MAPPE nelle POLITICHE SOCIALI e nei SERVIZI

La Riforma del Terzo Settore, di De Stefanis Cinzia  – FISCOeTASSE.com, (eBook 2017)


Tutte le novità dei nuovi decreti attuativi sulla riforma del Terzo settore, dell’impresa sociale e cinque per mille; 42 pag. in pdf + Appendice normativa

Il Consiglio dei ministri di venerdì 12 maggio 2017 ha approvato, in esame preliminare, tre decreti legislativi di attuazione della legge delega per la riforma del Terzo settore, dell’impresa sociale e per la disciplina del servizio civile universale (legge 6 giugno 2016, n. 106).

Nell’ebook esaminiamo le principali novità dei nuovi Decreti attuativi su:

  • Codice del terzo settore
  • Impresa sociale
  • Disciplina del “cinque per mille”

Indice

Premessa
PARTE PRIMA. CODICE DEL TERZO SETTORE
1. Codice del Terzo settore
1.1 Le reti associative
1.2 Consiglio Nazionale del Terzo settore
1.3 Fondo per il finanziamento di progetti e attività di interesse generale nel terzo settore e ulteriori disposizioni finanziarie
1.3.1 Accreditamento centri di servizio per il volontariato
1.3.2 Finanziamento dei Centri di servizio per il volontariato
1.3.3 Funzioni e compiti dei Centri di servizio per il volontariato
1.3.4. Organismo nazionale di controllo
1.3.5 Organismi territoriali di controllo
1.3.6 Sanzioni e ricorsi
PARTE SECONDA. L’IMPRESA SOCIALE E RIFORMA DEL CINQUE PER MILLE DELL’IRPEF
2. Revisione della disciplina in materia di impresa sociale
2.1 Nozione e qualifica di impresa sociale
2.2 Attività d’impresa di interesse generale
2.3 Assenza di scopo di lucro
2.4 Struttura proprietaria e disciplina dei gruppi
2.5 Costituzione
2.5.1 Denominazione
2.5.2 Cariche sociali
2.5.3 Ammissione ed esclusione
2.5.4 Scritture contabili
2.5.5 Organi di controllo interno
2.5.6 Coinvolgimento dei lavoratori, degli utenti e di altri soggetti interessati alle attività
2.6 Trasformazione, fusione, scissione, cessione d’azienda e devoluzione del patrimonio
2.7 Lavoro nell’impresa sociale
2.8 Procedure concorsuali
2.9 Funzioni di monitoraggio, ricerca e controllo
2.10 Fondo per la promozione e lo sviluppo delle imprese sociali
2.11 Misure fiscali e di sostegno economico
2.12 Fondi ad hoc per imprese sociali, cooperative e Onlus
3. Disciplina dell’istituto del “cinque per mille” dell’Imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef)
3.1 Destinazione cinque per mille

Appendice
Allegato 1 – Schema di decreto legislativo recante revisione della disciplina in materia di impresa sociale
Allegato 2 – Schema di decreto legislativo recante “Misure di sostegno allo sviluppo del terzo settore”
Allegato 3 – Schema di decreto legislativo recante disciplina del “Cinque per mille”
Allegato 4 – D.m. 14 febbraio 2017
Allegato 5 – D.m. 8 marzo 2017

Isbn: 9788868055141

Sorgente: La Riforma del Terzo Settore (eBook 2017) – FISCOeTASSE.com

Autori Vari, Il libro della sociologia, Gribaudo, 2016


FALCONE e BORSELLINO. I 57 giorni che hanno sconvolto l’Italia: 23 maggio – 19 luglio 1992 – di John Follain, Newton Compton Editori


Il 23 maggio 1992 il giudice Falcone muore nella strage di Capaci, il più cruento attentato dinamitardo organizzato dalla mafia negli ultimi anni, in cui persero la vita anche la moglie Francesca e tre uomini della scorta. Cinquantasette giorni dopo, il 19 luglio, la mafia uccide di nuovo: l’amico e collega di Falcone, il giudice Paolo Borsellino, salta in aria insieme ai cinque uomini della scorta in via d’Amelio, a Palermo. Jin – giornalista inglese inviato in Italia proprio in quegli anni – ricostruisce minuziosamente la dinamica degli attentati e l’inchiesta che ne seguì: dalla disperata corsa contro il tempo di Borsellino per scoprire chi avesse ucciso Falcone, nella tragica consapevolezza di essere il prossimo della lista, fino alla straordinaria parabola investigativa che portò all’arresto dei padrini Riina e Provenzano. Ma il libro fornisce anche una visione d’insieme senza precedenti sul modo in cui opera la mafia siciliana, descrivendo nel dettaglio la progettazione e la realizzazione degli omicidi dei due eroici magistrati. Sulla base di nuove ed esclusive interviste e delle testimonianze di investigatori, pentiti, sopravvissuti, parenti e amici, questo saggio racconta minuto per minuto gli eventi che hanno segnato – in maniera irreversibile – il nostro Paese e la lotta dello Stato contro la mafia.

vai alla intera scheda:

Sorgente: I 57 giorni che hanno sconvolto l’Italia – Newton Compton Editori

MERCATO DEL LAVORO NEWS – n.13, a cura di Claudio Negro, Fondazione Anna Kuliscioff


MERCATO DEL LAVORO NEWS – n.13

 

Le statistiche“politicamente corrette”.

 

La pubblicazione dei dati dell’Osservatorio sul Precariato di INPS relativi al periodo Gennaio-Marzo 2017 (che vengono confrontati coi dati analoghi del 2015 e 2016) ha sempre eccitato notevolmente molta stampa. Stavolta quattro sono i focus denunciati dagli indignati: non c’è più il posto fisso, aumentano le assunzioni a termine, cala la Cassa Integrazione ma aumentano i licenziamenti. Ancora una volta l’approccio più pirotecnico alla notizia è quello de La Verità (in russo Pravda…): Assunzioni in picchiata e aumentano i licenziati Meno cassintegrati:sono tutti disoccupati. Ma anche il Manifesto non scherza: Successone di Renzi: aumentano i contratti a termine e i licenziati. Del resto, sia pure con toni più sobri, molte alte testate leggono i dati in modo analogo.

 

Come sempre vediamo i dati.

Innanzitutto l’occupazione aumenta, e non di poco: tra gennaio e marzo le assunzioni sono state 1.439.000, +9,6% rispetto allo stesso periodo 2016, le cessazioni 1.117.000, (….)

Se consideriamo gli ultimi 12 mesi (dato tendenziale) le assunzioni sono aumentate del 13% e il saldo tra assunzioni e cessazioni è positivo per 379.000 unità. Questo aumento di occupati è dovuto per 22.000 unità a contratti a tempo indeterminato (che quindi continuano ad aumentare anche se molto meno del 2015), per 40.000 unità a contratti di apprendistato e per 315.000 a contratti a termine. Su questo spostamento delle assunzioni su tempo determinato e apprendistato faremo un riflessione puntuale nel prossimo numero dell’Osservatorio.

 

Veniamo alle cessazioni (che comprendono non solo licenziamenti, ma anche e soprattutto la fine di un contratto a termine, dimissioni, pensionamento, ecc.): sono aumentate del 12,5% quelle di contratti a termine (ovvio, essendo cresciuto il numero dei contratti a termine) ma sono diminuite (-2,1%) quelle di contratti a tempo indeterminato.

E adesso i licenziamenti veri e propri: il tasso di licenziamento calcolato sul complesso dei contratti a tempo indeterminato è 1,4%, uguale a quello del 2015 e superiore di 0,1% a quello del 2016. Quindi sostanzialmente invariato: bastava sobbarcarsi la fatica (peraltro non enorme) di leggere i dati per evitare di dire sciocchezze…

Vediamo più in particolare, comparando il primo trimestre 2017 con 2016 e 2015. I licenziamenti per ragioni economiche nelle aziende sotto i 15 dipendenti sono stati 79.953 nel 2015, 83.935 nel 2016, 76.239 nel 2017 (quindi in calo). Nelle aziende over 15 sono state 28.165 nel 2015, 33.474 nel 2016, 33.559 nel 2017 (quindi stabili). I licenziamenti per giustificato motivo soggettivo (essenzialmente disciplinari) nelle aziende sotto i 15 dipendenti sono stati 7678 nel 2015, 9459 nel 2016, 9981 nel 2017. Nelle aziende over 15 (quelle in cui il Jobs Act ha modificato l’art.18) 5027 nel 2015, 6275 nel 2016, 8468 nel 2017. Quest’ultimo dato è l’unico che vede un aumento: stiamo parlando di 2.400 licenziamenti in più rispetto all’anno scorso, rispetto ad un totale di risoluzioni di rapporti di lavoro (dimissioni, licenziamenti, risoluzione consensuale, ecc.) ) che assomma a  167.979. Un po’ poco per parlare di libertà di licenziare…

Ma a proposito dei licenziamenti per motivi economici, compreso esodi incentivati e fine appalto, sono stati 124.174, e sono la parte più corposa delle risoluzioni dei rapporti di lavoro: notiamo che sono sostanzialmente stabili rispetto al 2015 (erano 126.143) e al 2016 (erano 123.252). Non si vede proprio il boom dei licenziamenti…

 

I più immaginifici hanno tentato di stabilire un rapporto tra la stretta determinata dal Jobs Act sulla Cassa Integrazione Straordinaria e l’aumento dei licenziamenti, ma non c’è riscontro: i licenziamenti per fine CIGS rientrano tra quelli economici e, come visto, non c’è incremento di questi licenziamenti. Vero che c’è stato un aumento delle richieste di NASPI, che però molto probabilmente corrispondono a quelle che sarebbero state domande di Indennità di Mobilità che da quest’anno è cessata, sostituita appunto dal NASPI.

 

Infine una nota: è interessante il punto di vista di Repubblica: Crollano i contratti stabili e volano i robot, ma non è supportato da nessun dato concreto. Occorrerebbe fare uno studio esaminando gli andamenti occupazionali delle imprese che hanno beneficiato degli incentivi di Industry 4.0. Non crediamo però che si scoprirebbe un’evidenza in questo senso. Non ancora, per lo meno.

(a cura di Claudìo Negro)

 

Milano, 20 maggio 2017

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Cari Amici,

con la dichiarazione dei redditi è possibile destinare il 5 per mille alla Fondazione Anna Kuliscioff  per contribuire alle sue attività di ricerca e studio e al progetto di catalogazione del suo patrimonio documentale.

E’ sufficiente mettere la propria firma indicando il nostro Codice Fiscale: 97123000156.

Vi invitiamo a visitare il sito

www.fondazioneannakuliscioff.it

dove potrete conoscere le nostre iniziative e le nostre pubblicazioni.

Grazie dell’attenzione.

Pietro Ichino |  confronto tra la proposta del M5S di un “reddito di cittadinanza”, il Reddito di Inclusione approvato dal Parlamento e il Revenu de Solidarité Active francese, 22 maggio 2017


Un confronto tra la proposta del M5S di un “reddito di cittadinanza”, il Reddito di Inclusione approvato dal Parlamento e il Revenu de Solidarité Active francese; una valutazione dettagliata delle voci di copertura finanziaria indicate dallo stesso M5S per il proprio progetto:

è on line la presentazione predisposta per incarico della Presidenza del Gruppo dei senatori Pd, in funzione di un seminario che si svolgerà in Senato giovedì prossimo

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Scarica  le slides in formato pdf

Sorgente: Pietro Ichino |  COME SI COMBATTE LA POVERTÀ

Evan Williams, che ha dato vita a Blogger, Twitter, Medium: Internet favorisce gli estremi. Pensavo che il mondo sarebbe diventato automaticamente migliore se avessimo dato a tutti la possibilità di esprimersi. Mi sbagliavo


da

http://www.corriere.it/tecnologia/17_maggio_21/confessione-fondatore-twitter-internet-non-funziona-piu-scusateci-donald-trump-0a58775a-3ddc-11e7-b817-1edf273dd83b.shtml

Raccontare la malattia aiuta a guarire, di Letizia Gabaglio – in l’Espresso, 2016


Raccontare una storia: la nostra. O anche inventarne una, per rappresentare la propria malattia. La narrazione, lo storytelling (come oggi è chiamata la capacità di raccontare quello che accade intorno a un evento e non solo l’evento stesso) è uno strumento in più in mano a medici e pazienti. Si chiama “medicina narrativa”, o “medicina basata sulla narrazione”, e si sta facendo strada fra le corsie degli ospedali, negli ambulatori degli specialisti e in Rete, nelle comunità di pazienti o nelle bacheche delle associazioni.

vai all’intero articolo qui:

Sorgente: Raccontare la malattia aiuta a guarire – l’Espresso

Il governo ha approvato il decreto sull’obbligo dei vaccini a scuola – 19 maggio 2017


Il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto legge che reintroduce l’obbligo delle vaccinazioni per l’iscrizione a scuola. Nello specifico, per accedere agli asili nido e alle scuole materne bisognerà essere vaccinati. Per le scuole dell’obbligo l’assenza delle vaccinazioni provocherà solo un’ingente sanzione pecuniaria. Il decreto prevede inoltre l’aumento del numero di vaccini obbligatori, che passano da 4 a 12.

