MAPPE nelle POLITICHE SOCIALI e nei SERVIZI

incontro a sostegno della approvazione del disegno di Legge Iori 2443 per il riconoscimento dell’EDUCATORE e del PEDAGOGISTA, alla Università di Milano Bicocca – Laurea in Scienze dell’educazione e Scienze pedagogiche, 22 novembre 2017


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Jared Diamond – L’evoluzione dell’animale umano, Bollati Boringhieri, 2017


Jared Diamond – L’evoluzione dell’animale umano
“Quali sono le nostre origini, la nostra natura e le responsabilità che ne derivano? La scienza può fornire risposte adeguate a tali domande? Jared Diamond risponde in L’evoluzione dell’animale umano, riadattamento per ragazzi dell’ormai classico Il terzo scimpanzè. Saggistica e alta divulgazione si coniugano in questo testo nell’intento pedagogico di far riflettere i giovani sulla profonda identità umana”. La recensione di Luca Munaron.

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FORUM PA LOMBARDIA, Innovare per prendersi cura dei cittadini. Modelli regionali a confronto, Milano, Palazzo Lombardia, Sala Marco Biagi 24 novembre 2017, ore 9.30


ICity Lab 2017
FPA e Regione Lombardia

presentano il

FORUM PA LOMBARDIA

Innovare per prendersi cura dei cittadini. Modelli regionali a confronto

Milano, Palazzo Lombardia, Sala Marco Biagi
24 novembre 2017 ore 9.30

Se ancora non ti sei accreditato registrati qui.
Consulta il programma  (la partecipazione è gratuita).

Apertura dei lavori alle ore 9:30 con la relazione introduttiva di Giulio Gallera, assessore al welfare Regione Lombardia.

A seguire due sessioni parallele:

ore 10:30 – Modelli assistenziali dei Territori a confronto, coordina Giovanni Daverio, Direttore Generale Welfare – Regione Lombardia;

ore 10:30 – La centralità del dato per il nuovo modello di assistenza e cura. Tecnologie a supporto della presa in carico, coordina Roberto Soj, Direttore Generale – Lombardia Informatica.

Chiusura dei lavori alle ore 13:00 con Giulio Gallera.

Vi aspettiamo il prossimo 24 novembre a Milano.

Consulta il  programma, clicca qui per l’accredito.

Per informazioni
info@forumpa.it
tel. 06684251

FAMIGLIE, MINORI E POLITICHE DEI SERVIZI, Bibliografia in ordine cronologico decrescente, a cura di Paolo Ferrario, aggiornata al novembre 2017


Ida Sala, Ingiusto prendersela con i/le lavoratori/trici dei servizi sociali, dal blog ecoinformazioni.wordpress.com


Sento la necessità, per amore del vero e per amore di Como – la mia città – di spezzare una lancia a favore delle lavoratrici e dei lavoratori dei Servizi sociali del Comune di Como.  Ho sentito rivolgere molte critiche alle Assistenti sociali per non aver dato tutto l’aiuto necessario alla famiglia dei 4 bambini soffocati nel rogo di via San Fermo e del loro sciagurato padre; ed è diffuso il malcontento tra coloro che, per povertà, per età, per condizione personale o malattia, hanno necessità di un supporto sociale.

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GENERARE L’UMANO IN RSA E DINTORNI, di Antonio Monteleone – Responsabile relazioni istituzionali e scientifiche Kos Care Anni Azzurri , Maggioli editore, 2017


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La cultura dell’umanizzazione investe i luoghi di cura nel loro insieme, chiamando in causa l’architettura, le tecnologie, i rapporti interumani e i processi diagnostici e terapeutici. In questi ultimi ci si adopera per far intervenire il paziente e per coinvolgere gli stessi familiari al fine di favorire la comunicazione, ridurre l’ansia e il disagio del ricovero, rafforzare l’adesione ai trattamenti e accelerare la ripresa e il conseguimento di ottimi risultati.

Che cosa succede dove le cure non sono efficaci e il ‘protagonismo’ del malato è ridotto o persino inesistente a causa di malattie neurodegenerative che lo rendono passivo?
Qual è la resilienza del personale in presenza di condizioni di salute che sembrano sconvolgere l’identità stessa delle persone?
Quali caratteristiche assume il lavoro di umanizzazione che s’intende realizzare e approfondire in Rsa, dove, da una parte si applica il modello bio-psico-sociale e dall’altra la cura, l’assistenza e le relazioni non sono transitorie e il tempo si dilata intorno a spazi e percorsi diventati domestici?

Il libro risponde a questi interrogativi con risposte legate al benessere degli ospiti e del personale delle Rsa, estendibili anche al territorio e al mondo circostanti.

1. “Generare l’umano” nelle RSA
2. L’inserimento territoriale delle RSA attraverso le scuole
3. L’appropriatezza relazionale in RSA
4. Il caregiver familiare in RSA. Un’esperienza di intervento
5. Demenza e burnout degli operatori
6. L’habitat, paradigma dello spazio esistenziale delle RSA
7. Umanizzazione delle cure e gestione delle risorse umane in RSA
8. L’arte della relazione nell’assistenza e cura delle cronicità

Antonio Monteleone
Responsabile relazioni istituzionali e scientifiche Kos Care Anni Azzurri

Il ministro dell’Interno, Marco Minniti, ha risposto alle accuse dell’Onu circa gli accordi per trattenere i migranti in Libia | in Sicurezza internazionale | LUISS, 15 novembre 2017


 

Il ministro dell’Interno, Marco Minniti, ha risposto alle accuse dell’Onu circa gli accordi per trattenere i migranti in Libia, mercoledì 15 novembre, durante il Question time settimanale della Camera

….

Minniti ha spiegato che, proprio grazie agli sforzi nello Stato nordafricano dell’Italia e dell’UE, la UN Refugee Agency ha potuto visitare 28 dei 29 centri di accoglienza presenti in Libia, individuando oltre mille soggetti in condizioni di fragilità a cui potrà essere riconosciuta la protezione internazionale e il ricollocamento in Paesi terzi. L’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (IOM) ha potuto altresì portare a termine oltre 9,953 rimpatri di migranti che erano presenti in Libia e a Berna, il 13 novembre scorso, i ministri dell’Interno d’Europa e dell’Africa, compresa la Libia, hanno firmato un documento di impegni sui diritti dei migranti e sul diritto alla protezione internazionale. Ad avviso del ministro, tutto questo non basta, ma l’alternativa “non può essere quella di rassegnarsi all’impossibilità di governare i flussi migratori e consegnare agli scafisti le chiavi delle democrazie europee”. Per questo motivo, la lotta contro il traffico di esseri umani e lo sfruttamento sono l’unica strada possibile, ha concluso Minniti.

….

vai all’intera scheda:

Minniti risponde alle accuse dell’Onu | Sicurezza internazionale | LUISS

Il Piano nazionale di interventi contro Hiv e Aids (Pnaids), approfondimento a cura di Anna Luzi e Barbara Suligoi (Iss), novembre 2017


Piano nazionale di interventi contro Hiv e Aids
La Conferenza Stato-Regioni ha sancito l’intesa sul “Piano nazionale di interventi contro Hiv e Aids (Pnaids)”.

Il Piano propone interventi basati sulle evidenze scientifiche e definisce obiettivi in linea con quelli delle principali agenzie internazionali che puntano a debellare l’Aids entro il 2030.

Leggi l’approfondimento a cura di Anna Luzi e Barbara Suligoi (Iss).

via Il Piano nazionale di interventi contro Hiv e Aids (Pnaids)

PICOZZI MASSIMO, Mente criminale. Storie di delitti e assassini, La Mave di Teseo, 2017


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PARSI MARIA RITA, Cuore di mostro, Mondadori, 2002, p. 262


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Regione Lombardia. Convegno per spiegare la riforma della cronicità ai cittadini | Legnano, 17 novembre 2017


LEGNANO – Comune di Legnano e GST, cooperativa di medici di medicina generale attiva a Legnano dal 1999, sono promotori di una serata aperta a tutta la cittadinanza per illustrare e spiegare cosa la riforma sanitaria in atto prevede per i malati cronici, ossia per tutte quelle persone affette da malattie come l’ipertensione, lo scompenso cardiaco, il diabete, l’insufficienza renale cronica e altre.

via Legnano: un convegno per spiegare la riforma della cronicità ai cittadini | Ticino Notizie

BARBARO, BARBARI


“Fine vita” e cure palliative: i CODICI DEONTOLOGICI di medici, infermieri, psicologi, assistenti sociali, aggiornati al 2017


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RIVOLUZIONE D’OTTOBRE del 1917: Filippo Turati aveva capito l’essenziale È interessante leggere il profetico intervento di Filippo Turati al Congresso Socialista di Livorno del 1921. In quel Congresso Turati aveva descritto con sorprendente lucidità i connotati del movimento comunista internazionale


Rivoluzione d’Ottobre: Filippo Turati aveva capito l’essenziale

È interessante leggere il profetico intervento di Filippo Turati al Congresso Socialista di Livorno del 1921.
In quel Congresso Turati aveva descritto con sorprendente lucidità i connotati del movimento comunista internazionale:

“…. il ricorso alla violenza; la dittatura del proletariato quale forma di dispotismo; la coercizione del pensiero con la persecuzione, anche all’interno del partito, di ogni forma di eresia…..

….. Avrete capito allora, intelligenti come siete, che la forza del bolscevismo russo è nel peculiare nazionalismo che vi sta sotto, nazionalismo che del resto avrà una grande influenza nella storia del mondo, come opposizione ai congiurati imperialismi dell’Intesa e dell’America, ma che è pur sempre una forma di imperialismo”

L'immagine può contenere: 2 persone, persone in piedi, folla e spazio all'aperto

La “profezia” di Filippo Turati (Canzo, 26 novembre 1857 – Parigi, 29 marzo 1932) al Congresso di Livorno del 1921, citazione ripresa da Wikipedia

« Ciò che ci distingue non è la generale ideologia socialista – la questione del fine e neppure quella dei grandi mezzi (lotta di classe, conquista del potere ecc.) – ma è la valutazione della maturità della situazione e lo apprezzamento del valore di alcuni mezzi episodici.

Primo fra questi la violenza, che per noi non è, e non può essere, programma, che alcuni accettano pienamente e vogliono organizzare [commenti], altri accettano soltanto a metà (unitari comunisti o viceversa).

