MAPPE nelle POLITICHE SOCIALI e nei SERVIZI

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Category Archives: ENTI LOCALI

L’assistente sociale comunale: strategie professionali per sostenere un ruolo complesso, di Giulia Ghezzi in Sapere Sociale


Sapere sociale

image001E’ stato pubblicato su Welfare Oggi* questo mio articolo sulle strategie professionali per sostenere il complesso ruolo dell’assistente sociale comunale.

“La mancanza di adeguati finanziamenti statali alle politiche sociali fa sì che molto spesso le risorse economiche per sostenere i servizi e le prestazioni sociali gravino prevalentemente sui bilanci delle amministrazioni locali. Questa situazione induce molti Comuni a compiere scelte difensive e orienta i politici e il personale amministrativo ad agire per salvaguardare le risorse economiche dell’ente, percepite come sempre insufficienti. Gli assistenti sociali che operano all’interno degli enti locali avvertono queste pressioni, ma sentono anche l’esigenza di mantener fede alla propria etica professionale che li vuole al servizio dei cittadini. Quali strategie professionali mettere in campo per riuscire a stare all’incrocio di questi diversi mandati?

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Porto Azzurro, Isola d’Elba: un caso politico, amministrativo e culturale dell’Italia d’oggi. La cittadina è amministrata come un comune dei Grigioni – Giuliano Ferrara in Il Foglio, 24 giugno 2017


Se andate a Porto Azzurro, Isola d’Elba, troverete un caso politico, amministrativo e culturale dell’Italia d’oggi. La cittadina è amministrata come un comune dei Grigioni. Tutto è perfettamente pianificato. Si tira al bello e al ricco nel design della piazza centrale antistante il porticciolo e delle passeggiate lungomare. Formidabili opere in ghisa per ogni dove: panchine molto belle vecchio stile marino, passamano e pilastri per ornare e definire il percorso delle stradine, statue di pellicani e dèi del mare ben disposte come in un museo marino, torri simmetricamente disposte a orlare la piazza rigurgitante di bambini di elbani e turisti, intorno cresce la vegetazione disposta in bell’ordine foglia a foglia, e un tripudio di fiori nelle aiole che ospitano o scandiscono il lento passo mediterraneo delle palme in buona salute, molto curate.

Sorgente: Quel tratto di carattere tutto italiano che è lamentarsi stando nella bambagia – Il Foglio

Per un servizio sociale sovra-comunale, dal Blog di Giulia Ghezzi


Sapere sociale

noun_381485_ccSono sempre più convinta che le dimensioni del Comune in cui si lavora influiscano molto sulla qualità del lavoro sociale e che quelli piccoli o medio-piccoli non abbiano la dimensione ottimale per un servizio sociale di qualità. Solitudine professionale, multi utenza, scarso numero di ore, inefficienze organizzative, sconfinamento sul piano amministrativo, stretto rapporto con i politici locali, budget minimi… questi sono alcuni nodi cruciali. Che potrebbero essere affrontati meglio con una gestione quantomeno sovra-comunale. Provo a spiegarmi meglio.

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Piano Strategico della CITTA’ METROPOLITANA DI MILANO: Obiettivi, strumenti, metodo – Lettura critica e proposte, seminar a cura della Università Cattolica del Sacro Cuore Dipartimento di Sociologia – Urban Life and Territorial Research Agency (ULTRA), 30 giugno 2017


Università Cattolica del Sacro Cuore

Dipartimento di Sociologia – Urban Life and Territorial Research Agency (ULTRA)

Il 30 giugno 2017 nell’Università Cattolica del Saro Cuore, Milano, ore 14.30 – 18.00

si terrà un seminar sul tema

Piano Strategico della Città Metropolitana di Milano – Obiettivi, strumenti, metodo – Lettura critica e proposte

Introduzione

Enrico M. Tacchi, Sociologo del territorio, Università Cattolica del Sacro Cuore, Milano

Relatori

Renzo Riboldazzi, Architetto, Docente di Urbanistica al Politecnico di Milano,
Il Piano strategico metropolitano milanese del 2016: contenuti essenziali e riflessione critica

Vittorio Ferri, Economista, Università degli Studi di Milano Bicocca, La pianificazione strategica e il finanziamento della Città metropolitana. Situazione di Milano e esperienze internazionali

Roberto Degani, Ingegnere, CdA Agenzia del Trasporto Pubblico Locale del Bacini della Città Metropolitana di Milano, Monza e Brianza, Lodi e Pavia, Competenze di pianificazione e gestione della mobilità 

Alberto M. Lunghini, Ingegnere e Architetto, Presidente di Reddy’s Group, Analisi degli effetti sulla Città metropolitana dei mutamento negli stili di vita, negli ambienti di lavoro e residenziali; nella scala dei bisogni e dei valori sull’abitazione

Paolo Monari, Economista dell’organizzazione, Università di Padova, Note di metodo e di merito sul Piano, con particolare riferimento agli aspetti innovativi 

Luisa Pedrazzini, Architetto urbanista, Regione Lombardia Direzione Generale Ambiente, energia e sviluppo sostenibile, La qualità di ambiente e paesaggio e gli indirizzi per l’azione della Città metropolitana

Sergio Scotti Camuzzi, Avvocato, già Docente di Diritto dell’economia nell’Università Cattolica di Milano, Luci e ombre nel documento programmatico. Le istituzioni alla prova. Dare spazio a progetti concreti

Gianni Verga, Ingegnere, già Assessore all’urbanistica del Comune di Milano e della Regione Lombardia,  Per obiettivi che si realizzino: il partenariato pubblico-privato

Quella nuova istituzione che è la Città Metropolitana di Milano ha elaborato nell’arco di un anno un ‘piano strategico’.

Di fronte a questo ci siamo poste numerose domande.

Come mai solo la città metropolitana si dovrebbe fare un piano strategico? Perché non il Comune, e prima di questo, quella che era la Provincia, e perchè non tutte le Province che tutto sommato sono ancora in vita? e perchè non la Regione?

Poi: certo, un piano strategico ha senso per ogni istituzione, così come anche  – pensiamo – per ogni persona. Ma quale nesso tra il piano strategico – che dovrebbe esprimere l’orientamento per il lungo periodo, e indirizzare quindi i modi di procedere, le linee d’azione, e i piani – necessariamente molto più puntuali e definiti – di breve e medio periodo?

Noi crediamo che di fronte a questo piano per la metropoli milanese, si debba compiere una riflessione quanto al metodo, vale a dire al senso dell’adeguatezza di una visione di lungo periodo, e di quella di medio e breve periodo. E la nostra riflessione dovrebbe considerare la validità di ciò che è proposto come visione complessiva del divenire della città metropolitana, così come  pertinenza, correttezza ed efficacia degli obiettivi nei singoli settori su cui si articola la visione complessiva. Incluso ovviamente l’individuazione di ciò di cui nel piano proposto non si parla per nulla, in termini demografici, economici, finanziari.

E’ chiaro – o quanto meno a noi risulta evidente – che certo per il lungo periodo si può anche sognare tutto quello che si vuole, e per taluno quel sogno – definito come utopia – sarebbe addirittura da considerare meritorio e importante, anzi fondamentale, per costituire un potente stimolo a indirizzo e guida per l’azione concreta. Ma pensiamo che non debba esserci uno scarto drammatico tra ciò che si intende fare in the long run,  e ciò che si intende fare, e si può fare, ora, e nei prossimi cinque anni.

Riteniamo quindi che sulla Città metropolitana – noi, adesso, come persone esperte e operanti su un vantage point – possiamo dare indicazioni su come – partendo da una visione di lungo periodo, si possa e debba  predisporre un piano di medio e breve periodo. Che ovviamente, come tutti i piani, sarà un moving planning, un piano processo, che dovrà tener conto dei cambiamento che nei vari ambiti interverranno in generale e nei diversi settori.

E quindi si dovrà tener conto che cosa è possibile e disponibile qui e ora in termini organizzativo, istituzionali, economici e finanziari.

E per concludere, quale azione sarà bene proporre, e dovrà essere proposta, a soggetti e istituzioni private, per un’azione non retorica, ma realisticamente operativa. Quali spazi, quali ambiti di iniziativa aperti, quale contributo si attende, quali proposte e stimoli si ritiene di avanzare, a istituzioni individuate in modo preciso, nominatim.

Questo è quanto, come intenzione di un seminar che conclude due anni di lavoro.

il viaggio del Mulino: decine e decine di istantanee per raccontare un Paese spesso molto diverso da come lo conosciamo o lo immaginiamo, 2017


Prosegue il viaggio del Mulino: decine e decine di istantanee per raccontare un Paese spesso molto diverso da come lo conosciamo o lo immaginiamo

 
:: viaggio in Italia / 6 :: Siena [Maurizio Boldrini e Marcello Flores] Un continuo arricchimento in ogni ambito interrotto bruscamente dal crac del Monte dei Paschi: oggi Siena è una città ferita nel suo orgoglio, che ancora evita di interrogarsi sulla natura di un sistema di potere e di consenso integrato che aveva bloccato – con rendite di posizione e un sistema allargato di assistenzialismo – ogni apertura all’esterno [leggi tutto]

:: viaggio in Italia / 7 :: L’Alto Adige [Francesco Palermo] Passato nel giro di pochi anni da zona povera e depressa a una delle regioni più ricche d’Europa, sfruttando sapientemente l’autonomia, l’Alto Adige, dietro i gerani ordinati e colorati dei balconi dei masi, cela paure e insicurezze grandi e piccole, locali e mondiali. In primis riguardo all’identità minacciata e alla possibilità di salvare il mondo di Heidi dai marosi della globalizzazione [leggi tutto]

:: viaggio in Italia / 8 :: Taranto [Fulvio Colucci] La triangolazione acciaio, petrolio, cemento ha lasciato una città malata, ricattata e per di più senza lavoro e fiducia. Che per risorgere dovrebbe affidarsi invece alla triangolazione tra la città vecchia, la cultura del mare e l’università, imparando a fare rete e a valorizzare i progetti dei giovani [leggi tutto]

:: le altre tappe del viaggio uscite sinora :: Le Marche [Luigi Ceccarini e Fabio Bordignon] / Le Madonie [Fabrizio Barca e Alessia Zabatino] / Bergamo [Paolo Barcella] / La Romagna [Roberto Balzani] / Catanzaro [Piero Bevilacqua]

LA REDAZIONE DEGLI ATTI AMMINISTRATIVI DEL COMUNE. Principi e tecniche. Con 200 modelli di atti personalizzabili costantemente aggiornati on line fino al 31 dicembre 2017, di Tiziano Tessaro, Maggioli editore, 2017


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› D.Lgs. 50/2016 (Codice dei contratti pubblici)
› D.Lgs. 97/2016 (Riforma trasparenza)
› D.Lgs. 179/2016 (Riforma CAD)
› Legge 18 aprile 2017, n. 48 (Sicurezza urbana)

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La digitalizzazione dell’azione amministrativa e la sfida del nuovo Cad, l’armonizzazione contabile e il nuovo Codice dei contratti pubblici, la disciplina innovativa della trasparenza e la nuova normativa in tema di sicurezza urbana hanno profondamente ridisegnato il quadro di cui deve tener conto chi è impegnato nella redazione di un atto amministrativo.

Questa undicesima edizione, completamente rivisitata, guida alle modalità concrete di redazione dell’atto, allo studio della sua corretta formulazione, percorrendo l’iter descrittivo dei vari elementi formali che compongono un provvedimento, e della tipologia di atti più complessi, minuziosamente descritti ed esplicati, con approfonditi ed aggiornati riferimenti sostanziali, alla semplificazione dell’attività quotidiana, collegando le nozioni teoriche rilevanti a quelle più strettamente operative.