Sorgente: Il governo ha approvato il decreto sull’obbligo dei vaccini a scuola – TPI

Alzheimer e scena della cura. Evoluzione nei processi conoscitivi e organizzativi – Mercoledì 7 giugno 2017 ore 9-17, Centro Congressi Fondazione Cariplo Milano, Via Romagnosi n. 8


“ALZHEIMER E SCENA DELLA CURA
Evoluzione nei processi conoscitivi e organizzativi

Mercoledì 7 giugno 2017
9.00-17.00

Centro Congressi Fondazione Cariplo
Milano, Via Romagnosi n. 8
Convegno organizzato da
Con l’accompagnamento metodologico di

La malattia di Alzheimer negli ultimi tempi riscuote crescente attenzione da parte delle istituzioni sanitarie, delle scienze mediche, dell’opinione pubblica.

Il Convegno si propone di affrontare le problematiche connesse alla cura dei malati per migliorare adeguatezza e qualità degli interventi.

Fondazione Istituto Sacra Famiglia Onlus di Cesano Boscone e Istituto Geriatrico Camillo Golgi di Abbiategrasso della ASP “Golgi-Redaelli”, da anni sono impegnati in questa direzione con diverse impostazioni e differenti modalità di lavoro.

Grazie agli investimenti dei due Istituti e al contributo della Fondazione Cenci Gallingani è stato possibile realizzare nell’arco di un anno circa, una particolare ricerca (Ricerca-Azione) rivolta ad analizzare i microcontesti operativi per individuare fattori critici, verificare punti forti e punti deboli, aprire ipotesi su possibili cambiamenti negli assetti organizzativi e nei processi di interazione con i pazienti, con i familiari, tra operatori con diversi ruoli e professionalità.

Operatori e ricercatori dei due Istituti e dello Studio APS di Milano (che ne ha accompagnato lo svolgimento complessivo) presenteranno quanto è stato raggiunto attraverso il percorso realizzato, esiti e apprendimenti tradotti in evoluzioni organizzative, collegati alle scelte metodologiche adottate.

Responsabile scientifico
Franca Olivetti Manoukian

È possibile prendere visione della locandina dell’evento che contiene il programma e tutte le indicazioni necessarie per partecipare.

Sorgente: Alzheimer e scena della cura – 7 giugno 2017

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ABDEL-SAMAD HAMED, Fascismo islamico (2014), Garzanti, 2017


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EDOARDO BONCINELLI, Io e lei. Oltre la vita – Guanda, 2017


Occuparci della nostra nascita per noi è impossibile, il prima ci è sconosciuto. Ma di certo, da vivi, possiamo riflettere sulla nostra morte, anche se il poi ci è ignoto. Edoardo Boncinelli racconta di avere avuto consapevolezza della morte a cinque anni, mentre a Bologna nell’immediato dopoguerra, ospite di un centro profughi allestito alla meglio in una caserma, parlava con la mamma di persone che non c’erano più. Di colpo si rese conto che anche i nonni erano destinati ad andarsene, e pianse. Da allora la morte per lui è diventata un concetto acquisito, ma non angosciante. E proprio questo gli ha facilitato l’intensa meditazione che ci regala in questo libro. Da scienziato e pensatore profondamente libero e onesto qual è, Boncinelli ne indaga tutti gli aspetti e le possibili interpretazioni con una serenità di animo e una acutezza di analisi che restituiscono a questo evento la sua naturalità, privandolo delle sovrastrutture negative. Discute con argomentazioni lucide e stringenti le consolazioni della religione, dai miti delle origini al paradiso cristiano, alle credenze più diffuse. Esamina con passione e generosità divulgativa le risorse della scienza, fino a metterci a parte delle ultime ricerche della genetica e della biologia. Infine affronta l’autentico mistero dell’universo, la coscienza, nostra assoluta unicità, sintetizzando così il suo sentimento: «Verrà la morte e non chiuderò i miei occhi».

Discussione sul sistema elettorale in Italia, alla luce delle sentenze della Consulta e degli sviluppi istituzionali – a cura di YouTrend, 19 aprile 2017


Pubblicato il 19 apr 2017

con Stefano Ceccanti, Università La Sapienza; Gaetano Quagliariello, Senatore; Matteo Cavallaro, Sciences Po Toulouse; Francesco Magni, avvocato. Salvatore Borghese, YouTrend moderaStefano Menichini, capo ufficio stampa Camera dei Deputati.

L’iniziativa, organizzata da YouTrend, intende essere una occasione di confronto sullo stato dell’arte della discussione sul sistema elettorale in Italia, alla luce delle sentenze della Consulta e degli sviluppi istituzionali.Verrà inoltre presentata una proposta di sistema elettorale, completa di disegno dei collegi, modello di scheda, simulazioni del riparto dei seggi e bozza di articolato di legge, elaborata da YouTrend sulla base di un percorso di ascolto, che cerca di individuare un punto di equilibrio fra le proposte in campo e gli schieramenti politici.

Legge sul Dopo di noi: la Guida del Consiglio nazionale del notariato, 18 maggio 2017


Il documento è stato realizzato dal Consiglio Nazionale del Notariato con 13 Associazioni dei Consumatori. L’obiettivo è quello di spiegare in maniera semplice  gli strumenti messi a disposizione dal legislatore a tutela delle fragilità sociali, a partire dalla recente legge sul Dopo di noi, all’amministratore di sostegno, all’inabilitazione e interdizione nonché alla sostituzione fedecommissaria. LA GUIDA

Stefano Ceccanti, Guida alla lettura della proposta di riforma elettorale, 18 maggio 2017


stefanoceccanti

di Stefano Ceccanti

  1. Premessa di metodo

Le proposte di riforma per le leggi di Camera e Senato non sono di facile lettura perché tecnicamente sono impostate come modifiche dei Testi Unici vigenti per cui bisognerebbe avere la pazienza di verificare come e dove li modificano.

  1. Cosa dice il testo

L’articolo 1 è quello che modifica la legge Camera.

Si interviene su 606 seggi e si dividono in due quote: una da 303 collegi uninominali e l’altra di 303 da eleggere su lista. I seggi della Camera sono 630 ma gli altri 24 restano intatti come sono: 12 per gli italiani all’Estero come dal 2006 (circoscrizioni e voto di preferenza), 11 al Trentino Alto Adige come dall’Italicum (collegi uninominali e recupero proporzionale), 1 alla Val d’Aosta (da sempre collegio uninominale).

C’è un’unica scheda e un unico voto. Questo voto vale sia per un candidato uninominale sia per un listino bloccato corto…

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Lavoro occasionale, intermittente e co.co.co. Cosa cambia dopo l’abolizione dei Voucher, da FISCOeTASSE.com, 2017


Le forme di lavoro alternative (lavoro occasionale, intermittente e co.co.co) dopo l’abolizione del voucher (DL 25/2017); eBook in pdf di 46 pagine. Maggiori informazioni.

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Indice Completo

1. IL LAVORO ACCESSORIO
1.1 BREVE STORIA NORMATIVA
1.2 DISCIPLINA IN VIGORE SINO AL 31/12/2017 E RIMBORSO DEI BUONI INUTILIZZATI
– Disciplina vigente
– Valore nominale
– Rimborso voucher
– Particolarità del lavoro accessorio
2. GLI STRUMENTI ALTERNATIVI AL VOUCHER
2.1 IL LAVORO AUTONOMO OCCASIONALE EX ART. 2222 CC
– Lavoro autonomo occasionale/lavoro autonomo esercitato abitualmente
– Lavoro autonomo occasionale/lavoro subordinato
– Lavoro autonomo occasionale/collaborazione coordinata e continuativa
– Trattamento Fiscale lavoro occasionale
– Trattamento previdenziale
– Quale aliquota INPS applicare?
– Adempimento annuale
– Le collaborazione dei familiari
2.2 IL LAVORO INTERMITTENTE
– Breve storia normativa
– L’attuale disciplina normativa
– Quando utilizzare gli intermittenti?
– Quando NON utilizzare i lavoratori intermittenti
– Il contratto
– Adempimenti e limiti di utilizzo
– Retribuzione ed indennità di disponibilità
– Naspi e Indennità di Mobilità
2.3 I CO.CO.CO.: UNA FORMA SOLO APPARENTEMENTE DEREGOLATA
– Evoluzione normativa della parasubordinazione ante 2015
– Jobs Act , Co.Co.Co. e Co.Co.Pro. – La rinascita delle co.co.co. ex art. 409 c.p.c.
– Adempimenti preliminari e forma contrattuale
– La disoccupazione dei co.co.co.
– I limiti all’uso dei co.co.co: la determinazione automatica della disciplina del lavoro subordinato ex art. 2 D.Lgs.n. 81/2015
– Le deroghe all’applicazione automatica del lavoro subordinato
– Il nuovo Jobs Act degli autonomi e i co.co.co.
– Valutazioni di costo e fattori di rischio
NORMATIVA E PRASSI

Sorgente: Prodotti e promozioni BusinessCenter FISCOeTASSE.com

LA REDAZIONE DEGLI ATTI AMMINISTRATIVI DEL COMUNE. Principi e tecniche. Con 200 modelli di atti personalizzabili costantemente aggiornati on line fino al 31 dicembre 2017, di Tiziano Tessaro, Maggioli editore, 2017


Aggiornato con:
› D.Lgs. 50/2016 (Codice dei contratti pubblici)
› D.Lgs. 97/2016 (Riforma trasparenza)
› D.Lgs. 179/2016 (Riforma CAD)
› Legge 18 aprile 2017, n. 48 (Sicurezza urbana)

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La digitalizzazione dell’azione amministrativa e la sfida del nuovo Cad, l’armonizzazione contabile e il nuovo Codice dei contratti pubblici, la disciplina innovativa della trasparenza e la nuova normativa in tema di sicurezza urbana hanno profondamente ridisegnato il quadro di cui deve tener conto chi è impegnato nella redazione di un atto amministrativo.

Questa undicesima edizione, completamente rivisitata, guida alle modalità concrete di redazione dell’atto, allo studio della sua corretta formulazione, percorrendo l’iter descrittivo dei vari elementi formali che compongono un provvedimento, e della tipologia di atti più complessi, minuziosamente descritti ed esplicati, con approfonditi ed aggiornati riferimenti sostanziali, alla semplificazione dell’attività quotidiana, collegando le nozioni teoriche rilevanti a quelle più strettamente operative.

