MAPPE nelle POLITICHE SOCIALI e nei SERVIZI

ISTAT, Calcolo della soglia di povertà assoluta, 2016


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Sorgente: Calcolo della soglia di povertà assoluta


Nel 2015 si stima che il 28,7% delle persone residenti in Italia sia a rischio di povertà o esclusione sociale ovvero, secondo la definizione adottata nell’ambito della Strategia Europa 2020, si trovano almeno in una delle seguenti condizioni: rischio di povertà, grave deprivazione materiale, bassa intensità di lavoro.

La quota è sostanzialmente stabile rispetto al 2014 (era al 28,3%) a sintesi di un aumento degli individui a rischio di povertà (dal 19,4% a 19,9%) e del calo di quelli che vivono in famiglie a bassa intensità lavorativa (da 12,1% a 11,7%); resta invece invariata stima di chi vive in famiglie gravemente deprivate (11,5%).

da: http://www.istat.it/it/archivio/193650


ritaglio da La Provincia di Como, 7 dicembre 2016

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Le demenze. La cura e le cure, a cura di Antonio Guaita, Marco Trabucchi, Maggioli editore, 2016


Indice dei contenuti
Introduzione – La nuova dimensione dei problemi posti dalla malattia di Alzheimer e dalle altre demenze (A. Guaita, M. Trabucchi)

  1. Le manifestazioni iniziali delle demenze (A. Bianchetti, O. Brignoli)
  2. Il caso dei “giovani anziani” con demenza (G.A. Micheli)
  3. La diagnosi di malattia di Alzheimer (O. Zanetti)
  4. Diagnosi di secondo livello per forme rare, presenili e di difficile diagnosi (A. Padovani, A. Pilotto)
  5. La vita dell’ammalato e della sua famiglia a casa. I servizi di supporto (F. Podavitte)
  6. Prendersi cura dell’anziano con demenza: il ruolo degli interventi psico-sociali (G. Genga, C. Giuli)
  7. Strategie e soluzioni ambientali per i malati di demenza (E. Angiolini)
  8. I Centri diurni Alzheimer (F. Pesaresi)
  9. Problematiche somatiche (A. Ungar, R. Rozzini)
  10. Problematiche  riabilitative  nelle   persone   affette   da   demenza   (S. Gentile, A. Morandi, C. Pozzi, M. Bozzini, E. Lucchi, G. Bellelli)
  11. L’accoglienza in residenza della persona con malattia di Alzheimer   (E. Brizioli)
  12. La fase terminale della malattia (D. Villani)
  13. L’innovazione in ambito diagnostico e terapeutico (S. Govoni)
  14. Alzheimer: il ruolo del programmatore di fronte alle difficoltà economiche, culturali e di una medicina poco abituata alla manutenzione (A. Banchero)
  15. Cittadini come gli altri? La condizione dei malati di Alzheimer e dei loro caregiver (K. Vaccaro)
  16. Le associazioni di malati e familiari (P. Spadin, L. Bartorelli, G. Salvini Porro, C. Boselli)

Sorgente: Le demenze. La cura e le cure

Alcuni consigli per festeggiare il Natale con chi ha una demenza – da Novilunio, dicembre 2016


In questo articolo condividiamo qualche consiglio e testimonianza per vivere il Natale e le feste insieme alle persone con demenza con più serenità.

Quando si convive con una malattia come l’Alzheimer o una qualsiasi altra forma di demenza , le feste e le celebrazioni possono essere difficili da vivere perché cariche di emozioni e aspettative contrastanti. Da un lato ogni anno il Natale ci permette di riscoprire il valore delle tradizioni e l’affetto che ci unisce ai nostri cari. Dall’altro lato, è soprattutto in questi giorni che si fa sentire il dolore della perdita di tutto ciò che la malattia ha cambiato o di un nostro caro che non è più con noi a festeggiare.

Non solo: è proprio durante le feste natalizie che tutte le complessità della malattia tendono ad amplificarsi. Tante abitudini che associamo al Natale e che ci appaiono scontate spesso diventano fonti di tensione e fraintendimento o, peggio ancora, piccoli e grandi incidenti domestici che lasciano il segno.

Alla luce di queste difficoltà, ho pensato di condividere qualche spunto utile sull’argomento prendendo in considerazione sia il punto di vista dei familiari che delle persone con demenza. Alla fine dell’articolo ho incluso anche il riferimento a un paio di articoli che ho trovato nei siti di associazioni Alzheimer italiane.

I consigli di una figlia e caregiver

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Sorgente: Alcuni consigli per festeggiare il Natale con chi ha una demenza – Novilunio

Master Universitario di II livello ‘Affido, adozione e nuove sfide dell’accoglienza familiare: aspetti clinici, sociali e giuridici’, da formarSI agli Innocenti – scheda progetto 2017


Il Master offre una formazione di eccellenza per la costruzione e lo sviluppo di competenze specifiche nell’ambito dell’affido, dell’adozione e strumenti utili per far fronte alle sfide dell’accoglienza familiare. Il contatto con le piu’ innovative esperienze italiane e la conoscenza dei piu’ recenti contributi di ricerca internazionale favoriranno lo sviluppo delle capacita’di leggere ed intervenire in queste situazioni complesse. Il Master e’ promosso dall’Alta Scuola di Psicologia A. Gemelli, dal Centro di Ateneo Studi e Ricerche sulla Famiglia e dalle Facolta’ di Psicologia, Scienze Politiche e Sociali e Giurisprudenza dell’Universita’ Cattolica del Sacro Cuore, in collaborazione con l’Istituto degli Innocenti.Periodo di svolgimento a.a 206/2017. Scadenza iscrizioni 15 febbraio 2016. Sede: Milano.

