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ENTI NON PROFIT. PRONTUARIO OPERATIVO, VII edizione completamente rivista e aggiornata con i Decreti attuativi della Legge di riforma del terzo Settore • Disciplina civilistica • Profili gestionali • Trattamento fiscale • Registrazioni contabili, di Cinzia De Stefanis e Antonio Quercia, Maggioli editore 2017


ENTI NON PROFIT
€ 60,00 € 51,00
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PRONTUARIO OPERATIVO

VII edizione completamente rivista
e aggiornata con i Decreti attuativi
della Legge di riforma del terzo Settore

• Disciplina civilistica
• Profili gestionali
• Trattamento fiscale
• Registrazioni contabili

Scaricabili on line:
– 165 formule personalizzabili e stampabili
– Modulistica di settore

VII edizione per questo apprezzatissimo Prontuario operativo, completamente rivisto e aggiornato con le novità dei Decreti attuativi della Legge di riforma del Terzo Settore, recentemente emanati:

• Codice del Terzo settore
• Revisione della disciplina in materia di impresa sociale
• Disciplina dell’istituto del cinque per mille
• Istituzione e disciplina del servizio civile universale.

Ricca di schemi ed esempi, l’Opera analizza tutti gli aspetti civilistici e fiscali dei vari enti che fanno parte del Terzo Settore, senza tralasciare quelli concernenti l’attività di controllo contabile e di rendicontazione e fornisce al Professionista efficaci spunti di riflessione che ne facilitano la consultazione: le f.a.q., le avvertenze, il cavillo, le tabelle riassuntive e la casistica.

Con un dettagliato Formulario, scaricabile on line, di 165 atti personalizzabili e stampabili e la principale modulistica di settore, il testo è così articolato:

Indice del libro
Parte I – La riforma del terzo settore e dell’impresa sociale
1 Il codice del terzo settore
1 Principi generale del codice
2 Le novità più importanti del codice del terzo settore
3 Soggetti riconosciuti e non del terzo settore
4 Le attività di interesse generale.
5 Le attività diverse.
6 Destinazione patrimonio e assenza di scopo di lucro
7 Scritture contabili e bilancio
8 Personalità giuridica
2 Le nuove organizzazioni di volontariato
1 Nuove norme per le associazioni di volontariato
2 Definizione di volontario
3 Promozione della cultura del volontariato
4 Centri di servizio di volontariato
3 Le associazioni e le fondazioni del terzo settore
1 La costituzione
2 Acquisto della personalità giuridica
3 Ammissione degli associati
4 L’assemblea
4.1 Competenze inderogabili dell’assemblea
5 Amministrazione e organi di controllo
5.1 Revisione legale dei conti
4 Gli altri enti del terzo settore
1 Le associazioni di promozione sociale
2 Enti filantropici
3 Reti associative
5 Il Registro unico del terzo settore
1 Il Registro unico del terzo settore
2 La fase di scioglimento e cancellazione
3 Funzionamento del Registro
4 Abrogazioni
6 Aspetti fiscali
1 Le novità fiscali
2 Social bonus
3 Imposte di bollo, registro, ipotecarie, catastali e tassa di concessione governativa
4 Rendiconto della raccolta fondi.
5 Attività commerciale e non commerciale.
6 Bilancio e rendiconto
Parte II – Le associazioni riconosciute e non e le diverse tipologie di associazioni
7 Le associazioni
1 Definizione ed elementi costitutivi
2 Le due tipologie di associazioni
3 Fonte giuridica
4 L’artbonus e agevolazioni fiscali
4.1 Cos’è l’artbonus
8 L’associazione riconosciuta
1 Come costituire un’associazione
2 Il contratto d’associazione
2.1 La forma del contratto di associazione
2.2 Il contenuto del contratto di associazione secondo il codice civile
2.3 Il contenuto del contratto secondo il d.lgs. n. 460/1997
3 Gli adempimenti legati alla nascita dell’associazione riconosciuta
3.1 Istituzione dei libri sociali
3.2 Obbligo di bilancio o rendiconto
3.3 Domanda di attribuzione del codice fiscale e di partita iva
3.4 Iscrizione al Repertorio economico amministrativo
3.5 Il riconoscimento giuridico e l’iscrizione nel Registro delle persone giuridiche
3.6 Ufficio registri – Atti privati dell’Agenzia delle entrate
3.7 Invio modello EAS
4 Il riconoscimento giuridico
4.1 Il riconoscimento giuridico alla luce del nuovo regolamento n. 361/2000
4.2 La natura del decreto di riconoscimento
4.3 Condizioni e requisiti per il riconoscimento
4.4 Iter procedurale per il riconoscimento
4.5 Effetti giuridici del riconoscimento
4.6 Iscrizione nel Registro (prefettizio o regionale) delle persone giuridiche
5 L’attività dell’associazione
5.1 La capacità giuridica dell’associazione
6 Gli organi delle associazioni riconosciute
6.1 L’assemblea
6.2 Gli amministratori
6.3 Il potere di rappresentanza
6.4 La responsabilità
6.5 Gli organi eventuali
7 La posizione dell’associato nell’associazione riconosciuta
7.1 Il rapporto associativo
7.2 La posizione dell’associato
7.3 Diritti, poteri e facoltà
7.4 Obblighi
7.5 Condizione per l’ammissione degli associati
7.6 Scioglimento del rapporto associativo
9 Le associazioni non riconosciute
1 Principi generali
2 Differenze fra associazioni riconosciute e non riconosciute
3 Struttura delle associazioni non riconosciute
4 Fonti giuridiche
5 Costituzione dell’associazione non riconosciuta
5.1 Il contenuto e la forma del contratto secondo il codice civile
5.2 Formazione dell’atto costitutivo
5.3 Il contenuto del contratto secondo il codice civile
5.4 Il contenuto del contratto secondo il d.lgs. n. 460/1997
5.5 Gli altri adempimenti legati alla nascita dell’associazione non riconosciuta
6 Il fondo comune
7 La posizione dell’associato
8 Gli organi delle associazioni non riconosciute
9 Scioglimento del rapporto associativo
9.1 Le cause di scioglimento
9.2 L’estinzione e la liquidazione
10 Le regole da seguire nell’ipotesi di fusione per incorporazione di associazione non riconosciuta in associazione riconosciuta
10 Le associazioni musicali
1 Disciplina generale
11 Associazione senza fine di lucro che esercita attività di scuola di ballo o palestra a favore degli associati
1 Disciplina generale
12 Le associazioni religiose
1 Disciplina generale
2 Singole categorie di enti ecclesiastici
3 Riconoscimento della personalità giuridica
4 La modalità del riconoscimento
5 Gli enti ecclesiastici ONLUS
Parte III – Le fondazioni riconosciute e non e le diverse tipologie di fondazioni
13 Le fondazioni
1 Principi generali
1.1 Istituto della fondazione
1.2 Differenze e analogie tra fondazioni e associazioni
2 La costituzione della fondazione per atto tra vivi
2.1 Il contenuto dell’atto costitutivo secondo il codice civile (art. 16)
2.2 La forma del negozio di fondazione
2.3 Disposizione di fondazione per testamento
3 Atto di fondazione
3.1 Disciplina generale
3.2 Invalidità e inefficacia dell’atto di fondazione
3.3 Revoca dell’atto di fondazione
3.4 Modificazioni dell’atto di fondazione
4 Gli adempimenti legati alla nascita della fondazione
4.1 Istituzione dei libri sociali
4.2 Obbligo di bilancio o rendiconto
4.3 Domanda di attribuzione del codice fiscale e di partita iva
4.4 Iscrizione al Repertorio economico amministrativo
4.5 Il riconoscimento giuridico e l’iscrizione nel Registro delle persone giuridiche
4.6 Ufficio registri – Atti privati dell’Agenzia delle entrate
4.7 Invio modello EAS
5 Il riconoscimento giuridico
5.1 Il riconoscimento giuridico alla luce del nuovo regolamento n. 361/2000
5.2 La natura del decreto di riconoscimento
5.3 Condizioni e requisiti per il riconoscimento
5.4 Iter procedurale per il riconoscimento
5.5 Effetti giuridici del riconoscimento
5.6 Iscrizione nel Registro (prefettizio o regionale) delle persone giuridiche
6 Gli amministratori della fondazione
6.1 Disciplina generale
6.2 Nomina nell’atto di fondazione
6.3 Competenze e poteri
6.4 Rappresentanza
6.5 Responsabilità
7 L’attività della fondazione
8 I controlli pubblici
9 Classificazione
10 Estinzione
14 Le fondazioni non riconosciute
1 Legislazione
2 Fondazione in attesa di riconoscimento
3 Fondazione condizionata al riconoscimento
15 Gli altri tipi di fondazione
1 La fondazione di partecipazione
1.1 Aspetti generali
1.2 Costituzione
1.3 Contenuto dell’atto costitutivo e dello statuto
1.4 I soggetti che partecipano alla costituzione della fondazione
1.5 Gli organi della fondazione di partecipazione
2 Le fondazioni di famiglia
2.1 L’ammissibilità delle fondazioni di famiglia nell’ordinamento giuridico vigente
2.2 Linee guida per la predisposizione dell’atto costitutivo e dello statuto di una fondazione di famiglia
2.3 La costituzione della fondazione di famiglia per atto tra vivi
2.4 Disposizione di fondazione per testamento
3 Fondazioni universitarie
3.1 Disciplina generale
3.2 La deduzione delle liberalità alle università dipende dalle finalità perseguite
4 Le fondazioni liriche
4.1 Disciplina generale
4.2 Deposito del bilancio d’esercizio delle fondazioni di diritto privato
che operano nel settore musicale
4.2.1 Adempimenti legati al deposito del bilancio d’esercizio
4.3 Redazione, approvazione e deposito del bilancio secondo le disposizioni degli artt. 2423 e ss. c.c.
Parte III – I comitati, le organizzazioni non governative e le organizzazioni per l’adozione internazionale
16 I comitati
1 Principi generali
2 Natura giuridica del comitato
2.1 Costituzione del comitato
3 L’annuncio dello scopo e le oblazioni
4 Gli organi del comitato
4.1 Disciplina organizzativa
4.2 L’assemblea
4.3 Gli organizzatori
4.4 Il presidente
4.5 Responsabilità dei componenti
5 Estinzione
6 Comitati riconosciuti
17 Attività di cooperazione allo sviluppo
1 Aspetti generali
1.1 Iniziative in ambito multilaterale
1.2 Le organizzazioni non governative
Parte V – ONLUS e impresa sociale
18 La disciplina delle ONLUS
1 Le novità per le ONLUS da la riforma del terzo settore
2 Principi generali
3 Requisiti soggettivi
4 Enti che possono assumere la qualifica di ONLUS
5 Enti che sono considerati automaticamente ONLUS
6 Enti che possono assumere la qualifica di ONLUS limitatamente ad alcune attività
7 Enti che non possono in ogni caso assumere la qualifica di ONLUS
8 I requisiti statutari
8.1 L’area o le aree di attività
8.2 Problemi legati alla mancanza di una definizione precisa relativa alle singole attività
8.3 L’esclusivo perseguimento di finalità di solidarietà sociale
8.4 Le attività connesse
8.5 Il divieto di distribuire gli utili
8.6 Devoluzione del patrimonio a fini di pubblica utilità in caso di scioglimento dell’ente
8.7 Gli altri requisiti statutari delle ONLUS: la trasparenza e la democraticità della struttura
9 Le nuove ONLUS di beneficenza
10 L’Anagrafe delle ONLUS
9.1 Obblighi di comunicazione e rispettivi termini
11 Sanzioni e responsabilità dei rappresentanti legali e degli amministratori
12 Eliminate le agevolazioni per l’acquisto di immobili
19 L’impresa sociale
1 Aspetti generali
2 Le tipologie di impresa sociale
3 La costituzione dell’impresa sociale
4 Le due tipologie di imprese: forme non imprenditoriali e imprenditoriali
5 Scritture contabili e organo di controllo
6 Coinvolgimento dei lavoratori, degli utenti e di altri soggetti
7 Trasformazione, fusione, scissione, cessione d’azienda e devoluzione del patrimonio
8 Lavoro nell’impresa sociale
9 Procedure concorsuali
10 Funzioni di monitoraggio, ricerca e controllo
11 Fondo per la promozione e lo sviluppo delle imprese sociali
Parte VI – Disciplina comune agli enti non profit
20 L’amministratore di sostegno
1 Gli istituti per la protezione degli incapaci
2 Istituzione dell’amministratore di sostegno
2.1 I criteri per la scelta e per la revoca dell’amministratore di sostegno
2.2 Compito dell’amministratore di sostegno
2.3 Applicazione della legge 9 gennaio 2004, n. 6
2.4 Amministratore di sostegno: l’Emilia-Romagna vara l’elenco speciale
21 Il ruolo dell’ente non profit nell’istituto del trust
1 Le caratteristiche del trust
2 L’introduzione del trust in Italia
22 Enti non profit: fondazione responsabile sulla base del d.lgs. n. 231/2001
1 La responsabilità della fondazione sulla base del d.lgs. n. 231/2001
23 Decreto sulla competitività, nuove norme sulla disciplina ereditaria e legge casa
1 La disciplina ereditaria alla luce del decreto sulla competitività
2 Legge casa e cedolare secca per enti non profit
24 Nuova social card
25 Per una rete di enti non profit
1 Aspetti generali
2 I soggetti del contratto in rete
3 La forma del contratto e gli adempimenti pubblicitari
4 Quali sono i contenuti del contratto
5 I contenuti obbligatori
6 I contenuti facoltativi
7 La definizione del programma di rete
8 Come si istituisce il fondo patrimoniale
9 Come si gestisce la rete
10 Il regime delle responsabilità nel contratto di rete
10.1 La responsabilità nei rapporti interni
10.2 La responsabilità verso i terzi
10.3 La responsabilità dell’organo comune
Parte VII – Disciplina contabile e fiscale
26 Disciplina contabile e fiscale degli enti non profit
1 Nozione di ente non commerciale
2 Individuazione dell’oggetto esclusivo o principale dell’attività
3 Reddito complessivo degli enti non commerciali
4 Determinazione dei redditi degli enti non commerciali e contabilità separata
5 Regimi di determinazione del reddito di impresa degli enti non commerciali
5.1 Regime ordinario
5.2 Regime semplificato
5.2.1 Il nuovo regime semplificato introdotto dalla Legge di Bilancio 2017
5.3 Regime forfetario di cui all’art. 145 del d.P.R. n. 917/1986
5.4 Regime forfetario di cui alla l. n. 398/1991
6 Scritture contabili degli enti non commerciali
7 Il regime tributario di favore degli enti di tipo associativo
7.1 Le agevolazioni in materia di imposte dirette
7.2 Disciplina generale degli enti associativi
7.3 Regime agevolativo per particolari tipologie di enti associativi
7.4 Le agevolazioni in materia di imposta sul valore aggiunto
8 La determinazione dell’IRAP
9 Perdita della qualifica di ente non commerciale
10 Il regime tributario delle ONLUS
10.1 Trattamento delle ONLUS in materia di imposte sui redditi
10.2 Agevolazioni fiscali in materia di imposta sul valore aggiunto
10.3 Altre agevolazioni in materia di imposta di bollo e tasse di CC.GG.
10.4 Novità fiscali in materia di ONLUS
10.4.1 Premessa
10.4.2 Organizzazioni di volontariato ONLUS di diritto
10.4.3 Attività di beneficenza svolta da ONLUS
10.4.4 Agevolazione in materia di imposta catastale per le ONLUS
10.5 Il regime forfetario di cui alla l. n. 398/1991
10.5.1 Requisito soggettivo
10.5.2 Requisito oggettivo
10.5.3 L’esercizio dell’opzione e suoi effetti
10.5.4 La determinazione forfetaria del reddito imponibile ai fini IRES
10.5.5 La determinazione dell’IRAP
10.6 Le agevolazioni fiscali e non
10.6.1 Caratteristiche generali del regime IVA forfetario ex l. n. 398/1991 e determinazione forfetaria dell’imposta
10.6.2 Adempimenti contabili e fiscali ai fini IVA
10.6.3 Imposta di registro
10.6.4 Imposta di bollo
10.6.5 Tasse di concessione governativa
10.6.6 Incentivi per l’acquisto di beni mobili strumentali per favorire la distribuzione gratuita di prodotti alimentari e non alimentari a fini di solidarietà sociale e per la limitazione degli sprechi
10.7 Cooperative sociali e di produzione: esenzione totale IRES
10.8 La determinazione della quota del 30% dei lavoratori disabili per le cooperative sociali
10.9 Niente IVA agevolata per l’attività di “informa-giovani/lavoro” svolta da cooperativa sociale
10.10 La deduzione delle liberalità alle università dipende dalle finalità perseguite
10.11 Dal 1° giugno 2010: nuovi modelli INTRA 12 e INTRA 13 per gli enti non profit
10.12 Nuovi adempimenti introdotti dalla Legge di Bilancio 2017
11 Comunicazione dei dati e notizie rilevanti ai fini fiscali (modello EAS)
11.1 Premessa
11.2 Natura ed effetti della comunicazione
11.3 Requisiti qualificanti per fruire dei regimi agevolativi dell’art. 148 del TUIR e dell’art. 4 del d.P.R. n. 633/1972
11.4 Modello EAS
11.4.1 Soggetti tenuti alla presentazione del modello di comunicazione dei dati e delle notizie rilevanti ai fini del controllo fiscale
11.4.2 Soggetti esonerati dalla presentazione del modello di comunicazione dei dati e delle notizie ai fini del controllo fiscale
11.4.3 Soggetti esclusi dalla presentazione del modello per mancanza dei presupposti
11.4.4 ONLUS
11.5 Modalità di trasmissione e contenuti della comunicazione
12 L’attività di controllo degli enti non profit
12.1 Premessa
12.2 Il riscontro analitico-normativo di attività beneficiarie di regimi fiscali agevolativi
12.3 Check list per il riscontro analitico-normativo di attività beneficiarie di regimi agevolativi
12.4 Controllo della reale natura dell’ente, con particolare riguardo alle associazioni sportive dilettantistiche
13 Obblighi di rendicontazione per gli enti non profit
13.1 Obbligatorietà della rendicontazione in base al codice civile e allo statuto
13.2 Obbligatorietà della rendicontazione in base a leggi speciali
13.3 Obbligatorietà della rendicontazione in base alla normativa tributaria
13.4 Obbligatorietà della rendicontazione per gli enti iscritti al registro del 5 per mille
13.4.1 Novità in materia di rendicontazione del 5 per mille introdotte dal d.P.C.M. 7 luglio 2016
13.5 Controllo contabile da parte del professionista
Parte VIII – La riforma del terzo settore: aspetti contabili e fiscali
27 La riforma del terzo settore di cui al d.lgs. 117/2017. Novità in ambito contabile e fiscale
1 Premessa
2 Definizione di ente del terzo settore ed attività di interesse generale
3 Scritture contabili e bilancio
3.1 Bilancio sociale
3.2 Libri sociali obbligatori
4 Regime fiscale degli enti del terzo settore
4.1 Disposizioni in materia di imposte sui redditi
4.2 Regime forfetario degli enti del terzo settore non commerciali
4.3 Social bonus
4.4 Disposizioni in materia di imposte indirette e tributi locali
4.5 Detrazioni e deduzioni per erogazioni liberali
4.6 Disposizioni sulle organizzazioni di volontariato e sulle associazioni di promozione sociale
4.7 Regime fiscale delle organizzazioni di volontariato
4.8 Regime fiscale della associazioni di promozione sociale
4.9 Regime forfetario per le attività commerciali svolte dalla associazioni di promozione sociale e dalle organizzazioni di volontariato
4.10 Tenuta e conservazione delle scritture contabili degli enti del terzo settore
5. Controlli sugli enti del terzo settore
5.1 Controlli e poteri sulle fondazioni del terzo settore
5.2 Sanzioni a carico dei rappresentanti legali e dei componenti degli organi amministrativi
5.3 Controlli
5.4 Controlli fiscali