Altro punto di distinzione è la dittatura del proletariato, che per noi, o è dittatura di minoranza, e allora non è che dispotismo, il quale genererà inevitabilmente la vittoriosa controrivoluzione, o è dittatura di maggioranza, ed è un evidente non senso, una contraddizione in termini poiché la maggioranza è la sovranità legittima, non può essere la dittatura.

Terzo punto di dissenso è la coercizione del pensiero, la persecuzione, nell’interno del Partito, dell’eresia, che fu l’origine ed è la vita stessa del Partito, la grande sua forza salvatrice e rinnovatrice, la garanzia che esso possa lottare contro le forze materiali e morali che gli si parano di contro.

Ora tutti e tre questi concetti si risolvono poi sempre in un solo: nel culto della violenza, sia esterna sia interna, e hanno tutti e tre un presupposto, nel quale è il vero punto di divergenza tra noi: la illusione che la rivoluzione sia il fatto volontario di un giorno o di un mese, sia l’improvviso calare di un scenario o l’alzarsi di un sipario, sia il fatto di un domani e di un posdomani del calendario; e la rivoluzione sociale non è un fatto di un giorno o di un mese, è il fatto di oggi, di ieri e di domani, è il fatto di sempre, che esce dalle viscere stesse della società capitalista, del quale noi creiamo soltanto la consapevolezza, e così agevoliamo l’avvento; mentre nella rivoluzione ci siamo; e matura nei decenni, e trionferà tanto più presto, quanto meno lo sforzo della violenza, provocando prove premature e suscitando reazioni trionfatrici ne deriverà ed indugierà il cammino. Ond’è che per noi gli scorcioni sono sempre la via più lunga, e la via, che altri crede più lunga, è stata e sarà sempre la più breve. La evoluzione si confonde nella rivoluzione, è la rivoluzione stessa, senza sperperi di forze, senza delusioni e senza ritorni. (…)

Questo culto della violenza, che è un po’ negli incunaboli di tutti i partiti nuovi, che è strascico di vecchie mentalità che il Socialismo marxista ha disperse, della vecchia mentalità insurrezionista, blanquista, giacobina, che volta a volta sembra tramontata e poi risorge di nuovo, e a cui la guerra ha ridato un enorme rigoglio, non può essere di fronte alla complessità della lotta sociale moderna, che una reviviscenza morbosa ed effimera.

Organicamente la violenza è propria del capitalismo, non può essere del socialismo.

E propria delle minoranze che intendono imporsi e schiacciare le maggioranze, non già delle maggioranze che vogliono e possono, con le armi intellettuali e coi mezzi normali di lotta, imporsi per legittimo diritto.

La violenza è il sostitutivo, è il preciso contrapposto della forza. È anche un segno di scarsa fede nella idea che si difende, di cieca paura delle idee avversarie. È, insomma, in ogni caso, un rinnegamento, anche se trionfi per un’ora, poiché apre inevitabilmente la strada alla reazione della insopprimibile libertà della coscienza umana, che ben presto, diventa controrivoluzione, che diventa vittoria e vendetta dei comuni nemici. (…)

Con la violenza che desta la reazione, metterete il mondo intero contro di voi. Questo è il nostro pensiero di oggi, di ieri, di sempre, ma sopra tutto in periodo di suffragio universale: quando voi tutto potrete se avete coscienza e, se no, nulla potrete ad ogni modo. Perché voi siete il numero e siete il lavoro, e sarete i dominatori necessari del mondo di domani a un solo patto: che non mettiate, con la violenza, tutto il mondo contro di voi.

Ecco il tondo del solo nostro dissenso, che è di oggi come di ieri, nel quale sempre insorgemmo e ci differenziammo. E quando Terracini ci dice, credendo coglierci in contraddizione: lanci la prima pietra chi in qualche momento, nel Partito, non fece appello alle violenze più pazze, io posso francamente rispondergli: eccomi qua! quella pietra io posso lanciarla [applausi vivissimi].

Sì, a noi può dolere che questa mostruosa fioritura psicologica di guerra ci divida fra noi, ci allontani tutti quanti dalla mèta, ci faccia perdere anni preziosi, facendo involontariamente il massimo tradimento al proletariato, che noi priviamo di tutte le enormi conquiste che potrebbe oggi conseguire, sacrificandolo alle nostre divisioni ed alle nostre impazienze, suscitando tutte le forze della controrivoluzione.

Si, noi lottiamo oggi troppo spesso contro noi stessi, lavoriamo per i nostri nemici, siamo noi a creare la reazione, il fascismo, ed il partito popolare.

Intimidendo ed intimorendo, proclamando (con suprema ingenuità anche dal punto di vista cospiratorio) l’organizzazione dell’azione illegale, vuotando di ogni contenuto l’azione parlamentare che non è già l’azione di pochi uomini, ma dovrebbe essere, col suffragio universale, la più alta efflorescenza di tutta l’azione, prima di un partito, poi di una classe; noi avvaloriamo e scateniamo le forze avversane che le delusioni della guerra avevano abbattute, che noi avremmo potuto facilmente debellare per sempre. (…)

Le vie della storia non sono facili. Noi possiamo cercare di abbreviarle con sincerità, sdegnosi di popolarità, facilmente accettate a prezzo di formule ambigue. E questo noi facciamo e faremo, e con voi e fra voi, o separati da voi, perché è il nostro preciso dovere. Noi saremo sempre col Proletariato che combatte la sua lotta di classe. (…)

Fu unicamente il culto di alcune frasi isolate da comizio (la violenza levatrice della nuova storia” e somiglianti), avulse dal complesso dei testi, e ripetute per accidia intellettuale che, in unione alle naturali ribellioni del sentimento, velò a troppi di noi il fondo e la realtà della dottrina marxista. Quel culto delle frasi, in odio al quale Marx amava ripetere che egli, per esempio, “non era marxista”, e anche a me – di cento cubiti più piccolo – a udire le scemenze di certi pappagalli, accadde di affermare che io non sono turatiano [Ilarità].

Perché nessuna formula – neanche quella di Mosca – sostituirà mai il possesso di un cervello, che, in contatto coi fatti e con le esperienze, ha il dovere di funzionare. (…)

Sul terreno pratico, quarant’anni o poco meno di propaganda e di milizia mi autorizzano ad esprimervi sommariamente un’altra convinzione. Potrei chiamarla (se la parola non fosse un po’ ridicola) una profezia, facile profezia e per me di assoluta certezza. Vi esorto a prenderne nota. Fra qualche anno – io non sarò forse più a questo mondo – voi constaterete se la profezia si sia avverata. Se avrò fallito, sarete voi i trionfatori.

Questo culto della violenza, violenza esterna od interna, violenza fisica o violenza morale – perché vi è una violenza morale, che pretende sforzare le mentalità, far camminare il mondo sulla testa (…), e che è ugualmente antipedagogica e contraria allo scopo – non è nuovo (…), nella storia del socialismo italiano, come di altri Paesi. E il comunismo critico di Marx e di Engels ne fu appunto la più gagliarda negazione.

Ma, per fermarci all’arretrata Italia, che, come stadio di evoluzione economica, sta, a un dipresso, di mezzo fra la Russia e la Germania, la storia dei nostri Congressi, che riassume in qualche modo le fasi del Partito, (…) quella storia dimostra a chiare note come cotesta lotta fra il culto della violenza che pretende di imporsi col miracolo ed il vero socialismo che lo combatte, è stata sempre, nelle più diverse forme, a seconda dei momenti e delle circostanze, il dramma intimo e costante del partito socialista.

Ma il socialismo, in definitiva, fu sempre il trionfatore contro tutte le sue deviazioni e caricature. (…) nella storia del nostro partito l’anarchismo fu rintuzzato, il labriolismo finì al potere, il ferrismo, anticipazione, come ho detto, del graziadeismo [nuova ilarità], fece le capriole che sapete, l’integralismo stesso sparì e rimase il nucleo vitale: il marcio riformismo, secondo alcuni, il socialismo, secondo noi, il solo vero, immortale, invincibile socialismo, che tesse la sua tela ogni giorno, che non fa sperare miracoli, che crea coscienze, sindacati, cooperative, conquista leggi sociali utili al proletariato, sviluppa la cultura popolare (senza la quale saremo sempre a questi ferri e la demagogia sarà sempre in auge), si impossessa dei Comuni, del Parlamento, e che, esso solo, lentamente, ma sicuramente, crea con la maturità della classe, la maturità degli animi e delle cose, prepara lo Stato di domani e gli uomini capaci di manovrarne il timone. (…)

La guerra doveva rincrudire il fenomeno. La lotta sarà più dura, più tenace e più lunga, ma la vittoria è sicura anche questa volta. (…)

Fra qualche anno il mito russo, che avete il torto di confondere con la rivoluzione russa, alla quale io applaudo con tutto il cuore (Voce – Viva la Russia!) …. il mito russo sarà evaporato ed il bolscevismo attuale o sarà caduto o si sarà trasformato. Sotto le lezioni dell’esperienza (…) le vostre affermazioni d’oggi saranno da voi stessi abbandonate, i Consigli degli operai e dei contadini ( e perché no dei soldati?) avranno ceduto il passo a quel grande Parlamento proletario, nel quale si riassumono tutte le forze politiche ed economiche del proletariato italiano, al quale si alleerà il proletariato di tutto il mondo.

Voi arriverete così al potere per gradi… Avrete allora inteso appieno il fenomeno russo, che è uno dei più grandi fatti della storia, ma di cui voi farneticate la riproduzione meccanica e mimetistica, che è storicamente e psicologicamente impossibile, e, se possibile fosse, ci ricondurrebbe al Medio evo.

Avrete capito allora, intelligenti come siete [ilarità], che la forza del bolscevismo russo è nel peculiare nazionalismo che vi sta sotto, nazionalismo che del resto avrà una grande influenza nella storia del mondo, come opposizione ai congiurati imperialismi dell’Intesa e dell’America, ma che è pur sempre una forma di imperialismo.

Questo bolscevismo, oggi – messo al muro di trasformarsi o perire – si aggrappa a noi furiosamente, a costo di dividerci, di annullarci, di sbriciolarci; s’ingegna di creare una nuova Internazionale pur che sia, fuori dell’Internazionale e contro una parte di essa, per salvarsi o per prolungare almeno la propria travagliata esistenza; ed è naturale, e non comprendo come Serrati se ne meravigli e se ne sdegni, che essa domandi a noi, per necessità della propria vita, anzi della vita del proprio governo, a noi che ci siamo fatti così supini, e che preferiamo esserne strumenti anziché critici, per quanto fraterni, ciò che non oserà mai domandare né al socialismo francese né a quello di alcun altro paese civile. Ma noi non possiamo seguirlo ciecamente, perché diventeremmo per l’appunto lo strumento di un imperialismo eminentemente orientale, in opposizione al ricostituirsi della Internazionale più civile e più evoluta, l’Internazionale di tutti i popoli, l’Internazionale definitiva.

