POLITICHE SOCIALI e SERVIZI:

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Category Archives: ENTI LOCALI

Gestioni associate e piccoli comuni / Dossier Legautonomie


La gestione associata delle funzioni è una sfida che le autonomie devono fare propria e che deve essere collocata in un quadro normativo chiaro e razionale, che agevoli i processi associativi nel rispetto dell’autonomia dei comuni, promuovendo una gestione più efficace di funzioni e servizi nell’interesse delle comunità e dei territori.
I dati attuali contano 367 unioni e 1851 amministrazioni comunali coinvolte: un fenomeno sicuramente in costante crescita con modalità differenziate sul territorio e destinato a consolidarsi per le disposizioni che obbligano alla gestione associata delle funzioni fondamentali. La prospettiva di costruzione di un ente locale che coniughi visione di governo strategica e efficiente gestione delle funzioni e e servizi comunali spinge dunque verso la gestione associata delle funzioni dei piccoli comuni.

Di seguito una serie di contributi che fanno il punto sul quadro normativo, sul percorso metodologico e su alcune esperienze di cooperazione intercomunale , rilevando criticità e punti di forza, e delineandone le prospettive future.

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BERTOTTI TERESA con la collaborazione di Giulia Ghezzi (a cura di), Il servizio sociale in Comune, Maggioli editore, 2016, pp. 352


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Tasse locali: studio della Cgia di Mestre su dati 2014 – in Regioni.it – n. 2984 del 18-07-2016 –


“A livello regionale a svettare in questa particolare classifica è la Lombardia: ogni residente di questa regione versa all’Erario e ai vari livelli di governo locali mediamente 11.284 euro. Seguono i residenti del Lazio con 10.426 euro e quelli del Trentino Alto Adige con 10.320 euro. Appena fuori dal podio troviamo gli emiliano-romagnoli con 10.310 euro pro capite e quelli della Liguria con 9.747 euro pro capite. Chiudono la classifica i campani con 5.854 euro pro capite, i siciliani con 5.556 euro pro capite e, infine, i calabresi con 5.183 euro pro capite. La media nazionale si attesta a 8.572 euro per abitante”.
Per quanto riguarda invece la distribuzione del gettito tra i vari livelli di governo: su 8.572 euro pro capite di entrate tributarie registrate nel 2014 (ultimo anno in cui sono disponibili i dati a livello territoriale), “ben 6.989 euro finiscono nelle casse dello Stato (pari all’81,5 per cento del totale); 903 euro pro capite sono destinati alle Regioni (pari al 10,5 per cento del totale) e “solo” 680 euro pro capite (pari al 7,9 per cento del totale) confluiscono nelle casse degli Enti locali (Comuni, Province e Comunità montane)”.
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Sorgente: Regioni.it – n. 2984 del 18-07-2016 – Tasse locali: studio della Cgia di Mestre su dati 2014 – Regioni.it

 DDL Bilancio Regioni ed enti locali, da Legautonomie Newsletter /14 luglio 2016


Ddl Bilancio Regioni ed enti locali: Senato approva
Il ddl approvato ieri in Senato riscrive le norme relative al pareggio di bilancio di Regioni ed enti locali, introdotte nel 2012 dal Governo Monti sull’onda della crisi, offrendo alcune certezze in più ai comuni… continua a leggere

ISTAT: bilanci comuni e province
L’Istat diffonde in un unico comunicato stampa i bilanci consuntivi delle amministrazioni comunali e quelli delle amministrazioni provinciali. Questo nuovo rilancio integra le informazioni in precedenza diffuse separatamente al fine di offrire una lettura più completa delle dinamiche in atto… continua a leggere

Sorgente: Legautonomie Newsletter /14 luglio 2016 – pamalteo@gmail.com – Gmail

Amministratori locali: due intimidazioni al giorno | in Strategie Amministrative


Il Rapporto “Amministratori Sotto Tiro”, redatto da Avviso Pubblico e presentato a giugno 2016, aveva tracciato un quadro drammatico dello scenario in cui operano, in Italia, gli amministratori locali, costretti a subire minacce e intimidazioni quotidiani. I numeri sono impressionanti: sono 479 gli atti di intimidazione e minaccia censiti nel 2015, una media di 40 intimidazioni al mese, una minaccia ogni 18 ore. Rispetto al 2014, quando furono registrati 361 atti intimidatori, si tratta di un preoccupante +33 per cento.

“Assistiamo a due intimidazioni al giorno ai danni degli amministratori locali”,

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Sorgente: Amministratori locali: due intimidazioni al giorno | Strategie Amministrative

pagine dedicate all’attuazione della LEGGE n. 56 del 7 aprile 2014 (Legge DEL RIO), “Disposizioni sulle città metropolitane, sulle province, sulle unioni e fusioni di comuni”, da affariregionali.it


Queste pagine sono dedicate all’attuazione della legge n. 56 del 7 aprile 2014, “Disposizioni sulle città metropolitane, sulle province, sulle unioni e fusioni di comuni”.

Linee guida sul personale delle Province e altri chiarimenti sono nella circolare n. 1 del 29 gennaio 2015 dei Ministri della pubblica amministrazione e degli affari regionali, pubblicata nella sezione “Circolari e pareri”:

I criteri per individuare beni e risorse finanziarie, umane, strumentali e organizzative connesse con l’esercizio delle funzioni provinciali sono nel decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri pubblicato nella Gazzetta ufficiale n.263 del 12 novembre 2014:

Nuovi Consigli metropolitani e provinciali previsti dalla “legge Delrio” sono stati eletti tra il 28 settembre e il 12 ottobre 2014. L’11 ottobre si è insediato l’Osservatorio nazionale per l’attuazione della legge Delrio, previsto dall’Accordo tra Stato e Regioni sancito nella Conferenza Unificata dell’11 settembre. L’Osservatorio coordina l’attività di riordino delle funzioni e monitora l’attuazione della riforma, in raccordo con gli analoghi Osservatori regionali. E’ presieduto dal ministro per gli Affari regionali e le autonomie ed è composto dal sottosegretario agli Affari regionali Gianclaudio Bressa, dai rappresentanti di altri Ministri e Ministeri (Semplificazione e Pubblica amministrazione, Interno, Economia e Finanze), dalla Conferenza delle Regioni, dall’Anci e dall’Upi.