L’opera, completa di formulario – anche su approfondimenti.maggioli.it – con 190 modelli di atti amministrativi e 10 schemi di regolamento, è così organicamente suddivisa:

Parte Prima
LA TEORIA DEGLI ATTI E DEL PROCEDIMENTO AMMINISTRATIVO
Capitolo I – GLI ATTI AMMINISTRATIVI
1. Definizione di atto amministrativo
2. Gli elementi essenziali degli atti amministrativi
2.1. Il soggetto agente
2.2. L’oggetto
2.3. Il contenuto
2.4. La forma
2.5. La volontà
2.6. Il fine tipico cui l’atto è rivolto
3. Gli elementi accidentali
4. Classificazione degli atti amministrativi
4.1. In base al soggetto
4.1.1. Gli atti collegiali
4.1.2. Atto semplice e atto composto
4.1.3. Atti del Comune, della Provincia, ecc.
4.1.4. Secondo l’organo agente: il concetto di competenza
4.2. Secondo la volontà
4.2.1. Provvedimenti e meri atti
4.2.2. Discrezionalità amministrativa e discrezionalità tecnica
4.3. In base al contenuto
4.4. In base all’oggetto
4.5. In base alla forma
4.6. In base alla funzione
4.7. In base agli elementi accidentali
Capitolo II – I VIZI DEGLI ATTI AMMINISTRATIVI
1. Patologia degli atti amministrativi
2. Una prima classificazione: nullità, illegittimità, inefficacia
2.1. La nullità e l’inesistenza
2.1.1. Le conseguenze della nullità
2.2. La classificazione dei vizi di legittimità
2.2.1. L’incompetenza relativa
2.2.2. L’eccesso di potere
2.2.3. La violazione di legge
2.2.4. Le conseguenze dell’illegittimità
2.2.5. L’irregolarità
2.3. L’inefficacia
2.3.1. Le conseguenze dell’inefficacia
3. La seconda classificazione: i vizi con riguardo agli elementi essenziali
3.1. Casi di nullità
3.1.1. Con riguardo al soggetto
3.1.2. Con riguardo all’oggetto
3.1.3. Con riguardo alla forma
3.1.4. Con riguardo alla volontà
3.1.5. Con riguardo al contenuto
3.1.6. Con riguardo alla finalità
3.2. Casi di illegittimità
4. Una terza classificazione: i vizi di legittimità e i vizi di merito
Capitolo III – I RIMEDI AI VIZI DELL’ATTO AMMINISTRATIVO
1. Il concetto di autotutela
2. La distinzione tra gli atti di autotutela
2.1. La caducazione dell’atto
2.1.1. L’annullamento
2.1.1.1. In generale
2.1.1.2. Presupposti dell’annullamento d’ufficio
2.1.1.3. … e sua distinzione dalle altre tipologie di annullamento
2.1.1.4. L’annullamento in sede di controllo, l’annullamento su ricorso e l’annullamento governativo
2.1.1.5. Breve riepilogo
2.1.2. La revoca
2.1.3. La sospensione
2.1.4. La rimozione
2.1.5. Il mero ritiro (o ritiro in senso stretto)
2.1.6. La rettifica
2.2. La conservazione dell’atto
2.2.1. La sanatoria in senso stretto
2.2.2. La convalida
2.2.3. La conferma
2.2.4. La conversione
2.2.5. La sanatoria per raggiungimento dello scopo
Capitolo IV – IL PROCEDIMENTO AMMINISTRATIVO
1. Definizione
2. Elementi essenziali
2.1. La fase preparatoria
2.1.1. L’iniziativa
2.1.2. Procedimenti a istanza di parte
2.1.3. Procedimenti d’ufficio
2.1.4. L’avvio, il termine del procedimento e la comunicazione del responsabile
2.1.4.1. L’avvio del procedimento
2.1.4.1.1. Le conseguenze
2.1.4.1.2. Il preavviso di rigetto
2.1.4.2. L’indicazione del termine
2.1.4.3. L’eventuale proroga del termine. Casi e limiti
2.1.5. L’istruttoria
2.1.5.1. Scopi e principi generali dell’istruttoria amministrativa nella dottrina amministrativistica
2.1.5.2. L’articolazione della fase istruttoria in generale
2.1.5.3. L’acquisizione di atti istruttori
2.1.5.4. Gli obblighi istruttori del responsabile del procedimento
2.1.5.5. La valutazione di memorie e documenti e la stipula di accordi
2.1.5.5.1. La previsione dell’art. 17-bis della legge 241/1990
2.2. La fase costitutiva
2.2.1. Procedimenti monocratici e collegiali
2.3. La fase integrativa dell’efficacia
2.3.1. L’immediata efficacia
2.3.2. La pubblicazione
2.3.3. Il rispetto delle disposizioni del d.lgs. 196/2003
2.3.4. La notificazione
2.3.5. Il controllo e le sue residue forme
3. Classificazione
3.1. Il procedimento deliberativo in generale
3.2. La fase preparatoria
3.2.1. La fase dell’iniziativa: la convocazione
3.2.2. La fase istruttoria
3.3. La fase costitutiva
3.3.1. La fase dell’adunanza. Il quorum strutturale
3.3.2. La fase della votazione. Il quorum funzionale
3.4. La fase integrativa dell’efficacia
3.4.1. Le condizioni perché l’atto divenga efficace
Capitolo V – I VIZI DEL PROCEDIMENTO AMMINISTRATIVO
1. La patologia del procedimento amministrativo
1.1. Vizi inerenti alla fase preparatoria
1.1.1. I vizi degli atti presupposti
1.1.2. L’omissione della comunicazione di avvio e del preavviso di rigetto
1.1.2.1. L’omissione dell’indicazione del responsabile del procedimento
1.1.2.2. L’inosservanza del termine per la conclusione del procedimento
1.2. Vizi inerenti alla fase costitutiva
1.3. Vizi inerenti alla fase integrativa dell’efficacia
1.4. La sanatoria dei vizi del procedimento
2. L’inammissibilità e l’improcedibilità: le delibere dell’Ente locale e il rapporto con il Documento unico di programmazione
2.1. Profili soggettivi
2.2. Fattispecie concrete di inammissibilità e improcedibilità
Capitolo VI – LA DOCUMENTAZIONE AMMINISTRATIVA. ORIGINALI, COPIE, DOCUMENTO INFORMATICO, ANALOGICO
1. Premessa
1.1 Il concetto di documento amministrativo
1.2 L’originale e la copia del documento analogico
1.3 L’originale del documento informatico
1.4 La formazione dei documenti
1.5 La copia del documento informatico

Parte Seconda
LE CARATTERISTICHE GENERALI DEGLI ATTI COMUNALI
Capitolo I – LA DELIBERA, L’ORDINANZA, IL DECRETO, LA DETERMINAZIONE IN GENERALE
1. La delibera, l’ordinanza, il decreto, la determinazione come atto e come procedimento
1.1. Premessa
2. Come atti amministrativi
2.1. Sotto il profilo del soggetto
2.1.1. Organo agente
2.1.2. Atti collegiali e atti monocratici
2.2. Sotto il profilo dell’oggetto
2.3. Sotto il profilo della forma
2.3.1. Gli elementi formali necessari di ciascun atto del Comune
2.4. Sotto il profilo del contenuto
2.5. Sotto il profilo della volontà
2.6. Sotto il profilo del fine tipico cui l’atto è rivolto
2.7. L’ammissibilità di clausole accidentali
Capitolo II – PROFILI PATOLOGICI E PROCEDIMENTALI DEGLI ATTI DEL COMUNE
1. I vizi delle deliberazioni comunali, delle ordinanze, delle determinazioni
2. I rimedi ai vizi
2.1. I rimedi ai vizi delle deliberazioni comunali
2.2. I rimedi ai vizi delle ordinanze, dei decreti e delle determinazioni
3. Le deliberazioni, i decreti, le ordinanze, le determinazioni come procedimento amministrativo
4. Riepilogo degli elementi formali attraverso i quali si estrinsecano i provvedimenti comunali