L’opera, completa di formulario – anche su approfondimenti.maggioli.it – con 190 modelli di atti amministrativi e 10 schemi di regolamento, è così organicamente suddivisa:

Parte Prima
LA TEORIA DEGLI ATTI E DEL PROCEDIMENTO AMMINISTRATIVO
Capitolo I – GLI ATTI AMMINISTRATIVI
1. Definizione di atto amministrativo
2. Gli elementi essenziali degli atti amministrativi
2.1. Il soggetto agente
2.2. L’oggetto
2.3. Il contenuto
2.4. La forma
2.5. La volontà
2.6. Il fine tipico cui l’atto è rivolto
3. Gli elementi accidentali
4. Classificazione degli atti amministrativi
4.1. In base al soggetto
4.1.1. Gli atti collegiali
4.1.2. Atto semplice e atto composto
4.1.3. Atti del Comune, della Provincia, ecc.
4.1.4. Secondo l’organo agente: il concetto di competenza
4.2. Secondo la volontà
4.2.1. Provvedimenti e meri atti
4.2.2. Discrezionalità amministrativa e discrezionalità tecnica
4.3. In base al contenuto
4.4. In base all’oggetto
4.5. In base alla forma
4.6. In base alla funzione
4.7. In base agli elementi accidentali
Capitolo II – I VIZI DEGLI ATTI AMMINISTRATIVI
1. Patologia degli atti amministrativi
2. Una prima classificazione: nullità, illegittimità, inefficacia
2.1. La nullità e l’inesistenza
2.1.1. Le conseguenze della nullità
2.2. La classificazione dei vizi di legittimità
2.2.1. L’incompetenza relativa
2.2.2. L’eccesso di potere
2.2.3. La violazione di legge
2.2.4. Le conseguenze dell’illegittimità
2.2.5. L’irregolarità
2.3. L’inefficacia
2.3.1. Le conseguenze dell’inefficacia
3. La seconda classificazione: i vizi con riguardo agli elementi essenziali
3.1. Casi di nullità
3.1.1. Con riguardo al soggetto
3.1.2. Con riguardo all’oggetto
3.1.3. Con riguardo alla forma
3.1.4. Con riguardo alla volontà
3.1.5. Con riguardo al contenuto
3.1.6. Con riguardo alla finalità
3.2. Casi di illegittimità
4. Una terza classificazione: i vizi di legittimità e i vizi di merito
Capitolo III – I RIMEDI AI VIZI DELL’ATTO AMMINISTRATIVO
1. Il concetto di autotutela
2. La distinzione tra gli atti di autotutela
2.1. La caducazione dell’atto
2.1.1. L’annullamento
2.1.1.1. In generale
2.1.1.2. Presupposti dell’annullamento d’ufficio
2.1.1.3. … e sua distinzione dalle altre tipologie di annullamento
2.1.1.4. L’annullamento in sede di controllo, l’annullamento su ricorso e l’annullamento governativo
2.1.1.5. Breve riepilogo
2.1.2. La revoca
2.1.3. La sospensione
2.1.4. La rimozione
2.1.5. Il mero ritiro (o ritiro in senso stretto)
2.1.6. La rettifica
2.2. La conservazione dell’atto
2.2.1. La sanatoria in senso stretto
2.2.2. La convalida
2.2.3. La conferma
2.2.4. La conversione
2.2.5. La sanatoria per raggiungimento dello scopo
Capitolo IV – IL PROCEDIMENTO AMMINISTRATIVO
1. Definizione
2. Elementi essenziali
2.1. La fase preparatoria
2.1.1. L’iniziativa
2.1.2. Procedimenti a istanza di parte
2.1.3. Procedimenti d’ufficio
2.1.4. L’avvio, il termine del procedimento e la comunicazione del responsabile
2.1.4.1. L’avvio del procedimento
2.1.4.1.1. Le conseguenze
2.1.4.1.2. Il preavviso di rigetto
2.1.4.2. L’indicazione del termine
2.1.4.3. L’eventuale proroga del termine. Casi e limiti
2.1.5. L’istruttoria
2.1.5.1. Scopi e principi generali dell’istruttoria amministrativa nella dottrina amministrativistica
2.1.5.2. L’articolazione della fase istruttoria in generale
2.1.5.3. L’acquisizione di atti istruttori
2.1.5.4. Gli obblighi istruttori del responsabile del procedimento
2.1.5.5. La valutazione di memorie e documenti e la stipula di accordi
2.1.5.5.1. La previsione dell’art. 17-bis della legge 241/1990
2.2. La fase costitutiva
2.2.1. Procedimenti monocratici e collegiali
2.3. La fase integrativa dell’efficacia
2.3.1. L’immediata efficacia
2.3.2. La pubblicazione
2.3.3. Il rispetto delle disposizioni del d.lgs. 196/2003
2.3.4. La notificazione
2.3.5. Il controllo e le sue residue forme
3. Classificazione
3.1. Il procedimento deliberativo in generale
3.2. La fase preparatoria
3.2.1. La fase dell’iniziativa: la convocazione
3.2.2. La fase istruttoria
3.3. La fase costitutiva
3.3.1. La fase dell’adunanza. Il quorum strutturale
3.3.2. La fase della votazione. Il quorum funzionale
3.4. La fase integrativa dell’efficacia
3.4.1. Le condizioni perché l’atto divenga efficace
Capitolo V – I VIZI DEL PROCEDIMENTO AMMINISTRATIVO
1. La patologia del procedimento amministrativo
1.1. Vizi inerenti alla fase preparatoria
1.1.1. I vizi degli atti presupposti
1.1.2. L’omissione della comunicazione di avvio e del preavviso di rigetto
1.1.2.1. L’omissione dell’indicazione del responsabile del procedimento
1.1.2.2. L’inosservanza del termine per la conclusione del procedimento
1.2. Vizi inerenti alla fase costitutiva
1.3. Vizi inerenti alla fase integrativa dell’efficacia
1.4. La sanatoria dei vizi del procedimento
2. L’inammissibilità e l’improcedibilità: le delibere dell’Ente locale e il rapporto con il Documento unico di programmazione
2.1. Profili soggettivi
2.2. Fattispecie concrete di inammissibilità e improcedibilità
Capitolo VI – LA DOCUMENTAZIONE AMMINISTRATIVA. ORIGINALI, COPIE, DOCUMENTO INFORMATICO, ANALOGICO
1. Premessa
1.1 Il concetto di documento amministrativo
1.2 L’originale e la copia del documento analogico
1.3 L’originale del documento informatico
1.4 La formazione dei documenti
1.5 La copia del documento informatico

Parte Seconda
LE CARATTERISTICHE GENERALI DEGLI ATTI COMUNALI
Capitolo I – LA DELIBERA, L’ORDINANZA, IL DECRETO, LA DETERMINAZIONE IN GENERALE
1. La delibera, l’ordinanza, il decreto, la determinazione come atto e come procedimento
1.1. Premessa
2. Come atti amministrativi
2.1. Sotto il profilo del soggetto
2.1.1. Organo agente
2.1.2. Atti collegiali e atti monocratici
2.2. Sotto il profilo dell’oggetto
2.3. Sotto il profilo della forma
2.3.1. Gli elementi formali necessari di ciascun atto del Comune
2.4. Sotto il profilo del contenuto
2.5. Sotto il profilo della volontà
2.6. Sotto il profilo del fine tipico cui l’atto è rivolto
2.7. L’ammissibilità di clausole accidentali
Capitolo II – PROFILI PATOLOGICI E PROCEDIMENTALI DEGLI ATTI DEL COMUNE
1. I vizi delle deliberazioni comunali, delle ordinanze, delle determinazioni
2. I rimedi ai vizi
2.1. I rimedi ai vizi delle deliberazioni comunali
2.2. I rimedi ai vizi delle ordinanze, dei decreti e delle determinazioni
3. Le deliberazioni, i decreti, le ordinanze, le determinazioni come procedimento amministrativo
4. Riepilogo degli elementi formali attraverso i quali si estrinsecano i provvedimenti comunali

Parte Terza
GLI ATTI DEGLI ORGANI COLLEGIALI DEL COMUNE
Capitolo I – LA DISAMINA DEI SINGOLI ELEMENTI FORMALI DELLE DELIBERAZIONI
1. Oggetto dell’analisi
2. Gli elementi formali attraverso i quali si estrinseca il contenuto necessario della deliberazione
3. Il collegamento con gli elementi dell’atto amministrativo e le fasi del procedimento
4. Avvertenze generali per lo studio e la redazione di un atto amministrativo deliberativo
Capitolo II – L’INTESTAZIONE
1. Gli elementi che rilevano per l’intestazione
2. Il concetto di competenza
3. Il riparto di competenze in generale
3.1. Il primo principio: la separazione tra indirizzo e gestione
3.2. Le caratteristiche degli atti di indirizzo e degli atti di gestione
3.3. Il secondo principio: l’autonomia normativa comunale in tema di competenze degli organi
3.4. Lo Statuto
3.4.1. In generale
3.4.2. … e nello specifico. La previsione del testo unico degli Enti locali
3.4.3. I contenuti dello Statuto dopo la riforma costituzionale e la legge 131/2003
3.4.3.1. Dopo la revisione costituzionale
3.4.3.2. Dopo la legge 131/2003
3.4.3.3. La collocazione nel sistema delle fonti dello Statuto. La tesi della sua natura
regolamentare e il principio di gerarchia delle fonti
3.4.3.4. La tesi della natura subprimaria o atipica dello Statuto. Il principio di competenza e la c.d. riserva di Statuto
3.4.3.5. La tesi intermedia
3.4.3.6. L’interpretazione della Corte costituzionale
3.5. I regolamenti comunali
4. Il riparto di competenza in particolare. La competenza del Consiglio
4.1. Premessa. La fonte. La competenza in base all’art. 42 del testo unico
4.2. Caratteristiche generali
4.3. Individuazione
4.3.1. Gli atti fondamentali
4.3.1.1. Atti che sono manifestazione di volontà
4.3.1.2. Atti che sono manifestazione di scienza o di giudizio
4.3.1.3. Atti di indirizzo
4.3.2. La surrogazione della competenza esclusiva del Consiglio
4.3.3. Altre competenze del Consiglio previste dall’ordinamento
5. La competenza della Giunta
5.1. Premessa. La fonte
5.2. Caratteristiche
5.3. Individuazione
5.3.1. Competenza propria
5.3.2. In particolare: le competenze di programmazione intermedia
5.3.3. Altre competenze
5.3.4. Tassative competenze gestionali
5.3.5. La competenza surrogatoria
5.3.6. L’eccezione: le variazioni di bilancio attribuite dal d.lgs. 118/2011 specificamente alla competenza dirigenziale
6. La competenza dei dirigenti
6.1. Premessa. La fonte
6.2. Caratteristiche
7. Casi di confine
7.1. Premessa
7.2. Le materie a competenza ripartita tra Consiglio e Giunta. Rassegna di casi
7.2.1. In tema di opere pubbliche
7.2.1.1. L’approvazione dei progetti esecutivi. La regola
7.2.2. I piani di lottizzazione
7.2.3. La materia tariffaria
7.2.4. Gli altri casi dubbi
7.2.4.1. In tema di concessioni
7.2.4.2. In tema di commercio
7.2.4.3. In tema di beni immobili
7.3. Tra Consiglio e dirigenti
7.3.1. L’assunzione di mutui
7.3.2. Indennità dei Consiglieri e della Giunta
7.3.3. La potestà regolamentare e in materia di piante organiche
7.4. Tra Giunta e dirigenti
7.4.1. L’approvazione delle perizie
7.4.2. Nomina delle commissioni di concorso
7.4.3. Competenze di controllo
7.4.4. Erogazione di contributi
7.4.5. Altre competenze dei dirigenti
7.5. La problematica distinzione tra atti di governo e atti di gestione
7.5.1. Individuazione delle fattispecie critiche
7.5.1.1. Fattispecie demandate dal legislatore necessariamente alla revisione statutaria
7.5.1.2. Altre fattispecie da sottoporre alla revisione statutaria
7.5.2. Il passaggio di competenze gestionali dagli organi politici ai dirigenti e l’art. 107, comma 5
7.5.2.1. Il meccanismo per il passaggio di competenze: automatico o lasciato alla mediazione statutaria?
7.5.2.2. … e la pretesa natura gestionale degli atti
7.5.2.3. Conseguenze operative: la formulazione del dispositivo rinvio
8. Caratteristiche riassuntive delle competenze degli organi comunali
9. La legittimazione
10. L’oggetto
Capitolo III – IL PREAMBOLO
1. Contenuto del preambolo
2. La fase dell’iniziativa nel procedimento deliberativo: la proposta di deliberazione
2.1. Il concetto di proposta
2.1.1. L’organo deputato a esprimere la proposta
2.1.2. Le conseguenze in caso di assenza della proposta
2.1.3. Le eccezioni al principio: ovvero la possibile assenza della proposta
2.2. La fase istruttoria
2.2.1. I presupposti di fatto
2.2.2. Gli atti della fase istruttoria e la loro distinzione
2.3. Il parere
2.3.1. Il concetto di parere
2.3.2. La distinzione tra i pareri
2.3.3. I pareri obbligatori previsti dall’art. 49 t.u.
2.3.4. Individuazione dei pareri obbligatori ex art. 49 t.u. da esprimere sulla proposta di deliberazione
2.3.4.1. Il parere di regolarità tecnica
2.3.4.2. Il parere di regolarità contabile
2.3.5. L’organo deputato a esprimere il parere tecnico e contabile
2.3.5.1. L’espressione del parere tecnico e contabile in assenza di funzionari
2.3.6. Il termine per rendere i pareri
2.3.7. Il parere favorevole
2.3.8. Il parere non favorevole
2.3.9. L’assenza dei pareri
2.3.9.1. L’impossibilità di procedere in caso di mancanza a una loro sanatoria
2.3.10. La forma del parere
2.3.11. Il parere dell’organo di revisione
2.3.11.1. Le fattispecie in cui deve essere espresso il parere dell’organo di revisione
2.3.11.2. Il parere sul bilancio di previsione e le relative variazioni in particolare
2.3.12. I pareri facoltativi
Capitolo IV – LA MOTIVAZIONE
1. La definizione di motivazione
1.1. Oggetto
1.2. La motivazione dell’atto deliberativo come elemento essenziale e la sua distinzione dalle dichiarazioni di voto e dall’elemento volitivo
1.3. Il contenuto della motivazione
1.3.1. Motivazione e giustificazione
1.3.2. I presupposti di fatto
1.3.3. Le ragioni giuridiche
1.3.4. Le risultanze dell’istruttoria
1.4. L’ammissibilità della motivazione per relationem
1.4.1. La disponibilità dell’atto richiamato
1.5. La motivazione dei provvedimenti contenenti dati sensibili
Capitolo V – L’ELEMENTO VOLITIVO
1. Oggetto e definizione
1.1. Convocazione, quorum costitutivo e decadenza
2. La fase della convocazione
2.1. I soggetti deputati alla convocazione
2.2. Modalità di convocazione
2.3. Termini per il recapito degli avvisi di convocazione ed elenco degli oggetti da trattare
2.3.1. La convocazione ordinaria
2.3.2. La convocazione d’urgenza
2.4. Lo scopo dell’istituto della convocazione e la sanatoria dei vizi relativi
2.5. La pubblicazione degli argomenti all’Albo dell’Ente
3. La fase dell’adunanza
3.1. Il quorum strutturale in prima convocazione
3.2. Il quorum strutturale in seconda convocazione
3.3. Sedute segrete e pubbliche
3.4. Svolgimento dei lavori
3.5. La votazione
3.6. La votazione palese
3.7. L’obbligo dell’astensione
3.7.1. La votazione segreta
3.7.2. Il computo dei votanti e l’indicazione dei presenti, dei votanti, dei favorevoli, astenuti, contrari
3.7.2.1. La diversità di regole tra le votazioni segrete e quelle palesi
3.7.3. La proclamazione dei risultati
3.8. La disciplina delle sedute della Giunta comunale
Capitolo VI – LA PARTE DISPOSITIVA
1. In generale
1.1. Individuazione della casistica
1.2. Casi di delibere costituenti mero atto di indirizzo
1.2.1. Indicazioni di casi
1.3. Equiparazione con le delibere costituenti manifestazioni di giudizio
1.3.1. Indicazioni di casi
1.4. Casi in cui la delibera non è mero atto di indirizzo, ma non comporta riflessi diretti o indiretti sulla situazione economico-finanziaria o sul patrimonio dell’Ente
1.5. Casi di delibere che comportino riflessi diretti o indiretti sulla situazione economico-finanziaria o sul patrimonio dell’Ente. Indicazioni di casi
1.5.1. Le ipotesi di “riflessi indiretti”
1.5.2. Le ipotesi di “riflessi diretti”. I casi di assunzione di impegno di spesa mediante delibere
1.6. I casi eccezionali di impegni assunti dalla Giunta e dal Consiglio
1.6.1. Elencazione dei casi di competenza gestionale del Consiglio
1.6.2. Elencazione dei casi di competenza gestionale della Giunta
1.6.3. Conseguenze operative. La formulazione del dispositivo in concreto
1.6.3.1. Le conseguenze dovute al nuovo visto previsto dall’art. 183, comma 8, del d.lgs. 267/2000 introdotto dal d.lgs. 126/2014
1.6.4. L’indicazione obbligatoria della spesa da impegnare
1.6.5. Il concetto generale di impegno. Rinvio
2. Il dispositivo delle deliberazioni che contengono dati sensibili
Capitolo VII – LA NUMERAZIONE E SOTTOSCRIZIONE DELLA DELIBERAZIONE E LA FASE INTEGRATIVA DELL’EFFICACIA
1. La numerazione e sottoscrizione delle deliberazioni
1.1. La sottoscrizione come elemento essenziale dell’atto scritto
1.2. Le tipologie di firme
1.3. Le fonti normative relative alla c.d. firma digitale
1.4. Gli effetti della firma
1.4.1. Gli effetti della sottoscrizione con firma elettronica avanzata qualificata o digitale
1.4.2. Gli effetti della sottoscrizione con firma elettronica qualificata
2. La fase integrativa dell’efficacia
2.1. La pubblicazione
2.1.1. Scopi della pubblicazione
2.1.2. I soggetti deputati alla pubblicazione delle deliberazioni
2.1.2.1. Pubblicazione ed esecutività delle delibere
2.1.3. Rapporti con il principio della pubblicità previsto dal d.lgs. 33/2013
2.2. La fase del controllo
2.2.1. Il controllo eventuale
2.2.1.1. Il controllo a istanza dei Consiglieri
2.2.1.2. Il controllo a istanza del Prefetto
2.3. Le delibere non sottoposte a controllo
2.4. L’immediata eseguibilità
Capitolo VIII – IL VERBALE DELLA DELIBERAZIONE
1. Redazione e contenuto del verbale
1.1. La nozione e la funzione di verbale
1.2. L’efficacia probatoria
1.3. Natura giuridica
1.3.1. Conseguenze pratiche della distinzione
1.3.1.1. Sotto il profilo del contenuto: l’autonomia del verbale rispetto alla deliberazione
1.3.1.2. Sotto il profilo della classificazione degli atti amministrativi
1.3.1.3. Sotto il profilo soggettivo: la competenza a redigere il verbale
1.3.1.4. Sotto il profilo della rettificabilità
1.4. Principi regolanti la redazione del verbale
1.4.1. Il momento della verbalizzazione
1.4.2. Il brogliaccio
1.4.3. Il contenuto necessario del verbale: la completezza
1.4.4. La sottoscrizione del verbale
1.4.5. L’originale e le copie
1.4.6. L’interpretazione del verbale
1.4.7. Considerazioni finali. Riepilogo sintetico degli elementi che dovranno essere inseriti nel verbale

