MAPPE nelle POLITICHE SOCIALI e nei SERVIZI

Legge sul Dopo di noi: la Guida del Consiglio nazionale del notariato, 18 maggio 2017


Il documento è stato realizzato dal Consiglio Nazionale del Notariato con 13 Associazioni dei Consumatori. L’obiettivo è quello di spiegare in maniera semplice  gli strumenti messi a disposizione dal legislatore a tutela delle fragilità sociali, a partire dalla recente legge sul Dopo di noi, all’amministratore di sostegno, all’inabilitazione e interdizione nonché alla sostituzione fedecommissaria. LA GUIDA

Stefano Ceccanti, Guida alla lettura della proposta di riforma elettorale, 18 maggio 2017


stefanoceccanti

di Stefano Ceccanti

  1. Premessa di metodo

Le proposte di riforma per le leggi di Camera e Senato non sono di facile lettura perché tecnicamente sono impostate come modifiche dei Testi Unici vigenti per cui bisognerebbe avere la pazienza di verificare come e dove li modificano.

  1. Cosa dice il testo

L’articolo 1 è quello che modifica la legge Camera.

Si interviene su 606 seggi e si dividono in due quote: una da 303 collegi uninominali e l’altra di 303 da eleggere su lista. I seggi della Camera sono 630 ma gli altri 24 restano intatti come sono: 12 per gli italiani all’Estero come dal 2006 (circoscrizioni e voto di preferenza), 11 al Trentino Alto Adige come dall’Italicum (collegi uninominali e recupero proporzionale), 1 alla Val d’Aosta (da sempre collegio uninominale).

C’è un’unica scheda e un unico voto. Questo voto vale sia per un candidato uninominale sia per un listino bloccato corto…

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Indice Completo

1. IL LAVORO ACCESSORIO
1.1 BREVE STORIA NORMATIVA
1.2 DISCIPLINA IN VIGORE SINO AL 31/12/2017 E RIMBORSO DEI BUONI INUTILIZZATI
– Disciplina vigente
– Valore nominale
– Rimborso voucher
– Particolarità del lavoro accessorio
2. GLI STRUMENTI ALTERNATIVI AL VOUCHER
2.1 IL LAVORO AUTONOMO OCCASIONALE EX ART. 2222 CC
– Lavoro autonomo occasionale/lavoro autonomo esercitato abitualmente
– Lavoro autonomo occasionale/lavoro subordinato
– Lavoro autonomo occasionale/collaborazione coordinata e continuativa
– Trattamento Fiscale lavoro occasionale
– Trattamento previdenziale
– Quale aliquota INPS applicare?
– Adempimento annuale
– Le collaborazione dei familiari
2.2 IL LAVORO INTERMITTENTE
– Breve storia normativa
– L’attuale disciplina normativa
– Quando utilizzare gli intermittenti?
– Quando NON utilizzare i lavoratori intermittenti
– Il contratto
– Adempimenti e limiti di utilizzo
– Retribuzione ed indennità di disponibilità
– Naspi e Indennità di Mobilità
2.3 I CO.CO.CO.: UNA FORMA SOLO APPARENTEMENTE DEREGOLATA
– Evoluzione normativa della parasubordinazione ante 2015
– Jobs Act , Co.Co.Co. e Co.Co.Pro. – La rinascita delle co.co.co. ex art. 409 c.p.c.
– Adempimenti preliminari e forma contrattuale
– La disoccupazione dei co.co.co.
– I limiti all’uso dei co.co.co: la determinazione automatica della disciplina del lavoro subordinato ex art. 2 D.Lgs.n. 81/2015
– Le deroghe all’applicazione automatica del lavoro subordinato
– Il nuovo Jobs Act degli autonomi e i co.co.co.
– Valutazioni di costo e fattori di rischio
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LA REDAZIONE DEGLI ATTI AMMINISTRATIVI DEL COMUNE. Principi e tecniche. Con 200 modelli di atti personalizzabili costantemente aggiornati on line fino al 31 dicembre 2017, di Tiziano Tessaro, Maggioli editore, 2017


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› D.Lgs. 97/2016 (Riforma trasparenza)
› D.Lgs. 179/2016 (Riforma CAD)
› Legge 18 aprile 2017, n. 48 (Sicurezza urbana)

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La digitalizzazione dell’azione amministrativa e la sfida del nuovo Cad, l’armonizzazione contabile e il nuovo Codice dei contratti pubblici, la disciplina innovativa della trasparenza e la nuova normativa in tema di sicurezza urbana hanno profondamente ridisegnato il quadro di cui deve tener conto chi è impegnato nella redazione di un atto amministrativo.

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Parte Prima
LA TEORIA DEGLI ATTI E DEL PROCEDIMENTO AMMINISTRATIVO
Capitolo I – GLI ATTI AMMINISTRATIVI
1. Definizione di atto amministrativo
2. Gli elementi essenziali degli atti amministrativi
2.1. Il soggetto agente
2.2. L’oggetto
2.3. Il contenuto
2.4. La forma
2.5. La volontà
2.6. Il fine tipico cui l’atto è rivolto
3. Gli elementi accidentali
4. Classificazione degli atti amministrativi
4.1. In base al soggetto
4.1.1. Gli atti collegiali
4.1.2. Atto semplice e atto composto
4.1.3. Atti del Comune, della Provincia, ecc.
4.1.4. Secondo l’organo agente: il concetto di competenza
4.2. Secondo la volontà
4.2.1. Provvedimenti e meri atti
4.2.2. Discrezionalità amministrativa e discrezionalità tecnica
4.3. In base al contenuto
4.4. In base all’oggetto
4.5. In base alla forma
4.6. In base alla funzione
4.7. In base agli elementi accidentali
Capitolo II – I VIZI DEGLI ATTI AMMINISTRATIVI
1. Patologia degli atti amministrativi
2. Una prima classificazione: nullità, illegittimità, inefficacia
2.1. La nullità e l’inesistenza
2.1.1. Le conseguenze della nullità
2.2. La classificazione dei vizi di legittimità
2.2.1. L’incompetenza relativa
2.2.2. L’eccesso di potere
2.2.3. La violazione di legge
2.2.4. Le conseguenze dell’illegittimità
2.2.5. L’irregolarità
2.3. L’inefficacia
2.3.1. Le conseguenze dell’inefficacia
3. La seconda classificazione: i vizi con riguardo agli elementi essenziali
3.1. Casi di nullità
3.1.1. Con riguardo al soggetto
3.1.2. Con riguardo all’oggetto
3.1.3. Con riguardo alla forma
3.1.4. Con riguardo alla volontà
3.1.5. Con riguardo al contenuto
3.1.6. Con riguardo alla finalità
3.2. Casi di illegittimità
4. Una terza classificazione: i vizi di legittimità e i vizi di merito
Capitolo III – I RIMEDI AI VIZI DELL’ATTO AMMINISTRATIVO
1. Il concetto di autotutela
2. La distinzione tra gli atti di autotutela
2.1. La caducazione dell’atto
2.1.1. L’annullamento
2.1.1.1. In generale
2.1.1.2. Presupposti dell’annullamento d’ufficio
2.1.1.3. … e sua distinzione dalle altre tipologie di annullamento
2.1.1.4. L’annullamento in sede di controllo, l’annullamento su ricorso e l’annullamento governativo
2.1.1.5. Breve riepilogo
2.1.2. La revoca
2.1.3. La sospensione
2.1.4. La rimozione
2.1.5. Il mero ritiro (o ritiro in senso stretto)
2.1.6. La rettifica
2.2. La conservazione dell’atto
2.2.1. La sanatoria in senso stretto
2.2.2. La convalida
2.2.3. La conferma
2.2.4. La conversione
2.2.5. La sanatoria per raggiungimento dello scopo
Capitolo IV – IL PROCEDIMENTO AMMINISTRATIVO
1. Definizione
2. Elementi essenziali
2.1. La fase preparatoria
2.1.1. L’iniziativa
2.1.2. Procedimenti a istanza di parte
2.1.3. Procedimenti d’ufficio
2.1.4. L’avvio, il termine del procedimento e la comunicazione del responsabile
2.1.4.1. L’avvio del procedimento
2.1.4.1.1. Le conseguenze
2.1.4.1.2. Il preavviso di rigetto
2.1.4.2. L’indicazione del termine
2.1.4.3. L’eventuale proroga del termine. Casi e limiti
2.1.5. L’istruttoria
2.1.5.1. Scopi e principi generali dell’istruttoria amministrativa nella dottrina amministrativistica
2.1.5.2. L’articolazione della fase istruttoria in generale
2.1.5.3. L’acquisizione di atti istruttori
2.1.5.4. Gli obblighi istruttori del responsabile del procedimento
2.1.5.5. La valutazione di memorie e documenti e la stipula di accordi
2.1.5.5.1. La previsione dell’art. 17-bis della legge 241/1990
2.2. La fase costitutiva
2.2.1. Procedimenti monocratici e collegiali
2.3. La fase integrativa dell’efficacia
2.3.1. L’immediata efficacia
2.3.2. La pubblicazione
2.3.3. Il rispetto delle disposizioni del d.lgs. 196/2003
2.3.4. La notificazione
2.3.5. Il controllo e le sue residue forme
3. Classificazione
3.1. Il procedimento deliberativo in generale
3.2. La fase preparatoria
3.2.1. La fase dell’iniziativa: la convocazione
3.2.2. La fase istruttoria
3.3. La fase costitutiva
3.3.1. La fase dell’adunanza. Il quorum strutturale
3.3.2. La fase della votazione. Il quorum funzionale
3.4. La fase integrativa dell’efficacia
3.4.1. Le condizioni perché l’atto divenga efficace
Capitolo V – I VIZI DEL PROCEDIMENTO AMMINISTRATIVO
1. La patologia del procedimento amministrativo
1.1. Vizi inerenti alla fase preparatoria
1.1.1. I vizi degli atti presupposti
1.1.2. L’omissione della comunicazione di avvio e del preavviso di rigetto
1.1.2.1. L’omissione dell’indicazione del responsabile del procedimento
1.1.2.2. L’inosservanza del termine per la conclusione del procedimento
1.2. Vizi inerenti alla fase costitutiva
1.3. Vizi inerenti alla fase integrativa dell’efficacia
1.4. La sanatoria dei vizi del procedimento
2. L’inammissibilità e l’improcedibilità: le delibere dell’Ente locale e il rapporto con il Documento unico di programmazione
2.1. Profili soggettivi
2.2. Fattispecie concrete di inammissibilità e improcedibilità
Capitolo VI – LA DOCUMENTAZIONE AMMINISTRATIVA. ORIGINALI, COPIE, DOCUMENTO INFORMATICO, ANALOGICO
1. Premessa
1.1 Il concetto di documento amministrativo
1.2 L’originale e la copia del documento analogico
1.3 L’originale del documento informatico
1.4 La formazione dei documenti
1.5 La copia del documento informatico

Parte Seconda
LE CARATTERISTICHE GENERALI DEGLI ATTI COMUNALI
Capitolo I – LA DELIBERA, L’ORDINANZA, IL DECRETO, LA DETERMINAZIONE IN GENERALE
1. La delibera, l’ordinanza, il decreto, la determinazione come atto e come procedimento
1.1. Premessa
2. Come atti amministrativi
2.1. Sotto il profilo del soggetto
2.1.1. Organo agente
2.1.2. Atti collegiali e atti monocratici
2.2. Sotto il profilo dell’oggetto
2.3. Sotto il profilo della forma
2.3.1. Gli elementi formali necessari di ciascun atto del Comune
2.4. Sotto il profilo del contenuto
2.5. Sotto il profilo della volontà
2.6. Sotto il profilo del fine tipico cui l’atto è rivolto
2.7. L’ammissibilità di clausole accidentali
Capitolo II – PROFILI PATOLOGICI E PROCEDIMENTALI DEGLI ATTI DEL COMUNE
1. I vizi delle deliberazioni comunali, delle ordinanze, delle determinazioni
2. I rimedi ai vizi
2.1. I rimedi ai vizi delle deliberazioni comunali
2.2. I rimedi ai vizi delle ordinanze, dei decreti e delle determinazioni
3. Le deliberazioni, i decreti, le ordinanze, le determinazioni come procedimento amministrativo
4. Riepilogo degli elementi formali attraverso i quali si estrinsecano i provvedimenti comunali

