POLITICHE SOCIALI e SERVIZI:

Category Archives: CULTURE

Assmann, NON AVRAI ALTRO DIO. Il monoteismo e il linguaggio della violenza, Il Mulino


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Christopher Hitchens, DIO NON E’ GRANDE. Come la religione avvelena ogni cosa, Einaudi


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Mondo sottosopra. I cattolici uccidono la suocera, i musulmani vanno a messa – di SANDRO MAGISTER, in Settimo Cielo – Blog – L’Espresso, agosto 2016


la sua personale lettura del terrorismo islamista, lettura di cui è evidentemente arciconvinto.

Questa volta, anzi, ha addirittura equiparato in forma più che mai esplicita “il piccolo gruppetto fondamentalista” dello Stato islamico al “fondamentalismo” che anche “noi cattolici abbiamo”, quello “che uccide la fidanzata o la suocera”, se non col coltello “con la lingua”, per cui “se parlassi di violenza islamica dovrei parlare anche di violenza cattolica, di cattolici battezzati”.

E ancora una volta il papa ha additato “il primo terrorismo, il terrorismo di base contro tutta l’umanità”, nel “mettere al centro dell’economia il dio denaro”.

Di fronte a simili, ripetute, incorreggibili asserzioni, non resta che arrendersi. E meno male che nessuno ha interpellato il papa su ciò che era accaduto la mattina stessa in varie chiese di Francia e d’Italia, dopo l’invito rivolto da alcuni musulmani ad altri musulmani di entrarvi ad assistere alla messa, in segno di solidarietà per l’uccisione di padre Jacques Hamel.

Sorgente: Mondo sottosopra. I cattolici uccidono la suocera, i musulmani vanno a messa – Settimo Cielo – Blog – L’Espresso

Edoardo Boncinelli, CONTRO IL SACRO. Perchè le fedi ci rendono stupidi – Rizzoli, 2016


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“Si dice spesso che la nostra società tende sempre più a secolarizzarsi, ma anche in una società fortemente secolarizzata il senso del sacro non è andato perduto totalmente, e talvolta quasi per niente, anche se non tutti ci fanno caso.”

Sembra un’ironica provocazione quella che Edoardo Boncinelli avanza in queste pagine, ma a pensarci bene, proprio mentre in tanti lamentano l’immancabile “crisi dei valori”, ci ritroviamo in una realtà che appare come il terreno di coltura ideale per fondamentalismi di ogni genere. E questo perché il senso del sacro è l’ostacolo più grande sul cammino del pensiero razionale, poiché ci abitua fin dalla più tenera età a non mettere in discussione pratiche e concetti che ci accompagnano dalla notte dei tempi.

Ma perché il sacro è così radicato in noi? Boncinelli va al cuore della questione e mette a nudo i bisogni biologici e sociali che hanno favorito la nascita e la crescita di questa idea. Scavando nella regione più profonda della nostra irrazionalità, Boncinelli sottolinea la necessità fisica degli esseri umani di avere a disposizione una serie di punti fermi da cui partire e sui quali fondarsi, anche a prescindere dalla religione vera e propria.

Forse non si può vivere senza qualcosa di sacro, ma sarebbe meglio ricorrerci il meno possibile per non restare ancorati a un modo di ragionare in cui tutto si dà per scontato e immutabile.

Una mentalità può dirsi razionale solo se mette in gioco le nostre responsabilità individuali, ed è proprio questo l’elemento che spinge le persone a restare legate al sacro, pure nelle sue declinazioni più arcaiche e semplicistiche.

Infatti, ci ricorda Boncinelli, “è anche per questo che la scienza non piace alla gente, sempre ansiosa di giudicare e di incolpare. Tanto il male lo fanno sempre gli altri e mai noi”.