Sorgente: formarSI agli Innocenti – scheda progetto

L’ affido intra-familiare, da formarSI agli Innocenti – scheda progetto 2017


sperando di fare cosa gradita e con preghiera di diffusione si segnala che sono aperte le iscrizioni al percorso formativo  L’ affido intra-familiare.
Il percorso formativo intende rappresentare una opportunita’ di approfondimento e riflessione sull’affido intrafamiliare, al fine di individuare un approccio teorico-metodologico utile nella progettazione e nella conduzione degli affidi intra-familiari che aiuti a comprendere quando essi sono opportuni e come devono essere gestiti. Crediti: in corso richiesta accreditamento presso Ordine assistenti sociali. Durata: 06 ore. Periodo di svolgimento 26 gennaio 2017. Scadenza iscrizioni 08 gennaio 20117. Sede: Istituto degli Innocenti Scarica la brochure informativa e la scheda di iscrizione.

La realta’ dell’affido a parenti o intra-familiare, e’ molto diffusa in Italia. L’ultima rilevazione disponibili mostra che al 31/12/2012 circa la meta’ degli affidi in corso nel nostro Paese appartenevano a tale tipologia di accoglienza. La rilevante entita’ di questo fenomeno trova la sua causa sia in una diffusa interpretazione della legge, che porta a considerare la presenza di risorse nell’ambito delle famiglie allargate e non solo in quella nucleare, sia in aspetti culturali e valoriali che vedono fortemente condiviso l’assunto che per un bambino sia preferibile essere affidato ai parenti piuttosto che a persone sconosciute. Tutto cio’ ha portato la gran parte dei Tribunali per i Minorenni a privilegiare nonni e zii quali affidatari dei minori che devono essere allontanati dal nucleo familiare. A fronte di una realta’ quantitativamente significativo, pero’, sono pochi gli approfondimenti teorici sulle caratteristiche di questa tipologia di affidi, su quali siano i punti forza e i punti critici e in che modo essi devono essere gestiti. Il presente percorso di formazione intende rappresentare un’opportunita’ di approfondimento e riflessione sul tema, al fine di individuare un approccio teorico-metodologico utile nella progettazione e nella conduzione degli affidi intra-familiari che aiuti a comprendere quando essi sono opportuni e come devono essere gestiti. DESTINATARI: Assistenti sociali, psicologi, neuropsichiatri, educatori, giudici minorili e a tutti coloro che, a diverso titolo, si occupano di affido familiare e di tutela minorile.

Sorgente: formarSI agli Innocenti – scheda progetto

il PARLAMENTO eletto nel 2013


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VITTORIO SGARBI: Renzi è il “perdente” che ha vinto, 6 dicembre 2016


il voto ha evidenziato “che Renzi da solo ha più del 40%. Ha dimostrato di non avere bisogno di nessuno”.

E a questo si aggiunga il fatto che “forse neppure Forza Italia e Lega Nord si possono alleare. Di sicuro il M5s non si allea con nessuno”.

Dunque, per il critico d’arte, “il No è l’inizio e la fine della loro vittoria. Dopo quel No non c’è la possibilità di ricostruire nient’altro. Renzi può ripartire dal 40% per farsi eleggere e governare l’Italia”.

la fine del Governo RENZI, il linguaggio della politica e dei sentimenti nella notte del 4/5 dicembre 2016



ai leader del fronte del No vanno le mie congratulazioni e il mio augurio di buon lavoro nell’interesse del Paese, dell’Italia e degli italiani. Questo voto consegna ai leader del fronte del No oneri e onori insieme alla grande responsabilità di cominciare dalla proposta, credo innanzitutto dalla proposta delle regole, della legge elettorale. Tocca a chi ha vinto, infatti, avanzare per primo proposte serie, concrete e credibili.:

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Agli amici del Sì, che hanno condiviso il sogno di questa riforma, una campagna elettorale emozionante, vorrei consegnare un abbraccio forte, affettuoso, vorrei uno per uno. Ci abbiamo provato, abbiamo dato agli italiani una chance di cambiamento semplice e chiara. Ma non ce l’abbiamo fatta,

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Volevamo vincere, non partecipare e allora mi assumo tutte le responsabilità della sconfitta e dico agli amici del Sì che ho perso io, non voi.

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Chi lotta per un’idea non può perdere. Voi avevate un’idea meravigliosa, in particolare in questa stagione della vita politica europea

Avete fatto una campagna elettorale casa per casa, a vostre spese, senza avere nulla da chiedere ma solo da dare. Per questo voi non avete perso

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Intendiamoci, c’è rabbia, c’è delusione, amarezza e tristezza ma vorrei foste fieri di voi stessi. Fare politica andando contro qualcuno è molto facile, fare politica per qualcosa è più difficile ma più bello. Siate orgogliosi di questa bellezza.