Cinzia De Stefanis, Giornalista economica, collabora con la testata Italia Oggi ed è autrice di numerose pubblicazioni con le più importanti Case Editrici del settore.
Antonio Quercia, Dottore Commercialista e revisore contabile in Bari. Si occupa, in particolare, di consulenza aziendale e tributaria. Esplica incarichi di consulente tecnico presso il Tribunale di Bari. È autore di testi di diritto tributario e societario.


ENTI NON PROFIT
Prontuario operativo
VII edizione completamente rivista e aggiornata Settembre 2017
Maggioli Editore – f.to 17×24 – pp. 550 – codice 8891622914

CARDANO MARIO, ORTALDA FULVIA, Metodologia della ricerca psicosociale. Metodi quantitativi, qualitativi e misti, Utet, 2016


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La progettazione di interventi psicosociali. Linee guida ed esempi applicativi – Cristiano Inguglia, Carocci Faber


Cosa è un progetto di intervento psicosociale? Quali sono i passi fondamentali che portano alla sua stesura? Che forma può assumere e quali destinatari può raggiungere? Questi sono alcuni degli interrogativi a cui il volume cerca di trovare una risposta. Nato a partire da anni di pratica professionale nel campo della progettazione, il libro si rivolge a psicologi, assistenti sociali, educatori, animatori e si pone l’obiettivo di fornire linee guida, indicazioni operative ed esempi applicativi utili per la stesura di progetti di intervento nel campo delle scienze psicologiche e sociali. Il libro è suddiviso in due parti. Una prima sezione mira ad analizzare, in generale, i concetti e i termini chiave del project management, nello specifico, quelli relativi alla fase di elaborazione e redazione di un’idea progettuale. Una seconda parte è dedicata alla presentazione di esempi applicativi che seguono le linee guida fornite nella prima sezione. In particolare, vengono descritti dieci progetti di intervento che si riferiscono ad azioni di diverso tipo (organizzazione di corsi di formazione e aggiornamento, creazione di strutture e/o servizi, realizzazione di attività educative e ricreative) e sono rivolti sia a varie tipologie di destinatari (bambini, adolescenti, giovani adulti, insegnanti, medici ecc.) sia a contesti differenti (scuole, comunità, quartieri, stadi, aziende, enti di formazione ecc.).

FRANCESCO CARINGELLA, 10 lezioni sulla giustizia per cittadini perplessi, Mondadori, 2017


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ANDREA CIARINI Le politiche sociali nelle regioni italiane. Costanti storiche e trasformazioni recenti, il Mulino 2013


Negli ultimi anni il welfare italiano è stato interessato da un crescente processo di regionalizzazione che ha amplificato le differenze interne non solo in termini di dotazione di servizi ma anche nei modi di concepire e organizzare la governance delle prestazioni sociali territoriali. Per l’Italia l’ambivalenza di questi sviluppi è stata acuita dalla debolezza con cui lo Stato centrale ha accompagnato lo sviluppo del decentramento. Questo volume ripercorre la storia d’Italia per capire se le difficoltà italiane siano frutto di trasformazioni recenti oppure se non siano stati processi storici di più lungo periodo, tradizioni amministrative regionali e persistenze istituzionali precedenti ad aver influito sulla natura dei rapporti centro-periferia all’interno del welfare italiano. Per rispondere a queste domande sono state messe a confronto sette regioni italiane, Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna, Toscana, Lazio, Campania, Puglia, evidenziando le diverse traiettorie storiche e i processi istituzionali che hanno determinato le peculiarità dei sistemi regionali di welfare.

ciarini1216ciarini1217

Andrea Ciarini insegna Sistemi di welfare in Europa alla Sapienza Università di Roma ed è membro del Laboratorio di ricerca «Seminario permanente sulle politiche sociali e l’empowerment del cittadino». I suoi interessi riguardano le politiche sociali e del lavoro e i processi di governance territoriale

Sorgente: il Mulino – Volumi – ANDREA CIARINI,

Primavera Fisogni, Cartoline dall’inferno, Tra le righe Editore, 2017


L’irrompere degli attacchi terroristici dello Stato islamico ha rilanciato, a partire dalla strage di Charlie Hebdo, un’accresciuta domanda di senso sul fenomeno jihadista.

Più di tutto: com’è possibile strumentalizzare Dio a uso e consumo delle pretese di dominio?

L’esame del Califfato porta a considerare il fenomeno Isis nei termini di un’espressione totalitaria che mira a un’espansione universale.

Pur avendo in comune con i regimi totalitari del Novecento – nazismo e stalinismo – il presupposto di un’ideologia propagandata come la verità, da imporre con violenza terroristica, massacri, pulizia etnica, lo Stato Islamico introduce una variabile decisiva. L’Isis piega il soprannaturale a metodo e sostanza delle proprie espressioni, producendo una torsione a 360° del divino nel demoniaco.

Con la pretesa, infondata, di agire per nome e per conto di Dio, il Califfato dà origine al capovolgimento della religione in strumento infernale di odio, conformandosi al profilo dell’antagonista di Dio: Iblīs, il demonio del Corano.

In questo inganno lo Stato Islamico si macchia di quella stessa massima empietà che combatte.

Sorgente: BiBazz | Giovedì 5 ottobre

fisogni-copertina-cartoline-inferno

 Maurizio Tarassi Professione : Assistente Sociale Guida all’esperienza del tirocinio professionale del secondo anno nel corso di laurea in servizio sociale, ILMIOLIBRO, 2017


Professione : Assistente Sociale

Guida all’esperienza del tirocinio professionale del secondo anno nel corso di laurea in servizio sociale

vai a:

Sorgente: ILMIOLIBRO – Professione : Assistente Sociale – Libro di Maurizio Tarassi

Cinzia De Stefanis, Antonio Quercia, ENTI NON PROFIT PRONTUARIO OPERATIVO, VII edizione completamente rivista e aggiornata con i Decreti attuativi della Legge di riforma del terzo Settore • Disciplina civilistica • Profili gestionali • Trattamento fiscale • Registrazioni contabili


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Con un dettagliato Formulario, scaricabile on line, di 147 atti personalizzabili e stampabili e la principale modulistica di settore, il testo è così articolato:

Indice del libro
Parte I – La riforma del terzo settore e dell’impresa sociale
1 Il codice del terzo settore
1 Principi generale del codice
2 Le novità più importanti del codice del terzo settore
3 Soggetti riconosciuti e non del terzo settore
4 Le attività di interesse generale.
5 Le attività diverse.
6 Destinazione patrimonio e assenza di scopo di lucro
7 Scritture contabili e bilancio
8 Personalità giuridica
2 Le nuove organizzazioni di volontariato
1 Nuove norme per le associazioni di volontariato
2 Definizione di volontario
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3 Le associazioni e le fondazioni del terzo settore
1 La costituzione
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6 Bilancio e rendiconto
Parte II – Le associazioni riconosciute e non e le diverse tipologie di associazioni
7 Le associazioni
1 Definizione ed elementi costitutivi
2 Le due tipologie di associazioni
3 Fonte giuridica
4 L’artbonus e agevolazioni fiscali
4.1 Cos’è l’artbonus
8 L’associazione riconosciuta
1 Come costituire un’associazione
2 Il contratto d’associazione
2.1 La forma del contratto di associazione
2.2 Il contenuto del contratto di associazione secondo il codice civile
2.3 Il contenuto del contratto secondo il d.lgs. n. 460/1997
3 Gli adempimenti legati alla nascita dell’associazione riconosciuta
3.1 Istituzione dei libri sociali
3.2 Obbligo di bilancio o rendiconto
3.3 Domanda di attribuzione del codice fiscale e di partita iva
3.4 Iscrizione al Repertorio economico amministrativo
3.5 Il riconoscimento giuridico e l’iscrizione nel Registro delle persone giuridiche
3.6 Ufficio registri – Atti privati dell’Agenzia delle entrate
3.7 Invio modello EAS
4 Il riconoscimento giuridico
4.1 Il riconoscimento giuridico alla luce del nuovo regolamento n. 361/2000
4.2 La natura del decreto di riconoscimento
4.3 Condizioni e requisiti per il riconoscimento
4.4 Iter procedurale per il riconoscimento
4.5 Effetti giuridici del riconoscimento
4.6 Iscrizione nel Registro (prefettizio o regionale) delle persone giuridiche
5 L’attività dell’associazione
5.1 La capacità giuridica dell’associazione
6 Gli organi delle associazioni riconosciute
6.1 L’assemblea
6.2 Gli amministratori
6.3 Il potere di rappresentanza
6.4 La responsabilità
6.5 Gli organi eventuali
7 La posizione dell’associato nell’associazione riconosciuta
7.1 Il rapporto associativo
7.2 La posizione dell’associato
7.3 Diritti, poteri e facoltà
7.4 Obblighi
7.5 Condizione per l’ammissione degli associati
7.6 Scioglimento del rapporto associativo
9 Le associazioni non riconosciute
1 Principi generali
2 Differenze fra associazioni riconosciute e non riconosciute
3 Struttura delle associazioni non riconosciute
4 Fonti giuridiche
5 Costituzione dell’associazione non riconosciuta
5.1 Il contenuto e la forma del contratto secondo il codice civile
5.2 Formazione dell’atto costitutivo
5.3 Il contenuto del contratto secondo il codice civile
5.4 Il contenuto del contratto secondo il d.lgs. n. 460/1997
5.5 Gli altri adempimenti legati alla nascita dell’associazione non riconosciuta
6 Il fondo comune
7 La posizione dell’associato
8 Gli organi delle associazioni non riconosciute
9 Scioglimento del rapporto associativo
9.1 Le cause di scioglimento
9.2 L’estinzione e la liquidazione
10 Le regole da seguire nell’ipotesi di fusione per incorporazione di associazione non riconosciuta in associazione riconosciuta
10 Le associazioni musicali
1 Disciplina generale
11 Associazione senza fine di lucro che esercita attività di scuola di ballo o palestra a favore degli associati
1 Disciplina generale
12 Le associazioni religiose
1 Disciplina generale
2 Singole categorie di enti ecclesiastici
3 Riconoscimento della personalità giuridica
4 La modalità del riconoscimento
5 Gli enti ecclesiastici ONLUS
Parte III – Le fondazioni riconosciute e non e le diverse tipologie di fondazioni
13 Le fondazioni
1 Principi generali
1.1 Istituto della fondazione
1.2 Differenze e analogie tra fondazioni e associazioni
2 La costituzione della fondazione per atto tra vivi
2.1 Il contenuto dell’atto costitutivo secondo il codice civile (art. 16)
2.2 La forma del negozio di fondazione
2.3 Disposizione di fondazione per testamento
3 Atto di fondazione
3.1 Disciplina generale
3.2 Invalidità e inefficacia dell’atto di fondazione
3.3 Revoca dell’atto di fondazione
3.4 Modificazioni dell’atto di fondazione
4 Gli adempimenti legati alla nascita della fondazione
4.1 Istituzione dei libri sociali
4.2 Obbligo di bilancio o rendiconto
4.3 Domanda di attribuzione del codice fiscale e di partita iva
4.4 Iscrizione al Repertorio economico amministrativo
4.5 Il riconoscimento giuridico e l’iscrizione nel Registro delle persone giuridiche
4.6 Ufficio registri – Atti privati dell’Agenzia delle entrate
4.7 Invio modello EAS
5 Il riconoscimento giuridico
5.1 Il riconoscimento giuridico alla luce del nuovo regolamento n. 361/2000
5.2 La natura del decreto di riconoscimento
5.3 Condizioni e requisiti per il riconoscimento
5.4 Iter procedurale per il riconoscimento
5.5 Effetti giuridici del riconoscimento
5.6 Iscrizione nel Registro (prefettizio o regionale) delle persone giuridiche
6 Gli amministratori della fondazione
6.1 Disciplina generale
6.2 Nomina nell’atto di fondazione
6.3 Competenze e poteri
6.4 Rappresentanza
6.5 Responsabilità
7 L’attività della fondazione
8 I controlli pubblici
9 Classificazione
10 Estinzione
14 Le fondazioni non riconosciute
1 Legislazione
2 Fondazione in attesa di riconoscimento
3 Fondazione condizionata al riconoscimento
15 Gli altri tipi di fondazione
1 La fondazione di partecipazione
1.1 Aspetti generali
1.2 Costituzione
1.3 Contenuto dell’atto costitutivo e dello statuto
1.4 I soggetti che partecipano alla costituzione della fondazione
1.5 Gli organi della fondazione di partecipazione
2 Le fondazioni di famiglia
2.1 L’ammissibilità delle fondazioni di famiglia nell’ordinamento giuridico vigente
2.2 Linee guida per la predisposizione dell’atto costitutivo e dello statuto di una fondazione di famiglia
2.3 La costituzione della fondazione di famiglia per atto tra vivi
2.4 Disposizione di fondazione per testamento
3 Fondazioni universitarie
3.1 Disciplina generale
3.2 La deduzione delle liberalità alle università dipende dalle finalità perseguite
4 Le fondazioni liriche
4.1 Disciplina generale
4.2 Deposito del bilancio d’esercizio delle fondazioni di diritto privato
che operano nel settore musicale
4.2.1 Adempimenti legati al deposito del bilancio d’esercizio
4.3 Redazione, approvazione e deposito del bilancio secondo le disposizioni degli artt. 2423 e ss. c.c.
Parte III – I comitati, le organizzazioni non governative e le organizzazioni per l’adozione internazionale
16 I comitati
1 Principi generali
2 Natura giuridica del comitato
2.1 Costituzione del comitato
3 L’annuncio dello scopo e le oblazioni
4 Gli organi del comitato
4.1 Disciplina organizzativa
4.2 L’assemblea
4.3 Gli organizzatori
4.4 Il presidente
4.5 Responsabilità dei componenti
5 Estinzione
6 Comitati riconosciuti
17 Attività di cooperazione allo sviluppo
1 Aspetti generali
1.1 Iniziative in ambito multilaterale
1.2 Le organizzazioni non governative
Parte V – ONLUS e impresa sociale
18 La disciplina delle ONLUS
1 Le novità per le ONLUS da la riforma del terzo settore
2 Principi generali
3 Requisiti soggettivi
4 Enti che possono assumere la qualifica di ONLUS
5 Enti che sono considerati automaticamente ONLUS
6 Enti che possono assumere la qualifica di ONLUS limitatamente ad alcune attività
7 Enti che non possono in ogni caso assumere la qualifica di ONLUS
8 I requisiti statutari
8.1 L’area o le aree di attività
8.2 Problemi legati alla mancanza di una definizione precisa relativa alle singole attività
8.3 L’esclusivo perseguimento di finalità di solidarietà sociale
8.4 Le attività connesse
8.5 Il divieto di distribuire gli utili
8.6 Devoluzione del patrimonio a fini di pubblica utilità in caso di scioglimento dell’ente
8.7 Gli altri requisiti statutari delle ONLUS: la trasparenza e la democraticità della struttura
9 Le nuove ONLUS di beneficenza
10 L’Anagrafe delle ONLUS
9.1 Obblighi di comunicazione e rispettivi termini
11 Sanzioni e responsabilità dei rappresentanti legali e degli amministratori
12 Eliminate le agevolazioni per l’acquisto di immobili
19 L’impresa sociale
1 Aspetti generali
2 Le tipologie di impresa sociale
3 La costituzione dell’impresa sociale
4 Le due tipologie di imprese: forme non imprenditoriali e imprenditoriali
5 Scritture contabili e organo di controllo
6 Coinvolgimento dei lavoratori, degli utenti e di altri soggetti
7 Trasformazione, fusione, scissione, cessione d’azienda e devoluzione del patrimonio
8 Lavoro nell’impresa sociale
9 Procedure concorsuali
10 Funzioni di monitoraggio, ricerca e controllo
11 Fondo per la promozione e lo sviluppo delle imprese sociali
Parte VI – Disciplina comune agli enti non profit
20 L’amministratore di sostegno
1 Gli istituti per la protezione degli incapaci
2 Istituzione dell’amministratore di sostegno
2.1 I criteri per la scelta e per la revoca dell’amministratore di sostegno
2.2 Compito dell’amministratore di sostegno
2.3 Applicazione della legge 9 gennaio 2004, n. 6
2.4 Amministratore di sostegno: l’Emilia-Romagna vara l’elenco speciale
21 Il ruolo dell’ente non profit nell’istituto del trust
1 Le caratteristiche del trust
2 L’introduzione del trust in Italia
22 Enti non profit: fondazione responsabile sulla base del d.lgs. n. 231/2001
1 La responsabilità della fondazione sulla base del d.lgs. n. 231/2001
23 Decreto sulla competitività, nuove norme sulla disciplina ereditaria e legge casa
1 La disciplina ereditaria alla luce del decreto sulla competitività
2 Legge casa e cedolare secca per enti non profit
24 Nuova social card
25 Per una rete di enti non profit
1 Aspetti generali
2 I soggetti del contratto in rete
3 La forma del contratto e gli adempimenti pubblicitari
4 Quali sono i contenuti del contratto
5 I contenuti obbligatori
6 I contenuti facoltativi
7 La definizione del programma di rete
8 Come si istituisce il fondo patrimoniale
9 Come si gestisce la rete
10 Il regime delle responsabilità nel contratto di rete
10.1 La responsabilità nei rapporti interni
10.2 La responsabilità verso i terzi
10.3 La responsabilità dell’organo comune
Parte VII – Disciplina contabile e fiscale
26 Disciplina contabile e fiscale degli enti non profit
1 Nozione di ente non commerciale
2 Individuazione dell’oggetto esclusivo o principale dell’attività
3 Reddito complessivo degli enti non commerciali
4 Determinazione dei redditi degli enti non commerciali e contabilità separata
5 Regimi di determinazione del reddito di impresa degli enti non commerciali
5.1 Regime ordinario
5.2 Regime semplificato
5.2.1 Il nuovo regime semplificato introdotto dalla Legge di Bilancio 2017
5.3 Regime forfetario di cui all’art. 145 del d.P.R. n. 917/1986
5.4 Regime forfetario di cui alla l. n. 398/1991
6 Scritture contabili degli enti non commerciali
7 Il regime tributario di favore degli enti di tipo associativo
7.1 Le agevolazioni in materia di imposte dirette
7.2 Disciplina generale degli enti associativi
7.3 Regime agevolativo per particolari tipologie di enti associativi
7.4 Le agevolazioni in materia di imposta sul valore aggiunto
8 La determinazione dell’IRAP
9 Perdita della qualifica di ente non commerciale
10 Il regime tributario delle ONLUS
10.1 Trattamento delle ONLUS in materia di imposte sui redditi
10.2 Agevolazioni fiscali in materia di imposta sul valore aggiunto
10.3 Altre agevolazioni in materia di imposta di bollo e tasse di CC.GG.
10.4 Novità fiscali in materia di ONLUS
10.4.1 Premessa
10.4.2 Organizzazioni di volontariato ONLUS di diritto
10.4.3 Attività di beneficenza svolta da ONLUS
10.4.4 Agevolazione in materia di imposta catastale per le ONLUS
10.5 Il regime forfetario di cui alla l. n. 398/1991
10.5.1 Requisito soggettivo
10.5.2 Requisito oggettivo
10.5.3 L’esercizio dell’opzione e suoi effetti
10.5.4 La determinazione forfetaria del reddito imponibile ai fini IRES
10.5.5 La determinazione dell’IRAP
10.6 Le agevolazioni fiscali e non
10.6.1 Caratteristiche generali del regime IVA forfetario ex l. n. 398/1991 e determinazione forfetaria dell’imposta
10.6.2 Adempimenti contabili e fiscali ai fini IVA
10.6.3 Imposta di registro
10.6.4 Imposta di bollo
10.6.5 Tasse di concessione governativa
10.6.6 Incentivi per l’acquisto di beni mobili strumentali per favorire la distribuzione gratuita di prodotti alimentari e non alimentari a fini di solidarietà sociale e per la limitazione degli sprechi
10.7 Cooperative sociali e di produzione: esenzione totale IRES
10.8 La determinazione della quota del 30% dei lavoratori disabili per le cooperative sociali
10.9 Niente IVA agevolata per l’attività di “informa-giovani/lavoro” svolta da cooperativa sociale
10.10 La deduzione delle liberalità alle università dipende dalle finalità perseguite
10.11 Dal 1° giugno 2010: nuovi modelli INTRA 12 e INTRA 13 per gli enti non profit
10.12 Nuovi adempimenti introdotti dalla Legge di Bilancio 2017
11 Comunicazione dei dati e notizie rilevanti ai fini fiscali (modello EAS)
11.1 Premessa
11.2 Natura ed effetti della comunicazione
11.3 Requisiti qualificanti per fruire dei regimi agevolativi dell’art. 148 del TUIR e dell’art. 4 del d.P.R. n. 633/1972
11.4 Modello EAS
11.4.1 Soggetti tenuti alla presentazione del modello di comunicazione dei dati e delle notizie rilevanti ai fini del controllo fiscale
11.4.2 Soggetti esonerati dalla presentazione del modello di comunicazione dei dati e delle notizie ai fini del controllo fiscale
11.4.3 Soggetti esclusi dalla presentazione del modello per mancanza dei presupposti
11.4.4 ONLUS
11.5 Modalità di trasmissione e contenuti della comunicazione
12 L’attività di controllo degli enti non profit
12.1 Premessa
12.2 Il riscontro analitico-normativo di attività beneficiarie di regimi fiscali agevolativi
12.3 Check list per il riscontro analitico-normativo di attività beneficiarie di regimi agevolativi
12.4 Controllo della reale natura dell’ente, con particolare riguardo alle associazioni sportive dilettantistiche
13 Obblighi di rendicontazione per gli enti non profit
13.1 Obbligatorietà della rendicontazione in base al codice civile e allo statuto
13.2 Obbligatorietà della rendicontazione in base a leggi speciali
13.3 Obbligatorietà della rendicontazione in base alla normativa tributaria
13.4 Obbligatorietà della rendicontazione per gli enti iscritti al registro del 5 per mille
13.4.1 Novità in materia di rendicontazione del 5 per mille introdotte dal d.P.C.M. 7 luglio 2016
13.5 Controllo contabile da parte del professionista
Parte VIII – La riforma del terzo settore: aspetti contabili e fiscali
27 La riforma del terzo settore di cui al d.lgs. 117/2017. Novità in ambito contabile e fiscale
1 Premessa
2 Definizione di ente del terzo settore ed attività di interesse generale
3 Scritture contabili e bilancio
3.1 Bilancio sociale
3.2 Libri sociali obbligatori
4 Regime fiscale degli enti del terzo settore
4.1 Disposizioni in materia di imposte sui redditi
4.2 Regime forfetario degli enti del terzo settore non commerciali
4.3 Social bonus
4.4 Disposizioni in materia di imposte indirette e tributi locali
4.5 Detrazioni e deduzioni per erogazioni liberali
4.6 Disposizioni sulle organizzazioni di volontariato e sulle associazioni di promozione sociale
4.7 Regime fiscale delle organizzazioni di volontariato
4.8 Regime fiscale della associazioni di promozione sociale
4.9 Regime forfetario per le attività commerciali svolte dalla associazioni di promozione sociale e dalle organizzazioni di volontariato
4.10 Tenuta e conservazione delle scritture contabili degli enti del terzo settore
5. Controlli sugli enti del terzo settore
5.1 Controlli e poteri sulle fondazioni del terzo settore
5.2 Sanzioni a carico dei rappresentanti legali e dei componenti degli organi amministrativi
5.3 Controlli
5.4 Controlli fiscali


Cinzia De Stefanis, Giornalista economica, collabora con la testata Italia Oggi ed è autrice di numerose pubblicazioni con le più importanti Case Editrici del settore.
Antonio Quercia, Dottore Commercialista e revisore contabile in Bari. Si occupa, in particolare, di consulenza aziendale e tributaria. Esplica incarichi di consulente tecnico presso il Tribunale di Bari. È autore di testi di diritto tributario e societario.


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Il Decreto Correttivo al Codice dei contratti pubblici: Cosa cambia con le novità introdotte dal D.Lgs. 19 aprile 2017, n. 56 • Commento alle oltre 300 modifiche introdotte dal D.Lgs. 56/2017 • Tabelle di sintesi delle novità per ogni istituto ➤ Con il Testo del D.Lgs. 50/2016 aggiornato al D.Lgs. 56/2017 e alla L. 96/2017, Maggili editore, 2017, di Alessandro Massari, Maggioli editore, 2017


IL DECRETO CORRETTIVO AL CODICE DEI CONTRATTI PUBBLICI
Cosa cambia con
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300 modifiche introdotte
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Il D.Lgs. 19 aprile 2017, n. 56, recante “Disposizioni integrative e correttive al decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50”, introduce oltre 300 modifiche al Codice dei contratti pubblici: minori vincoli ed oneri per gli operatori economici nelle strategie di aggregazione (RTI, consorzi) e misure pro MPMI; semplificazione delle procedure (infra 40.000 euro, ampliamento criterio del prezzo più basso per i lavori, alleggerimento del regime per i servizi dell’allegato IX, ecc.); valorizzazione degli appalti sostenibili (obbligatorietà dei criteri ambientali per qualunque importo e delle clausole sociali per le procedure sopra soglia, tutela rafforzata del costo del personale); innalzamento misure di trasparenza e prevenzione (inasprimento requisiti generali, commissione giudicatrice solo parzialmente interna anche sotto soglia, limiti subappalto, ecc.); favor per i professionisti dei servizi tecnici(vincolatività tariffe per base di gara, conferma dei limiti all’appalto integrato, compenso svincolato dal finanziamento dell’opera, divieto di ricorrere alla sponsorizzazione, ecc.).

Il volume, di taglio schematico e operativo, rappresenta un primo strumento di analisi delle numerose innovazioni e questioni introdotte dal D.Lgs. 56/2017 e riporta utili tabelle di sintesi per ciascun istituto, una tabella finale riepilogativa oltre al testo coordinato del Codice dei contratti pubblici aggiornato con tutte le modifiche ad oggi intervenute.

Capitolo I – Profili introduttivi: dal nuovo codice al decreto correttivo
1. Introduzione al decreto correttivo: l’analisi della commissione speciale del Consiglio di Stato
2. Le ultime novità successive al decreto correttivo
Capitolo II – Le novità del decreto correttivo
1. Le nuove norme definitorie
2. L’estensione dei principi generali ai contratti attivi
3. In house providing
4. L’acquisto di prodotti agricoli e alimentari di valore non superiore a 10.000 euro annui nell’ambito dei contratti esclusi
5. Programmazione degli acquisti e programmazione dei lavori
6. Trasparenza nella partecipazione di portatori di interessi e dibattito pubblico
7. Livelli della progettazione per gli appalti, per le concessioni di lavori nonché per i servizi
7.1. Le novità nella progettazione dei lavori
7.2. Il costo del lavoro e lo scorporo dei soli costi della sicurezza a base d’asta
8. Progettazione interna e esterna alle amministrazioni aggiudicatrici in materia di lavori pubblici
8.1. La vincolatività delle tariffe per determinare la base di gara e le tutele per i professionisti
8.2. Le procedure per l’affidamento dei servizi tecnici
8.3. Concorsi di progettazione e concorsi di idee
9. Verifica preventiva dell’interesse archeologico
10. Verifica preventiva della progettazione
11. Procedure di approvazione dei progetti relativi ai lavori
12. Trasparenza
13. Principi per l’aggiudicazione e l’esecuzione di appalti e concessioni
14. Il responsabile del procedimento
14.1. Le modifiche introdotte all’art. 31 del Codice
14.2. Le altre disposizioni novellate che riguardano il RUP
15. Fasi della procedura di affidamento
16. Criteri di sostenibilità energetica e ambientale
17. L’anticipazione del prezzo negli appalti di lavori
18. Le procedure per i contratti sotto soglia
18.1. I principi e le norme applicabili alle procedure sotto soglia
18.1.1. Il richiamo degli artt. 34 (“Criteri di sostenibilità energetica e ambientale”) e 42 (“Conflitto di interesse”). Le altre disposizioni applicabili
18.1.2. Il principio di rotazione degli inviti e degli affidamenti
18.1.3. L’applicazione facoltativa della clausola sociale
18.2. L’affidamento diretto per contratti di importo inferiore a 40.000 euro
18.2.1. La soppressione (apparente) dell’obbligo di motivazione e dell’acquisizione di almeno due preventivi
18.3. Le altre semplificazioni previste per gli affidamenti di importo inferiore a 40.000 euro
18.4. Le procedure negoziate di cui all’art. 36, lett. b) e c)
18.5. La verifica dei requisiti
18.6. Le opere di urbanizzazione a scomputo
19. Qualificazione delle stazioni appaltanti e centrali di committenza
20. Le novità sui requisiti per la partecipazione alle gare, RTI e consorzi
20.1. Requisiti generali e le modifiche all’art. 80 del codice
20.2. La verifica dei requisiti generali in fase di esecuzione
20.3. Il Documento di gara unico europeo e la verifica dei requisiti
20.4. I requisiti speciali e i mezzi di prova
20.5. Il rating di impresa
20.6. Le novità in materia di consorzi e RTI
20.7. L’avvalimento dei requisiti
21. Soccorso istruttorio
22. L’obbligo di inserimento delle clausole sociali
23. Le novità sulle procedure di scelta del contraente e l’oggetto del contratto
23.1. L’appalto integrato
23.2. Le modifiche alla procedura competitiva con negoziazione e al dialogo competitivo
23.3. Novità sulla disciplina dei termini per la presentazione delle candidature e delle offerte
23.4. Comunicazioni obbligatorie nelle procedure di aggiudicazione
24. Criteri di aggiudicazione
24.1. L’estensione della possibilità di ricorrere al criterio del prezzo più basso
24.2. Il riparto dei pesi ponderali tra elementi qualitativi ed economici
24.3. Criteri premiali nell’offerta economicamente più vantaggiosa
24.4. Le varianti all’offerta
25. Commissioni giudicatrici e albo dei commissari
25.1. La commissione giudicatrice nelle procedure sotto soglia
25.2. La possibilità di nominare il RUP componente della commissione giudicatrice
25.3. L’accertamento dei requisiti dei commissari prima del conferimento dell’incarico
25.4. L’Albo dei commissari e Linee guida ANAC
26. La disciplina delle offerte anomale dopo il decreto correttivo
26.1. I criteri di calcolo della soglia di anomalia
26.2. La verifica in contraddittorio delle offerte anomale
26.3. L’esclusione automatica delle offerte anomale
27. Le novità in materia di garanzie provvisoria e definitiva
27.1. La garanzia provvisoria
27.2. La garanzia definitiva
27.3. La garanzia per l’esecuzione di lavori di particolare valore
28. Le novità in materia di subappalto
28.1. La nozione di subappalto
28.2. Il limite invariato del 30% e le contestazioni della UE
28.3. Le forniture o servizi, per le loro specificità, non si configurano come attività affidate in subappalto
28.4. Le condizioni per l’affidamento in subappalto
28.5. La terna dei subappaltatori
29. Le novità in fase di esecuzione dei contratti
29.1. Le novità alle modifiche dei contratti in corso di esecuzione
29.2. La risoluzione del contratto
29.3. Controllo tecnico, contabile e amministrativo
29.4. Collaudo e verifica di conformità
29.5. Termini per l’emissione dei certificati di pagamento relativi agli acconti
29.6. La disciplina delle penali per il ritardo
29.7. La disciplina transitoria per gli appalti di lavori a prezzo chiuso
30. Incentivi per funzioni tecniche
31. Le novità per gli appalti di servizi dell’allegato IX al codice (servizi sociali e specifici)
32. Le novità per gli appalti nei c.d. “settori speciali”
33. La procedura in caso di somma urgenza e di protezione civile
34. Le novità per le concessioni e i PPP
34.1. Le concessioni
35. Rimedi alternativi alla tutela giurisdizionale
36. Funzioni e poteri dell’ANAC
37. Le nuove norme transitorie introdotte dal correttivo
Tabella riassuntiva – Le principali innovazioni del correttivo
Appendice normativa – Codice dei contratti pubblici
Allegati

Alessandro Massari Avvocato specializzato in contrattualistica pubblica, direttore del mensile Appalti&Contratti e della rivista internet appaltiecontratti.it.