Sorgente: Contro il sacro – Edoardo Boncinelli – Rizzoli

RADDOPPIATI NEGLI ULTIMI 25 ANNI I NON CREDENTI – nelpaese.it


ITALIANI E SPIRITUALITÀ, RADDOPPIATI NEGLI ULTIMI 25 ANNI I NON CREDENTI

Sorgente: nelpaese.it – nelpaese.it

aberrazioni del relativismo culturale: “Mutilazione sì, in piccole dosi” , da Journal of Medical Ethics, in Il Foglio 24 febbraio 2016


Vietare la mutilazione genitale femminile è “culturalmente insensibile e suprematista”. Non lo dice un tribunale islamico che cerca di imporre la sharia, ma due ginecologi americani che hanno appena pubblicato uno studio sul Journal of Medical Ethics, una delle riviste specializzate più importanti del settore, diretta da un austero professore di Oxford. La pratica della mutilazione genitale femminile, cui sono state sottoposte, secondo stime dell’Onu, oltre 200 milioni di bambine e ragazze in oltre 30 paesi soprattutto tra il medio oriente e l’Africa, è considerata da sempre in occidente un rito dell’orrore da vietare e perseguire in ogni modo. Ma questo approccio, scrivono i due ginecologi il cui paper ha sollevato una grossa disputa, rischia di non essere rispettoso delle tradizioni religiose e culturali. …

tutta la nota qui:

Sorgente: “Mutilazione sì, in piccole dosi”

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E’ morta Ida Magli, antropologa


tristezza. mi ha insegnato moltissimo. i suoi libri testimoniano la sua ricerca:

https://www.google.it/search?q=ida+magli+libri&rlz=1C1KAFB_enIT581IT582&oq=ida+magli+libri&aqs=chrome..69i57.5181j0j7&sourceid=chrome&es_sm=0&ie=UTF-8

Sorgente: Morta Ida Magli, antropologa sempre controcorrente – Repubblica.it Mobile

La condizione dei Rom in Italia, a cura di Luigi Di Noia, volume n. 4 della collana Società e Trasformazioni Sociali, Venezia 2016


Siamo lieti di annunciare la pubblicazione del volume “La condizione dei Rom in Italia”, a cura di Luigi Di Noia, volume n. 4 della collana Società e Trasformazioni Sociali.

Il volume mette in luce il sistema di disuguaglianze combinate che attanaglia i Rom in tutti gli ambiti della vita sociale, le sue radici storiche, il suo legame con la struttura delle disuguaglianze propria della società capitalistica.

Il testo evidenzia e critica, inoltre, l’etnicizzazione della ‘questione Rom’, che se in passato si fondava sul determinismo genetico, si basa oggi sul determinismo culturale. Attraverso incessanti campagne istituzionali e mediatiche, la responsabilità del processo di marginalizzazione di cui i Rom sono rimasti vittime viene scaricata su di loro. E insieme con loro vengono criminalizzate sia le popolazioni dell’Europa dell’Est, sia la povertà che il neoliberismo e la crisi hanno accentuato anche in Europa.

Il volume può essere scaricato gratuitamente al seguente indirizzo   http://edizionicafoscari.unive.it/col/dbc/15/88/STS/4

BONCINELLI EDOARDO, Noi siamo cultura, Rizzoli, 2015


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Che cosa fa di noi quello che siamo? Se è vero che buona parte della nostra vita è già scritta nel nostro codice genetico, è altrettanto innegabile che le nostre esistenze sono influenzate dall’ambiente che ci circonda e da un infinito numero di elementi puramente casuali sui quali abbiamo ben poco controllo. L’interazione di questi tre fattori (genoma, ambiente e caso) genera un numero potenzialmente infinito di individualità, ma questa ricetta sembra lasciare poco spazio alle nostre scelte personali: non siamo noi a comporre il nostro Dna, incidiamo sul mondo molto meno di quanto lui incida su di noi e – inutile dirlo – la nostra volontà è pressoché impotente davanti al caso. Eppure ogni giorno facciamo, pensiamo o diciamo qualcosa che rispecchia in pieno (nel bene o nel male) la nostra unicità. E nel nostro continuo tentativo di affrancarci dall’idea di un destino immutabile abbiamo un alleato: la cultura. In questo saggio, Edoardo Boncinelli riflette sulla natura umana concentrandosi sulla pulsione che più di ogni altra ci distingue dagli animali: quella a sapere, conoscere, definire e regolamentare. E ci dimostra che la cultura scientifica e quella umanistica contribuiscono in egual misura nello sforzo collettivo di interpretare la realtà, fornendoci al tempo stesso gli strumenti per comprenderla. Noi siamo cultura è un richiamo a dare un senso alla nostra libertà e un invito a coltivare l’umano bisogno di trasmetterla. Perché non c’è umanità senza conoscenza e non c’è conoscenza senza umanità.