Parte Terza
GLI ATTI DEGLI ORGANI COLLEGIALI DEL COMUNE
Capitolo I – LA DISAMINA DEI SINGOLI ELEMENTI FORMALI DELLE DELIBERAZIONI
1. Oggetto dell’analisi
2. Gli elementi formali attraverso i quali si estrinseca il contenuto necessario della deliberazione
3. Il collegamento con gli elementi dell’atto amministrativo e le fasi del procedimento
4. Avvertenze generali per lo studio e la redazione di un atto amministrativo deliberativo
Capitolo II – L’INTESTAZIONE
1. Gli elementi che rilevano per l’intestazione
2. Il concetto di competenza
3. Il riparto di competenze in generale
3.1. Il primo principio: la separazione tra indirizzo e gestione
3.2. Le caratteristiche degli atti di indirizzo e degli atti di gestione
3.3. Il secondo principio: l’autonomia normativa comunale in tema di competenze degli organi
3.4. Lo Statuto
3.4.1. In generale
3.4.2. … e nello specifico. La previsione del testo unico degli Enti locali
3.4.3. I contenuti dello Statuto dopo la riforma costituzionale e la legge 131/2003
3.4.3.1. Dopo la revisione costituzionale
3.4.3.2. Dopo la legge 131/2003
3.4.3.3. La collocazione nel sistema delle fonti dello Statuto. La tesi della sua natura
regolamentare e il principio di gerarchia delle fonti
3.4.3.4. La tesi della natura subprimaria o atipica dello Statuto. Il principio di competenza e la c.d. riserva di Statuto
3.4.3.5. La tesi intermedia
3.4.3.6. L’interpretazione della Corte costituzionale
3.5. I regolamenti comunali
4. Il riparto di competenza in particolare. La competenza del Consiglio
4.1. Premessa. La fonte. La competenza in base all’art. 42 del testo unico
4.2. Caratteristiche generali
4.3. Individuazione
4.3.1. Gli atti fondamentali
4.3.1.1. Atti che sono manifestazione di volontà
4.3.1.2. Atti che sono manifestazione di scienza o di giudizio
4.3.1.3. Atti di indirizzo
4.3.2. La surrogazione della competenza esclusiva del Consiglio
4.3.3. Altre competenze del Consiglio previste dall’ordinamento
5. La competenza della Giunta
5.1. Premessa. La fonte
5.2. Caratteristiche
5.3. Individuazione
5.3.1. Competenza propria
5.3.2. In particolare: le competenze di programmazione intermedia
5.3.3. Altre competenze
5.3.4. Tassative competenze gestionali
5.3.5. La competenza surrogatoria
5.3.6. L’eccezione: le variazioni di bilancio attribuite dal d.lgs. 118/2011 specificamente alla competenza dirigenziale
6. La competenza dei dirigenti
6.1. Premessa. La fonte
6.2. Caratteristiche
7. Casi di confine
7.1. Premessa
7.2. Le materie a competenza ripartita tra Consiglio e Giunta. Rassegna di casi
7.2.1. In tema di opere pubbliche
7.2.1.1. L’approvazione dei progetti esecutivi. La regola
7.2.2. I piani di lottizzazione
7.2.3. La materia tariffaria
7.2.4. Gli altri casi dubbi
7.2.4.1. In tema di concessioni
7.2.4.2. In tema di commercio
7.2.4.3. In tema di beni immobili
7.3. Tra Consiglio e dirigenti
7.3.1. L’assunzione di mutui
7.3.2. Indennità dei Consiglieri e della Giunta
7.3.3. La potestà regolamentare e in materia di piante organiche
7.4. Tra Giunta e dirigenti
7.4.1. L’approvazione delle perizie
7.4.2. Nomina delle commissioni di concorso
7.4.3. Competenze di controllo
7.4.4. Erogazione di contributi
7.4.5. Altre competenze dei dirigenti
7.5. La problematica distinzione tra atti di governo e atti di gestione
7.5.1. Individuazione delle fattispecie critiche
7.5.1.1. Fattispecie demandate dal legislatore necessariamente alla revisione statutaria
7.5.1.2. Altre fattispecie da sottoporre alla revisione statutaria
7.5.2. Il passaggio di competenze gestionali dagli organi politici ai dirigenti e l’art. 107, comma 5
7.5.2.1. Il meccanismo per il passaggio di competenze: automatico o lasciato alla mediazione statutaria?
7.5.2.2. … e la pretesa natura gestionale degli atti
7.5.2.3. Conseguenze operative: la formulazione del dispositivo rinvio
8. Caratteristiche riassuntive delle competenze degli organi comunali
9. La legittimazione
10. L’oggetto
Capitolo III – IL PREAMBOLO
1. Contenuto del preambolo
2. La fase dell’iniziativa nel procedimento deliberativo: la proposta di deliberazione
2.1. Il concetto di proposta
2.1.1. L’organo deputato a esprimere la proposta
2.1.2. Le conseguenze in caso di assenza della proposta
2.1.3. Le eccezioni al principio: ovvero la possibile assenza della proposta
2.2. La fase istruttoria
2.2.1. I presupposti di fatto
2.2.2. Gli atti della fase istruttoria e la loro distinzione
2.3. Il parere
2.3.1. Il concetto di parere
2.3.2. La distinzione tra i pareri
2.3.3. I pareri obbligatori previsti dall’art. 49 t.u.
2.3.4. Individuazione dei pareri obbligatori ex art. 49 t.u. da esprimere sulla proposta di deliberazione
2.3.4.1. Il parere di regolarità tecnica
2.3.4.2. Il parere di regolarità contabile
2.3.5. L’organo deputato a esprimere il parere tecnico e contabile
2.3.5.1. L’espressione del parere tecnico e contabile in assenza di funzionari
2.3.6. Il termine per rendere i pareri
2.3.7. Il parere favorevole
2.3.8. Il parere non favorevole
2.3.9. L’assenza dei pareri
2.3.9.1. L’impossibilità di procedere in caso di mancanza a una loro sanatoria
2.3.10. La forma del parere
2.3.11. Il parere dell’organo di revisione
2.3.11.1. Le fattispecie in cui deve essere espresso il parere dell’organo di revisione
2.3.11.2. Il parere sul bilancio di previsione e le relative variazioni in particolare
2.3.12. I pareri facoltativi
Capitolo IV – LA MOTIVAZIONE
1. La definizione di motivazione
1.1. Oggetto
1.2. La motivazione dell’atto deliberativo come elemento essenziale e la sua distinzione dalle dichiarazioni di voto e dall’elemento volitivo
1.3. Il contenuto della motivazione
1.3.1. Motivazione e giustificazione
1.3.2. I presupposti di fatto
1.3.3. Le ragioni giuridiche
1.3.4. Le risultanze dell’istruttoria
1.4. L’ammissibilità della motivazione per relationem
1.4.1. La disponibilità dell’atto richiamato
1.5. La motivazione dei provvedimenti contenenti dati sensibili
Capitolo V – L’ELEMENTO VOLITIVO
1. Oggetto e definizione
1.1. Convocazione, quorum costitutivo e decadenza
2. La fase della convocazione
2.1. I soggetti deputati alla convocazione
2.2. Modalità di convocazione
2.3. Termini per il recapito degli avvisi di convocazione ed elenco degli oggetti da trattare
2.3.1. La convocazione ordinaria
2.3.2. La convocazione d’urgenza
2.4. Lo scopo dell’istituto della convocazione e la sanatoria dei vizi relativi
2.5. La pubblicazione degli argomenti all’Albo dell’Ente
3. La fase dell’adunanza
3.1. Il quorum strutturale in prima convocazione
3.2. Il quorum strutturale in seconda convocazione
3.3. Sedute segrete e pubbliche
3.4. Svolgimento dei lavori
3.5. La votazione
3.6. La votazione palese
3.7. L’obbligo dell’astensione
3.7.1. La votazione segreta
3.7.2. Il computo dei votanti e l’indicazione dei presenti, dei votanti, dei favorevoli, astenuti, contrari
3.7.2.1. La diversità di regole tra le votazioni segrete e quelle palesi
3.7.3. La proclamazione dei risultati
3.8. La disciplina delle sedute della Giunta comunale
Capitolo VI – LA PARTE DISPOSITIVA
1. In generale
1.1. Individuazione della casistica
1.2. Casi di delibere costituenti mero atto di indirizzo
1.2.1. Indicazioni di casi
1.3. Equiparazione con le delibere costituenti manifestazioni di giudizio
1.3.1. Indicazioni di casi
1.4. Casi in cui la delibera non è mero atto di indirizzo, ma non comporta riflessi diretti o indiretti sulla situazione economico-finanziaria o sul patrimonio dell’Ente
1.5. Casi di delibere che comportino riflessi diretti o indiretti sulla situazione economico-finanziaria o sul patrimonio dell’Ente. Indicazioni di casi
1.5.1. Le ipotesi di “riflessi indiretti”
1.5.2. Le ipotesi di “riflessi diretti”. I casi di assunzione di impegno di spesa mediante delibere
1.6. I casi eccezionali di impegni assunti dalla Giunta e dal Consiglio
1.6.1. Elencazione dei casi di competenza gestionale del Consiglio
1.6.2. Elencazione dei casi di competenza gestionale della Giunta
1.6.3. Conseguenze operative. La formulazione del dispositivo in concreto
1.6.3.1. Le conseguenze dovute al nuovo visto previsto dall’art. 183, comma 8, del d.lgs. 267/2000 introdotto dal d.lgs. 126/2014
1.6.4. L’indicazione obbligatoria della spesa da impegnare
1.6.5. Il concetto generale di impegno. Rinvio
2. Il dispositivo delle deliberazioni che contengono dati sensibili
Capitolo VII – LA NUMERAZIONE E SOTTOSCRIZIONE DELLA DELIBERAZIONE E LA FASE INTEGRATIVA DELL’EFFICACIA
1. La numerazione e sottoscrizione delle deliberazioni
1.1. La sottoscrizione come elemento essenziale dell’atto scritto
1.2. Le tipologie di firme
1.3. Le fonti normative relative alla c.d. firma digitale
1.4. Gli effetti della firma
1.4.1. Gli effetti della sottoscrizione con firma elettronica avanzata qualificata o digitale
1.4.2. Gli effetti della sottoscrizione con firma elettronica qualificata
2. La fase integrativa dell’efficacia
2.1. La pubblicazione
2.1.1. Scopi della pubblicazione
2.1.2. I soggetti deputati alla pubblicazione delle deliberazioni
2.1.2.1. Pubblicazione ed esecutività delle delibere
2.1.3. Rapporti con il principio della pubblicità previsto dal d.lgs. 33/2013
2.2. La fase del controllo
2.2.1. Il controllo eventuale
2.2.1.1. Il controllo a istanza dei Consiglieri
2.2.1.2. Il controllo a istanza del Prefetto
2.3. Le delibere non sottoposte a controllo
2.4. L’immediata eseguibilità
Capitolo VIII – IL VERBALE DELLA DELIBERAZIONE
1. Redazione e contenuto del verbale
1.1. La nozione e la funzione di verbale
1.2. L’efficacia probatoria
1.3. Natura giuridica
1.3.1. Conseguenze pratiche della distinzione
1.3.1.1. Sotto il profilo del contenuto: l’autonomia del verbale rispetto alla deliberazione
1.3.1.2. Sotto il profilo della classificazione degli atti amministrativi
1.3.1.3. Sotto il profilo soggettivo: la competenza a redigere il verbale
1.3.1.4. Sotto il profilo della rettificabilità
1.4. Principi regolanti la redazione del verbale
1.4.1. Il momento della verbalizzazione
1.4.2. Il brogliaccio
1.4.3. Il contenuto necessario del verbale: la completezza
1.4.4. La sottoscrizione del verbale
1.4.5. L’originale e le copie
1.4.6. L’interpretazione del verbale
1.4.7. Considerazioni finali. Riepilogo sintetico degli elementi che dovranno essere inseriti nel verbale

