercitare i diritti sindacali (dai permessi alla facoltà di indire assemblee).

3 commenti

  1. spero, per le relazioni del mondo produttivo, in una sconfitta storica e definitiva del sindacalsimo massimalista ed antagonista della sinistra sindacale.
    faranno atti di violenza.
    tenteranno di “uccidere” moralmente (anche se qualcuno lo vorrebbe fisicamente) gli avversari
    non è , certo, la soluzione alla crisi economica europea ed italiana
    questa dipende dalla globalizzazione invocata e praticata dalle culture della sinistra
    dalla crisi si esce solo dal pertugio della decrescita e della riduzione dei consumi. … altro che “crescere”, distruggendo ancora la terra

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  2. Condivido, la sinistra talebana (vedi il Signor T.) è fuori dal mondo e purtroppo dal tempo. Il mondo và avanti nonostante loro. I “Trinariciuti” del buon Guareschi non ci sono più, solo qualche desolato violento che nonriesce a trovare spazio intellettuale in un mondo che è interlacciato. Unica strada per essere visibili e temuti è la violenza fisica. Non è la soluzione ai problemi della vecchia Europa. L’asse si sposta verso India e Cina (per ora). Quanto a Noi vedo con le prossime elezioni la radicalizzazione delle diversità Nord, Centro, Sud. Culture e valori diversi che nei momenti magri previsti, la contrazione dei consumi evidente ci porterà ad uno “Steady-State”, caro a Bernoulli.
    Oltr la tua ricettache condivido rimane la riduzione dello Stato inefficiente, corrotto e sprecone. Già..Ricetta nota,vecchia ed ammuffita. Solo di buonsenso.
    Conciliare laricetta con occupazione e pace sociale è un bel problema.Tutti i leade lo sanno, se possono a frontedi domande dirette cambiano discorso. Purtroppo i numeri non mentono.
    Buon futuro a chi resiste.

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