Sorgente: Noi siamo cultura – Edoardo Boncinelli – Rizzoli

Indice


Introduzione. Che cos'è la cultura?                      7


                       PRIMA PARTE
            L'avventura che dà senso al mondo

Plasmati dal collettivo                                 15
Le trappole del cervello                                22
La trasmissione del sapere                              24
Il programma dell'individualità                         29
Il segreto dell'adattabilità                            36
Come cristalli di neve                                  41
Coltivare il seme del talento                           47
Teste piene e teste ben fatte                           50
La cultura rende liberi                                 55
Una macchina per produrre credenze                      58
Determinismo, libero arbitrio, complessità              60
I miei libri                                            67
Curiosità e mistero                                     72
Meraviglie dell'arte, meraviglie della scienza          77


                      SECONDA PARTE
    Possedere la conoscenza, domare l'imprevedibile

Un progresso a due velocità                             85
Scienza e tecnica                                       92
Indietro non si torna                                   98
Una gloriosa impresa collettiva                        102
Un cammino a prova di rivoluzione                      107
Il vincolo della riproducibilità                       116
Misura, logica e fallibilità                           125
Il ruolo e i limiti dell'impresa scientifica           134
Più longevi, più sicuri, più liberi                    145
Artisti, scienziati, geni                              149


Conclusione. Sapere aude!                              155

Emanuele Severino su Occidente e Islam, da violenza e morte nel nome di dio, al Death Studies Master dicembre 2015


violenza e morte nel nome di dio, al Death Studies Master dicembre 2015

Emanuele Severino su Occidente e Islam. Grazie a Vasco Ursini per avere rintracciato questa preziosa traccia che conferma un mia convinzione datata 11 settembre 2001: l’INFERIORITA’ CULTURALE dell’islam
Il relativismo culturale (ogni cultura è “buona” in sè) è un ERRORE.
Ci sono valori di civiltà (in particolare quelli delle soggettività individuali e delle progressive libertà individuali) che sono SUPERIORI ad altri modi di fare cultura

Paolo Ferrario, 30 dicembre 2015

 

Valori


in:

Carl Umberto Galimberti, I vizi capitali e i nuovi vizi, Feltrinelli, 2003
p. 75-84, La tirannia dei valori, Adelphi, 2008

BARNAVI ELIE, Religioni assassine, Bompiani, 2007


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le fedi secondo FRANÇOIS CAVANNA (fra i fondatori di CHARLIE HEBDO): “… Tutti voi, che vi siete fabbricati un dio “perfetto” e “buono” tanto stupido, tanto meschino, tanto sanguinario, tanto geloso, tanto avido di lodi quanto il più stupido, il più meschino, il più sanguinario, il più geloso, il più avido di lodi tra voi. Voi, oh, tutti voi NON ROMPETECI I COGLIONI!!!”


Antologia del tempo che resta

FRANÇOIS CAVANNA (1923-2014, scrittore e vignettista, fondatore di Charlie Hebdo):
“Voi, i cristiani, gli ebrei, i musulmani, i buddisti, gli scintoisti, gli avventisti, i panteisti, i testimoni di questo e di quello,

i satanisti, i guru, i maghi, le streghe, i santoni,

quelli che tagliano la pelle del pistolino ai bambini, quelli che cuciono la passerina alle bambine,

quelli che pregano ginocchioni, quelli che pregano a quattro zampe, quelli che pregano su una gamba sola,

quelli che non mangiano questo e quello, quelli che si segnano con la destra, quelli che si segnano con la sinistra,

quelli che si votano al Diavolo, perché delusi da Dio, quelli che pregano per far piovere, quelli che pregano per vincere al lotto, quelli che pregano perché non sia Aids,

quelli che si cibano del loro Dio fatto a rondelle, quelli che non pisciano mai controvento, quelli che fanno l’elemosina per guadagnarsi il cielo,