Tutte queste cose voi capirete fra breve e allora il programma, che state (…) faticosamente elaborando e che tuttavia ci vorreste imporre, vi si modificherà fra le mani e non sarà più che il vecchio programma.

Il nucleo solido, che rimane di tutte queste cose caduche, è l’azione: l’azione, la quale non è l’illusione, il precipizio, il miracolo, la rivoluzione in un dato giorno, ma è l’abilitazione progressiva, libera, per conquiste successive, obbiettive e subiettive, della maturità proletaria alla gestione sociale. Sindacati, Cooperative, poteri comunali, azione parlamentare, cultura ecc., ecc., tutto ciò è il socialismo che diviene.

E, o compagni, non diviene per altre vie. Ancora una volta vi ripeto: ogni scorcione allunga il cammino; la via lunga è anche la più breve… perché è la sola. E l’azione è la grande educatrice e pacificatrice. Essa porta all’unità di fatto, la quale non si crea con le formule e neppure con gli ordini del giorno, per quanto abilmente congegnati, con sapienti dosature farmaceutiche di fraterno opportunismo. Azione prima e dopo la rivoluzione – perché dentro la rivoluzione – perché rivoluzione essa stessa. Azione pacificatrice, unificatrice. (…)

Ond’è, che quand’anche voi avrete impiantato il partito comunista e organizzati i Soviet in Italia, se uscirete salvi dalla reazione che avrete provocata e se vorrete fare qualche cosa che sia veramente rivoluzionario, qualcosa che rimanga come elemento di società nuova, voi sarete forzati, a vostro dispetto – ma lo farete con convinzione, perché siete onesti – a ripercorrere completamente la nostra via, la via dei social-traditori di una volta; e dovrete farlo perché è la via del socialismo, che è il solo immortale, il solo nucleo vitale che rimane dopo queste nostre diatribe. E dovendo fare questa azione graduale, perché tutto il resto è clamore, è sangue, orrore, reazione, delusione; dovendo percorrere questa strada, voi dovrete fino da oggi fare opera di ricostruzione sociale.

Io sono qui alla sbarra, dovrei avere le guardie rosse accanto… [Si ride], perché, in un discorso pronunziato il 26 giugno alla Camera: Rifare l’Italia!, cercai di sbozzare il programma di ricostruzione sociale del nostro paese. Ebbene, leggetelo quel discorso, che probabilmente non avete letto, ma avete fatto male [Ilarità]. Quando lo avrete letto, vedrete che questo capo di imputazione, questo corpo di reato, sarà fra breve il vostro, il comune programma. [Approvazioni].

Voi temete oggi di ricostruire per la borghesia, preferite di lasciar crollare la casa comune, e fate vostro il “tanto peggio, tanto meglio!” degli anarchici, senza pensare che il “tanto peggio” non dà incremento che alla guardia regia ed al fascismo. [Applausi].

Voi non intendete ancora che questa ricostruzione, fatta dal proletariato con criteri proletari, per se stesso e per tutti, sarà il miglior passo, il miglior slancio, il più saldo fondamento per la rivoluzione completa di un giorno. Ed allora, in quella noi trionferemo insieme.

Io forse non vedrò quel giorno: troppa gente nuova è venuta che renderà aspra la via, ma non importa.

Maggioranza o minoranza non contano. Fortuna di Congressi, fortuna di uomini, tutto ciò è ridicolo di fronte alle necessità della storia.

Ciò che conta è la forza operante, quella forza per la quale io vissi e nella cui fede onestamente morrò uguale sempre a me stesso.

Io combatterei per essa. Io combatterei per il suo trionfo: e se trionferà anche con voi, è perché questa forza operante non è altro che il socialismo.

Evviva il Socialismo! »

(Filippo Turati – dal “Discorso al XVII Congresso Socialista del 1921”)

https://www.wikiwand.com/it/Filippo_Turati#/La_.22profezia.22_di_Turati_al_Congresso_di_Livorno_del_1921

 

IL RUOLO STRATEGICO DEL CAREGIVER NEL PARKINSON AVANZATO, ricerca Censis, 21 novembre 2017, Roma


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La spesa delle Amministrazioni centrali dello Stato – edizione novembre 2017 


La spesa delle Amministrazioni centrali dello Stato – edizione novembre 2017 

(novembre 2017)

 

Violenze contro gli assistenti sociali, fonti informative a cura dell’Ordine Nazionale Assistenti Sociali, 15 novembre 2017


Assistenti sociali: 9 su 10 hanno subito qualche aggressione
(fonte: corriere della sera, il fatto quotidiano, radioinblu.it (Conferenza Episcopale Italiana), ansa, agi, 9colonne, redattore sociale, quotidiano sanità, meridionrenews.it, torinooggi.it, nei fatti.it)

Una professione sempre più a rischio,  quella degli assistenti sociali.
Nel corso della propria esperienza professionale, solo poco più  di un assistente sociale su dieci (11,8%) non ha mai ricevuto minacce, intimidazioni o aggressioni verbali.
Ben tre professionisti su venti (il 15,4%)  hanno subito una qualche forma di aggressione fisica; l’88,2% è stato oggetto di violenza verbale, mentre il 61% ha assistito ad episodi di violenza verbale contro i colleghi.
E ancora: l’11,2% ha subito danni a beni o proprietà addebitabili all’esercizio della professione; il 35,8% ha temuto per la propria incolumità o quella di un familiare a causa del lavoro.
Sono alcuni dei dati della ricerca “Conoscere per agire. Il  fenomeno dell’aggressività  nei confronti degli assistenti sociali”, promossa dal Consiglio nazionale degli Assistenti Sociali e dalla Fondazione Nazionale Assistenti Sociali e  condotta su un campione di oltre 20 mila professionisti (quasi la metà dei 42 mila assistenti sociali italiani), che è stata  presentata oggi presso la sede del Cnel a Roma.
 Radio In Blu – intervista al Presidente Gazzi

Convegno “Politiche sociali, professionisti e percorsi per un futuro; costruire una Alleanza per i diritti sociali e l’equità”, 30 ottobre 2017


30 ottobre 2017 – Video sul  Convegno “Politiche sociali, professionisti e percorsi per un futuro; costruire una Alleanza per i diritti sociali e l’equità”
Il video servizio sul convegno “Politiche sociali, professionisti e percorsi per un futuro; costruire una Alleanza per i diritti sociali e l’equità”, Roma 24 e 25 ottobre 2017. … (leggi tutto)

QUARTO VOLUME della Guida Normativa per l’Amministrazione locale  2017, IL RUOLO DEGLI ENTI LOCALI NELLA RIPRESA: Sicurezza urbana, recupero periferie degradate, la Buona scuola, nuovi Lea e Codice del Terzo settore › Le misure e gli interventi di finanza locale ed il personale • D.Lgs. 19 aprile 2017, n. 56 • D.L. 24 aprile 2017, n. 50, conv. in legge 21 giugno 2017, n. 96 • D.Lgs. 25 maggio 2017, n. 74 e n. 75 • D.Lgs. 16 giugno 2017, n. 100, Maggioli editore, 2017


QUARTO VOLUME
Guida Normativa per
l’Amministrazione locale
2017

IL RUOLO DEGLI ENTI LOCALI
NELLA RIPRESA
› Sicurezza urbana, recupero periferie degradate, la Buona scuola, nuovi Lea e Codice
del Terzo settore
› Le misure e gli interventi di finanza locale ed il personale

• D.Lgs. 19 aprile 2017, n. 56
• D.L. 24 aprile 2017, n. 50,
conv. in legge 21 giugno 2017, n. 96
• D.Lgs. 25 maggio 2017,
n. 74 e n. 75
• D.Lgs. 16 giugno 2017, n. 100

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Le 25 parti di questo volume aggiornano i corrispondenti contenuti della “Guida normativa 2017” in base ai provvedimenti più recenti e di particolare importanza per amministratori e dirigenti di Comuni e altri Enti locali.

Coordinate e commentate, le disposizioni modificative intervenute nell’anno in corso sono facilmente ricollegabili ai medesimi argomenti trattati nella “Guida”: gli argomenti sono classificati con il riferimento alla medesima parte dell’opera; all’inizio di ciascuna parte si trova l’indice degli argomenti trattati nella stessa, suddivisi per capitoli e/o paragrafi e sezioni; l’indice alfabetico è stato predisposto per consentire l’immediata individuazione dell’argomento da esaminare, con riferimento alla pagina in cui lo stesso è trattato.

INDICE GENERALE
Parte 1 Il Comune e la Città metropolitana pag. 1
Parte 2 La gestione associata delle funzioni e dei servizi comunali pag. 5
Parte 3 Gli Organi di governo dei Comuni pag. 11
parte 4 Amministratori degli enti locali – Status giuridico: requisiti e cause impeditive pag. 15
Parte 5 Amministratori degli enti locali – Status giuridico ed economico pag. 19
Parte 8 Il Testo Unico delle Società a partecipazione pubblica pag. 23
Parte 12 Riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche – Nuovi interventi in materia di personale pag. 37
Parte 13 Personale degli enti locali: ordinamento previdenziale pag. 75
Parte 23 L’ordinamento finanziario e contabile armonizzato degli enti locali pag. 81
Parte 24 L’autonomia impositiva degli enti locali pag. 91
Parte 25 Le entrate extra-tributarie locali pag. 97
Parte 30 La soggettività passiva tributaria degli enti locali pag. 105
Parte 31 Il diritto di accesso a dati, documenti e informazioni pag. 109
Parte 32 Il decreto legislativo 19 aprile 2017, n. 56 “Correttivo appalti” pag. 121
Parte 37 La polizia locale: organizzazione, compiti e funzioni pag. 163
Parte 39 Le farmacie comunali pag. 173
Parte 43 I trasporti pubblici pag. 177
Parte 44 La sicurezza sociale: funzioni ed interventi del Comune – attività del volontariato pag. 185
Parte 47 I decreti de “La buona scuola” e gli enti locali pag. 209
Parte 48 I beni e le attività culturali pag. 239
Parte 49 Le attività e gli impianti per lo spettacolo e lo sport pag. 245
Parte 51 Dai territori e città smart verso Industria 4.0 pag. 249
Parte 54 La disciplina degli esercizi pubblici pag. 259
Parte 59 Tutela e valorizzazione dell’ambiente, del territorio e del mare pag. 263
Parte 64 La realizzazione dei lavori pubblici pag. 269