Parte Quarta
GLI ATTI DEGLI ORGANI MONOCRATICI DEL COMUNE
Capitolo I – LE ORDINANZE DEL SINDACO E DEI DIRIGENTI: IN GENERALE
1. Le ordinanze del Sindaco e dei dirigenti: loro definizione e distinzione
2. Le ordinanze come atto amministrativo
2.1. Elementi accidentali
2.1.1. Il termine nell’ordinanza contingibile e urgente
3. Il procedimento per l’emanazione di un’ordinanza come procedimento amministrativo
3.1. La fase preparatoria
3.1.1. La fase dell’iniziativa
3.1.1.1. L’avvio del procedimento e la comunicazione del responsabile
3.1.2. La fase istruttoria
3.2. La fase costitutiva
3.3. La fase integrativa dell’efficacia
3.3.1. Le sanzioni
4. Il collegamento con gli elementi dell’atto amministrativo e le fasi del procedimento
Capitolo II – LE ORDINANZE CONTINGIBILI E URGENTI
1. Gli elementi formali attraverso i quali si esternano le ordinanze contingibili e urgenti
1.1. Gli ulteriori casi e le specificazioni contenute nel decreto legge 20 febbraio 2017, n. 14 (alla luce del d.d.l. di conversione approvato il 16 marzo 2017 dalla Camera). Le nuove ordinanze contingibili e urgenti
1.1.1. Gli interventi contingibili e urgenti del Sindaco come capo dell’amministrazione alla luce del d.l. 14/2017
1.1.2. Gli interventi contingibili e urgenti del Sindaco come Ufficiale di governo alla luce del d.l. 14/2017
1.2. La data, il luogo e la sottoscrizione
1.3. L’intestazione
1.3.1. La competenza ad emanare gli atti contingibili e urgenti e la relativa imputazione
1.3.2. Esclusione della possibilità di delega ai dirigenti
1.3.3. La delegabilità e la sostituzione del Sindaco
1.3.4. I casi di sostituzione del Sindaco
1.3.5. Il concetto di delega
1.3.6. Gli organi delegati dal Sindaco
1.3.7. Gli effetti della delega
1.3.8. Principi valevoli in tema di delega
1.4. Il preambolo
1.4.1. La proposta
1.4.2. L’assenza di pareri
1.4.3. La preventiva comunicazione al Prefetto
1.5. La motivazione
1.5.1. I presupposti
1.5.2. La necessità e l’urgenza
1.5.3. Il pericolo di danno
1.5.4. Ambito oggettivo diversificato
1.5.5. Efficacia limitata nel tempo
1.5.6. Il rispetto dei principi generali dell’ordinamento
1.5.7. La comparazione degli interessi in vista del perseguimento dell’interesse pubblico e la finalità di prevenire gravi danni ai cittadini
1.5.8. Territorialità
1.6. La manifestazione di volontà e il contenuto dispositivo
1.6.1. L’indicazione dell’autorità e dei termini per ricorrere
1.7. L’efficacia delle ordinanze
1.7.1. La pubblicazione e/o la notificazione; la loro non sottoposizione a controllo
1.7.1.1. L’identificazione del destinatario
1.7.2. L’esecuzione dell’ordinanza e le sue modalità
1.7.3. L’esecuzione d’ufficio in caso di inadempienza
1.7.4. La sanzione penale
Capitolo III – LE ORDINANZE NORMALI
1. Definizione di ordinanza normale
2. Gli elementi formali attraverso i quali si esternano le ordinanze normali
2.1. La data, il luogo e la sottoscrizione
2.2. L’intestazione
2.2.1. La competenza all’adozione delle ordinanze normali
2.2.1.1. L’imputazione degli atti
2.2.2. Permanenza o meno del potere di ordinanza normale al Sindaco: due tesi
2.2.2.1. Prima tesi
2.2.2.2. Seconda tesi
2.2.2.3. Conclusioni
2.2.3. Possibilità di delega ai dirigenti
2.2.4. Esclusione della delega in materia di competenza statale
2.3. Il problema delle ordinanze-ingiunzioni
2.3.1. Il procedimento per l’emanazione delle ordinanze-ingiunzioni
2.3.2. Caratteristiche del procedimento
2.4. Il preambolo
2.4.1. La proposta
2.4.2. L’assenza di pareri
2.5. La motivazione
2.5.1. I presupposti delle ordinanze normali
2.5.2. La violazione di leggi e regolamenti
2.5.3. Ambito oggettivo non limitato
2.5.4. L’assenza di limiti temporali
2.6. La manifestazione di volontà e il contenuto dispositivo dell’atto
2.6.1. L’indicazione dell’autorità e dei termini per ricorrere
2.7. L’efficacia delle ordinanze normali
2.7.1. La pubblicazione e/o la notificazione; la non sottoposizione a controllo delle ordinanze normali
2.7.2. L’esecuzione e le sue modalità
2.7.3. L’esecuzione d’ufficio in caso di inadempienza: esclusione
3. I rimedi in via di autotutela ai vizi delle ordinanze
Capitolo IV – GLI ALTRI ATTI DEL SINDACO
1. Gli altri casi di ordinanze
2. L’elencazione delle principali ipotesi
3. L’ipotesi contenuta nell’art. 7 della legge 2248/1865
4. Gli elementi formali attraverso i quali si estrinsecano le ordinanze previste dall’art. 7 della legge n. 2248/1865, all. E
4.1. I presupposti
4.2. Gli elementi dell’atto
4.2.1. Il soggetto
4.2.2. L’oggetto
4.2.3. La forma
4.2.4. La volontà
4.2.5. La finalità
4.2.6. Il contenuto
4.2.7. Il termine
5. L’efficacia delle ordinanze
6. Gli altri atti del Sindaco. I decreti
6.1. Individuazione di talune competenze del Sindaco
6.1.1. Competenze in materia di nomine di rappresentanti del Comune presso Enti, aziende e istituzioni
6.1.2. Nomine dei membri delle commissioni
6.2. Struttura
Capitolo V – LE DETERMINAZIONI DEI RESPONSABILI DEI SERVIZI
1. Premessa generale
1.1. La distinzione di competenze tra l’organo politico e l’organo burocratico
1.2. Problemi applicativi
1.3. Le determinazioni in generale
2. Le determinazioni di spesa dei dirigenti e dei responsabili dei servizi
2.1. La fase della programmazione generale e di dettaglio: il bilancio e il PEG
2.1.1. I requisiti del PEG
2.1.2. I casi di esclusione del PEG
2.2. I l momento della gestione
3. La determinazione come atto amministrativo
3.1. Soggetto
3.1.1. La derogabilità delle competenze dirigenziali
3.1.2. La necessaria transitorietà dell’attribuzione di funzioni al Segretario
3.1.3. Gli atti gestionali del Segretario comunale: loro individuazione
3.1.4. L’individuazione in concreto del soggetto abilitato all’adozione delle determinazioni
3.1.4.1. La qualifica minima del personale da individuare come responsabile del servizio
3.1.4.2. La situazione dopo il nuovo C.C.N.L. Enti locali
3.2. La delegabilità delle funzioni dirigenziali
3.2.1. … e la sua differenza dalla sostituzione
3.3. L’oggetto delle determinazioni
3.4. Il contenuto
3.4.1. Il concetto di impegno di spesa, di obbligazione, di prenotazione
3.4.1.1. Il concetto di impegno
3.4.1.2. Le regole per l’assunzione di impegni
3.4.1.3. L’obbligazione
3.4.1.4. La prenotazione di impegno
3.4.1.5. Casi particolari di impegno di spesa
3.5. L’elemento della volontà
3.6. La finalità
3.7. La forma
4. Il procedimento per l’emanazione di una determinazione
4.1. Il procedimento per l’emanazione di una determinazione come procedimento amministrativo: cenni generali
4.2. La fase preparatoria del procedimento
4.2.1. La fase dell’iniziativa
4.2.2. La fase istruttoria
4.3. La fase costitutiva
4.4. La fase integrativa dell’efficacia
5. Gli elementi formali attraverso i quali si estrinseca la determinazione
6. Il collegamento con gli elementi dell’atto amministrativo e le fasi del procedimento
7. La disamina dei singoli elementi formali
7.1. La data e il numero. La protocollazione
7.2. La sottoscrizione
7.3. L’intestazione
7.4. Il preambolo
7.4.1. La proposta
7.4.2. L’assenza di pareri
7.5. La motivazione
7.5.1. I presupposti
7.5.2. La motivazione degli acquisti di beni e servizi
7.5.2.1. L’acquisizione obbligatoria dell’autocertificazione
7.6. Il contenuto dispositivo
7.6.1. In generale
8. Efficacia ed esecutività delle determinazioni
8.1. La pubblicazione
8.2. L’attestazione di copertura finanziaria
8.2.1. In generale
8.2.2. Il contenuto e la natura dell’attestazione della copertura finanziaria
8.2.3. Il funzionario deputato a rilasciare l’attestazione
8.2.4. L’assenza dell’attestazione di copertura finanziaria e le conseguenze per la determinazione
8.2.5. Le conseguenze per il funzionario
8.2.6. Il nuovo visto previsto dall’art. 183, comma 8, del decreto legislativo 267/2000
8.3. La non sottoposizione delle determinazioni a controllo
8.4. Obblighi di comunicazione
8.4.1. Il controllo successivo previsto dall’art. 147-bis del t.u.e.l.
8.5. L’esecuzione delle determinazioni
9. Altri esempi di determinazione. Gli atti di amministrazione e gestione del personale
9.1. Determinazioni in materia di personale e di appalti
9.1.1. In particolare: gli atti di gestione del rapporto di lavoro
9.2. La necessaria previsione del DUP: l’esempio della programmazione triennale del fabbisogno di personale
10. Il rapporto tra le determinazioni e gli atti di programmazione politici
10.1. Casi di determinazioni adottabili senza atti di indirizzo
11. Distinzione tra determinazioni in relazione all’atto presupposto
11.1. Determinazioni precedute unicamente da un atto fondamentale di Consiglio comunale a monte
11.2. Determinazioni precedute sia da atto fondamentale a monte di Consiglio comunale sia da atto di pianificazione intermedio di Giunta
12. Determinazioni adottabili senza atto fondamentale né di programmazione
13. Distinzione delle determinazioni in prospettiva procedimentale
14. Conseguenze
15. I rimedi ai vizi della determinazione
16. Le determinazioni di spesa degli Assessori e della Giunta per i Comuni con meno di 5.000 abitanti

