POLITICHE SOCIALI e SERVIZI:

testo DDL, Disposizioni in materia di legalizzazione della coltivazione, della lavorazione e della vendita della cannabis e dei suoi derivati, luglio 2016


testo DDL, Disposizioni in materia di legalizzazione della coltivazione, della lavorazione e della vendita della cannabis e dei suoi derivati, luglio 2016  (PDF)

proposta-di-legge-legalizzazione-cannabis-intergruppo

 

vedi questa scheda descrittiva:

http://www.cannabislegale.org/proposta-di-legge/

Terrorismo islamico in Europa: ROUEN: sacerdote sgozzato in chiesa, 26 luglio 2016


Jacques Hamel, 84 anni, è il primo sacerdote assassinato in Europa nel 2016.

Trucidato da uomini “che si sono richiamati allo Stato islamico” (sono parole del presidente François Hollande, giunto sul posto con il ministro dell’Interno, Bernard Cazeneuve),  mentre celebrava messa nella piccola chiesa di Saint-Etienne-du-Rouvray, sgozzato come i cittadini occidentali macellati a Dacca, in Bangladesh, solo qualche settimana fa, fatti a pezzi perché non conoscevano i versetti del Corano.

Stavolta nessun gesto di isolata follia, nessuno choc per vignette satiriche o poemetti più o meno blasfemi: bensì la premeditazione, il piano di compiere un sacrilegio in un luogo consacrato, durante la liturgia, ammazzando l’infedele rappresentante di Cristo in terra. Non è stato ucciso in strada, don Hamel, né mentre si trovava nella sua canonica. Gli assassini hanno atteso che entrasse in chiesa, vestisse i paramenti sacri e celebrasse l’eucaristia. Un messaggio che non ha bisogno di troppe spiegazioni da parte di psicologi o psichiatri.

Sorgente: Il jihad entra nelle nostre chiese

vai ad altre fonti informative:

UGO VOLLI analizza le varianti dell’ISLAMISMO, Informazione Corretta, luglio 2016


Partiamo dall’iraniano, che è la caratteristica differente, rispetto agli attentatori più recenti. Iraniano, quindi probabilmente sciita. Iraniano, quindi sicuramente nemico dell’Isis, che dopotutto è un’organizzazione araba nata per contrapporsi alla presa del potere sciita in Iraq e dall’imperialismo dell’Iran in Iraq e Siria (ma anche Libano, Yemen ecc.). Questa identità conferma che il terrorismo non è solo sunnita ma anche sciita, come si era visto del resto in tante occasioni: la strage del centro ebraico di Buenos Aires, quella di Burgas in Bulgaria, quella contro i Marines americani in Libano, per citare tre casi in cui gli agenti erano sciiti di Hezbollah, come sempre al soldo e al comando dell’Iran. Non esiste un islam teologicamente buono (quello sciita) e uno cattivo (quello sunnita). Ci sono diverse correnti musulmane (come ce n’è diverse cristiane).

Ma quelle che aderiscono agli insegnamenti del Corano e all’esempio di Maometto sono tutte aggressive, violente, nei termini attuali terroriste. Ritengono loro compito conquistare con la forza il mondo non islamico (inclusi i musulmani di correnti diverse dalla loro), piegare o meglio eliminare chi vi appartiene, impadronirsi delle sue terre e dei suoi beni. L’islam meno aggressivo, che esiste, è semplicemente il risultato di un compromesso con la modernità, di una tiepidezza religiosa individuale o collettiva, dell’ammissione implicita dell’inadeguatezza della tradizione religiosa al mondo contemporaneo. Per questa ragione l’Islam “vero”, cioè quello tradizionalista, è nemico mortale di queste forme “degenerate”. Fra la modernità, intesa come progresso e dunque come diritto individuale e collettivo all’innovazione, dunque alla libertà di pensiero, dunque alle scelte personali, e questa tradizione rigida e conservatrice, in cui anche la possibilità di interpretazione del Corano è stata dichiarata chiusa otto secoli fa, vi è una lotta mortale. Se vive la modernità come noi la conosciamo, l’islam “vero” muore; dove l’islam vive e prevale, elimina la modernità, di solito nelle forme di ucciderne sistematicamente i portatori, o anche solo i sospetti, chiunque dissenta. Questa è la ragione di fondo per cui siamo in guerra, che lo vogliamo o no. Perché anche se siamo indifferenti o tollerantissimi in materia religiosa, o forse soprattutto in questo caso, non è possibile distaccare il nostro stile di vita, il sistema di relazioni e di diritti in cui viviamo dalla libertà individuale di scelta e di pensiero. E l’Islam, parola che significa letteralmente sottomissione è l’opposto della libertà.

SEGUE QUI:

Sorgente: Informazione Corretta

UGO VOLLI, ISRAELE DIARIO DI UN ASSEDIO, Proedi Editore, 2016


UGO VOLLI
ISRAELE
DIARIO DI UN ASSEDIO

Proedi Editore
Prezzo: €18,00

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Sorgente: Informazione Corretta

CARLO PANELLA, “Ecco i tre segreti della sicurezza israeliana, DA Informazione Corretta


«Dobbiamo imparare a vivere come in Israele»: finalmente, con anni di ritardo, molti comprendono in Italia e in Europa che l’unico modo per ridurre – non per annullare – la minaccia terroristica è imparare dagli israeliani, che convivono da sempre con un terrorismo islamico feroce, ma sanno contrastarlo e contenerlo come nessuno al mondo.

Purtroppo, per seguire questa giustissima consegna, bisogna innanzitutto che in Europa ci si renda conto che abbiamo lo stesso nemico di Israele. Pochi lo capiscono, ma il terrorismo arabo-palestinese che colpisce da sempre Israele ha le stesse, identiche radici, gli stessi “cattivi maestri” che fanno ora strage in Europa e nel resto del mondo. Non perché non esista una specifica “questione palestinese”, più che reale, ma semplicemente e drammaticamente perché questa questione non può essere risolta con una trattativa (come sono state risolte tune le più brucianti questioni nazionali, persino quella basca dell’Eta e irlandese dell’Ira) proprio e solo a causa del terrorismo jihadista (incluso quello promosso da Arafat, che laico non era per nulla).