L’aggiornamento, con questo volume, della GUIDA NORMATIVA 2017 è stato curato da:
Luigi Cosco Avvocato, Segretario comunale emerito
Autore delle parti 12, 13, 32
Fiorenzo Narducci Fondatore e Direttore della Guida Normativa per l’Amministrazione Locale, Segretario generale comunale emerito, già Presidente della Sezione Autonomie del Consiglio Superiore della Pubblica Amministrazione
Autore delle parti 1, 3, 4, 5, 48, 59, 64
co-Autore delle parti 2, 43, 54
Riccardo Narducci Condirettore della Guida Normativa per l’Amministrazione Locale, Dottore Commercialista, Revisore contabile, Consulente ANCI
Autore delle parti 8, 23, 24, 25, 30, 37, 39, 44, 49, 51
co-Autore delle parti 2, 43, 54
Massimo Nutini Dirigente del Comune di Prato, Consulente ANCI
Autore della parte 47
Franco Pellicci Avvocato, Segretario generale provinciale emerito
Autore della parte 31

Novembre 2017 – Pagine 292 – Formato 16×23,9
Codice 88-916-2028-6 – Euro 55,00

Linee guida per elaborato finale e tesi di laurea, a cura della Università Ca’ Foscari di Venezia, 27/09/2017


VAI A:

 Linee guida per elaborato finale e tesi di laurea

file in formato pdf:

Linee-Guida-Tesi

MONITORAGGIO ENTRATE TRIBUTARIE E CONTRIBUTIVE, Rapporto sulle entrate tributarie e contributive – Gennaio Settembre 2017


MONITORAGGIO ENTRATE TRIBUTARIE E CONTRIBUTIVE

Rapporto sulle entrate tributarie e contributive – Gennaio Settembre 2017

(RGS – 15 novembre 2017)

convegno  “LA MOSSA GIUSTA 2.0”. Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, il 25 novembre 2017 , ore 9-18, Via Monviso, 7, Arese (MI). Direzione scientifica di Guendalina Scozzafava


L’Associazione Nunca Mas Onlus

è lieta di invitarvi al convegno

“La mossa giusta 2.0”

il convegno E’ GRATUITO

NON NECESSITA DI ISCRIZIONE
ed è stato accreditato dall’ordine degli assistenti sociali della Lombardia con il riconoscimento di 8 crediti formativi. ID 22297
Accredito dall’ordine degli avvocati di Milano con il riconoscimento di 4 crediti formativi. Delibera 06/10/2017 n. 01158/2017
e patrocinato dall’ordine degli psicologi della Lombardia
Vi aspettiamo numerosi, accesso consentito fino ad esaurimento posti a sedere
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Paolo Ferrario: valutazione sull’ “infanticidio per vendetta” avvenuto nella città di Como. Lettera “aperta” alla direzione del Settore Politiche Sociali del Comune di Como e ricostruzione della vicenda attraverso le informazioni pubblicate sul quotidiano La Provincia, 14 novembre 2017


in caso di interesse per una mia valutazione (valutazione  =  “giudizio sulla base di criteri di valore”) sul caso di “infanticidio per vendetta” avvenuto nella città di Como

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(Ritaglio fotografico tratto dal settimanale Giallo)


14 novembre 2017

lettera “aperta” alla dottoressa *** – Direttore Settore Politiche Sociali scolastiche e giovanili Tempi della città e Asili Nido del Comune di Como
Gentile dottoressa ***
mi scusi se la disturbo
Sono Paolo Ferrario e sono stato per 45 anni docente di politiche dei servizi nelle scuole universitarie di servizio sociale e per educatori .
Ho letto oggi le sue argomentazioni su La Provincia del 14 novembre, condividendo del tutto lo spirito costruttivo che le caratterizza.
La campagna giornalistica del secondo potere cittadino (La Provincia, per l’appunto) è terribile sia sul piano comunicativo, sia su quello della negativa immagine che si sta offrendo dei servizi sociali. Per fortuna gli articoli riportano correttamente (tramite i virgolettati) le vostre parole.
Per quello che può servire vorrei farle avere tutta la mia solidarietà professionale e umana per il gravoso e ingiusto carico che dovete sostenere
Sono certo che il sistema dei servizi (sia pubblico che del “privato sociale”) ha fatto tutto quello che doveva fare e che le responsabilità di un “infanticidio vendicativo” sono per il diritto penale esclusivamente INDIVIDUALI.
Cercare un capro espiatorio istituzionale corrisponde ad una cultura pubblica irresponsabile e priva di memoria storica.
Scusi ancora per il disturbo
Saluto cordialmente lei e tutti gli operatori del settore servizi sociali del Comune di Como
Paolo Ferrario, Como


estratti dal quotidiano La Provincia

in ordine cronologico decrescente fino al  20 ottobre 2017:

14 Novembre 2017:

“sono stata sentita dalla Procura e ho depositato tutti i documenti in nostro possesso, i decreti del Tribunale, Le relazioni e le segnalazioni. Le valutazioni spettano alla Magistratura”

“siamo tranquilli rispetto all’operato dei Servizi sociali”

“un maggior numero dei operatori consentirebbe di dedicare più attenzione ai progetti di prevenzione del disagio”

“siamo impegnati a rispondere a tantissime esigenze”

“abbiamo chiesto di dare stabilità agli psicologi che operano nell’Unità Tutela dei minori”

“Il Comune ha disposto un percorso di sostegno psicologico per coloro che fanno parte dell’èquipe Tutela minori”

“per tutelare il personale un agente della Polizia locale è presente negli uffici: abbiamo subito minacce anche da nuclei in carico alla Tutela minori”

29 ottobre 2017

La “sindrome rancorosa del beneficato” (Maria Rita Parsi): reazione di una persona quando, dopo aver ricevuto dei benefici (economici, affettivi, di sostegno) in momenti di difficoltà esprimono un rifiuto per la “dipendenza ” dal loro benefattore. E quindi fanno pagare al benefattore stesso la loro situazione di dipendenza, di senso di inferiorità di fronte alla capacità del benefattore di aiutarli

28 ottobre 2017

chiusura del padre rispetto a qualsiasi tipo di contatto con il servizio territoriale e la rete istituzionale

gli operatori non riuscivano a stabilire un contatto diretto e mantenevano quindi contatti con i volontari per avere un monitoraggio indiretto

“siamo stati massacrati, ma i servizi sociali hanno fatto tutto il possibile

se ci saranno altre risorse ce lo comunicherà la politica

aumentare per quanto possibile le risorse e progettare nuove linee guida, nuovi percorsi

 

25 ottobre 2017

“era un uomo circondato dal bene. Ma ha detto di no a tutto il bene che aveva attorno”

tre mesi di chiusura totale dei rapporti tra il padre e i servizi sociali

il decreto del Tribunale dei minorenni lasciava aperta la possibilità di un collocamento extrafamiliare qualora la madre non fosse stata allontanata, come poi accaduto

effettuate le visite domiciliari, i colloqui con i genitori, attivato il centro diurno La Cometa, mantenuto il servizio di educativa familiare per otto ore settimanali, mantenuto l’esonero dal pagamento della mensa e della retta dell’asilo, mantenuto i rapporti con i referenti scolastici

a seguito dei colloqui con gli operatori si è assistito ad un cambio nell’atteggiamento del padre: da collaborativo  a improntato alla chiusura. Anche a causa del rifiuto di un ulteriore contributo economico

un vissuto di esclusione e mancata considerazione  che non aveva riscontro nei fatti. Fino ad una ulteriore chiusura  e impossibilità di riallacciare rapporti. 

servizi costretti ad informarsi attraverso i volontari

ulteriore segnalazione al Tribunale dei Minorenni (25 agosto) e successiva convocazione del padre

esonero dal pagamento degli  oneri relativi alla mensa e al nido

a fronte dell’aggravarsi del clima familiare : segnalazione alla Procura presso il Tribunale dei Minori per “rendere note le preoccupazioni relative e chiedere interventi a tutela dei minori”

il Comune si fa carico da anni dell’affitto, delle utenze domestiche, delle quote per l’assistenza educativa domiciliare e il centro diurno (35-40 euro al giorno per minore)

24 ottobre 2017

un decreto del Tribunale dei minori affidava i minori al Comune, che effettuava i colloqui e le visite domiciliari

era garantita una persona che andava a prendere i figli a casa e li riportava ai termini delle lezioni a scuola

il tribunale dei minori aveva convocato il padre (16 ottobre) alla presenza anche della dirigente  e della coordinatrice del servizio

 

23 ottobre 2017

“la Fondazione Scalabrini ospitava la famiglia in un appartamento avuto in comodato (da un’altra famiglia grande abbastanza per 6 persone”

lo avevano convinto a portare i figli alla Comunità Cometa per consentirgli di trovare lavoro. Ma dopo pochi giorni li ha tolti (con la scusa che gli altri bambini dicevano parolacce)

22 ottobre 2017:

“un educatore andava a domicilio della famiglia” 

“il caso era seguito da uno dei 15 assistenti sociali del Comune”

21 ottobre 2017

i servizi sociali erano attivati dal 2014. La famiglia aveva aiuto per pagare l’affitto. Poi viene messo a disposizione l’appartamento

per la madre era iniziato un percorso di cure in una struttura protetta

il Comune pagava canone e bollette .