Parte Quinta
NOTE PRATICHE PER LA REDAZIONE DEGLI ATTI COMUNALI
Capitolo I – LE DELIBERAZIONI
1. Oggetto della trattazione
2. Il modello standard di delibera con lo schema e i richiami
3. Come si scrivono le varie parti
Capitolo II – LE FASI PRELIMINARI ALLA SEDUTA DELL’ORGANO DELIBERATIVO
1. Prima fase: la stesura della proposta
1.1. Avvertenze generali per la redazione della proposta
1.2. L’intestazione
1.2.1. Contenuto
1.2.2. Formula pratica
1.2.3. Errori da evitare
1.3. Il preambolo
1.3.1. Contenuto
1.3.1.1. Gli atti di iniziativa
1.3.1.2. I presupposti di fatto
1.3.1.3. Relazioni tecnico-amministrative e allegati alla premessa
1.3.1.4. I richiami di legge
1.3.1.5. Il richiamo alla comunicazione di avvio del procedimento e alle eventuali memorie o osservazioni presentate
1.3.2. La formulazione pratica
1.3.3. Errori da evitare
1.4. La formulazione dei pareri
1.4.1. Il contenuto
1.4.2 La formulazione pratica del parere
1.4.2.1. In caso di parere favorevole
1.4.2.2. In caso di parere sfavorevole
1.4.3. Errori da evitare
1.5. La motivazione
1.5.1. Contenuto
1.5.1.1. Prospettazione del problema
1.5.1.2. Acquisizione degli interessi
1.5.1.3. Considerazioni sul problema e prospettazione delle soluzioni
1.5.2. Formulazione pratica
1.5.2.1. La differenza di formule tra preambolo e motivazione
1.5.3. Errori da evitare
1.5.3.1. Parametri di sufficienza della motivazione
1.5.3.2. Parametri di congruità della motivazione
1.6. Il dispositivo
1.6.1. Contenuto
1.6.2. Formulazione pratica
1.6.3. Errori da evitare
1.6.3.1. La cura degli allegati
1.6.3.2. La chiarezza dei contenuti
1.6.3.3. La congruenza con la parte premessa
1.6.3.4. Il rispetto delle disposizioni della legge sulla privacy
2. Seconda fase: le operazioni successive alla stesura della proposta di provvedimento
2.1. La formazione e diramazione dell’ordine del giorno
2.1.1. Contenuto
2.1.1.1. La formazione dell’ordine del giorno
2.1.1.2. La diramazione dell’ordine del giorno
2.1.1.3. Redazione delle proposte definitive
2.1.1.4. La sottoscrizione dell’ordine del giorno da parte del presidente della seduta
2.1.1.5. La comunicazione ai componenti dell’organo collegiale
2.1.1.6. Pubblicazione degli argomenti all’Albo dell’Ente
2.1.1.7. Il deposito degli atti
2.1.2. Formulazione pratica dell’ordine del giorno
2.1.3. Errori da evitare
Capitolo III – LE FASI SUCCESSIVE ALLA SEDUTA DELL’ORGANO DELIBERATIVO
1. Terza fase: le operazioni successive all’approvazione della proposta; il confezionamento delle delibere approvate dalla Giunta o dal Consiglio; la creazione delle copie
1.1. Descrizione delle operazioni
1.1.1. Completamento dei dati del frontespizio
1.1.2. Creazione delle copie
1.2. Formulazione pratica
1.3. Errori da evitare
1.3.1. I dati relativi alla votazione
1.3.2. Omissioni nell’indicazione degli elementi dell’intestazione
1.3.3. L’indicazione dei presenti e degli assenti
1.3.4. Modifiche o rettifiche della proposta successive alla sua approvazione
1.3.5. Correzione di errori di battitura evidenziati prima della sottoscrizione e della pubblicazione
2. Quarta fase: la sottoposizione alle firme
2.1. Contenuto
2.2. Errori da evitare
2.2.1. La sottoscrizione
2.2.2. Identità tra copie e originale
2.2.3. Inalterabilità del verbale
3. Quinta fase: la trasmissione delle copie
3.1. Contenuto
3.2. Formula operativa
3.3. Errori da evitare
4. Sesta fase: la pubblicazione
4.1. Contenuto
4.2. Formula operativa
4.3. Errori da evitare
4.3.1. Correzione di errori evidenziati dopo la sottoscrizione e la pubblicazione
5. Settima fase: l’esecuzione delle delibere. L’esecutività dell’atto o l’immediata eseguibilità
5.1. Contenuto
5.1.1. Il concetto di esecutività
5.1.2. Il concetto di esecuzione e i soggetti incaricati di apporre l’attestazione di esecutività
5.1.3. L’inserimento in un apposito scadenzario
5.2. La formula operativa
5.2.1. Dell’immediata eseguibilità
5.2.2. Dell’esecutività
5.2.3. Della trasmissione ai responsabili dei servizi
5.3. L’esecuzione delle deliberazioni
5.3.1. L’invio della lettera di trasmissione per la stipula di una convenzione per il servizio di vigilanza
5.3.2. L’avvenuta assunzione della delibera in materia di promozione dei progetti dei lavori socialmente utili
5.3.3. L’avvenuta adozione del piano occupazionale previsto dall’art. 91 t.u.
5.3.4. L’avvenuta adozione del Programma assistenza scolastica anno 20…-20…
5.3.5. Il diniego di un’istanza
5.3.6. La denominazione di nuove strade/piazze comunali
Capitolo IV – FATTISPECIE PARTICOLARI DI DELIBERAZIONI E PROVVEDIMENTI
1. Oggetto
1.1. L’approvazione dello Statuto
1.2. La mozione di sfiducia
Capitolo V – LE ORDINANZE DEL SINDACO E DEI DIRIGENTI
1. Oggetto dell’analisi
2. La fase della proposta
2.1. Intestazione
2.1.1. Contenuto
2.1.2. Formula operativa
2.2. Preambolo
2.2.1. Contenuto
2.2.1.1. I presupposti
2.2.1.2. Relazioni tecnico-amministrative
2.2.1.3. I richiami di legge
2.2.1.4. La preventiva comunicazione al Prefetto
2.2.1.5. Il richiamo alla comunicazione di avvio del procedimento e del responsabile del procedimento e alle eventuali memorie o osservazioni presentate
2.2.2. Formula operativa
2.2.3. Errori da evitare
2.3. Motivazione
2.3.1. Contenuto
2.3.1.1. Ordinanze contingibili ed urgenti
2.3.1.2. Ordinanze normali
2.3.2. Formula operativa
2.3.3. Errori da evitare
2.4. Dispositivo
2.4.1. Contenuto
2.4.1.1. L’ordine
2.4.1.2. L’apposizione del termine
2.4.1.3. L’indicazione dei termini e dell’autorità cui poter ricorrere
2.4.1.4. La notificazione/pubblicazione
2.4.2. Formula operativa
2.4.2.1. L’ordine
2.4.2.2. Le comunicazioni previste dalla legge 241/1990: il responsabile del procedimento, i termini e l’autorità a cui poter ricorrere, l’accesso agli atti
2.4.2.3. Le formule circa la notificazione/pubblicazione
2.5. L’esecuzione
2.5.1. Contenuto
2.5.2. Formula operativa
2.6. Luogo, data e sottoscrizione
3. Le fasi successive all’adozione
Capitolo VI – LE DETERMINAZIONI
1. Oggetto dell’analisi
2. La fase della proposta
2.1. Intestazione
2.1.1. Contenuto
2.1.2. Formula operativa
2.1.3. Errori da evitare
2.2. Preambolo
2.2.1. Contenuto
2.2.1.1. I presupposti, i richiami di legge, le relazioni tecniche
2.2.1.2. La proposta di determinazione
2.2.1.3. Il rispetto delle linee di indirizzo del PEG
2.2.2. Formula operativa
2.2.2.1. Formule relative all’impostazione del preambolo, della premessa ed alla esplicazione della motivazione
2.2.3. Premessa per atto con rilevanza contabile
2.2.4. Errori da evitare
2.2.5. Formulazione operativa
2.3. La motivazione
2.3.1. Contenuto
2.3.2. La motivazione
2.3.2.1. I presupposti
2.3.2.2. La motivazione degli acquisti di beni e servizi
2.3.2.3. Comuni non capoluogo di provincia
2.3.3. Formula operativa
2.3.3.1. Formula della motivazione per il caso di avvalimento della convenzione Consip
2.3.3.2. Formula della motivazione per il caso di non avvalimento convenzioni Consip e di utilizzo parametri qualità-prezzo (possibile solo se trattasi di Amministrazione non statale)
2.3.3.3. Formula della motivazione nel caso in cui non risulta attiva alcuna convenzione Consip
2.4. L’acquisizione dell’autocertificazione e il suo inserimento nello schema dell’atto
2.4.1. La formulazione operativa
2.4.1.1. Dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà da allegare alla determinazione (esempio per il caso avvalimento convenzioni Consip)
2.4.1.2. Dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà da allegare alla determinazione (esempio per il caso utilizzo parametri qualità-prezzo)
2.4.1.3. Dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà da allegare alla determinazione (esempio per il caso di motivazione di non avvalimento convenzione Consip)
2.4.2. Errori da evitare
2.5. Dispositivo
2.5.1. Contenuto
2.5.2. Formula operativa
2.5.3. Errori da evitare
2.6. Eventuale previa determinazione dirigenziale di prenotazione di impegno di spesa
2.6.1. Contenuto
2.6.2. Formulazione operativa
3. Altre tipologie di determinazioni
3.1. Nella premessa
3.2. Nel dispositivo
3.2.1. Contenuto
3.2.2. Formula operativa
3.2.3. Risultanze finali
4. L’esecuzione delle determinazioni
5. L’esecuzione del provvedimento di aggiudicazione: la conclusione del contratto e la stipula
5.1. Il concetto di aggiudicazione: duplicità di effetti (contabili e civilistici)
6. Stipula in forma pubblica
6.1. Nozione
6.1.1. Forma pubblica notarile
6.1.2. Forma pubblica amministrativa
6.2. Profili oggettivi
6.3. Profili soggettivi
6.3.1. Individuazione del soggetto rogante
6.4. Formulazione operativa
6.5. Contratto informatico
7. Stipula in forma privata
7.1. Nozione
7.2. Formulazione operativa
8. Le disposizioni circa l’efficacia
8.1. Contenuto
8.2. Formula operativa
8.3. Errori da evitare
8.4. Schema generale di determinazione
9. Le fasi successive alla redazione della proposta
Capitolo VII – FATTISPECIE PARTICOLARI DI DETERMINAZIONI
1. Individuazione di casi
1.1. La procedura negoziata
1.1.1. L’eccezionalità della procedura negoziata e la necessità della motivazione
1.1.2. Contenuto necessario della motivazione
1.1.3. Formulazione operativa di una determinazione di impegno a procedura negoziata
2. L’affidamento degli incarichi esterni
2.1. Premessa introduttiva
2.2. Profili generali concernenti l’affidamento degli incarichi all’esterno nella lettura data dalla giurisprudenza contabile
2.3. Le condizioni stabilite dalla nuova normativa. Il procedimento per il conferimento di un incarico esterno
2.3.1. La competenza all’attribuzione
2.3.2. La fase preparatoria
2.3.2.1. Il preambolo e l’indicazione dei presupposti di fatto
2.3.2.1.1. Il primo presupposto oggettivo di legittimità. I casi di conferimento
2.3.2.1.2. Il secondo presupposto soggettivo: la particolare e comprovata specializzazione
2.3.2.1.3. La limitazione dell’oggetto. L’impossibilità di ricorrere ad incarichi di collaborazione coordinata e continuativa. I concetti di studio, ricerca, consulenza
2.3.2.2. La motivazione
2.3.2.2.1. Il terzo presupposto: la procedura comparativa
2.3.2.2.2. Il quarto presupposto di legittimità: la comunicazione preventiva agli organi di revisione di ciascun Ente
2.3.2.2.3. Il quinto presupposto di legittimità: la programmazione (con apposito atto consiliare) e il tetto di spesa (stabilito in sede di bilancio e determinato dal Consiglio)
2.3.2.3. Gli altri atti presupposti e richiamati
2.3.2.3.1. I presupposti di diritto e in fatto
2.3.3. La fase costitutiva
2.3.3.1. Il contenuto del dispositivo
2.3.4. La fase integrativa dell’efficacia
2.3.4.1. La particolare condizione di efficacia dei contratti relativi a rapporti di consulenza
2.3.4.2. La comunicazione alla Corte dei conti
Capitolo VIII – LA FORMA DEL LINGUAGGIO
1. Oggetto dell’analisi
2. Le caratteristiche del linguaggio burocratico
3. La direttiva della Funzione pubblica e il progetto Chiaro!
3.1. Le regole generali
3.2. Le regole specifiche di scrittura del testo
4. Le regole dettate dalla legge per la redazione degli atti pubblici