Arriverà un giorno in cui tornerete a festeggiare una vittoria e quel giorno vi ricorderete delle lacrime di questa notte. Si può perdere il referendum ma non si può perdere il buonumore. Si può perdere una battaglia ma non la fiducia che questo è il Paese più bello del mondo

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Nella politica italiana non perde mai nessuno, non vincono ma non perde mai nessuno. Dopo ogni elezione resta tutto com’è. Io sono diverso, ho perso e lo dico a voce alta, anche se con il nodo in gola. Perché non siamo robot.

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Non sono riuscito a portarvi alla vittoria. Vi prego di credermi quando vi dico che veramente ho fatto tutto quello che penso si potesse fare in questa fase

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credo nella democrazia e per questo quando uno perde non fa finta di nulla, fischiettando e andandosene sperando che tutto passi in fretta nella nottata.

Credo nell’Italia è per questo credo sia doveroso cambiarla.

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l’esperienza del mio governo finisce qui. Credo che per cambiare questo sistema politico in cui i leader sono sempre gli stessi e si scambiano gli incarichi ma non cambiano il Paese, non si possa far finta che tutti rimangano incollati alle proprie consuetudini prima ancora che alle proprie poltrone.

Volevo cancellare le troppe poltrone della politica: il Senato, le Province, il Cnel. Non ce l’ho fatta e allora la poltrona che salta è la mia.

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Domani pomeriggio riunirò il Consiglio dei ministri, ringrazierò i miei colleghi per la straordinaria avventura, una squadra coesa, forte e compatta, e salirò al Quirinale dove al presidente della Repubblica consegnerò le mie dimissioni. Tutto il Paese sa di poter contare su una guida autorevole e salda quale quella del Presidente Mattarella.

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Grazie ad Agnese per aver sopportato la fatica di mille giorni e grazie per come ha splendidamente rappresentato il nostro Paese. Grazie ai miei figli e grazie anche a tutti voi,

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immagini tratte da:

L’OMOSESSUALITÀ IN ADOLESCENZA, testo di ILARIA RIZZO


Dott.ssa Ilaria Rizzo

images-11L’omosessualità è un argomento sempre più presente nella nostra società e che fa molto discutere. Ma in quale fase della vita si prende consapevolezza del proprio orientamento sessuale? Spesso può accadere che questo avvenga durante la fase adolescenziale quando la costruzione dell’identità si fa più intensa e importante.

Indubbiamente occorre considerare le vistose trasformazioni che l’adolescente si trova ad affrontare. Queste comprendono cambiamenti di tipo psicologico in quanto il/la ragazzo/a inizia ad effettuare il processo di separazione dai genitori per affrontare la messa a punto della propria identità. Per l’adolescente questa è una ricerca incessante che spesso genera molta curiosità ma anche tanta confusione. I cambiamenti coinvolgono anche l’area del corpo con modificazioni dell’immagine corporea e della sessualità. La maggior parte dei ragazzi si orienta verso persone del sesso opposto al proprio, ma non sempre questo avviene e a volte è anticipato da un periodo in cui c’è confusione rispetto…

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Francesco Alberoni, GLI INVIDIOSI, Garzanti, 1991, p. 195


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ANTONIO PASCALE, Evviva il sì nel paese del no – Il Foglio 5 settembre 2016


che vinca o perda, domani desidero brindare per ringraziare l’Italia del Sì. Forse è minoranza, forse è maggioranza, ma sono lieto di incontrare, di tanto in tanto, qualcuno, certo pieno di dubbi, ma disposto al Sì, o meglio al: dài, vediamo, proviamo, lavoriamo. L’Italia del Sì che, appunto, ogni tanto appare all’orizzonte, e sulla quale nutro delle aspettative, prescinde dall’attuale contesa referendaria, anzi si nutre di una passione più ampia, e cioè, non orientata solo sulle cogenti questioni politiche che ci fanno litigare e scannare e maledire gli altri: l’Italia del Sì è per me un’Italia che impara a rischiare. Uno psichiatra e sociologo che, ricordo, leggevo da ragazzo, Erich Fromm, sosteneva che la creatività esige il coraggio di rinunciare alle certezze.

tutto l’articolo qui:.

Sorgente: Evviva il sì nel paese del no – Il Foglio

Pietro Ichino |  GLI EFFETTI DELLA MANCATA RIFORMA COSTITUZIONALE SULLE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, 5 dicembre 2016


Nel 2014 il Governo aveva chiesto il consenso delle venti Regioni su di un progetto di riforma del sistema dei servizi al mercato del lavoro che prevedeva l’accentramento della relativa competenza in una agenzia nazionale (l’ANPAL, Agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro)

Ora l’esito del referendum – se le Regioni vorranno riappropriarsi delle competenze che il vecchio articolo 117 Cost. assegna loro – rischia di azzerare tutta questa parte del Jobs Act.

vai all’intero editoriale

Sorgente: Pietro Ichino |  THE DAY AFTER – 3. GLI EFFETTI SULLE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO

Governo Renzi, 21 febbraio 2014 – 5 dicembre 2016. Le LEGGI riguardanti le POLITICHE SOCIALI e i SERVIZI alla persona e alla comunità