Il nido per la figlia minore era gratuito. 

doposcuola, mensa e un educatore

la famiglia era seguita da un’assistente sociale

il padre inizia a non mandare i figli a scuola e non accetta nulla di quanto viene proposto

il padre rischiava di perdere la patria potestà . La decisione dipendeva dal Tribunale dei minori


la mia nota a sostegno del lavoro professionale del settore servizi sociali di Como non è stata apprezzata dai giornalisti della Provincia. Uno di loro mi ha scritto (sul mio blog di ricerca e formazione) e aspramente criticato. Pubblico qui, salvaguardando la sua privacy, la mia risposta:

buonasera dottor ***. Innanzitutto grazie per questo commento pubblico e per le due interviste di due vostri giornalisti che stimo molto.
Ha ragione: sono molto identificato con chi fa lavoro di servizio, conoscendone in profondità angosce, frustrazioni, difficoltà e violenze subite.
Nella mia argomentazione c’è la frase “Per fortuna gli articoli riportano correttamente (tramite i virgolettati) le vostre parole.”
Infatti io distinguo il modo in cui avete raccontato i fatti (riportando le parole della dirigente e dell’assessore) e la campagna basata sulle 10 domande.
Ho tutti gli strumenti cognitivi per comprendere la ragioni della informazione giornalistica. tuttavia io sono totalmente identificato con il settore servizi sociali, sapendo le fatiche quotidiane di operatori sottoposti a pressioni di ogni tipo. Temo (ma non vorrei) che fra qualche giorno dovrete raccontare anche gli episodi delle violenze che costoro riceveranno. Il contesto non è di certo favorevole ai loro compiti quotidiani.
In particolare mi identifico (pur non conoscendole di persona) con l’assistente sociale e la psicologa che avevano in carico il progetto dell’”infanticida per vendetta”.
Ripeto che tutte le informazioni sul caso le ho avute dai vostri virgolettati (soprattutto della dirigente e dell’assessore). E quindi vi ringrazio molto per il lavoro informativo, senza il quale non avrei potuto costruirmi la mia valutazione su questa dolorosa vicenda
Tuttavia l’immagine che si sta rischiando di dare dei servizi sociali contraddice mezzo secolo del mio lavoro (45 anni di ricerca e formazione tecnica su questi problemi). quindi la prego di comprendere il mio sentire ed il mio pensare.
Nella lettera volevo soprattutto esprimere la mia solidarietà alla dottoressa *** e ai suoi collaboratori . Nessun operatore che fa il lavoro di servizio dovrebbe trovarsi in situazioni simili. Mi spiace e mi rammarico del suo disappunto (ma lo comprendo) .
Tuttavia lei si metta anche nei miei panni: soffro davvero tanto per quegli operatori che saranno segnati per sempre nella loro vita da una vicenda che non ricade nella sfera della loro responsabilità professionale ed umana, ma è dovuta solo a un “padre” che per vendetta ha ammazzato 4 bambini sottraendoli anche alla loro madre (questo è un bel tema per un vostro articolo o intervista a persona più competente di me: uccidere 4 figli contro la madre).
cordiali saluti e buon lavoro giornalistico
Como 14 novembre 2017, ore 22


dal quotidiano LA PROVINCIA  (www.laprovinciadicomo.it)

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21 ottobre 2017

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BERETTA SUSANNA, Manuale operativo delle associazioni. Guida civilistico-fiscale e formulario: onlus, Asd,OdV, APS, Imprese sociali. Aggiornato con le novità della Legge 6.6.2016 n. 106, Maggioli editore, 2017, p. 620


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Parte I – Disciplina civilistica delle associazioni
1. Inquadramento sistematico dell’associazione e degli altri enti non profit nel panorama giuridico italiano
• Le ragioni che hanno contribuito ad aumentare il numero delle aziende non profit
• Inquadramento sistematico delle aziende non profit nel panorama giuridico italiano
2. Gli enti non profit nel codice civile: le associazioni, le fondazioni, i comitati. La personalità giuridica. Le associazioni riconosciute e le associazioni non riconosciute. Il riconoscimento
• La disciplina degli enti non profit nel codice civile
• La personalità giuridica. Le associazioni riconosciute e le associazioni
non riconosciute
– La personalità giuridica
– L’autonomia patrimoniale
– Le associazioni non riconosciute e le associazioni riconosciute
• Il riconoscimento
– Premessa
– La procedura per ottenere il riconoscimento
3. Le associazioni nel panorama aziendale ed economico
• Distinzione delle associazioni dal punto di vista dei settori di attività
• Distinzione delle associazioni dal punto di vista economico-aziendale. Affinità con l’impresa e differenziazione rispetto ad essa
4. Distinzione tra ente non commerciale, associazione, organizzazione di volontariato, organizzazione non lucrativa di utilità sociale, associazione sportiva dilettantistica, associazione di promozione sociale
• Premessa
• Gli enti non commerciali
• Le associazioni
• Le organizzazioni di volontariato
• Le organizzazioni non lucrative di utilità sociale
• Le associazioni sportive dilettantistiche
• Le associazioni di promozione sociale
5. Le organizzazioni di volontariato: una particolare tipologia di associazioni
• Premessa
• La legge-quadro sul volontariato
• La disciplina sostanziale e inderogabile impartita dagli enti pubblici per disciplinare i rapporti con le organizzazioni di volontariato
• L’iscrizione nel Registro delle organizzazioni di volontariato: un mezzo per verificare l’effettivo svolgimento delle attività di volontariato
• Le differenze fra le organizzazioni di volontariato e gli altri enti di tipo associativo
• Sintesi delle caratteristiche delle organizzazioni di volontariato
6. Le organizzazioni non lucrative di utilità sociale (Onlus): tratti distintivi
• Premessa
• I requisiti delle Onlus
• Le clausole da inserire nello statuto
• Deroghe al principio della esclusività dell’attività esercitata: le Onlus parziali
• Le Onlus non tenute a conformarsi alle clausole statutarie: le Onlus di diritto
• Ulteriori chiarimenti in merito alle attività delle Onlus
• Le sanzioni
• Il controllo sulle Onlus. Normativa di riferimento. Soppressione dell’Agenzia per il Terzo Settore
• Il percorso di costituzione della Onlus: la comunicazione e la dichiarazione sostitutiva
7. Le associazioni di promozione sociale: requisiti e tratti distintivi
• Premessa
• I requisiti delle associazioni di promozione sociale
• La costituzione dell’associazione di promozione sociale. L’atto scritto e i requisiti dell’atto costitutivo e dello statuto
• Le fonti per il reperimento delle risorse economiche
• Le prestazioni degli associati
• Le associazioni di promozione sociale a carattere nazionale. Il Registro nazionale e i Registri regionali e provinciali
• L’iscrizione nel Registro nazionale delle associazioni di promozione sociale. La cancellazione dal Registro
• Distinzione tra associazione di promozione sociale e Onlus
• Distinzione tra associazione di promozione sociale e organizzazione di volontariato
• Criteri e modalità per il riconoscimento, in favore degli enti ed associazioni
di promozione sociale, di svolgere attività di evidente funzione sociale
8. Le associazioni sportive dilettantistiche: inquadramento giuridico
• Inquadramento dell’associazione sportiva dilettantistica nel panorama giuridico italiano
• Le associazioni nel codice civile
– I soci fondatori dell’associazione sportiva dilettantistica
– L’organo sovrano: l’assemblea degli associati
– L’organo amministrativo: il Consiglio direttivo
– L’organo di controllo
• Le norme che disciplinano le associazioni sportive dilettantistiche in generale
• Le disposizioni introdotte dall’art. 90 della l. n. 289/2002
• Gli aspetti civilistici e di costituzione delle associazioni sportive dilettantistiche
• Chiarimenti in tema di associazioni sportive dilettantistiche
• Il nuovo obbligo di dotazione di defibrillatori semiautomatici
9. La costituzione dell’associazione. La forma e il contenuto dell’atto costitutivo e dello statuto
• La costituzione dell’associazione nel codice civile
• La forma e il contenuto dell’atto costitutivo e dello statuto dell’associazione
• La normativa tributaria in tema di forma e contenuto dell’atto costitutivo e dello statuto dell’associazione
• La costituzione di una Onlus
• Schema riassuntivo degli adempimenti al fine della costituzione di una Onlus
• La costituzione di una associazione sportiva dilettantistica
• Schema riassuntivo degli adempimenti al fine della costituzione di un’associazione sportiva dilettantistica
• La costituzione di un’associazione culturale
• La costituzione di un comitato
• La costituzione di un “raggruppamento” tra associazioni
10. Gli adempimenti dopo la costituzione
• I libri sociali e la contabilità
• L’ammissione di nuovi soci
• Altri compiti del Consiglio direttivo subito dopo la costituzione
11. Gli organi dell’associazione: l’organo deliberativo, l’organo amministrativo, l’organo di controllo. Ammissione, recesso ed esclusione degli associati
• L’organo sovrano: l’assemblea degli associati
• L’organo amministrativo: l’amministratore unico o il Consiglio direttivo
• L’organo di controllo
• L’ammissione degli associati. I diritti e i doveri dei soci
• Il recesso del socio
• L’esclusione del socio
• Gli organi dell’associazione nella normativa tributaria
12. Il Rendiconto contabile
• Il Rendiconto contabile quale strumento di chiarezza e trasparenza dei risultati dell’associazione
• Il bilancio delle associazioni nella normativa del codice civile e nelle leggi speciali
• Le scritture contabili e il Rendiconto
• Lo schema del Rendiconto contabile di una associazione
• La Nota integrativa
• La Relazione morale o Relazione di missione
• Principi contabili per gli enti non profit. Quadro sistematico per la preparazione e la presentazione del bilancio degli enti non profit
– Ambito di applicazione
– Il significato di “principi contabili”
– Continuità e competenza economica
– Le finalità prevalenti nella preparazione del bilancio
– I principi generali di bilancio
– I criteri di valutazione
• Principi contabili per gli enti non profit. L’iscrizione e la valutazione delle liberalità nel bilancio di esercizio degli enti non profit
– Linee guida del processo di iscrizione e valutazione delle liberalità nel bilancio di esercizio
– Definizione di liberalità
– Rilevazione e valutazione iniziale
– Liberalità non vincolate. Trattamento contabile
– Liberalità vincolate. Trattamento contabile
– Liberalità condizionate. Trattamento contabile
– Liberalità destinate ad enti terzi. Trattamento contabile
– Oggetti d’arte
– Indicazioni nella nota integrativa
– La contabilizzazione delle liberalità nei sistemi di rilevazione
articolati sulle entrate e sulle uscite di cassa
13. La contabilità e il bilancio delle Onlus
• Premessa
• I soggetti interessati
• I documenti di bilancio
• Lo Stato Patrimoniale
• Il Rendiconto Gestionale
• Il Conto Economico Gestionale
• Semplificazioni per gli enti minori: Rendiconto degli incassi, dei pagamenti e Situazione Patrimoniale
• Nota Integrativa
• La Relazione di missione
14. Gli strumenti della responsabilità sociale dell’ente non profit: la Relazione di Missione, il Bilancio Sociale, il Codice Etico
• Il sistema dei documenti di accountability di un’organizzazione non profit
• Il bilancio di esercizio e la Relazione di missione
– Il bilancio di esercizio nelle imprese commerciali e negli enti non commerciali
– La Relazione/bilancio di missione
• Il bilancio sociale
– Definizione di bilancio sociale
– Le caratteristiche essenziali del bilancio sociale
– I principi di redazione
– Struttura e contenuti del bilancio sociale
– Il processo di rendicontazione
• Le caratteristiche essenziali del bilancio sociale
– Gli strumenti della responsabilità sociale dell’ente non profit
– Definizione di Codice Etico
– Finalità del Codice Etico
– La struttura
– Ambito di applicazione
– Dichiarazione di adozione del Codice Etico
– I principi etici
– Strumenti di attuazione
15. D.Lgs. 231/2001: responsabilità amministrativa e gestione dei rischi nel Terzo Settore
• Il d.lgs. n. 231/2001: ambito applicativo
• I criteri di imputazione della responsabilità
• I reati
• Le sanzioni
• La predisposizione del modello esimente. Fasi di costruzione
– Le caratteristiche e i requisiti dei modelli organizzativi
– Analisi e valutazione del sistema di controllo interno
– Individuazione dei processi/attività a rischio di reato
– Risk assessment
– Procedure di controllo
• Il modello di organizzazione, gestione e controllo nel Terzo Settore
• Gli enti a rischio nel Terzo Settore
– I soggetti a rischio nel Terzo Settore
– Attività sensibili e reati potenziali nel Terzo Settore
– Reati potenziali e soggetti coinvolti
– Strumenti di prevenzione e procedure di controllo. Un esempio pratico
16. L’estinzione dell’associazione
• L’estinzione dell’associazione: cause e obbligo di devoluzione del patrimonio
17. Prestazioni di lavoro non volontario e non subordinato all’interno delle Associazioni
• Normativa di riferimento
• Il lavoro intermittente
• Il lavoro occasionale di tipo accessorio
• I rapporti di collaborazione a progetto
• La collaborazione a progetto nelle ONLUS e nelle ONG
• Le collaborazioni coordinate e continuative di durata minima (le mini co.co.co.)
• Il lavoro autonomo occasionale
• Le prestazioni rese alle associazioni sportive dilettantistiche
– Le prestazioni sportive dilettantistiche. Caratteristiche
– Il contratto con lo sportivo dilettante
– Le prestazioni amministrativo-gestionali. Caratteristiche
– Il contratto per prestazioni amministrativo-gestionali
18. L’impresa sociale. Profili giuridici
• Riferimenti normativi
• Definizione di impresa sociale
• Le caratteristiche necessarie per l’ottenimento della qualifica di impresa sociale
• Soggetti che possono e che non possono ottenere la qualifica di impresa sociale
• Il principio dell'”utilità sociale”
• L’assenza dello scopo di lucro
• L’attività di direzione e controllo dell’impresa sociale
• La costituzione dell’impresa sociale
• La responsabilità patrimoniale
• Le cariche sociali
• La disciplina del rapporto sociale
• Il controllo contabile
• Le forme di coinvolgimento dei lavoratori e dei destinatari delle attività
19. Domande e risposte sugli aspetti civilistici delle associazioni
20. Tabelle riepilogative