Parte Sesta
LA TECNICA DI REDAZIONE DEGLI ATTI
Capitolo I – LE DELIBERAZIONI DEL CONSIGLIO COMUNALE
1. La delibera di approvazione programma per l’affidamento degli incarichi di collaborazione – anno…
2. L’adozione di un regolamento
3. La modifica dello Statuto
Capitolo II – LE DELIBERE DELLA GIUNTA COMUNALE
1. Oggetto dell’analisi
2. Delibera di approvazione di perizia con aumento di spesa
Capitolo III – LE DETERMINAZIONI DEI RESPONSABILI DEI SERVIZI
1. Oggetto
2. L’acquisto di manifesti locandine per attività culturali
Capitolo IV – LE ORDINANZE DEL SINDACO
1. Oggetto
2. Ordinanza avente rilievo igienico-sanitario per la salute della collettività
3. Ordinanza contingibile e urgente al fine di prevenire gravi pericoli che minacciano l’incolumità pubblica ai sensi dell’art. 54, comma 4, d.lgs. 269/2000
Capitolo V – I DECRETI DEL SINDACO
1. Oggetto
2. La nomina e designazione di rappresentanti presso Enti o aziende o istituzioni
3. La nomina di amministratore di sistema

Parte Settima
I MODELLI DEGLI ATTI AMMINISTRATIVI COMUNALI
Oggetto dell’esposizione
Regolamenti comunali
– In materia di ISEE
– In materia di Contabilità
– In materia di Contratti
– In materia di Controllo di gestione
– In materia di Trattamento dei dati sensibili
– In materia di Accesso ai documenti amministrativi
– In materia di Procedimento amministrativo
– In materia di Comunicazione
– In materia di Spese di rappresentanza
– In materia di Assegnazione di contributi
– In materia di Assegnazione di controlli interni
Decreti del sindaco
Ordinanze
Ordinanze normali, ordinanze contingibili e urgenti, atti d’urgenza
• Ordinanze del sindaco
– Ordinanze ai sensi dell’art. 192 comma 3 d.lgs. 152/2006 (ordinanze normali quale Capo dell’amministrazione comunale)
– Ordinanze ai sensi dell’art. 50 comma 3 (ordinanze normali quale Capo dell’amministrazione comunale)
– Ordinanze ai sensi dell’art. 50 comma 4 (ordinanze normali quale Capo dell’amministrazione comunale)
– Ordinanze ai sensi dell’art. 50 comma 5 (ordinanze contingibili e urgenti quale Capo dell’amministrazione comunale)
– Ordinanze ai sensi dell’art. 54 comma 4 (ordinanze contingibili e urgenti quale Ufficiale di Governo)
– Atti d’urgenza (quale Ufficiale di Governo)
• Ordinanze dei dirigenti
ATTI DEL CONSIGLIO
• Approvazione del nuovo testo di Statuto comunale
• Delibere del Consiglio comunale
– Acquisti e alienazioni immobiliari e relative permute
– Affidamento di attività e servizi mediante convenzione
– Altri provvedimenti di competenza consiliare
– Bilanci annuali e pluriannuali, relazioni previsionali e programmatiche e relative variazioni
– Convenzioni tra Comuni e tra Comuni e Provincia
– Costituzione e modificazione delle forme associative
– Definizione indirizzi per nomina e designazione (da parte del Sindaco) rappresentanti del Comune presso Enti, Aziende e Istituzioni
– Istituzione e ordinamento dei tributi, disciplina generale delle tariffe per la fruizione dei beni e dei servizi
– Personale
– Piani territoriali e urbanistici
– Programmi
• Delibere di Consiglio non provvedimentali
ATTI DELLA GIUNTA
• Deliberazioni della Giunta comunale
– In materia di lavori pubblici e forniture di beni e servizi
– Piani territoriali e urbanistici
– In materia di giudizi
– In materia di personale
– In materia di servizi demografici
– In materia finanziaria e tributaria
– Varie
ATTI DEI DIRIGENTI
• Determinazioni adottabili senza atto fondamentale né di programmazione
– Altri atti di gestione (art. 107 t.u.)
– In materia contrattuale
– In materia finanziaria
• Determinazioni precedute sia da atto fondamentale di Consiglio comunale a monte che da atto di pianificazione intermedio di Giunta
– In materia contrattuale
– In materia di acquisto di beni/servizi
– In materia di personale
– In materia finanziaria
• Determinazioni precedute unicamente da un atto fondamentale di Consiglio comunale a monte
– In altre materie (dopo adozione di atto di competenza del Consiglio)
– In materia di personale (atto fondamentale: bilancio)
– In materia di polizia cimiteriale (dopo l’adozione del regolamento comunale di polizia cimiteriale)
– In materia finanziaria (atto fondamentale: bilancio)
• Atti del dirigente come datore di lavoro

Tiziano Tessaro Magistrato della Corte dei Conti. Direttore della rivista on line www.lagazzettadeglientilocali.it e del bimestrale Comuni d’Italia, entrambi Maggioli Editore.

XI Edizione Maggio 2017 – Pagine 1400 – F.to cm. 17×24
Codice 88-916-1650-0 – Euro 118,00

Sorgente: La redazione degli atti amministrativi del Comune dopo l’armonizzazione contabile

Barbara Felici su: Tribunale dei minori: la riforma sbagliata | da inGenere


Può cercare di illustrarci in breve come funziona attualmente il tribunale dei minori?

Attualmente è un’istituzione che si discosta da tutti gli uffici giudiziari. È stata istituita nel 1934 e quindi ha una lunga vita ormai e una approfondita specializzazione sul diritto minorile, sia per quanto riguarda l’aspetto penale che civile. Il tribunale dei minori si occupa sia dei minori coinvolti in procedimenti penali, quindi che in qualche maniera hanno avuto delle condotte criminose, sia dei minori coinvolti in situazioni familiari disfunzionali. L’intervento, sia in ambito penale che civile, è di tipo preventivo, di supporto e tutela. L’organico del tribunale dei minori è composto da personale che proviene da una carriera magistratuale – laureati in giurisprudenza che hanno poi fatto concorso in magistratura – ma anche da tantissime figure di giudici onorari, quindi professionisti specializzati in tutte le discipline che riguardano l’età evolutiva – psicologi, psichiatri, pediatri, sociologi. Si tratta di una caratteristica unica, nessun’altra struttura giudiziaria prevede questa componente mista e ultracompetente rispetto alle tematiche trattate. Tutte le decisioni sono prese collegialmente e quindi non è sempre e solo il presidente a decidere, ma è il presidente con un magistrato e un giudice onorario, proprio per restituire la dimensione paritaria della parte psicologica e della parte giuridica. Qualcosa che crea una giustizia diversa, un approccio di tipo umanistico che va a smussare le rigidità giuridiche.

 

vai all’intero articolo

Sorgente: Tribunale dei minori. La riforma sbagliata | inGenere

Bando CARIPLO “Welfare di comunità”, Quarta edizione  – Fondazione Cariplo, maggio 2017


Al via la quarta edizione del Bando “Welfare di comunità e innovazione sociale”.Per il 2017  verranno messi a disposizione 7,5 milioni di euro destinati agli attori pubblici e privati intenzionati a rinnovare il welfare locale intraprendendo un percorso impegnativo e sfidante di programmazione territoriale, aperta e partecipata.Come per le precedenti edizioni, il bando è articolato in tre fasi (call for ideas, studi di fattibilità e realizzazione) ma sono previste novità per accompagnare al meglio i territori che intendono partecipare. La quarta edizione si arricchisce infatti di importanti momenti formativi destinati a sostenere e orientare le progettazioni in modo più efficace e concreto fin dalla fase ideativa: nelle giornate del 12 e del 16 maggio verranno proposti due incontri formativi rispettivamente sul tema della progettazione e sul fundraising di comunità. Gli incontri saranno diffusi in streaming e saranno condotti dai servizi di accompagnamento che hanno seguito le tre precedenti edizioni del bando, oltre che dal team di Fondazione Cariplo: verranno focalizzati temi cruciali per la formulazione dell’idea quali l’inquadramento del problema, il cambiamento, la governance, gli indicatori e la valutazione e l’attivazione del territorio nell’ambito del fundraising di comunità. Entrambi i momenti formativi verranno arricchiti dalle testimonianze dirette dei progetti delle edizioni precedenti.Le reti pubblico-private interessate hanno tempo fino al 30 giugno 2017 per presentare la propria idea progettuale.

VAI AL COMUNICATO COMPLETO:

Sorgente: Quarta edizione – Fondazione Cariplo

 

PER MAGGIORI INFORMAZIONI:

GUIDA ALLA PRESENTAZIONE 2017 

Rivedi la registrazione dei due momenti formativi:

Henning Meyer: il “reddito garantito” e le attività socialmente utili”, da un articolo di Carlo Bordoni in Corriere della Sera 14 maggio 2017


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Cyberbullismo, approvata la legge | scheda in Altalex, 18 maggio 2017


  • Definizione di «cyberbullismo»: con questa espressione si intende “qualunque forma di pressione, aggressione, molestia, ricatto, ingiuria, denigrazione, diffamazione, furto d’identità, alterazione, acquisizione illecita, manipolazione, trattamento illecito di dati personali in danno di minorenni, realizzata per via telematica, nonché la diffusione di contenuti on line aventi ad oggetto anche uno o più componenti della famiglia del minore il cui scopo intenzionale e predominante sia quello di isolare un minore o un gruppo di minori ponendo in atto un serio abuso, un attacco dannoso, o la loro messa in ridicolo”.

la legge è in attesa di essere pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale

Sorgente: Cyberbullismo, sì definitivo alla legge | Altalex

Sleeping Wonder – cortometraggio del 2015 scritto e diretto da Alberto Rizzi e prodotto da Ippogrifo Produzioni e Amici del tesoro. Con: Lino Guanciale; Chiara Mascalzoni, Cesar Brie, Ida Marinelli, Alessandra Faiella.


PERDERSI E RITROVARSI

SLEEPING WONDER è un film cortometraggio del 2015 scritto e diretto da Alberto Rizzi e prodotto da Ippogrifo Produzioni e Amici del tesoro. CAST PRINCIPALE: Lino Guanciale; Chiara Mascalzoni, Cesar Brie, Ida Marinelli, Alessandra Faiella.

Bullismo e cyberbullismo: prevenzione, rilevazione e intervento rivolto a dirigenti scolastici e insegnanti di scuola primaria e secondaria di primo gradoformar, percorso formativo gratuito a cura di Formarsi agli  Innocenti – 18 maggio 2017


sono aperte le iscrizioni al  percorso formativo gratuito   Bullismo e cyberbullismo: prevenzione, rilevazione e intervento rivolto a  dirigenti scolastici e insegnanti di scuola primaria e secondaria di primo grado.
Il percorso intende offrire elementi di chiarezza su  bullismo e cyberbullismo, sul ruolo delle figure educative e, soprattutto, mira ad offrire strumenti operativi concreti per la progettazione di azioni mirate e di interventi di prevenzione dei conflitti tra pari, sulla promozione di un uso consapevole e positivo di internet e dei media, sulla gestione e il contrasto di situazioni di bullismo e cyberbullismo. Periodo di svolgimento 11 settembre-04 ottobre 2017. Durata: 20 ore. Metodologia didattica: il percorso affianca 12 ore di lezione in aula a 8 ore di formazione a distanza. Sede: Istituto degli Innocenti. Scadenza iscrizioni: 04 settembre 2017. Scarica la brochure e la scheda di iscrizione.

Sorgente: formarSI agli Innocenti – scheda progetto

IL CODICE DEI CONTRATTI PUBBLICI dopo il Decreto Correttivo (D.Lgs. 19 aprile 2017, n. 56) › Decreti di attuazione e Linee guida ANAC


Edizione tascabile
IL CODICE DEI CONTRATTI PUBBLICI
dopo il Decreto Correttivo
(D.Lgs. 19 aprile 2017, n. 56)
› Decreti di attuazione e Linee guida ANAC

Prefazione di Alessandro Massari

Con Tabella delle innovazioni
apportate dal Correttivo

Solo euro 19,00

Acquista on line

Strumento indispensabile per avere sempre a portata di mano il testo del D.Lgs. 50/2016, il Codice dei contratti pubblici è aggiornato all’importante Decreto Correttivo con il quale sono state introdotte oltre 300 modifiche, non solo formali, ma di ampia portata e sostanza, finalizzate a migliorare l’omogeneità, la chiarezza e l’adeguatezza del suddetto decreto.