In Occidente, invece, si continua a rifiutare la presa d’atto che siamo vittime del jihadismo prodotto da uno scisma dell’Islam e continuiamo – continuano – col trastullo, con la falsa coscienza di analisi farlocche su terroristi motivati da turbe psichiche, omosessualità repressa e amenità simili (come se le Ss naziste non fossero afflitte da turbe psichiche e omosessualità repressa, vedi la fine delle Sa).

Dobbiamo ancora prendere coscienza che i terroristi sono mossi da una ideologia chiara e netta, di marca islamica. Da una nuova religione di morte. Diffusa. Bisogna poi comprendere che, in Israele, tutti i cittadini hanno ben chiaro da sempre che sono in guerra, che sono minacciati individualmente, non solo come Stato. In Europa, in Italia, invece, si mette la testa sotto la sabbia e ci si rifiuta di capire che “loro” ci fanno una guerra di civiltà e che non conta nulla che noi non abbiamo nessuna voglia di fare questa guerra. Una volta introiettata questa realtà di una guerra diffusa, incombente, feroce, bisogna capire che però potremo vivere solo parzialmente come in Israele, perché là ogni cittadino e cittadina fa un lungo servizio militare per tre anni (gli uomini) o per due anni (le donne). Poi entra nella Riserva e può essere richiamato – ed è richiamato – sino a tarda età. Nessuna delega ad altri della difesa. In Occidente, invece, deleghiamo la nostra difesa a professionisti, a corpi separati dal nostro contesto sociale: polizia, Forze Armate, Servizi Segreti ecc…

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Sorgente: Informazione Corretta

DANIEL PIPES, Ecco perché sostenevo il fallito golpe turco di Daniel Pipes, luglio 2016


Sono tre i motivi che mi hanno indotto a esprimere il mio sostegno all’estromissione del presidente Recep Tayyip Erdogan, che apparentemente è stato eletto democraticamente e governa in modo democratico:

Erdogan ha pilotato le elezioni. Erdogan è un islamista che inizialmente si è fatto notare come sindaco di Istanbul e premier della Turchia, agendo nel rispetto delle regole. Ma col passare del tempo egli è diventato sprezzante di queste regole, specie di quelle elettorali. Ha monopolizzato i media statali, ha tacitamente incoraggiato le aggressioni fisiche ai membri dell’opposizione e pilotato i voti. In particolare, le ultime elezioni parlamentari dell’1 novembre 2015 hanno presentato numerosi segni di manipolazione.

Erdogan governa in modo dispotico. Erdogan ha preso il controllo di un’istituzione dopo l’altra, anche dopo essere stato eletto presidente (nel 2014), pur rivestendo una carica costituzionalmente e storicamente apolitica. Il risultato? Sempre più turchi lavorano sotto il suo controllo diretto o sotto quello dei suoi scagnozzi: il premier, il governo, i magistrati, la polizia, gli insegnanti, i banchieri, i proprietari dei mezzi di comunicazione e altri capitani d’industria. La leadership militare ha accettato Erdogan, ma come confermato dal fallito golpe, il corpo degli ufficiali è l’unica istituzione che ancora sfugge al suo diretto controllo.

Erdogan utilizza i suoi poteri dispotici per scopi malevoli, ingaggiando quella che è una guerra civile contro i turchi della Turchia sudorientale, aiutando l’Isis, aggredendo i paesi vicini e promuovendo l’islamismo sunnita.

Sorgente: Ecco perché sostenevo il fallito golpe turco :: Daniel Pipes

Gestioni associate e piccoli comuni / Dossier Legautonomie


La gestione associata delle funzioni è una sfida che le autonomie devono fare propria e che deve essere collocata in un quadro normativo chiaro e razionale, che agevoli i processi associativi nel rispetto dell’autonomia dei comuni, promuovendo una gestione più efficace di funzioni e servizi nell’interesse delle comunità e dei territori.
I dati attuali contano 367 unioni e 1851 amministrazioni comunali coinvolte: un fenomeno sicuramente in costante crescita con modalità differenziate sul territorio e destinato a consolidarsi per le disposizioni che obbligano alla gestione associata delle funzioni fondamentali. La prospettiva di costruzione di un ente locale che coniughi visione di governo strategica e efficiente gestione delle funzioni e e servizi comunali spinge dunque verso la gestione associata delle funzioni dei piccoli comuni.

Di seguito una serie di contributi che fanno il punto sul quadro normativo, sul percorso metodologico e su alcune esperienze di cooperazione intercomunale , rilevando criticità e punti di forza, e delineandone le prospettive future.

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Sorgente: Gestioni associate e piccoli comuni / Dossier / Documenti / Home – Legautonomie

TURCHIA. Sulle purghe islamiste, i nostri baroni restano silenziosi, da Il Foglio 23 luglio 2016


Ipocriti professori occidentali: boicottano Israele e tacciono sulla purga accademica in Turchia

 

59.628 professori cui è stata ritirata la licenza di insegnamento. 1.577 rettori universitari costretti alle dimissioni. Un clima di persecuzione, delazione e sospetto nelle aule universitarie, nelle scuole, al ministero dell’Istruzione. E’ la grande purga accademica che il presidente turco Recep Erdogan ha lanciato dopo il fallito golpe. Numeri, scrive Newsweek, che ricordano le purghe accademiche in Urss

Sorgente: Sulle purghe islamiste, i nostri baroni restano silenti

È un 18enne tedesco-iraniano, che da tempo vive a Monaco, il «killer solitario»: uccide nove persone e ne ferisce 21 tra la McDonald’s e il centro commerciale «Olympia» nel quartiere Moosach, Corriere della Sera 23 luglio 2016


È un 18enne tedesco-iraniano, che da tempo vive a Monaco, il «killer solitario». Durante la notte la polizia di Monaco, in una conferenza stampa, conferma che ad agire è stato un solo uomo. Lo stesso che — dopo avere ucciso nove persone e ferito 21 tra la McDonald’s e il centro commerciale «Olympia» nel quartiere Moosach, di Monaco di Baviera — si è suicidato a circa un chilometro dal luogo della strage.