Legge 7 aprile 2014, n. 56, “Disposizioni sulle città metropolitane, sulle PROVINCE , sulle unioni e fusioni di comuni”

Legge 30 maggio 2014, n. 81, “Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 31 marzo 2014, n. 52, recante disposizioni urgenti in materia di superamento degli OSPEDALI PSICHIATRICI GIUDIZIARI”

Legge 11 agosto 2014, n. 125, “Disciplina generale sulla COOPERAZIONE INTERNAZIONALE per lo sviluppo”

Legge 10 dicembre 2014, n. 183, “Deleghe al Governo in materia di riforma degli ammortizzatori sociali, dei servizi per il LAVORO  e delle politiche attive, nonché in materia di riordino della disciplina dei rapporti di lavoro e dell’attività ispettiva e di tutela e conciliazione delle esigenze di cura, di vita e di lavoro”

Decreto del Presidente della Repubblica 30 gennaio 2015, n. 26- Regolamento recante attuazione dell’articolo 5, comma 1, della legge 10 dicembre 2012, n.219 in materia di riconoscimento dei FIGLI NATURALI  

LEGGE 6 maggio 2015, n. 55 – Disposizioni in materia di scioglimento o di cessazione degli effetti civili del MATRIMONIO  nonchè di comunione tra i coniugi. (1500073) (GU Serie Generale n.107 del 11.5.2015

LEGGE 22 maggio 2015 n.68 – Disposizioni in materia di delitti contro l’AMBIENTE (15 G00082) (GU Serie Generale n. 122 del 28.5.2015)

LEGGE 13 Luglio 2015 – Riforma del sistema nazionale di ISTRUZIONE e formazione e delega per il riordino delle disposizioni legislative vigenti. (15 G00122) (GU Serie Generale n. 162 del 15 -7-2015)

LEGGE 17 Luglio 2015, n. 109 – Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 21 maggio 2015, n. 65, recante disposizioni urgenti in materia di PENSIONI , di ammortizzatori sociali e di garanzie TFR (15 G00 123) (GU Serie Generale n. 166 del 20-7-2015) – Note: Entrata in vigore del provvedimento: 21/07/2015

LEGGE 18 Agosto 2015. n.134 – Disposizioni in materia di diagnosi, cura e abilitazione delle persone con disturbi dello spettro AUTISTICO  e di assistenza alle famiglie (15 G 00139) (GU Serie Generale n. 199 del 28-8-2015) – Note: Entrata in vigore del provvedimento: 12/ 09/2015

Legge 18 agosto 2015, n. 141, “Disposizioni in materia di AGRICOLTURA SOCIALE”

LEGGE 19 Ottobre 2015, n.173 – Modifiche alla Legge 4 Maggio 1983, n.184, sul diritto alla continuità affettiva dei bambini e delle bambine in AFFIDO FAMILIARE  (15 G00 187) ( GU Serie Generale n. 252 del 29-10-2015) – Note: Entrata in vigore del provvedimento: 13/11/2015

Legge 28 dicembre 2015, n. 221, “Disposizioni in materia ambientale per promuovere misure di GREEN ECONOMY e per il contenimento dell’uso eccessivo di risorse naturali”

Legge 28 gennaio 2016, n. 11“Deleghe al Governo per l’attuazione delle direttive 2014/23/UE, 2014/24/UE e 2014/25/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 febbraio 2014, sull’aggiudicazione dei contratti di concessione, sugli APPALTI pubblici e sulle procedure d’appalto degli enti erogatori nei settori dell’acqua, dell’energia, dei trasporti e dei servizi postali, nonché per il riordino della disciplina vigente in materia di contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture”

Legge 23 marzo 2016, n. 41, “Introduzione del reato di OMICIDIO STRADALE e del reato di lesioni personali stradali, nonché disposizioni di coordina

LEGGE 20 Maggio 2016, n. 76 – Regolamentazione delle UNIONI CIVILI  tra persone dello stesso sesso e disciplina delle convivenze (16 G 000 82) (GU Serie Generale n.118 del 21-5-2016)

Legge 6 giugno 2016, n. 106 “Delega al Governo per la riforma del TERZO SETTORE, dell’impresa sociale e per la disciplina del servizio civile universale”

LEGGE 22 Giugno 2016, n.112  (legge ‘dopo di noi’) – Disposizioni in materia di assistenza in favore delle persone con DISABILITA’ grave prive del sostegno familiare (16 G 00 125) (GU Serie Generale n.146 del 24 – 6 – 2016

Legge 19 agosto 2016, n. 167, “Disposizioni in materia di ACCERTAMENTI DIAGNOSTICI NEONATALI obbligatori per la prevenzione e la cura delle malattie metaboliche ereditarie”

LEGGE 29 Ottobre 2016 n. 199 – Disposizioni in materia di contrasto ai fenomeni del LAVORO NERO , dello sfruttamento del lavoro in agricoltura e di riallineamento retributivo nel settore agricolo (16 G 00 213) (GU Serie Generale n. 257 del 3-11- 2016)

I tre gradi di giudizio nel sistema italiano – in Studia Rapido


La colpevolezza o l’innocenza di un imputato viene stabilita attraverso tre gradi di giudizio, comuni sia alle cause civili