 

La legge Delrio ridisegna confini e competenze dell’amministrazione locale, senza modificare il Titolo V della Costituzione. In vigore dall’8 aprile, la nuova legge è stata modificata con il dl 66/2014 convertito nella legge 23 giugno 2014 n. 89, e con il dl 90/2014 convertito nella legge 11 agosto 2014 n. 114.

Per richieste di chiarimenti sull’attuazione, scrivere a:

La casella di posta non fornisce risposte individuali. Le risposte ai quesiti di interesse generale alimentano la sezione “Chiarimenti tecnici” di questo dossier, che contiene i chiarimenti ufficiali per la corretta interpretazione e applicazione della legge e deriva dal lavoro coordinato con il Ministero dell’Interno, l’Upi e l’Anci.


 

  • Chiarimenti tecnici
    Risposte ufficiali ai quesiti più frequenti dei soggetti istituzionali coinvolti nel processo di attuazione
  • Accordi e DPCM
    I testi degli accordi e dei decreti di attuazione approvati in Conferenza Unificata
  • Circolari e pareri
    Le circolari e i pareri delle istituzioni che partecipano all’attuaziome
  • Decreti
    I decreti dei ministri che partecipano all’attuazione

Sorgente: Affari Regionali, Autonomie e Sport – Attuazione legge Delrio

il FESTIVAL DELL’ECONOMIA DI TRENTO 2016 parla delle caratteristiche dei “LUOGHI DELLA CRESCITA” – da Geograficamente


Il FESTIVAL DELL’ECONOMIA DI TRENTO torna con la sua undicesima edizione dal nome “I LUOGHI DELLA CRESCITA”: l’appuntamento è dal 2 al 5 Giugno 2016. “LA GEOGRAFIA ECONOMICA DEL MONDO SEGNALA UNA CRESCENTE CONCENTRAZIONE DELLA CRESCITA ECONOMICA IN RELATIVAMENTE POCHE GRANDI CITTÀ in grado di attrarre capitale umano e di stimolare l’innovazione. La gerarchia economica non solo dei paesi, ma anche delle città è profondamente cambiata ed è in continua evoluzione. Ci sono molte ‘new entry’ e molte retrocessioni nelle gerarchie urbane del mondo”

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Sorgente: LA CITTA’ DOVE VIVERE NEL PRESENTE E FUTURO? A media-alta dimensione abitativa, con qualità elevata di servizi, innovativa, con buone scuole e centri di ricerca, che integra serenamente gli immigrati. Il FESTIVAL DELL’ECONOMIA DI TRENTO 2016 parla delle caratteristiche dei “LUOGHI DELLA CRESCITA” – Geograficamente

L’Italia dei piccoli Comuni – La Stampa , 1 giugno 2016


Da un lato ci sono le aree metropolitane e i capoluoghi «a sviluppo elevato»: centri che hanno consolidato specificità imprenditoriali spesso trascinandosi dietro l’hinterland. Dall’altra c’è la pletora dei piccoli comuni: paesini alpini che resistono alle asperità della montagna, mini-insediamenti abitativi abbarbicati sull’Appennino, municipi dimenticati da Dio e dagli uomini sparsi nelle campagne del Sud. Di questi mini-Comuni, 2430 (il 30% del totale) rischiano di non sopravvivere a causa del lento (ma almeno finora inesorabile) spopolamento.

Nel Paese dei campanili l’85% dei Comuni (6875) ha meno di 10 mila abitanti. Di questi 5627 sono incasellati dalle statistiche sotto la voce «piccoli» perché non raggiungono i 5 mila residenti. Di più: ben 3532 (vale a dire il 43,8% del totale) restano sotto i 2 mila. Attenzione però, l’Italia non ha un numero di municipi superiore al resto d’Europa. A fronte degli 8 mila Comuni italiani (circa uno ogni 7500 abitanti circa), in Germania ci sono 11.334 gemeinden (uno ogni 7213), nel Regno Unito 9434 wards (uno ogni 6618) in Francia 36.680 communes (uno ogni 1774) e in Spagna 8116 municipios (uno ogni 5687). La media dell’Ue è di un ente ogni 4132 abitanti. Il problema è un altro e si chiama crollo demografico.

Sorgente: Così un Comune su tre rischia di sparire – La Stampa

Cosa possono fare i Comuni per supportare il volontariato? di Graziano Maino, in secondowelfare.it. , maggio 2016


Le organizzazioni di volontariato oggi più che mai giocano un ruolo di primo piano in diversi ambiti della vita civile del nostro Paese: sociale, culturale, ambientale, educativo, sanitario, civico. In questa situazione c’è quindi da chiedersi: in che modo un Comune può aiutare queste organizzazioni a finanziare le attività che promuovono? Possiamo ragionevolmente immaginare che con il proprio bilancio l’ente locale possa fronteggiare la progressiva riduzione delle risorse che i Centri Servizio Volontariato stanno cercando di gestire? Come pensare che un’amministrazione comunale sostenga in maniera efficiente ed efficace le realtà del volontariato che operano sui territori? Di seguito sono proposte alcune prime considerazioni sul tema, nella speranza di avviare una riflessione che tenga conto del problema delle risorse scarse in un contesto economico e sociale in forte trasformazione.

vai all’intero articolo qui:

Sorgente: Cosa possono fare i Comuni per supportare il volontariato?