View original post 155 altre parole

ogni religione è, per sua originaria natura un’altra cosa rispetto allo spirito liberale! La religione “lega” prima di “liberare”, di Maurizio Tiriticco in Edscuola Press


Intendo soltanto dire che ogni religione è, per sua originaria natura un’altra cosa rispetto allo spirito liberale! La religione “lega” prima di “liberare”! E quando poi una religione è monoteista, cominciano i guai. Ciascuna sostiene che solo il suo dio è vero!

da

Sorgente: Ormai è guerra… ricordando Valeria « Edscuola Press

I bambini che crescono in famiglie molto religiose tendono a essere meno altruisti di quelli che provengono da famiglie non religiose o atee – da Le Scienze, 5 novembre 2015


I bambini che crescono in famiglie molto religiose tendono a essere meno altruisti di quelli che provengono da famiglie non religiose o atee. E’ il risultato di una ricerca su 1170 bambini di sei paesi che contraddice la diffusa convinzione che la religiosità sia correlata a una maggiore inclinazione verso i comportamenti morali e che i bambini con una robusta formazione religiosa siano più sensibili alle difficoltà altrui

vai all’intero articolo:

Sorgente: Bambini più altruisti nelle famiglie non religiose – Le Scienze

I nostri antenati venivano dalla Siberia, di Giovanni Sabato – l’Espresso 7 maggio 2015


I nostri antenati venivano dalla SiberiaTre ondate migratorie. Tribù venute dall’Africa, dal Medio Oriente. E oggi si scopre anche dall’Eurasia. Il Dna svela chi sono gli antenati degli europei. E chi ne ha creato le lingue

Sorgente: I nostri antenati venivano dalla Siberia – l’Espresso

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I SEMINARI TRANSCULTURALI DELLA FONDAZIONE CECCHINI PACE DI MILANO, 2015


Ciclo di Seminari 2015
IL VALORE AGGIUNTO DELL’APPROCCIO TRANSCULTURALE
ECM psicologi, psicoterapeuti, psichiatri, educatori, infermieri
C.F. assistenti sociali
Ciclo di  seminari con docenti esperti con approcci teorici e metodologici adatti
al sistema sociale del nuovo millennio, in costante cambiamento ed ibridazione.

La reciproca influenza tra l’uomo ed il suo ambiente: i contributi di geografia, psicologia e antropologia
26 settembre, ore 9.30-18, Dino Gavinelli, Eleonora Riva, Luca Ciabarri

Minori stranieri, non accompagnati, richiedenti asilo e nomadi: percorsi identitari e futuri possibili
10 Ottobre, ore 9.30 -18, Nives Martini, Loris Panzeri

Detenuti stranieri e dipendenze: una lettura transculturale
6 Novembre, ore 14-18, Marica Livio,  Eleonora Riva

Identità e società: esperienze dalla Francia e dal Giappone
20 Novembre,  ore 14-18, Daria Rostirolla
21 Novembre ore 9.30-13,
 Makoto Sekimura, ore 14-18, Rossella Menegazzo

Dépliant

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I SEMINARI.

a proposito dei fratelli rom che hanno falciato nove passanti uccidendone una. Cinque giorni per trovarli e appena due per liberarli, di Massimo Gramellini in Diritto romano – La Stampa 5 giugno 2015


Immaginate cosa starà pensando il capo della Mobile di Roma a proposito dei fratelli rom che hanno falciato nove passanti uccidendone una. Cinque giorni per trovarli e appena due per liberarli, ecco cosa starà pensando. Già scarcerato Samuel, il maggiorenne, perché le testimonianze autorevolissime degli altri familiari concordano nell’addossare tutte le responsabilità sul minorenne, destinato a pene più lievi. 

