Atlante del mondo che cambia. Le mappe che spiegano le sfide del nostro tempo di Maurizio Molinari (Rizzoli), 2020

Atlante del mondo che cambia. Le mappe che spiegano le sfide del nostro tempo di Maurizio Molinari (Rizzoli) (ore 18). Ferruccio de Bortoli sul Corriere della Sera: «Il direttore di Repubblica affronta, con l’abituale chiarezza espositiva, le otto grandi emergenze del pianeta – dai conflitti armati alle disuguaglianze, dal riscaldamento climatico al razzismo – con l’ausilio costante dell’infografica. È un interessante e innovativo esperimento di data journalism. I grafici contano più delle parole. Ma ciò non toglie nulla alla profondità del racconto, all’indagine sulla complessità dei fenomeni e alla loro articolazione tra cronaca e storia. […] “Le mappe sono le compagne d’avventura di ogni pioniere – scrive Molinari –. Hanno consentito all’umanità, nelle epoche più diverse, di vedere oltre l’orizzonte”. E nell’era dei big data sono una sintesi necessaria per non naufragare nell’abbondanza dei segnali. Nell’analisi di Molinari vi sono quattro tipi di conflitti: quelli armati tra Stati, milizie e clan tribali, il terrorismo, le guerre cibernetiche e le contrapposizioni sull’uso delle risorse naturali. La rivoluzione digitale è stata un detonatore di cui non abbiamo ancora compreso la portata. Ciò ha fatto sì, per esempio, che l’odio jihadista e quello neonazista o suprematista si alimentassero a vicenda e utilizzassero le stesse modalità operative ed espressive. Sono il veleno della violenza che tracima nel linguaggio pubblico, lo assedia e lo corrompe, trasforma gli avversari in nemici. Richiede contromisure che non abbiamo ancora perfettamente individuato. È una delle sfide più impegnative dell’Occidente. Un grafico chiarisce che la maggioranza degli attacchi hacker, diretti a inquinare il dibattito delle democrazie occidentali, a spiare segreti e brevetti, proviene da tre Paesi: Russia, Cina e Iran. La geopolitica del gas – che spiega per esempio l’attivismo del presidente turco Erdogan nel Mediterraneo – è la chiave degli equilibri futuri nel mercato dell’energia. Di gas naturale, ne abbiamo anche noi nell’Adriatico, ma facciamo finta di non vederlo, restando così dipendenti ed esposti a fornitori infidi, come Mosca» (leggi qui, e qui un estratto).

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