Parte II – Disciplina fiscale delle associazioni
1. Le imposte sui redditi nell’ambito della disciplina fiscale dell’associazione
• Il reddito fiscale delle associazioni
2. Il reddito di impresa nelle associazioni
• Il reddito di impresa nelle associazioni
3. La commercialità nell’attività svolta dalle associazioni
• Le associazioni quali “enti diversi dalle società”
• Individuazione dell’oggetto principale dell’associazione
• La perdita della qualifica di ente non commerciale
• Le associazioni sportive dilettantistiche e l’esercizio di attività commerciale
4. La determinazione del reddito degli enti non commerciali in generale
• L’esercizio di un’attività di prestazione di servizi da parte dell’ente non commerciale
• L’esercizio dell’attività di reperimento fondi da parte dell’ente non commerciale
• Il reddito complessivo degli enti non commerciali
• La determinazione dei vari tipi di reddito degli enti non commerciali
5. La disciplina tributaria delle associazioni
• Premessa
• La disciplina tributaria degli enti di tipo associativo nell’art. 148 del t.u.i.r. in generale
• Le attività “non commerciali”
• Le attività “commerciali”
• Le attività non commerciali rese da talune tipologie di associazioni
• Le attività “sicuramente commerciali”
• La disciplina tributaria specifica per alcune attività “sicuramente commerciali”
• Le condizioni per poter usufruire della disciplina fiscale agevolata
6. La disciplina tributaria delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale (Onlus)
• Le attività “istituzionali” e le attività “direttamente connesse”
• La disciplina tributaria delle attività istituzionali e delle attività connesse
• Gli adempimenti contabili
• Semplificazione per talune categorie di Onlus
• Gli altri redditi conseguiti dalle Onlus
• Le ritenute alla fonte
• La disciplina tributaria in tema di imposta sul valore aggiunto
• Onlus: chiarimenti su alcune tematiche rilevanti
• Quesiti riguardanti le Onlus
• Ultimi chiarimenti in tema di Onlus
7. La disciplina tributaria delle organizzazioni di volontariato
• Le agevolazioni fiscali per le organizzazioni di volontariato: la normativa Onlus e la normativa speciale
• La normativa speciale di cui alla legge 11 agosto 1991, n. 266
8. La disciplina tributaria delle associazioni sportive dilettantistiche
• La normativa che disciplina le associazioni sportive dilettantistiche
• I requisiti soggettivi e oggettivi delle associazioni sportive dilettantistiche
• Il regime contabile e fiscale di cui alla legge 16 dicembre 1991, n. 398
• La disciplina tributaria dei compensi corrisposti a terzi. I compensi per esercizio diretto di attività sportiva dilettantistica e per prestazioni amministrativo-gestionali
• La disciplina tributaria dei compensi corrisposti a terzi. I compensi corrisposti a direttori tecnici, massaggiatori, istruttori
• Le sponsorizzazioni e le spese pubblicitarie
• Esenzione da ritenuta
• Gli atti posti in essere dalle associazioni sportive dilettantistiche: imposta di registro, imposta di bollo, tasse di CC.GG.
• Perdita della qualifica di ente non commerciale
• La certificazione dei corrispettivi per assistere alle manifestazioni sportive dilettantistiche
• Il Fondo di garanzia
• Attività dei dipendenti pubblici nell’ambito delle società e associazioni sportive dilettantistiche
• Uso e gestione degli impianti sportivi
• La detraibilità dell’iscrizione ad associazioni sportive dilettantistiche
• Associazioni sportive dilettantistiche: chiarimenti su alcune tematiche rilevanti
9. Disciplina tributaria di alcune attività associative
• Attività collaterali e certificazione dei corrispettivi: organizzazione di tornei, spettacoli e attività di intrattenimento
• La scuola di musica e i corsi tenuti agli allievi di una scuola pubblica
• Le prestazioni rese agli associati: le prestazioni di natura didattica
• Associazioni sportive dilettantistiche: sponsorizzazioni e spettacoli sportivi
• Associazioni sportive dilettantistiche: indennità di trasferta e rimborsi forfetari di spesa
• Il bar interno al circolo
• L’organizzazione di viaggi e soggiorni turistici
• La gestione degli immobili
10. La disciplina tributaria delle associazioni di promozione sociale
• Premessa
• Disciplina Iva e imposte sul reddito
• Altre attività considerate “non commerciali”
11. Disciplina tributaria delle società sportive dilettantistiche
• Premessa
• I requisiti soggettivi delle società sportive dilettantistiche
• Le società sportive dilettantistiche e la forma giuridica
• Linee generali sulla disciplina fiscale delle società sportive dilettantistiche
• La disciplina Iva e imposte sul reddito a seguito dell’opzione per la l. n. 398/1991
• La certificazione dei corrispettivi per assistere alle manifestazioni sportive dilettantistiche
• I proventi esclusi dal reddito imponibile
• La disciplina fiscale dei compensi corrisposti a terzi
• Disciplina delle ritenute d’acconto su contributi erogati alle società sportive dilettantistiche
• Le agevolazioni concernenti le spese di pubblicità
12. Gli adempimenti contabili delle associazioni
• Obbligo di redazione del Rendiconto annuale economico e finanziario
• Obbligo delle scritture contabili in caso di esercizio di attività commerciale
• Obbligo di Rendiconto in caso di raccolta pubblica di fondi
• Assolvimento degli obblighi contabili in modo forfetario
• Le scritture contabili delle Onlus
• Gli adempimenti contabili delle associazioni sportive dilettantistiche
13. Disposizioni particolari per talune associazioni
• Premessa
• Associazioni che realizzano manifestazioni storiche, artistiche e culturali
• Associazioni che realizzano spettacoli musicali, di divertimento o di celebrazione di tradizioni popolari folkloristiche
• Cori, bande musicali, filodrammatiche
• Associazioni che realizzano concerti vocali e strumentali, attività circensi, spettacoli viaggianti di burattini e marionette
14. Le erogazioni liberali alle associazioni
• Premessa
• La deducibilità e la detraibilità delle erogazioni liberali
• Guida operativa alle erogazioni liberali a favore degli enti non profit
• I donanti delle erogazioni liberali
• I beneficiari delle erogazioni liberali
15. I contributi erogati da Amministrazioni Pubbliche
• Premessa. Normativa comunitaria e orientamenti di prassi
• Definizione giuridica e tributaria delle erogazioni
• Definizione di contributo in base a norme di legge e a norme comunitarie
• Definizione di corrispettivo sulla base dello schema contrattuale
• Criteri sussidiari per qualificare la natura delle erogazioni
16. Il cinque per mille
• Particolarità per gli esercizi finanziari 2009-2010-2011-2012
• La legislazione di riferimento
• Soggetti destinatari del cinque per mille
• Adempimenti per gli enti del volontariato e per le associazioni sportive dilettantistiche
• Adempimenti per gli altri enti
• Formulazione della scelta da parte del dichiarante
• Assegnazione delle somme
• Risposte alle domande più frequenti
• Ravvedimento particolare in caso di mancato assolvimento degli adempimenti
17. L’impresa sociale. Profili contabili e fiscali
• Premessa. Documenti contabili da predisporre
• Le scritture contabili obbligatorie
• Il bilancio di esercizio
• Profili fiscali
• Il Bilancio sociale
18. Il modello EAS: la comunicazione dei dati rilevanti ai fini fiscali
• La comunicazione dei dati rilevanti ai fini fiscali da parte degli enti associativi
• Natura ed effetti della comunicazione
• Le condizioni
• Lo scopo della comunicazione
• Requisiti qualificanti per fruire dei regimi agevolativi dell’art. 148 del t.u.i.r. e dell’art. 4 del d.P.R. n. 633
• I soggetti tenuti alla presentazione del modello di comunicazione dei dati e delle notizie rilevanti ai fini del controllo fiscale
• Modalità di trasmissione e contenuti della comunicazione
• Contenuto della comunicazione: enti associativi i cui dati sono disponibili
presso pubblici registri o amministrazioni pubbliche
• Soggetti esclusi dalla presentazione del modello per mancanza dei presupposti
• Le Onlus
• Alcuni chiarimenti in merito alle modalità per la compilazione del modello EAS
• Omesso invio del Modello EAS – Remissione in bonis
19. Prevenzione e contrasto dell’evasione e dell’elusione fiscale degli enti non commerciali
• Gli indirizzi operativi riguardanti l’attività di controllo dell’Agenzia delle entrate
• Le finalità dell’attività di controllo
• Suddivisione delle attività di controllo
• Le attività di controllo specifiche riguardanti gli enti non commerciali, le ONLUS e gli altri soggetti che fruiscono di regimi agevolati
• I fattori di rischio
• Indizi di falsa associazione: ultimi chiarimenti
20. Enti non commerciali e rapporti con l’estero
• Il concetto di “soggetto passivo”
• Il “momento di effettuazione delle prestazioni”: regola generale e deroghe
• Gli obblighi del committente nazionale
• Il momento di effettuazione delle prestazioni di servizi culturali, artistici, sportivi, scientifici, educativi, ricreativi e simili
• Le attività accessorie alle prestazioni di servizi culturali, artistici, sportivi, scientifici, educativi, ricreativi e simili
• Operazioni con i Paesi Black list e il modello polivalente
21. Immobili e imposte
• IMU-Imposta municipale propria
– Normativa di riferimento
– Il presupposto dell’imposta e i soggetti passivi
– Base imponibile
– Modifiche alla disciplina dell’IMU a partire dal 2014
• IMU e immobili utilizzati dagli enti non commerciali
• Enti ecclesiastici e IMU
• Le novità apportate dalla Legge di Stabilità
• Immobili e imposta di registro
22. Spesometro e enti non commerciali
• Fonti normative
• Obiettivo dello spesometro
• Termini di presentazione dello spesometro
• I soggetti obbligati alla comunicazione
• Soggetti che hanno optato per il regime fiscale di cui alla legge 16 dicembre 1991, n. 398
• Le operazioni da comunicare
• Le operazioni che non devono essere comunicate
• Modalità di trasmissione e di predisposizione dello spesometro
23. Enti non commerciali e responsabilità solidale nei contratti di appalto di opere e servizi
• Ambito di applicazione della normativa sulla responsabilità solidale
• Definizione di “appalto di servizi”
• Normativa di riferimento del regime della solidarietà
• Definizione di “responsabilità solidale”
• I rapporti tra appaltatore e subappaltatore
• I rapporti tra committente, appaltatore ed eventuali subappaltatori
• Alcuni chiarimenti: disciplina derogatoria e lavoratori autonomi
24. Domande e risposte sugli aspetti fiscali delle associazioni
25. Tabelle riepilogative

