Vittorino Andreoli sulla strage di Motta Visconti: “Carlo Lissi non è matto. È incapace di gestire i sentimenti” – da IO donna

Come si fa a uccidere la moglie, i due figli e poi ad andare a vedere la partita con gli amici? Rimozione, blackout su quanto successo nell’ultima ora? Secondo lo psichiatra Vittorino Andreoli, no, Carlo Lissi non aveva dimenticato. E, basandosi sugli elementi noti finora, tenta una ipotesi. “Lissi è molto attratto da una collega. Si dichiara, lei lo rifiuta, magari dicendo parole tipo “vergognati, hai moglie e figli”. Il suo desiderio è frustrato; lui, in modo più o meno inconsapevole, collega la sua delusione a loro. E, dopo aver fatto l’amore con la moglie (la donna è solo una preda) libera il campo dagli ostacoli. Dà una possibilità alla eventuale nuova storia. Poi va a vedere la partita. Non perché ha dimenticato: la sensazione immediata è di avercela fatta. Anche Pietro Maso, 23 anni fa, era andato in discoteca dopo aver ucciso i genitori per impossessarsi dell’eredità.

Un matto? No

quella di Lissi che chiede il massimo della pena è solo una recita. Il vero dolore è muto, impietrito. In lui, è come se i due scomparti del cervello che regolano ragione e sentimento non fossero in comunicazione tra loro

segue qui:   Vittorino Andreoli sulla strage di Motta Visconti: “Carlo Lissi non è matto. È incapace di gestire i sentimenti” – in IO donna.

2 commenti

  1. Dato che Carlo Lissi è un delinquente assassino, uccisore di bambini e premeditatore degli efferatissimi crimini compiuti (prego notare che non ho usato il termine ‘presunto’), spero che al momento buono di dargli ciò che chiedeva, ovvero il massimo della pena, non salti fuori qualche psichiatra dell’ultimo minuto che suggelli il criminale delinquente assassino “Lissi Carlo” come un malato di mente. Sarebbe veramente il “massimo dello schifo”.

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    1. di certo, costui non è “presunto”. la premeditazione è ormai accertata. in questa intervista lo psichiatra andreoli esclude l’infermità mentale. costui è solo una delle tante incarnazioni della violenza umana. qui efferata perchè praticata sul collo dei figli con un coltello poi buttato in un tombino. e ora nel tombino spero sia buttata la chiave della sua cella, nella quale spero marcisca. anche se dubito che avrà mai un rigurgito di pentimento

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