Sorgente: I tre gradi di giudizio nel sistema italiano – Studia Rapido

Referendum costituzionale del 4 dicembre 2016. SI’: 40.05%. NO: 59,95%


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VAI AL SITO DEL MINISTERO DEL’INTERNO

http://elezioni.interno.it/referendum/scrutini/20161204/FI01000000000.htm

Conferenza Stampa del presidente del Consiglio Matteo Renzi: l’annuncio delle DIMISSIONI – 4 dicembre 2016


Oggi il popolo italiano ha parlato, ha parlato in modo inequivocabile. Ha scelto in modo chiaro e netto e credo che sia stata una grande festa per la democrazia. Le percentuali di affluenza sono state superiori a tutte le attese. È stata una festa che si è svolta in un contesto segnato da qualche polemica in campagna elettorale, ma in cui tanti cittadini si sono riavvicinati alla Carta costituzionale, al manuale delle regole del gioco, e credo che questo sia molto bello, importante e significativo.

Sono orgoglioso dell’opportunità che il Parlamento, su iniziativa del governo, ha dato ai cittadini di esprimersi nel merito della riforma. Viva l’Italia che non sta alla finestra ma sceglie. Viva l’Italia che partecipa e che decide. Viva l’Italia che crede nella politica.

Il No ha vinto in modo netto, ai leader del fronte del No vanno le mie congratulazioni e il mio augurio di buon lavoro nell’interesse del Paese, dell’Italia e degli italiani. Questo voto consegna ai leader del fronte del No oneri e onori insieme alla grande responsabilità di cominciare dalla proposta, credo innanzitutto dalla proposta delle regole, della legge elettorale. Tocca a chi ha vinto, infatti, avanzare per primo proposte serie, concrete e credibili.

Agli amici del Sì, che hanno condiviso il sogno di questa riforma, una campagna elettorale emozionante, vorrei consegnare un abbraccio forte, affettuoso, vorrei uno per uno. Ci abbiamo provato, abbiamo dato agli italiani una chance di cambiamento semplice e chiara. Ma non ce l’abbiamo fatta, non siamo riusciti a convincere la maggioranza dei nostri concittadini; abbiamo ottenuto milioni di voti, ma questi milioni di voti sono impressionanti ma insufficienti. Volevamo vincere, non partecipare e allora mi assumo tutte le responsabilità della sconfitta e dico agli amici del Sì che ho perso io, non voi.

Chi lotta per un’idea non può perdere. Voi avevate un’idea meravigliosa, in particolare in questa stagione della vita politica europea. Volevate riavvicinare i cittadini alla cosa pubblica, combattere il populismo, semplificare il sistema e rendere più vicini cittadini e imprese. Avete fatto una campagna elettorale casa per casa, a vostre spese, senza avere nulla da chiedere ma solo da dare. Per questo voi non avete perso. Stasera andando a risposare o domani andando a lavorare sentitevi soddisfatti dell’impegno, della passione, delle idee. Intendiamoci, c’è rabbia, c’è delusione, amarezza e tristezza ma vorrei foste fieri di voi stessi. Fare politica andando contro qualcuno è molto facile, fare politica per qualcosa è più difficile ma più bello. Siate orgogliosi di questa bellezza. Non smettete mai di pensare che si fa politica pensando che si fa politica per i propri figli e non per le alchimie dei gruppi dirigenti.

Arriverà un giorno in cui tornerete a festeggiare una vittoria e quel giorno vi ricorderete delle lacrime di questa notte. Si può perdere il referendum ma non si può perdere il buonumore. Si può perdere una battaglia ma non la fiducia che questo è il Paese più bello del mondo e quella bandiera rappresenta gli ideali di civiltà, educazione e bellezza che ci fano grandi e orgogliosi della nostra civiltà. Io invece ho perso.

Nella politica italiana non perde mai nessuno, non vincono ma non perde mai nessuno. Dopo ogni elezione resta tutto com’è. Io sono diverso, ho perso e lo dico a voce alta, anche se con il nodo in gola. Perché non siamo robot. Non sono riuscito a portarvi alla vittoria. Vi prego di credermi quando vi dico che veramente ho fatto tutto quello che penso si potesse fare in questa fase. Io non credo che la politica sia il numero inaccettabile di politici che abbiamo in Italia. Io non credo che si possa continuare in un sistema in cui l’autoreferenzialità della cosa pubblica è criticata per decenni da tutti e poi al momento opportuno non venga cambiata. Ma credo nella democrazia e per questo quando uno perde non fa finta di nulla, fischiettando e andandosene sperando che tutto passi in fretta nella nottata.

Credo nell’Italia è per questo credo sia doveroso cambiarla. Nei mille gironi e nelle mille notti passati in questo palazzo ne ho viste le possibilità straordinari, uniche al mondo. ma perché queste possibilità si realizzino, le uniche chance che abbiamo è scattare, non galleggiare, è credere nel futuro, non vivacchiare. La democrazia italiana di oggi si basa su un sistema parlamentare. Quando abbiamo chiesto la fiducia abbiamo chiesto di semplificare il sistema, di eliminare il bicameralismo, abbassare i costi della politica, allargare gli spazi di democrazia diretta. Questa riforma è quella che abbiamo portato al voto. Non siamo stati convincenti, mi dispiace, però andiamo via senza rimorsi, perché se vince la democrazia e vince il no, è anche vero che abbiamo combattuto la buona battaglia con convinzione e passione.