La prefazione dell’Avv. Alessandro Massari illustra le innovazioni introdotte dal Correttivo e una tabella sinottica individua la sintesi delle modifiche apportate.

Piano dell’opera:

Tabella – Le innovazioni apportate dal correttivo al codice dei contratti pubblici

Parte Prima
CODICE DEI CONTRATTI PUBBLICI
D.Lgs. 18 aprile 2016, n. 50 – Codice dei contratti pubblici
PARTE I – AMBITO DI APPLICAZIONE, PRINCIPI, DISPOSIZIONI COMUNI ED ESCLUSIONI
TITOLO I – Principi generali e disposizioni comuni
TITOLO II – Contratti esclusi in tutto o in parte dall’ambito di applicazione
TITOLO III – Pianificazione programmazione e progettazione
TITOLO IV – Modalità di affidamento – Principi comuni
PARTE II – CONTRATTI DI APPALTO PER LAVORI SERVIZI E FORNITURE
TITOLO I – Rilevanza comunitaria e contratti sotto soglia
TITOLO II – Qualificazione delle stazioni appaltanti
TITOLO III – Procedura di affidamento
Capo I – Modalità comuni alle procedure di affidamento
Sezione I – Disposizioni comuni
Sezione II – Tecniche e strumenti per gli appalti elettronici e aggregati
Capo II – Procedure di scelta del contraente per i settori ordinari
Capo III – Svolgimento delle procedure per i settori ordinari
Sezione I – Bandi e avvisi
Sezione II – Selezione delle offerte
TITOLO IV – Aggiudicazione per i settori ordinari
TITOLO V – Esecuzione
TITOLO VI – Regimi particolari di appalto
Capo I – Appalti nei settori speciali
Sezione I – Disposizioni applicabili e ambito
Sezione II – Procedure di scelta del contraente
Sezione III – Selezione dei partecipanti e delle offerte e relazioni uniche
Sezione IV – Servizi sociali, concorsi di progettazione e norme su esecuzione
Capo II – Appalti di servizi sociali e di altri servizi nei settori ordinari
Capo III – Appalti nel settore dei beni culturali
Capo IV – Concorsi di progettazione e di idee
Capo V – Servizi ricerca e sviluppo
Capo VI – Appalti e procedure in specifici settori
Sezione I – Difesa e sicurezza
PARTE III – CONTRATTI DI CONCESSIONE
TITOLO I – Principi generali e situazioni specifiche
Capo I – Principi generali
Capo II – Garanzie procedurali
Capo III – Esecuzione delle concessioni
PARTE IV – PARTENARIATO PUBBLICO PRIVATO E CONTRAENTE GENERALE ED ALTRE MODALITÀ DI AFFIDAMENTO
TITOLO I – Partenariato pubblico privato
TITOLO II – In house
TITOLO III – Contraente generale
PARTE V – INFRASTRUTTURE E INSEDIAMENTI PRIORITARI
PARTE VI – DISPOSIZIONI FINALI E TRANSITORIE
TITOLO I – Contenzioso
Capo I – Ricorsi giurisdizionali
Capo II – Rimedi alternativi alla tutela giurisdizionale
TITOLO II – Governance
TITOLO III – Disposizioni transitorie, di coordinamento e abrogazioni

Allegati da I a XXV

Parte Seconda
DECRETI DI ATTUAZIONE
D.M. 24 maggio 2016 – Incremento progressivo dell’applicazione dei criteri minimi ambientali negli appalti pubblici per determinate categorie di servizi e forniture
D.M. 24 maggio 2016 – Determinazione dei punteggi premianti per l’affidamento di servizi di progettazione e lavori per la nuova costruzione, ristrutturazione e manutenzione degli edifici e per la gestione dei cantieri della pubblica amministrazione, e dei punteggi premianti per le forniture di articoli di arredo urbano
D.M. 17 giugno 2016 – Approvazione delle Tabelle dei corrispettivi commisurati al livello qualitativo delle prestazioni di progettazione adottato ai sensi dell’art. 24, comma 8, del d.lgs. n. 50 del 2016
D.P.C.M. 10 agosto 2016 – Composizione e modalità di funzionamento della Cabina di regia
D.M. 10 novembre 2016, n. 248 – Regolamento recante individuazione delle opere per le quali sono necessari lavori o componenti di notevole contenuto tecnologico di rilevante complessità tecnica e dei requisiti di specializzazione richiesti per la loro esecuzione, ai sensi dell’art. 89, comma 11 del d.lgs. 18 aprile 2016, n. 50
D.M. 2 dicembre 2016 – Definizione degli indirizzi generali di pubblicazione degli avvisi e dei bandi di gara, di cui agli artt. 70, 71 e 98 del d.lgs. 18 aprile 2016, n. 50
D.M. 2 dicembre 2016, n. 263 – Regolamento recante definizione dei requisiti che devono possedere gli operatori economici per l’affidamento dei servizi di architettura e ingegneria e individuazione dei criteri per garantire la presenza di giovani professionisti, in forma singola o associata, nei gruppi concorrenti ai bandi relativi a incarichi di progettazione, concorsi di progettazione e di idee, ai sensi dell’art. 24, commi 2 e 5 del d.lgs. 18 aprile 2016, n. 50

Parte Terza
LINEE GUIDA ANAC
Delibera ANAC 14 settembre 2016, n. 973 – Linee guida n. 1, di attuazione del d.lgs. 18 aprile 2016, n. 50, recanti “Indirizzi generali sull’affidamento dei servizi attinenti all’architettura e all’ingegneria”
• Relazione AIR – Linee guida n. 1
Delibera ANAC 21 settembre 2016, n. 1005 – Linee guida n. 2, di attuazione del d.lgs. 18 aprile 2016, n. 50, recanti “Offerta economicamente più vantaggiosa”
• Relazione AIR – Linee guida n. 2
Delibera ANAC 26 ottobre 2016, n. 1096 – Linee guida n. 3, di attuazione del d.lgs. 18 aprile 2016, n. 50, recanti “Nomina, ruolo e compiti del responsabile unico del procedimento per l’affidamento di appalti e concessioni”
• Relazione AIR – Linee guida n. 3
Delibera ANAC 26 ottobre 2016, n. 1097 – Linee guida n. 4, di attuazione del d.lgs. 18 aprile 2016, n. 50, recanti “Procedure per l’affidamento dei contratti pubblici di importo inferiore alle soglie di rilevanza comunitaria, indagini di mercato e formazione e gestione degli elenchi di operatori economici”
• Relazione AIR – Linee guida n. 4
Delibera ANAC 16 novembre 2016, n. 1190 – Linee guida n. 5, di attuazione del d.lgs. 18 aprile 2016, n. 50, recanti “Criteri di scelta dei commissari di gara e di iscrizione degli esperti nell’Albo nazionale obbligatorio dei componenti delle commissioni giudicatrici”
• Relazione AIR – Linee guida n. 5
Delibera ANAC 16 novembre 2016, n. 1293 – Linee guida n. 6, di attuazione del d.lgs. 18 aprile 2016, n. 50, recanti “Indicazione dei mezzi di prova adeguati e delle carenze nell’esecuzione di un precedente contratto di appalto che possano considerarsi significative per la dimostrazione delle circostanze di esclusione di cui all’art. 80, comma 5, lett. c) del codice”
• Relazione AIR – Linee guida n. 6
Delibera ANAC 15 febbraio 2017, n . 55 – Linee guida n. 7, di attuazione del d.lgs. 18 aprile 2016, n. 50, recanti “Linee guida per l’iscrizione nell’Elenco delle amministrazioni aggiudicatrici e degli enti aggiudicatori che operano mediante affidamenti diretti nei confronti di proprietà società in house previsto dall’art. 192 del d.lgs. 50/2016”
• Relazione AIR – Linee guida n. 7

Alessandro Massari Avvocato specializzato in contrattualistica pubblica, direttore del mensile Appalti&Contratti e della rivista Internet appaltiecontratti.it.

II Edizione Maggio 2017 – Pagine 660 – F.to cm. 10,5×14,5
Codice 88-916-2320-1 – Euro 19,00

 

Riforma elettorale il testo base del Pd (in attesa dei dettagli tecnici puntuali). Scheda di Stefano Ceccanti


un estratto della scheda:

consente 3 delle 4 scelte possibili quando andiamo a votare per il sindaco e il consiglio comunale:

1-voti solo per una lista e il tuo voto si riporta automaticamente sul candidato uninominale sostenuto da quella lista;

2-voti solo per un candidato uninominale e quel voto non si riporta su nessuna lista perché essendovi almeno in astratto più liste collegate a quel candidato non si saprebbe a chi darlo;

3-dai due voti coerenti a un candidato e a una lista che lo sostiene.

Non sarebbe invece ammessa l’ipotesi 4, il cosiddetto splitting, consentito anche nel tedesco: voto un candidato uninominale e una lista a lui non collegata.

stefanoceccanti

  1. Il testo che propone il Pd sia per la Camera sia per il Senato è un sistema misto può essere definito in 3 lingue:

-uno in italiano,  “Mattarellum aggiornato” (è anche corretto nel merito perché il Mattarellum era a dominante maggioritaria)

-uno in tedesco, anche se non si riferisce affatto al sistema usato in Germania, ma a una variante conosciuta nel centro-Est Europa (usata però anche in Giappone e Messico e in tutto in circa una ventina di Paesi) come “sistema del fossato” (Grabensystem”) perché le due parti (proporzionale e maggioritaria) sono indipendenti nell’assegnazione dei seggi, tra di loro c’è un fossato (che invece non c ‘è nel tedesco dove il voto proporzionale è quello che guida tutto);

-uno in inglese: parallel system perché le due parti procedono in parallelo nell’assegnazione dei seggi.

  1. Dal punto di vista dell’elettore il sistema è semplice

Si presenta solo apparentemente come quello tedesco perché…

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Prospettive Sociali e Sanitarie n. 2, primavera 2017


 

Diritti del cittadino
La probabilità di avere diritti. Quando l’accesso al welfare si fonda sulla fortuna

M. Motta

Aids
Comportamenti a rischio. L’importanza dell’educazione sessuale nelle scuole

C. Guarino

Affido e adozione
Genitorialità, omosessualità. Il Servizio sociale è pronto?

V. Fabbri, A. Latronico

Auto-mutuo aiuto
Il gruppo di auto-mutuo aiuto per familiari di persone con disabilità

G. Gagliardini

Programmazione
Valorizzare la programmazione sociale oggi

U. De Ambrogio, T. Pagani

Famiglia
Le Riunioni di famiglia

E. Meroni, F. Maci, G. P. Barbetta, G. Argentin

Servizi sociali
Un sistema integrato per l’assistenza familiare

M. Andreazza, G. L. Risso

Disabilità
Il Budget della Salute per persone con bisogni complessi

A. Trimarchi, E. Zeppetelli, S. Vozza, M. Maspoli, G. Geda
È in corso di spedizione agli abbonati, ma già disponibile online, il numero di Primavera, 2/17, di Prospettive Sociali e Sanitarie.
Questa volta in apertura abbiamo il nostro redattore Maurizio Motta che, con un titolo un po’ provocatorio propone una riflessione su ciò che in concreto sta accadendo ai cittadini in molte prestazioni del welfare pubblico: contraddizioni che, suggerisce l’autore, “è opportuno non dimenticare, specialmente se si intende muovere verso l’introduzione di livelli essenziali delle prestazioni che consistano, come prevede la Costituzione, in interventi anche minimi ma garantiti con certezza”.
Altre tematiche classiche di PSS vengono affrontate negli articoli che seguono, uno dei quali, sulla programmazione sociale, firmato dal nostro vicedirettore Ugo De Ambrogio.
Chiudiamo con il secondo, e penultimo, gruppo di articoli selezionati per il Premio “Costruiamo il Welfare dei Diritti” (promosso da PSS, IRS e CNOAS).Il fascicolo a stampa è compreso nell’abbonamento (e scaricabile gratuitamente in pdf dagli abbonati registrati al sito), ma può anche essere acquistato singolarmente, in formato cartaceo o in PDF direttamente dal nostro sito.