Parte Quarta
GLI ATTI DEGLI ORGANI MONOCRATICI DEL COMUNE
Capitolo I – LE ORDINANZE DEL SINDACO E DEI DIRIGENTI: IN GENERALE
1. Le ordinanze del Sindaco e dei dirigenti: loro definizione e distinzione
2. Le ordinanze come atto amministrativo
2.1. Elementi accidentali
2.1.1. Il termine nell’ordinanza contingibile e urgente
3. Il procedimento per l’emanazione di un’ordinanza come procedimento amministrativo
3.1. La fase preparatoria
3.1.1. La fase dell’iniziativa
3.1.1.1. L’avvio del procedimento e la comunicazione del responsabile
3.1.2. La fase istruttoria
3.2. La fase costitutiva
3.3. La fase integrativa dell’efficacia
3.3.1. Le sanzioni
4. Il collegamento con gli elementi dell’atto amministrativo e le fasi del procedimento
Capitolo II – LE ORDINANZE CONTINGIBILI E URGENTI
1. Gli elementi formali attraverso i quali si esternano le ordinanze contingibili e urgenti
1.1. Gli ulteriori casi e le specificazioni contenute nel decreto legge 20 febbraio 2017, n. 14 (alla luce del d.d.l. di conversione approvato il 16 marzo 2017 dalla Camera). Le nuove ordinanze contingibili e urgenti
1.1.1. Gli interventi contingibili e urgenti del Sindaco come capo dell’amministrazione alla luce del d.l. 14/2017
1.1.2. Gli interventi contingibili e urgenti del Sindaco come Ufficiale di governo alla luce del d.l. 14/2017
1.2. La data, il luogo e la sottoscrizione
1.3. L’intestazione
1.3.1. La competenza ad emanare gli atti contingibili e urgenti e la relativa imputazione
1.3.2. Esclusione della possibilità di delega ai dirigenti
1.3.3. La delegabilità e la sostituzione del Sindaco
1.3.4. I casi di sostituzione del Sindaco
1.3.5. Il concetto di delega
1.3.6. Gli organi delegati dal Sindaco
1.3.7. Gli effetti della delega
1.3.8. Principi valevoli in tema di delega
1.4. Il preambolo
1.4.1. La proposta
1.4.2. L’assenza di pareri
1.4.3. La preventiva comunicazione al Prefetto
1.5. La motivazione
1.5.1. I presupposti
1.5.2. La necessità e l’urgenza
1.5.3. Il pericolo di danno
1.5.4. Ambito oggettivo diversificato
1.5.5. Efficacia limitata nel tempo
1.5.6. Il rispetto dei principi generali dell’ordinamento
1.5.7. La comparazione degli interessi in vista del perseguimento dell’interesse pubblico e la finalità di prevenire gravi danni ai cittadini
1.5.8. Territorialità
1.6. La manifestazione di volontà e il contenuto dispositivo
1.6.1. L’indicazione dell’autorità e dei termini per ricorrere
1.7. L’efficacia delle ordinanze
1.7.1. La pubblicazione e/o la notificazione; la loro non sottoposizione a controllo
1.7.1.1. L’identificazione del destinatario
1.7.2. L’esecuzione dell’ordinanza e le sue modalità
1.7.3. L’esecuzione d’ufficio in caso di inadempienza
1.7.4. La sanzione penale
Capitolo III – LE ORDINANZE NORMALI
1. Definizione di ordinanza normale
2. Gli elementi formali attraverso i quali si esternano le ordinanze normali
2.1. La data, il luogo e la sottoscrizione
2.2. L’intestazione
2.2.1. La competenza all’adozione delle ordinanze normali
2.2.1.1. L’imputazione degli atti
2.2.2. Permanenza o meno del potere di ordinanza normale al Sindaco: due tesi
2.2.2.1. Prima tesi
2.2.2.2. Seconda tesi
2.2.2.3. Conclusioni
2.2.3. Possibilità di delega ai dirigenti
2.2.4. Esclusione della delega in materia di competenza statale
2.3. Il problema delle ordinanze-ingiunzioni
2.3.1. Il procedimento per l’emanazione delle ordinanze-ingiunzioni
2.3.2. Caratteristiche del procedimento
2.4. Il preambolo
2.4.1. La proposta
2.4.2. L’assenza di pareri
2.5. La motivazione
2.5.1. I presupposti delle ordinanze normali
2.5.2. La violazione di leggi e regolamenti
2.5.3. Ambito oggettivo non limitato
2.5.4. L’assenza di limiti temporali
2.6. La manifestazione di volontà e il contenuto dispositivo dell’atto
2.6.1. L’indicazione dell’autorità e dei termini per ricorrere
2.7. L’efficacia delle ordinanze normali
2.7.1. La pubblicazione e/o la notificazione; la non sottoposizione a controllo delle ordinanze normali
2.7.2. L’esecuzione e le sue modalità
2.7.3. L’esecuzione d’ufficio in caso di inadempienza: esclusione
3. I rimedi in via di autotutela ai vizi delle ordinanze
Capitolo IV – GLI ALTRI ATTI DEL SINDACO
1. Gli altri casi di ordinanze
2. L’elencazione delle principali ipotesi
3. L’ipotesi contenuta nell’art. 7 della legge 2248/1865
4. Gli elementi formali attraverso i quali si estrinsecano le ordinanze previste dall’art. 7 della legge n. 2248/1865, all. E
4.1. I presupposti
4.2. Gli elementi dell’atto
4.2.1. Il soggetto
4.2.2. L’oggetto
4.2.3. La forma
4.2.4. La volontà
4.2.5. La finalità
4.2.6. Il contenuto
4.2.7. Il termine
5. L’efficacia delle ordinanze
6. Gli altri atti del Sindaco. I decreti
6.1. Individuazione di talune competenze del Sindaco
6.1.1. Competenze in materia di nomine di rappresentanti del Comune presso Enti, aziende e istituzioni
6.1.2. Nomine dei membri delle commissioni
6.2. Struttura
Capitolo V – LE DETERMINAZIONI DEI RESPONSABILI DEI SERVIZI
1. Premessa generale
1.1. La distinzione di competenze tra l’organo politico e l’organo burocratico
1.2. Problemi applicativi
1.3. Le determinazioni in generale
2. Le determinazioni di spesa dei dirigenti e dei responsabili dei servizi
2.1. La fase della programmazione generale e di dettaglio: il bilancio e il PEG
2.1.1. I requisiti del PEG
2.1.2. I casi di esclusione del PEG
2.2. I l momento della gestione
3. La determinazione come atto amministrativo
3.1. Soggetto
3.1.1. La derogabilità delle competenze dirigenziali
3.1.2. La necessaria transitorietà dell’attribuzione di funzioni al Segretario
3.1.3. Gli atti gestionali del Segretario comunale: loro individuazione
3.1.4. L’individuazione in concreto del soggetto abilitato all’adozione delle determinazioni
3.1.4.1. La qualifica minima del personale da individuare come responsabile del servizio
3.1.4.2. La situazione dopo il nuovo C.C.N.L. Enti locali
3.2. La delegabilità delle funzioni dirigenziali
3.2.1. … e la sua differenza dalla sostituzione
3.3. L’oggetto delle determinazioni
3.4. Il contenuto
3.4.1. Il concetto di impegno di spesa, di obbligazione, di prenotazione
3.4.1.1. Il concetto di impegno
3.4.1.2. Le regole per l’assunzione di impegni
3.4.1.3. L’obbligazione
3.4.1.4. La prenotazione di impegno
3.4.1.5. Casi particolari di impegno di spesa
3.5. L’elemento della volontà
3.6. La finalità
3.7. La forma
4. Il procedimento per l’emanazione di una determinazione
4.1. Il procedimento per l’emanazione di una determinazione come procedimento amministrativo: cenni generali
4.2. La fase preparatoria del procedimento
4.2.1. La fase dell’iniziativa
4.2.2. La fase istruttoria
4.3. La fase costitutiva
4.4. La fase integrativa dell’efficacia
5. Gli elementi formali attraverso i quali si estrinseca la determinazione
6. Il collegamento con gli elementi dell’atto amministrativo e le fasi del procedimento
7. La disamina dei singoli elementi formali
7.1. La data e il numero. La protocollazione
7.2. La sottoscrizione
7.3. L’intestazione
7.4. Il preambolo
7.4.1. La proposta
7.4.2. L’assenza di pareri
7.5. La motivazione
7.5.1. I presupposti
7.5.2. La motivazione degli acquisti di beni e servizi
7.5.2.1. L’acquisizione obbligatoria dell’autocertificazione
7.6. Il contenuto dispositivo
7.6.1. In generale
8. Efficacia ed esecutività delle determinazioni
8.1. La pubblicazione
8.2. L’attestazione di copertura finanziaria
8.2.1. In generale
8.2.2. Il contenuto e la natura dell’attestazione della copertura finanziaria
8.2.3. Il funzionario deputato a rilasciare l’attestazione
8.2.4. L’assenza dell’attestazione di copertura finanziaria e le conseguenze per la determinazione
8.2.5. Le conseguenze per il funzionario
8.2.6. Il nuovo visto previsto dall’art. 183, comma 8, del decreto legislativo 267/2000
8.3. La non sottoposizione delle determinazioni a controllo
8.4. Obblighi di comunicazione
8.4.1. Il controllo successivo previsto dall’art. 147-bis del t.u.e.l.
8.5. L’esecuzione delle determinazioni
9. Altri esempi di determinazione. Gli atti di amministrazione e gestione del personale
9.1. Determinazioni in materia di personale e di appalti
9.1.1. In particolare: gli atti di gestione del rapporto di lavoro
9.2. La necessaria previsione del DUP: l’esempio della programmazione triennale del fabbisogno di personale
10. Il rapporto tra le determinazioni e gli atti di programmazione politici
10.1. Casi di determinazioni adottabili senza atti di indirizzo
11. Distinzione tra determinazioni in relazione all’atto presupposto
11.1. Determinazioni precedute unicamente da un atto fondamentale di Consiglio comunale a monte
11.2. Determinazioni precedute sia da atto fondamentale a monte di Consiglio comunale sia da atto di pianificazione intermedio di Giunta
12. Determinazioni adottabili senza atto fondamentale né di programmazione
13. Distinzione delle determinazioni in prospettiva procedimentale
14. Conseguenze
15. I rimedi ai vizi della determinazione
16. Le determinazioni di spesa degli Assessori e della Giunta per i Comuni con meno di 5.000 abitanti