Come era evidente e scontato dal primo giorno, l’esperienza del mio governo finisce qui. Credo che per cambiare questo sistema politico in cui i leader sono sempre gli stessi e si scambiano gli incarichi ma non cambiano il Paese, non si possa far finta che tutti rimangano incollati alle proprie consuetudini prima ancora che alle proprie poltrone.

Volevo cancellare le troppe poltrone della politica: il Senato, le Province, il Cnel. Non ce l’ho fatta e allora la poltrona che salta è la mia. Domani pomeriggio riunirò il Consiglio dei ministri, ringrazierò i miei colleghi per la straordinaria avventura, una squadra coesa, forte e compatta, e salirò al Quirinale dove al presidente della Repubblica consegnerò le mie dimissioni. Tutto il Paese sa di poter contare su una guida autorevole e salda quale quella del Presidente Mattarella.

In questi giorni il governo sarà al lavoro per completare l’iter di una buona legge di Stabilità, che deve essere approvata al Senato e per assicurare il massimo impegno ai territori colpiti dal terremoto. Lasceremo a chi prenderà il nostro posto il prezioso progetto di Casa Italia. Come sapete vengo dall’associazionismo, dal mondo scout e il fondatore dello scoutismo, Baden-Powell, diceva che bisogna lasciare i posti meglio di come si sono trovati. Lasciamo la guida dell’Italia con un Paese che passato dal -2% al +1% di crescita del Pil, che ha 600mila occupati in più con una legge, quella sul mercato del lavoro, che era attesa da anni, con un export che cresce e un deficit che cala.

Lasciamo la guida del Paese con un’Italia che ha finalmente una legge sul terzo settore, sul dopo di noi, sulla cooperazione internazionale, sulla sicurezza stradale, sulle dimissioni in bianche, sull’autismo, sulle unioni civili. Una legge contro lo spreco alimentare, contro il caporalato, contro i reati ambientali. Sono leggi con l’anima, quelle di cui si è parlato di meno ma a cui tengo di più. Lasciamo infine l’Italia con un 2017 in cui saremo protagonisti in Europa a marzo con l’appuntamento di Roma per i sessant’anni dell’Unione. Saremo protagonisti a Taormina a maggio per il G7. Saremo protagonisti con la presidenza de consiglio di sicurezza dell’Onu a novembre. Aver vinto le sfide organizzative dell’Expo e del Giubileo non è merito del governo am di una struttura straordinaria di professionisti a cui va la mia rinnovata gratitudine. In particolar modo alle Forze dell’Ordine e alle Forze Armate di questo Paese che ho imparato a conoscere per una dedizione e una professionalità straordinaria alla bandiera e al Paese. Davvero grazie.

In questa sala, infine, attenderò di salutare con amicizia istituzionale e con un grande sorriso e un abbraccio il mio successore, chiunque egli sarà. Gli consegnerò la campanella simbolo della guida del governo e tutto il lungo dossier delle cose fatte e da fare.

Grazie ad Agnese per aver sopportato la fatica di mille giorni e grazie per come ha splendidamente rappresentato il nostro Paese. Grazie ai miei figli e grazie anche a tutti voi, anche se ringraziare i giornalisti alla fine è quasi una cosa impossibile. Sono stati mille giorni che sono volati, ora per me è il tempo di rimettersi in cammino, ma vi chiedo nell’era della post-verità, nell’era in cui in tanti nascondo quella che è la realtà dei fatti, di essere fedeli e degni interpreti della missione importante che voi avete e per la vostra laica vocazione.

Viva l’Italia, in bocca al lupo a tutti noi.

Sconfitto il mio voto. Sconfitta una fase della vita politica italiana. Ha vinto l’odio. Solo l’odio. Un grazie a Matteo Renzi che ha fatto tutto il suo possibile, con stile. Ma lo stile non piace al 60% degli elettori italiani, Paolo Ferrario, 4 dicembre 2016


Sconfitto il mio voto.
Sconfitta una fase della vita politica italiana.
Ha vinto l’odio. Solo l’odio
E un grazie a Matteo Renzi che ha fatto tutto il suo possibile, con stile. Ma lo stile non piace al 60% degli elettori italiani

Stile è riuscire a portare bene un peso assegnato.
Significa reggere tale peso tentando di utilizzare in maniera concentrata tutte le energie disponibili, anche e soprattutto quelle minime.

Stile è quell’obbligo morale che dovremmo imporci per essere all’altezza delle situazioni e delle attese.

Stile è la capacità di comprendere e agire con equilibrio, adattando la propria forza ai compiti che ci aspettano.

Giovano ancora in questo augurio due antiche esortazioni.

Age quod agis, “Fai bene quello che stai facendo”, dicevano i latini.

Ne quid nimis, “Nulla di troppo, senza esagerare”, dicevano i greci e, ancora, ci hanno riportato i latini.