Parte Terza
GLI ATTI DEGLI ORGANI COLLEGIALI DEL COMUNE
Capitolo I – LA DISAMINA DEI SINGOLI ELEMENTI FORMALI DELLE DELIBERAZIONI
1. Oggetto dell’analisi
2. Gli elementi formali attraverso i quali si estrinseca il contenuto necessario della deliberazione
3. Il collegamento con gli elementi dell’atto amministrativo e le fasi del procedimento
4. Avvertenze generali per lo studio e la redazione di un atto amministrativo deliberativo
Capitolo II – L’INTESTAZIONE
1. Gli elementi che rilevano per l’intestazione
2. Il concetto di competenza
3. Il riparto di competenze in generale
3.1. Il primo principio: la separazione tra indirizzo e gestione
3.2. Le caratteristiche degli atti di indirizzo e degli atti di gestione
3.3. Il secondo principio: l’autonomia normativa comunale in tema di competenze degli organi
3.4. Lo Statuto
3.4.1. In generale
3.4.2. … e nello specifico. La previsione del testo unico degli Enti locali
3.4.3. I contenuti dello Statuto dopo la riforma costituzionale e la legge 131/2003
3.4.3.1. Dopo la revisione costituzionale
3.4.3.2. Dopo la legge 131/2003
3.4.3.3. La collocazione nel sistema delle fonti dello Statuto. La tesi della sua natura
regolamentare e il principio di gerarchia delle fonti
3.4.3.4. La tesi della natura subprimaria o atipica dello Statuto. Il principio di competenza e la c.d. riserva di Statuto
3.4.3.5. La tesi intermedia
3.4.3.6. L’interpretazione della Corte costituzionale
3.5. I regolamenti comunali
4. Il riparto di competenza in particolare. La competenza del Consiglio
4.1. Premessa. La fonte. La competenza in base all’art. 42 del testo unico
4.2. Caratteristiche generali
4.3. Individuazione
4.3.1. Gli atti fondamentali
4.3.1.1. Atti che sono manifestazione di volontà
4.3.1.2. Atti che sono manifestazione di scienza o di giudizio
4.3.1.3. Atti di indirizzo
4.3.2. La surrogazione della competenza esclusiva del Consiglio
4.3.3. Altre competenze del Consiglio previste dall’ordinamento
5. La competenza della Giunta
5.1. Premessa. La fonte
5.2. Caratteristiche
5.3. Individuazione
5.3.1. Competenza propria
5.3.2. In particolare: le competenze di programmazione intermedia
5.3.3. Altre competenze
5.3.4. Tassative competenze gestionali
5.3.5. La competenza surrogatoria
5.3.6. L’eccezione: le variazioni di bilancio attribuite dal d.lgs. 118/2011 specificamente alla competenza dirigenziale
6. La competenza dei dirigenti
6.1. Premessa. La fonte
6.2. Caratteristiche
7. Casi di confine
7.1. Premessa
7.2. Le materie a competenza ripartita tra Consiglio e Giunta. Rassegna di casi
7.2.1. In tema di opere pubbliche
7.2.1.1. L’approvazione dei progetti esecutivi. La regola
7.2.2. I piani di lottizzazione
7.2.3. La materia tariffaria
7.2.4. Gli altri casi dubbi
7.2.4.1. In tema di concessioni
7.2.4.2. In tema di commercio
7.2.4.3. In tema di beni immobili
7.3. Tra Consiglio e dirigenti
7.3.1. L’assunzione di mutui
7.3.2. Indennità dei Consiglieri e della Giunta
7.3.3. La potestà regolamentare e in materia di piante organiche
7.4. Tra Giunta e dirigenti
7.4.1. L’approvazione delle perizie
7.4.2. Nomina delle commissioni di concorso
7.4.3. Competenze di controllo
7.4.4. Erogazione di contributi
7.4.5. Altre competenze dei dirigenti
7.5. La problematica distinzione tra atti di governo e atti di gestione
7.5.1. Individuazione delle fattispecie critiche
7.5.1.1. Fattispecie demandate dal legislatore necessariamente alla revisione statutaria
7.5.1.2. Altre fattispecie da sottoporre alla revisione statutaria
7.5.2. Il passaggio di competenze gestionali dagli organi politici ai dirigenti e l’art. 107, comma 5
7.5.2.1. Il meccanismo per il passaggio di competenze: automatico o lasciato alla mediazione statutaria?
7.5.2.2. … e la pretesa natura gestionale degli atti
7.5.2.3. Conseguenze operative: la formulazione del dispositivo rinvio
8. Caratteristiche riassuntive delle competenze degli organi comunali
9. La legittimazione
10. L’oggetto
Capitolo III – IL PREAMBOLO
1. Contenuto del preambolo
2. La fase dell’iniziativa nel procedimento deliberativo: la proposta di deliberazione
2.1. Il concetto di proposta
2.1.1. L’organo deputato a esprimere la proposta
2.1.2. Le conseguenze in caso di assenza della proposta
2.1.3. Le eccezioni al principio: ovvero la possibile assenza della proposta
2.2. La fase istruttoria
2.2.1. I presupposti di fatto
2.2.2. Gli atti della fase istruttoria e la loro distinzione
2.3. Il parere
2.3.1. Il concetto di parere
2.3.2. La distinzione tra i pareri
2.3.3. I pareri obbligatori previsti dall’art. 49 t.u.
2.3.4. Individuazione dei pareri obbligatori ex art. 49 t.u. da esprimere sulla proposta di deliberazione
2.3.4.1. Il parere di regolarità tecnica
2.3.4.2. Il parere di regolarità contabile
2.3.5. L’organo deputato a esprimere il parere tecnico e contabile
2.3.5.1. L’espressione del parere tecnico e contabile in assenza di funzionari
2.3.6. Il termine per rendere i pareri
2.3.7. Il parere favorevole
2.3.8. Il parere non favorevole
2.3.9. L’assenza dei pareri
2.3.9.1. L’impossibilità di procedere in caso di mancanza a una loro sanatoria
2.3.10. La forma del parere
2.3.11. Il parere dell’organo di revisione
2.3.11.1. Le fattispecie in cui deve essere espresso il parere dell’organo di revisione
2.3.11.2. Il parere sul bilancio di previsione e le relative variazioni in particolare
2.3.12. I pareri facoltativi
Capitolo IV – LA MOTIVAZIONE
1. La definizione di motivazione
1.1. Oggetto
1.2. La motivazione dell’atto deliberativo come elemento essenziale e la sua distinzione dalle dichiarazioni di voto e dall’elemento volitivo
1.3. Il contenuto della motivazione
1.3.1. Motivazione e giustificazione
1.3.2. I presupposti di fatto
1.3.3. Le ragioni giuridiche
1.3.4. Le risultanze dell’istruttoria
1.4. L’ammissibilità della motivazione per relationem
1.4.1. La disponibilità dell’atto richiamato
1.5. La motivazione dei provvedimenti contenenti dati sensibili
Capitolo V – L’ELEMENTO VOLITIVO
1. Oggetto e definizione
1.1. Convocazione, quorum costitutivo e decadenza
2. La fase della convocazione
2.1. I soggetti deputati alla convocazione
2.2. Modalità di convocazione
2.3. Termini per il recapito degli avvisi di convocazione ed elenco degli oggetti da trattare
2.3.1. La convocazione ordinaria
2.3.2. La convocazione d’urgenza
2.4. Lo scopo dell’istituto della convocazione e la sanatoria dei vizi relativi
2.5. La pubblicazione degli argomenti all’Albo dell’Ente
3. La fase dell’adunanza
3.1. Il quorum strutturale in prima convocazione
3.2. Il quorum strutturale in seconda convocazione
3.3. Sedute segrete e pubbliche
3.4. Svolgimento dei lavori
3.5. La votazione
3.6. La votazione palese
3.7. L’obbligo dell’astensione
3.7.1. La votazione segreta
3.7.2. Il computo dei votanti e l’indicazione dei presenti, dei votanti, dei favorevoli, astenuti, contrari
3.7.2.1. La diversità di regole tra le votazioni segrete e quelle palesi
3.7.3. La proclamazione dei risultati
3.8. La disciplina delle sedute della Giunta comunale
Capitolo VI – LA PARTE DISPOSITIVA
1. In generale
1.1. Individuazione della casistica
1.2. Casi di delibere costituenti mero atto di indirizzo
1.2.1. Indicazioni di casi
1.3. Equiparazione con le delibere costituenti manifestazioni di giudizio
1.3.1. Indicazioni di casi
1.4. Casi in cui la delibera non è mero atto di indirizzo, ma non comporta riflessi diretti o indiretti sulla situazione economico-finanziaria o sul patrimonio dell’Ente
1.5. Casi di delibere che comportino riflessi diretti o indiretti sulla situazione economico-finanziaria o sul patrimonio dell’Ente. Indicazioni di casi
1.5.1. Le ipotesi di “riflessi indiretti”
1.5.2. Le ipotesi di “riflessi diretti”. I casi di assunzione di impegno di spesa mediante delibere
1.6. I casi eccezionali di impegni assunti dalla Giunta e dal Consiglio
1.6.1. Elencazione dei casi di competenza gestionale del Consiglio
1.6.2. Elencazione dei casi di competenza gestionale della Giunta
1.6.3. Conseguenze operative. La formulazione del dispositivo in concreto
1.6.3.1. Le conseguenze dovute al nuovo visto previsto dall’art. 183, comma 8, del d.lgs. 267/2000 introdotto dal d.lgs. 126/2014
1.6.4. L’indicazione obbligatoria della spesa da impegnare
1.6.5. Il concetto generale di impegno. Rinvio
2. Il dispositivo delle deliberazioni che contengono dati sensibili
Capitolo VII – LA NUMERAZIONE E SOTTOSCRIZIONE DELLA DELIBERAZIONE E LA FASE INTEGRATIVA DELL’EFFICACIA
1. La numerazione e sottoscrizione delle deliberazioni
1.1. La sottoscrizione come elemento essenziale dell’atto scritto
1.2. Le tipologie di firme
1.3. Le fonti normative relative alla c.d. firma digitale
1.4. Gli effetti della firma
1.4.1. Gli effetti della sottoscrizione con firma elettronica avanzata qualificata o digitale
1.4.2. Gli effetti della sottoscrizione con firma elettronica qualificata
2. La fase integrativa dell’efficacia
2.1. La pubblicazione
2.1.1. Scopi della pubblicazione
2.1.2. I soggetti deputati alla pubblicazione delle deliberazioni
2.1.2.1. Pubblicazione ed esecutività delle delibere
2.1.3. Rapporti con il principio della pubblicità previsto dal d.lgs. 33/2013
2.2. La fase del controllo
2.2.1. Il controllo eventuale
2.2.1.1. Il controllo a istanza dei Consiglieri
2.2.1.2. Il controllo a istanza del Prefetto
2.3. Le delibere non sottoposte a controllo
2.4. L’immediata eseguibilità
Capitolo VIII – IL VERBALE DELLA DELIBERAZIONE
1. Redazione e contenuto del verbale
1.1. La nozione e la funzione di verbale
1.2. L’efficacia probatoria
1.3. Natura giuridica
1.3.1. Conseguenze pratiche della distinzione
1.3.1.1. Sotto il profilo del contenuto: l’autonomia del verbale rispetto alla deliberazione
1.3.1.2. Sotto il profilo della classificazione degli atti amministrativi
1.3.1.3. Sotto il profilo soggettivo: la competenza a redigere il verbale
1.3.1.4. Sotto il profilo della rettificabilità
1.4. Principi regolanti la redazione del verbale
1.4.1. Il momento della verbalizzazione
1.4.2. Il brogliaccio
1.4.3. Il contenuto necessario del verbale: la completezza
1.4.4. La sottoscrizione del verbale
1.4.5. L’originale e le copie
1.4.6. L’interpretazione del verbale
1.4.7. Considerazioni finali. Riepilogo sintetico degli elementi che dovranno essere inseriti nel verbale

Parte Quarta
GLI ATTI DEGLI ORGANI MONOCRATICI DEL COMUNE
Capitolo I – LE ORDINANZE DEL SINDACO E DEI DIRIGENTI: IN GENERALE
1. Le ordinanze del Sindaco e dei dirigenti: loro definizione e distinzione
2. Le ordinanze come atto amministrativo
2.1. Elementi accidentali
2.1.1. Il termine nell’ordinanza contingibile e urgente
3. Il procedimento per l’emanazione di un’ordinanza come procedimento amministrativo
3.1. La fase preparatoria
3.1.1. La fase dell’iniziativa
3.1.1.1. L’avvio del procedimento e la comunicazione del responsabile
3.1.2. La fase istruttoria
3.2. La fase costitutiva
3.3. La fase integrativa dell’efficacia
3.3.1. Le sanzioni
4. Il collegamento con gli elementi dell’atto amministrativo e le fasi del procedimento
Capitolo II – LE ORDINANZE CONTINGIBILI E URGENTI
1. Gli elementi formali attraverso i quali si esternano le ordinanze contingibili e urgenti
1.1. Gli ulteriori casi e le specificazioni contenute nel decreto legge 20 febbraio 2017, n. 14 (alla luce del d.d.l. di conversione approvato il 16 marzo 2017 dalla Camera). Le nuove ordinanze contingibili e urgenti
1.1.1. Gli interventi contingibili e urgenti del Sindaco come capo dell’amministrazione alla luce del d.l. 14/2017
1.1.2. Gli interventi contingibili e urgenti del Sindaco come Ufficiale di governo alla luce del d.l. 14/2017
1.2. La data, il luogo e la sottoscrizione
1.3. L’intestazione
1.3.1. La competenza ad emanare gli atti contingibili e urgenti e la relativa imputazione
1.3.2. Esclusione della possibilità di delega ai dirigenti
1.3.3. La delegabilità e la sostituzione del Sindaco
1.3.4. I casi di sostituzione del Sindaco
1.3.5. Il concetto di delega
1.3.6. Gli organi delegati dal Sindaco
1.3.7. Gli effetti della delega
1.3.8. Principi valevoli in tema di delega
1.4. Il preambolo
1.4.1. La proposta
1.4.2. L’assenza di pareri
1.4.3. La preventiva comunicazione al Prefetto
1.5. La motivazione
1.5.1. I presupposti
1.5.2. La necessità e l’urgenza
1.5.3. Il pericolo di danno
1.5.4. Ambito oggettivo diversificato
1.5.5. Efficacia limitata nel tempo
1.5.6. Il rispetto dei principi generali dell’ordinamento
1.5.7. La comparazione degli interessi in vista del perseguimento dell’interesse pubblico e la finalità di prevenire gravi danni ai cittadini
1.5.8. Territorialità
1.6. La manifestazione di volontà e il contenuto dispositivo
1.6.1. L’indicazione dell’autorità e dei termini per ricorrere
1.7. L’efficacia delle ordinanze
1.7.1. La pubblicazione e/o la notificazione; la loro non sottoposizione a controllo
1.7.1.1. L’identificazione del destinatario
1.7.2. L’esecuzione dell’ordinanza e le sue modalità
1.7.3. L’esecuzione d’ufficio in caso di inadempienza
1.7.4. La sanzione penale
Capitolo III – LE ORDINANZE NORMALI
1. Definizione di ordinanza normale
2. Gli elementi formali attraverso i quali si esternano le ordinanze normali
2.1. La data, il luogo e la sottoscrizione
2.2. L’intestazione
2.2.1. La competenza all’adozione delle ordinanze normali
2.2.1.1. L’imputazione degli atti
2.2.2. Permanenza o meno del potere di ordinanza normale al Sindaco: due tesi
2.2.2.1. Prima tesi
2.2.2.2. Seconda tesi
2.2.2.3. Conclusioni
2.2.3. Possibilità di delega ai dirigenti
2.2.4. Esclusione della delega in materia di competenza statale
2.3. Il problema delle ordinanze-ingiunzioni
2.3.1. Il procedimento per l’emanazione delle ordinanze-ingiunzioni
2.3.2. Caratteristiche del procedimento
2.4. Il preambolo
2.4.1. La proposta
2.4.2. L’assenza di pareri
2.5. La motivazione
2.5.1. I presupposti delle ordinanze normali
2.5.2. La violazione di leggi e regolamenti
2.5.3. Ambito oggettivo non limitato
2.5.4. L’assenza di limiti temporali
2.6. La manifestazione di volontà e il contenuto dispositivo dell’atto
2.6.1. L’indicazione dell’autorità e dei termini per ricorrere
2.7. L’efficacia delle ordinanze normali
2.7.1. La pubblicazione e/o la notificazione; la non sottoposizione a controllo delle ordinanze normali
2.7.2. L’esecuzione e le sue modalità
2.7.3. L’esecuzione d’ufficio in caso di inadempienza: esclusione
3. I rimedi in via di autotutela ai vizi delle ordinanze
Capitolo IV – GLI ALTRI ATTI DEL SINDACO
1. Gli altri casi di ordinanze
2. L’elencazione delle principali ipotesi
3. L’ipotesi contenuta nell’art. 7 della legge 2248/1865
4. Gli elementi formali attraverso i quali si estrinsecano le ordinanze previste dall’art. 7 della legge n. 2248/1865, all. E
4.1. I presupposti
4.2. Gli elementi dell’atto
4.2.1. Il soggetto
4.2.2. L’oggetto
4.2.3. La forma
4.2.4. La volontà
4.2.5. La finalità
4.2.6. Il contenuto
4.2.7. Il termine
5. L’efficacia delle ordinanze
6. Gli altri atti del Sindaco. I decreti
6.1. Individuazione di talune competenze del Sindaco
6.1.1. Competenze in materia di nomine di rappresentanti del Comune presso Enti, aziende e istituzioni
6.1.2. Nomine dei membri delle commissioni
6.2. Struttura
Capitolo V – LE DETERMINAZIONI DEI RESPONSABILI DEI SERVIZI
1. Premessa generale
1.1. La distinzione di competenze tra l’organo politico e l’organo burocratico
1.2. Problemi applicativi
1.3. Le determinazioni in generale
2. Le determinazioni di spesa dei dirigenti e dei responsabili dei servizi
2.1. La fase della programmazione generale e di dettaglio: il bilancio e il PEG
2.1.1. I requisiti del PEG
2.1.2. I casi di esclusione del PEG
2.2. I l momento della gestione
3. La determinazione come atto amministrativo
3.1. Soggetto
3.1.1. La derogabilità delle competenze dirigenziali
3.1.2. La necessaria transitorietà dell’attribuzione di funzioni al Segretario
3.1.3. Gli atti gestionali del Segretario comunale: loro individuazione
3.1.4. L’individuazione in concreto del soggetto abilitato all’adozione delle determinazioni
3.1.4.1. La qualifica minima del personale da individuare come responsabile del servizio
3.1.4.2. La situazione dopo il nuovo C.C.N.L. Enti locali
3.2. La delegabilità delle funzioni dirigenziali
3.2.1. … e la sua differenza dalla sostituzione
3.3. L’oggetto delle determinazioni
3.4. Il contenuto
3.4.1. Il concetto di impegno di spesa, di obbligazione, di prenotazione
3.4.1.1. Il concetto di impegno
3.4.1.2. Le regole per l’assunzione di impegni
3.4.1.3. L’obbligazione
3.4.1.4. La prenotazione di impegno
3.4.1.5. Casi particolari di impegno di spesa
3.5. L’elemento della volontà
3.6. La finalità
3.7. La forma
4. Il procedimento per l’emanazione di una determinazione
4.1. Il procedimento per l’emanazione di una determinazione come procedimento amministrativo: cenni generali
4.2. La fase preparatoria del procedimento
4.2.1. La fase dell’iniziativa
4.2.2. La fase istruttoria
4.3. La fase costitutiva
4.4. La fase integrativa dell’efficacia
5. Gli elementi formali attraverso i quali si estrinseca la determinazione
6. Il collegamento con gli elementi dell’atto amministrativo e le fasi del procedimento
7. La disamina dei singoli elementi formali
7.1. La data e il numero. La protocollazione
7.2. La sottoscrizione
7.3. L’intestazione
7.4. Il preambolo
7.4.1. La proposta
7.4.2. L’assenza di pareri
7.5. La motivazione
7.5.1. I presupposti
7.5.2. La motivazione degli acquisti di beni e servizi
7.5.2.1. L’acquisizione obbligatoria dell’autocertificazione
7.6. Il contenuto dispositivo
7.6.1. In generale
8. Efficacia ed esecutività delle determinazioni
8.1. La pubblicazione
8.2. L’attestazione di copertura finanziaria
8.2.1. In generale
8.2.2. Il contenuto e la natura dell’attestazione della copertura finanziaria
8.2.3. Il funzionario deputato a rilasciare l’attestazione
8.2.4. L’assenza dell’attestazione di copertura finanziaria e le conseguenze per la determinazione
8.2.5. Le conseguenze per il funzionario
8.2.6. Il nuovo visto previsto dall’art. 183, comma 8, del decreto legislativo 267/2000
8.3. La non sottoposizione delle determinazioni a controllo
8.4. Obblighi di comunicazione
8.4.1. Il controllo successivo previsto dall’art. 147-bis del t.u.e.l.
8.5. L’esecuzione delle determinazioni
9. Altri esempi di determinazione. Gli atti di amministrazione e gestione del personale
9.1. Determinazioni in materia di personale e di appalti
9.1.1. In particolare: gli atti di gestione del rapporto di lavoro
9.2. La necessaria previsione del DUP: l’esempio della programmazione triennale del fabbisogno di personale
10. Il rapporto tra le determinazioni e gli atti di programmazione politici
10.1. Casi di determinazioni adottabili senza atti di indirizzo
11. Distinzione tra determinazioni in relazione all’atto presupposto
11.1. Determinazioni precedute unicamente da un atto fondamentale di Consiglio comunale a monte
11.2. Determinazioni precedute sia da atto fondamentale a monte di Consiglio comunale sia da atto di pianificazione intermedio di Giunta
12. Determinazioni adottabili senza atto fondamentale né di programmazione
13. Distinzione delle determinazioni in prospettiva procedimentale
14. Conseguenze
15. I rimedi ai vizi della determinazione
16. Le determinazioni di spesa degli Assessori e della Giunta per i Comuni con meno di 5.000 abitanti