Parte Quinta
NOTE PRATICHE PER LA REDAZIONE DEGLI ATTI COMUNALI
Capitolo I – LE DELIBERAZIONI
1. Oggetto della trattazione
2. Il modello standard di delibera con lo schema e i richiami
3. Come si scrivono le varie parti
Capitolo II – LE FASI PRELIMINARI ALLA SEDUTA DELL’ORGANO DELIBERATIVO
1. Prima fase: la stesura della proposta
1.1. Avvertenze generali per la redazione della proposta
1.2. L’intestazione
1.2.1. Contenuto
1.2.2. Formula pratica
1.2.3. Errori da evitare
1.3. Il preambolo
1.3.1. Contenuto
1.3.1.1. Gli atti di iniziativa
1.3.1.2. I presupposti di fatto
1.3.1.3. Relazioni tecnico-amministrative e allegati alla premessa
1.3.1.4. I richiami di legge
1.3.1.5. Il richiamo alla comunicazione di avvio del procedimento e alle eventuali memorie o osservazioni presentate
1.3.2. La formulazione pratica
1.3.3. Errori da evitare
1.4. La formulazione dei pareri
1.4.1. Il contenuto
1.4.2 La formulazione pratica del parere
1.4.2.1. In caso di parere favorevole
1.4.2.2. In caso di parere sfavorevole
1.4.3. Errori da evitare
1.5. La motivazione
1.5.1. Contenuto
1.5.1.1. Prospettazione del problema
1.5.1.2. Acquisizione degli interessi
1.5.1.3. Considerazioni sul problema e prospettazione delle soluzioni
1.5.2. Formulazione pratica
1.5.2.1. La differenza di formule tra preambolo e motivazione
1.5.3. Errori da evitare
1.5.3.1. Parametri di sufficienza della motivazione
1.5.3.2. Parametri di congruità della motivazione
1.6. Il dispositivo
1.6.1. Contenuto
1.6.2. Formulazione pratica
1.6.3. Errori da evitare
1.6.3.1. La cura degli allegati
1.6.3.2. La chiarezza dei contenuti
1.6.3.3. La congruenza con la parte premessa
1.6.3.4. Il rispetto delle disposizioni della legge sulla privacy
2. Seconda fase: le operazioni successive alla stesura della proposta di provvedimento
2.1. La formazione e diramazione dell’ordine del giorno
2.1.1. Contenuto
2.1.1.1. La formazione dell’ordine del giorno
2.1.1.2. La diramazione dell’ordine del giorno
2.1.1.3. Redazione delle proposte definitive
2.1.1.4. La sottoscrizione dell’ordine del giorno da parte del presidente della seduta
2.1.1.5. La comunicazione ai componenti dell’organo collegiale
2.1.1.6. Pubblicazione degli argomenti all’Albo dell’Ente
2.1.1.7. Il deposito degli atti
2.1.2. Formulazione pratica dell’ordine del giorno
2.1.3. Errori da evitare
Capitolo III – LE FASI SUCCESSIVE ALLA SEDUTA DELL’ORGANO DELIBERATIVO
1. Terza fase: le operazioni successive all’approvazione della proposta; il confezionamento delle delibere approvate dalla Giunta o dal Consiglio; la creazione delle copie
1.1. Descrizione delle operazioni
1.1.1. Completamento dei dati del frontespizio
1.1.2. Creazione delle copie
1.2. Formulazione pratica
1.3. Errori da evitare
1.3.1. I dati relativi alla votazione
1.3.2. Omissioni nell’indicazione degli elementi dell’intestazione
1.3.3. L’indicazione dei presenti e degli assenti
1.3.4. Modifiche o rettifiche della proposta successive alla sua approvazione
1.3.5. Correzione di errori di battitura evidenziati prima della sottoscrizione e della pubblicazione
2. Quarta fase: la sottoposizione alle firme
2.1. Contenuto
2.2. Errori da evitare
2.2.1. La sottoscrizione
2.2.2. Identità tra copie e originale
2.2.3. Inalterabilità del verbale
3. Quinta fase: la trasmissione delle copie
3.1. Contenuto
3.2. Formula operativa
3.3. Errori da evitare
4. Sesta fase: la pubblicazione
4.1. Contenuto
4.2. Formula operativa
4.3. Errori da evitare
4.3.1. Correzione di errori evidenziati dopo la sottoscrizione e la pubblicazione
5. Settima fase: l’esecuzione delle delibere. L’esecutività dell’atto o l’immediata eseguibilità
5.1. Contenuto
5.1.1. Il concetto di esecutività
5.1.2. Il concetto di esecuzione e i soggetti incaricati di apporre l’attestazione di esecutività
5.1.3. L’inserimento in un apposito scadenzario
5.2. La formula operativa
5.2.1. Dell’immediata eseguibilità
5.2.2. Dell’esecutività
5.2.3. Della trasmissione ai responsabili dei servizi
5.3. L’esecuzione delle deliberazioni
5.3.1. L’invio della lettera di trasmissione per la stipula di una convenzione per il servizio di vigilanza
5.3.2. L’avvenuta assunzione della delibera in materia di promozione dei progetti dei lavori socialmente utili
5.3.3. L’avvenuta adozione del piano occupazionale previsto dall’art. 91 t.u.
5.3.4. L’avvenuta adozione del Programma assistenza scolastica anno 20…-20…
5.3.5. Il diniego di un’istanza
5.3.6. La denominazione di nuove strade/piazze comunali
Capitolo IV – FATTISPECIE PARTICOLARI DI DELIBERAZIONI E PROVVEDIMENTI
1. Oggetto
1.1. L’approvazione dello Statuto
1.2. La mozione di sfiducia
Capitolo V – LE ORDINANZE DEL SINDACO E DEI DIRIGENTI
1. Oggetto dell’analisi
2. La fase della proposta
2.1. Intestazione
2.1.1. Contenuto
2.1.2. Formula operativa
2.2. Preambolo
2.2.1. Contenuto
2.2.1.1. I presupposti
2.2.1.2. Relazioni tecnico-amministrative
2.2.1.3. I richiami di legge
2.2.1.4. La preventiva comunicazione al Prefetto
2.2.1.5. Il richiamo alla comunicazione di avvio del procedimento e del responsabile del procedimento e alle eventuali memorie o osservazioni presentate
2.2.2. Formula operativa
2.2.3. Errori da evitare
2.3. Motivazione
2.3.1. Contenuto
2.3.1.1. Ordinanze contingibili ed urgenti
2.3.1.2. Ordinanze normali
2.3.2. Formula operativa
2.3.3. Errori da evitare
2.4. Dispositivo
2.4.1. Contenuto
2.4.1.1. L’ordine
2.4.1.2. L’apposizione del termine
2.4.1.3. L’indicazione dei termini e dell’autorità cui poter ricorrere
2.4.1.4. La notificazione/pubblicazione
2.4.2. Formula operativa
2.4.2.1. L’ordine
2.4.2.2. Le comunicazioni previste dalla legge 241/1990: il responsabile del procedimento, i termini e l’autorità a cui poter ricorrere, l’accesso agli atti
2.4.2.3. Le formule circa la notificazione/pubblicazione
2.5. L’esecuzione
2.5.1. Contenuto
2.5.2. Formula operativa
2.6. Luogo, data e sottoscrizione
3. Le fasi successive all’adozione
Capitolo VI – LE DETERMINAZIONI
1. Oggetto dell’analisi
2. La fase della proposta
2.1. Intestazione
2.1.1. Contenuto
2.1.2. Formula operativa
2.1.3. Errori da evitare
2.2. Preambolo
2.2.1. Contenuto
2.2.1.1. I presupposti, i richiami di legge, le relazioni tecniche
2.2.1.2. La proposta di determinazione
2.2.1.3. Il rispetto delle linee di indirizzo del PEG
2.2.2. Formula operativa
2.2.2.1. Formule relative all’impostazione del preambolo, della premessa ed alla esplicazione della motivazione
2.2.3. Premessa per atto con rilevanza contabile
2.2.4. Errori da evitare
2.2.5. Formulazione operativa
2.3. La motivazione
2.3.1. Contenuto
2.3.2. La motivazione
2.3.2.1. I presupposti
2.3.2.2. La motivazione degli acquisti di beni e servizi
2.3.2.3. Comuni non capoluogo di provincia
2.3.3. Formula operativa
2.3.3.1. Formula della motivazione per il caso di avvalimento della convenzione Consip
2.3.3.2. Formula della motivazione per il caso di non avvalimento convenzioni Consip e di utilizzo parametri qualità-prezzo (possibile solo se trattasi di Amministrazione non statale)
2.3.3.3. Formula della motivazione nel caso in cui non risulta attiva alcuna convenzione Consip
2.4. L’acquisizione dell’autocertificazione e il suo inserimento nello schema dell’atto
2.4.1. La formulazione operativa
2.4.1.1. Dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà da allegare alla determinazione (esempio per il caso avvalimento convenzioni Consip)
2.4.1.2. Dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà da allegare alla determinazione (esempio per il caso utilizzo parametri qualità-prezzo)
2.4.1.3. Dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà da allegare alla determinazione (esempio per il caso di motivazione di non avvalimento convenzione Consip)
2.4.2. Errori da evitare
2.5. Dispositivo
2.5.1. Contenuto
2.5.2. Formula operativa
2.5.3. Errori da evitare
2.6. Eventuale previa determinazione dirigenziale di prenotazione di impegno di spesa
2.6.1. Contenuto
2.6.2. Formulazione operativa
3. Altre tipologie di determinazioni
3.1. Nella premessa
3.2. Nel dispositivo
3.2.1. Contenuto
3.2.2. Formula operativa
3.2.3. Risultanze finali
4. L’esecuzione delle determinazioni
5. L’esecuzione del provvedimento di aggiudicazione: la conclusione del contratto e la stipula
5.1. Il concetto di aggiudicazione: duplicità di effetti (contabili e civilistici)
6. Stipula in forma pubblica
6.1. Nozione
6.1.1. Forma pubblica notarile
6.1.2. Forma pubblica amministrativa
6.2. Profili oggettivi
6.3. Profili soggettivi
6.3.1. Individuazione del soggetto rogante
6.4. Formulazione operativa
6.5. Contratto informatico
7. Stipula in forma privata
7.1. Nozione
7.2. Formulazione operativa
8. Le disposizioni circa l’efficacia
8.1. Contenuto
8.2. Formula operativa
8.3. Errori da evitare
8.4. Schema generale di determinazione
9. Le fasi successive alla redazione della proposta
Capitolo VII – FATTISPECIE PARTICOLARI DI DETERMINAZIONI
1. Individuazione di casi
1.1. La procedura negoziata
1.1.1. L’eccezionalità della procedura negoziata e la necessità della motivazione
1.1.2. Contenuto necessario della motivazione
1.1.3. Formulazione operativa di una determinazione di impegno a procedura negoziata
2. L’affidamento degli incarichi esterni
2.1. Premessa introduttiva
2.2. Profili generali concernenti l’affidamento degli incarichi all’esterno nella lettura data dalla giurisprudenza contabile
2.3. Le condizioni stabilite dalla nuova normativa. Il procedimento per il conferimento di un incarico esterno
2.3.1. La competenza all’attribuzione
2.3.2. La fase preparatoria
2.3.2.1. Il preambolo e l’indicazione dei presupposti di fatto
2.3.2.1.1. Il primo presupposto oggettivo di legittimità. I casi di conferimento
2.3.2.1.2. Il secondo presupposto soggettivo: la particolare e comprovata specializzazione
2.3.2.1.3. La limitazione dell’oggetto. L’impossibilità di ricorrere ad incarichi di collaborazione coordinata e continuativa. I concetti di studio, ricerca, consulenza
2.3.2.2. La motivazione
2.3.2.2.1. Il terzo presupposto: la procedura comparativa
2.3.2.2.2. Il quarto presupposto di legittimità: la comunicazione preventiva agli organi di revisione di ciascun Ente
2.3.2.2.3. Il quinto presupposto di legittimità: la programmazione (con apposito atto consiliare) e il tetto di spesa (stabilito in sede di bilancio e determinato dal Consiglio)
2.3.2.3. Gli altri atti presupposti e richiamati
2.3.2.3.1. I presupposti di diritto e in fatto
2.3.3. La fase costitutiva
2.3.3.1. Il contenuto del dispositivo
2.3.4. La fase integrativa dell’efficacia
2.3.4.1. La particolare condizione di efficacia dei contratti relativi a rapporti di consulenza
2.3.4.2. La comunicazione alla Corte dei conti
Capitolo VIII – LA FORMA DEL LINGUAGGIO
1. Oggetto dell’analisi
2. Le caratteristiche del linguaggio burocratico
3. La direttiva della Funzione pubblica e il progetto Chiaro!
3.1. Le regole generali
3.2. Le regole specifiche di scrittura del testo
4. Le regole dettate dalla legge per la redazione degli atti pubblici