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Il cacciatore di donne, di Scott Walker, 2013, da Wikiwand


SGUARDI SUL SERVIZIO SOCIALE. Esperienze e luoghi di una professione che cambia, a cura di Maria Luppi , Antonella Bregantin , Antonella Maiocchi , Lucia Mariani, FrancoAngeli, 2016, p. 218


Fiducia


Buchi Neri

Intanto ho vinto la scommessa con me stesso: sono arrivato al post zero, vi ho massacrati per 50 giorni senza saltarne uno, e voi non solo mi avete seguito ma mi avete pure incoraggiato, garantendomi piccoli risarcimenti narcisistici. E sappiate che non è finita: non escludo che il Countdown diventerà un libretto. Anche se l’editore (scaramanzia?) mi ha detto: “Sì, facciamolo, ma riparliamone lunedì 5”.

Di tutto si riparlerà domani. Quando il sole sorgerà come sempre, io farò il mio irrinunciabile strechting mattutino, la colazione abbondante e l’elenco mentale delle cose da fare in giornata. Proprio come oggi. Salvo che è domenica, tutto ha tempi più distesi e di impegni ce ne sono solo due: uno alle 15 (zitti, lasciatemi stare, non fiatate…), l’altro in mattinata, quando celebrerò il rito laico del voto.

Per molti anni non ho votato. Dal 2000, per la precisione. Sono tornato a farlo nel 2014…

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storia della RSA CA’ PRINA di Erba (Como), in occasione dei vent’anni del centro diurno, dicembre 2016


Il terrorismo islamista in Italia tra fede e spaccio – l’Espresso, 2016


….

Tinello, tende rosse, mattonelle bianche e sul fornello acceso si sperimenta l’esplosione. L’ordigno è stato appena assemblato nella stanza accanto. Taglierino, martello, lo zolfo ricavato dai fiammiferi e poi un cilindro cavo da riempire. Tutorial di prototipi di bombe e inneschi fai-da-te. Si trovano sul profilo di Farees Alfqeeh, alias Alfaqi Abdulkhaleq, yemenita ma forse somalo, ventinovenne trapiantato a Trieste. Li illustra in canottiera dal suo appartamento, nel centrale quartiere a ridosso dell’Ospedale Maggiore

Sorgente: Il terrorismo islamista in Italia tra fede e spaccio – l’Espresso

Presidenza negli Stati Uniti: Congresso e Governatori con la vittoria di Trump | in Aspenia online, dicembre 2016


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Sorgente: Congresso e Governatori con la vittoria di Trump | Aspenia online

MATTEO RENZI, La chiusura della campagna referendaria da Firenze, piazza della Signoria – 2 dicembre 2016


Mi hanno detto che devo togliermi il cappotto per sembrare più bello.(qui il video dell’intervento)
Non ci penso neppure. Anche perché sono un po’ stanchino ma anche gasatissimo perché questa vittoria possiamo portarla a casa. Siamo a un passo.
Siamo alle 48 ore decisive, le 48 ore che possono cambiare il futuro dei nostri figli.
Grazie a tutte le famiglie che sono in piazza, anche con i bambini che prendono il freddo per dire che la riforma è per loro, non è per il governo.
Vorrei che salutiamo Firenze e la Torre di Arnolfo e la guardassimo con lo stupore con cui la guardano gli innamorati. Guardiamo la loggia, la piazza, luogo di efferatezze… perché in Piazza della Signoria ci hanno combinato di tutto (non mi riferisco solo a Savonarola).
Oggi, in questa piazza, prima di tutto vorrei che risuonasse forte il messaggio che noi vogliamo bene all’Italia e che chiediamo a tutti di abbassare i toni di questa competizione.
Diciamolo: prima di tutto siamo italiani che credono in questo Paese, che non rispondono agli insulti, italiani che hanno tante sfide da vincere insieme

XXII Rapporto sulle Migrazioni 2016, elaborato dalla Fondazione ISMU e presentato il 1 dicembre 2016 a Milano


qualche dato:

Le stime parlano, al 1 gennaio 2016, di circa 5,9 milioni di immigrati – tra regolari e non – in Italia, con un aumento di 52mila unità (+0,9%) rispetto all’anno precedente. Un incremento che è dovuto soprattutto alla componente irregolare (+31mila), che registra una leggera ripresa: al 1° gennaio 2016 Ismu stima che non sono in possesso di un valido titolo di soggiorno 435mila immigrati (contro i 404mila alla stessa data dell’anno precedente). Gli stranieri rappresentano il 9,58% di quella che è indicata da Eurostat comepopolazione abitualmente residente in Italia.

 

Un incremento di presenze modesto solo in apparenza
Tenendo conto anche delle acquisizioni di cittadinanza avvenute nel 2015, lo scenario cambia. Nel 2015 i nuovi italiani sono infatti 178mila (contro i 130mila del 2014 e i 60mila del 2012). Se ai 52mila stranieri presenti conteggiati in più (regolari e non) si aggiungono i 178mila immigrati che hanno acquisito la cittadinanza italiana, l’incremento del numero complessivo dei presenti sale intanto a 230mila, con un aumento complessivo del 3,9%

Psicologo, Psicoterapeuta, Psichiatra che differenza c’è?, scritto di ILARIA RIZZO