FRANCO BASSANINI, FLORIANA CERNIGLIA, ALBERTO QUADRIO CURZIO, LUCIANO VANDELLI (cur.) Territori e autonomie Un’analisi economico-giuridica, Il Mulino, 2016


FRANCO BASSANINI, FLORIANA CERNIGLIA, ALBERTO QUADRIO CURZIO, LUCIANO VANDELLI (A CURA DI)

Territori e autonomie

Un’analisi economico-giuridica

Prefazione, di Franco Bassanini e Alberto Quadrio Cunzio
Introduzione, di Floriana Cerniglia e Luciano Vandelli
PARTE PRIMA: GLI ASSETTI ISTITUZIONALI, TERRITORIALI E FUNZIONALI
Soggetti e territori
I. Autonomia e democrazia sostanziale, di Maria Agostina Cabiddu
II. Ruolo degli enti territoriali e riordino dei territori regionali: spunti per il dibattito, di Francesco Merloni
III. Le politiche di riordino territoriale locale: Province e Città metropolitane. Nuove dinamiche nei rapporti con le Regioni,di Claudia Tubertini
IV. Le politiche regionali di riordino territoriale locale: Unioni, fusioni e altre forme associative tra Comuni, di Marzia De Donno
V. Legge Delrio e riassetto delle funzioni amministrative tra Regioni ed Enti locali, di Francesca Palazzi
VI. Quale futuro per l’autonomia speciale?, di Gianmario Demuro
VII. Le autonomie speciali e la riforma costituzionale: profili problematici ed effetti di complicazione normativa, di Simone Pajno e Guido Rivosecchi
Sussidarietà e partecipazione
VIII. Il principio di sussidiarietà orizzontale nella legislazione regionale, di Daniele Donati
IX. Democrazia partecipativa e qualità delle politiche regionali: tra bilancio e prospettive, di Alessandra Valastro e Nicola Pettinari
Il caso Lombardia
X. La Città metropolitana di Milano, di Anna Maria Tanda
XI. Le Province lombarde, di Diletta Dima e Anna Maria Tanda
XII. La Provincia di Sondrio, di Diletta Dima
PARTE SECONDA: LE RISORSE FINANZIARE TRA VINCOLI E OPPORTUNITÀ
XIII. Decentramento fiscale, crescita economica e convergenza territoriale: evidenze empiriche dal caso italiano, di Tancredi Pluchino e Alberto Zanardi
XIV. Governance multilivello, responsabilità, trasparenza: le norme e la prassi, di Giorgio Macciotta
XV. Disciplina di rigore fiscale e di bilancio e sistemi federalistici, di Barbara L. Boschetti
XVI. Risorse disponibili, finanziamento dei bisogni e accentramento delle politiche sociali, di Debora Caldirola
XVII. L’indebitamento locale in Italia e il suo finanziamento sul mercato, di Valeria Miceli
XVIII. Decentramento, dinamica della spesa in conto capitale e crescita economica. Alcune considerazioni, di Floriana Cerniglia e Riccarda Longaretti
PARTE TERZA: LE POLITICHE PER LO SVILUPPO
XIX. Governo dell’economia, territorio e dimensione internazionale, di Patrizio Bianchi
XX. La semplificazione per la competitività: le sfide di una cooperazione multilevel, di Andrea Flori e Silvia Paparo
XXI. Le tendenze delle politiche regionali in materia di attività produttive e sostegno alle imprese, di Gabriella Saputelli
XXII. Le tendenze delle politiche regionali in materia di agricoltura e turismo, di Clelia Losavio
XXIII. Il ruolo delle Regioni per la ripresa dello sviluppo economico: il funzionamento degli sportelli unici per l’edilizia, di Melania D’Angelosante
XXIV. Distretti industriali: il ruolo delle Regioni, di Giulio Cainelli
XXV. Partenariato pubblico privato e project financing per le infrastrutture: il protagonismo degli enti territoriali, di Andrea Sartori
XXVI. Ricerca, innovazione e sviluppo industriale: il ruolo delle Regioni e il caso lombardo, di Maria Chiara Cattaneo
XXVII. La filiera della salute: il caso della Lombardia, di Giulio Cainelli
Gli autori

Sorgente: il Mulino – Volumi – FRANCO BASSANINI, FLORIANA CERNIGLIA, ALBERTO QUADRIO CURZIO, LUCIANO VANDELLI (a cura di),

L’ORGANIZZAZIONE E IL GOVERNO DEL COMUNE, Guida Anci Lombardia, 2016, pag. 90


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scarica da qui:

Fare il sindaco. Politica e management per l’amministrazione e la fusione dei Comuni, a cura di Riccardo Nocentini , Franco Gallelli. Contributi di Luigi Di Marco, Fondazione Verrocchio, Renato Martelletti, Dario Nardella, Paolo Pagani, Dario Parrini, Matteo Renzi, FrancoAngeli


Sotto la forma dell’intervista, il volume permette a un sindaco di raccontare non soltanto “cosa” si è trovato ad affrontare, ma soprattutto “come” ha cercato di risolvere i problemi della propria comunità. Questa seconda edizione del libro costituisce un manuale operativo per chi si trova a ricoprire incarichi istituzionali o per chiunque voglia saperne di più sul funzionamento della politica locale.
Presentazione del volume

Fare il sindaco. Politica e management per l’amministrazione e la fusione dei Comuni è un libro pratico, non parla di teorie astratte ma di fatti. Il dialogo, nella forma dell’intervista, permette al sindaco di raccontare non soltanto “cosa” si è trovato ad affrontare, ma soprattutto “come” ha cercato di risolvere i problemi della propria comunità.
Dalla campagna elettorale ai primi approcci con la macchina comunale, dal fallimento della società di calcio alla difesa del piccolo ospedale locale fino alla realizzazione della prima fusione, in Italia, di comuni sopra i 15.000 abitanti. Nel testo si parla di governo locale, di organizzazione e di nuovi assetti istituzionali: unioni, fusioni e città metropolitana. Tutto questo richiede qualità, conoscenze specifiche e capacità di “gestione”, supportate da forti competenze manageriali.
Questa seconda edizione costituisce un manuale operativo per chi si trova a ricoprire incarichi istituzionali o per chiunque voglia saperne di più sul funzionamento della politica locale, con la “P” e con la “L” maiuscola.
TUTTA LA SCHEDA QUI:

Sorgente: Fare il sindaco. Politica e management per l’amministrazione e la fusione dei Comuni

ABITARE IL FUTURO: un nuovo equilibrio per uscire dalla crisi della CITTA’ contemporanea, VIDEO delle relazioni di DORIAM BATTAGLIA e PAOLO FERRARIO, Associazione ex-allievi dell’Istituto Nazionale di Setificio, Como, 12 maggio 2016


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SCALETTA DEGLI INTERVENTI

  • L’evoluzione della città storica
  • Antonio Sant’Elia – Centenario della morte
  • Paolo Soleri – Arcosanti Arizzona USA
  • Le archistar