Parte Quinta
NOTE PRATICHE PER LA REDAZIONE DEGLI ATTI COMUNALI
Capitolo I – LE DELIBERAZIONI
1. Oggetto della trattazione
2. Il modello standard di delibera con lo schema e i richiami
3. Come si scrivono le varie parti
Capitolo II – LE FASI PRELIMINARI ALLA SEDUTA DELL’ORGANO DELIBERATIVO
1. Prima fase: la stesura della proposta
1.1. Avvertenze generali per la redazione della proposta
1.2. L’intestazione
1.2.1. Contenuto
1.2.2. Formula pratica
1.2.3. Errori da evitare
1.3. Il preambolo
1.3.1. Contenuto
1.3.1.1. Gli atti di iniziativa
1.3.1.2. I presupposti di fatto
1.3.1.3. Relazioni tecnico-amministrative e allegati alla premessa
1.3.1.4. I richiami di legge
1.3.1.5. Il richiamo alla comunicazione di avvio del procedimento e alle eventuali memorie o osservazioni presentate
1.3.2. La formulazione pratica
1.3.3. Errori da evitare
1.4. La formulazione dei pareri
1.4.1. Il contenuto
1.4.2 La formulazione pratica del parere
1.4.2.1. In caso di parere favorevole
1.4.2.2. In caso di parere sfavorevole
1.4.3. Errori da evitare
1.5. La motivazione
1.5.1. Contenuto
1.5.1.1. Prospettazione del problema
1.5.1.2. Acquisizione degli interessi
1.5.1.3. Considerazioni sul problema e prospettazione delle soluzioni
1.5.2. Formulazione pratica
1.5.2.1. La differenza di formule tra preambolo e motivazione
1.5.3. Errori da evitare
1.5.3.1. Parametri di sufficienza della motivazione
1.5.3.2. Parametri di congruità della motivazione
1.6. Il dispositivo
1.6.1. Contenuto
1.6.2. Formulazione pratica
1.6.3. Errori da evitare
1.6.3.1. La cura degli allegati
1.6.3.2. La chiarezza dei contenuti
1.6.3.3. La congruenza con la parte premessa
1.6.3.4. Il rispetto delle disposizioni della legge sulla privacy
2. Seconda fase: le operazioni successive alla stesura della proposta di provvedimento
2.1. La formazione e diramazione dell’ordine del giorno
2.1.1. Contenuto
2.1.1.1. La formazione dell’ordine del giorno
2.1.1.2. La diramazione dell’ordine del giorno
2.1.1.3. Redazione delle proposte definitive
2.1.1.4. La sottoscrizione dell’ordine del giorno da parte del presidente della seduta
2.1.1.5. La comunicazione ai componenti dell’organo collegiale
2.1.1.6. Pubblicazione degli argomenti all’Albo dell’Ente
2.1.1.7. Il deposito degli atti
2.1.2. Formulazione pratica dell’ordine del giorno
2.1.3. Errori da evitare
Capitolo III – LE FASI SUCCESSIVE ALLA SEDUTA DELL’ORGANO DELIBERATIVO
1. Terza fase: le operazioni successive all’approvazione della proposta; il confezionamento delle delibere approvate dalla Giunta o dal Consiglio; la creazione delle copie
1.1. Descrizione delle operazioni
1.1.1. Completamento dei dati del frontespizio
1.1.2. Creazione delle copie
1.2. Formulazione pratica
1.3. Errori da evitare
1.3.1. I dati relativi alla votazione
1.3.2. Omissioni nell’indicazione degli elementi dell’intestazione
1.3.3. L’indicazione dei presenti e degli assenti
1.3.4. Modifiche o rettifiche della proposta successive alla sua approvazione
1.3.5. Correzione di errori di battitura evidenziati prima della sottoscrizione e della pubblicazione
2. Quarta fase: la sottoposizione alle firme
2.1. Contenuto
2.2. Errori da evitare
2.2.1. La sottoscrizione
2.2.2. Identità tra copie e originale
2.2.3. Inalterabilità del verbale
3. Quinta fase: la trasmissione delle copie
3.1. Contenuto
3.2. Formula operativa
3.3. Errori da evitare
4. Sesta fase: la pubblicazione
4.1. Contenuto
4.2. Formula operativa
4.3. Errori da evitare
4.3.1. Correzione di errori evidenziati dopo la sottoscrizione e la pubblicazione
5. Settima fase: l’esecuzione delle delibere. L’esecutività dell’atto o l’immediata eseguibilità
5.1. Contenuto
5.1.1. Il concetto di esecutività
5.1.2. Il concetto di esecuzione e i soggetti incaricati di apporre l’attestazione di esecutività
5.1.3. L’inserimento in un apposito scadenzario
5.2. La formula operativa
5.2.1. Dell’immediata eseguibilità
5.2.2. Dell’esecutività
5.2.3. Della trasmissione ai responsabili dei servizi
5.3. L’esecuzione delle deliberazioni
5.3.1. L’invio della lettera di trasmissione per la stipula di una convenzione per il servizio di vigilanza
5.3.2. L’avvenuta assunzione della delibera in materia di promozione dei progetti dei lavori socialmente utili
5.3.3. L’avvenuta adozione del piano occupazionale previsto dall’art. 91 t.u.
5.3.4. L’avvenuta adozione del Programma assistenza scolastica anno 20…-20…
5.3.5. Il diniego di un’istanza
5.3.6. La denominazione di nuove strade/piazze comunali
Capitolo IV – FATTISPECIE PARTICOLARI DI DELIBERAZIONI E PROVVEDIMENTI
1. Oggetto
1.1. L’approvazione dello Statuto
1.2. La mozione di sfiducia
Capitolo V – LE ORDINANZE DEL SINDACO E DEI DIRIGENTI
1. Oggetto dell’analisi
2. La fase della proposta
2.1. Intestazione
2.1.1. Contenuto
2.1.2. Formula operativa
2.2. Preambolo
2.2.1. Contenuto
2.2.1.1. I presupposti
2.2.1.2. Relazioni tecnico-amministrative
2.2.1.3. I richiami di legge
2.2.1.4. La preventiva comunicazione al Prefetto
2.2.1.5. Il richiamo alla comunicazione di avvio del procedimento e del responsabile del procedimento e alle eventuali memorie o osservazioni presentate
2.2.2. Formula operativa
2.2.3. Errori da evitare
2.3. Motivazione
2.3.1. Contenuto
2.3.1.1. Ordinanze contingibili ed urgenti
2.3.1.2. Ordinanze normali
2.3.2. Formula operativa
2.3.3. Errori da evitare
2.4. Dispositivo
2.4.1. Contenuto
2.4.1.1. L’ordine
2.4.1.2. L’apposizione del termine
2.4.1.3. L’indicazione dei termini e dell’autorità cui poter ricorrere
2.4.1.4. La notificazione/pubblicazione
2.4.2. Formula operativa
2.4.2.1. L’ordine
2.4.2.2. Le comunicazioni previste dalla legge 241/1990: il responsabile del procedimento, i termini e l’autorità a cui poter ricorrere, l’accesso agli atti
2.4.2.3. Le formule circa la notificazione/pubblicazione
2.5. L’esecuzione
2.5.1. Contenuto
2.5.2. Formula operativa
2.6. Luogo, data e sottoscrizione
3. Le fasi successive all’adozione
Capitolo VI – LE DETERMINAZIONI
1. Oggetto dell’analisi
2. La fase della proposta
2.1. Intestazione
2.1.1. Contenuto
2.1.2. Formula operativa
2.1.3. Errori da evitare
2.2. Preambolo
2.2.1. Contenuto
2.2.1.1. I presupposti, i richiami di legge, le relazioni tecniche
2.2.1.2. La proposta di determinazione
2.2.1.3. Il rispetto delle linee di indirizzo del PEG
2.2.2. Formula operativa
2.2.2.1. Formule relative all’impostazione del preambolo, della premessa ed alla esplicazione della motivazione
2.2.3. Premessa per atto con rilevanza contabile
2.2.4. Errori da evitare
2.2.5. Formulazione operativa
2.3. La motivazione
2.3.1. Contenuto
2.3.2. La motivazione
2.3.2.1. I presupposti
2.3.2.2. La motivazione degli acquisti di beni e servizi
2.3.2.3. Comuni non capoluogo di provincia
2.3.3. Formula operativa
2.3.3.1. Formula della motivazione per il caso di avvalimento della convenzione Consip
2.3.3.2. Formula della motivazione per il caso di non avvalimento convenzioni Consip e di utilizzo parametri qualità-prezzo (possibile solo se trattasi di Amministrazione non statale)
2.3.3.3. Formula della motivazione nel caso in cui non risulta attiva alcuna convenzione Consip
2.4. L’acquisizione dell’autocertificazione e il suo inserimento nello schema dell’atto
2.4.1. La formulazione operativa
2.4.1.1. Dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà da allegare alla determinazione (esempio per il caso avvalimento convenzioni Consip)
2.4.1.2. Dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà da allegare alla determinazione (esempio per il caso utilizzo parametri qualità-prezzo)
2.4.1.3. Dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà da allegare alla determinazione (esempio per il caso di motivazione di non avvalimento convenzione Consip)
2.4.2. Errori da evitare
2.5. Dispositivo
2.5.1. Contenuto
2.5.2. Formula operativa
2.5.3. Errori da evitare
2.6. Eventuale previa determinazione dirigenziale di prenotazione di impegno di spesa
2.6.1. Contenuto
2.6.2. Formulazione operativa
3. Altre tipologie di determinazioni
3.1. Nella premessa
3.2. Nel dispositivo
3.2.1. Contenuto
3.2.2. Formula operativa
3.2.3. Risultanze finali
4. L’esecuzione delle determinazioni
5. L’esecuzione del provvedimento di aggiudicazione: la conclusione del contratto e la stipula
5.1. Il concetto di aggiudicazione: duplicità di effetti (contabili e civilistici)
6. Stipula in forma pubblica
6.1. Nozione
6.1.1. Forma pubblica notarile
6.1.2. Forma pubblica amministrativa
6.2. Profili oggettivi
6.3. Profili soggettivi
6.3.1. Individuazione del soggetto rogante
6.4. Formulazione operativa
6.5. Contratto informatico
7. Stipula in forma privata
7.1. Nozione
7.2. Formulazione operativa
8. Le disposizioni circa l’efficacia
8.1. Contenuto
8.2. Formula operativa
8.3. Errori da evitare
8.4. Schema generale di determinazione
9. Le fasi successive alla redazione della proposta
Capitolo VII – FATTISPECIE PARTICOLARI DI DETERMINAZIONI
1. Individuazione di casi
1.1. La procedura negoziata
1.1.1. L’eccezionalità della procedura negoziata e la necessità della motivazione
1.1.2. Contenuto necessario della motivazione
1.1.3. Formulazione operativa di una determinazione di impegno a procedura negoziata
2. L’affidamento degli incarichi esterni
2.1. Premessa introduttiva
2.2. Profili generali concernenti l’affidamento degli incarichi all’esterno nella lettura data dalla giurisprudenza contabile
2.3. Le condizioni stabilite dalla nuova normativa. Il procedimento per il conferimento di un incarico esterno
2.3.1. La competenza all’attribuzione
2.3.2. La fase preparatoria
2.3.2.1. Il preambolo e l’indicazione dei presupposti di fatto
2.3.2.1.1. Il primo presupposto oggettivo di legittimità. I casi di conferimento
2.3.2.1.2. Il secondo presupposto soggettivo: la particolare e comprovata specializzazione
2.3.2.1.3. La limitazione dell’oggetto. L’impossibilità di ricorrere ad incarichi di collaborazione coordinata e continuativa. I concetti di studio, ricerca, consulenza
2.3.2.2. La motivazione
2.3.2.2.1. Il terzo presupposto: la procedura comparativa
2.3.2.2.2. Il quarto presupposto di legittimità: la comunicazione preventiva agli organi di revisione di ciascun Ente
2.3.2.2.3. Il quinto presupposto di legittimità: la programmazione (con apposito atto consiliare) e il tetto di spesa (stabilito in sede di bilancio e determinato dal Consiglio)
2.3.2.3. Gli altri atti presupposti e richiamati
2.3.2.3.1. I presupposti di diritto e in fatto
2.3.3. La fase costitutiva
2.3.3.1. Il contenuto del dispositivo
2.3.4. La fase integrativa dell’efficacia
2.3.4.1. La particolare condizione di efficacia dei contratti relativi a rapporti di consulenza
2.3.4.2. La comunicazione alla Corte dei conti
Capitolo VIII – LA FORMA DEL LINGUAGGIO
1. Oggetto dell’analisi
2. Le caratteristiche del linguaggio burocratico
3. La direttiva della Funzione pubblica e il progetto Chiaro!
3.1. Le regole generali
3.2. Le regole specifiche di scrittura del testo
4. Le regole dettate dalla legge per la redazione degli atti pubblici

