Massimo Cacciari sul nuovo soggetto politico di Matteo Renzi, in il Foglio del 20 settembre 2019

‘opinione di Massimo Cacciari sul nuovo soggetto politico di Renzi pubblicata su il Foglio del 20 settembre 2019 :

“Renzi è sempre stato un alieno rispetto al Pd”
Chi plaude, quasi con sollievo, alla mossa renziana è Massimo Cacciari:

“Il Pd non è mai stato il suo partito, finalmente ne ha preso atto anche lui”.

In questi anni Renzi si è dovuto difendere dal fuoco amico più che dagli avversari ufficiali.

“Il Pd è un progetto fallito, un amalgama mai riuscito, ora spetta a Zingaretti il compito di formare una nuova classe dirigente attorno a una proposta per l’Italia da definire in un congresso vero. Renzi è sempre stato un alieno rispetto a ogni storia politica, non apparteneva a nessuna delle due culture confluite nel Pd, né a quella post comunista né a quella post democristiana.

A lui interessava fare tabula rasa del vecchio, rottamare. Adesso potrà realizzare il suo sogno, solo che doveva farlo cinque anni fa. Dopo il successo delle Europee, sarebbe diventato un macronista ante litteram.

Oggi le sue ambizioni devono inevitabilmente ridimensionarsi, il quadro è cambiato, ma la sua mossa, per quanto tardiva, ha senso”.

Per il Conte bis significa avere tre azionisti: Pd, M5S e Renzi. “I grillini hanno finto pubblicamente di non volere il governo mentre negoziavano con Renzi nelle segrete stanze. Adesso dovranno portare questa convivenza alla luce del sole, la presenza di Renzi al tavolo dovranno mangiarsela, non hanno scelta. Del resto, a nessuno di loro conviene tornare al voto.

Un’intesa tra Renzi e Conte, invece, sarebbe molto logica: i due sono affini, insieme potrebbero dar vita a una ‘cosa centrista’.

Il paese non potrà essere governato in eterno tra opposti populismi”. Bersani e D’Alema tornano al Nazareno? “Non lo so e non importa, loro non spostano nulla. Il Pd diventerà un partito socialdemocratico, molto dipenderà dalla capacità di guida di Zingaretti e dalla performance del governo. In ogni caso, reputo impossibile che Renzi possa riguadagnare la leadership dell’intero centrosinistra”. Antonio Polito lo ha paragonato a Ghino di Tacco, il soprannome che Craxi scelse per sé quando tentò di infilarsi come terza forza tra le due Chiese, Dc e Pci. “Il paragone non sta in piedi. La qualità del ceto politico della Prima repubblica non è assolutamente paragonabile, quei dirigenti avevano una storia e si erano formati in battaglie anche tragiche. Craxi era uno che voleva riformare davvero il paese ma aveva un partito inadeguato allo scopo”.

Lascia un Commento se vuoi contribuire al contenuto della informazione

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.