Matteo Renzi presenta la nuova segreteria: “Cinque uomini e sette donne”, 9 dicembre 2013

“2 milioni e 900mila votanti”. E’ questa la cifra comunicata dal segretario uscente Guglielmo Epifani sulla partecipazione alle primarie all’apertura della conferenza stampa, che comincia un po’ in ritardo, intorno alle 16.

Poi prende la parola Renzi: “Nell’autonomia del mio ruolo ho chiesto a 12 persone di darmi una mano nella segreteria: cinque uomini e sette donne. Sulla base del noto principio per cui le pari opportunità non vanno bene, ce ne vuole una in più”.

Ed ecco la squadra: Luca Lotti sarà il responsabile dell’organizzazione, Filippo Taddei all’economia, Stefano Bonaccini agli enti locali, Francesco Nicodemo alla comunicazione, Davide Faraone a welfare e scuola, Maria Elena Boschi alle riforme, Marianna Madia al lavoro, Federica Mogherini all’Europa, Deborah Serracchiani alle infrastrutture, Chiara Bragaall’ambiente, Alessia Morani alla giustizia, Pina Picierno alla legalità e Sud,Lorenzo Guerini, portavoce della segreteria. 

Renzi presenta la nuova segreteria: “Cinque uomini e sette donne” – Repubblica.it.

 

ho detto che avremmo fatto alcune cose:

1. Riforme delle regole del gioco. Nuova legge elettorale maggioritaria, attesa da 8 anni. Via il bicameralismo perfetto con trasformazione del Senato in Camera delle Autonomie. Riduzione di un miliardo di euro dei costi della politica. Loro ne parlano da circa trent’anni: noi, semplicemente, lo faremo.

2. Piano per il lavoro con semplificazione normativa, revisione sistemi della formazione professionale, modifica degli ammortizzatori sociali. Obiettivo: aumentare investimenti stranieri e locali in Italia, creando occupazione e superando il corporativismo. Il dato della disoccupazione al 12,7% (più del doppio che in Germania e in Austria) mi sconvolge. Possiamo diventare il territorio più attrattivo d’Europa. Ma bisogna combattere le rendite di posizione.

3. Battaglia per trasformare l’Europa sempre di più sulla base dei valori che l’hanno fatta grande: scuola, cultura, diritti e non solo sui temi dei quali si è parlato nell’ultimo ventennio: banche e burocrazia. Sapendo che questo sarà il vero banco di scontro alle elezioni del 25 maggio: ormai per molte forze politiche l’Europa è la colpevole di tutto. Dietro l’Europa i politici italiani mascherano le loro incapacità. La realtà sta altrove: a noi il compito di difenderla e raccontarla.

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