Frank O. Gehry – Guggenheim di Bilbao

Daniel Libenshkind – City Life Milano e Life Elettric Como

Renzo Piano – Auditorium di Roma

  • La sociologia come analisi del funzionamento delle società 
  • Urban sprawl
  • Le città come luoghi delle interazioni sociali e dunque oggetti della sociologia fin dalle origini
  • Le metropoli e postmetropoli contemporanee – Come si evolve la città nei vari continenti
  • Le grandi fasi dell’urbanesimo e i suoi effetti sull’urbanistica
  • Gli edifici più alti del mondo
  • L’eccezionale analisi curata da Paul Knox dedicata all’Atlante delle Città:

le tipologie fondamentali (industriali, razionali, globali, megacittà, istantanee, transnazionali, creative, verdi, intelligenti)

  • Il rapporto tra città, campagna e foreste

 

  • L’incremento demografico

La situazione attuale: i dati della popolazione mondiale

  • La gestione dei rifiuti urbani
  • Spopolamento delle aree interne e montuose
  • Le città sostenibili – Un’ipotesi per la città futura
  • L’invecchiamento demografico e le sue conseguenze sul lavoro e sui servizi alle persone (cohousing, domotica, reti di appartamenti, sicurezza)
  • Il rapporto tra Architettura e Interior Design

ABITARE IL FUTURO: un nuovo equilibrio per uscire dalla crisi della città contemporanea, dibattito con DORIAM BATTAGLIA e PAOLO FERRARIO, a cura della Associazione ex-allievi dell’Istituto Nazionale di Setificio, Como, 12 maggio 2016


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BOZZA DELLA SCALETTA DELL’INTERVENTO DI PAOLO FERRARIO

In riferimento all’intervento di Doriam Battaglia verranno esposti questi temi:

  • La sociologia come analisi del funzionamento delle società
  • Le città come luoghi delle interazioni sociali e dunque oggetti della sociologia fin dalle origini
  • Le grandi fasi dell’urbanesimo e i suoi effetti (esempio l’urbanistica)
  • La situazione attuale: i dati della popolazione mondiale
  • L’eccezionale analisi curata da Paul Knox dedicata all’Atlante delle Città (Hoepli editore, 2014) : le tipologie fondamentali (industriali, razionali, globali, megacittà, istantanee, transnazionali, creative, verdi, intelligenti)

L’attenzione fondamentale da porre a due grandi temi:

  • L’invecchiamento demografico e le sue conseguenze sul lavoro e sui servizi alle persone (cohousing, domotica, reti di appartamenti, sicurezza)
  • Il concetto di Smart City in riferimento alle trasformazioni indotte dalle nuove tecnologie del Web

 

Sulla base della relazione tenuta in aula il relatore produrrà successivamente una dispensa per i partecipanti

Sorgente: ABITARE IL FUTURO: un nuovo equilibrio per uscire dalla crisi della città contemporanea, dibattito con DORIAM BATTAGLIA e PAOLO FERRARIO, a cura della Associazione ex-allievi dell’Istituto Nazionale di Setificio, Como, 12 maggio 2016 | Tracce e Sentieri.

La spesa sociale stanziata dallo Stato per l’accoglienza dei profughi in Provincia di Como (18 milioni e mezzo all’anno, supera in budget annuo a disposizione del Comune per l’intero settore Servizi sociali intervista a BRUNO MAGATTI, assessore comunale ai servizi sociali, in La Provincia di Como 28 aprile 2016


La spesa sociale stanziata dallo Stato per l’accoglienza dei profughi in Provincia di Como (18 milioni e mezzo all’anno, supera in budget annuo a disposizione del Comune per l’intero settore Servizi sociali

intervista a BRUNO MAGATTI, assessore comunale ai servizi sociali

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L’impiegato del Comune. Manuale per la preparazione ai concorsi di categoria C e D negli Enti locali. Aggiornato con la Legge di Stabilità 2016, Maggioli editore


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Manuale per la preparazione ai concorsi di categoria C e D negli Enti locali

Aggiornato con la Legge di Stabilità 2016

La trattazione più organica e completa sull’ordinamento comunale e sui relativi servizi:fornisce, in modo chiaro ed estremamente approfondito, tutto ciò che può essere materia d’esame nei concorsi presso gli Enti Locali.

Con quest’unico Manuale il Candidato può contare su una trattazione esaustiva dell’ordinamento e dei servizi comunali in grado di soddisfare tutte le richieste in materia.

Redatto con la direzione e supervisione di F. BottaVice segretario generale e dirigente comunale area amministrativa, da uno staff di sette autori di grande esperienza professionale: S. Biancardi, Funzionario comunale, M. Borghesi, Direttore comunale area risorse economiche, C. Costantini, Funzionario comunale, E. Lequaglie, Avvocato professionista, esperto in diritto amministrativo, già responsabile comunale servizio legale, L. Oliveri, Dirigente provinciale, giornalista professionista, N. Rinaldi, Vice segretario generale e dirigente comunale area affari generali e personale, G. Uderzo,Dirigente comunale, presenta il quadro completo delle materie d’interesse, così razionalmente suddivise in dieci parti:

PARTE PRIMA – NOZIONI INTRODUTTIVE DI DIRITTO PUBBLICO

Capitolo I I soggetti di diritto: persona fisica e giuridica

Capitolo II -Nozioni di diritto costituzionale

Capitolo III – Nozioni di diritto amministrativo

Capitolo IV – Le Regioni a statuto ordinario

 

PARTE SECONDA – NORMATIVA GENERALE APPLICABILE AGLI ENTI LOCALI

Capitolo I – Il decentramento amministrativo e la riforma della p.a.