Riferimenti giurisprudenziali e di prassi

Contenuti del Cd-Rom
Formulario
Atti costitutivi e statuti
1. Atto costitutivo e statuto di un’associazione ricreativo-culturale (lavori
manuali – creazione di opere artistiche)
2. Atto costitutivo e statuto di un’associazione culturale e ricreativa (divulgazione
della conoscenza del benessere psico-fisico)
3. Atto costitutivo e statuto di un’associazione musicale-culturale
4. Atto costitutivo e statuto di un’associazione ricreativa-culturalesportiva
5. Statuto di un’associazione sportiva dilettantistica di danza sportiva
6. Statuto di un’associazione sportiva dilettantistica con “Campo scuola”
7. Statuto di un’associazione sportiva dilettantistica di nuoto, danza sportiva e fitness
8. Statuto di un’associazione sportiva dilettantistica di calcio e basket
9. Statuto di un’associazione sportiva dilettantistica di nuoto
10. Associazione di volontariato
11. Statuto di un’associazione Onlus (art. 10 D.Lgs. 460/1997)
12. Statuto di na società sportiva dilettantistica
13. Atto costitutivo e statuto di associazione culturale, sociale, assistenziale e ricreativa senza scopo di lucro
14. Atto costitutivo e statuto di associazione di musica, teatro, balletto
Atti iniziali – Organizzazione
1. Schema per la compilazione dei Libri sociali
2. Operazioni dirette alla costituzione di un’associazione culturale e ricreativa
3. Operazioni dirette alla costituzione di un’associazione sportiva e ricreativa
4. Operazioni dirette alla costituzione di un’associazione generica
5. Direttive e compiti dei soci fondatori di un’associazione senza fine di
lucro
6. Specifica delle operazioni relative alla fase successiva alla costituzione
di un’associazione ricreativo-culturale
7. Piano organizzativo di un’associazione nel primo anno di attività (associazione che non esercita attività accessorie o strumentali)
8. Retta dei tempi per la corretta compilazione dei libri sociali (associazione di piccole dimensioni)
9. Retta dei tempi per la corretta compilazione dei libri sociali (associazione con anno sociale dal 1° settembre al 31 agosto)
10. Clausole guida per la costituzione di un’associazione culturale
11. Elenco delle operazioni di contabilità di un’associazione
12. Traccia per la compilazione della prima nota cassa/banca
13. Traccia da seguire per la costituzione di un’associazione sportiva dilettantistica
14. Operazioni da compiere per la registrazione dell’atto costitutivo
15. Onlus – Prima di costituire una Onlus
16. Schema per la tenuta dei libri sociali
Adeguamento dello statuto
1. Verbale di assemblea deserta in prima convocazione ai fini dell’adeguamento dello statuto alle nuove disposizioni
2. Verbale di assemblea di un’associazione sportiva portante l’adeguamento dello statuto. Primo modello
3. Verbale di assemblea ordinaria di un’associazione portante l’adeguamento dello statuto. Secondo modello
4. Verbale di assemblea ordinaria di un’associazione portante l’adeguamento dello statuto. Terzo modello
5. Verbale di assemblea ordinaria di un’associazione portante l’adeguamento dello statuto. Quarto modello
6. Verbale di assemblea ordinaria di un’associazione portante l’adeguamento dello statuto. Quinto modello
Ammissione dei soci
1. Operazioni da effettuare ai fini dell’ammissione dell’aspirante socio
2. Richiesta di ammissione a socio
3. Verbale del Consiglio direttivo portante l’ammissione dei soci. Primo schema
4. Lettera da inviare al socio ammesso
5. Facsimile di compilazione del Libro dei soci
6. Verbale del Consiglio direttivo portante l’ammissione dei soci. Secondo
schema
7. Verbale del Consiglio direttivo portante l’ammissione dei soci. Terzo schema
Inizio anno associativo
1 Adunanza deserta dell’assemblea dei soci
2 Adunanza e delibera dell’assemblea dei soci:
– inizio anno associativo
– attività e progetti
– determinazione delle quote ordinarie e suppletive
Adunanze e delibere dell’assemblea ordinaria
1. Adunanza e delibera dell’assemblea ordinaria: rinnovo delle cariche sociali. Primo schema
2. Adunanza e delibera dell’assemblea ordinaria: rinnovo delle cariche sociali. Secondo schema
3. Adunanza e delibera dell’assemblea dei soci. Modello generico
4. Adunanza e delibera dell’assemblea dei soci:
– inizio anno associativo
– compensi a collaboratori
5. Schema ordine del giorno
6. Adunanza e delibera dell’assemblea dei soci:
– determinazione delle quote ordinarie
– esercizio attività complementari al fine del perseguimento delle finalità
istituzionali
– nuova attività
– incarico per prestazioni sportive dilettantistiche
– incarico per prestazioni amministrative
7. Adunanza e delibera dell’assemblea dei soci:
– determinazione delle quote ordinarie e suppletive
– attività accessorie, strumentali
8. Adunanza e delibera dell’assemblea dei soci di un’associazione sportiva
dilettantistica: incarico per prestazioni amministrative
9. Adunanza e delibera dell’assemblea dei soci: attività accessorie e strumentali alle attività istituzionali
10. Adunanza dell’assemblea dei soci di un’associazione sportiva dilettantistica: delibere di inizio anno associativo
Adunanze e delibere del Consiglio direttivo
1. Adunanza e delibera del Consiglio direttivo
Rendiconto contabile-economico e finanziario
1. Relazione del Consiglio direttivo al Rendiconto contabile (bilancio)
2. Adunanza e delibera di assemblea deserta dei soci
3. Adunanza e delibera dell’assemblea dei soci di approvazione del Rendiconto contabile-economico e finanziario
4. Relazione del Consiglio direttivo al Rendiconto contabile-economico
e finanziario:
– disamina gestionale
– Relazione di missione
5. Adunanza e delibera dell’assemblea dei soci di approvazione del Rendiconto contabile-economico e finanziario. Secondo schema
6. Relazione del Consiglio direttivo al Rendiconto contabile-economico e finanziario:
– avanzo di gestione
– proventi istituzionali
– proventi da attività accessorie e strumentali
7. Adunanza e delibera di assemblea deserta dei soci. Secondo modello
8. Adunanza e delibera dell’assemblea dei soci di approvazione del Rendiconto contabile. Terzo schema
9. Relazione del Consiglio direttivo al Rendiconto contabile: ….. primo anno di attività
10. Adunanza e delibera dell’assemblea dei soci al Rendiconto contabile.
Quarto schema
11. Relazione del Consiglio direttivo al Rendiconto contabile-economico e finanziario:
– oneri e proventi istituzionali
– oneri e proventi da attività accessorie e strumentali
– oneri e proventi da attività commerciali
12. Adunanza deserta dell’assemblea dei soci. Terzo modello
13. Adunanza e delibera dell’assemblea dei soci al Rendiconto contabile.
Quinto schema
14. Relazione del Consiglio direttivo al Rendiconto contabile-economico
e finanziario:
– associazione musicale e culturale
– disavanzo di gestione
15. Relazione del Consiglio direttivo al Rendiconto contabile-economico
e finanziario:
– associazione musicale e culturale
– avanzo di gestione
– attività bandistica
16. Relazione del consiglio direttivo al Rendiconto contabile-economico e
finanziario:
– associazione culturale
– attività accessorie e strumentali alle attività istituzionali
17. Adunanza deserta dell’assemblea dei soci. Quarto modello
18. Adunanza e delibera dell’assemblea dei soci al Rendiconto contabile.
Sesto schema
19. Relazione di missione. Linee guida per la sua compilazione
Relazioni del Consiglio direttivo sull’attività
1. Relazione di un’associazione sportiva dilettantistica
2. Relazione di un’associazione sportiva dilettantistica con scuola sportiva
3. Relazione di un’associazione ricreativo-culturale-sportiva
4. Relazione di un’associazione culturale e sportiva con annessa scuola di
danza
5. Relazione di un’associazione sportiva e ricreativa
6. Relazione di un’associazione sportiva dilettantistica con attività ricreativa
7. Relazione di un’associazione sportiva dilettantistica con attività pubblicitaria
8. Relazione di un’associazione sportiva dilettantistica con attività accessorie e strumentali
9. Relazione di un’associazione con scuola di danza
Collegio sindacale
1. Compiti del Presidente del Collegio dei sindaci di un’associazione
Compensi a collaboratori e associati: schemi e verbali
1. Regole generali per note spese
2. Regole per la corresponsione di compensi a sportivi e collaboratori
3. Adunanza e delibera del Consiglio direttivo di corresponsione di compensi
4. Certificazione dei compensi derivanti da attività sportiva dilettantistica
5. Autocertificazione per compensi percepiti
Compensi a collaboratori e associati: contratti attività sportiva dilettantistica
1. Contratto per esercizio di attività sportiva dilettantistica
2. Contratto per esercizio di attività sportiva in forma dilettantistica: istruttore
3. Contratto per esercizio di attività sportiva dilettantistica: direttore sportivo
4. Contratto per esercizio di attività sportiva dilettantistica: allenatore sportivo
5. Contratto per esercizio di attività sportiva dilettantistica: tecnico sportivo
6. Contratto per attività sportiva dilettantistica: accompagnatore e preparatore atletico
Compensi per attività amministrativo-gestionale
1. Contratto per attività amministrativo-gestionale
2.Contratto per assistenza di tipo gestionale
3. Contratto per lavori di segreteria e archiviazione
4. Contratto per attività gestionale di tenuta prima nota
5. Contratto con coordinatrice attività sportiva e gestionale
6. Contratto tra l’associazione sportiva dilettantistica e il collaboratore per
attività di segreteria
7. Contratto tra l’associazione sportiva dilettantistica e la segretaria
8. Contratto tra l’associazione sportiva dilettantistica e la collaboratrice
amministrativa
9. Contratto tra l’associazione sportiva dilettantistica e il collaboratore
amministrativo-gestionale
10. Contratto per attività amministrativo-gestionale: criteri per la determinazione del compenso
Contratti per collaborazioni occasionali
1. Contratto con l’artista per l’esibizione in uno spettacolo
Contratti di raggruppamento tra associazioni
1. Contratto di raggruppamento di tipo strumentale tra associazioni
Contratti di comodato per l’utilizzo di beni
1. Contratto di comodato per l’utilizzo, da parte dell’associazione, di autovettura di proprietà di un socio
Contratti per prestazioni pubblicitarie
1. Contratto per esposizione pubblicitaria
2. Accordo per esposizione pubblicitaria
Contratti di sponsorizzazione – abbinamento
1. Contratto di sponsorizzazione – abbinamento (1)
2. Contratto di sponsorizzazione – abbinamento (2)
Siae
1. Comunicazione alla Siae da parte di un’associazione sportiva dilettantistica
Contabilità forfetaria legge n. 398/1991
1. Compilazione prospetto d.m. 11 febbraio 1997
Detraibilità fiscale
1. Certificazione di avvenuto pagamento delle spese di iscrizione annuale
Erogazioni liberali
1. Ricevuta per erogazioni liberali
2. Ricevuta di erogazioni liberali a organizzazione di volontariato ONLUS
3. Ricevuta per erogazioni liberali a associazione di promozione sociale
Richiesta contributi pubblici
1. Fascicolo di presentazione del progetto
2. Piano previsionale di spesa
Documentazione normativa