Luglio 2017, Pagine 650, Formato 15×21
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Sorgente: Il Decreto Correttivo al Codice dei contratti pubblici: Cosa cambia?

Elena Sodano, Il corpo nella demenza: terapia espressiva corporea integrata nell’Alzheimer e in altre demenze – Maggioli editore 2017


IL CORPO
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1. Il Corpo nelle demenze
1.1. Impossibile non comunicare
1.2. Il linguaggio del silenzio
1.3. Le parole curano
1.4. Quando il corpo da veicolo diventa ostacolo
1.5. Vedere con la mente
1.5.1. Esperienza: le immagini mentali
1.6. Corpi lenti, corpi persi, corpi vuoti, corpi silenziosi
1.7. Il luogo della cura come sintonizzazione emozionale
1.8. Da corpo frammentato a corpo ri-sconosciuto
1.9. La sorgente della Memoria Corporea
1.9.1. Esperienza: un amore materno custodito nella schiena
2. Costruire ponti di comprensione possibili
2.1. Una premessa necessaria
2.2. Insieme senza limiti e senza tempo
2.3. Costruire ponti di comprensione e comunicazione possibili
3. I pilastri concettuali di Teci
3.1. La consapevolezza mentale del corpo
3.2. La natura incarnata della mente
3.3. La Embodied Cognition e la simulazione linguistica
3.4. L’attivazione del sistema specchio
3.5. Le Demenze tra l’apollineo e il dionisiaco
3.6. I simboli come portatori di contenuti inespressi: la psicologia del profondo
3.7. Un Alzheimer senza maschera
3.8. Esperienza: Elena e la sua Africa
3.9. Giochi: la simbologia del gesto
3.9.1. La raccolta
3.9.2. Simboliche concatenate
3.9.3. Scrivi e dipingiamo un cielo
4. La coscienza mentale del corpo
4.1. E la chiamo danza
4.2. Tra cura sciamanica e danzaterapia
4.3. Marian Chace
4.4. Giochi sul rispecchiamento
4.4.1. Lo specchio imitativo
4.4.2. Lo specchio semplice
4.4.3. La girandola dei gesti
4.4.4. Giochi ritmico-cognitivi
4.4.5. Le vocali in ritmo
4.4.6. Il ritmo del corpo
4.4.7. Io sono, tu sei, egli è
4.5. Rudolf Van Laban e la Laban Moviment Analysis: quando il pensiero da parola diventa movimento
4.6. Il tempo, lo spazio, il peso, il flusso
4.6.1. Osservazione degli Effort su una paziente con Alzheimer
4.6.2. L’Effort di flusso in una demenza fronto-temporale
4.7. L’applicazione corporea di alcuni Effort: il peso
4.7.1. Sentiamo il nostro peso
4.7.2. Forza e leggerezza
4.7.3. Lo spazio
4.7.4. Muoversi in una bolla
4.7.5. La danza degli occhi
4.8. Bonnie Bainbridge Cohen e il Body-Mind Centering (Bmc)
4.8.1. Gli schemi di movimento
4.8.2. Esperienze sugli schemi di movimento
4.8.3. I sistemi corporei
4.8.4. Il sistema scheletrico: Io sono forte
4.8.5. Il sistema muscolare: Io sono tonico
4.8.6. Il sistema pelle: Io sono percettibile
4.9. Il sistema degli organi
5. La Terapia Espressiva Corporea Integrata
5.1. Perché Teci
5.2. Una multimodalità di interventi
5.3. Lo Spazio della Cura: la capanna del Curandero
5.4. La struttura organizzativa del setting terapeutico
5.5. I giochi di riscaldamento corporeo
5.6. Riscaldiamo le mani e la voce
5.7. Riscaldamento con la testa
5.8. Riscaldamento corporeo globale
5.9. Stimolazione oro-facciale
5.10. La conduzione
5.11. I giochi terapeutici in Teci
5.12. Il corredo protesico e il valore delle “cose”
5.13. La relazione tra materiali e catene muscolari
5.14. I requisiti essenziali del Teci terapeuta
5.15. Sulla via del con-tatto e dell’incontro
6. La Teci integrata
6.1. Piccole conquiste, grandi risultati
6.2. La Funzione Attentiva
6.3. Osservazione e memorizzazione
6.4. Funzione memoria semantica
6.5. Funzione Linguaggio
6.6. Funzione Ragionamento
6.7. Funzione Orientamento
6.8. La funzione del Calcolo
7. La Teci nelle altre demenze
7.1. Accogliere e comprendere, accettare e ripartire
7.1.2. Quei gesti invocativi
7.1.3. Il corpo mandala
7.2. Mister Parkinson
7.2.1. I giochi terapeutici per mister Parkinson
7.3. Il corpo protesi del Teci terapeuta
7.4. L’ultimo setting
8. La musica come contenimento naturale
8.1. La musica incarnata nelle fasi della malattia
8.2. L’esperienza di un laboratorio musicale
8.3. Il Fonosimbolismo corporeo
8.4. Il progetto “Alzh 432Hz”
8.5. Le musiche di Alzh 432Hz
9. Conclusioni e implicazioni future

Elena Sodano Laureata in Psicologia, Lettere e Filosofia indirizzo Dams e Scienza e tecnica della comunicazione (corso triennale). Giornalista professionista e danzaterapeuta Apid. Presidente dell’Associazione Ra.Gi. Onlus, dirige a Catanzaro il Centro diurno Spazio Al.Pa.De. (Alzheimer Parkinson e Demenze). Con il metodo Teci da lei creato, si occupa di formazione dei team socio-sanitari ed educativi nelle Rsa, Case protette, Centri diurni, Hospice, residenze psichiatriche e cliniche per malattie neuromuscolari.

La riforma del Terzo Settore , eBook di di Chiara De Stefanis, 2017


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Indice Completo

Premessa.
PARTE PRIMA. Codice del Terzo settore
1. Codice del Terzo settore.
1.1 Aspetti generali
1.2 Attività di interesse generale.
1.2.1 Attività diverse e raccolte fondi
1.3 Destinazione del patrimonio ed assenza di scopo di lucro.
1.4 Le scritture contabili e bilancio.
1.4.1 Tenuta e conservazione delle scritture contabili degli Enti del terzo settore.
1.4.2 Bilancio sociale.
1.4.3 Libri sociali obbligatori
1.5 Volontario e attività di volontariato.
1.5.1 Assicurazione obbligatoria.
1.5.2 Promozione della cultura del volontariato.
1.5.3 Accreditamento dei Centri di servizio per il volontariato.
1.5.4 Finanziamento dei Centri di servizio per il volontariato.
1.5.5. Funzioni e compiti dei Centri di servizio per il volontariato.
2. Le associazioni e le fondazioni del terzo settore.
2.1 Atto costitutivo e statuto.
2.1.1 Acquisto della personalità giuridica.
2.1.2 Procedura di ammissione e carattere aperto delle associazioni
2.1.3 Assemblea.
2.1.4 Organo di amministrazione.
2.1.5 Denunzia al tribunale e ai componenti dell’organo di controllo.
2.1.6 Organo di controllo.
2.1.7 Organizzazioni di volontariato.
2.7.1 Risorse.
2.7.2 Ordinamento ed amministrazione.
2.8 Associazioni di promozione sociale.
2.9 Enti filantropici
2.10 Reti associative.
2.11 Registro unico nazionale del Terzo settore.
2.11.1 Iscrizione.
2.11.2 Estinzione o scioglimento dell’ente o cancellazione e migrazione in altra sezione.
2.11.3 Funzionamento del Registro.
2.12 Disposizioni in materia di imposte sui redditi
2.12.1 Regime forfetario degli enti del Terzo settore non commerciali
2.12.2 Social Bonus.
2.12.3 Imposte di bollo, di registro, ipotecarie e catastali e tasse sulle concessioni governative.

PARTE SECONDA. L’impresa sociale e riforma del cinque per mille dell’IRPEF.
3. La nuova impresa sociale.
3.1 Aspetti generali
3.2 Definizione dell’attività d’impresa sociale.
3.3 Assenza di scopo di lucro.
3.4. La costituzione dell’impresa sociale.
3.4.1 La denominazione sociale.
3.4.2 Cariche sociali
3.4.3 Ammissione ed esclusione di soci o associati di impresa sociale.
3.4.4 Scritture contabili
3.4.5 Organi di controllo interno.
3.4.6 Coinvolgimento dei lavoratori, degli utenti e di altri soggetti interessati alle attività.
3.5 Trasformazione, fusione, scissione, cessione d’azienda e devoluzione del patrimonio.
3.6 Lavoro nell’impresa sociale.
3.7 Procedure concorsuali
3.8 Fondo per la promozione e lo sviluppo delle imprese sociali
3.9 Misure fiscali e di sostegno economico.
4. Disciplina dell’istituto del cinque per mille dell’imposta sul reddito delle persone fisiche.
4.1 Le novità in materia dell’istituto del cinque per mille.
4.2 I soggetti beneficiari

Appendice

Il nuovo Testo Unico del Pubblico Impiego: Edizione Tascabile – Il D.Lgs.165/2001 dopo il D.Lgs. 25 maggio 2017, n. 75, Maggili editore, 2017


Edizione Tascabile
IL NUOVO TESTO UNICO
DEL PUBBLICO IMPIEGO

› Il D.Lgs.165/2001
dopo il D.Lgs. 25 maggio 2017, n. 75
› Il D.Lgs. 150/2009
dopo il D.Lgs. 25 maggio 2017, n. 74
› Le norme complementari
Acquista on line

In attuazione della Legge Delega “Madia” sono stati emanati il nuovo Testo Unico del Pubblico Impiego (D.Lgs. 75/2017, recante modifiche e integrazioni al T.U. del pubblico impiego di cui al D.Lgs. 30 marzo 2001, n. 165) e le nuove norme sul sistema di valutazione dei dipendenti pubblici (D.Lgs. 74/2017, recante modifiche al D.Lgs. 27 ottobre 2009, n. 150).

Il Codice è stato elaborato con il supporto di tre esperti in materia di lavoro pubblico, i quali hanno selezionato, suddividendole per argomenti, le norme vigenti su pubblico impiego, valutazione e responsabilità disciplinari, prevedendone l’utilizzo in attività scientifica e di studio, ma anche nella concreta attività quotidiana degli uffici di gestione del personale a livello centrale e locale.

Pasquale Monea Segretario Generale Città di Portici, già Dirigente Generale della Regione Calabria e Dirigente Settore Personale ed Organizzazione della Regione Basilicata. Esperto ed autore di varie pubblicazioni sul lavoro pubblico. Componente di OIV Nazionali e Locali. Formatore.
Sylvia Kranz Dirigente Ufficio Associato Interprovinciale per la prevenzione e la risoluzione delle patologie del rapporto di lavoro, di 126 Comuni e altre PA locali – Sede capofila Unione Comuni Bassa Romagna. Esperto ed autore di varie pubblicazioni sul contenzioso del lavoro pubblico e trattamento giuridico del personale di EE.LL., membro Nucleo di Valutazione Comune di Matera. Formatore.
Domenico Gaglioti Dirigente della Giunta Regionale della Calabria, componente dell’OIV della Regione Calabria, già vice Segretario del Comune di Scilla. Dottore di ricerca in diritto amministrativo e specialista in Diritto dell’economia, autore di pubblicazioni anche in materia di pubblico impiego e valutazione.

Luglio 2017 – Pagine 406 – F.to cm 10,5×14,5
88-916-2399-7 – Euro 19,00

Gratta e perdi, anziani, fragilità e gioco d’azzardo, di Mauro Croce e Fabrizio Arrigoni, Maggioli editore, 2017


Anziani, fragilità e gioco d’azzardo  Con contributi di Maurizio Avanzi, Marina D’Agati, Marco FumagalliPrefazione di Leopoldo Grosso

Sorgente: Gratta e perdi

Jean E. Newmann, Apprendere per cambiare, Maggioli editore, 2017


La ricerca azione per il cambiamento e la consulenza organizzativa

Traduzione e cura di Francesca Falcone e Antonio Samà

Sorgente: Apprendere per cambiare

La cooperazione sociale oltre la crisi. Legacoop Emilia Romagna dal 2008 al 2016, Maggioli editore, 2017


La cooperazione sociale Legacoop Emilia Romagna dal 2008 al 2016

Sorgente: Cooperazione sociale. oltre la crisi

ANTONIO BELLICOSO, L’assistente sociale online: Il modello S.O.S,  prefazione di Paolo Ferrario, Passerino editore (eBook Amazon.it/ Kindle Store), 2017


“L’assistente sociale online” racconta la straordinaria esperienza del sito S.O.S. Servizi (http://www.servizisocialionline.it/), il primo forum di supporto, sostegno e orientamento di servizio sociale professionale.

Il progetto S.O.S. Servizi Sociali On Line, nato il 14 dicembre 2009, è l’espressione di un modello di servizio sociale professionale che fa della sinergia di squadra il motore dell’attività. Le attività principali che si sviluppano al suo interno sono variegate: dalla consulenza gratuita su temi e argomenti di servizio sociale rivolta sia ai cittadini che agli addetti ai lavori, alla raccolta di letteratura, articoli, documenti di servizio sociale di utilità; dall’offerta di vetrine di servizi e rubriche di interesse della comunità professionale degli assistenti sociali e non solo, alla diffusione via web della prima web radio di servizio sociale in Italia. Il testo vuole essere un sunto descrittivo del progetto S.O.S. per diffonderne il modello.

Prefazione di Paolo Ferrario.
Lo Staff di S.O.S.

Antonio Bellicoso, Paolo Ferrario, Lucio Barone, Anna Grande, Luigi Colombini, Giorgio Merlo, Sabrina Caputo, Arianna Catto, Silvia Clementi, Roberto Stellari, Annarita Manocchio, Desirèe Longo, Giacomo Sansica, Loredana Cinzia Porcelli, Valentina Zullo, Cristina Bianco, Giulia Albano, Natascia Moschetta, Cristina Riggio, Annick Donelli, Marta Biacchi, Valentina D’Alò, Furio Panizzi, Erico Capo, Gennaro Del Prete, Monya Bardi e Ivana Stella.

Antonio Bellicoso
assistente sociale specialista, direttore del portale S.O.S. Servizi Sociali On Line, formatore accreditato CNOAS e autorizzato Ministero della Giustizia, già Consigliere del CROAS Lombardia ed esperto di web communication e servizio sociale.

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Cascone Ciro, Ardesi Simona, Gioncada Massimiliano, DIRITTO DI FAMIGLIA PER OPERATORI SOCIALI E SANITARI, Cedam editore, 2017. Seconda edizione


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Gli autori principali sono:

Ciro Cascone, Procuratore della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni di Milano, docente a contratto di diritto di famiglia e minorile presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano.

Simona Ardesi, avvocato, docente a contratto di diritto privato e della famiglia presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Brescia, consulente e formatore per servizi sociali e sanitari.

Massimiliano Gioncada, avvocato, consulente legale degli Ordini degli assistenti sociali della Lombardia, Trentino-Alto Adige e Liguria, cultore della materia presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, consulente e formatore per servizi sociali e sanitari.

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Tiffany Watt Smith (traduzione di Violetta Bellocchio), ATLANTE DELLE EMOZIONI UMANE. 156 emozioni che hai provato, che non sai di aver provato, che non proverai mai | Utet, 2017


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Sorgente: Atlante delle emozioni umane | Libri | Utet Libri

DE MASI Domenico (con i contributi di: Leonardo Becchetti; Federico Butera; Nicola Cacace; Tiziana Ciprini; Claudio Cominardi; Luca De Biase; Donata Francescato; Diego Fusaro; Fabiano Longoni; Walter Passerini; Umberto Romagnoli; Riccardo Staglianò, Michele Tiraboschi), LAVORO 2015. Il futuro dell’occupazione (e della disoccupazione), Marsilio, 2017, p. 410


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Romolo Giovanni Capuano, La costruzione sociale della tossicomania – Aracne editrice, 2017


SINTESI


Il tema della droga è stato affrontato tradizionalmente in un’ottica medica, moralistica o psicologica. Ancora non sufficienti sono le interpretazioni orientate a vedere la droga come un oggetto sociale “costruito” dagli stessi attori sociali. Con l’intento di rimediare a questa lacuna, il volume propone un approccio sociologico alla questione droga e alla tossicodipendenza, sia ricostruendo le tappe principali dei cambiamenti che in tal senso hanno riguardato la droga dalla seconda metà del XIX agli anni Sessanta del XX secolo, sia offrendo per la prima volta al lettore italiano la traduzione di alcuni testi inediti che hanno segnato la discussione sociologica sull’argomento

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Sorgente: La costruzione sociale della tossicomania – Aracne editrice – 9788825502909

9788825502909

Alessandro Sicora, Andrea Pignatti, Progettare sociale: progettazione e finanziamenti europei per i servizi sociali e educativi, Maggioli, 2015


Alessandro Sicora Assistente sociale, ricercatore in Sociologia generale, insegna Servizio sociale nei corsi di laurea e laurea magistrale dell’Università della Calabria. Ha pubblicato L’assistente sociale riflessivo (Lecce, 2005) ed Errore e apprendimento nelle professioni di aiuto (per questo stesso editore, 2010).