Sorgente: Corriere della Sera

Chi può abitare nelle vostre case? Famiglie fragili, che non hanno un tetto sulla testa ma non vengono dai percorsi tipici del disagio sociale. Nuclei familiari che fino a poco fa riuscivano da soli a stare a galla, magari con fatica, e invece adesso hanno incontrato un problema –spesso un problema di lavoro o di salute- e da sole non ce la fanno più. | di Francesca Paini-Fondazione Scalabrini di Como, in Voce libera


Chi può abitare nelle vostre case? Famiglie fragili, che non hanno un tetto sulla testa ma non vengono dai percorsi tipici del disagio sociale. Nuclei familiari che fino a poco fa riuscivano da soli a stare a galla, magari con fatica, e invece adesso hanno incontrato un problema –spesso un problema di lavoro o di salute- e da sole non ce la fanno più. Oppure famiglie che hanno attraversato il mondo per cercare riparo e miglior fortuna, e hanno bisogno di un piccolo trampolino per spiccare il volo.Così ad esempio ha abitato da noi una famiglia di cinque persone che il fallimento dell’azienda di famiglia ha messo in ginocchio. Lui si è rialzato con la determinazione di un guerriero, ha reinvestito i pochi mezzi in un negozio, e tutti loro vivevano e dormivano nel magazzino. La sera aprivano le brande tra gli scatoloni, cucinavano qualcosa con mezzi di fortuna e poi la mattina i tre figli andavano a scola, e i genitori aprivano l’attività.Ecco, queste sono le famiglie che incontriamo. Famiglie che non hanno casa né fortune, ma che hanno le caratteristiche (personali, professionali, relazionali,… ) per rimettersi in piedi. Se qualcuno scommette su di loro.

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Sorgente: LA FATA TURCHINA E LE CASE DI MARZAPANE | Voce libera

Il Cohousing per donne. I Beghinaggi moderni –  di Milena Garavaglia in Scambi di Prospettive


L’Housing sociale consiste nell’offerta di alloggi e servizi abitativi a prezzi contenuti destinati a cittadini con reddito medio basso che non riescono a pagare un affitto o un mutuo sul mercato privato e non possono accedere a un alloggio popolare. Diverso è il Cohousing, perché è una tipologia di abitazione nella quale i residenti (cohousers) partecipano attivamente nella progettazione e nella scelta del proprio vicinato. I cohousers accettano di vivere come una comunità in cui le abitazioni private, che rimangono un inviolabile spazio di privacy, sono completate da aree comuni che incoraggiano l’interazione sociale. Queste due tipologie abitative abbracciano più destinatari: anziani, coppie giovani, singles, famiglie monogenitoriali tra le quali prevale l’attenzione a donne sole con figli.

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Sorgente: Il Cohousing per donne. I Beghinaggi moderni – Scambi di Prospettive

Prospettive Sociali e Sanitarie n. 3, estate 2016


Prospettive Sociali e Sanitarie

n. 3, estate 2016

Politiche sociali
Il welfare dei diritti e i doveri dell’accoglienza

F. Susani

Verso un Welfare dei Diritti. Disegno, criteri e contenuti della riforma da noi proposta

E. Ranci Ortigosa

Per riformare l’assistenza sociale guardiamo ai territori

G. Guzzetti

Redditi e distribuzione delle prestazioni prima e dopo la riforma

M. Baldini

Quale spazio per la selettività? Qualche considerazione a margine della proposta IRS

E. Granaglia

Gli ostacoli e i nemici della riforma e le prospettive della sua realizzabilità

M. C. Guerra

Nella direzione giusta. Discussioni sul disegno di legge Lepri per la riforma dei sostegni ai minori

P. Bosi

Welfare
Welfare di comunità: messaggi da un’esperienza

G. Imbrogno, S. Pasquinelli

Migrazioni
La gestione dell’emergenza profughi

M. Falco

I percorsi e i flussi, al presente e in prospettiva

P. Mezzetti
In questo terzo fascicolo cartaceo dell’anno, PSS presenta in primo luogo i testi degli interventi svolti da alcuni relatori e discussant al convegno tenutosi in aprile “Costruiamo il Welfare dei Diritti”, anticipati nei mesi scorsi nei supplementi digitali della rivista. Ricordiamo che il rapporto completo della ricerca presentata al convegno è uscito nel fascicolo n. 2, primavera 2016, di PSS, mentre ulteriore materiale relativo al convegno, da consultare e scaricare, è disponibile sul sito dedicato.
A questi fanno seguito un articolo inedito che presenta un’esperienza di welfare comunitario e due interventi tratti dal n. 1.2-1.3, febbraio-marzo 2016, speciale interamente dedicato al Seminario Welforum “Emergenza profughi”.

Letture online…

Sul nostro blog Scambi di Prospettive, una cronaca del convegno “Costruiamo il Welfare dei Diritti”, firmata dal nostro direttore Emanuele Ranci Ortigosa.

Vi ricordiamo inoltre che c’è tempo fino al 30 settembre 2016 per inviare il vostro contributo e partecipare al Premio: “Costruiamo il Welfare dei Diritti sul Territorio“.

Sorgente: Uscito il numero 3, Estate 2016, di PSS

“GIORGIO NAPOLITANO: “E’ dal 1983 che il Parlamento cerca invano di riformare la seconda parte della Costituzione e sarebbe una sciagura farsi sfuggire oggi l’occasione di superare il bicameralismo paritario, non dando ai governi del futuro maggiore stabilità, in Il Foglio 20 luglio 2016


Napolitano, come è noto, è un sostenitore convinto della riforma costituzionale e considera il passaggio del voto del prossimo autunno importante non solo per il buon funzionamento della democrazia ma anche come prova, per il nostro paese, di mostrare fuori dai suoi confini la capacità concreta di riformare se stesso. “Il terrorismo psicologico messo in circolo da qualche propagandista del no su specifici difetti e su presunti rischi della riforma approvata dal Parlamento tende a nascondere una verità che a me sembra elementare. E’ dal 1983 che il Parlamento cerca invano di riformare la seconda parte della Costituzione e sarebbe una sciagura farsi sfuggire oggi l’occasione di superare il bicameralismo paritario, non dando ai governi del futuro maggiore stabilità, a partire dal momento della fiducia in un solo ramo del Parlamento, e garantendo maggiore linearità e certezza di tempi al  processo legislativo. Solo così si può uscire finalmente da quella spirale perversa di esecutivi che mortificano il Parlamento a colpi di decreti, di voti di fiducia e maxi emendamenti.