Dott.ssa Ilaria Rizzo

psicologoLO PSICOLOGO

Lo psicologo è il laureato in psicologia che ha sostenuto e superato l’Esame di Stato che permette l’iscrizione all’Ordine degli psicologi. Per poter sostenere tale esame egli deve obbligatoriamente svolgere un tirocinio formativo della durata di un anno, nel quale fa esperienza nel campo della psicologia. Gli psicologi non sono tutti uguali, in quanto esistono all’interno delle università indirizzi formativi diversi (per es: psicologia clinica e di comunità, psicologia del lavoro e delle organizzazioni, psicologia dello sviluppo e dell’educazione, psicologia generale e sperimentale), i quali forniscono competenze diverse. Dopo la laurea egli può decidere di frequentare corsi o master che forniscono competenze in ambiti specifici, per esempio nel campo dei disturbi d’ansia. Lo psicologo fornisce ai suoi utenti un aiuto non farmacologico, basato su colloqui di sostegno, strumenti diagnostici, consulenze, tecniche di rilassamento ecc. Sono molte le cose che egli può fare, purché non si configurino come terapia…

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PAOLO FERRARIO, la continuità dell’analisi nei due libri: POLITICA DEI SERVIZI SOCIALI, 2001, p. 493 e POLITICHE SOCIALI E SERVIZI, 2014, p. 446


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CLICCA SULLA PRIMA IMMAGINE PER VEDERE LE SCHEDE IN SEQUENZA

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Fondazione Leone Moressa – Studi e ricerche sull’economia dell’immigrazione: Rapporto annuale 2016 sull’economia dell’immigrazione


Rapporto annuale 2016 – disponibile l’e-book

Copertina 2016

 

Disponibile la versione e-book del Rapporto annuale 2016 sull’economia dell’immigrazione. Per acquistarlo visita la pagina de Il Mulino.

Sorgente: Fondazione Leone Moressa – Studi e ricerche sull’economia dell’immigrazione

Per cosa e come si vota il 4 dicembre in Italia: Riforma del Titolo V e competenze legislative di STATO e REGIONI | in Geopolitica, ATLANTE | Treccani, il portale del sapere


Riforma del Titolo V

La revisione del Titolo V è l’altro grande tema su cui l’intervento di riforma appare incisivo e strutturale. Accanto all’abolizione delle province dalla Costituzione, viene rivisto il riparto delle competenze tra lo Stato e le regioni (art.117), in una prospettiva che amplia le materie attribuite in funzione esclusiva allo Stato ed elimina la competenza concorrente. Ulteriori forme di autonomia in specifiche materie potranno essere attribuite purché la regione sia «in condizione di equilibrio tra le entrate e le spese del proprio bilancio»(art.116).

Su proposta del Governo, la legge dello Stato potrà poi intervenire su materie non riservate alla legislazione esclusiva quando lo richieda «la tutela dell’unità giuridica o economica della Repubblica, ovvero la tutela dell’interesse nazionale» (cd. clausola di supremazia). In questo caso, disciplinato dall’art.117 quarto comma, è previsto tuttavia che le modifiche ai disegni di legge deliberate a maggioranza assoluta dai componenti del Senato possano essere non recepite dalla Camera solo se quest’ultima – nella votazione finale – si pronuncia in tal senso a maggioranza assoluta dei suoi componenti (art.70).

Ancora, l’art.122 stabilisce un limite agli emolumenti dei componenti degli organi elettivi della regione nell’ordine di quelli attribuiti al sindaco del comune capoluogo di regione.

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Per cosa e come si vota il 4 dicembre 2016 in Italia: Il SUPERAMENTO DEL BICAMERALISMO PARITARIO | da Geopolitica, ATLANTE | Treccani, il portale del sapere


Il superamento del bicameralismo paritario

Di natura strutturale è l’intervento per un complessivo superamento del bicameralismo perfetto o paritario, in forza del quale le due Camere presentano uguali poteri e prerogative e sono chiamate ad approvare nella medesima forma i testi di legge; inoltre il Governo è legato a entrambe dal rapporto di fiducia. In base alla riforma, che prevede la promozione dell’equilibrio di genere nella rappresentanza, sarà la sola Camera dei deputati a essere titolare del rapporto di fiducia verso l’esecutivo (art.55) ed eserciterà «le funzioni di indirizzo politico, la funzione legislativa e quella di controllo dell’operato del Governo». Il Senato rappresenterà invece le istituzioni territoriali ed eserciterà funzioni di raccordo tra lo Stato e gli altri enti costitutivi della Repubblica, nonché tra lo Stato, gli altri enti della Repubblica e l’Unione Europea. Esso concorrerà inoltre all’esercizio della funzione legislativa nei casi e nei modi stabiliti dalla Costituzione, parteciperà alle decisioni dirette alla formazione e all’attuazione degli atti normativi e delle politiche dell’UE, valuterà le politiche pubbliche e l’attività delle pubbliche amministrazioni e verificherà l’impatto delle politiche UE sui territori. Concorrerà inoltre a esprimere pareri sulle nomine di competenza del Governo nei casi previsti dalla legge e verificherà l’attuazione delle leggi dello Stato (art. 55). Al nuovo Senato spetterà poi l’elezione di due giudici della Corte costituzionale (art.135).

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Carlo Tullio – Altan (1916-2005): una ricostruzione dei passaggi chiave della sua ricerca socio-antropologica. Scheda/video di Paolo Ferrario:

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