il presidente del consiglio MATTEO RENZI sulle riforme fiscali nell’agenda di governo, 24 luglio 2015

Le tasse. Molte polemiche perché ho detto che il PD non sarà mai più il partito delle tasse. Già in passato si era discusso sul principio â Le tasse sono belleâ . Non voglio riaprire una discussione filosofica. La metto così. In Italia paghiamo troppe tasse. è folle continuare così. La strategia è chiara: intanto combattiamo l’evasione. Se paghiamo tutti, paghiamo meno. Nel primo anno di Governo la lotta all’evasione ha prodotto come risultato un lusinghiero più 7% di entrate rispetto all’anno preceente (e questa è la risposta a quelli che dicono ” Renzi non parla mai di evasione” : per noi parlano i fatti, amici!). Ma abbassare le tasse si può fare a tre condizioni.
La prima, la curva debito/PIL deve scendere. In soldoni: il nostro debito non è drammatico come viene descritto. Abbiamo infatti ricchezza privata che è il doppio del debito pubblico (nessuno è come noi, su questo, al mondo); abbiamo una percentuale di debito estero non elevata; abbiamo un sistema previdenziale che sul medio-lungo periodo è il più sostenibile in Europa; abbiamo un surplus primario costante da anni e una spesa pubblica che sarà ancora limata ma non è più tra le peggiori d’Europa. E tuttavia il debito è ancora troppo alto. Dunque, occorre che la curva del debito/Pil torni a scendere. E questo – lo abbiamo promesso – comincerà dal 2016. Da qui ai prossimi anni, tutti gli anni, il debito dovrà scendere un po’. Non lo facciamo perché ce lo chiede l’Europa: lo facciamo perché è giusto verso i nostri figli. Altrimenti lasciamo a loro i cocci di uno Stato, come hanno fatto con noi. E noi vogliamo essere più seri di chi ci ha preceduto.
La seconda, bisogna sbloccare i cantieri. Ci sono venti miliardi di investimenti pubblici fermi. Per non parlare dei denari privati che sono dispersi nei vicoli della burocrazia, delle sospensive, dei ricorsi. Magari anche nel vostro comune, nella vostra città avete in mente esempi precisi in questo senso (chi vuole segnalarmi qualcosa in particolare, può farlo attraverso la consueta email:matteo@governo.it). Tutto ciò costituisce una gigantesca follia. Se da qui al 2016 riuscissimo a spendere i venti miliardi bloccati, immediatamente tutta l’economia – a cominciare dal settore dell’edilizia drammaticamente in ginocchio – ne risentirebbe positivamente.
La terza, il fisco. Nel primo anno abbiamo restituito 80 euro a 10 milioni di persone, partendo dunque dalle famiglie. Nel secondo anno abbiamo eliminato la componente lavoro dall’Irap, come ci chiedevano (giustamente) gli imprenditori. Nel terzo anno elimineremo tutte le tasse sulla prima casa (tasi e imu). Nel 2017, quarto anno, incideremo sull’Ires per abbassare le tasse alle imprese. Nel 2018 toccheremo scaglioni Irpef e pensioni minime.
A chi dice: “non ce la farete mai”, voglio che arrivi il mio grazie più sincero. Sono gli stessi che dicevano: 80 euro? Non ce la farete mai. Legge elettorale? Non ce la farete mai. JobsAct? Non ce la farete mai. Expo? Non ce la farete mai. Alto rappresentante UE? Non ce la farete mai. Divorzio breve? Non ce la farete mai. Responsabilità civile dei magistrati? Non ce la farete mai. Centomila assunzioni sulla scuola? Non ce la farete mai. Questo ritornello ormai ci fa compagnia. E ci porta fortuna. Quindi, grazie.
Se le riforme andranno avanti – e io ci credo – riusciremo a abbassare il debito, sbloccare i cantieri, abbassare le tasse. Il disegno è chiaro, non resta che realizzarlo! E il PD non sarà mai più il partito delle tasse. E il PD deve parlare con i cittadini, dei problemi che li riguardano. Ogni giorno leggo di trame, scenari fantasiosi, polemiche interne. Un partito ha senso solo se si occupa delle questioni dei cittadini, non delle polemiche interne dei propri dirigenti.

Un sorriso,
Matteo

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