Sorgente: “Così si può costruire un nuovo patto per l’Italia”. Intervista a Napolitano

Implementazione del nuovo Sostegno per l’Inclusione Attiva (SIA): si parte | di Daniela Mesini, in LombardiaSociale


Implementazione del nuovo SIA: si parteDecreto del 26 maggio 2016 – “Avvio del Sostegno per l’Inclusione Attiva (SIA) su tutto il territorio nazionale”di Daniela Mesini

Sorgente: Implementazione del nuovo SIA: si parte | LombardiaSociale

Le novità del sito del Gruppo Solidarietà al 20/7/2016


Le novità del sito del Gruppo Solidarietà al 20/7/2016

Gruppo Solidarietà, Via Fornace, 23 – 60030 Moie di Maiolati S. (AN) – Tel. e Fax 0731 703327 – e-mail: grusol@grusol.it

Non rispondere a questo messaggio. Per comunicazioni utilizzare solo grusol@grusol.it

PER SOSTENERE LE NOSTRE ATTIVITA’
IL 5 PER MILLE AL GRUPPO SOLIDARIETA’
Codice fiscale 91004430426


Informazioni
Puglia. Requisiti rete servizi autismo
Troppi bambini poveri in Italia
Contrasto povertà. Avvio Sostegno Inclusione Attiva (SIA)
INPS. Rapporto 2015
Caritas-Migrantes. Rapporto Immigrazione 2015
Toscana. Disabilità gravissime. Criteri utilizzo fondo nazionale non autosufficienze
LEA sociosanitari e “quota sociale”: l’annosa questione lombarda
Istat. La povertà in Italia 2015
Disabilità. Separare fa bene o fa male?
La bozza dei nuovi LEA
Abruzzo. Atto indirizzo applicazione ISEE
DDL educatore. Testo approvato dalla Camera
Gruppo Solidarietà. Corsi di formazione


Voce sul sociale
Marche. Servizi sociosanitari, quote sociali e fondo solidarietà. Le risposte della Regione
Marche. I fondi sociali 2016 e la variazione di bilancio 2016-18
Marche. Quote sociali servizi. I Comuni si assumano le loro responsabilità
Quali servizi per le persone con disabilità nelle Marche?
Marche. Interventi e servizi sociali e sociosanitari. Questioni aperte
Il finanziamento degli interventi sociali e sociosanitari nelle Marche
Quaderni Marche. L’utilizzo del Fondo non autosufficienze nelle Marche


Altro in Home page

Gruppo Solidarietà. Corsi di formazione
Guida ai diritti e alle prestazioni sanitarie e sociosanitarie
Disabilità. Separare fa bene o fa male?
Servizi sociosanitari nelle Marche. Risposte a quesiti ricorrenti
Quaderni Marche
Sul ruolo della cooperazione sociale
Advocacy e volontariato
Volontariato e politiche sociali nell’esperienza del Gruppo Solidarietà
Violenza e abusi nei servizi. Ci riguarda!
Raccontiamo noi l’inclusione. Le interviste integrali
Le altre pubblicazioni
Pubblicazioni in offerta speciale






  • Le banche dati del Centro Documentazione Gruppo Solidarietà aggiornate al 05/07/16 ( accesso libero)


 

INPS, XV Rapporto annuale, luglio 2016


INPS, Rapporto 2016 (pdf):

INPS RAPPORTO 2016

2016-07-21_0106572016-07-21_0107292016-07-21_0107432016-07-21_0108112016-07-21_0108252016-07-21_0108342016-07-21_0108452016-07-21_010854

Esce in questi giorni il volume di Crainz e Fusaro “Aggiornare la Costituzione”. Scritto a quattro mani da uno storico e da un giurista – DA Basta un sì


Esce in questi giorni il volume di Crainz e Fusaro “Aggiornare la Costituzione”. Scritto a quattro mani da uno storico e da un giurista, il volume è una guida ragionata ai cambiamenti che la riforma propone ai cittadini italiani, chiamati in autunno ad approvarli per via referendaria. La prospettiva storica della riforma aiuta a comprenderne i contenuti giuridici e politici: la seconda parte della Carta fu il frutto di un compromesso post-bellico, “fu fortemente influenzata – sostiene Crainz – dai rischi incombenti, dalle incognite e dalle paure di allora. Tutto questo si aggiungeva all’esperienza ancora bruciante del fascismo”. Che fosse un compromesso non ne facevano mistero nemmeno i costituenti di allora, forse consapevoli che altre generazioni dopo di loro avrebbero avuto la responsabilità di adeguare quelle regole al mutare dei tempi. Una responsabilità, sottolineano Crainz e Fusaro, cui oggi sono chiamati i cittadini che sceglieranno – in modo netto, con un Sì o con un No – tra lo status quo e l’aggiornamento

Sorgente: Come un software da aggiornare. Un libro su Costituzione e riforma – Basta un sì

IL SOSTEGNO PER L’INCLUSIONE ATTIVA (SIA), a cura del Minitero del Lavoro e delle Politiche Sociali, 2016


IL SOSTEGNO PER L’INCLUSIONE ATTIVA (SIA)

Il Sostegno per l’Inclusione Attiva (SIA) è una misura di contrasto alla povertà che prevede l’erogazione di un sussidio economico alle famiglie in condizioni economiche disagiate nelle quali almeno un componente sia minorenne oppure sia presente un figlio disabile o una donna in stato di gravidanza accertata.