Parte Sesta
LA TECNICA DI REDAZIONE DEGLI ATTI
Capitolo I – LE DELIBERAZIONI DEL CONSIGLIO COMUNALE
1. La delibera di approvazione programma per l’affidamento degli incarichi di collaborazione – anno…
2. L’adozione di un regolamento
3. La modifica dello Statuto
Capitolo II – LE DELIBERE DELLA GIUNTA COMUNALE
1. Oggetto dell’analisi
2. Delibera di approvazione di perizia con aumento di spesa
Capitolo III – LE DETERMINAZIONI DEI RESPONSABILI DEI SERVIZI
1. Oggetto
2. L’acquisto di manifesti locandine per attività culturali
Capitolo IV – LE ORDINANZE DEL SINDACO
1. Oggetto
2. Ordinanza avente rilievo igienico-sanitario per la salute della collettività
3. Ordinanza contingibile e urgente al fine di prevenire gravi pericoli che minacciano l’incolumità pubblica ai sensi dell’art. 54, comma 4, d.lgs. 269/2000
Capitolo V – I DECRETI DEL SINDACO
1. Oggetto
2. La nomina e designazione di rappresentanti presso Enti o aziende o istituzioni
3. La nomina di amministratore di sistema

Parte Settima
I MODELLI DEGLI ATTI AMMINISTRATIVI COMUNALI
Oggetto dell’esposizione
Regolamenti comunali
– In materia di ISEE
– In materia di Contabilità
– In materia di Contratti
– In materia di Controllo di gestione
– In materia di Trattamento dei dati sensibili
– In materia di Accesso ai documenti amministrativi
– In materia di Procedimento amministrativo
– In materia di Comunicazione
– In materia di Spese di rappresentanza
– In materia di Assegnazione di contributi
– In materia di Assegnazione di controlli interni
Decreti del sindaco
Ordinanze
Ordinanze normali, ordinanze contingibili e urgenti, atti d’urgenza
• Ordinanze del sindaco
– Ordinanze ai sensi dell’art. 192 comma 3 d.lgs. 152/2006 (ordinanze normali quale Capo dell’amministrazione comunale)
– Ordinanze ai sensi dell’art. 50 comma 3 (ordinanze normali quale Capo dell’amministrazione comunale)
– Ordinanze ai sensi dell’art. 50 comma 4 (ordinanze normali quale Capo dell’amministrazione comunale)
– Ordinanze ai sensi dell’art. 50 comma 5 (ordinanze contingibili e urgenti quale Capo dell’amministrazione comunale)
– Ordinanze ai sensi dell’art. 54 comma 4 (ordinanze contingibili e urgenti quale Ufficiale di Governo)
– Atti d’urgenza (quale Ufficiale di Governo)
• Ordinanze dei dirigenti
ATTI DEL CONSIGLIO
• Approvazione del nuovo testo di Statuto comunale
• Delibere del Consiglio comunale
– Acquisti e alienazioni immobiliari e relative permute
– Affidamento di attività e servizi mediante convenzione
– Altri provvedimenti di competenza consiliare
– Bilanci annuali e pluriannuali, relazioni previsionali e programmatiche e relative variazioni
– Convenzioni tra Comuni e tra Comuni e Provincia
– Costituzione e modificazione delle forme associative
– Definizione indirizzi per nomina e designazione (da parte del Sindaco) rappresentanti del Comune presso Enti, Aziende e Istituzioni
– Istituzione e ordinamento dei tributi, disciplina generale delle tariffe per la fruizione dei beni e dei servizi
– Personale
– Piani territoriali e urbanistici
– Programmi
• Delibere di Consiglio non provvedimentali
ATTI DELLA GIUNTA
• Deliberazioni della Giunta comunale
– In materia di lavori pubblici e forniture di beni e servizi
– Piani territoriali e urbanistici
– In materia di giudizi
– In materia di personale
– In materia di servizi demografici
– In materia finanziaria e tributaria
– Varie
ATTI DEI DIRIGENTI
• Determinazioni adottabili senza atto fondamentale né di programmazione
– Altri atti di gestione (art. 107 t.u.)
– In materia contrattuale
– In materia finanziaria
• Determinazioni precedute sia da atto fondamentale di Consiglio comunale a monte che da atto di pianificazione intermedio di Giunta
– In materia contrattuale
– In materia di acquisto di beni/servizi
– In materia di personale
– In materia finanziaria
• Determinazioni precedute unicamente da un atto fondamentale di Consiglio comunale a monte
– In altre materie (dopo adozione di atto di competenza del Consiglio)
– In materia di personale (atto fondamentale: bilancio)
– In materia di polizia cimiteriale (dopo l’adozione del regolamento comunale di polizia cimiteriale)
– In materia finanziaria (atto fondamentale: bilancio)
• Atti del dirigente come datore di lavoro

Tiziano Tessaro Magistrato della Corte dei Conti. Direttore della rivista on line www.lagazzettadeglientilocali.it e del bimestrale Comuni d’Italia, entrambi Maggioli Editore.

XI Edizione Maggio 2017 – Pagine 1400 – F.to cm. 17×24
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Sorgente: La redazione degli atti amministrativi del Comune dopo l’armonizzazione contabile

Teresa Bertotti, Assistenti sociali comunali: realizzatori e promotori di politiche sociali, in Welfare Oggi, n. 2, 2017


2017-05-06_143330

vai al sito della rivista

http://www.welfareoggi.it/

FUSIONE DEI COMUNI E NUOVE CITTÀ: UN PROCESSO TROPPO LENTO nel galoppante sviluppo dei sistemi urbani globali – Come unire la URBANITÀ TECNOLOGICA che ora si sviluppa e la DEMOCRAZIA e PARTECIPAZIONE DIRETTA dei cittadini? – La necessità di accelerare la fusione dei comuni in nuove città


Geograficamente

NON SIAMO PIÙ IL PAESE DEGLI OTTOMILA COMUNI. Per la prima volta dagli anni Cinquanta, infatti, il numero dei comuni presenti in Italia è sceso sotto quella quota – AL 1° GENNAIO 2017 SONO 7.983. (…)…numeri oggi ancora insufficienti per affermare l’esistenza di un vero cambiamento dell’assetto istituzionale locale…Oggi le fusioni non sono obbligatorie. Tuttavia, di fronte a una normativa che vincola i municipi con meno di 5mila abitanti a gestire i servizi in forma associata, in alcuni casi – anche per gli importanti incentivi economici sia a livello nazionale che regionale – la strada scelta è stata quella della fusione. (…) …si punta sulle fusioni tra comuni con norme ordinamentali e finanziarie di favore (…) ….L’attenzione andrebbe però spostata sulla fase di valutazione del processo. In che modo i nuovi comuni utilizzano gli importanti incentivi ricevuti? Quali sono i risultati in termini di servizi locali e governo del territorio?…

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Lombardia: farmacie e Comuni insieme per il territorio, in Il Giornale dei Comuni 31.3.2017


La rete capillare delle farmacie sul territorio, interconnessa all’attività dei Comuni, può divenire uno strumento formidabile di servizio ed informazione ai cittadini. Se ne è parlato ieri nel corso del convegno organizzato da Anci Lombardia e Federfarma Lombardia. In Lombardia le circa 2800 farmacie (di cui 921 rurali) possono contribuire a veicolare messaggi importanti per la popolazione, avvertire di iniziative e nuovi servizi dei Comuni, oltreché assolvere alla funzione primaria di presidio sanitario avanzato sul territorio.

tutto l’articolo qui:

Sorgente: Il Giornale dei Comuni

Camera dei Deputati, Proposta di legge DELEGA AL GOVERNO PER LA REVISIONE DELLE NORME SULL’ORDINAMENTO DEGLI ENTI LOCALI E ALTRE DISPOZIONI DI SEMPLIFICAZIONE E INCENTIVAZIONE IN MATERIA DI AUTONOMIE LOCALI E LORO GESTIONI ASSOCIATE, 31 gennaio 2017


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QUI IL TESTO IN FORMATO PDF:

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LEGGE DI BILANCIO 2017. Guida all’applicazione negli Enti locali della Legge 11 dicembre 2016, n. 232. Con mappe delle novità contenute in: • Legge di bilancio 2017 (L. 232/2016) • Milleproroghe (D.L. 244/2016), di Elisabetta Civetta, Maggioli editore


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Con la riforma operata dalla legge 4 agosto 2016, n. 163, i contenuti della legge di bilancio e della legge di stabilità sono stati compresi in un unico provvedimento, la legge 11 dicembre 2016, n. 232, composta da 638 commi.

Il manuale si apre con la mappa delle novità che favorisce il rapido inquadramento delle norme intervenute e, grazie al puntuale rinvio alle pagine di commento, rende più agevole la consultazione del testo.

Nello specifico sono state mappate le principali novità normative di interesse per gli enti locali contenute nella legge 232/2016 (legge di bilancio 2017) e nel decreto legge 244/2016 (c.d. mille proroghe).