Letture online…

Un’anticipazione dell’articolo di Ugo de Ambrogio e Tullia Pagani:”Valorizzare la programmazione sociale oggi: tendenze regionali e il caso del nuovo piano sociale abruzzese” è stata pubblicata in marzo sul nostro blog Scambi di Prospettive.

Sempre sul blog, per un’anticipazione sui contributi vincitori, vai al post su Scambi di Prospettive: IIª Edizione del Premio IRS – CNOAS – PSS. Costruiamo il Welfare dei Diritti sul Territorio. Selezionati i Vincitori!

 

Sorgente:

Prospettive Sociali e Sanitarie

n. 2, primavera 2017

Eugenio Scalfari e il Foglio: Fino a quando la sinistra italiana ha seguito l’agenda Scalfari, la sinistra italiana è stata condannata all’irrilevanza – di Claudio Cerasa in Il Foglio 17 maggio 2017


qualche estratto:

Fino a quando la sinistra italiana ha seguito l’agenda Scalfari, la sinistra italiana è stata condannata all’irrilevanza. Nel momento in cui la sinistra italiana ha cominciato (con Renzi) a non seguire più l’agenda Scalfari (non regalando più alla destra i temi di buonsenso di cui la destra si era impadronita) ha cominciato a uscire dall’irrilevanza, è diventata maggioranza del paese e per la prima volta nella sua storia (2014) ha portato a Palazzo Chigi il segretario di un partito progressista.

La sinistra alla Scalfari – quella cioè che considera come moralmente inferiore tutto ciò che non fa parte del pensiero progressista – non è solo una sinistra che ha incatenato il pensiero progressista rendendolo irrilevante per una vita, ma è anche una sinistra che ha disseminato in giro per l’Italia un concime che oggi ha prodotto i suoi frutti e che in un certo modo costituisce il terreno che ingrossa i fusti del populismo italiano. Scalfari oggi stenterà a crederci, ma il grillismo è un derivato limpido e chiaro della sinistra scalfariana.

Sorgente: Eugenio Scalfari e il Foglio, Una risposta al fondatore di Repubblica – Il Foglio

Il Jobs Act del lavoro autonomo (eBook 2017). Commento al Jobs Act dei lavoratori autonomi recentemente e definitivamente approvato il 10 maggio 2017 dal Senato; 59 pagine in pdf


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Premessa
Art. 1: Ambito Di Applicazione
Art. 2: Tutela Del Lavoratore Autonomo Nelle Transazioni Commerciali
Art. 3: Clausole E Condotte Abusive
Art. 4: Apporti Originali E Invenzione Del Lavoratore
Art. 5: Delega Al Governo In Materia Di Atti Pubblici Rimessi Alle Professioni Organizzate In Ordini O Collegi
Art. 6: Deleghe Al Governo In Materia Di Sicurezza E Protezione Sociale Dei Professionisti Iscritti A Ordini O Collegi E Di Ampliamento Delle Prestazioni Di Maternità E Di Malattia Riconosciute Ai Lavoratori Autonomi Iscritti Alla Gestione Separata
Art. 7: Stabilizzazione Ed Estensione Dell’indennità Di Disoccupazione Per I Lavoratori Con Rapporto Di Collaborazione Coordinata E Continuativa – Dis-Coll
Art. 8: Disposizioni Fiscali E Sociali
Art. 9: Deducibilità Delle Spese Di Formazione E Accesso Alla Formazione Permanente
Art. 10: Accesso Alle Informazioni Sul Mercato E Servizi Personalizzati Di Orientamento, Riqualificazione E Ricollocazione
Art. 11: Delega Al Governo In Materia Di Semplificazione Della Normativa Sulla Salute E Sicurezza Degli Studi Professionali
Art. 12: Informazioni Ed Accesso Agli Appalti Pubblici E Ai Bandi Per L’assegnazione Di Incarichi Ed Appalti Privati
Art. 13: Indennità Di Maternità
Art. 14: Tutela Della Gravidanza, Malattia Ed Infortunio
Art. 15: Modifiche Al Codice Di Procedura Di Civile
Art. 16: Procedura Di Adozione Dei Decreti Legislativi Di Cui Agli Articoli 5, 6 E 11
Art. 17: Tavolo Tecnico Di Confronto Permanente Sul Lavoro Autonomo
Schemi
Sintesi

“Servizi per l’impiego e politiche attive del lavoro. Le buone pratiche locali, risorsa per il nuovo sistema nazionale”, a cura di Pier Giovanni Bresciani e Pier Antonio Varesi, 2017


Nel mese che si apre con la festa dei lavoratori siamo felici di festeggiare il titolo numero 100 della collana “Politiche del lavoro”, avviata nel 1985 – e diretta da Pier Antonio Varesi, ordinario di Diritto del lavoro presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore, sede di Piacenza  – con l’intento di ospitare studi, ricerche e contributi originali su esperienze attuate in Italia in ambito locale.

Non c’erano ancora stati, a quell’epoca, il decentramento di funzioni anche alle Regioni a Statuto ordinario (decreto legislativo n. 469/1997) e l’ampliamento della potestà legislativa delle Regioni in materia (legge costituzionale n. 3 del 2001 o riforma del titolo V della Costituzione). Dopo queste innovazioni la collana ha iniziato ad ospitare resoconti delle “buone prassi” realizzate in Italia, testimonianza dell’impegno a livello territoriale.

propone un “bilancio di competenze”

Sorgente: UNA COLLANA CON CENTO PERLE. Le buone pratiche in politica del lavoro | Dietro le Quarte

costituzione e conduzione di un Tavolo di consultazione sociosanitaria dei soggetti del Terzo Settore, ATS Val Padana


costituzione e conduzione di un Tavolo di consultazione sociosanitaria dei soggetti del Terzo Settore, ATS Val Padana.

protocollo che i Forum territoriali dei territori di Cremona e Mantova hanno sottoscritto con l’ATS Valpadana.

Sorgente: Un ottimo risultato

Comune di Milano, Bando alle Periferie. 540 mila euro, 5 ambiti di intervento, Termine di consegna domanda di partecipazione il 05/06/2017


Comune di Milano, Bando alle Periferie. 540 mila euro, 5 ambiti di intervento, 1 mese per proporre iniziative di rigenerazione urbana

Termine di consegna domanda di partecipazione il 05/06/2017

Sorgente: Comune di Milano, Bando alle Periferie. 540 mila euro, 5 ambiti di intervento, 1 mese per proporre iniziative di rigenerazione urbana

per essere precisi. Quando si dice “vengono via dalle guerre”, bisognerebbe dire: ” vengono via dalle guerre interne al mondo islamic tra Sunniti e Sciiti, cui è seguita una nuova guerra su base globale a opera di ISIS, Boko Haram e altri movimenti fondamentalisti violenti”


E’ un po’ lunga: ma questa è precisione storica sulla base della griglia di Rudyard Kipling

Sorgente: (9) Paolo Ferrario

in tema di “culture”: Piano psico-terapeutico per “fondamentalisti”, da giovannimainato.wordpress.com


Il Blog di GIOVANNI MAINATO

Da tempo notavo che un mio amico arabo si comportava in modo anomalo e faceva discorsi strani. Ad esempio diceva sempre di occuparsi di cose fondamentali. Ora purtroppo ho capito cosa intendeva: è un fondamentalista. Ebbene: mi sono messo in testa che devo cercare di aiutarlo ad uscire da questa condizione. Lui da parte sua ha accettato di farsi curare, e insieme abbiamo messo a punto un piano terapeutico.

Innanzitutto è importante che capisca che non tutto quello che dice il Profeta va preso alla lettera. A questo proposito ho provveduto io stesso a presentargli alcuni amici cattolici che la domenica vanno in chiesa e poi bestemmiano, spergiurano, fornicano (o formicano? Non ricordo mai), evadono le tasse, evadono dal carcere, fanno gli scambisti, gli scafisti, gli squadristi e chi più ne ha più ne metta.

Inoltre è importante che si avvicini ai principi dell’Illuminismo. Perciò gli ho prescritto di leggere ogni giorno un po’…

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l’assemblea dei delegati ANEP, ribadisce il bisogno che il Parlamento approvi una legge che tuteli e promuova la figura UNICA di Educatore Professionale, così come è storicamente conosciuta e impegnata nei servizi sociali, socio-sanitari, sanitari, socio-educativi e giudiziari, da NoiEp – News – 2017


DICHIARAZIONE dell’ASSEMBLEA NAZIONALE ANEP 2017

Inviato da Comunicazione il 14/05/2017 (835 letture)
Pubblica in:

Dichiarazione Assembleare Padova 2017

 UNA FIGURA UNICA

Il Consiglio Direttivo Nazionale, il Collegio dei Garanti e l’Assemblea dei delegati che si è riunita a Padova il 13 e 14 maggio 2017 FA PROPRIA l’affermazione del Presidente Nazionale ANEP, Nicola Titta: “L’Educatore Professionale risponde ad un codice deontologico PROFESSIONALE in cui si sostiene che le persone in difficoltà o in stato di fragilità debbano essere protette, sostenute ed accompagnate nei percorsi di vita quotidiana“.

Per questo l’assemblea dei delegati ANEP, ribadisce il bisogno che il Parlamento approvi una legge che tuteli e promuova la figura UNICA di Educatore Professionale, così come è storicamente conosciuta e impegnata nei servizi sociali, socio-sanitari, sanitari, socio-educativi e giudiziari.

Soltanto una figura Unica con una formazione Unica può tutelare i diritti delle persone che vivono situazioni di difficoltà e fragilità e che, spesso, sono ai margini della società, invisibili e senza voce.

E’ una occasione importante: non sprechiamola!!!!

Alla politica chiediamo di non dividere questa professione e di agire nell’ambito dei  disegni di legge in discussione nei rami del Parlamento affinchè questi principi  vengano condivisi e accolti opportunamente.

Chiediamo a tutti gli educatori professionali e tutte le parti sociali di diffondere questa dichiarazione al mondo politico, civile, culturale.