Per godere del beneficio, il nucleo familiare del richiedente dovrà aderire ad un progetto personalizzato di attivazione sociale e lavorativa sostenuto da una rete integrata di interventi, individuati dai servizi sociali dei Comuni (coordinati a livello di Ambiti territoriali), in rete con gli altri servizi del territorio (i centri per l’impiego, i servizi sanitari, le scuole) e con i soggetti del terzo settore, le parti sociali e tutta la comunità.

vai al file in formato pdf:

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il Fondo nazionale politiche sociali – FNPS, scheda e decreti di riparto 2005-2015


Il Fondo Nazionale per le Politiche Sociali (FNPS) è un fondo destinato alle Regioni per lo sviluppo della rete integrata di interventi e servizi sociali, come previsto dalla Legge 328/2000. Una quota del Fondo è inoltre attribuita al Ministero del lavoro e delle politiche sociali per gli interventi a carattere nazionale.

Si tratta di un Fondo in cui lo Stato interviene, nel quadro delle proprie competenze costituzionali, distribuendo le quote alle Regioni titolari degli interventi, dopo averne definito il riparto con la Conferenza Unificata (D. lgs. 28 agosto 1997, n. 281 link). Si tratta pertanto di fondi che non finanziano specifiche progettualità – se non marginalmente e solo laddove previsto nell’intesa con le Regioni e le autonomie locali – ma la rete ordinaria di interventi e servizi sociali.

Se tra il 2008 e il 2010  i trasferimenti del Ministero alle Regioni sono stati drasticamente ridotti (se non sostanzialmente azzerati nel 2012), con la legge di stabilità del 2015 si è provveduto a stabilire una dotazione finanziaria annua, strutturale, di 300 milioni a decorrere dal 2015.

vai alla

Sorgente: Fondo nazionale politiche sociali

Decreti di riparto

articolo per spiegare il contenuto del Referendum confermativo sulla RIFORMA COSTITUZIONALE nella maniera più semplice e immediata possibile, a cura di FRA , del sito www.lastessamedaglia.it


Ad Ottobre si andrà a votare per un referendum confermativo sulla riforma costituzionale. La legge in questione è complessa, difficile da districare e piena di argomenti importanti, sui quali però non si ha sempre competenza o capacità di comprensione, specie se si è un po’ indietro con l’educazione civica. D’altronde non siamo tutti costituzionalisti o avvocati, e non siamo sempre in grado di capire le implicazioni immediate e future di una riforma così immensa e, per certi versi, epocale. Per cercare quindi di arginare la confusione e fornire a tutti la possibilità di capire chiaramente la Riforma, ho deciso di scrivere questo articolo per spiegare il contenuto del Referendum nella maniera più semplice e immediata  possibile, in modo che anche un bambino di 4 anni e Salvini possano capire su cosa si va a votare. Cercherò di volta in volta di spiegare i contenuti e le ragioni dietro questa Riforma, e cosa succede se vincerà il “Sì” oppure il “No”. Siccome è molto lunga, ho suddiviso la spiegazione della Riforma in diverse parti a seconda dei temi, così da agevolare la lettura. Non ho la pretesa di illustrare la Riforma nei dettagli, ma mi concentrerò su tutto ciò che ritengo sia essenziale e importante. Tenete bene a mente che si vota con un Sì o con un No a TUTTA la Riforma in blocco, e non si votano le parti singolarmente. Buona lettura!

Continua a leggere su: http://www.lastessamedaglia.it:

Il Referendum di Ottobre, spiegato facile facile

Cooperative sociali: aliquota IVA al 5%, i chiarimenti sulle novità introdotte dalla legge di Stabilità 2016, da QPA


Aliquota Iva al 5% per le cooperative sociali, esenzione per le onlus e Iva ordinaria per le altre cooperative non sociali e non onlus. Sono le misure previste dalla legge di Stabilità 2016 per alcune prestazioni socio-sanitarie, assistenziali ed educative rese dalle cooperative sociali  e dai loro consorzi e affrontate nella circolare n. 31/E firmata dal direttore delle Entrate. Con il documento di prassi, inoltre, l’Agenzia fornisce chiarimenti sulla decorrenza delle nuove disposizioni.
Platea più ampia per l’aliquota ridotta – La nuova aliquota Iva ridotta, pari al 5%, è stata introdotta dalla legge di stabilità 2016 su alcune prestazioni socio-sanitarie, assistenziali ed educative rese dalle cooperative sociali e dai loro consorzi. A godere dell’aliquota ridotta sono le anzidette prestazioni di servizi fornite dalle cooperative sociali disciplinate dalla legge n. 381 del 1991, in relazione alle quali viene esclusa la possibilità di optare per l’esenzione dall’IVA. Infine, rispetto alla precedente normativa, possono beneficiare dell’aliquota ridotta al 5% anche le prestazioni erogate nei confronti di persone migranti, senza fissa dimora, richiedenti asilo, detenuti e donne vittime di tratta a scopo sessuale e lavorativo.
vai alla intera scheda

Sorgente: QPA – Cooperative sociali: aliquota IVA al 5%, i chiarimenti sulle novità introdotte dalla legge di Stabilità 2016

BERTOTTI TERESA con la collaborazione di Giulia Ghezzi (a cura di), Il servizio sociale in Comune, Maggioli editore, 2016, pp. 352


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Il punto sui fondi sociali statali: evoluzione e prospettive per la Lombardia di Laura Pelliccia | LombardiaSociale | 14 maggio 2016


14 maggio 2014

andamento

Il punto sui fondi sociali statali: evoluzione e prospettive per la Lombardia

di

A quanto ammontano gli attuali fondi sociali e come sono cambiati rispetto a qualche anno fa? Su quali fondi potrà contare la Lombardia? Cosa ci si aspetta per il futuro?