Capitolo II – Il procedimento amministrativo

Capitolo III – La documentazione e la certificazione amministrativa

Capitolo IV – Il documento informatico e la firma digitale

Capitolo V – Il diritto di accesso ai documenti amministrativi

Capitolo VI – La tutela della privacy

 

PARTE TERZA – IL COMUNE: ORDINAMENTO ISTITUZIONALE

Capitolo I – Autonomia statutaria e regolamentare. Statuto e regolamenti nella gerarchia delle fonti

Capitolo II – Istituti di partecipazione

Capitolo III – Funzioni del Comune e della Provincia

Capitolo IV – Forme di decentramento e associative

Capitolo V – Il Consiglio

Capitolo VI -La Giunta comunale

Capitolo VII – Deliberazioni del Consiglio e della Giunta.Proposte. Pareri. Verbali. Immediata eseguibilità. Pubblicazione. Esecutività

Capitolo VIII – Controllo sulle deliberazioni del Consiglio e della Giunta. Effetti della legge costituzionale 3/2001

Capitolo IX – Il Sindaco ed il Presidente della Provincia

Capitolo X – Lo status degli amministratori locali

Capitolo XI -Gli organi gestionali del Comune e della Provincia: dirigenti e responsabili dei servizi. Il segretario comunale e provinciale. Il direttore generale

 

PARTE QUARTA – IL COMUNE: ORDINAMENTO FINANZIARIO E CONTABILE

Capitolo I – Le fonti di entrata

Capitolo II – Il bilancio

 

PARTE QUINTA – IL COMUNE: PRINCIPALI SERVIZI

Capitolo I – Servizio protocollo e archivio

Capitolo II – Servizio anagrafico

Capitolo III – Servizio dello stato civile

Capitolo IV – Servizio elettorale

Capitolo V – Servizio della leva militare

Capitolo VI – Servizio tecnico: urbanistica, espropriazioni ed ecologia

Capitolo VII – Servizio commercio e Sportello Unico per le Attività Produttive

Capitolo VIII – Servizio contratti e appalti

Capitolo IX – Servizio economato

 

PARTE SESTA – IL COMUNE: GESTIONE DEI SERVIZI PUBBLICI

Capitolo I – Servizi pubblici e forme di gestione

 

PARTE SETTIMA – RAPPORTO D’IMPIEGO DEI DIPENDENTI COMUNALI. SERVIZIO PERSONALE

Capitolo I – Rapporto d’impiego dei dipendenti comunali

 

PARTE OTTAVA – RESPONSABILITÀ DEGLI AMMINISTRATORI E DEI DIPENDENTI

Capitolo I – Vari tipi di responsabilità

 

PARTE NONA – NOZIONI DI DIRITTO CIVILE

Capitolo I – Concetti generali

Capitolo II – Il negozio giuridico

Capitolo III – I diritti reali

Capitolo IV – Il possesso

Capitolo V – Le obbligazioni

Capitolo VI – I contratti

Capitolo VII – I singoli contratti

Capitolo VIII – La garanzia del creditore: garanzia generica e diritti reali di garanzia

 

PARTE DECIMA – NOZIONI DI DIRITTO PENALE

Capitolo I – Nozioni generali

Capitolo II – I delitti contro la pubblica amministrazione


Maggioli Editore – Marzo 2016
pagine 1176 – f.to 17X24 – Codice 8891613431

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Associazionismo comunale: tabella risorse regionali 2015 – da Regioni.it – n. 2917 del 07-04-2016


La Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, nella riunione del 24 marzo, ha approvato una tabella che fornisce l’elenco delle Regioni che hanno presentato domanda di accesso al Fondo statale per l’associazionismo comunale.
La stessa tabella riepiloga poi le risorse che le Regioni hanno concesso nel 2015 per il sostegno alle gestioni associate dei comuni.

Sorgente: Regioni.it – n. 2917 del 07-04-2016 – Associazionismo comunale: tabella risorse regionali 2015 – Regioni.it

ORDINAMENTO COMUNALE, a cura di Anna Cacace e IlariaSangiuliano, Simone editore, 2015


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Comuni, il risveglio degli investimenti – di Gianni Trovati in Il Sole 24 ORE, 22 febbraio 2016


Un cambio di rotta drastico. L’anno scorso i pagamenti dei Comuni nelle spese di investimento sono cresciuti del 16,5% sull’anno precedente, interrompendo una serie negativa che durava da anni e che aveva rappresentato una delle malattie più gravi del Patto di stabilità: lo sanno bene le imprese dell’edilizia, che spesso si sono trovate a vedersi liquidare le fatture mesi o anni dopo l’esecuzione dei lavori. Nello stesso 2015, le spese correnti dei sindaci sono diminuite del 4,6%, frenate dalle uscite per il personale che, strette tra blocchi al turnover e agli integrativi, hanno registrato una flessione del 10,4 per cento. Numeri come questi non indicano certo che tutti i nodi sono sciolti, ma che nel complesso il cambio di direzione c’è stato: i quasi 12,6 miliardi pagati dai di Gianni Trovati – Il Sole 24 Ore – leggi su http://24o.it/ApERZB

vai all’intero articolo:

Sorgente: Comuni, il risveglio degli investimenti – Il Sole 24 ORE

 La Regione Marche approva legge sull’unificazione dei piccoli comuni – da Regioni.it – n. 2901 del 14-03-2016


Il Consiglio regionale della regione Marche ha approvato una legge sull’unificazione dei piccoli comuni. Si tratta di una legge di riordino di Comuni e Province. Il percorso seguito è quello della completa attuazione della legge Delrio di riforma delle Province.
Il presidente delle Marche, Luca Ceriscioli, ha pertanto spiegato che “non c’è più il ruolo ‘surrogante’ delle Province, che svolgevano alcune funzioni anche a vantaggio dei Comuni più piccoli, come per le strade, la cultura, lo sgombero della neve. Oggi quindi l’aggregazione dei Comuni ha un senso diverso”.

Sorgente: Regioni.it – n. 2901 del 14-03-2016 – Marche approva legge sull’unificazione dei piccoli comuni – Regioni.it

La gestione associata e le Aziende speciali di servizi alla persona: hanno ancora senso? Intervista a Dario A. Colombo – direttore Consorzio Desio e Brianza – ed Elena Meroni – direttore Azienda Comuni Insieme Bollate, aderenti a NeASS Lombardia – Network delle Aziende Speciali Sociali della Lombardia, 2013


La gestione associata e le Aziende speciali di servizi alla persona: hanno ancora senso?

Intervista a Dario A. Colombo – direttore Consorzio Desio e Brianza – ed Elena Meroni – direttore Azienda Comuni Insieme Bollate, aderenti a NeASS Lombardia – Network delle Aziende Speciali Sociali della Lombardia.