Il manuale è organicamente suddiviso in:
› La mappa delle novità contenute nella Legge 11.12.2016 n. 232 (Legge di bilancio 2017)
› La mappa delle novità contenute nel D.L. 30.12.2016 n. 244 (Decreto Mille proroghe)
Capitolo I Disposizioni in materia di bilancio, contabilità, pareggio bilancio e gestione
1. Approvazione bilancio di previsione
1.1 Differimento del termine per l’approvazione del bilancio di previsione 2017 degli enti locali
1.2 Differimento termine approvazione del Documento Unico di programmazione
1.3 Programma biennale degli acquisti di beni e servizi
2. Controllo sull’approvazione del bilancio di previsione
3. Disposizioni inerenti il pareggio del bilancio 2016
4. I nuovi vincoli derivanti dal pareggio del bilancio
4.1 Soggetti obbligati
4.2 Le regole del pareggio del bilancio
4.3 Il fondo pluriennale vincolato nel saldo del pareggio
4.4 Il fondo crediti di dubbia e difficile esigibilità e il fondo spese potenziali nel pareggio del bilancio
4.5 Il prospetto del pareggio del bilancio
4.6 Assegnazione di spazi finanziari agli enti locali per investimenti
4.6.1 Assegnazione di spazi per edilizia scolastica
4.6.2 Assegnazione di spazi per altri interventi
4.6.3 Assegnazione spazi finanziari regionali
4.7 Il sistema dei monitoraggi e dei controlli
4.8 Certificazione finale
4.9 Il sistema sanzionatorio
4.10 I premi per gli enti adempienti
5. Disposizioni inerenti i trasferimenti erariali
5.1 Modalità di determinazione delle riduzioni finanziarie da applicare ai comuni
5.2 Fondo di solidarietà comunale
5.2.1 Criteri per il riparto delle riduzioni di spesa di beni e servizi per i comuni che gestiscono funzioni e servizi in forma associata
5.3 Fondo sperimentale di riequilibrio provinciale
5.4 Contributi per le Fusioni di Comuni
5.5 Fondi a favore degli enti territoriali
5.5.1 Fondo da ripartire per il finanziamento di interventi a favore degli Enti territoriali solo in termini di saldo netto da finanziare
5.5.2 Fondo da ripartire per il finanziamento di interventi a favore degli Enti territoriali
5.6 Contributi a favore di particolari situazioni
5.6.1 Fondo per contenzioso amministrativo comune di Lecce
5.6.2 Contributo straordinario in favore del Comune de L’Aquila
5.6.3 Contributi a favore di Venezia, Chioggia e Cavallino-Treporti
5.6.4 Contributo a favore del Comune di Campione d’Italia
5.6.5 Contributo a favore del Comune di Parma
6. Destinazione proventi permessi a costruire
7. Disposizioni inerenti la tesoreria
7.1 Anticipazione di tesoreria
7.2 Disposizioni in materia di rilevazioni SIOPE
8. Rinegoziazione dei mutui da parte degli enti locali
9. Disposizioni tese alla riduzione delle spese
9.1 Proroga taglio dei compensi organi di indirizzo, direzione e controllo e organi collegiali
9.2 Proroga del blocco dell’aggiornamento Istat per le locazioni passive
10. Rafforzamento dell’acquisizione centralizzata
10.1 Misure di efficientamento della spesa per acquisti
10.2 Razionalizzazione dei processi di approvvigionamento di beni e servizi informatici e di connettività nelle pubbliche amministrazioni
10.3 Convenzioni Consip
11. Disposizioni inerenti la gestione associata dei servizi
11.1 Gestione associata delle funzioni fondamentali
11.2 Consorzi per la gestione associata di servizi sociali
12. Misure per l’accelerazione dei pagamenti a favore delle imprese
13. Disposizioni inerenti gli enti in dissesto e pre-dissesto
13.1 Amministrazione residui attivi e passivi relativi a fondi di gestione vincolata
13.2 Piano di riequilibrio finanziario degli enti locali in pre-dissesto
13.3 Misure di riequilibrio per gli enti in pre-dissesto
13.4 Piano di riequilibrio finanziario degli enti locali in sede di salvaguardia
14. Disposizioni inerenti i fabbisogni standard
14.1 Acquisizione di informazioni sui fabbisogni standard
14.2 Rilevazione costi e fabbisogni standard per gli enti locali della Regione siciliana
15. Canone per il servizio di distribuzione del gas naturale nel periodo di prosecuzione del servizio
16. Disposizioni per le Regioni
16.1 Assegnazione di spazi finanziari alle regioni per investimenti
16.2 Pareggio di bilancio autonomie speciali
16.3 Concorso per la Regione Trentino Alto Adige e le Province autonome di Trento e di Bolzano
16.4 Assegnazione di spazi finanziari alle regioni e province autonome per investimenti
16.5 Recepimento dell’Accordo fra il Governo e la Regione siciliana
16.6 Disposizioni per la Regione Valle d’Aosta
16.7 Disposizioni per la Regione Friuli Venezia Giulia
16.8 Oneri gestione commissariale della regione Piemonte
16.9 Utilizzo di risorse residue per il pagamento di debiti contratti dalla PA
16.10 Estensione al 2020 del concorso alla finanza pubblica delle Regioni
16.11 Modifica procedimento di riparto del contributo per minori entrate IRAP
16.12 Regolazione anticipazioni di tesoreria per la Sanità
16.13 Ricostruzione privata e pubblica post-sisma
16.14 Linee di indirizzo e standard per la gestione dei magazzini, la logistica distributiva, le tecnologie dell’informazione e della comunicazione ed in materia di risorse umane
16.15 Clausola di salvaguardia per le autonomie speciali
Capitolo II Disposizioni in materia di tributi locali
1. Blocco all’aumento dei tributi locali
2. La maggiorazione aliquota TASI
3. Modalità di pagamento di tributi ed entrate locali
4. Misura del saggio di interesse legale
Capitolo III Disposizioni in materia di personale
1. Disposizioni inerenti le assunzioni di personale
1.1 Assunzioni di personale negli enti soggetti al pareggio del bilancio
1.2 Assunzioni di personale negli enti non soggetti al pareggio del bilancio
1.3 Assunzioni di personale e pareggio del bilancio: sintesi
1.4 Proroga di graduatorie concorsuali
2. Collaborazioni organizzate dal committente
3. Disposizioni in materia di uffici giudiziari
4. Rapporti di lavoro a tempo determinato nelle regioni a statuto speciale
5. Disposizioni inerenti il personale delle Province e città metropolitane
5.1 Ricollocazione del personale provinciale presso il Ministero di Giustizia
5.2 Proroga contratti a tempo determinato
5.3 Stipulazione contratti a tempo determinato
6. Disposizioni inerenti il personale nelle zone colpite da eventi sismici
6.1 Le misure per i territori colpiti dal sisma del 2009 in Abruzzo
6.2 Le misure per i territori colpiti dal sisma del 2012 in Emilia Romagna-Lombardia-Veneto
7. Disposizioni per situazioni particolari
7.1 Stabilizzazione lavoratori socialmente utili della Calabria
7.2 Spese di personale per assunzioni comune di Matera
8. Congedo obbligatorio per il padre lavoratore
9. Rifinanziamento voucher asili nido
10. Disposizioni inerenti il sistema pensionistico
10.1 Anticipo finanziario a garanzia pensionistica (APE)
10.2 APE sociale
10.3 Rendita integrativa temporanea anticipata (RITA)
10.4 Abolizione penalizzazioni
10.5 Cumulo dei periodi assicurativi
10.6 Riduzione requisiti anzianità contributiva
10.7 Lavori usuranti
10.8 Opzione donna
10.9 Riduzione dell’autorizzazione di spesa relativa alla riduzione dell’orario di lavoro per i lavoratori prossimi al pensionamento
10.10 Pagamento trattamenti di fine servizio
Capitolo IV Disposizioni in materia fiscale
1. Disposizioni in materia di IVA
1.1 Aliquote IVA per i servizi di trasporto marittimo, lacuale, fluviale e lagunare
1.2 IVA sulle variazioni dell’imponibile o dell’imposta
1.3 Aumento delle aliquote IVA
2. Detraibilità delle spese sostenute per la frequenza scolastica
3. Copertura assicurativa dei soggetti impegnati in lavori di pubblica utilità
4. Riduzione aliquota contributiva iscritti gestione separata I.N.P.S.
Capitolo V Disposizioni varie
1. Edilizia scolastica
1.1 Destinazione risorse INAIL per edilizia scolastica
1.2 Proroga dei termini
1.3 Adeguamento normativa anticendio
2. Fondo da ripartire per il finanziamento degli investimenti e lo sviluppo infrastrutturale del Paese
3. Riqualificazione urbana e sicurezza delle periferie dei comuni
4. Fondo per l’attuazione del piano nazionale per le città
5. Realizzazione di ciclovie turistiche
6. Disposizioni inerenti il sociale
6.1 Buono nido
6.2 Finanziamento Piano straordinario contro la violenza sessuale e di genere
7. Scuole paritarie e materne
8. Disposizioni inerenti il settore culturale
8.1 Risorse per le fondazioni lirico-sinfoniche
8.2 Fondo nazionale per la rievocazione storica
9. Immigrazione
10. Disposizioni inerenti il commercio
10.1 Concessioni per commercio su aree pubbliche
10.2 Autorizzazione licenze taxi
11. Pubblicazione bandi di gara
12. Entrata in vigore delle disposizioni

Il ricco corredo di postille a margine offre un comodo strumento per orientarsi nel testo.

Elisabetta Civetta Funzionario area finanziaria di ente comunale. Dottore commercialista e revisore dei conti. Consulente in materia di contabilità, gestioni associate di servizi, controllo di gestione e nucleo di valutazione. Autrice di numerose pubblicazioni.

Gennaio 2017 – Pagine 312 – F.to cm. 17×24
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Sorgente: Legge di bilancio 2017: guida all’applicazione negli Enti locali

Contributi economici: che ruolo ha la giunta?, anche con riferimento al libro IL SERVIZIO SOCIALE IN COMUNE, Maggioli editore  – dal blog Sapere sociale di Giulia Ghezzi


E allora proviamo a parlarne, senza tabù e ben disponibili al confronto. Ne ho già scritto ne “Il servizio sociale in Comune“: qua vorrei essere ancora più esplicita. Partendo dall’inizio, per poi arrivare a noi assistenti sociali e al nostro ruolo, seguendo questo percorso:
– il ruolo della Giunta
– il Piano Esecutivo di Gestione (PEG)
– i Regolamenti comunali
– il ruolo del Responsabile di area
– il ruolo dell’assistente sociale
– conclusioni

vai all’intero articolo

Sorgente: Contributi economici: che ruolo ha la giunta? – Sapere sociale

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GUIDA NORMATIVA PER L’AMMINISTRAZIONE LOCALE è … coraggiosa fermezza dei suoi prestigiosi Autori nel sostenere gli ideali di autonomia e sviluppo delle comunità locali, con interpretazioni e soluzioni organizzative che consentono di affrontare la sfida della Riforma della Pubblica Amministrazione che attende gli enti locali dal 2017.

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IL PIANO DELLA GUIDA NORMATIVA

AREA I – GLI ORDINAMENTI DELLE AUTONOMIE
› Il Comune e la Città metropolitana
› La gestione associata delle funzioni e dei servizi comunali in Italia: Convenzioni, Unioni e Fusioni
› Gli Organi di governo dei Comuni: Composizione – Elezione – Funzioni
› Amministratori degli enti locali – Status giuridico: requisiti e cause impeditive
› Amministratori degli enti locali – Status giuridico ed economico
› Le Province: nuovo ordinamento ed organi – Funzioni
› Le Regioni
› Il Testo Unico delle Società a partecipazione pubblica
AREA II ORGANIZZAZIONE E MANAGEMENT: DIRIGENTI – PERSONALE – STRATEGIE E STRUMENTI DI GESTIONE – PROCEDIMENTI – COMUNICAZIONE
› La riforma della dirigenza pubblica
› La nuova dirigenza locale
› Il segretario/dirigente apicale – La disciplina anticorruzione
› Personale degli enti locali: Ordinamento giuridico ed economico
› Personale degli enti locali: Ordinamento previdenziale
› L’Agenda Digitale Italiana: le tecnologie dell’informazione e della comunicazione motore della crescita e dello sviluppo
› I procedimenti e la trasparenza dell’attività amministrativa
› Il sistema dei controlli interni di gestione e strategico-finanziario
› La comunicazione degli enti locali con i propri cittadini per la partecipazione e la trasparenza dell’azione amministrativa
AREA III I PRINCIPI DI BUON ANDAMENTO ED IMPARZIALITÀ DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE E LA TUTELA DEI CITTADINI
› L’ente locale e i nuovi mezzi di tutela: la mediazione civile – la negoziazione assistita – l’azione collettiva
› La responsabilità penale degli amministratori e dipendenti pubblici – il procedimento disciplinare e gli effetti del giudicato penale
› La giustizia amministrativa
› Corte dei conti: l’attività di controllo e la giurisdizione di responsabilità
AREA IV L’ORDINAMENTO FINANZIARIO, TRIBUTARIO E CONTABILE
› L’autonomia e la finanza e contabilità locale
› L’ordinamento finanziario e contabile armonizzato degli enti locali – Il pareggio di bilancio
› L’autonomia impositiva degli enti locali
› Le entrate extra-tributarie locali
› Bilancio sociale, bilancio ambientale, bilancio di mandato e bilancio consolidato
› Il patrimonio degli enti locali: inventariazione e valorizzazione
› La revisione economico-finanziaria negli enti locali
› I fondi e i finanziamenti della Comunità Europea per gli enti locali
› La soggettività passiva tributaria degli enti locali
AREA V LE FUNZIONI DI AMMINISTRAZIONE GENERALE
› Le funzioni e i servizi di amministrazione generale
› Gli appalti di forniture e servizi nel nuovo Codice
› I servizi demografici: anagrafe – stato civile – cittadinanza
› Le documentazioni amministrative
› I diritti ed i servizi elettorali
› Il Servizio nazionale e comunale di protezione civile
› La Polizia locale: organizzazione, compiti e funzioni
AREA VI I SERVIZI PUBBLICI LOCALI
› I servizi pubblici locali – Il Testo Unico
› Le farmacie comunali
› I servizi comunali di assistenza scolastica
› I servizi e le opere cimiteriali
› I servizi energetici: energia elettrica, gas, gestione calore
› I trasporti pubblici
AREA VII SERVIZI SOCIALI – SANITARI – CULTURALI – SPORTIVI – E.R.P.
› La sicurezza sociale: funzioni ed interventi del Comune – attività del volontariato
› I flussi migratori: regolarizzazione amministrativa degli stranieri – l’assistenza – il lavoro – l’integrazione sociale
› Il Servizio Sanitario Nazionale
› L’istruzione, la scuola e gli enti locali – L’edilizia scolastica
› I beni e le attività culturali
› Le attività e gli impianti per lo spettacolo e lo sport
› Gli alloggi di edilizia residenziale pubblica: costruzione – assegnazione – cessione
AREA VIII LA RIPRESA E LO SVILUPPO DELLE ATTIVITÀ ECONOMICHE
› Gli interventi delle amministrazioni a sostegno dell’economia locale
› Lo sportello unico per le attività produttive – Suap
› Disciplina del commercio all’ingrosso e al dettaglio, in locali privati e sulle aree pubbliche, e delle rivendite di giornali
› La disciplina degli esercizi pubblici
› Il turismo e gli enti locali
AREA IX IL GOVERNO DEL TERRITORIO E LA TUTELA DELL’AMBIENTE
› Urbanistica e pianificazione territoriale
› Le regole e i controlli sull’attività edilizia privata – Il contributo di costruzione e gli oneri d’urbanizzazione – Gli usi civici
› Tutela e valorizzazione del paesaggio
› Tutela e valorizzazione dell’ambiente, del territorio e del mare
› Procedure per la valutazione ambientale strategica (VAS), per la valutazione d’impatto ambientale (VIA) e per l’autorizzazione ambientale integrata (AIA-IPPC)
› La tutela delle acque dall’inquinamento e la gestione delle risorse idriche
› La gestione dei rifiuti e la bonifica dei siti – La tutela risarcitoria dei danni all’ambiente
› La tutela dall’inquinamento atmosferico, acustico e da sorgenti elettromagnetiche
AREA X GLI INTERVENTI SUL TERRITORIO
› La realizzazione dei lavori pubblici – Il nuovo Codice degli Appalti
› Le espropriazioni per causa di pubblica utilità
› Viabilità e sicurezza stradale
› Le Città Sostenibili – Il clima e le energie rinnovabili