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Sorgente: Laura Pelliccia | LombardiaSociale | Page 2

Germania, 17enne afghano ferisce 4 persone sul treno con un’accetta. C’è la rivendicazione dell’Isis – La Stampa 18 luglio 2016


L’incubo di un lupo solitario irretito dal Califfo: «Gridava Allah akbar». nella sua abitazione trovata una bandiera del Califfato. La polizia lo ha ucciso durante la fuga

Terrore su un treno regionale in Germania in viaggio tra Treuchtlingen a Wuerzburg, in Baviera. Un diciassettenne afghano, un rifugiato arrivato in Germania senza i genitori che è stato poi ucciso dalla polizia, ha attaccato i passeggeri con un’accetta ed un lungo coltello. Tre persone sono gravemente ferite e una ha riportato ferite lievi;

Sorgente: Germania, 17enne afghano ferisce 4 persone sul treno con un’accetta. C’è la rivendicazione dell’Isis – La Stampa

Francia, marocchino ferisce donna e le sue tre figlie con il coltello – IlGiornale.it, 19 luglio 2016


In un villaggio vacanze di Lagrand (Garde-Colombe), nelle Hautes-Alpes, un uomo ha aggredito a coltellate quattro donne, una madre di 46 anni e le sue tre figlie, di 8,12 e 14 anni. Prima ha infierito sulle ragazzine, poi è entrato nel bungalow scagliandosi contro la madre. Secondo quanto riferito dal quotidiano La Provence, la più giovane delle vittime dell’aggressione sarebbe in gravi condizioni, ricoverata all’ospedale di Grenoble; le altre tre, lievemente ferite, sono state ricoverate all’ospedale di Gap. Il marito della donna e padre delle tre giovani è illeso. La famiglia è originaria di Nantes.

L’aggressore, un 37enne di origine marocchina, si è dato alla fuga ma dopo un’ora è stato arrestato. Alloggiava in un bungalow vicino a quello occupato dalle donne. L’uomo, descritto come musulmano praticante, ha precedenti per atti violenti che risalgono a una decina di anni fa.

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Sorgente: Francia, marocchino ferisce donna e le sue tre figlie con il coltello – IlGiornale.it

Vanna Iori,  Speciale legge educatori e pedagogisti – Newsletter n° 24 – Luglio 2016


Educatori non ci si improvvisa. Perché la scarsa preparazione produce comportamenti inadeguati e persino deleteri in tutti gli ambiti educativi, sociali e sanitari dove è invece sempre più necessario avvalersi di un alto profilo professionale, perché a queste figure noi affidiamo le persone che ci sono care e spesso in condizioni di fragilità temporanea o permanente. Dunque occorre valorizzare le competenze scientifiche e professionali di educatori e pedagogisti.
È questo l’obiettivo principale della mia proposta di legge 2656 che ho presentato nell’ottobre del 2014. Dopo oltre un anno è stata presentata (nel novembre del 2015) la proposta 3247 a prima firma Binetti sui pedagogisti ed è stata abbinata alla mia, che aveva nel frattempo già iniziato (il 9 luglio del 2015) l’esame in commissione VII (Cultura, scuola, Università, ricerca) e ha continuato ad essere il testo base.
Come relatrice è stata indicata l’on. Santerini. Dal 17 settembre del 2015 al 12 gennaio del 2016 sono state effettuate numerose audizioni. Il 9 febbraio del 2016 si è concluso l’esame ed è stato prodotto il testo inviato ai pareri delle commissioni. Diversi emendamenti hanno modificato in itinere il testo originario e il 7 giugno del 2016 è stato approvato con voto unanime in commissione il testo definitivo, approvato poi in aula alla Camera il 21 giugno del 2016. Il testo è ora al Senato, assegnato alla commissione Cultura e scuola.

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Sorgente: Da Vanna Iori – Newsletter n° 24 – Luglio 2016 | Speciale legge educatori e pedagogisti

cosa è STILE


Stile è riuscire a portare bene un peso assegnato.
Significa reggere tale peso tentando di utilizzare in maniera concentrata tutte le energie disponibili, anche e soprattutto quelle minime.
Stile è quell’obbligo morale che dovremmo imporci per essere all’altezza delle situazioni e delle attese.
Stile è la capacità di comprendere e agire con equilibrio, adattando la propria forza ai compiti che ci aspettano.
Giovano ancora in questo augurio due antiche esortazioni.
Age quod agis, “Fai bene quello che stai facendo”, dicevano i latini.
Ne quid nimis, “Nulla di troppo, senza esagerare”, dicevano i greci e, ancora, ci hanno riportato i latini.
In queste massime ci sembra di trovare un invito alla moderazione ed al controllo più che mai adatti alla situazione del momento.
La consapevolezza dei nostri limiti ci potrebbe aiutare ad accettare e comprendere anche le altrui limitatezze e a rimanere all’interno di un gioco delle regole che è la sola garanzia di sopravvivenza.

Nota: i riferimenti linguistici sullo stile sono tratti dal libro di Vincenzo Guarracino, Antonio Spallino, uomo, amministratore, sportivo, intellettuale, Casagrande editore, Lugano 2013

Il robot domestico Entrerà presto nelle nostre case: pulirà, servirà il caffè e assisterà gli anziani. – La Stampa


 

Il robot domestico
Entrerà presto nelle nostre case: pulirà, servirà il caffè e assisterà gli anziani. Si chiama R1 ed è il robot casalingo ideato dall’Istituto Italiano di tecnologia. Ha braccia allungabili per prendere gli oggetti ed è intelligente. Sa prendere decisioni e risolvere problemi perché dotato di un sistema di Intelligenza Artificiale

Ideato dall’Istituto Italiano di Tecnologia, è pronto per essere messo in produzione.

Sorgente: “Mi presento: sono R1 il primo robot casalingo” – La Stampa

AUTONOMIE LOCALI E SERVIZI SOCIALI, rivista del Mulino editore: la CLASSIFICAZIONE DELLE SCHEDE ORIENTATIVE E DI DOCUMENTAZIONE, 1977-2010


Autonomie locali e servizi sociali
Prospetto riassuntivo della classificazione 
delle schede orientative (in corsivo) e di documentazione (in tondo) pubblicate

I (1977/78), II (1979), III (1980), IV(1981), V (1982), VI (1983), VII (1984), VIII (1985), IX (1986), X (1987), XI (1988), XII (1989),
XIII (1990), XIV (1991), XV (1992), XVI (1993), XVII (1994), XVIII (1995), XIX (1996), XX (1997), XXI (1998), XXII (1999),
XXIII (2000), XXIV (2001), XXV (2002), XXVI (2003), XXVII (2004), XXVIII (2005) , XXIX (2006), XXX (2007), XXXI (2008), XXXII (2009), XXXIII (2010)

  1. Quadro politico-istituzionale

Le voci della prima sezione consentono di classificare normative e linee di orientamento relative al quadro istituzionale su cui si fonda la politica locale dei servizi. Ciò tenendo conto sia dei diversi livelli di competenza istituzionale (nazionale, regionale, locale) sia i diversi ambiti di intervento (sanitario, assistenziale, ecc.).