A cura di

Sorgente: Programmazione e governance | LombardiaSociale | Page 8

Questa Roma può essere la capitale d’Italia?, La Stampa/Origami, 18 novembre 2015


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URBAN@IT, Rapporto sulle città Metropoli attraverso la crisi, Il Mulino, 2016


URBAN@IT

Rapporto sulle città

Metropoli attraverso la crisi

Si debbono fare politiche per le città in Italia? Secondo l’Unione europea, Un-Habitat, lo stesso governo italiano, la risposta dovrebbe essere positiva. Si dovrebbero fare politiche urbane e ogni paese, Italia inclusa, dovrebbe disporre di un quadro nazionale di priorità a sostegno delle iniziative locali. Le città italiane, come buona parte di quelle europee, sono di medie dimensioni, e sono complementari al territorio che le circonda. In questo l’Italia si differenzia rispetto al mainstream di un pianeta sempre più urbanizzato, cosparso di megalopoli che costringono i paesi in crescita a sforzi spettacolari. Dunque l’Italia è un’eccezione nel panorama mondiale non tanto perché molto urbana, come testimonia l’eredità storica delle cento città, bensì perché diversamente urbana. Ma le città non sono nell’agenda politica del paese. Il Rapporto di Ur­ban@it, che è il frutto del primo anno di lavoro del Centro, sostiene che esse avrebbero la capacità di dare risposte ai problemi urbani e, più in generale, del sistema Italia. L’unico tassello delle riforme andato finora a segno, e anche questo con grande difficoltà, riguarda le città metropolitane, ma non ci si può fermare a questo. La crisi del capitalismo finanziario e l’affermazione dell’urbanizzazione planetaria sono due fatti che vanno relazionati e letti insieme. Da questa sovrapposizione potrebbero nascere soluzioni ai problemi che la globalizzazione e la fi­nan­zia­­rizzazione dell’economia non riescono ad affrontare, in particolare la stagnazione economica e la crisi ambientale. Il Rapporto sostiene che la città può essere la risposta sia all’una che all’altra.

Urban@it, Centro nazionale di studi per le politiche urbane (www.urbanit.it), ha elaborato il Rapporto a seguito dei lavori promossi da altrettanti gruppi che riuniscono ricercatori, studiosi e decision makers su: a) conoscenze. Le trasformazioni delle città italiane; b) innovazioni. La riforma del governo locale; c) risorse. Fondi comunitari per le città metropolitane; d) modelli. Le Agende urbane nazionali ed europea

Sorgente: il Mulino – Volumi – URBAN@IT,

Le nuove regole di finanza pubblica per gli enti territoriali – Il Giornale dei Comuni


Il Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato ha emesso nel corso del febbraio 2016 le seguenti tre Circolari, con chiarimenti ed istruzioni sulle nuove regole di finanza pubblica disposte con l’articolo 1 della Legge n. 208/2015 : in particolare nei commi 707, 709-713, 719-734, per l’attuazione del principio del pareggio di bilancio in coerenza con gli impegni europei.

Circolare n. 5- Prot. 11079 del 10/2/2016 – Le nuove regole di finanza pubblica per il triennio 2016-2018

Contiene:

Individuazione degli enti assoggettati alle nuove regole
Determinazione del nuovo saldo di finanza pubblica per il triennio 2016-2018
Riflessi delle nuove regole sulle previsioni di bilancio e sulla gestione
Esclusioni
Patti di solidarietà
Monitoraggio
Certificazione
Sanzioni
Patto di stabilità interno 2015 (enti locali)
Misure antielusive delle nuove regole
L’attività di controllo della Corte dei Conti
I riferimenti per eventuali chiarimenti sul contenuto della circolare
Circolare n. 6 – Prot. 9915 dell’8/2/2016 – Accertamento residui passivi alla chiusura dell’esercizio 2015

Fornisce le istruzioni per le operazioni di chiusura delle scritture contabili ai fini della redazione del conto consuntivo dell’esercizio finanziario 2015.

Circolare n. 7 – Prot. 13531 del 18/2/2016 – Manuale per le operazioni relative al consuntivo entrate 2015

Indica all’ interno del manuale ad essa allegato le procedure idonee a consentire al Sistema Informativo della Ragioneria Generale dello Stato l’acquisizione delle informazioni necessarie per la predisposizione del conto consuntivo delle Entrate per l’esercizio 2015.

Sorgente: Le nuove regole di finanza pubblica per gli enti territoriali – Il Giornale dei Comuni

I Comuni italiani 2016 – Numeri in tasca. Mappe e dati per raccontare l’Italia delle comunità locali – da Il Giornale dei Comuni, 2016


Una fotografia degli 8.003 Comuni italiani che consente di approfondire le loro principali caratteristiche grazie all’analisi degli ultimi dati disponibili, relativi ad ambiti istituzionali, economico-finanziari e socio-demografici. È questo, in estrema sintesi, il contenuto dell’ultima pubblicazione IFEL “I Comuni italiani 2016 – Numeri in tasca”. I dati presentati, suddivisi per area tematica, consentono di approfondire numerosi aspetti relativi all’eterogeneo mondo delle amministrazioni comunali italiane. Tra i numerosi dati presenti nello studio, è possibile isolarne alcuni per riflettere su diverse dinamiche che coinvolgono a vario titolo i comuni italiani.

vai all’intero articolo:

Sorgente: I Comuni italiani 2016 – Numeri in tasca. Mappe e dati per raccontare l’Italia delle comunità locali – Il Giornale dei Comuni

qui la ricerca in formato Dbf:

NUMERI_TASCA_2016

 

Carcoforo (provincia di Vercelli) ha appena 47 abitanti: grazie al racconto quotidiano sul social media ha raccolto l’attenzione di quasi tremila utenti.