Parte Sesta
LA TECNICA DI REDAZIONE DEGLI ATTI
Capitolo I – LE DELIBERAZIONI DEL CONSIGLIO COMUNALE
1. La delibera di approvazione programma per l’affidamento degli incarichi di collaborazione – anno…
2. L’adozione di un regolamento
3. La modifica dello Statuto
Capitolo II – LE DELIBERE DELLA GIUNTA COMUNALE
1. Oggetto dell’analisi
2. Delibera di approvazione di perizia con aumento di spesa
Capitolo III – LE DETERMINAZIONI DEI RESPONSABILI DEI SERVIZI
1. Oggetto
2. L’acquisto di manifesti locandine per attività culturali
Capitolo IV – LE ORDINANZE DEL SINDACO
1. Oggetto
2. Ordinanza avente rilievo igienico-sanitario per la salute della collettività
3. Ordinanza contingibile e urgente al fine di prevenire gravi pericoli che minacciano l’incolumità pubblica ai sensi dell’art. 54, comma 4, d.lgs. 269/2000
Capitolo V – I DECRETI DEL SINDACO
1. Oggetto
2. La nomina e designazione di rappresentanti presso Enti o aziende o istituzioni
3. La nomina di amministratore di sistema

Parte Settima
I MODELLI DEGLI ATTI AMMINISTRATIVI COMUNALI
Oggetto dell’esposizione
Regolamenti comunali
– In materia di ISEE
– In materia di Contabilità
– In materia di Contratti
– In materia di Controllo di gestione
– In materia di Trattamento dei dati sensibili
– In materia di Accesso ai documenti amministrativi
– In materia di Procedimento amministrativo
– In materia di Comunicazione
– In materia di Spese di rappresentanza
– In materia di Assegnazione di contributi
– In materia di Assegnazione di controlli interni
Decreti del sindaco
Ordinanze
Ordinanze normali, ordinanze contingibili e urgenti, atti d’urgenza
• Ordinanze del sindaco
– Ordinanze ai sensi dell’art. 192 comma 3 d.lgs. 152/2006 (ordinanze normali quale Capo dell’amministrazione comunale)
– Ordinanze ai sensi dell’art. 50 comma 3 (ordinanze normali quale Capo dell’amministrazione comunale)
– Ordinanze ai sensi dell’art. 50 comma 4 (ordinanze normali quale Capo dell’amministrazione comunale)
– Ordinanze ai sensi dell’art. 50 comma 5 (ordinanze contingibili e urgenti quale Capo dell’amministrazione comunale)
– Ordinanze ai sensi dell’art. 54 comma 4 (ordinanze contingibili e urgenti quale Ufficiale di Governo)
– Atti d’urgenza (quale Ufficiale di Governo)
• Ordinanze dei dirigenti
ATTI DEL CONSIGLIO
• Approvazione del nuovo testo di Statuto comunale
• Delibere del Consiglio comunale
– Acquisti e alienazioni immobiliari e relative permute
– Affidamento di attività e servizi mediante convenzione
– Altri provvedimenti di competenza consiliare
– Bilanci annuali e pluriannuali, relazioni previsionali e programmatiche e relative variazioni
– Convenzioni tra Comuni e tra Comuni e Provincia
– Costituzione e modificazione delle forme associative
– Definizione indirizzi per nomina e designazione (da parte del Sindaco) rappresentanti del Comune presso Enti, Aziende e Istituzioni
– Istituzione e ordinamento dei tributi, disciplina generale delle tariffe per la fruizione dei beni e dei servizi
– Personale
– Piani territoriali e urbanistici
– Programmi
• Delibere di Consiglio non provvedimentali
ATTI DELLA GIUNTA
• Deliberazioni della Giunta comunale
– In materia di lavori pubblici e forniture di beni e servizi
– Piani territoriali e urbanistici
– In materia di giudizi
– In materia di personale
– In materia di servizi demografici
– In materia finanziaria e tributaria
– Varie
ATTI DEI DIRIGENTI
• Determinazioni adottabili senza atto fondamentale né di programmazione
– Altri atti di gestione (art. 107 t.u.)
– In materia contrattuale
– In materia finanziaria
• Determinazioni precedute sia da atto fondamentale di Consiglio comunale a monte che da atto di pianificazione intermedio di Giunta
– In materia contrattuale
– In materia di acquisto di beni/servizi
– In materia di personale
– In materia finanziaria
• Determinazioni precedute unicamente da un atto fondamentale di Consiglio comunale a monte
– In altre materie (dopo adozione di atto di competenza del Consiglio)
– In materia di personale (atto fondamentale: bilancio)
– In materia di polizia cimiteriale (dopo l’adozione del regolamento comunale di polizia cimiteriale)
– In materia finanziaria (atto fondamentale: bilancio)
• Atti del dirigente come datore di lavoro

Tiziano Tessaro Magistrato della Corte dei Conti. Direttore della rivista on line www.lagazzettadeglientilocali.it e del bimestrale Comuni d’Italia, entrambi Maggioli Editore.

XI Edizione Maggio 2017 – Pagine 1400 – F.to cm. 17×24
Codice 88-916-1650-0 – Euro 118,00

Sorgente: La redazione degli atti amministrativi del Comune dopo l’armonizzazione contabile

Barbara Felici su: Tribunale dei minori: la riforma sbagliata | da inGenere


Può cercare di illustrarci in breve come funziona attualmente il tribunale dei minori?

Attualmente è un’istituzione che si discosta da tutti gli uffici giudiziari. È stata istituita nel 1934 e quindi ha una lunga vita ormai e una approfondita specializzazione sul diritto minorile, sia per quanto riguarda l’aspetto penale che civile. Il tribunale dei minori si occupa sia dei minori coinvolti in procedimenti penali, quindi che in qualche maniera hanno avuto delle condotte criminose, sia dei minori coinvolti in situazioni familiari disfunzionali. L’intervento, sia in ambito penale che civile, è di tipo preventivo, di supporto e tutela. L’organico del tribunale dei minori è composto da personale che proviene da una carriera magistratuale – laureati in giurisprudenza che hanno poi fatto concorso in magistratura – ma anche da tantissime figure di giudici onorari, quindi professionisti specializzati in tutte le discipline che riguardano l’età evolutiva – psicologi, psichiatri, pediatri, sociologi. Si tratta di una caratteristica unica, nessun’altra struttura giudiziaria prevede questa componente mista e ultracompetente rispetto alle tematiche trattate. Tutte le decisioni sono prese collegialmente e quindi non è sempre e solo il presidente a decidere, ma è il presidente con un magistrato e un giudice onorario, proprio per restituire la dimensione paritaria della parte psicologica e della parte giuridica. Qualcosa che crea una giustizia diversa, un approccio di tipo umanistico che va a smussare le rigidità giuridiche.