GLI AUTORI

MARIO AGNOLI – DANIELA ALBONETTI – TIZIANO AMOROSI – MASSIMO BALDUCCI – ANTONINO BARBIERI – CLAUDIA BELLANDI – MAURO BELLESIA – PIERFRANCESCO BERNACCHI – AGOSTINO BULTRINI – RENZO CALVIGIONI – ALESSANDRO CECCHI – NICOLA CENTOFANTI – PAOLO CENTOFANTI – PAOLA CINQUE – LUIGI COSCO – GIUSEPPINA CRISTOFARO – MARIO D’ANTINO – FRANCESCO DELFINO – STEFANIA DOTA – CLAUDIO FACCHINI – SIMONE FAGGI – SIMONE FINI – DANIELE FORMICONI – FILIPPO FOTI – PASQUALE GIAMPIETRO – STEFANIA GIAMPIETRO – SAVERIO LINGUANTI – ROMANO MINARDI – GIULIO NARDI – DANIELE NARDUCCI – FIORENZO NARDUCCI – RICCARDO NARDUCCI – ANDREA NATALI – MASSIMO NUTINI – CATERINA ODDONE – PAOLO PADOIN – DANIELA PARADISI – FRANCO PELLICCI – DOMENICO PENNONE – RICCARDO POZZI – FLORA RAFFA – ANTONIO RAGONESI – ALESSANDRO ROTA – NEREO TESCAROLI – COSTANTINO TESSAROLO – SILVIA VIVIANI – DAVIDE ZENTI

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Sorgente: Guida Normativa 2017 per l’Amministrazione Locale

ATTILIO BRILLI, Il grande racconto delle città italiane,  il Mulino, 2016


La forma di una città cambia più in fretta – ahimè – del cuore degli uomini»: già Baudelaire avvertiva come ogni inevitabile trasformazione del paesaggio urbano si accompagni a struggimento e perdita. Ma forse non è impossibile ritrovare il senso di un’armonia fra noi e i volti delle città italiane maggiormente rappresentative di quella luminosa civiltà che, nelle epoche passate, è stata un faro per il mondo intero. Guardiamole con occhi nuovi, come fanno queste pagine, e lasciamo che a venirci incontro siano immagini originali e inedite, consegnate a noi dalle testimonianze letterarie o artistiche di visitatori illustri che ne hanno saputo cogliere lo spirito autentico. Da arcaiche forme insediative risalenti alla notte dei tempi, quelle città sono diventate nel corso dei secoli capitali di signorie e di principati generatori entrambi di un’autonoma, altissima civiltà; e prima ancora sono state orgogliosi, liberi comuni o repubbliche marinare gelose del loro prestigio e della loro indipendenza. I luoghi che visiteremo grazie a questo libro esigono di essere considerati alla stregua di creature viventi, con le fisionomie, i caratteri, le personalità loro. Saranno occasione di conquista e scoperta personale, da cui usciremo profondamente arricchiti.

Introduzione. Le città ritrovate
PARTE PRIMA: CITTÀ METROPOLITANE E VEDUTE SCOMPARSE
I. Torino, fatidica porta d’Italia
II. Quando Shakespeare s’imbarcava a Milano
III. La fosca, turrita Bologna
IV. Firenze congeda i venerandi fantasmi del passato
V. Roma e i colli della febbre e del silenzio
VI. Vitalità esuberante e tragica di Napoli
VII. Palermo e il Teatro del Sole
PARTE SECONDA: LABIRINTI E SCACCHIERE
VIII. Le arche scaligere di Verona
IX. Siena, «Costantinopoli di perfezione»
X. Pienza, città ideale e la piscina dei pellegrini
XI. Arezzo, prototipo di città medievale
XII. Ravenna, «di cadente impero ultimo avanzo»
XIII. Perugia aerea e inclusiva
XIV. Terni, l’altro volto dell’Umbria
XV. Le fontane parlanti di Viterbo
XVI. Le dolci pietre di Lecce
PARTE TERZA: IL FASCINO DELLE CITTÀ COLLINARI
XVII. San Gimignano e l’eco del passato
XVIII. Cortona, prima ancora che Troia nascesse
XIX. Assisi, acropoli di una mistica Atene
XX. Orvieto, una città per Magritte
XXI. A Spoleto il pensiero s’appoggia alle pietre
XXII. Gubbio, una Venezia fra gli Appennini
XXIII. Urbino e il castello di Atlante
PARTE QUARTA: CITTÀ NELLO SPECCHIO DEL MARE
XXIV. A Venezia, per strade che il piede non calpesta
XXV. L’argentea visione di Genova
XXVI. Ad Ancona il sole sorge e tramonta in mare
XXVII. Siracusa, la fonte e le ninfe
PARTE QUINTA: CITTÀ SEPOLTE
XXVIII. Per le vie di Pompei ed Ercolano
XXIX. Cerveteri, nelle case degli Etruschi
Bibliografia
Indice dei nomi
Indice dei luoghi

Attilio Brilli è fra i massimi esperti di letteratura di viaggio. I suoi libri sono tradotti in varie lingue. Per il Mulino ha da ultimo pubblicato: «Mercanti avventurieri. Storie di viaggi e di commerci» (2013), «Gerusalemme, La Mecca, Roma. Storie di pellegrinaggi e di pellegrini» (2014), «Il grande racconto del viaggio in Italia. Itinerari di ieri per viaggiatori di oggi» (2014) e «Il grande racconto dei viaggi d’esplorazione, di conquista e d’avventura» (2015).

Sorgente: il Mulino – Volumi – ATTILIO BRILLI,

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Sorgente: ATTILIO BRILLI, Il grande racconto delle città italiane,  il Mulino, 2016 – Tracce e Sentieri

Come si scrive una relazione sociale, dal blog saperesociale.com di GIULIA GHEZZI


Sapere sociale

noun_76962_ccScriviamo relazioni sociali un giorno sì e uno no, ma quando si comincia a fare questo mestiere ci sembra di essere la prima assistente sociale del mondo a cimentarsi nell’impresa! Di teoria ce ne hanno insegnata tanta: proviamo a dirci come si fa in pratica*?

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lo STILE di GIUSEPPE SALA, sindaco di Milano, 20 dicembre 2016


Cari concittadini,
mi sono dovuto assentare per qualche giorno dal lavoro. Lasciate che vi spieghi il perchè.
Nella serata di giovedì scorso ho appreso da numerose fonti giornalistiche, prima in modo confuso e poi in forma più chiara, di essere stato iscritto nel registro degli indagati dalla Procura Generale di Milano, che ha ritenuto di dover ulteriormente indagare su fatti già oggetto di anni di inchieste della Procura della Repubblica e per i quali era stata già formulata richiesta di archiviazione. Fatti che riguardano la più importante gara d’appalto di Expo 2015, quella della cosiddetta “Piastra”. Nessuna comunicazione ufficiale mi era stata fatta al riguardo, nessun avviso di garanzia mi era stato notificato, non avevo nessuna informazione in merito alle ipotesi accusatorie.
A fronte di questa situazione, avrei potuto limitarmi a una risposta “normale”, e forse anche un po’ scontata, di “fiducia nell’operato della magistratura”. Ma io non credo che le cose si debbano sempre risolvere così. Ho fiducia nella magistratura, certo. Ma non posso negare il mio stupore nell’aver appreso la notizia dalla stampa. Mi direte, non è certo la prima volta. Vero, ciò nondimeno dobbiamo tutti insieme fare uno sforzo per non considerare la cosa “normale”. Non lo è se riguarda un cittadino e non lo è se riguarda il Sindaco di Milano, con le responsabilità che porta verso la collettività.
Ho scelto una via diversa, irrituale. Ho deciso di autosospendermi poiché su un punto non si può transigere: un professionista, un uomo d’azienda e, tanto più, un amministratore pubblico hanno nell’integrità morale l’elemento insostituibile della propria credibilità. Ne va della dignità personale e della concreta possibilità di agire nell’esclusivo interesse dei cittadini.
Io non ho alcun motivo di polemizzare con la magistratura, di cui rispetto il lavoro, tanto essenziale nel funzionamento di un sistema democratico. Né ho motivo di lamentarmi per le inchieste che riguardano Expo 2015: lo sforzo di trasparenza che è stato compiuto ha aiutato la credibilità internazionale dell’evento. So di aver agito sempre nell’unico interesse di portare Expo 2015 al successo, con tutte le opere pronte il giorno dell’inaugurazione. Come so perfettamente di non aver mai goduto di nulla che non fosse il mio regolare stipendio e di non aver mai utilizzato i miei poteri per favorire qualcuno.
Le verifiche svolte dai miei legali in queste intense giornate hanno chiarito sufficientemente il merito dell’indagine e l’inesistenza di altri capi di imputazione.
Torno a fare il Sindaco, certo della mia innocenza verso un’accusa che non costituisce un condizionamento della mia attività.
Ho apprezzato la disponibilità della Procura Generale. Vorrei inoltre ringraziare i circa 400 sindaci che hanno firmato l’appello di questi giorni: si tratta non solo di una dimostrazione di stima e di vicinanza nei miei confronti, ma anche di una lucida esposizione delle condizioni necessarie perché un amministratore possa svolgere bene il suo compito a favore dei cittadini.
Ma vorrei soprattutto dire grazie ai tanti cittadini milanesi (e non solo) che hanno dimostrato di comprendere il mio gesto cogliendone senso e significato.
Milano ha il dovere di condurre la ripresa del nostro Paese anche attraverso la conferma di un modello amministrativo che mette al centro del suo operato trasparenza e legalità.

Giuseppe Sala
Sindaco di Milano


COSA è LO STILE:

Stile è riuscire a portare bene un peso assegnato.
Significa reggere tale peso tentando di utilizzare in maniera concentrata tutte le energie disponibili, anche e soprattutto quelle minime.

Stile è quell’obbligo morale che dovremmo imporci per essere all’altezza delle situazioni e delle attese.

Stile è la capacità di comprendere e agire con equilibrio, adattando la propria forza ai compiti che ci aspettano.

(tratto da: Vincenzo Guarracino, Antonio Spallino, uomo, amministratore, sportivo, intellettuale, Casagrande editore, Lugano 2013)

Giovano ancora in questo augurio due antiche esortazioni.

Age quod agis, “Fai bene quello che stai facendo”, dicevano i latini.

Ne quid nimis, “Nulla di troppo, senza esagerare”, dicevano i greci e, ancora, ci hanno riportato i latini.

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GIUSEPPE ROVELLI, STORIA DI COMO, Libreria Meroni editrice, copia anastatica, 1992. 5 volumi


COATESA SUL LARIO ... e dintorni

  • Storia di Como. Parte I, in cui si contengono gli avvenimenti dalla prima origine di Como sino alla estinzione del Regno de’ Longobardi
  • Storia di Como. Parte II , in cui si contengono gli avvenimenti dal  Regno di Carlo Magno sino al dominio di Azzone Visconti
  • Storia di Como. Parte III-Tomo I , in cui si contengono gli avvenimenti dal dominio di Azzone Visconti sino alla morte di Francesco II, ultimo dei duchi di Milano della famiglia  Sforza
  • Storia di Como. Parte III-Tomo II , in cui si comprendono gli avvenimewnti dal dominio di Carlo V  Imperatore sino alla morte di Carlo II, re di Spagna, ultimo di que’Re della stirpe austriaca
  • Storia di Como. Parte III-Tomo III , in cui si continua la serie degli avvenimenti dal principio del secolo XVIII sino all’anno 1796

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DONATELLA FERRARIO, FABRIZIO PESOLI, Milano multietnica, Meraviglie edizioni. Milano , 2016


Milano è una città sempre più multietnica.
Con oltre 250mila cittadini stranieri provenienti
da 160 differenti nazioni, il capoluogo lombardo
è da tempo in linea con l’evoluzione di tutte
le grandi metropoli europee e occidentali.
Questo libro tenta di tracciare una mappa della Milano
multietnica del terzo millennio, e di disegnare un ritratto
dei nuovi milanesi: gli immigrati che, ormai da
diverse generazioni, hanno intrecciato la loro cultura
di origine con quella della società che li ha accolti.
Vengono prese in considerazione le dieci
comunità più numerose (Filippine, Egitto, Cina, Perù,
Sri Lanka, Romania, Ecuador, Ucraina, Marocco, Bangladesh)
e in aggiunta altre cinque, assai significative per il loro rapporto
con la storia della città: Armenia, Senegal, Eritrea,
comunità ebraica e comunità rom e sinti.
Ciascuna di esse è presentata attraverso un breve
profilo storico, sociale e culturale, accompagnato
dall’intervista a una o più personalità rappresentative.

vai a:

Sorgente: Scorci e memorie : Milano multietnica

Everardo Minardi, Nico Bortoletto (a cura di), RICERCAZIONE, INNOVAZIONE SOCIALE, SVILUPPO LOCALE, FrancoAngeli, 2015, p. 290


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presentazione del volume: AC15 / SPAZIALITA’ METROPOLITANE. Economia, società e territorio, 30 NOVEMBRE 2016 – ore 9.30/12.30 Città metropolitana di Milano [Sala Affreschi] – Via Vivaio 1, Milano


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seminario di presentazione del volume AC15 / Spazialità metropolitane. Economia, società e territorio.