La rinascita dal racconto
In provincia di Vercelli, nell’alta Valsesia, c’è un paesino che sta immaginando di rinascere anche grazie a Facebook. Carcoforo ha appena 47 abitanti: grazie al racconto quotidiano sul social media ha raccolto l’attenzione di quasi tremila utenti. Molti curiosi scelgono di risalire la valle e c’è chi si informa su eventuali case libere

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La nuova geografia comunale. Dalle città metropolitane alle fusioni di comuni, da Centro Documentazione Comuni Italiani


QUADERNO_V

da parte di Centro Documentazione Comuni Italiani

n . 5 M M X I V i Comuni Quaderni di Analisi ANCI-IFEL

La nuova geografia comunale Dalle città metropolitane alle fusioni di comuni

per leggere il rapporto vai a:

Sorgente: QUADERNO_V

PUGLIA: LEGGE REGIONALE 30 ottobre 2015, n. 31 “Riforma del sistema di governo regionale e territoriale”


LEGGE REGIONALE 30 ottobre 2015, n. 31 “Riforma del sistema di governo regionale e territoriale”.

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Como, COMITATO DELLA CITTADELLA DELLA SALUTE, Proposta urbanistica relativa all’area del vecchio Sant’Anna, bozza del documento elaborata da Antonella Pinto, Marco Ponte, Gianluigi Fammartino, Marco Lorenzini, febbraio 2016


COMO

Comitato per la riqualificazione dell’area ex Ospedale S. Anna

Proposta urbanistica relativa all’area del vecchio Sant’Anna

La procedura di variante al PGT avviata da questa amministrazione non prevedeva la variazione al  Documento di Piano, per tanto è chiaro che il contenuto della scheda allegata al D.d.P. relativa all’ambito “Ex Sant’Anna” non è mutata in nulla rispetto a quanto in nostra conoscenza (%  edificazione privata, % edificazione pubblico,  viabilità interna al comparto, aree adibite a spazi pubblici, ecc.).

Ciò che poteva essere variato era il contenuto del Piano dei Servizi relativo alle aree limitrofe il Comparto ex Sant’Anna.

Nei precedenti contributi forniti al Comune dalle parti sociali (tra i quali anche quello del Comitato “Quale futuro per Rebbio”) si rilevava una mancanza di intenti e si chiedeva che il Piano dei Servizi non fosse un mero adempimento burocratico ma uno strumento che delineasse chiaramente la visione che questa Amministrazione aveva per la nostra città.

Nella relazione che accompagna l’attuale variante al capitolo 13 “Il Piano dei servizi” viene detto chiaramente che la struttura portante del piano dei servizi sarà possibile modificarla solo con una variante generale al P.G.T. e che questa variante si è limitata : 

  • alla puntuale ricognizione dei servizi esistenti ;
  • all’individuazione dei nuovi servizi definiti di progetto considerati strategici per i potenziamento di quelli esistenti;

Quanto sopra premesso ci si limiterà ad evidenziare alcune riflessioni in merito agli elaborati variati e a quanto contenuto nella relazione a corredo della variante in adozione:

Ricognizione dei servizi esistenti: si riconosce un netto miglioramento degli elaborati a corredo del piano dei servizi riguardanti il rilievo dello stato di fatto ed una più chiara indicazione dei servizi di progetto. D’altro canto permane la mancanza di un documento di sintesi che rilevi in maniera puntuale la quantità e la qualità dei servizi esistenti e la quantificazione della spesa relativa alla manutenzione dei servizi esistenti e alla realizzazione d quelli in progetto; tale mancanza non consente un reale dialogo con il “Piano triennale delle Opere pubbliche” che programma la realizzazione delle opere pubbliche in base alla fattibilità economica delle stesse e alle priorità individuate dall’amministrazione. 

Carta delle reti ciclo-pedonali e dei principali terminal del trasporto collettivo: si riconosce una migliore pianificazione (ad es.: collegamento fra i quartieri di Rebbio e Camerlata ed inserimento della ciclo-pedonale della Val Mulini) della stessa rispetto alla tavola precedente sia a livello di lettura che di idea progettuale. Si evidenziano comunque alcune considerazioni/perplessità che permangono e precisamente:

  • Sarebbe opportuno esplicitare in maniera più chiara il collegamento fra il comparto ex Sant’Anna e l’autosilo Val Mulini in quanto così facendo si potrebbe garantire un attraversamento della Napoleona da parte dell’utenza ciclo-pedonale in totale sicurezza con un percorso totalmente svincolato dalla viabilità principale;
  • Sarebbe opportuno prevedere in attraversamento alla Napoleona un percorso protetto che colleghi la Via Colonna con la Via Turati;
  • Sarebbe opportuno prevedere un collegamento fra la Varesina ed il compendio di Villa Giovio;

Carta del sistema della mobilità: scenario di piano a lungo termine: questa tavola non è stata praticamente variata e le motivazioni sono le medesime evidenziate in premessa. Tuttavia si auspica che con la variante generale venga prevista una fermata ferroviaria in prossimità del Autosilo Val Mulini, in quanto ad oggi la realizzazione della metro-tranvia risulta alquanto improbabile.

Opere all’interno del Comparto Ex Sant’Anna: come già esplicitato in premessa si è coscienti del fatto che senza una variante generale non sia stato possibile modificare i contenuti del Documento di Piano. Indipendentemente da ciò si chiede comunque che le previsioni contenute all’interno della scheda tecnica allegata al D.d.P. relative alle opere pubbliche vengano comunque attuate almeno in parte. Si auspica per tanto che venga realizzata la piazza pubblica antistante il monoblocco ed attivata la viabilità al contorno di modo da consentire un reale collegamento fra il Comparto Ex Sant’Anna e il territorio circostante (apertura dei cancelli sulla Via Colonna e sulla Via T. Rimoldi).

La bozza del documento è stata elaborata da Antonella Pinto, Marco Ponte, Gianluigi Fammartino, Marco Lorenzini

Como, COMITATO DELLA CITTADELLA DELLA SALUTE, Proposta sanitaria e socio-sanitaria relativa all’area del vecchio Sant’Anna, bozza del documento elaborata da Manuela Serrentino, Gabriella Ceraulo, Anna Renna, Giuseppe Callisto, Antonio Muscolino, febbraio 2016


COMO

Comitato per la riqualificazione dell’area ex Ospedale S. Anna

Proposta sanitaria e socio-sanitaria relativa all’area del vecchio Sant’Anna

In attesa della stesura da parte della nuova dirigenza del  Piano di Organizzazione Strategica Aziendale (POAS), che dovrebbe tradurre le indicazioni regionali in azioni concrete, il Comitato della Cittadella della salute, ribadisce l’importanza di mettere al centro dell’attenzione l’area dell’ex S. Anna, come luogo  ideale per realizzare l’integrazione sociosanitaria.