Andrea Pignatti Presidente di InEuropa srl (società di servizi sui finanziamenti comunitari), svolge attività di informazione specializzata (collabora nello sviluppo del sito Europafacile.net, portale della Regione Emilia-Romagna relativo ai programmi e politiche Ue), formazione e assistenza tecnica sui progetti europei sia a livello progettuale che gestionale. Ha al suo attivo numerose pubblicazioni sul tema.

L’Unione europea attua politiche e programmi di sostegno allo sviluppo e all’integrazione economica, sociale e culturale dei Paesi membri, erogando finanziamenti a progetti nel campo delle politiche e dei servizi sociali.
Qui si forniscono gli strumenti per promuovere la conoscenza di tali opportunità nel settore delle politiche sociali e per migliorare le competenze professionali di progettazione e gestione dei contributi europei, attivati nell’attuale programmazione comunitaria 2014-2020, da parte degli operatori del settore.
Il volume è rivolto a professionisti inseriti in enti pubblici, privati e del terzo settore con funzioni operative, di coordinamento e decisionali e a tutti coloro che sono interessati a conoscere e cogliere le opportunità finanziarie dell’UE.
Il volume può inoltre fungere da sussidio didattico per i corsi di progettazione attivati nell’ambito di percorsi formativi inseriti nel piano di studi delle lauree magistrali di servizio sociale e politiche sociali o di altro genere affine.

Sorgente: Progettare sociale

GIUSEPPE SCIORTINO Rebus immigrazione, il Mulino 2017


Introduzione
1. I dignitari di Augusta e noi
2. La sostanziale immobilità del mondo contemporaneo
3. Stati liberali, stati autoritari
4. Il sistema dei controlli
5. Quando immigrare non era un problema
6. La prima crisi dell’asilo
7. L’Europa in movimento
8. Lo straniero come estraneo
9. Quando il problema sembrava risolto
10. Le tante vite di Antonio Galotti
11. «The Times, They Are a-Changin’»
12. La fine del libero movimento
13. I rifugiati russi e i dilemmi della protezione
14. Perché esiste una convenzione di Ginevra e non esiste una convenzione di Napoli
15. La nascita del regime internazionale dell’asilo
16. Le buone cose non durano
17. Tamil a Berlino
18. La nascita di un mostro gentile
19. La lunga gestazione di una crisi improvvisa
20. E allora? Che fare?
Nota
Riferimenti bibliografici

Sorgente: il Mulino – Volumi – GIUSEPPE SCIORTINO,

MASSIMO CAVINO, LUCILLA CONTE, LUCA IMARISIO, STEFANO SICARDI, GIORGIO SOBRINO, CHIARA TRIPODINA, La riforma respinta (2014-2016). Riflessioni sul d.d.l. costituzionale Renzi-Boschi, Il Mulino, 2017


Presentazione
PARTE PRIMA: LA LUNGA TRANSIZIONE COSTITUZIONALE
I. Il percorso delle riforme costituzionali, di Giorgio Sobrino
1. Il d.d.l. costituzionale Renzi-Boschi: un progetto di riforma dai numerosi (e dibattuti) «precedenti»
2. I singoli «precedenti» del progetto di riforma. La relazione finale della Commissione Bozzi
3. Il progetto della Commissione De Mita-Iotti
4. Il testo del Comitato Speroni
5. Il progetto della Bicamerale D’Alema
6. Il d.d.l. costituzionale del Governo Berlusconi II
7. La «Bozza Violante»
8. La relazione finale del Gruppo di lavoro sulle riforme istituzionali nominato dal Presidente Napolitano
9. La relazione finale della Commissione dei «35 saggi» nominati dal Governo Letta
10. Un quadro di sintesi e di comparazione tra il d.d.l. costituzionale Renzi-Boschi e i progetti che lo hanno preceduto
11. Spunti per una prima valutazione (in chiave diacronica) del progetto di riforma costituzionale del 2016
II. Il procedimento di approvazione del d.d.l. Renzi-Boschi, di Luca Imarisio
1. La legittimazione del Parlamento ad approvare un’organica revisione costituzionale attraverso la procedura prevista dall’art. 138 Cost. e dopo la sentenza n. 1/2014
2. Il procedimento di approvazione del d.d.l. Renzi-Boschi: le origini e la prima lettura
3. La seconda lettura presso il Senato fra tensioni politiche e torsioni procedurali
4. Il referendum costituzionale: la riforma respinta
5. La tecnica redazionale
III. I tempi di attuazione della riforma, di Massimo Cavino
1. Le differenti velocità di attuazione
2. Le norme immediatamente applicabili
3. Le norme ad attuazione graduale
4. Le norme che richiedono una successiva integrazione
PARTE SECONDA: IL NUOVO BICAMERALISMO
IV. Il bicameralismo. Percorsi e vicende, di Stefano Sicardi
1. Considerazioni di metodo
2. Il bicameralismo in una prospettiva comparata
3. Bicameralismi di freno e di garanzia
4. Bicameralismo e rappresentanza territoriale
5. Bicameralismo corporativo-professionale
6. L’opzione monocamerale
7. Il bicameralismo italiano: dall’Unità d’Italia all’Assemblea costituente
8. Il bicameralismo italiano all’opera: le proposte di riforma
V. Il nuovo bicameralismo previsto dalla riforma del 2016, di Stefano Sicardi
1. Alcune premesse
2. L’originario d.d.l. Renzi-Boschi
3. I contenuti del testo della revisione costituzionale approvato in via definitiva dalle Camere e sottoposto a referendum
4. Lo status dei senatori (e il «doppio incarico»)
5. Numero, distribuzione e designazione dei componenti
6. Le modalità di elezione del nuovo Senato
7. Il rinnovo parziale «continuo» del Senato
8. Aspetti di organizzazione e assetto interno del nuovo Senato
9. L’esclusione del Senato dal rapporto di fiducia
10. Il nuovo Senato e la funzione legislativa: il riparto di materie e ambiti tra le due Camere
11. I poteri ispettivi e di controllo
12. Brevi considerazioni di sintesi
VI. L’organizzazione delle Camere, di Luca Imarisio
1. La riorganizzazione delle assemblee parlamentari come strumento di attuazione della riforma costituzionale e di definizione della forma di governo
2. La garanzia delle minoranze e lo statuto delle opposizioni
3. Il Parlamento in seduta comune
VII. Il procedimento legislativo, di Massimo Cavino
1. La legge sarebbe stata ancora una? Diciamo di sì
2. Procedimenti simmetrici e asimmetrici
3. La scelta tra procedimento simmetrico e asimmetrico
4. L’iniziativa legislativa
5. Il procedimento simmetrico
6. Il procedimento asimmetrico generale
7. I procedimenti asimmetrici con esame necessario del Senato
8. Approvazione della legge a data certa
9. La conversione dei decreti legge
10. I procedimenti di approvazione delle leggi elettorali
11. Il procedimento di revisione costituzionale
VIII. Il Senato tra autonomie territoriali e Unione Europea, di Lucilla Conte
1. Considerazione preliminari
2. Le funzioni del «nuovo» Senato
3. I poteri conoscitivi del «nuovo» Senato
4. Le funzioni di raccordo
PARTE TERZA: IL RAPPORTO GOVERNO-PARLAMENTO E LA PARTECIPAZIONE DEMOCRATICA
IX. Riforma costituzionale e sistema elettorale, di Lucia Imarisio
1. Riforma costituzionale, legge elettorale e forma di governo
2. Gli effetti contromaggioritari del bicameralismo paritario e la «lunga transizione» della legislazione elettorale
3. La sentenza costituzionale n. 1/2014 e il «ragionevole» equilibrio tra rappresentatività parlamentare e stabilità del Governo
4. I caratteri della legge elettorale n. 52/2015
5. La nuova legge elettorale nel contesto della riforma costituzionale
6. L’elezione del nuovo Senato della Repubblica
X. Struttura, formazione del Governo e rapporto con la Camera. Trasparenza della Pubblica Amministrazione e partecipazione democratica, di Giorgio Sobrino
1. La riforma del rapporto Parlamento-Governo e il superamento del bicameralismo «perfetto»
2. La struttura e il procedimento di formazione del Governo. La responsabilità degli organi del Governo e l’autorizzazione a procedere per i reati ministeriali
3. Il rapporto di fiducia tra la Camera e il Governo e la riconfigurazione dei relativi istituti (con riferimento anche alle nuove funzioni del Senato)
4. La costituzionalizzazione del principio di trasparenza amministrativa e il rapporto con la partecipazione democratica
XI. I poteri normativi del Governo, di Massimo Cavino
1. L’ampliamento dei poteri del Governo sui procedimenti legislativi
2. Delegazione legislativa e delegificazione
3. La disciplina del decreto legge
XII. Gli istituti di partecipazione e di democrazia diretta, di Luca Imarisio
1. L’iniziativa legislativa popolare
2. I referendum propositivi e di indirizzo
3. Le altre forme di consultazione
4. Il referendum abrogativo
5. Le fonti di disciplina dei nuovi istituti di partecipazione e di democrazia diretta
XIII. La soopressione del Cnel, di Massimo Cavino
PARTE QUARTA: LE AUTONOMIE TERRITORIALI
XIV. Il riparto di competenze normative tra Stato e Regioni, di Massimo Cavino
1. La continuità dello Stato regionale accentrato
2. Ampliamento delle competenze statali e nuove forme della potestà legislativa concorrente
3. La potestà legislativa regionale
4. La clausola di supremazia
5. La differenzazione competenziale
6. La potestà legislativa delle Regioni e Province speciali
XV. La (mancata) abolizione delle Province e l’articolazione degli Enti locali, di Lucilla Conte
1. La Provincia come ente da abolire: percorsi e tentativi
2. La l. n. 56/2014 e la riforma (transitoria?) della governance provinciale
3. Il d.d.l. di revisione costituzionale
4. L’articolazione degli Enti locali come risultato di un nuovo «sistema»
5. I meccanismi di raccordo con il centro
XVI. Le potestà amministrative e tributarie-finanziarie, di Lucilla Conte
1. Le potestà amministrative
2. Le potestà tributarie-finanziarie
PARTE QUINTA: I CUSTODI DELLA COSTITUZIONE: IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA E LA CORTE COSTITUZIONALE
XVII. I custodi della Costituzione e la funzione politica della Costituzione, di Chiara Tripodina
1. La disciplina dei custodi della Costituzione come sintomo della mutata sensibilità rispetto alla funzione politica della Costituzione
2. Il «dato di eterna esperienza», le costituzioni del Novecento e la proposta di riforma costituzionale del 2016
XVIII. Il Presidente della Repubblica, di Chiara Tripodina
1. Modifiche esplicite e dirette e ricadute implicite e indirette
2. L’elezione del Presidente della Repubblica
3. Supplenza del Presidente della Repubblica
4. Messa in stato di accusa del Presidente della Repubblica
5. Poteri del Presidente della Repubblica
6. Nomina dei cinque senatori presidenziali
7. Scioglimento anticipato della Camera dei deputati
8. Promulgazione e potere di rinvio delle leggi
9. Altri poteri nei rapporti con il Parlamento (e non solo)
10. Poteri nei rapporti con il Governo (e non solo)
XIX. La Corte costituzionale, di Chiara Tripodina
1. Modifiche esplicite e dirette e ricadute implicite e indirette
2. Composizione ordinaria della Corte costituzionale: elezione dei giudici di nomina parlamentare
3. Composizione integrata della Corte costituzionale
4. Giudizio preventivo di legittimità costituzionale sulle leggi elettorali di Camera e Senato
5. Possibile contenzioso originato dai nuovi procedimenti legislativi e dalle nuove disposizioni in materia di decretazione d’urgenza
6. Possibile contenzioso originato dal nuovo Titolo V
7. Possibile contenzioso originato dai poteri riconosciuti al corpo elettorale e possibili nuove funzioni su referendum propositivi e di indirizzo
8. Possibile contenzioso originato dalla costituzionalizzazione del dovere di partecipazione ai lavori parlamentari
XX. Incrinature e aditi nel sistema delle garanzie costituzionali, di Chiara Tripodina
1. Millenovecentoquarantasette
2. Duemilasedici
3. Incrinature e aditi

Sorgente: il Mulino – Volumi – MASSIMO CAVINO, LUCILLA CONTE, LUCA IMARISIO, STEFANO SICARDI, GIORGIO SOBRINO, CHIARA TRIPODINA,

La Riforma del Terzo Settore, di De Stefanis Cinzia  – FISCOeTASSE.com, (eBook 2017)


Tutte le novità dei nuovi decreti attuativi sulla riforma del Terzo settore, dell’impresa sociale e cinque per mille; 42 pag. in pdf + Appendice normativa

Il Consiglio dei ministri di venerdì 12 maggio 2017 ha approvato, in esame preliminare, tre decreti legislativi di attuazione della legge delega per la riforma del Terzo settore, dell’impresa sociale e per la disciplina del servizio civile universale (legge 6 giugno 2016, n. 106).

Nell’ebook esaminiamo le principali novità dei nuovi Decreti attuativi su:

  • Codice del terzo settore
  • Impresa sociale
  • Disciplina del “cinque per mille”

Indice

Premessa
PARTE PRIMA. CODICE DEL TERZO SETTORE
1. Codice del Terzo settore
1.1 Le reti associative
1.2 Consiglio Nazionale del Terzo settore
1.3 Fondo per il finanziamento di progetti e attività di interesse generale nel terzo settore e ulteriori disposizioni finanziarie
1.3.1 Accreditamento centri di servizio per il volontariato
1.3.2 Finanziamento dei Centri di servizio per il volontariato
1.3.3 Funzioni e compiti dei Centri di servizio per il volontariato
1.3.4. Organismo nazionale di controllo
1.3.5 Organismi territoriali di controllo
1.3.6 Sanzioni e ricorsi
PARTE SECONDA. L’IMPRESA SOCIALE E RIFORMA DEL CINQUE PER MILLE DELL’IRPEF
2. Revisione della disciplina in materia di impresa sociale
2.1 Nozione e qualifica di impresa sociale
2.2 Attività d’impresa di interesse generale
2.3 Assenza di scopo di lucro
2.4 Struttura proprietaria e disciplina dei gruppi
2.5 Costituzione
2.5.1 Denominazione
2.5.2 Cariche sociali
2.5.3 Ammissione ed esclusione
2.5.4 Scritture contabili
2.5.5 Organi di controllo interno
2.5.6 Coinvolgimento dei lavoratori, degli utenti e di altri soggetti interessati alle attività
2.6 Trasformazione, fusione, scissione, cessione d’azienda e devoluzione del patrimonio
2.7 Lavoro nell’impresa sociale
2.8 Procedure concorsuali
2.9 Funzioni di monitoraggio, ricerca e controllo
2.10 Fondo per la promozione e lo sviluppo delle imprese sociali
2.11 Misure fiscali e di sostegno economico
2.12 Fondi ad hoc per imprese sociali, cooperative e Onlus
3. Disciplina dell’istituto del “cinque per mille” dell’Imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef)
3.1 Destinazione cinque per mille

Appendice
Allegato 1 – Schema di decreto legislativo recante revisione della disciplina in materia di impresa sociale
Allegato 2 – Schema di decreto legislativo recante “Misure di sostegno allo sviluppo del terzo settore”
Allegato 3 – Schema di decreto legislativo recante disciplina del “Cinque per mille”
Allegato 4 – D.m. 14 febbraio 2017
Allegato 5 – D.m. 8 marzo 2017

Isbn: 9788868055141

Sorgente: La Riforma del Terzo Settore (eBook 2017) – FISCOeTASSE.com

Autori Vari, Il libro della sociologia, Gribaudo, 2016


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ABDEL-SAMAD HAMED, Fascismo islamico (2014), Garzanti, 2017


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EDOARDO BONCINELLI, Io e lei. Oltre la vita – Guanda, 2017


Occuparci della nostra nascita per noi è impossibile, il prima ci è sconosciuto. Ma di certo, da vivi, possiamo riflettere sulla nostra morte, anche se il poi ci è ignoto. Edoardo Boncinelli racconta di avere avuto consapevolezza della morte a cinque anni, mentre a Bologna nell’immediato dopoguerra, ospite di un centro profughi allestito alla meglio in una caserma, parlava con la mamma di persone che non c’erano più. Di colpo si rese conto che anche i nonni erano destinati ad andarsene, e pianse. Da allora la morte per lui è diventata un concetto acquisito, ma non angosciante. E proprio questo gli ha facilitato l’intensa meditazione che ci regala in questo libro. Da scienziato e pensatore profondamente libero e onesto qual è, Boncinelli ne indaga tutti gli aspetti e le possibili interpretazioni con una serenità di animo e una acutezza di analisi che restituiscono a questo evento la sua naturalità, privandolo delle sovrastrutture negative. Discute con argomentazioni lucide e stringenti le consolazioni della religione, dai miti delle origini al paradiso cristiano, alle credenze più diffuse. Esamina con passione e generosità divulgativa le risorse della scienza, fino a metterci a parte delle ultime ricerche della genetica e della biologia. Infine affronta l’autentico mistero dell’universo, la coscienza, nostra assoluta unicità, sintetizzando così il suo sentimento: «Verrà la morte e non chiuderò i miei occhi».