….

tutto l’articolo qui:

Diritto romano – La Stampa.

CORSO DI SPECIALIZZAZIONE IN PSICOLOGIA TRANSCULTURALE, a cura dell’Istituto transculturale per la salute, Fondazione Cecchini Pace, venerdì 19 giugno 2015


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Se il Papa legge solo Repubblica, di Eugenia Roccella, 27 maggio 2015 | l’Occidentale


per il tag “religioni monoteiste”

vai a:

Se il Papa legge solo Repubblica | l’Occidentale.

bambina di 12 anni picchiata da un senegalese perché indossava una collanina con un crocifisso, Terni 16 maggio 2015 – da Libero Quotidiano


Una bambina di 12 anni picchiata da un senegalese perché indossava una collanina con un crocifisso. E’ successo a Terni ieri pomeriggio, quando davanti a una scuola media un coetaneo della ragazzina l’ha picchiata davanti alla madre. La dodicenne ha riportato una contusione toracica guaribile in venti giorni.

da Terni, bambina di 12 anni picchiata da un coetaneo perchè indossava un crocifisso – Italia – Libero Quotidiano.

islamici: la CRISTIANOFOBIA, da Adriano Prosperi, Il martirio silenzioso della cristianità, in La Repubblica 23 marzo 2015


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VITO MANCUSO, Il dolore innocente. L’handicap, la natura e Dio, prefazione di Edoardo Boncinelli, Mondadori , 2002


Giuseppe Laras: “strategia fallimentare” di chi crede di “facilitare una pace culturale e religiosa con l’islam politico” cominciando col “lasciar soli gli ebrei e lo Stato di Israele” e proseguendo lasciando indifesi i cristiani


ROMA, 20 gennaio 2015 – Del viaggio in Asia di papa Francesco resta nella memoria ciò che ha detto sui massacri di Parigi, quando ha mostrato di comprendere la reazione violenta di chi vede insultata e irrisa la propria fede: “Se un amico mi dice una parolaccia contro la mia mamma, gli arriva un pugno! È normale! È normale!”.

Queste sue parole hanno fatto il giro del mondo e sono suonate come musica per tanta parte del mondo musulmano, che solidarizza con l’assassinio degli empi disegnatori di “Charlie Hebdo”.

Nella stessa conferenza stampa, però, Francesco ha detto anche dell’altro: “Sempre, per me, il miglior modo di rispondere è la mitezza. Essere mite, umile come il pane, senza fare aggressione”.

E queste altre sue parole sono suonate come un comandamento per i cristiani in terra musulmana: porgere l’altra guancia, anche quando il nemico non solo li offende e irride, ma li uccide nel nome di Allah.

In un vibrante commento sul “Corriere della Sera” del 13 gennaio, un rabbino italiano dei più stimati, Giuseppe Laras, 79 anni, già amico fraterno del cardinale Carlo Maria Martini, ha messo in guardia dalla “strategia fallimentare” di chi crede di “facilitare una pace culturale e religiosa con l’islam politico” cominciando col “lasciar soli gli ebrei e lo Stato di Israele” e proseguendo lasciando indifesi i cristiani:

“È una strategia fallimentare che i cristiani arabi provarono con il panarabismo e l’antisionismo. Gli esiti sono ben noti. Dopo che quasi tutti i Paesi islamici si sono sbarazzati dei ‘loro’ ebrei, si sono concentrati con violenze e massacri sulle ben nutrite minoranze cristiane. È una storia che si ripropone e che va dal genocidio armeno (un secolo fa) ai cristiani copti di Egitto, ai cristiani etiopi e nigeriani, sino a Mosul. E molti Paesi europei, un’intera classe di intellettuali e molti cristiani di Occidente hanno le mani grondanti del sangue dei cristiani di Oriente, dato che sono stati disposti a sacrificarli sugli altari del pacifismo, dell’opportunità politica, di un malinteso concetto di tolleranza, della cultura benpensante e radical chic, della buona coscienza”.

 

segue qui

Cristiani in terra d’islam. Beati i perseguitati.

