Quando i comunisti fanno i padroni: Paolo Cacciari sfratta madre e figlie

Diceva Catone:

“Si vitam inspicias hominum, si denique mores, cum culpam alios, nemo sine crimine vivit”:

Guardali, gli uomini, come vivono, mentre biasimano gli altri: nessuno è senza colpa.

Catone, Distici

nella traduzione di Giancarlo Pontiggia

e ora ecco la notizia:

Proletari duri e puri. Ma solo in pubblico. Poi nei propri affari privati si comportano come i padroni che combattono. E’ la vicenda, segnalata dal Corriere del Veneto e riportata oggi dal Corriere della Sera, di Paolo Cacciari, fratello del più famoso Massimo ex sindaco di Venezia.

Comunista Paolo Cacciari ama definirsi “quello cattivo” per differenziarsi dal fratello filosofo. E in effetti il suo curriculum non lascia spazio ad equivoci: insegnante, giornalista, sindacalista, un passato nel Partito comunista, un presente in Rifondazione, consigliere comunale, assessore e vicesindaco a Venezia e anche deputato nell’ultima disastrosa esperienza di Romano Prodi.

Tutto suo padre La passione di Paolo viene trasmessa al figlio Tommaso che oggi è tra i leader e uno dei portavoce del Centro Sociale Rivolta di Marghera (Venezia). Che soddisfazione per il papà comunista un figlio no global. Peccato solo che all’attività politica da contestatori segua un comportamento privato da veri padroni capitalisti.

Lo sfratto L’episodio ha del paradossale: Paolo Cacciari sta per sfrattare dall’appartamento (appartenuto alla madre) in campo San Tomà una donna veneziana, Raffaella Mambelli, madre di due figlie che da anni paga regolarmente l’affitto al “Cacciari cattivo”. Il tutto per dare al figlioletto Tommaso una casa in cui vivere. Intanto nell’attesa che l’appartamento venga lasciato libero, il ragazzo probabilmente continua a protestare contro gli sgomberi e a sostenere i “kompagni che okkupano”

da: Quando i comunisti fanno i padroni: Paolo Cacciari sfratta madre e figlie – Interni – ilGiornale.it del 21-01-2011.

2 commenti

  1. E’ un comportamento che trovo diffuso tra i “Komunisti” e non solo, anche i “Radical-Chic”, soprattutto quelli Rich, che in Francia chiamano Cachemire-Gauche. A loro,insieme ad altri unti dal Signore, qualunque Signore sia, è tutto concesso perchè possiedono la verità. Per buttarla in ridere, “Quello che è mio è mio, quello che è tuo è mio” Chi scrive leggi e pandette, da sempre è convinto che le leggi siano fatte per essere applicate agli altri, non a se stessi. Il potere è fatto così, il potere genera privilegi tra i quali una forma d’immunità dalle leggi. Un privilegio acquisito è irrinunciabile, pensate ai “Peones” e l’auto blu, soprattutto quando il substrato socio-culturale è modesto. Io lo chiamo il complesso del cappello. Messo un cappello ne acquisisci il potere e privilegi collegati.Pensate ai parcheggiatori abusivi. Così messo il cappello del Komunista o peggio del Catto-Comunista, sono legittimato, in quanto possiedo la verità, ovvero sono con il popolo. Nessuna sorpresa quindi. Il denaro di questa casta non è sterco del diavolo, non puzza, profuma di Chanel nro. 5!!
    Lettura consigliata: L’economia secondo i Pirati , di Peter T. Leeson, ricco di spunti per riflettere spunti attualissimi. Mi farò tatuare anch’io sul polso la Jolie Rouge
    Buonadomenica a tutti.

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  2. “Cachemire-Gauche” è fantastoco!
    se penso che un Cachemire-Gauche ha mandato a fondo i governi berlusconi …
    catone aveva già pronosticato:
    “Guardali, gli uomini, come vivono, mentre biasimano gli altri: nessuno è senza colpa”

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