30 NOVEMBRE 2016 ore 9.30/12.30
Città metropolitana di Milano [Sala Affreschi] – Via Vivaio 1, Milano

Per informazioni e conferma della presenza: elena.corsi@pim.mi.it

MAGGIORI INFORMAZIONI
www.pim.mi.it/seminario-ac15

SAVE THE DATE
Scarica il PROGRAMMA

Come cambia il servizio sociale nel Comune? La professione tra responsabilità e deontologia, relatori: L. Bifulco; E.Turetti; T. Bertotti; C.M. Minoia; G. Ghezzi, Milano, 16 novembre 2016


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seminario su: La CITTA’ METROPOLITANA DI MILANO: il dato, i nodi, le prospettive, seminario, 28 Novembre 2016 ore 9.30 – 12.30 nell’Università Cattolica, Milano, LargoGemelli, Sala Maria Immacolata


Università Cattolica del Sacro Cuore

Dipartimento di Sociologia – Urban Life and Territorial Research

Agency (ULTRA)

Il 28 Novembre 2016 ore 9.30 – 12.30 nell’Università Cattolica, Milano, LargoGemelli,

Sala Maria Immacolata, si terrà un seminar sul tema

La Citta’ Metropolitana di Milano

Il dato, i nodi, le prospettive

Il tema della Città Metropolitana di Milano è sul tappeto.

Per i cittadini interessati alla vita collettiva, si tratta di comprendere da una parte la logica, il fondamento razionale della sua attuazione: dall’altra di comprendere che cosa sta accadendo e che cosa può fare, cioè come può operare in vista di positivi obiettivi, questa istituzione che ha formalmente sostituito la Provincia di Milano.

E ancora: quale che sia la forma di governo, la città metropolitana è una realtà concreta, con una consistenza e una dinamica fisica, economica, sociale, politica, culturale. Sono dunque davanti a noi, e alla classe dirigente della Grande Milano, tutte le grandi trasformazioni che hanno coinvolto e investito questo territorio nei diversi ambiti rilevanti.

Ci troviamo di fronte a questioni particolarmente difficili. La prima riguarda la realtà complessiva di Milano (isolata o inclusa nell’area metropolitana) e la possibilità di una lettura e interpretazione. La seconda riguarda, le indicazioni, le politiche da suggerire agli operatori pubblici e privati da parte dell’intellighenzia tecnica, scientifica, culturale nel senso più lato, in vista degli obiettivi di quello che si ritiene caratterizzare un appropriato, durevole sviluppo.

In una simile prospettiva si muove il seminar che qui proponiamo.

Introduce Enrico Maria Tacchi, Università Cattolica del Sacro Cuore

Relatori: Alessandro Balducci, Urbanista, Pro-Rettore vicario del Politecnico di

Milano; Roberto Camagni, Economista del territorio, Politecnico di Milano;

Paolo Monari, Economista dell’organizzazione, Università di Padova;

Valerio Onida, Giurista, Presidente Emerito della Corte Costituzionale; Francesco Prina, Deputato al Parlamento; Gianni Verga, Ingegnere, già Assessore all’Urbanistica del Comune di Milano

Coordina Andrea Villani, Università Cattolica del Sacro Cuore

Marco Cau, Periferie al centro: spazi ed eventi per nuovi legami comunitari, Working Paper 2WEL 3/2016


Working Paper 2WEL 3/2016 | di Marco Cau

Percorsi di secondo welfare e Centro Einaudi sono lieti di pubblicare il working paper 3/2016 della collana 2WEL. In questo contributo Marco Cau ripercorre le tappe seguite per la realizzazione di un progetto realizzato tra il 2013 e il 2016 all’estrema periferia ovest di Pavia per promuovere legami comunitari attraverso un’inedita collaborazione tra cittadini, organizzazioni, imprese sociali e Comune. Un esempio concreto che dimostra come i quartieri periferici delle città italiane di provincia, pur densi di criticità e debolezze, possano essere luoghi di innovazione e sperimentazione: ecosistemi dove partnership cross-sector inconsuete fanno germogliare e crescere progetti trasversali agli ambiti del welfare municipale, della rigenerazione urbana, della cura dei beni comuni, dell’educazione, della cultura e del commercio di vicinato.

L’autore

Marco Cau è un agente di sviluppo locale. Collabora alla definizione e gestione di progetti multidisciplinarie multiattore per promuovere città, territori, comunità e imprese. In particolare opera nell’ambito di iniziative indirizzate a sviluppare il welfare comunitario, a favorire la qualità e l’innovazione nei sistemi della formazione e del lavoro, a sostenere la cultura e il turismo come motori disviluppo, a promuovere la creazione e la crescita d’impresa giovanile e sociale. Cura il blog caublog.com. È socio di pares.it.

Sorgente: Periferie al centro: spazi ed eventi per nuovi legami comunitari

Paolo Ferrario, LEGISLAZIONE SOCIALE E SISTEMA DEI SERVIZI NELLA FASE ATTUALE, Incontri di formazione e aggiornamento professionale, Cooperativa sociale PROGETTO SOCIALE, Cantù, 7 luglio; 4 ottobre 2016



La dispensa è anche disponibile qui in formato Pdf:

paolo-ferrario-leggi-e-servizi-4-ottobre-2016.Pdf

 


Incontri di formazione e aggiornamento professionale:

LEGISLAZIONE SOCIALE E SISTEMA DEI SERVIZI

NELLA FASE ATTUALE 

Cooperativa sociale PROGETTO SOCIALE (vai al sito)

Cantù, 7 luglio; 4 ottobre 2016

A cura Paolo Ferrario, paolo.ferrario@email.it

Blog di ricerca: mappeser.com


INDICE della dispensa e degli argomenti

    • ORGANIZZAZIONE DELLE UNITA’ FORMATIVE
    • POLITICHE SOCIALI e “SERVIZI ALLA PERSONA E ALLA COMUNITA’”
    • I PERIODI CHIAVE DELLE POLITICHE SOCIALI
    • METODI E CRITERI DI ANALISI TRAMITE LA LEGISLAZIONE
    • LA RIFORMA COSTITUZIONALE ed i suoi effetti sulle POLITICHE DEI SERVIZI LA RIORGANIZZAZIONE ISTITUZIONALE DEL SERVIZIO SANITARIO E SOCIOSANITARIO DELLA REGIONE LOMBARDIA  la LEGGE 7 aprile 2014, n. 56 : Disposizioni sulle citta’ metropolitane, sulle PROVINCE, sulle unioni e fusioni di comuni • la Legge 20 maggio 2016, n. 76, Regolamentazione delle UNIONI CIVILI tra persone dello stesso sesso e disciplina delle convivenze
    • La legge sul “DOPO DI NOI”: Legge 22 giugno 2016 n. 112
    • Legge delega di RIFORMA DEL TERZO SETTORE: Legge 6 giugno 2016 n. 106

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Camera, approvata la legge sui piccoli comuni e la montagna, di Salvatore Dettori – 29 settembre 2016, in Il Giornale dei Comuni, settembre 2016


La Camera dei Deputati, nella mattinata di ieri, ha approvato all’unanimità il disegno di legge con le “Misure per il sostegno e la valorizzazione dei Comuni con popolazione fino a 5.000 abitanti e dei territori montani e rurali, nonché disposizioni per la riqualificazione e il recupero dei centri storici”. Il provvedimento passa ora all’esame del Senato.

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Sorgente: Camera, approvata la legge sui piccoli comuni e la montagna – Il Giornale dei Comuni

Gestioni associate e piccoli comuni / Dossier Legautonomie


La gestione associata delle funzioni è una sfida che le autonomie devono fare propria e che deve essere collocata in un quadro normativo chiaro e razionale, che agevoli i processi associativi nel rispetto dell’autonomia dei comuni, promuovendo una gestione più efficace di funzioni e servizi nell’interesse delle comunità e dei territori.
I dati attuali contano 367 unioni e 1851 amministrazioni comunali coinvolte: un fenomeno sicuramente in costante crescita con modalità differenziate sul territorio e destinato a consolidarsi per le disposizioni che obbligano alla gestione associata delle funzioni fondamentali. La prospettiva di costruzione di un ente locale che coniughi visione di governo strategica e efficiente gestione delle funzioni e e servizi comunali spinge dunque verso la gestione associata delle funzioni dei piccoli comuni.

Di seguito una serie di contributi che fanno il punto sul quadro normativo, sul percorso metodologico e su alcune esperienze di cooperazione intercomunale , rilevando criticità e punti di forza, e delineandone le prospettive future.

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Sorgente: Gestioni associate e piccoli comuni / Dossier / Documenti / Home – Legautonomie

Teresa Bertotti, con la collaborazione di Giulia Ghezzi, Il SERVIZIO SOCIALE IN COMUNE, Maggioli editore, 2016, pp. 352


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Tasse locali: studio della Cgia di Mestre su dati 2014 – in Regioni.it – n. 2984 del 18-07-2016 –


“A livello regionale a svettare in questa particolare classifica è la Lombardia: ogni residente di questa regione versa all’Erario e ai vari livelli di governo locali mediamente 11.284 euro. Seguono i residenti del Lazio con 10.426 euro e quelli del Trentino Alto Adige con 10.320 euro. Appena fuori dal podio troviamo gli emiliano-romagnoli con 10.310 euro pro capite e quelli della Liguria con 9.747 euro pro capite. Chiudono la classifica i campani con 5.854 euro pro capite, i siciliani con 5.556 euro pro capite e, infine, i calabresi con 5.183 euro pro capite. La media nazionale si attesta a 8.572 euro per abitante”.
Per quanto riguarda invece la distribuzione del gettito tra i vari livelli di governo: su 8.572 euro pro capite di entrate tributarie registrate nel 2014 (ultimo anno in cui sono disponibili i dati a livello territoriale), “ben 6.989 euro finiscono nelle casse dello Stato (pari all’81,5 per cento del totale); 903 euro pro capite sono destinati alle Regioni (pari al 10,5 per cento del totale) e “solo” 680 euro pro capite (pari al 7,9 per cento del totale) confluiscono nelle casse degli Enti locali (Comuni, Province e Comunità montane)”.
vai alla intera scheda

Sorgente: Regioni.it – n. 2984 del 18-07-2016 – Tasse locali: studio della Cgia di Mestre su dati 2014 – Regioni.it

 DDL Bilancio Regioni ed enti locali, da Legautonomie Newsletter /14 luglio 2016


Ddl Bilancio Regioni ed enti locali: Senato approva
Il ddl approvato ieri in Senato riscrive le norme relative al pareggio di bilancio di Regioni ed enti locali, introdotte nel 2012 dal Governo Monti sull’onda della crisi, offrendo alcune certezze in più ai comuni… continua a leggere

ISTAT: bilanci comuni e province
L’Istat diffonde in un unico comunicato stampa i bilanci consuntivi delle amministrazioni comunali e quelli delle amministrazioni provinciali. Questo nuovo rilancio integra le informazioni in precedenza diffuse separatamente al fine di offrire una lettura più completa delle dinamiche in atto… continua a leggere

Sorgente: Legautonomie Newsletter /14 luglio 2016 – pamalteo@gmail.com – Gmail

Amministratori locali: due intimidazioni al giorno | in Strategie Amministrative


Il Rapporto “Amministratori Sotto Tiro”, redatto da Avviso Pubblico e presentato a giugno 2016, aveva tracciato un quadro drammatico dello scenario in cui operano, in Italia, gli amministratori locali, costretti a subire minacce e intimidazioni quotidiani. I numeri sono impressionanti: sono 479 gli atti di intimidazione e minaccia censiti nel 2015, una media di 40 intimidazioni al mese, una minaccia ogni 18 ore. Rispetto al 2014, quando furono registrati 361 atti intimidatori, si tratta di un preoccupante +33 per cento.

“Assistiamo a due intimidazioni al giorno ai danni degli amministratori locali”,

vai al sito

Sorgente: Amministratori locali: due intimidazioni al giorno | Strategie Amministrative

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