Islamisti: #parigisottoattacco su Twitter


vai a:

Tweet per l’hashtag #parigisottoattacco su Twitter.

Fedi e violenza: “se i cristiani uccidessero chi insulta il loro dio, le osterie venete sarebbero un cimitero”


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da INFORMAZIONE LIBERA.

PERICOLI E POTENZIALITA’ NELL’ERA DIGITALE. Risposte concrete e operative a bisogni emergenti, corso Erickson, 6-7 febbraio 2015, a Trento


Corso di Formazione
PERICOLI E POTENZIALITÀ NELL’ERA DIGITALE

PERICOLI E POTENZIALITÀ NELL’ERA DIGITALE
Risposte concrete e operative a bisogni emergenti


Durata e sede del corso

6 – 7 febbraio 2015
Formazione in presenza (Trento, Centro Studi Erickson)


Presentazione

Troppo spesso il tema delle tecnologie della comunicazione viene trattato in modo impreciso; internet non è il male dei nostri tempi, anzi, è forse il mezzo più potente e affascinante che l’umanità abbia mai avuto a disposizione. È fondamentale quindi prendere atto della rivoluzione digitale che stiamo vivendo e che colpisce tutte le generazioni, cercando di favorire quel senso critico che va ben oltre il dare delle regole per l’utilizzo del computer ai propri figli.


Obiettivi

– Fornire una panoramica completa sulle tematiche inerenti l’Era Digitale, da un punto di vista didattico, pedagogico e psicologico.
– Offrire elementi pratici e pragmatici utili alla vita quotidiana di genitori, educatori e insegnanti

Il corso sarà costruito anche sui bisogni concreti dei partecipanti:

  • Prendono in giro mio figlio su WhatsApp, cosa faccio?
  • Nello spogliatoio le mie studentesse si fotografano, come mi comporto?
  • Mi devo rivolgere alle forze dell’ordine se…?
  • Quando internet non è più un gioco ma forse una dipendenza?

Invia ora la tua domanda ai nostri esperti. Scrivici a: formazione@erickson.it


A chi si rivolge

Insegnanti di scuole di ogni ordine e grado, genitori, psicologi, educatori, membri delle forze dell’ordine o di servizi socio-educativi o assistenziali.


Docenti

Mauro Berti (Sovrintendente della Polizia di Stato, Responsabile Ufficio Indagini Pedofilia del Compartimento Polizia Postale e delle Comunicazioni del Trentino – Alto Adige)
Michele Facci (Psicologo, Trento)
Giuseppe Maiolo (Psicologo, psicoterapeuta, Libera Università di Bolzano)

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Iscrizioni
Il costo del corso è di € 185,00 IVA inclusa
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Sulla strada di una società più integrata, di Massimiliano Fanni Canelles | da SocialNews


Storicamente, il rapporto con Rom e Sinti si configura come uno dei più complessi per la nostra società. Differenze di stili di vita, lingua e cultura non hanno facilitato il contatto. Tuttavia, i tempi sono maturi per superare i pregiudizi e costruire insieme una società multiculturale.
Sebbene gravino ancora molti problemi, alcuni dei quali verranno esposti ed approfonditi in questo numero, la questione non può essere ridotta a semplici stereotipie.
Sicuramente la cosiddetta “emergenza” campi e la facile associazione Rom-criminalità rappresentano criticità evidenti. In alcune zone d’Italia, come a Roma, esse hanno portato i cittadini all’esasperazione e le amministrazioni in grave difficoltà.
Ciononostante, è necessario reagire ai problemi in maniera costruttiva affinché sia possibile, attraverso l’informazione, la conoscenza reciproca e le attività quotidiane procedere sulla strada dell’integrazione. Esistono tante occasioni per percorrere insieme questa strada. Prima di tutte, la scuola, luogo di crescita e formazione. Potrebbe davvero riacquistare parte del suo tradizionale ruolo di plasmare le generazioni future. Insegnare ai bambini, una volta in più, che siamo tutti uguali anche se il colore della pelle, la casa in cui abitiamo o la lingua che parliamo con i genitori sembrano portarci gli uni lontani dagli altri sarebbe un importante passo in avanti.
La scuola permette alla diversità di svanire di fronte ad una lezione e nei piccoli giochi e “complotti” tra compagni di banco. Le stesse complicità si possono, poi, portare fuori, a ricreazione o al campetto.

