Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano,Accordo, ai sensi dell’articolo 4 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, tra il Governo, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano in ordine al Piano nazionale alcol e salute (Rep. atti n. 68/CSR) (G.U. n.88 del 16.04.2007)

Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano,Accordo, ai sensi dell’articolo 4 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, tra il Governo, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano in ordine al Piano nazionale alcol e salute (Rep. atti n. 68/CSR) (G.U. n.88 del 16.04.2007)
Il provvedimento individua alcune linee guida ed interventi normativi e programmatici di ambito nazionale e internazionale relativi alle problematiche alcoologiche, per la prevenzione e il contenimento del danno alcolcorrelato, da realizzarsi in collaborazione tra Stato e regioni.. Il documento si apre con una parte introduttiva che spiega come il consumo di alcol sia uno degli elementi determinanti per la salute di una popolazione, evidenziando la correlazione tra l’elevato consumo di alcol e l’aumento del rischio di morbilità e disabilita’ psicofisica nonchè di mortalità per alcune cause. Tra i rischi per la salute e la sicurezza emergono quelli derivati dalla diffusione negli ultimi anni, soprattutto tra i giovani, modelli di consumo importati dai Paesi del nord Europa che comportano notevoli variazioni nella quantità e qualità dei consumi, con un progressivo passaggio da un bere incentrato sul consumo di vino o bevande a bassa gradazione alcolica, a completamento dei pasti, a un bere al di fuori dei pasti, talvolta in sostituzione degli stessi, e in occasioni ricreazionali, con uso di bevande ad alto contenuto alcolico e in quantità spesso eccessive (in queste condizioni l’alcol diviene un possibile facilitatore al consumo di altre droghe). Un ulteriore elemento di problematicità e’ rappresentato dai consumi di bevande alcoliche tra i migranti con modalità, per culture, tradizioni e scopi, differenti da quelle finora descritte. Il Piano nazionale alcol e salute (PNAS) ribadisce la necessità sulle problematiche alcolcorrelate, di un approccio interistituzionale, in grado di coinvolgere in modo più diretto e puntuale tutte quelle amministrazioni non sanitarie che possono svolgere un ruolo strategico per il raggiungimento degli obiettivi di salute e sicurezza connessi con la riduzione del danno alcolcorrelato. A tal fine, il Ministero della salute si impegna a sensibilizzare e coinvolgere progressivamente le amministrazioni coinvolte; dato il carattere legale, diffuso e socialmente accettato del consumo di alcol, e’ infatti necessario dunque contemplare tutte quelle strategie ed azioni di più ampia e specifica valenza sociale, economica, giuridica e quant’altro che possono scaturire da una presa d’atto da parte di tutta la società sui pericoli connessi e favorire una ridefinizione culturale dell’immagine della bevanda alcolica, che sottolinei i possibili effetti dannosi dell’alcol. Con questo accordo vengono individuati alcuni obiettivi prioritari e azioni prioritarie per il triennio 2007-2009, da attivarsi secondo i modelli organizzativi propri delle singole regioni, e i cui risultati saranno monitorati e verificati secondo specifici indicatori. In considerazione di quanto detto sopra, il PNAS assume quale obiettivo finale la prevenzione e riduzione della mortalità e morbilità alcolcorrelate nel nostro Paese, ponendosi i sotto indicati obiettivi intermedi: – aumentare la consapevolezza del rischio connesso con il consumo delle bevande alcoliche nella popolazione generale e in alcune fasce di popolazione particolarmente esposte (anziani, giovani, donne), nonchè il sostegno a favore delle politiche di salute pubblica finalizzate alla prevenzione del danno alcolcorrelato; – ridurre i consumi a rischio (e in particolare quelli eccedentari e al di fuori dei pasti) nella popolazione e in particolare nei giovani, nelle donne e nelle persone anziane; – ridurre la percentuale dei giovani minori di 18 anni che assumono bevande alcoliche, nonchè l’età del primo contatto con le stesse; – ridurre il rischio di problemi alcolcorrelati che può verificarsi in una varietà di contesti quali la famiglia, il luogo di lavoro, la comunità o i locali dove si beve; – ridurre la diffusione e la gravita’ di danni alcolcorrelati quali gli incidenti e gli episodi di violenza, gli abusi sui minori, la trascuratezza familiare e gli stati di crisi della famiglia; – mettere a disposizione accessibili ed efficaci trattamenti per i soggetti con consumi a rischio o dannosi e per gli alcoldipendenti; – provvedere ad assicurare una migliore protezione dalle pressioni al bere per i bambini, i giovani e coloro che scelgono di astenersi dall’alcol. Per raggiungere gli obiettivi e i sub obiettivi indicati, si propongono alcune aree strategiche di intervento prioritario: – informazione/educazione; – bere e guida; – ambienti e luoghi di lavoro; – trattamento del consumo alcolico dannoso e dell’alcoldipendenza; – responsabilità del mondo della produzione e distribuzione; – capacita’ sociale di fronteggiare il rischio derivante dall’uso dell’alcol; – potenzialità delle organizzazioni di volontariato e mutuo aiuto e delle organizzazioni non governative; – monitoraggio del danno alcolcorrelato e delle relative politiche di contrasto; – la necessita’ di promuovere la cultura alcologica di tutti gli operatori a qualsiasi titolo coinvolti e di provvedere adeguatamente alla formazione e aggiornamento del personale interessato nell’ambito delle aree sanitaria, sociale.

da: Rassegna legislativa.


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