 

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Sorgente: Tribunale dei minori. La riforma sbagliata | inGenere

Bando CARIPLO “Welfare di comunità”, Quarta edizione  – Fondazione Cariplo, maggio 2017


Al via la quarta edizione del Bando “Welfare di comunità e innovazione sociale”.Per il 2017  verranno messi a disposizione 7,5 milioni di euro destinati agli attori pubblici e privati intenzionati a rinnovare il welfare locale intraprendendo un percorso impegnativo e sfidante di programmazione territoriale, aperta e partecipata.Come per le precedenti edizioni, il bando è articolato in tre fasi (call for ideas, studi di fattibilità e realizzazione) ma sono previste novità per accompagnare al meglio i territori che intendono partecipare. La quarta edizione si arricchisce infatti di importanti momenti formativi destinati a sostenere e orientare le progettazioni in modo più efficace e concreto fin dalla fase ideativa: nelle giornate del 12 e del 16 maggio verranno proposti due incontri formativi rispettivamente sul tema della progettazione e sul fundraising di comunità. Gli incontri saranno diffusi in streaming e saranno condotti dai servizi di accompagnamento che hanno seguito le tre precedenti edizioni del bando, oltre che dal team di Fondazione Cariplo: verranno focalizzati temi cruciali per la formulazione dell’idea quali l’inquadramento del problema, il cambiamento, la governance, gli indicatori e la valutazione e l’attivazione del territorio nell’ambito del fundraising di comunità. Entrambi i momenti formativi verranno arricchiti dalle testimonianze dirette dei progetti delle edizioni precedenti.Le reti pubblico-private interessate hanno tempo fino al 30 giugno 2017 per presentare la propria idea progettuale.

VAI AL COMUNICATO COMPLETO:

Sorgente: Quarta edizione – Fondazione Cariplo

 

PER MAGGIORI INFORMAZIONI:

GUIDA ALLA PRESENTAZIONE 2017 

Rivedi la registrazione dei due momenti formativi:

Henning Meyer: il “reddito garantito” e le attività socialmente utili”, da un articolo di Carlo Bordoni in Corriere della Sera 14 maggio 2017


reddito766reddito767

Cyberbullismo, approvata la legge | scheda in Altalex, 18 maggio 2017


  • Definizione di «cyberbullismo»: con questa espressione si intende “qualunque forma di pressione, aggressione, molestia, ricatto, ingiuria, denigrazione, diffamazione, furto d’identità, alterazione, acquisizione illecita, manipolazione, trattamento illecito di dati personali in danno di minorenni, realizzata per via telematica, nonché la diffusione di contenuti on line aventi ad oggetto anche uno o più componenti della famiglia del minore il cui scopo intenzionale e predominante sia quello di isolare un minore o un gruppo di minori ponendo in atto un serio abuso, un attacco dannoso, o la loro messa in ridicolo”.

la legge è in attesa di essere pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale

Sorgente: Cyberbullismo, sì definitivo alla legge | Altalex

Sleeping Wonder – cortometraggio del 2015 scritto e diretto da Alberto Rizzi e prodotto da Ippogrifo Produzioni e Amici del tesoro. Con: Lino Guanciale; Chiara Mascalzoni, Cesar Brie, Ida Marinelli, Alessandra Faiella.


PERDERSI E RITROVARSI

SLEEPING WONDER è un film cortometraggio del 2015 scritto e diretto da Alberto Rizzi e prodotto da Ippogrifo Produzioni e Amici del tesoro. CAST PRINCIPALE: Lino Guanciale; Chiara Mascalzoni, Cesar Brie, Ida Marinelli, Alessandra Faiella.

Bullismo e cyberbullismo: prevenzione, rilevazione e intervento rivolto a dirigenti scolastici e insegnanti di scuola primaria e secondaria di primo gradoformar, percorso formativo gratuito a cura di Formarsi agli  Innocenti – 18 maggio 2017


sono aperte le iscrizioni al  percorso formativo gratuito   Bullismo e cyberbullismo: prevenzione, rilevazione e intervento rivolto a  dirigenti scolastici e insegnanti di scuola primaria e secondaria di primo grado.
Il percorso intende offrire elementi di chiarezza su  bullismo e cyberbullismo, sul ruolo delle figure educative e, soprattutto, mira ad offrire strumenti operativi concreti per la progettazione di azioni mirate e di interventi di prevenzione dei conflitti tra pari, sulla promozione di un uso consapevole e positivo di internet e dei media, sulla gestione e il contrasto di situazioni di bullismo e cyberbullismo. Periodo di svolgimento 11 settembre-04 ottobre 2017. Durata: 20 ore. Metodologia didattica: il percorso affianca 12 ore di lezione in aula a 8 ore di formazione a distanza. Sede: Istituto degli Innocenti. Scadenza iscrizioni: 04 settembre 2017. Scarica la brochure e la scheda di iscrizione.

Sorgente: formarSI agli Innocenti – scheda progetto

IL CODICE DEI CONTRATTI PUBBLICI dopo il Decreto Correttivo (D.Lgs. 19 aprile 2017, n. 56) › Decreti di attuazione e Linee guida ANAC


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IL CODICE DEI CONTRATTI PUBBLICI
dopo il Decreto Correttivo
(D.Lgs. 19 aprile 2017, n. 56)
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Prefazione di Alessandro Massari

Con Tabella delle innovazioni
apportate dal Correttivo

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Strumento indispensabile per avere sempre a portata di mano il testo del D.Lgs. 50/2016, il Codice dei contratti pubblici è aggiornato all’importante Decreto Correttivo con il quale sono state introdotte oltre 300 modifiche, non solo formali, ma di ampia portata e sostanza, finalizzate a migliorare l’omogeneità, la chiarezza e l’adeguatezza del suddetto decreto.

La prefazione dell’Avv. Alessandro Massari illustra le innovazioni introdotte dal Correttivo e una tabella sinottica individua la sintesi delle modifiche apportate.

Piano dell’opera:

Tabella – Le innovazioni apportate dal correttivo al codice dei contratti pubblici

Parte Prima
CODICE DEI CONTRATTI PUBBLICI
D.Lgs. 18 aprile 2016, n. 50 – Codice dei contratti pubblici
PARTE I – AMBITO DI APPLICAZIONE, PRINCIPI, DISPOSIZIONI COMUNI ED ESCLUSIONI
TITOLO I – Principi generali e disposizioni comuni
TITOLO II – Contratti esclusi in tutto o in parte dall’ambito di applicazione
TITOLO III – Pianificazione programmazione e progettazione
TITOLO IV – Modalità di affidamento – Principi comuni
PARTE II – CONTRATTI DI APPALTO PER LAVORI SERVIZI E FORNITURE
TITOLO I – Rilevanza comunitaria e contratti sotto soglia
TITOLO II – Qualificazione delle stazioni appaltanti
TITOLO III – Procedura di affidamento
Capo I – Modalità comuni alle procedure di affidamento
Sezione I – Disposizioni comuni
Sezione II – Tecniche e strumenti per gli appalti elettronici e aggregati
Capo II – Procedure di scelta del contraente per i settori ordinari
Capo III – Svolgimento delle procedure per i settori ordinari
Sezione I – Bandi e avvisi
Sezione II – Selezione delle offerte
TITOLO IV – Aggiudicazione per i settori ordinari
TITOLO V – Esecuzione
TITOLO VI – Regimi particolari di appalto
Capo I – Appalti nei settori speciali
Sezione I – Disposizioni applicabili e ambito
Sezione II – Procedure di scelta del contraente
Sezione III – Selezione dei partecipanti e delle offerte e relazioni uniche
Sezione IV – Servizi sociali, concorsi di progettazione e norme su esecuzione
Capo II – Appalti di servizi sociali e di altri servizi nei settori ordinari
Capo III – Appalti nel settore dei beni culturali
Capo IV – Concorsi di progettazione e di idee
Capo V – Servizi ricerca e sviluppo
Capo VI – Appalti e procedure in specifici settori
Sezione I – Difesa e sicurezza
PARTE III – CONTRATTI DI CONCESSIONE
TITOLO I – Principi generali e situazioni specifiche
Capo I – Principi generali
Capo II – Garanzie procedurali
Capo III – Esecuzione delle concessioni
PARTE IV – PARTENARIATO PUBBLICO PRIVATO E CONTRAENTE GENERALE ED ALTRE MODALITÀ DI AFFIDAMENTO
TITOLO I – Partenariato pubblico privato
TITOLO II – In house
TITOLO III – Contraente generale
PARTE V – INFRASTRUTTURE E INSEDIAMENTI PRIORITARI
PARTE VI – DISPOSIZIONI FINALI E TRANSITORIE
TITOLO I – Contenzioso
Capo I – Ricorsi giurisdizionali
Capo II – Rimedi alternativi alla tutela giurisdizionale
TITOLO II – Governance
TITOLO III – Disposizioni transitorie, di coordinamento e abrogazioni

Allegati da I a XXV

Parte Seconda
DECRETI DI ATTUAZIONE
D.M. 24 maggio 2016 – Incremento progressivo dell’applicazione dei criteri minimi ambientali negli appalti pubblici per determinate categorie di servizi e forniture
D.M. 24 maggio 2016 – Determinazione dei punteggi premianti per l’affidamento di servizi di progettazione e lavori per la nuova costruzione, ristrutturazione e manutenzione degli edifici e per la gestione dei cantieri della pubblica amministrazione, e dei punteggi premianti per le forniture di articoli di arredo urbano
D.M. 17 giugno 2016 – Approvazione delle Tabelle dei corrispettivi commisurati al livello qualitativo delle prestazioni di progettazione adottato ai sensi dell’art. 24, comma 8, del d.lgs. n. 50 del 2016
D.P.C.M. 10 agosto 2016 – Composizione e modalità di funzionamento della Cabina di regia
D.M. 10 novembre 2016, n. 248 – Regolamento recante individuazione delle opere per le quali sono necessari lavori o componenti di notevole contenuto tecnologico di rilevante complessità tecnica e dei requisiti di specializzazione richiesti per la loro esecuzione, ai sensi dell’art. 89, comma 11 del d.lgs. 18 aprile 2016, n. 50
D.M. 2 dicembre 2016 – Definizione degli indirizzi generali di pubblicazione degli avvisi e dei bandi di gara, di cui agli artt. 70, 71 e 98 del d.lgs. 18 aprile 2016, n. 50
D.M. 2 dicembre 2016, n. 263 – Regolamento recante definizione dei requisiti che devono possedere gli operatori economici per l’affidamento dei servizi di architettura e ingegneria e individuazione dei criteri per garantire la presenza di giovani professionisti, in forma singola o associata, nei gruppi concorrenti ai bandi relativi a incarichi di progettazione, concorsi di progettazione e di idee, ai sensi dell’art. 24, commi 2 e 5 del d.lgs. 18 aprile 2016, n. 50

Parte Terza
LINEE GUIDA ANAC
Delibera ANAC 14 settembre 2016, n. 973 – Linee guida n. 1, di attuazione del d.lgs. 18 aprile 2016, n. 50, recanti “Indirizzi generali sull’affidamento dei servizi attinenti all’architettura e all’ingegneria”
• Relazione AIR – Linee guida n. 1
Delibera ANAC 21 settembre 2016, n. 1005 – Linee guida n. 2, di attuazione del d.lgs. 18 aprile 2016, n. 50, recanti “Offerta economicamente più vantaggiosa”
• Relazione AIR – Linee guida n. 2
Delibera ANAC 26 ottobre 2016, n. 1096 – Linee guida n. 3, di attuazione del d.lgs. 18 aprile 2016, n. 50, recanti “Nomina, ruolo e compiti del responsabile unico del procedimento per l’affidamento di appalti e concessioni”
• Relazione AIR – Linee guida n. 3
Delibera ANAC 26 ottobre 2016, n. 1097 – Linee guida n. 4, di attuazione del d.lgs. 18 aprile 2016, n. 50, recanti “Procedure per l’affidamento dei contratti pubblici di importo inferiore alle soglie di rilevanza comunitaria, indagini di mercato e formazione e gestione degli elenchi di operatori economici”
• Relazione AIR – Linee guida n. 4
Delibera ANAC 16 novembre 2016, n. 1190 – Linee guida n. 5, di attuazione del d.lgs. 18 aprile 2016, n. 50, recanti “Criteri di scelta dei commissari di gara e di iscrizione degli esperti nell’Albo nazionale obbligatorio dei componenti delle commissioni giudicatrici”
• Relazione AIR – Linee guida n. 5
Delibera ANAC 16 novembre 2016, n. 1293 – Linee guida n. 6, di attuazione del d.lgs. 18 aprile 2016, n. 50, recanti “Indicazione dei mezzi di prova adeguati e delle carenze nell’esecuzione di un precedente contratto di appalto che possano considerarsi significative per la dimostrazione delle circostanze di esclusione di cui all’art. 80, comma 5, lett. c) del codice”
• Relazione AIR – Linee guida n. 6
Delibera ANAC 15 febbraio 2017, n . 55 – Linee guida n. 7, di attuazione del d.lgs. 18 aprile 2016, n. 50, recanti “Linee guida per l’iscrizione nell’Elenco delle amministrazioni aggiudicatrici e degli enti aggiudicatori che operano mediante affidamenti diretti nei confronti di proprietà società in house previsto dall’art. 192 del d.lgs. 50/2016”
• Relazione AIR – Linee guida n. 7

Alessandro Massari Avvocato specializzato in contrattualistica pubblica, direttore del mensile Appalti&Contratti e della rivista Internet appaltiecontratti.it.