Anche le Regole di gestione del servizio socio sanitario 2016, emesse dalla Regione Lombardia, prevedono la ricostruzione della filiera erogativa tra ospedale e territorio riconoscendo come criterio prevalente quello della presa in carico del paziente.

Da sempre il Comitato sostiene che l’attuale  frammentazione dei servizi alla persona sul territorio, non favorisce l’accesso alle cure, soprattutto per quanto riguarda le persone più svantaggiate. Nell’ottica della presa in carico del paziente, come criterio prevalente, noi pensiamo che l’area dell’ex s. Anna si presti ad essere il luogo della ricomposizione, che favorisca:

  • riconoscibilità e visibilità sul territorio come struttura che concentra attività e servizi;
  • accessibilità e unitarietà, racchiudendo in sé attività attualmente disperse
  • integrazione, garantendo servizi integrati in rete tra sanitario, socio sanitario e sociale
  • semplificazione, poiché opera integrando i servizi e i percorsi
  • appropriatezza, procedendo tramite percorsi assistenziali specifici e presa in carico dei soggetti multiproblematici

Perché questo si realizzi è necessario il coordinamento dei  vari soggetti che intervengono nel processo di presa in carico, i cui obiettivi devono essere condivisi:

  • garantire la continuità assistenziale sette giorni su sette e per le 24 ore. Questo significa creare un punto di accesso in alternativa al pronto soccorso, attualmente utilizzato anche per situazioni di lieve o media gravità che però non trovano risposte adeguate a livello territoriale, permettendo di sgravare il PS dai casi non urgenti.
  • ricomporre separazioni storiche esistenti tra le professioni sanitarie e realizzare concretamente l’attività interdisciplinare e multidisciplinare, integrando così le prestazioni sanitarie con quelle sociali
  • sviluppare modalità semplificate di presa in carico dall’ospedale al domicilio e viceversa, considerando in particolare le fragilità (anziani e cronici) ed evitando il fenomeno dell’abbandono dei soggetti al termine dell’episodio di ricovero.
  • sviluppare programmi di prevenzione per tutto l’arco della vita, basati su conoscenze epidemiologiche e sulla partecipazione informata dei cittadini. Riteniamo infatti che i cittadini devono avere nella struttura la possibilità di interagire con istituzioni ed esperti: per costruire la mappa dei rischi  e dei danni del proprio territorio al fine di individuare gli strumenti più idonei per ridurli o eliminarli;  per poter esprimere e individuare i bisogni emergenti e le relative proposte per il miglioramento dei servizi.
  • offrire occasioni di formazione permanente degli operatori con particolare riguardo al lavoro di gruppo
  • promuovere e valorizzare la partecipazione dei cittadini e delle associazioni di volontariato con uno spazio dedicato in modo da garantire la conoscenza dei diritti e l’erogazione di servizi sanitari e sociosanitari esigibili.
  • organizzare e coordinare risposte da dare al cittadino nelle sedi più idonee, privilegiando il domicilio e il contesto sociale delle persone.

Pertanto si ipotizza un contenitore i cui aspetti principali sono:

  • Area pubblica: comprende accoglienza e orientamento ai servizi sanitari, sociosanitari e assistenziali. Il cittadino, appena varcata la soglia della Cittadella, si dirige al bancone della reception in modo da avere una visione globale di tutti i servizi offerti dalla struttura e offrendo percorsi differenziati a seconda della problematica e della fascia di età; è nella reception che avviene la prima accoglienza e presa in carico del paziente. In questa area si potranno accorpare anche gli altri spazi di primo contatto con il pubblico (CUP, sportello unico distrettuale per scelta e revoca, esenzione ticket, assistenza sanitaria all’estero, assistenza integrativa, assistenza protesica, uffici informativi sulle diverse procedure per  commissioni invalidi, commissioni patenti ecc).  Gli spazi esterni, come già ipotizzato nelle richieste di tipo urbanistico, potranno essere aperti all’uso della città con forte valenza di comunicazione per avvicinare il cittadino/utente alla struttura sanitaria. L’integrazione viene favorita se il giardino della Cittadella non è un “cortile chiuso” , ma diventa un “parco urbano”.
  • Area clinica: comprende il nucleo delle cure primarie con prestazioni sanitarie di base , continuità assistenziale sulle 24 h., ambulatori infermieristici con annesso il centro di cure domiciliari (ADI), ambulatori di medicina specialistica, punti prelievo e di tecnologie diagnostiche di base, attività riabilitative, ambulatori per la diagnosi precoce (pap test, mammografia, colonscopia ecc.) con possibilità di completare i principali percorsi diagnostici che non necessitano di ricorso all’ospedale e per la gestione di patologie croniche attraverso l’integrazione dell’assistenza primaria coi servizi specialistici presenti. Sempre nell’area clinica potrà afferire parte della rete territoriale afferente all’area materno infantile (assistenza e prevenzione nell’età pediatrica e alle donne gravide); l’ambito della salute mentale e  delle dipendenze; ambulatorio di medicina sportiva; attività di prevenzione e promozione della salute: un punto di riferimento per la salvaguardia della salute degli immigrati.
  • Area sociale: comprende i Servizi sociali la cui presenza garantisce l’integrazione sociosanitaria per soggetti con patologie croniche o multiproblematici
  • Area dello staff: comprende uffici amministrativi, attività legata alla formazione e all’aggiornamento del personale, aree per conferenze o eventi pubblici

 

 

Il Comitato della Cittadella della salute propone che questa ipotesi di riorganizzazione possa essere posta al confronto e alla discussione degli attuali attori del territorio (Direttore generale dell’ASST, direttore socio sanitario dell’ASST, Direttore sanitario dell’ASST, rappresentanti delle istituzioni, Associazioni affinché non si realizzi un modello calato dall’alto ma la proposta di un’idea partecipata e condivisa.

 

La bozza del documento è stata elaborata da Manuela Serrentino, Gabriella Ceraulo, Anna Renna, Giuseppe Callisto, Antonio Muscolino

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