1.0.0. Politica delle autonomie locali

1.0.1. Autonomie locali: indirizzi legislativi e orientamenti a livello nazionale
1.0.2. Autonomie locali: indirizzi legislativi e orientamenti a livello regionale
1.0.3. Autonomie locali: indirizzi politici e orientamenti a livello locale

1.1.0. Rapporti Europa-Stato-Regione

1.1.1. La legge finanziaria regionale
1.1.2. Decreti del gennaio 1972
1.1.3. Decreti del luglio 1977
1.1.6. Piani socio-sanitari nazionali e progetti-obiettivo di livello nazionale
1.1.7. Relazioni annuali nazionali sullo stato sanitario del paese
1.1.8. Indagini “ad hoc” di livello nazionale sulle condizioni di salute della popolazione

1.2.0. Rapporti Regioni-Enti locali

1.2.1. Deleghe regionali agli Enti locali
1.2.2. Piani regionali
1.2.4. Relazioni annuali regionali sullo stato di salute della popolazione
1.2.5. Indagini “ad hoc” di livello regionale sulle condizioni di salute della popolazione
1.2.6. Relazioni annuali socio-assistenziali di livello regionale

1.3.0. Nuove forme di governo locale

1.3.1. Decentramento amministrativo
1.3.2. Consorzi socio-sanitari e Unità locali
1.3.3. Comprensori
1.3.4. Comunità Montane
1.3.5. Distretti scolastici
1.3.6. Consorzi intercomunali per i servizi socio-assistenziali

1.4.0. Politica sanitaria

1.4.1. Progetti di riforma sanitaria
1.4.2. Riforma sanitaria
1.4.3. Riforma psichiatrica
1.4.4. Tutela sociale della maternità e interruzione volontaria della gravidanza

1.5.0. Politica assistenziale

1.5.1. Progetti di riforma assistenziale
1.5.2. Soppressione degli Enti assistenziali
1.5.3. Riordino delle funzioni assistenziali

1.6.0. Politica culturale

1.7.0. Politica socio-giudiziaria

1.7.1. Riforma del diritto di famiglia
1.7.2. Riforma penitenziaria
1.7.3. Prevenzione delle tossicodipendenze
1.7.4. Devianza minorile
1.7.5. Disadattamento sociale

1.8.0. Politica del territorio

1.8.1. Politica urbanistica
1.8.2. Ecologia, lotta all’inquinamento
1.8.3. Protezione civile

1.9.0. Politica scolastica

1.9.5. Politiche del lavoro

  1. Obiettivi generali e metodologia della politica sociali e dei servizi

La seconda sezione consente di classificare contributi teorico-orientativi sugli obiettivi (lotta alla emarginazione, prevenzione, eliminazione delle diseguaglianze, ecc.) e alle modalità (globalità, unitarietà, partecipazione, informazione, programmazione) che dovrebbero caratterizzare gli interventi.

2.0.0. Dai bisogni ai servizi sociali

2.0.1. La qualità dei servizi
2.0.2. Accessibilità ai servizi
2.0.3. Educazione socio-sanitaria
2.0.5. Servizi sociali nella politica locale

2.1.0. Prevenzione

2.2.0. Eliminazione delle diseguaglianze e lotta alla emarginazione

2.3.0. Globalità e unitarietà

2.3.0.2 Lavoro di rete

2.4.0. Partecipazione

2.5.0. Informazione

2.6.0. Pianificazione

2.6.1. Economia sanitaria

2.7.0. Tecnologie e servizi

2.7.2. Problemi organizzativi

2.8.0. Volontariato

2.8.1. Problemi organizzativi

2.9.0. Ricerca finalizzata

2.9.1. Centri di ricerca e formazione

  1. Organizzazione locale dei servizi

La terza sezione consente di classificare materiali di orientamento e documentazione relativi all’assetto organizzativo dei servizi locali. La classificazione risente della impostazione culturale degli anni in cui è stata fondata la rivista che vedeva l’U.L. come strumento fondamentale per la gestione coordinata di tutti i servizi territoriali (impostazione fatta propria dalla legge n. 833/78). A seguito delle profonde modificazioni introdotte dalla legislazione sugli Enti locali e sulla sanità, è ora necessario modificare l’articolazione della classificazione restituendo un ruolo centrale soprattutto ai comuni.

3.0.0. Aspetti istituzionali di governo e di indirizzo dell’UL e degli enti locali

3.0.1. Statuti e regolamenti dell’UL e degli Enti locali
3.0.2. Documenti programmatici dell’UL e deglki Enti locali

3.1.0. Rapporti dell’UL e degli Enti locali con altri livelli di governo

3.1.1. Rapporti dell’UL e degli Enti locali con la Regione
3.1.2. Rapporti dell’UL con gli organi subregionali
3.1.3. Rapporti dell’UL con gli Enti locali
3.1.4. Rapporti dell’UL con gli altri Enti

3.2.0. Aspetti organizzativi generali dell’UL

3.2.1. Organigrammi e piante organiche dell’UL
3.2.2. Organi di coordinamento e propulsione politico-tecnica dell’UL
3.2.3. Organi di partecipazione e controllo democratico dell’UL
3.2.4. Programmazione locale e piani di zona
3.2.5. Programmi annuali dell’UL
3.2.6. Bilanci dell’UL
3.2.7. Sistema informativo locale
3.2.7.4 Strumenti informativi
3.2.7.5. Indicatori
3.2.7.6. Diagnosis Related Groups
3.2.8. Relazioni annuali di livello locale sullo stato di salute della popolazione
3.2.9. Ricerca sociale e valutazione nei servizi
3.2.9.3. Indagini “ad hoc” di livello locale

3.3.0. Articolazione sul territorio dell’UL

3.3.1. Distretti di base
3.3.2. Aree elementari 
3.3.3. Altre articolazioni territoriali

3.4.1. Nuove forme di gestione nei servizi: istituzioni, aziende speciali, consorzi

3.4.2. Unioni, fusioni e gestioni associate a livello comunale

3.5.0. Terzo settore

3.6.0. Cooperative di servizi

3.7.0. Pubblico e privato

3.8.0. Aziende di servizio alla persona (ex Ipab)

  1. Contenuti della politica locale

La quarta sezione consente di classificare linee di indirizzo ed esperienze sulla base delle fasce d’utenza e delle problematiche a cui ci si rivolge.