II Edizione Maggio 2017 – Pagine 660 – F.to cm. 10,5×14,5
Codice 88-916-2320-1 – Euro 19,00

 

Riforma elettorale il testo base del Pd (in attesa dei dettagli tecnici puntuali). Scheda di Stefano Ceccanti


un estratto della scheda:

consente 3 delle 4 scelte possibili quando andiamo a votare per il sindaco e il consiglio comunale:

1-voti solo per una lista e il tuo voto si riporta automaticamente sul candidato uninominale sostenuto da quella lista;

2-voti solo per un candidato uninominale e quel voto non si riporta su nessuna lista perché essendovi almeno in astratto più liste collegate a quel candidato non si saprebbe a chi darlo;

3-dai due voti coerenti a un candidato e a una lista che lo sostiene.

Non sarebbe invece ammessa l’ipotesi 4, il cosiddetto splitting, consentito anche nel tedesco: voto un candidato uninominale e una lista a lui non collegata.

stefanoceccanti

  1. Il testo che propone il Pd sia per la Camera sia per il Senato è un sistema misto può essere definito in 3 lingue:

-uno in italiano,  “Mattarellum aggiornato” (è anche corretto nel merito perché il Mattarellum era a dominante maggioritaria)

-uno in tedesco, anche se non si riferisce affatto al sistema usato in Germania, ma a una variante conosciuta nel centro-Est Europa (usata però anche in Giappone e Messico e in tutto in circa una ventina di Paesi) come “sistema del fossato” (Grabensystem”) perché le due parti (proporzionale e maggioritaria) sono indipendenti nell’assegnazione dei seggi, tra di loro c’è un fossato (che invece non c ‘è nel tedesco dove il voto proporzionale è quello che guida tutto);

-uno in inglese: parallel system perché le due parti procedono in parallelo nell’assegnazione dei seggi.

  1. Dal punto di vista dell’elettore il sistema è semplice

Si presenta solo apparentemente come quello tedesco perché…

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Prospettive Sociali e Sanitarie n. 2, primavera 2017


 

Diritti del cittadino
La probabilità di avere diritti. Quando l’accesso al welfare si fonda sulla fortuna

M. Motta

Aids
Comportamenti a rischio. L’importanza dell’educazione sessuale nelle scuole

C. Guarino

Affido e adozione
Genitorialità, omosessualità. Il Servizio sociale è pronto?

V. Fabbri, A. Latronico

Auto-mutuo aiuto
Il gruppo di auto-mutuo aiuto per familiari di persone con disabilità

G. Gagliardini

Programmazione
Valorizzare la programmazione sociale oggi

U. De Ambrogio, T. Pagani

Famiglia
Le Riunioni di famiglia

E. Meroni, F. Maci, G. P. Barbetta, G. Argentin

Servizi sociali
Un sistema integrato per l’assistenza familiare

M. Andreazza, G. L. Risso

Disabilità
Il Budget della Salute per persone con bisogni complessi

A. Trimarchi, E. Zeppetelli, S. Vozza, M. Maspoli, G. Geda
È in corso di spedizione agli abbonati, ma già disponibile online, il numero di Primavera, 2/17, di Prospettive Sociali e Sanitarie.
Questa volta in apertura abbiamo il nostro redattore Maurizio Motta che, con un titolo un po’ provocatorio propone una riflessione su ciò che in concreto sta accadendo ai cittadini in molte prestazioni del welfare pubblico: contraddizioni che, suggerisce l’autore, “è opportuno non dimenticare, specialmente se si intende muovere verso l’introduzione di livelli essenziali delle prestazioni che consistano, come prevede la Costituzione, in interventi anche minimi ma garantiti con certezza”.
Altre tematiche classiche di PSS vengono affrontate negli articoli che seguono, uno dei quali, sulla programmazione sociale, firmato dal nostro vicedirettore Ugo De Ambrogio.
Chiudiamo con il secondo, e penultimo, gruppo di articoli selezionati per il Premio “Costruiamo il Welfare dei Diritti” (promosso da PSS, IRS e CNOAS).Il fascicolo a stampa è compreso nell’abbonamento (e scaricabile gratuitamente in pdf dagli abbonati registrati al sito), ma può anche essere acquistato singolarmente, in formato cartaceo o in PDF direttamente dal nostro sito.

Letture online…

Un’anticipazione dell’articolo di Ugo de Ambrogio e Tullia Pagani:”Valorizzare la programmazione sociale oggi: tendenze regionali e il caso del nuovo piano sociale abruzzese” è stata pubblicata in marzo sul nostro blog Scambi di Prospettive.

Sempre sul blog, per un’anticipazione sui contributi vincitori, vai al post su Scambi di Prospettive: IIª Edizione del Premio IRS – CNOAS – PSS. Costruiamo il Welfare dei Diritti sul Territorio. Selezionati i Vincitori!

 

Sorgente:

Prospettive Sociali e Sanitarie

n. 2, primavera 2017

Eugenio Scalfari e il Foglio: Fino a quando la sinistra italiana ha seguito l’agenda Scalfari, la sinistra italiana è stata condannata all’irrilevanza – di Claudio Cerasa in Il Foglio 17 maggio 2017


qualche estratto:

Fino a quando la sinistra italiana ha seguito l’agenda Scalfari, la sinistra italiana è stata condannata all’irrilevanza. Nel momento in cui la sinistra italiana ha cominciato (con Renzi) a non seguire più l’agenda Scalfari (non regalando più alla destra i temi di buonsenso di cui la destra si era impadronita) ha cominciato a uscire dall’irrilevanza, è diventata maggioranza del paese e per la prima volta nella sua storia (2014) ha portato a Palazzo Chigi il segretario di un partito progressista.

La sinistra alla Scalfari – quella cioè che considera come moralmente inferiore tutto ciò che non fa parte del pensiero progressista – non è solo una sinistra che ha incatenato il pensiero progressista rendendolo irrilevante per una vita, ma è anche una sinistra che ha disseminato in giro per l’Italia un concime che oggi ha prodotto i suoi frutti e che in un certo modo costituisce il terreno che ingrossa i fusti del populismo italiano. Scalfari oggi stenterà a crederci, ma il grillismo è un derivato limpido e chiaro della sinistra scalfariana.

Sorgente: Eugenio Scalfari e il Foglio, Una risposta al fondatore di Repubblica – Il Foglio

Il Jobs Act del lavoro autonomo (eBook 2017). Commento al Jobs Act dei lavoratori autonomi recentemente e definitivamente approvato il 10 maggio 2017 dal Senato; 59 pagine in pdf


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Premessa
Art. 1: Ambito Di Applicazione
Art. 2: Tutela Del Lavoratore Autonomo Nelle Transazioni Commerciali
Art. 3: Clausole E Condotte Abusive
Art. 4: Apporti Originali E Invenzione Del Lavoratore
Art. 5: Delega Al Governo In Materia Di Atti Pubblici Rimessi Alle Professioni Organizzate In Ordini O Collegi
Art. 6: Deleghe Al Governo In Materia Di Sicurezza E Protezione Sociale Dei Professionisti Iscritti A Ordini O Collegi E Di Ampliamento Delle Prestazioni Di Maternità E Di Malattia Riconosciute Ai Lavoratori Autonomi Iscritti Alla Gestione Separata
Art. 7: Stabilizzazione Ed Estensione Dell’indennità Di Disoccupazione Per I Lavoratori Con Rapporto Di Collaborazione Coordinata E Continuativa – Dis-Coll
Art. 8: Disposizioni Fiscali E Sociali
Art. 9: Deducibilità Delle Spese Di Formazione E Accesso Alla Formazione Permanente
Art. 10: Accesso Alle Informazioni Sul Mercato E Servizi Personalizzati Di Orientamento, Riqualificazione E Ricollocazione
Art. 11: Delega Al Governo In Materia Di Semplificazione Della Normativa Sulla Salute E Sicurezza Degli Studi Professionali
Art. 12: Informazioni Ed Accesso Agli Appalti Pubblici E Ai Bandi Per L’assegnazione Di Incarichi Ed Appalti Privati
Art. 13: Indennità Di Maternità
Art. 14: Tutela Della Gravidanza, Malattia Ed Infortunio
Art. 15: Modifiche Al Codice Di Procedura Di Civile
Art. 16: Procedura Di Adozione Dei Decreti Legislativi Di Cui Agli Articoli 5, 6 E 11
Art. 17: Tavolo Tecnico Di Confronto Permanente Sul Lavoro Autonomo
Schemi
Sintesi

“Servizi per l’impiego e politiche attive del lavoro. Le buone pratiche locali, risorsa per il nuovo sistema nazionale”, a cura di Pier Giovanni Bresciani e Pier Antonio Varesi, 2017


Nel mese che si apre con la festa dei lavoratori siamo felici di festeggiare il titolo numero 100 della collana “Politiche del lavoro”, avviata nel 1985 – e diretta da Pier Antonio Varesi, ordinario di Diritto del lavoro presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore, sede di Piacenza  – con l’intento di ospitare studi, ricerche e contributi originali su esperienze attuate in Italia in ambito locale.

Non c’erano ancora stati, a quell’epoca, il decentramento di funzioni anche alle Regioni a Statuto ordinario (decreto legislativo n. 469/1997) e l’ampliamento della potestà legislativa delle Regioni in materia (legge costituzionale n. 3 del 2001 o riforma del titolo V della Costituzione). Dopo queste innovazioni la collana ha iniziato ad ospitare resoconti delle “buone prassi” realizzate in Italia, testimonianza dell’impegno a livello territoriale.

propone un “bilancio di competenze”

Sorgente: UNA COLLANA CON CENTO PERLE. Le buone pratiche in politica del lavoro | Dietro le Quarte

costituzione e conduzione di un Tavolo di consultazione sociosanitaria dei soggetti del Terzo Settore, ATS Val Padana


costituzione e conduzione di un Tavolo di consultazione sociosanitaria dei soggetti del Terzo Settore, ATS Val Padana.

protocollo che i Forum territoriali dei territori di Cremona e Mantova hanno sottoscritto con l’ATS Valpadana.

Sorgente: Un ottimo risultato

Comune di Milano, Bando alle Periferie. 540 mila euro, 5 ambiti di intervento, Termine di consegna domanda di partecipazione il 05/06/2017


Comune di Milano, Bando alle Periferie. 540 mila euro, 5 ambiti di intervento, 1 mese per proporre iniziative di rigenerazione urbana

Termine di consegna domanda di partecipazione il 05/06/2017

Sorgente: Comune di Milano, Bando alle Periferie. 540 mila euro, 5 ambiti di intervento, 1 mese per proporre iniziative di rigenerazione urbana

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