Lavoro occasionale, intermittente e co.co.co. Cosa cambia dopo l’abolizione dei Voucher, da FISCOeTASSE.com, 2017


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Indice Completo

1. IL LAVORO ACCESSORIO
1.1 BREVE STORIA NORMATIVA
1.2 DISCIPLINA IN VIGORE SINO AL 31/12/2017 E RIMBORSO DEI BUONI INUTILIZZATI
– Disciplina vigente
– Valore nominale
– Rimborso voucher
– Particolarità del lavoro accessorio
2. GLI STRUMENTI ALTERNATIVI AL VOUCHER
2.1 IL LAVORO AUTONOMO OCCASIONALE EX ART. 2222 CC
– Lavoro autonomo occasionale/lavoro autonomo esercitato abitualmente
– Lavoro autonomo occasionale/lavoro subordinato
– Lavoro autonomo occasionale/collaborazione coordinata e continuativa
– Trattamento Fiscale lavoro occasionale
– Trattamento previdenziale
– Quale aliquota INPS applicare?
– Adempimento annuale
– Le collaborazione dei familiari
2.2 IL LAVORO INTERMITTENTE
– Breve storia normativa
– L’attuale disciplina normativa
– Quando utilizzare gli intermittenti?
– Quando NON utilizzare i lavoratori intermittenti
– Il contratto
– Adempimenti e limiti di utilizzo
– Retribuzione ed indennità di disponibilità
– Naspi e Indennità di Mobilità
2.3 I CO.CO.CO.: UNA FORMA SOLO APPARENTEMENTE DEREGOLATA
– Evoluzione normativa della parasubordinazione ante 2015
– Jobs Act , Co.Co.Co. e Co.Co.Pro. – La rinascita delle co.co.co. ex art. 409 c.p.c.
– Adempimenti preliminari e forma contrattuale
– La disoccupazione dei co.co.co.
– I limiti all’uso dei co.co.co: la determinazione automatica della disciplina del lavoro subordinato ex art. 2 D.Lgs.n. 81/2015
– Le deroghe all’applicazione automatica del lavoro subordinato
– Il nuovo Jobs Act degli autonomi e i co.co.co.
– Valutazioni di costo e fattori di rischio
NORMATIVA E PRASSI

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LA REDAZIONE DEGLI ATTI AMMINISTRATIVI DEL COMUNE. Principi e tecniche. Con 200 modelli di atti personalizzabili costantemente aggiornati on line fino al 31 dicembre 2017, di Tiziano Tessaro, Maggioli editore, 2017


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› D.Lgs. 50/2016 (Codice dei contratti pubblici)
› D.Lgs. 97/2016 (Riforma trasparenza)
› D.Lgs. 179/2016 (Riforma CAD)
› Legge 18 aprile 2017, n. 48 (Sicurezza urbana)

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La digitalizzazione dell’azione amministrativa e la sfida del nuovo Cad, l’armonizzazione contabile e il nuovo Codice dei contratti pubblici, la disciplina innovativa della trasparenza e la nuova normativa in tema di sicurezza urbana hanno profondamente ridisegnato il quadro di cui deve tener conto chi è impegnato nella redazione di un atto amministrativo.

Questa undicesima edizione, completamente rivisitata, guida alle modalità concrete di redazione dell’atto, allo studio della sua corretta formulazione, percorrendo l’iter descrittivo dei vari elementi formali che compongono un provvedimento, e della tipologia di atti più complessi, minuziosamente descritti ed esplicati, con approfonditi ed aggiornati riferimenti sostanziali, alla semplificazione dell’attività quotidiana, collegando le nozioni teoriche rilevanti a quelle più strettamente operative.

L’opera, completa di formulario – anche su approfondimenti.maggioli.it – con 190 modelli di atti amministrativi e 10 schemi di regolamento, è così organicamente suddivisa:

Parte Prima
LA TEORIA DEGLI ATTI E DEL PROCEDIMENTO AMMINISTRATIVO
Capitolo I – GLI ATTI AMMINISTRATIVI
1. Definizione di atto amministrativo
2. Gli elementi essenziali degli atti amministrativi
2.1. Il soggetto agente
2.2. L’oggetto
2.3. Il contenuto
2.4. La forma
2.5. La volontà
2.6. Il fine tipico cui l’atto è rivolto
3. Gli elementi accidentali
4. Classificazione degli atti amministrativi
4.1. In base al soggetto
4.1.1. Gli atti collegiali
4.1.2. Atto semplice e atto composto
4.1.3. Atti del Comune, della Provincia, ecc.
4.1.4. Secondo l’organo agente: il concetto di competenza
4.2. Secondo la volontà
4.2.1. Provvedimenti e meri atti
4.2.2. Discrezionalità amministrativa e discrezionalità tecnica
4.3. In base al contenuto
4.4. In base all’oggetto
4.5. In base alla forma
4.6. In base alla funzione
4.7. In base agli elementi accidentali
Capitolo II – I VIZI DEGLI ATTI AMMINISTRATIVI
1. Patologia degli atti amministrativi
2. Una prima classificazione: nullità, illegittimità, inefficacia
2.1. La nullità e l’inesistenza
2.1.1. Le conseguenze della nullità
2.2. La classificazione dei vizi di legittimità
2.2.1. L’incompetenza relativa
2.2.2. L’eccesso di potere
2.2.3. La violazione di legge
2.2.4. Le conseguenze dell’illegittimità
2.2.5. L’irregolarità
2.3. L’inefficacia
2.3.1. Le conseguenze dell’inefficacia
3. La seconda classificazione: i vizi con riguardo agli elementi essenziali
3.1. Casi di nullità
3.1.1. Con riguardo al soggetto
3.1.2. Con riguardo all’oggetto
3.1.3. Con riguardo alla forma
3.1.4. Con riguardo alla volontà
3.1.5. Con riguardo al contenuto
3.1.6. Con riguardo alla finalità
3.2. Casi di illegittimità
4. Una terza classificazione: i vizi di legittimità e i vizi di merito
Capitolo III – I RIMEDI AI VIZI DELL’ATTO AMMINISTRATIVO
1. Il concetto di autotutela
2. La distinzione tra gli atti di autotutela
2.1. La caducazione dell’atto
2.1.1. L’annullamento
2.1.1.1. In generale
2.1.1.2. Presupposti dell’annullamento d’ufficio
2.1.1.3. … e sua distinzione dalle altre tipologie di annullamento
2.1.1.4. L’annullamento in sede di controllo, l’annullamento su ricorso e l’annullamento governativo
2.1.1.5. Breve riepilogo
2.1.2. La revoca
2.1.3. La sospensione
2.1.4. La rimozione
2.1.5. Il mero ritiro (o ritiro in senso stretto)
2.1.6. La rettifica
2.2. La conservazione dell’atto
2.2.1. La sanatoria in senso stretto
2.2.2. La convalida
2.2.3. La conferma
2.2.4. La conversione
2.2.5. La sanatoria per raggiungimento dello scopo
Capitolo IV – IL PROCEDIMENTO AMMINISTRATIVO
1. Definizione
2. Elementi essenziali
2.1. La fase preparatoria
2.1.1. L’iniziativa
2.1.2. Procedimenti a istanza di parte
2.1.3. Procedimenti d’ufficio
2.1.4. L’avvio, il termine del procedimento e la comunicazione del responsabile
2.1.4.1. L’avvio del procedimento
2.1.4.1.1. Le conseguenze
2.1.4.1.2. Il preavviso di rigetto
2.1.4.2. L’indicazione del termine
2.1.4.3. L’eventuale proroga del termine. Casi e limiti
2.1.5. L’istruttoria
2.1.5.1. Scopi e principi generali dell’istruttoria amministrativa nella dottrina amministrativistica
2.1.5.2. L’articolazione della fase istruttoria in generale
2.1.5.3. L’acquisizione di atti istruttori
2.1.5.4. Gli obblighi istruttori del responsabile del procedimento
2.1.5.5. La valutazione di memorie e documenti e la stipula di accordi
2.1.5.5.1. La previsione dell’art. 17-bis della legge 241/1990
2.2. La fase costitutiva
2.2.1. Procedimenti monocratici e collegiali
2.3. La fase integrativa dell’efficacia
2.3.1. L’immediata efficacia
2.3.2. La pubblicazione
2.3.3. Il rispetto delle disposizioni del d.lgs. 196/2003
2.3.4. La notificazione
2.3.5. Il controllo e le sue residue forme
3. Classificazione
3.1. Il procedimento deliberativo in generale
3.2. La fase preparatoria
3.2.1. La fase dell’iniziativa: la convocazione
3.2.2. La fase istruttoria
3.3. La fase costitutiva
3.3.1. La fase dell’adunanza. Il quorum strutturale
3.3.2. La fase della votazione. Il quorum funzionale
3.4. La fase integrativa dell’efficacia
3.4.1. Le condizioni perché l’atto divenga efficace
Capitolo V – I VIZI DEL PROCEDIMENTO AMMINISTRATIVO
1. La patologia del procedimento amministrativo
1.1. Vizi inerenti alla fase preparatoria
1.1.1. I vizi degli atti presupposti
1.1.2. L’omissione della comunicazione di avvio e del preavviso di rigetto
1.1.2.1. L’omissione dell’indicazione del responsabile del procedimento
1.1.2.2. L’inosservanza del termine per la conclusione del procedimento
1.2. Vizi inerenti alla fase costitutiva
1.3. Vizi inerenti alla fase integrativa dell’efficacia
1.4. La sanatoria dei vizi del procedimento
2. L’inammissibilità e l’improcedibilità: le delibere dell’Ente locale e il rapporto con il Documento unico di programmazione
2.1. Profili soggettivi
2.2. Fattispecie concrete di inammissibilità e improcedibilità
Capitolo VI – LA DOCUMENTAZIONE AMMINISTRATIVA. ORIGINALI, COPIE, DOCUMENTO INFORMATICO, ANALOGICO
1. Premessa
1.1 Il concetto di documento amministrativo
1.2 L’originale e la copia del documento analogico
1.3 L’originale del documento informatico
1.4 La formazione dei documenti
1.5 La copia del documento informatico

Parte Seconda
LE CARATTERISTICHE GENERALI DEGLI ATTI COMUNALI
Capitolo I – LA DELIBERA, L’ORDINANZA, IL DECRETO, LA DETERMINAZIONE IN GENERALE
1. La delibera, l’ordinanza, il decreto, la determinazione come atto e come procedimento
1.1. Premessa
2. Come atti amministrativi
2.1. Sotto il profilo del soggetto
2.1.1. Organo agente
2.1.2. Atti collegiali e atti monocratici
2.2. Sotto il profilo dell’oggetto
2.3. Sotto il profilo della forma
2.3.1. Gli elementi formali necessari di ciascun atto del Comune
2.4. Sotto il profilo del contenuto
2.5. Sotto il profilo della volontà
2.6. Sotto il profilo del fine tipico cui l’atto è rivolto
2.7. L’ammissibilità di clausole accidentali
Capitolo II – PROFILI PATOLOGICI E PROCEDIMENTALI DEGLI ATTI DEL COMUNE
1. I vizi delle deliberazioni comunali, delle ordinanze, delle determinazioni
2. I rimedi ai vizi
2.1. I rimedi ai vizi delle deliberazioni comunali
2.2. I rimedi ai vizi delle ordinanze, dei decreti e delle determinazioni
3. Le deliberazioni, i decreti, le ordinanze, le determinazioni come procedimento amministrativo
4. Riepilogo degli elementi formali attraverso i quali si estrinsecano i provvedimenti comunali