Sorgente: NoiEp – News – DICHIARAZIONE dell’ASSEMBLEA NAZIONALE ANEP 2017

Matteo Renzi: “So bene che in questa fase storica gli elettori vanno e vengono ma io credo che oggi abbiamo ancora un’opportunità straordinaria: dimostrare che il Pd è l’unico grande partito di governo che esiste in Italia. Se poi guardiamo i sondaggi dobbiamo dire anche un’altra verità: la scissione ha lasciato una traccia emotiva vera e profonda nei cuori di qualche militante ma a livello elettorale non ci ha danneggiato” – Il Foglio


I sondaggi di questi giorni dicono che il Partito democratico sta tornando a crescere e che oggi sarebbe di nuovo il primo partito italiano. Ma Matteo Renzi crede davvero che il Pd abbia possibilità di tornare al quaranta per cento alle prossime elezioni? “Io penso di sì. Il Partito democratico oggi ha una grande capacità attrattiva e lo spazio per tornare a quei numeri ottenuti alle europee del 2014 e al referendum del 4 dicembre ci sono. So bene che in questa fase storica gli elettori vanno e vengono ma io credo che oggi abbiamo ancora un’opportunità straordinaria: dimostrare che il Pd è l’unico grande partito di governo che esiste in Italia. Se poi guardiamo i sondaggi dobbiamo dire anche un’altra verità: la scissione ha lasciato una traccia emotiva vera e profonda nei cuori di qualche militante ma a livello elettorale non ci ha danneggiato. Anzi: il nostro consenso, oggi, è superiore a quello che abbiamo registrato al momento della scissione”.

da

Sorgente: Renzi: “Così riporterò il Pd al 40 per cento” – Il Foglio

“Matteo Renzi sull’Europa: “Da un lato ci sono i populisti che vanno sconfitti. Dall’altro ci sono i tecnocrati che però sono spesso i migliori amici dei populisti, perché non si rendono conto che l’Europa deve cambiare” – Il Foglio


“La prospettiva dell’Europa – dice Matteo Renzi – per me è chiara. Da un lato ci sono i populisti che vanno sconfitti. Dall’altro ci sono i tecnocrati che però sono spesso i migliori amici dei populisti, perché non si rendono conto che l’Europa deve cambiare. Deve cambiare sulle periferie, sul sociale, sul ministro economico condiviso (sono d’accordo con Macron). Deve cambiare sull’austerity.

estratto da:

Sorgente: Renzi: “Così riporterò il Pd al 40 per cento” – Il Foglio

Centro di accoglienza di Isola di Capo Rizzuto: Maxi-operazione dei carabinieri, di Carlo Macrì e Fiorenza Sarzanini, 15 maggio 2017 


Maxi-operazione dei carabinieri: fra i fermati c’è Leonardo Sacco, governatore dell’ente che gestisce il Centro di accoglienza di Isola di Capo Rizzuto, e don Scordio, parroco di Isola di Capo Rizzuto e tra i fondatori delle Misericordie

Sorgente: Corriere della Sera

Misure per la tutela del lavoro autonomo non imprenditoriale e misure volte a favorire l’articolazione flessibile nei tempi e nei luoghi del lavoro subordinato


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http://www.cnoas.it/files/000004/00000486.pdf

scheda a cura di http://deputatipd.it/blog/pi%C3%B9-tutele-e-pi%C3%B9-diritti-il-lavoro-autonomo

10/05/2017

Approvata la legge che contiene le misure per la tutela del lavoro autonomo non imprenditoriale e misure volte a favorire l’articolazione flessibile nei tempi e nei luoghi del lavoro subordinato.

Il disegno di legge si compone di due insiemi di norme complementari:

  • introdurre un sistema di interventi finalizzati al rafforzamento delle tutele sul piano economico e sociale per i lavoratori autonomi (Capo I)
  •  sviluppare, all’interno dei rapporti di lavoro subordinato, modalità flessibili di esecuzione delle prestazioni lavorative (smart working), allo scopo di promuovere l’incremento della produttività e agevolare la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro (Capo II).

L’art. 1 individua l’ambito applicativo delle disposizioni della prima parte del provvedimento, riferite ai rapporti nei quali il lavoratore si obbliga a compiere, verso un corrispettivo, un’opera o un servizio, con lavoro prevalentemente proprio e senza vincolo di subordinazione nei confronti del committente, con l’esclusione degli imprenditori, ivi compresi i piccoli imprenditori di cui all’articolo 2083 del codice civile (i coltivatori diretti del fondo, gli artigiani, i piccoli commercianti e coloro che esercitano un’attività professionale organizzata prevalentemente con il lavoro proprio e dei componenti della famiglia).

Tra le tutele previste per tali lavoratori figurano: le garanzie contro i ritardi nei pagamenti dei corrispettivi(art. 2);  l’impossibilità per il committente di modificare unilateralmente le condizioni del contratto o, nel caso di contratto avente ad oggetto una prestazione continuativa, di recedere senza congruo preavviso, nonché imporre clausole con le quali le parti concordano termini di pagamento superiori a sessanta giorni dalla richiesta di pagamento, o ancora il rifiuto del committente di stipulare il contratto in forma scritta (art. 3); il riconoscimento al lavoratore autonomo del diritto di utilizzazione economica relativa ad apporti originali e a invenzioni realizzati nell’esecuzione del contratto, salvo il caso in cui l’attività inventiva sia prevista come oggetto del contratto di lavoro e a tale scopo compensata (art. 4).

L’art. 5, inserito al Senato, reca una delega al Governo in materia di rimessione di atti pubblici alle professioni ordinistiche. Nel corso dell’esame della XI Comm. la disposizione è stata significativamente modificata circoscrivendone l’oggetto alla sola possibilità di rimettere alle professioni organizzate in ordini e collegi atti di pubbliche amministrazioni, laddove sia assicurata la terzietà dei professionisti incaricati e l’esclusione di potenziali situazioni di conflitto di interessi, nonché il rispetto della tutela dei dati personali nell’esercizio di tali funzioni. Con un articolo aggiuntivo (14-bis) è stato integrato il testo licenziato dal Senato con la disciplina delle procedure di adozione dei decreti delegati dell’articolo 5, così come degli articoli 6 e 10 ed il relativo meccanismo di coinvolgimento dei rispettivi livelli istituzionali.

L’art. 6 reca un’altra delega finalizzata al rafforzamento delle prestazioni di sicurezza e di protezione sociale dei professionisti iscritti a ordini e a collegi, a valere sulle risorse di detti enti e finanziati da apposita contribuzione aggiuntiva, per coloro che abbiano subito una significativa riduzione del reddito professionale per ragioni non dipendenti dalla loro volontà o che siano stati colpiti da gravi patologie. Nel corso di esame presso la XI Commissione è stata introdotta un’ulteriore delega finalizzata a incrementare le prestazioni a favore degli iscritti alla gestione separata INPS, finanziate da un incremento delle quote contributive, in materia di maternità e malattia.

Con l’art. 6-bis, anch’esso introdotto dalla XI Comm., si determinano le condizioni per rendere strutturale la Dis-Coll, ovvero l’indennità di disoccupazione per i lavoratori con contratti di collaborazione coordinata e continuativa.

Con gli artt. 7 e 8 si dispongono una serie di misure di carattere fiscale, sociale e di deducibilità delle spese di formazione. Mentre l’art. 9 reca disposizioni volte a favorire l’accesso dei lavoratori autonomi alle informazioni sul mercato e ai servizi di politica attiva del lavoro.

L’art. 10 delega il Governo al riassetto delle disposizioni vigenti in materia di sicurezza e tutela della salute dei lavoratori applicabili agli studi professionali e l’art. 11 reca una serie di misure per facilitare la partecipazione dei professionisti  alle gare e ai bandi indetti dalle pubbliche amministrazioni.
Gli artt. 12 e 13 prevedono rispettivamente l’eliminazione dell’obbligo di astensione dall’attività lavorativa per potere usufruire dell’indennità di maternità nel periodo di congedo obbligatorio e l’introduzione di ulteriori misure per la tutela della maternità, della malattia e dell’infortunio.

L’art. 14, chiarisce che l’elemento caratterizzante della collaborazione coordinata è costituito dall’autonoma organizzazione del lavoro da parte del collaboratore, nel rispetto delle modalità di coordinamento stabilite di comune accordo dalle parti, in linea con quanto previsto al riguardo dall’articolo 2 del decreto legislativo n. 81 del 2015.

 

Come detto, le disposizioni del Capo II, disciplinano il lavoro agile (smart working), chiarendo in primo luogo che tale istituto non costituisce una nuova tipologia contrattuale, ma solo una particolare modalità di svolgimento della prestazione di lavoro subordinato, basata sulla flessibilità di orari e di sede e caratterizzata, principalmente, da una maggiore utilizzazione degli strumenti informatici e telematici e delle possibilità tecnologiche esistenti, nonché dall’assenza di una postazione fissa durante i periodi di lavoro svolti al di fuori dei locali aziendali (art. 15).  Le modalità di redazione dell’accordo relativo al lavoro agile, il suo contenuto nonché le modalità di formalizzazione del recesso sono regolate dall’art. 16, mentre l’art. 17 disciplina il trattamento economico e normativo del lavoratore che svolge la prestazione in modalità di lavoro agile, stabilendo che questi abbia diritto ad un trattamento non inferiore a quello complessivamente applicato ai lavoratori che svolgono le medesime mansioni esclusivamente all’interno dell’azienda, secondo quanto previsto dalla contrattazione collettiva. Il successivo art. 18 disciplina l’esercizio del potere di controllo del datore di lavoro nel rispetto di quanto disposto dall’articolo 4 dello Statuto dei lavoratori per l’individuazione delle condotte che danno luogo all’applicazione di sanzioni disciplinari, mentre l’art. 19dispone che il datore di lavoro garantisce la salute e la sicurezza del lavoratore, consegnando annualmente al lavoratore e al rappresentante dei lavoratori per la sicurezza una informativa scritta che individua i rischi generali e specifici connessi alla particolare modalità di esecuzione del rapporto di lavoro. L’art. 20, infine, dispone, la comunicazione obbligatoria dell’accordo per lo svolgimento dell’attività lavorativa in modalità di lavoro agile e delle sue modificazioni al Centro per l’impiego territorialmente competente e il diritto del lavoratore alla tutela contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali dipendenti dai rischi connessi alla prestazione lavorativa resa all’esterno dell’azienda.

La libera professione dell’assistente sociale, scheda informativa a cura dell’Ordine degli Assistenti Sociali, 9 maggio 2017


La professione di Assistente sociale può essere svolta come attività di lavoro dipendente, assimilato al lavoro dipendente o autonomo (in forma individuale o associata).
In queste brevi note si intende offrire una panoramica sugli adempimenti relativi all’avvio dell’attività di Assistente sociale in forma individuale, svolta in modo abituale ed autonomo, nonché fornire un quadro sintetico sulla disciplina fiscale ed i regimi applicabili.
L’Assistente sociale che intende svolgere la propria attività in modo abituale ed autonomo ha l’obbligo di richiedere l’apertura della Partita IVA e di porre in essere tutti gli adempimenti conseguenti.
La professione è esercitata in modo autonomo quando l’attività è svolta nei confronti di diversi committenti, senza vincolo di subordinazione, attraverso una propria organizzazione di mezzi e del lavoro ed in modo abituale quando gli atti attraverso cui si estrinseca l’attività sono svolti con regolarità e sistematicità. Nel momento in cui i requisiti suddetti vengono a coesistere nasce l’obbligo dell’apertura della Partita IVA.

Sorgente: Libera professione

PERCHÉ LA NUOVA SENTENZA DELLA CASSAZIONE SUL DIVORZIO È FEMMINISTA, di Anna Ditta, in TPI


PERCHÉ LA NUOVA SENTENZA DELLA CASSAZIONE SUL DIVORZIO È FEMMINISTA

La decisione dei giudici sull’assegno di mantenimento riconosce la vera parità tra i generi, e impedisce di vedere il matrimonio come un’assicurazione per il futuro

di Anna Ditta

CHE NE SARÀ DEI CITTADINI EUROPEI CHE LAVORANO NEL REGNO UNITO DOPO LA BREXIT?, di Maurizio Carta , in TPI


CHE NE SARÀ DEI CITTADINI EUROPEI CHE LAVORANO NEL REGNO UNITO DOPO LA BREXIT?

Con l’avvicinarsi delle elezioni dell’8 giugno, i partiti forniscono risposte diverse a questa domanda. Ma cosa dicono i numeri sugli immigrati europei nel paese?

di Maurizio Carta

Il SEGRETARIATO SOCIALE, da: Sapere sociale – Informazioni e riflessioni dal mondo di un’assistente sociale di Giulia Ghezzi, maggio 2017


Sapere sociale

noun_591969_ccAvere le informazioni giuste al momento giusto è una questione così cruciale che il legislatore l’ha addirittura definita un livello essenziale di assistenza! Parlo del segretariato sociale professionale, cioè quell’attività in cui gli assistenti sociali sono a disposizione dei cittadini per dare loro informazioni e orientarli all’interno del nostro (complicatissimo) sistema di welfare. Ma come funziona? 

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ETHICS AND SOCIAL WORK – ETICA E SERVIZIO SOCIALE, Convegno a Enna (Italy), Auditorium Università Kore, dal 10 al 13 settembre 2017


Salva le date dal 10 al 13 settembre 2017

al seguente link trovate il programma provvisorio:

http://www.ethicsandsocial.com/

 

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2017-05-15_105723

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scarica i VOLANTINI in formato Pdf, anche per accedere direttamente ai link:

in italiano: call for abstract italogoadd_last

in inglese: call for abstract englogoadd_last

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