Lo sport rappresenta una seconda occasione di aggregazione

segue qui

Sulla strada di una società più integrata | SocialNews | SocialNews.

Esercizi per una migliore conoscenza dei Rom | a cura di Alessandro Pistecchia Esperto UNAR – Dipartimento per le Pari Opportunità – Presidenza del Consiglio dei Ministri, in SocialNews


Oltre ad un diffuso rigetto verso i gruppi eterodefiniti “zingari”, con una connotazione etimologica ed una rappresentazione generalmente negativa, emerge una tendenza nella quale Rom e Sinti apparterebbero tout court a categorie socialmente svantaggiate (cfr. Eurobarometro 263/2007). Secondo tale visione, una marginalità universale, mitica, ancestrale caratterizza i “popoli delle discariche”(Piasere 2005).
Viceversa, come riportato in vari studi, tendenze etnocentriche caratterizzano le comunità rom, nella convinzione di una superiorità morale dei propri modelli culturali su quelli gagé (i non Rom, Stewart 1997). Alcuni studiosi hanno definito i mondi romanì le culture della resistenza, la reazione allo stile di vita maggioritario.

Per mostrare la complessità di questa relazione ambigua e storicamente complessa, analizziamo i risultati del progetto “Comici Integrati contro il razzismo”, promosso dall’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali (UNAR) nel 2013 presso le scuole di alcune Regioni.

tutto l’articolo qui:

Esercizi per una migliore conoscenza dei Rom | SocialNews | SocialNews.

ROM , il punto di vista di Massimiliano Fedriga Capogruppo Lega Nord alla Camera dei Deputati e segretario regionale della Lega Nord FVG| da SocialNews


Il nostro Paese ospita circa 120-150.000 Rom, metà dei quali – circa 70.000 – in possesso della cittadinanza italiana. Secondo il più recente censimento condotto dal Viminale, essi vivono in 167 accampamenti, 124 dei quali abusivi e appena 43 autorizzati. Il totale europeo ammonta, invece, a 9-10 milioni di persone.
Da questi pochi dati emergono alcuni interessanti spunti di riflessione. Da un lato, è fuori discussione che l’Italia non sia uno dei Paesi maggiormente toccati dalla questione; non si può, però, sottovalutare il fattore abusivismo. A dispetto delle dichiarazioni ufficiali della Commissione Europea e delle leggi regionali che impongono la creazione di spazi adatti a ospitare campi nomadi, non ci troviamo di fronte ad una violazione dell’articolo 21 della Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea. Da parte del nostro Paese non vi è, dunque, alcuna discriminazione nei confronti delle minoranze nomadi, siano esse stanziali o in transito.

Si percepisce la distanza tra il palazzo e la strada nel momento in cui si effettuano sopralluoghi negli insediamenti: personalmente, ne ho condotti cinque nel corso del mio mandato di parlamentare e la realtà nella quale mi sono imbattuto è ben diversa da quella che vuol far credere l’Unione Europea. Il degrado e l’isolamento che caratterizzano l’esistenza dei Rom sul nostro territorio sono figli di una precisa scelta, tutta loro, di rifiutare ogni tipo di integrazione nel tessuto sociale e urbano, con evidenti ricadute sulla salute pubblica e sulla sicurezza. Si tratta di persone che, il più delle volte, non hanno, e nemmeno cercano, un impiego, giovani che non ricevono neppure un’istruzione elementare e donne ridotte in schiavitù da un sistema fortemente patriarcale. Tutt’altro rispetto a ciò che vuole dipingere l’Unione Europea: essa vede la comunità rom discriminata dalla noncuranza o, peggio, dall’intolleranza degli Stati membri.

tutto l’articolo qui

Capovolgere il problema per essere tutti più sicuri | SocialNews | SocialNews.

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