SASSANO FRANCESCA, Manuale pratico dell’amministratore di sostegno. Aggiornato con la Legge sul “Dopo di noi” (L. 112/2016), 2017, Magioli editore, p. 210


8891619969

Capitolo I – L’amministrazione di sostegno
1. L’amministrazione di sostegno
2. La scelta dell’amministratore di sostegno
3. Le modifiche alla disciplina del codice civile
4. Le problematiche applicative
5. Gli istituti impossibili: interdizione ed inabilitazione
5.1. L’interdizione
5.2. L’inabilitazione
5.3. Il procedimento
5.4. La prodigalità come autonoma causa di inabilitazione
5.5. Critiche agli istituti
6. La scelta possibile: il rafforzamento dell’amministrazione di so¬stegno ed il superamento dell’interdizione e dell’inabilitazione. La ‘‘seconda bozza Cendon”
6.1. Problematiche dell’a.d.s. e proposte di riforma
Capitolo II – Il procedimento
1. La nomina dell’amministratore di sostegno: i criteri di scelta
1.1. I beneficiari dell’amministrazione di sostegno
1.2. Casi pratici
1.3. Gli atti dell’assistito
1.4. I doveri e le responsabilità dell’amministratore
2. La preventiva designazione da parte del beneficiario
3. Il ricorso
4. Patrocinio legale o richiesta diretta
5. Il giudice tutelare
6 L’audizione dell’interessato
7. Il decreto: contenuti e pubblicità
8. L’amministratore di sostegno provvisorio
9. La nomina di più amministratori di sostegno
10. Il giuramento e l’inventario
11. La patologia del sistema
12. L’estinzione dell’incarico
Capitolo III – La nomina di una persona giuridica ad amministra¬tore di sostegno 
1. La sensibilità del terzo settore
2. Il ruolo degli enti no profit
3. Le prospettive
Capitolo IV – La legislazione del “dopo di noi”. Storia e approdi 
1. La genesi storica della legge: oltre la 104/1992 ?
2. Le leggi non applicate del tutto e in particolare la legge n. 328/2000
3. I provvedimenti dell’ONU e dell’Unione europea sulla disabilità
4. L’ Osservatorio nazionale sulla condizione delle persone con disabi¬lità (OND): il programma 2014-2016
Capitolo V – Le disposizioni in materia di assistenza in favore del¬le persone con disabilità grave prive del sostegno familiare
1. La nuova legge sul ‘‘dopo di noi’’
2. Il ‘‘durante noi’’
3. I destinatari
4. Le azioni possibili: domiciliarità e deistituzionalizzazione
Capitolo VI – Il tema degli strumenti utilizzabili 
1. I decreti attuativi
2. Il Fondo dedicato, le donazioni, i patrimoni personali
3. Il ruolo delle Regioni
4. Le Onlus
5. La costituzione del gruppo di lavoro interdisciplinare presso i Co¬muni
6. L’amministrazione di sostegno e la legislazione del “dopo di noi”: una contaminazione possibile a vantaggio del debole?
Normativa 
– Legge 22 giugno 2016, n. 112 – Disposizioni in materia di assistenza in favore delle persone con disabilità grave prive del sostegno familiare
– Legge 9 gennaio 2004, n. 6 – Introduzione nel libro primo, titolo XII, del codice civile del capo I, relativo all’istituzione dell’amministrazio¬ne di sostegno e modifica degli articoli 388, 414, 417, 418, 424, 426, 427 e 429 del codice civile in materia di interdizioni e di inabilitazio¬ne, nonché relative norme di attuazione, di coordinamento e finali
Giurisprudenza 
Formulario 
Scheda 1 – Ricorso per la nomina dell’amministratore di sostegno
Scheda 2 – Autodesignazione dell’amministratore di sostegno
Scheda 3 – Modello di testamento olografo per la designazione di un amministratore di sostegno o di un tutore a favore del figlio
Scheda 4 – Ricorso promosso dai responsabili dei servizi sociali o sa¬nitari per la nomina di un amministratore di sostegno
Scheda 5 – Esempio di decreto di nomina dell’amministratore di sostegno
Scheda 6 – Relazione e rendiconto
Scheda 7 – Autocertificazione
Scheda 8 – Ricorso per l’apertura di un conto corrente
Scheda 9 – Ricorso per l’autorizzazione all’impiego dei capitali
Scheda10 – Ricorso per accettazione di eredità con beneficio di inven¬tario
Scheda 11 – Ricorso per l’autorizzazione alla vendita di un bene im¬mobile
Tavole sinottiche 
– Prospetto sul ‘‘dopo di noi’’
– Memento pratico sull’amministrazione di sostegno

Anna Rita Verardo, E quando avrò paura… Io ci sarò per te, Giovanni Fioriti editore, 2017


Testata

Questi sono due libri legati insieme da un unico filo: il filo che unisce il disagio del bambino e la sua richiesta di aiuto a un adulto che sappia rassicurarlo.

Da una parte un libro per i bambini e dall’altra la risposta che l’adulto dovrebbe saper dare per condurre il bambino alla sicurezza.

---

Libro di lavoro per bambini che hanno vissuto l’esperienza del suicidio di un familiare.

Tutti abbiamo conoscenza diretta o indiretta degli effetti a lungo termine del sopravvivere ad un suicidio. Il nuovo libro della Dott.ssa Anna Rita Verardo affronta questa tematica in tutte le sue declinazioni e complicazioni, tracciando un percorso per la sua elaborazione.

Come aiutare i bambini che hanno vissuto l’esperienza del suicidio di un familiare.

Parlare del suicidio è sempre difficile. Spesso le persone alla parola suicidio sgranano gli occhi manifestando sgomento. Se questa esperienza colpisce un bambino, o un ragazzo, si aprono territori ben più complessi. La cultura del segreto è stata un modo per tentare di proteggere bambini e adulti da una parola che fa tanta paura. Colpisce tutti la morte per suicidio e questo, infatti, è un libro per tutti: bambini, adolescenti, genitori, insegnanti e psicoterapeuti che devono in qualche modo far fronte ad un esperienza così intensa.

 

---

Giovanni Fioriti Editore s.r.l. via Archimede 179, 00197 Roma, phone 068072063,
fax 0686703720. VAT IT05690241004 – info@fioriti.it – www.fioritieditore.com
www.clinicalneuropsychiatry.org

 

ASSISTENZA SOCIALE, definizione in Garzantina del Diritto, Corriere della sera, 2006


ASSISTENZA1504

ASSISTENZA SANITARIA, definizione in Garzantina del Diritto, Corriere della sera, 2006


ASSISTENZA1503

SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE, definizione in Garzantina del Diritto, Corriere della sera, 2006


SSN1500SSN1501SSN1502

BENEFICENZA PUBBLICA, definizione in Garzantina del Diritto, Corriere della sera, 2006


BENEF1505

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