4.0.0. Interventi per la tutela e la promozione della salute rivolti a tutta la popolazione

4.0.1. Ospedali
4.0.1.2. Day Hospital
4.0.2. Case albergo
4.0.3. Servizi di igiene pubblica
4.0.4. Presidi di prevenzione
4.0.4.1. Presidi multizonali
4.0.4.2. Laboratori di analisi
4.0.5. Assistenza zooiatrica e igiene zootecnica
4.0.6. Interventi per la prevenzione e cura dell’AIDS
4.0.7. Servizi culturali
4.0.7.1. Biblioteche, archivi e sistemi bibliotecari
4.0.7.2. Beni e attività culturali
4.0.7.3. Promozione culturale ed educativa
4.0.7.4. Mass media e informazione
4.0.7.5. Centri culturali
4.0.7.6. Osservatori culturali
4.0.8. Centri di servizi
4.0.8.1. Centri di servizi polivalenti
4.0.8.2. Poliambulatori
4.0.8.3. Consultori familiari
4.0.8.7. Centri sportivi
4.0.9. Servizi di base
4.0.9.1. Assistenza domiciliare
4.0.9.2. Servizi di orientamento e primo intervento
4.0.9.3. Servizio di assistenza sociale
4.0.9.5. Servizi alle persone con applicazioni tecnologiche

4.1.0. Interventi per la tutela e la promozione della salute rivolti alla maternità, infanzia ed età evolutiva. Progetto-obiettivo materno-infantile

4.1.2. Interventi per l’età infantile e pre-adolescenziale
4.1.3. Asili nido
4.1.4. Scuole dell’infanzia
4.1.6. Interventi extra-scolastici per l’area ragazzi
4.1.7. Interventi per l’età adolescenziale e giovanile

4.2.0. Interventi per la tutela e la promozione della salute rivolti all’età lavorativa. Progetto-obiettivo per la tutela della salute dei lavoratori in ambiente di lavoro

4.2.1. Medicina del lavoro

4.3.0. Interventi per la tutela e la promozione della salute rivolti all’età involutiva. Progetto-obiettivo per la tutela della salute degli anziani

4.4.0. Interventi in vista dell’autosufficienza economica

4.4.1. Minimo vitale
4.4.2. Facilitazioni e interventi migliorativi per l’alloggio
4.4.3. Inserimento lavorativo

4.5.0. Interventi per la lotta all’emarginazione e alla istituzionalizzazione

4.5.1. Adozioni
4.5.2. Affidi
4.5.3. Gruppi appartamento
4.5.4. Interventi a favore dei tossicodipendenti
4.5.5. Servizi per il disadattamento sociale
4.5.7. Salute mentale
4.5.8. Inserimento handicappati
4.5.8.1. Inserimento degli handicappati nella scuola
4.5.8.2. Inserimento degli handicappati nel lavoro
4.5.8.3. Servizi riabilitativi per handicappati
4.5.9. Interventi a favore delle etnie
4.5.9.1. Interventi a favore degli immigrati stranieri
4.5.9.2. Interventi a favore dei nomadi

4.6.0. Iniziative di coinvolgimento della realtà locale

4.6.1. Attività promozionali sui problemi della comunità
4.6.1.1. Responsabilità sociale dell’impresa
4.6.2. Animazione socio-culturale
4.6.3. Politiche dell’ambiente
4.6.4. Protezione dalle calamità e interventi di emergenza
4.6.5. Difensore civico
4.6.6. Iniziative in difesa dei diritti degli utenti e dei malati
4.6.7. Tutela dei diritti dei cittadini
4.6.8. Politiche del tempo
4.6.8.1. Città e tempo
4.6.9. Politiche di genere
4.6.9.1. Pari opportunità

4.7.0 Politiche abitative

4.8.0 Enti locali e cooperazione internazionale

 

  1. Operatori della politica locale

La quinta sezione consente di classificare i materiali che riguardano il problema chiave della organizzazione dei servizi sociali (ampiamente intesi), cioè la risorsa umana; ciò tenendo presente sia l’articolarsi delle funzioni delle diverse figure professionali sia gli interventi di formazione di base e di aggiornamento che devono sostenere queste funzioni.

5.0.0. Aspetti normativi inerenti agli operatori

5.1.0. Operatori: figure e funzioni

5.2.0. Formazione professionale degli operatori

5.3.0. Formazione permanente degli operatori

Turchia – La democrazia islamista, supportata dal voto popolare, si sta trasformando in un’autarchia nazionalista e fondamentalista, al cui comando non c’è un presidente ma un “Sultano” il cui potere va oltre quello, pur ampio, concessogli dalla Costituzione | Umberto De Giovannangeli in l’Unità TV


La democrazia islamista, supportata dal voto popolare, si sta trasformando in un’autarchia nazionalista e fondamentalista, al cui comando non c’è un presidente ma un “Sultano” il cui potere va oltre quello, pur ampio, concessogli dalla Costituzione. Mai nella storia, pur segnata da quattro colpi di Stato militari, un uomo ha avuto nelle sue mani il potere che oggi Erdogan invoca. Neanche Ataturk, il padre della Turchia moderna, il generale che aveva in testa l’idea di un Paese pluralista, in politica come nel campo religioso.

Erdogan rispolvera i disegni di grandezza neo ottomani, sfida quell’Europa che pure lo ha riempito di miliardi, senza porgli alcun freno interno, perché divenisse il “Gendarme” delle frontiere esterne. Ed ora che i rapporti con l’America sono tornati ai ferri corti, ecco il “Sultano” tornare a guardare ad Est e riavvicinarsi all’ex nemico russo, Vladimir Putin.

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Sorgente: Turchia – Il pianto di Erdogan, sono lacrime di coccodrillo | l’Unità TV

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