Parte Terza
GLI ATTI DEGLI ORGANI COLLEGIALI DEL COMUNE
Capitolo I – LA DISAMINA DEI SINGOLI ELEMENTI FORMALI DELLE DELIBERAZIONI
1. Oggetto dell’analisi
2. Gli elementi formali attraverso i quali si estrinseca il contenuto necessario della deliberazione
3. Il collegamento con gli elementi dell’atto amministrativo e le fasi del procedimento
4. Avvertenze generali per lo studio e la redazione di un atto amministrativo deliberativo
Capitolo II – L’INTESTAZIONE
1. Gli elementi che rilevano per l’intestazione
2. Il concetto di competenza
3. Il riparto di competenze in generale
3.1. Il primo principio: la separazione tra indirizzo e gestione
3.2. Le caratteristiche degli atti di indirizzo e degli atti di gestione
3.3. Il secondo principio: l’autonomia normativa comunale in tema di competenze degli organi
3.4. Lo Statuto
3.4.1. In generale
3.4.2. … e nello specifico. La previsione del testo unico degli Enti locali
3.4.3. I contenuti dello Statuto dopo la riforma costituzionale e la legge 131/2003
3.4.3.1. Dopo la revisione costituzionale
3.4.3.2. Dopo la legge 131/2003
3.4.3.3. La collocazione nel sistema delle fonti dello Statuto. La tesi della sua natura
regolamentare e il principio di gerarchia delle fonti
3.4.3.4. La tesi della natura subprimaria o atipica dello Statuto. Il principio di competenza e la c.d. riserva di Statuto
3.4.3.5. La tesi intermedia
3.4.3.6. L’interpretazione della Corte costituzionale
3.5. I regolamenti comunali
4. Il riparto di competenza in particolare. La competenza del Consiglio
4.1. Premessa. La fonte. La competenza in base all’art. 42 del testo unico
4.2. Caratteristiche generali
4.3. Individuazione
4.3.1. Gli atti fondamentali
4.3.1.1. Atti che sono manifestazione di volontà
4.3.1.2. Atti che sono manifestazione di scienza o di giudizio
4.3.1.3. Atti di indirizzo
4.3.2. La surrogazione della competenza esclusiva del Consiglio
4.3.3. Altre competenze del Consiglio previste dall’ordinamento
5. La competenza della Giunta
5.1. Premessa. La fonte
5.2. Caratteristiche
5.3. Individuazione
5.3.1. Competenza propria
5.3.2. In particolare: le competenze di programmazione intermedia
5.3.3. Altre competenze
5.3.4. Tassative competenze gestionali
5.3.5. La competenza surrogatoria
5.3.6. L’eccezione: le variazioni di bilancio attribuite dal d.lgs. 118/2011 specificamente alla competenza dirigenziale
6. La competenza dei dirigenti
6.1. Premessa. La fonte
6.2. Caratteristiche
7. Casi di confine
7.1. Premessa
7.2. Le materie a competenza ripartita tra Consiglio e Giunta. Rassegna di casi
7.2.1. In tema di opere pubbliche
7.2.1.1. L’approvazione dei progetti esecutivi. La regola
7.2.2. I piani di lottizzazione
7.2.3. La materia tariffaria
7.2.4. Gli altri casi dubbi
7.2.4.1. In tema di concessioni
7.2.4.2. In tema di commercio
7.2.4.3. In tema di beni immobili
7.3. Tra Consiglio e dirigenti
7.3.1. L’assunzione di mutui
7.3.2. Indennità dei Consiglieri e della Giunta
7.3.3. La potestà regolamentare e in materia di piante organiche
7.4. Tra Giunta e dirigenti
7.4.1. L’approvazione delle perizie
7.4.2. Nomina delle commissioni di concorso
7.4.3. Competenze di controllo
7.4.4. Erogazione di contributi
7.4.5. Altre competenze dei dirigenti
7.5. La problematica distinzione tra atti di governo e atti di gestione
7.5.1. Individuazione delle fattispecie critiche
7.5.1.1. Fattispecie demandate dal legislatore necessariamente alla revisione statutaria
7.5.1.2. Altre fattispecie da sottoporre alla revisione statutaria
7.5.2. Il passaggio di competenze gestionali dagli organi politici ai dirigenti e l’art. 107, comma 5
7.5.2.1. Il meccanismo per il passaggio di competenze: automatico o lasciato alla mediazione statutaria?
7.5.2.2. … e la pretesa natura gestionale degli atti
7.5.2.3. Conseguenze operative: la formulazione del dispositivo rinvio
8. Caratteristiche riassuntive delle competenze degli organi comunali
9. La legittimazione
10. L’oggetto
Capitolo III – IL PREAMBOLO
1. Contenuto del preambolo
2. La fase dell’iniziativa nel procedimento deliberativo: la proposta di deliberazione
2.1. Il concetto di proposta
2.1.1. L’organo deputato a esprimere la proposta
2.1.2. Le conseguenze in caso di assenza della proposta
2.1.3. Le eccezioni al principio: ovvero la possibile assenza della proposta
2.2. La fase istruttoria
2.2.1. I presupposti di fatto
2.2.2. Gli atti della fase istruttoria e la loro distinzione
2.3. Il parere
2.3.1. Il concetto di parere
2.3.2. La distinzione tra i pareri
2.3.3. I pareri obbligatori previsti dall’art. 49 t.u.
2.3.4. Individuazione dei pareri obbligatori ex art. 49 t.u. da esprimere sulla proposta di deliberazione
2.3.4.1. Il parere di regolarità tecnica
2.3.4.2. Il parere di regolarità contabile
2.3.5. L’organo deputato a esprimere il parere tecnico e contabile
2.3.5.1. L’espressione del parere tecnico e contabile in assenza di funzionari
2.3.6. Il termine per rendere i pareri
2.3.7. Il parere favorevole
2.3.8. Il parere non favorevole
2.3.9. L’assenza dei pareri
2.3.9.1. L’impossibilità di procedere in caso di mancanza a una loro sanatoria
2.3.10. La forma del parere
2.3.11. Il parere dell’organo di revisione
2.3.11.1. Le fattispecie in cui deve essere espresso il parere dell’organo di revisione
2.3.11.2. Il parere sul bilancio di previsione e le relative variazioni in particolare
2.3.12. I pareri facoltativi
Capitolo IV – LA MOTIVAZIONE
1. La definizione di motivazione
1.1. Oggetto
1.2. La motivazione dell’atto deliberativo come elemento essenziale e la sua distinzione dalle dichiarazioni di voto e dall’elemento volitivo
1.3. Il contenuto della motivazione
1.3.1. Motivazione e giustificazione
1.3.2. I presupposti di fatto
1.3.3. Le ragioni giuridiche
1.3.4. Le risultanze dell’istruttoria
1.4. L’ammissibilità della motivazione per relationem
1.4.1. La disponibilità dell’atto richiamato
1.5. La motivazione dei provvedimenti contenenti dati sensibili
Capitolo V – L’ELEMENTO VOLITIVO
1. Oggetto e definizione
1.1. Convocazione, quorum costitutivo e decadenza
2. La fase della convocazione
2.1. I soggetti deputati alla convocazione
2.2. Modalità di convocazione
2.3. Termini per il recapito degli avvisi di convocazione ed elenco degli oggetti da trattare
2.3.1. La convocazione ordinaria
2.3.2. La convocazione d’urgenza
2.4. Lo scopo dell’istituto della convocazione e la sanatoria dei vizi relativi
2.5. La pubblicazione degli argomenti all’Albo dell’Ente
3. La fase dell’adunanza
3.1. Il quorum strutturale in prima convocazione
3.2. Il quorum strutturale in seconda convocazione
3.3. Sedute segrete e pubbliche
3.4. Svolgimento dei lavori
3.5. La votazione
3.6. La votazione palese
3.7. L’obbligo dell’astensione
3.7.1. La votazione segreta
3.7.2. Il computo dei votanti e l’indicazione dei presenti, dei votanti, dei favorevoli, astenuti, contrari
3.7.2.1. La diversità di regole tra le votazioni segrete e quelle palesi
3.7.3. La proclamazione dei risultati
3.8. La disciplina delle sedute della Giunta comunale
Capitolo VI – LA PARTE DISPOSITIVA
1. In generale
1.1. Individuazione della casistica
1.2. Casi di delibere costituenti mero atto di indirizzo
1.2.1. Indicazioni di casi
1.3. Equiparazione con le delibere costituenti manifestazioni di giudizio
1.3.1. Indicazioni di casi
1.4. Casi in cui la delibera non è mero atto di indirizzo, ma non comporta riflessi diretti o indiretti sulla situazione economico-finanziaria o sul patrimonio dell’Ente
1.5. Casi di delibere che comportino riflessi diretti o indiretti sulla situazione economico-finanziaria o sul patrimonio dell’Ente. Indicazioni di casi
1.5.1. Le ipotesi di “riflessi indiretti”
1.5.2. Le ipotesi di “riflessi diretti”. I casi di assunzione di impegno di spesa mediante delibere
1.6. I casi eccezionali di impegni assunti dalla Giunta e dal Consiglio
1.6.1. Elencazione dei casi di competenza gestionale del Consiglio
1.6.2. Elencazione dei casi di competenza gestionale della Giunta
1.6.3. Conseguenze operative. La formulazione del dispositivo in concreto
1.6.3.1. Le conseguenze dovute al nuovo visto previsto dall’art. 183, comma 8, del d.lgs. 267/2000 introdotto dal d.lgs. 126/2014
1.6.4. L’indicazione obbligatoria della spesa da impegnare
1.6.5. Il concetto generale di impegno. Rinvio
2. Il dispositivo delle deliberazioni che contengono dati sensibili
Capitolo VII – LA NUMERAZIONE E SOTTOSCRIZIONE DELLA DELIBERAZIONE E LA FASE INTEGRATIVA DELL’EFFICACIA
1. La numerazione e sottoscrizione delle deliberazioni
1.1. La sottoscrizione come elemento essenziale dell’atto scritto
1.2. Le tipologie di firme
1.3. Le fonti normative relative alla c.d. firma digitale
1.4. Gli effetti della firma
1.4.1. Gli effetti della sottoscrizione con firma elettronica avanzata qualificata o digitale
1.4.2. Gli effetti della sottoscrizione con firma elettronica qualificata
2. La fase integrativa dell’efficacia
2.1. La pubblicazione
2.1.1. Scopi della pubblicazione
2.1.2. I soggetti deputati alla pubblicazione delle deliberazioni
2.1.2.1. Pubblicazione ed esecutività delle delibere
2.1.3. Rapporti con il principio della pubblicità previsto dal d.lgs. 33/2013
2.2. La fase del controllo
2.2.1. Il controllo eventuale
2.2.1.1. Il controllo a istanza dei Consiglieri
2.2.1.2. Il controllo a istanza del Prefetto
2.3. Le delibere non sottoposte a controllo
2.4. L’immediata eseguibilità
Capitolo VIII – IL VERBALE DELLA DELIBERAZIONE
1. Redazione e contenuto del verbale
1.1. La nozione e la funzione di verbale
1.2. L’efficacia probatoria
1.3. Natura giuridica
1.3.1. Conseguenze pratiche della distinzione
1.3.1.1. Sotto il profilo del contenuto: l’autonomia del verbale rispetto alla deliberazione
1.3.1.2. Sotto il profilo della classificazione degli atti amministrativi
1.3.1.3. Sotto il profilo soggettivo: la competenza a redigere il verbale
1.3.1.4. Sotto il profilo della rettificabilità
1.4. Principi regolanti la redazione del verbale
1.4.1. Il momento della verbalizzazione
1.4.2. Il brogliaccio
1.4.3. Il contenuto necessario del verbale: la completezza
1.4.4. La sottoscrizione del verbale
1.4.5. L’originale e le copie
1.4.6. L’interpretazione del verbale
1.4.7. Considerazioni finali. Riepilogo sintetico degli elementi che dovranno essere inseriti nel verbale

Parte Quarta
GLI ATTI DEGLI ORGANI MONOCRATICI DEL COMUNE
Capitolo I – LE ORDINANZE DEL SINDACO E DEI DIRIGENTI: IN GENERALE
1. Le ordinanze del Sindaco e dei dirigenti: loro definizione e distinzione
2. Le ordinanze come atto amministrativo
2.1. Elementi accidentali
2.1.1. Il termine nell’ordinanza contingibile e urgente
3. Il procedimento per l’emanazione di un’ordinanza come procedimento amministrativo
3.1. La fase preparatoria
3.1.1. La fase dell’iniziativa
3.1.1.1. L’avvio del procedimento e la comunicazione del responsabile
3.1.2. La fase istruttoria
3.2. La fase costitutiva
3.3. La fase integrativa dell’efficacia
3.3.1. Le sanzioni
4. Il collegamento con gli elementi dell’atto amministrativo e le fasi del procedimento
Capitolo II – LE ORDINANZE CONTINGIBILI E URGENTI
1. Gli elementi formali attraverso i quali si esternano le ordinanze contingibili e urgenti
1.1. Gli ulteriori casi e le specificazioni contenute nel decreto legge 20 febbraio 2017, n. 14 (alla luce del d.d.l. di conversione approvato il 16 marzo 2017 dalla Camera). Le nuove ordinanze contingibili e urgenti
1.1.1. Gli interventi contingibili e urgenti del Sindaco come capo dell’amministrazione alla luce del d.l. 14/2017
1.1.2. Gli interventi contingibili e urgenti del Sindaco come Ufficiale di governo alla luce del d.l. 14/2017
1.2. La data, il luogo e la sottoscrizione
1.3. L’intestazione
1.3.1. La competenza ad emanare gli atti contingibili e urgenti e la relativa imputazione
1.3.2. Esclusione della possibilità di delega ai dirigenti
1.3.3. La delegabilità e la sostituzione del Sindaco
1.3.4. I casi di sostituzione del Sindaco
1.3.5. Il concetto di delega
1.3.6. Gli organi delegati dal Sindaco
1.3.7. Gli effetti della delega
1.3.8. Principi valevoli in tema di delega
1.4. Il preambolo
1.4.1. La proposta
1.4.2. L’assenza di pareri
1.4.3. La preventiva comunicazione al Prefetto
1.5. La motivazione
1.5.1. I presupposti
1.5.2. La necessità e l’urgenza
1.5.3. Il pericolo di danno
1.5.4. Ambito oggettivo diversificato
1.5.5. Efficacia limitata nel tempo
1.5.6. Il rispetto dei principi generali dell’ordinamento
1.5.7. La comparazione degli interessi in vista del perseguimento dell’interesse pubblico e la finalità di prevenire gravi danni ai cittadini
1.5.8. Territorialità
1.6. La manifestazione di volontà e il contenuto dispositivo
1.6.1. L’indicazione dell’autorità e dei termini per ricorrere
1.7. L’efficacia delle ordinanze
1.7.1. La pubblicazione e/o la notificazione; la loro non sottoposizione a controllo
1.7.1.1. L’identificazione del destinatario
1.7.2. L’esecuzione dell’ordinanza e le sue modalità
1.7.3. L’esecuzione d’ufficio in caso di inadempienza
1.7.4. La sanzione penale
Capitolo III – LE ORDINANZE NORMALI
1. Definizione di ordinanza normale
2. Gli elementi formali attraverso i quali si esternano le ordinanze normali
2.1. La data, il luogo e la sottoscrizione
2.2. L’intestazione
2.2.1. La competenza all’adozione delle ordinanze normali
2.2.1.1. L’imputazione degli atti
2.2.2. Permanenza o meno del potere di ordinanza normale al Sindaco: due tesi
2.2.2.1. Prima tesi
2.2.2.2. Seconda tesi
2.2.2.3. Conclusioni
2.2.3. Possibilità di delega ai dirigenti
2.2.4. Esclusione della delega in materia di competenza statale
2.3. Il problema delle ordinanze-ingiunzioni
2.3.1. Il procedimento per l’emanazione delle ordinanze-ingiunzioni
2.3.2. Caratteristiche del procedimento
2.4. Il preambolo
2.4.1. La proposta
2.4.2. L’assenza di pareri
2.5. La motivazione
2.5.1. I presupposti delle ordinanze normali
2.5.2. La violazione di leggi e regolamenti
2.5.3. Ambito oggettivo non limitato
2.5.4. L’assenza di limiti temporali
2.6. La manifestazione di volontà e il contenuto dispositivo dell’atto
2.6.1. L’indicazione dell’autorità e dei termini per ricorrere
2.7. L’efficacia delle ordinanze normali
2.7.1. La pubblicazione e/o la notificazione; la non sottoposizione a controllo delle ordinanze normali
2.7.2. L’esecuzione e le sue modalità
2.7.3. L’esecuzione d’ufficio in caso di inadempienza: esclusione
3. I rimedi in via di autotutela ai vizi delle ordinanze
Capitolo IV – GLI ALTRI ATTI DEL SINDACO
1. Gli altri casi di ordinanze
2. L’elencazione delle principali ipotesi
3. L’ipotesi contenuta nell’art. 7 della legge 2248/1865
4. Gli elementi formali attraverso i quali si estrinsecano le ordinanze previste dall’art. 7 della legge n. 2248/1865, all. E
4.1. I presupposti
4.2. Gli elementi dell’atto
4.2.1. Il soggetto
4.2.2. L’oggetto
4.2.3. La forma
4.2.4. La volontà
4.2.5. La finalità
4.2.6. Il contenuto
4.2.7. Il termine
5. L’efficacia delle ordinanze
6. Gli altri atti del Sindaco. I decreti
6.1. Individuazione di talune competenze del Sindaco
6.1.1. Competenze in materia di nomine di rappresentanti del Comune presso Enti, aziende e istituzioni
6.1.2. Nomine dei membri delle commissioni
6.2. Struttura
Capitolo V – LE DETERMINAZIONI DEI RESPONSABILI DEI SERVIZI
1. Premessa generale
1.1. La distinzione di competenze tra l’organo politico e l’organo burocratico
1.2. Problemi applicativi
1.3. Le determinazioni in generale
2. Le determinazioni di spesa dei dirigenti e dei responsabili dei servizi
2.1. La fase della programmazione generale e di dettaglio: il bilancio e il PEG
2.1.1. I requisiti del PEG
2.1.2. I casi di esclusione del PEG
2.2. I l momento della gestione
3. La determinazione come atto amministrativo
3.1. Soggetto
3.1.1. La derogabilità delle competenze dirigenziali
3.1.2. La necessaria transitorietà dell’attribuzione di funzioni al Segretario
3.1.3. Gli atti gestionali del Segretario comunale: loro individuazione
3.1.4. L’individuazione in concreto del soggetto abilitato all’adozione delle determinazioni
3.1.4.1. La qualifica minima del personale da individuare come responsabile del servizio
3.1.4.2. La situazione dopo il nuovo C.C.N.L. Enti locali
3.2. La delegabilità delle funzioni dirigenziali
3.2.1. … e la sua differenza dalla sostituzione
3.3. L’oggetto delle determinazioni
3.4. Il contenuto
3.4.1. Il concetto di impegno di spesa, di obbligazione, di prenotazione
3.4.1.1. Il concetto di impegno
3.4.1.2. Le regole per l’assunzione di impegni
3.4.1.3. L’obbligazione
3.4.1.4. La prenotazione di impegno
3.4.1.5. Casi particolari di impegno di spesa
3.5. L’elemento della volontà
3.6. La finalità
3.7. La forma
4. Il procedimento per l’emanazione di una determinazione
4.1. Il procedimento per l’emanazione di una determinazione come procedimento amministrativo: cenni generali
4.2. La fase preparatoria del procedimento
4.2.1. La fase dell’iniziativa
4.2.2. La fase istruttoria
4.3. La fase costitutiva
4.4. La fase integrativa dell’efficacia
5. Gli elementi formali attraverso i quali si estrinseca la determinazione
6. Il collegamento con gli elementi dell’atto amministrativo e le fasi del procedimento
7. La disamina dei singoli elementi formali
7.1. La data e il numero. La protocollazione
7.2. La sottoscrizione
7.3. L’intestazione
7.4. Il preambolo
7.4.1. La proposta
7.4.2. L’assenza di pareri
7.5. La motivazione
7.5.1. I presupposti
7.5.2. La motivazione degli acquisti di beni e servizi
7.5.2.1. L’acquisizione obbligatoria dell’autocertificazione
7.6. Il contenuto dispositivo
7.6.1. In generale
8. Efficacia ed esecutività delle determinazioni
8.1. La pubblicazione
8.2. L’attestazione di copertura finanziaria
8.2.1. In generale
8.2.2. Il contenuto e la natura dell’attestazione della copertura finanziaria
8.2.3. Il funzionario deputato a rilasciare l’attestazione
8.2.4. L’assenza dell’attestazione di copertura finanziaria e le conseguenze per la determinazione
8.2.5. Le conseguenze per il funzionario
8.2.6. Il nuovo visto previsto dall’art. 183, comma 8, del decreto legislativo 267/2000
8.3. La non sottoposizione delle determinazioni a controllo
8.4. Obblighi di comunicazione
8.4.1. Il controllo successivo previsto dall’art. 147-bis del t.u.e.l.
8.5. L’esecuzione delle determinazioni
9. Altri esempi di determinazione. Gli atti di amministrazione e gestione del personale
9.1. Determinazioni in materia di personale e di appalti
9.1.1. In particolare: gli atti di gestione del rapporto di lavoro
9.2. La necessaria previsione del DUP: l’esempio della programmazione triennale del fabbisogno di personale
10. Il rapporto tra le determinazioni e gli atti di programmazione politici
10.1. Casi di determinazioni adottabili senza atti di indirizzo
11. Distinzione tra determinazioni in relazione all’atto presupposto
11.1. Determinazioni precedute unicamente da un atto fondamentale di Consiglio comunale a monte
11.2. Determinazioni precedute sia da atto fondamentale a monte di Consiglio comunale sia da atto di pianificazione intermedio di Giunta
12. Determinazioni adottabili senza atto fondamentale né di programmazione
13. Distinzione delle determinazioni in prospettiva procedimentale
14. Conseguenze
15. I rimedi ai vizi della determinazione
16. Le determinazioni di spesa degli Assessori e della Giunta per i Comuni con meno di 5.000 abitanti

Parte Quinta
NOTE PRATICHE PER LA REDAZIONE DEGLI ATTI COMUNALI
Capitolo I – LE DELIBERAZIONI
1. Oggetto della trattazione
2. Il modello standard di delibera con lo schema e i richiami
3. Come si scrivono le varie parti
Capitolo II – LE FASI PRELIMINARI ALLA SEDUTA DELL’ORGANO DELIBERATIVO
1. Prima fase: la stesura della proposta
1.1. Avvertenze generali per la redazione della proposta
1.2. L’intestazione
1.2.1. Contenuto
1.2.2. Formula pratica
1.2.3. Errori da evitare
1.3. Il preambolo
1.3.1. Contenuto
1.3.1.1. Gli atti di iniziativa
1.3.1.2. I presupposti di fatto
1.3.1.3. Relazioni tecnico-amministrative e allegati alla premessa
1.3.1.4. I richiami di legge
1.3.1.5. Il richiamo alla comunicazione di avvio del procedimento e alle eventuali memorie o osservazioni presentate
1.3.2. La formulazione pratica
1.3.3. Errori da evitare
1.4. La formulazione dei pareri
1.4.1. Il contenuto
1.4.2 La formulazione pratica del parere
1.4.2.1. In caso di parere favorevole
1.4.2.2. In caso di parere sfavorevole
1.4.3. Errori da evitare
1.5. La motivazione
1.5.1. Contenuto
1.5.1.1. Prospettazione del problema
1.5.1.2. Acquisizione degli interessi
1.5.1.3. Considerazioni sul problema e prospettazione delle soluzioni
1.5.2. Formulazione pratica
1.5.2.1. La differenza di formule tra preambolo e motivazione
1.5.3. Errori da evitare
1.5.3.1. Parametri di sufficienza della motivazione
1.5.3.2. Parametri di congruità della motivazione
1.6. Il dispositivo
1.6.1. Contenuto
1.6.2. Formulazione pratica
1.6.3. Errori da evitare
1.6.3.1. La cura degli allegati
1.6.3.2. La chiarezza dei contenuti
1.6.3.3. La congruenza con la parte premessa
1.6.3.4. Il rispetto delle disposizioni della legge sulla privacy
2. Seconda fase: le operazioni successive alla stesura della proposta di provvedimento
2.1. La formazione e diramazione dell’ordine del giorno
2.1.1. Contenuto
2.1.1.1. La formazione dell’ordine del giorno
2.1.1.2. La diramazione dell’ordine del giorno
2.1.1.3. Redazione delle proposte definitive
2.1.1.4. La sottoscrizione dell’ordine del giorno da parte del presidente della seduta
2.1.1.5. La comunicazione ai componenti dell’organo collegiale
2.1.1.6. Pubblicazione degli argomenti all’Albo dell’Ente
2.1.1.7. Il deposito degli atti
2.1.2. Formulazione pratica dell’ordine del giorno
2.1.3. Errori da evitare
Capitolo III – LE FASI SUCCESSIVE ALLA SEDUTA DELL’ORGANO DELIBERATIVO
1. Terza fase: le operazioni successive all’approvazione della proposta; il confezionamento delle delibere approvate dalla Giunta o dal Consiglio; la creazione delle copie
1.1. Descrizione delle operazioni
1.1.1. Completamento dei dati del frontespizio
1.1.2. Creazione delle copie
1.2. Formulazione pratica
1.3. Errori da evitare
1.3.1. I dati relativi alla votazione
1.3.2. Omissioni nell’indicazione degli elementi dell’intestazione
1.3.3. L’indicazione dei presenti e degli assenti
1.3.4. Modifiche o rettifiche della proposta successive alla sua approvazione
1.3.5. Correzione di errori di battitura evidenziati prima della sottoscrizione e della pubblicazione
2. Quarta fase: la sottoposizione alle firme
2.1. Contenuto
2.2. Errori da evitare
2.2.1. La sottoscrizione
2.2.2. Identità tra copie e originale
2.2.3. Inalterabilità del verbale
3. Quinta fase: la trasmissione delle copie
3.1. Contenuto
3.2. Formula operativa
3.3. Errori da evitare
4. Sesta fase: la pubblicazione
4.1. Contenuto
4.2. Formula operativa
4.3. Errori da evitare
4.3.1. Correzione di errori evidenziati dopo la sottoscrizione e la pubblicazione
5. Settima fase: l’esecuzione delle delibere. L’esecutività dell’atto o l’immediata eseguibilità
5.1. Contenuto
5.1.1. Il concetto di esecutività
5.1.2. Il concetto di esecuzione e i soggetti incaricati di apporre l’attestazione di esecutività
5.1.3. L’inserimento in un apposito scadenzario
5.2. La formula operativa
5.2.1. Dell’immediata eseguibilità
5.2.2. Dell’esecutività
5.2.3. Della trasmissione ai responsabili dei servizi
5.3. L’esecuzione delle deliberazioni
5.3.1. L’invio della lettera di trasmissione per la stipula di una convenzione per il servizio di vigilanza
5.3.2. L’avvenuta assunzione della delibera in materia di promozione dei progetti dei lavori socialmente utili
5.3.3. L’avvenuta adozione del piano occupazionale previsto dall’art. 91 t.u.
5.3.4. L’avvenuta adozione del Programma assistenza scolastica anno 20…-20…
5.3.5. Il diniego di un’istanza
5.3.6. La denominazione di nuove strade/piazze comunali
Capitolo IV – FATTISPECIE PARTICOLARI DI DELIBERAZIONI E PROVVEDIMENTI
1. Oggetto
1.1. L’approvazione dello Statuto
1.2. La mozione di sfiducia
Capitolo V – LE ORDINANZE DEL SINDACO E DEI DIRIGENTI
1. Oggetto dell’analisi
2. La fase della proposta
2.1. Intestazione
2.1.1. Contenuto
2.1.2. Formula operativa
2.2. Preambolo
2.2.1. Contenuto
2.2.1.1. I presupposti
2.2.1.2. Relazioni tecnico-amministrative
2.2.1.3. I richiami di legge
2.2.1.4. La preventiva comunicazione al Prefetto
2.2.1.5. Il richiamo alla comunicazione di avvio del procedimento e del responsabile del procedimento e alle eventuali memorie o osservazioni presentate
2.2.2. Formula operativa
2.2.3. Errori da evitare
2.3. Motivazione
2.3.1. Contenuto
2.3.1.1. Ordinanze contingibili ed urgenti
2.3.1.2. Ordinanze normali
2.3.2. Formula operativa
2.3.3. Errori da evitare
2.4. Dispositivo
2.4.1. Contenuto
2.4.1.1. L’ordine
2.4.1.2. L’apposizione del termine
2.4.1.3. L’indicazione dei termini e dell’autorità cui poter ricorrere
2.4.1.4. La notificazione/pubblicazione
2.4.2. Formula operativa
2.4.2.1. L’ordine
2.4.2.2. Le comunicazioni previste dalla legge 241/1990: il responsabile del procedimento, i termini e l’autorità a cui poter ricorrere, l’accesso agli atti
2.4.2.3. Le formule circa la notificazione/pubblicazione
2.5. L’esecuzione
2.5.1. Contenuto
2.5.2. Formula operativa
2.6. Luogo, data e sottoscrizione
3. Le fasi successive all’adozione
Capitolo VI – LE DETERMINAZIONI
1. Oggetto dell’analisi
2. La fase della proposta
2.1. Intestazione
2.1.1. Contenuto
2.1.2. Formula operativa
2.1.3. Errori da evitare
2.2. Preambolo
2.2.1. Contenuto
2.2.1.1. I presupposti, i richiami di legge, le relazioni tecniche
2.2.1.2. La proposta di determinazione
2.2.1.3. Il rispetto delle linee di indirizzo del PEG
2.2.2. Formula operativa
2.2.2.1. Formule relative all’impostazione del preambolo, della premessa ed alla esplicazione della motivazione
2.2.3. Premessa per atto con rilevanza contabile
2.2.4. Errori da evitare
2.2.5. Formulazione operativa
2.3. La motivazione
2.3.1. Contenuto
2.3.2. La motivazione
2.3.2.1. I presupposti
2.3.2.2. La motivazione degli acquisti di beni e servizi
2.3.2.3. Comuni non capoluogo di provincia
2.3.3. Formula operativa
2.3.3.1. Formula della motivazione per il caso di avvalimento della convenzione Consip
2.3.3.2. Formula della motivazione per il caso di non avvalimento convenzioni Consip e di utilizzo parametri qualità-prezzo (possibile solo se trattasi di Amministrazione non statale)
2.3.3.3. Formula della motivazione nel caso in cui non risulta attiva alcuna convenzione Consip
2.4. L’acquisizione dell’autocertificazione e il suo inserimento nello schema dell’atto
2.4.1. La formulazione operativa
2.4.1.1. Dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà da allegare alla determinazione (esempio per il caso avvalimento convenzioni Consip)
2.4.1.2. Dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà da allegare alla determinazione (esempio per il caso utilizzo parametri qualità-prezzo)
2.4.1.3. Dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà da allegare alla determinazione (esempio per il caso di motivazione di non avvalimento convenzione Consip)
2.4.2. Errori da evitare
2.5. Dispositivo
2.5.1. Contenuto
2.5.2. Formula operativa
2.5.3. Errori da evitare
2.6. Eventuale previa determinazione dirigenziale di prenotazione di impegno di spesa
2.6.1. Contenuto
2.6.2. Formulazione operativa
3. Altre tipologie di determinazioni
3.1. Nella premessa
3.2. Nel dispositivo
3.2.1. Contenuto
3.2.2. Formula operativa
3.2.3. Risultanze finali
4. L’esecuzione delle determinazioni
5. L’esecuzione del provvedimento di aggiudicazione: la conclusione del contratto e la stipula
5.1. Il concetto di aggiudicazione: duplicità di effetti (contabili e civilistici)
6. Stipula in forma pubblica
6.1. Nozione
6.1.1. Forma pubblica notarile
6.1.2. Forma pubblica amministrativa
6.2. Profili oggettivi
6.3. Profili soggettivi
6.3.1. Individuazione del soggetto rogante
6.4. Formulazione operativa
6.5. Contratto informatico
7. Stipula in forma privata
7.1. Nozione
7.2. Formulazione operativa
8. Le disposizioni circa l’efficacia
8.1. Contenuto
8.2. Formula operativa
8.3. Errori da evitare
8.4. Schema generale di determinazione
9. Le fasi successive alla redazione della proposta
Capitolo VII – FATTISPECIE PARTICOLARI DI DETERMINAZIONI
1. Individuazione di casi
1.1. La procedura negoziata
1.1.1. L’eccezionalità della procedura negoziata e la necessità della motivazione
1.1.2. Contenuto necessario della motivazione
1.1.3. Formulazione operativa di una determinazione di impegno a procedura negoziata
2. L’affidamento degli incarichi esterni
2.1. Premessa introduttiva
2.2. Profili generali concernenti l’affidamento degli incarichi all’esterno nella lettura data dalla giurisprudenza contabile
2.3. Le condizioni stabilite dalla nuova normativa. Il procedimento per il conferimento di un incarico esterno
2.3.1. La competenza all’attribuzione
2.3.2. La fase preparatoria
2.3.2.1. Il preambolo e l’indicazione dei presupposti di fatto
2.3.2.1.1. Il primo presupposto oggettivo di legittimità. I casi di conferimento
2.3.2.1.2. Il secondo presupposto soggettivo: la particolare e comprovata specializzazione
2.3.2.1.3. La limitazione dell’oggetto. L’impossibilità di ricorrere ad incarichi di collaborazione coordinata e continuativa. I concetti di studio, ricerca, consulenza
2.3.2.2. La motivazione
2.3.2.2.1. Il terzo presupposto: la procedura comparativa
2.3.2.2.2. Il quarto presupposto di legittimità: la comunicazione preventiva agli organi di revisione di ciascun Ente
2.3.2.2.3. Il quinto presupposto di legittimità: la programmazione (con apposito atto consiliare) e il tetto di spesa (stabilito in sede di bilancio e determinato dal Consiglio)
2.3.2.3. Gli altri atti presupposti e richiamati
2.3.2.3.1. I presupposti di diritto e in fatto
2.3.3. La fase costitutiva
2.3.3.1. Il contenuto del dispositivo
2.3.4. La fase integrativa dell’efficacia
2.3.4.1. La particolare condizione di efficacia dei contratti relativi a rapporti di consulenza
2.3.4.2. La comunicazione alla Corte dei conti
Capitolo VIII – LA FORMA DEL LINGUAGGIO
1. Oggetto dell’analisi
2. Le caratteristiche del linguaggio burocratico
3. La direttiva della Funzione pubblica e il progetto Chiaro!
3.1. Le regole generali
3.2. Le regole specifiche di scrittura del testo
4. Le regole dettate dalla legge per la redazione degli atti pubblici

Parte Sesta
LA TECNICA DI REDAZIONE DEGLI ATTI
Capitolo I – LE DELIBERAZIONI DEL CONSIGLIO COMUNALE
1. La delibera di approvazione programma per l’affidamento degli incarichi di collaborazione – anno…
2. L’adozione di un regolamento
3. La modifica dello Statuto
Capitolo II – LE DELIBERE DELLA GIUNTA COMUNALE
1. Oggetto dell’analisi
2. Delibera di approvazione di perizia con aumento di spesa
Capitolo III – LE DETERMINAZIONI DEI RESPONSABILI DEI SERVIZI
1. Oggetto
2. L’acquisto di manifesti locandine per attività culturali
Capitolo IV – LE ORDINANZE DEL SINDACO
1. Oggetto
2. Ordinanza avente rilievo igienico-sanitario per la salute della collettività
3. Ordinanza contingibile e urgente al fine di prevenire gravi pericoli che minacciano l’incolumità pubblica ai sensi dell’art. 54, comma 4, d.lgs. 269/2000
Capitolo V – I DECRETI DEL SINDACO
1. Oggetto
2. La nomina e designazione di rappresentanti presso Enti o aziende o istituzioni
3. La nomina di amministratore di sistema

Parte Settima
I MODELLI DEGLI ATTI AMMINISTRATIVI COMUNALI
Oggetto dell’esposizione
Regolamenti comunali
– In materia di ISEE
– In materia di Contabilità
– In materia di Contratti
– In materia di Controllo di gestione
– In materia di Trattamento dei dati sensibili
– In materia di Accesso ai documenti amministrativi
– In materia di Procedimento amministrativo
– In materia di Comunicazione
– In materia di Spese di rappresentanza
– In materia di Assegnazione di contributi
– In materia di Assegnazione di controlli interni
Decreti del sindaco
Ordinanze
Ordinanze normali, ordinanze contingibili e urgenti, atti d’urgenza
• Ordinanze del sindaco
– Ordinanze ai sensi dell’art. 192 comma 3 d.lgs. 152/2006 (ordinanze normali quale Capo dell’amministrazione comunale)
– Ordinanze ai sensi dell’art. 50 comma 3 (ordinanze normali quale Capo dell’amministrazione comunale)
– Ordinanze ai sensi dell’art. 50 comma 4 (ordinanze normali quale Capo dell’amministrazione comunale)
– Ordinanze ai sensi dell’art. 50 comma 5 (ordinanze contingibili e urgenti quale Capo dell’amministrazione comunale)
– Ordinanze ai sensi dell’art. 54 comma 4 (ordinanze contingibili e urgenti quale Ufficiale di Governo)
– Atti d’urgenza (quale Ufficiale di Governo)
• Ordinanze dei dirigenti
ATTI DEL CONSIGLIO
• Approvazione del nuovo testo di Statuto comunale
• Delibere del Consiglio comunale
– Acquisti e alienazioni immobiliari e relative permute
– Affidamento di attività e servizi mediante convenzione
– Altri provvedimenti di competenza consiliare
– Bilanci annuali e pluriannuali, relazioni previsionali e programmatiche e relative variazioni
– Convenzioni tra Comuni e tra Comuni e Provincia
– Costituzione e modificazione delle forme associative
– Definizione indirizzi per nomina e designazione (da parte del Sindaco) rappresentanti del Comune presso Enti, Aziende e Istituzioni
– Istituzione e ordinamento dei tributi, disciplina generale delle tariffe per la fruizione dei beni e dei servizi
– Personale
– Piani territoriali e urbanistici
– Programmi
• Delibere di Consiglio non provvedimentali
ATTI DELLA GIUNTA
• Deliberazioni della Giunta comunale
– In materia di lavori pubblici e forniture di beni e servizi
– Piani territoriali e urbanistici
– In materia di giudizi
– In materia di personale
– In materia di servizi demografici
– In materia finanziaria e tributaria
– Varie
ATTI DEI DIRIGENTI
• Determinazioni adottabili senza atto fondamentale né di programmazione
– Altri atti di gestione (art. 107 t.u.)
– In materia contrattuale
– In materia finanziaria
• Determinazioni precedute sia da atto fondamentale di Consiglio comunale a monte che da atto di pianificazione intermedio di Giunta
– In materia contrattuale
– In materia di acquisto di beni/servizi
– In materia di personale
– In materia finanziaria
• Determinazioni precedute unicamente da un atto fondamentale di Consiglio comunale a monte
– In altre materie (dopo adozione di atto di competenza del Consiglio)
– In materia di personale (atto fondamentale: bilancio)
– In materia di polizia cimiteriale (dopo l’adozione del regolamento comunale di polizia cimiteriale)
– In materia finanziaria (atto fondamentale: bilancio)
• Atti del dirigente come datore di lavoro

Tiziano Tessaro Magistrato della Corte dei Conti. Direttore della rivista on line www.lagazzettadeglientilocali.it e del bimestrale Comuni d’Italia, entrambi Maggioli Editore.

XI Edizione Maggio 2017 – Pagine 1400 – F.to cm. 17×24
Codice 88-916-1650-0 – Euro 118,00

Sorgente: La redazione degli atti amministrativi del Comune dopo l’armonizzazione contabile

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