MAPPE nelle POLITICHE SOCIALI e nei SERVIZI

Rapporto Osservasalute 2016 | in Osservatorio sulla Salute


Sorgente: Rapporto Osservasalute 2016 | Osservatorio sulla Salute

L’Isis: le motivazioni del suo terrorismo. Innanzitutto, noi occidentali dobbiamo morire.”Vi vogliamo tutti morti in nome di Allah” – da Libero Quotidiano 11 aprile 2017


L’ Isis, cioè Islamic State in Iraq and Syria, elenca in bianco e nero le motivazioni del suo terrorismo. Innanzitutto, noi occidentali dobbiamo morire …

Sorgente: L’Isis smentisce il Papa: “Vi vogliamo tutti morti in nome di Allah” – Libero Quotidiano

un “popolo di malati cronici”. Complice l’invecchiamento della popolazione questo tipo di malattie e’ in aumento e riguarda quasi 4 italiani su 10, pari a circa 23,6 milioni di persone, dal Rapporto Osservasalute 2016


..

Il Rapporto Osservasalute 2016 mostra un “popolo di malati cronici”. Complice l’invecchiamento della popolazione questo tipo di malattie e’ in aumento e riguarda quasi 4 italiani su 10, pari a circa 23,6 milioni di persone, che ‘succhiano’ molte risorse al Servizio sanitario nazionale. Infatti, ai malati cronici sono destinate gran parte delle ricette per farmaci e sono loro che affollano più spesso le sale d’attesa degli studi dei medici di famiglia.  Insomma italiani sempre piu’ malati cronici (4 su 10), sempre piu’ vecchi, e con una prevenzione (programmi di screening, vaccinazioni ecc.) che segna il passo. La conclusione e’ poco consolante: e’ a rischio la sostenibilita’ del Servizio Sanitario Nazionale.

vai a:

Sorgente: Regioni.it – n. 3140 del 10-04-2017 – Rapporto Osservasalute 2016 – Regioni.it

Dal sito www.osservatoriosullasalute.it (i documenti sono impostati con un utile segnalibro iniziale che permette di rintracciare rapidamente la pagina/argomento di interesse. Salvare i file in locale sul proprio PC e aprirli con Adobe Acrobat Reader, o altro programma di consultazione pdf, così da visualizzare correttamente i segnalibri)e.
Clicca qui per scaricare il Rapporto Osservasalute 2016 completo.

Cure palliative pediatriche in Italia: stato dell’arte e criticità. A cura di Enrico Alleva, Franca Benini, Anna De Santi, Andrea Geraci e Marcello Orzalesi,  2017, Istituto Superiore di Sanità


17/6 – Cure palliative pediatriche in Italia: stato dell’arte e criticità. A cura di Enrico Alleva, Franca Benini, Anna De Santi, Andrea Geraci e Marcello Orzalesi 2017, v, 39 p. (1 allegato)

Sorgente: Istituto Superiore di Sanità: Benvenuti

Marco Minniti: “Non abbiamo mai affrontato una minaccia con queste caratteristiche: le forze di polizia devono prevedere l’imprevedibile, è una sfida al limite”


«Quando si arriva a rubare un camion e pochi minuti dopo ci si scaglia contro un centro commerciale, si capisce che la nuova minaccia è a prevedibilità zero. Non abbiamo mai affrontato una minaccia con queste caratteristiche: le forze di polizia devono prevedere l’imprevedibile, è una sfida al limite»

Sorgente: Il Sole 24 ORE

programma delle GIORNATE DEL CAREGIVER 2017 – CARPI (MO), da www.caregiverday.it


è ora disponibile online il programma delle Giornate del Caregiver 2017 (www.caregiverday.it).

L’evento si aprirà il 03 maggio alle 14.30 con un workshop dedicato ai Giovani Caregiver e in particolare all’impatto che la cura può avere sull’aspetto educativo e scolastico.

La partecipazione è gratuita e sono stati richiesti i crediti formativi per gli assistenti sociali.

Per il programma dettagliato e il modulo di iscrizione: http://www.caregiverday.it/?p=914

La settima edizione del Caregiver Day propone diversi appuntamenti: si parte con la RASSEGNA CINEMATOGRAFICA “Declinazioni di cura”,  5 film per  far luce sulla complessità del prendersi cura e proporre allo spettatore diverse chiavi di lettura sul significato ed il valore della relazione di aiuto, del dare supporto ed assistenza quotidiana ad un proprio caro disabile o non autosufficiente. Il 6 maggio ci incontreremo al CAREGIVER CAFFÈ, un luogo informale dove condividere e raccontarsi. Una iniziativa dedicata a chi vive situazioni e problematiche di cura comuni, dove – se si vuole – lasciare spazio alle emozioni e far emergere bisogni e possibili azioni. L’edizione targata 2017 propone anche CONVEGNI, WORKSHOP, 3 appuntamenti all’insegna della declinazione dell’essere Caregiver: quando si è giovani e studenti e si svolge relazione di aiuto nell’ambito familiare, quando si deve conciliare il lavoro con responsabilità di cura, quando il dare cura rischia di sommergerci come spesso a…

LEGGI TUTTO

img_sito-2

Giorgio Merlo, Renzi e la classe dirigente, Rubbettino editore, 2014


Chi “seleziona” e soprattutto chi “forma” la futura classe dirigente? Attorno a questa domanda si gioca buona parte del futuro e della qualità della nostra democrazia. Da tempo denunciamo la crisi della politica, la sua delegittimazione di fronte alla pubblica opinione e la caduta di credibilità dei “politici”. Il nodo della formazione dei quadri dirigenti diventa quindi una delle priorità della politica contemporanea. Contro la scorciatoia dell’avventurismo, del professionismo e dell’improvvisazione. Un tema che interpella, dunque, la politica, i partiti, le culture e la stessa società civile. Giorgio Merlo, Popolare ed esponente del cattolicesimo democratico, affronta questo tema inserendolo nel quadro della crisi attuale della politica, del dibattito all’interno del Pd e del confronto nell’area cattolica italiana. Dopo la svolta di Renzi e la forte spinta al cambiamento e al rinnovamento della politica, la questione della “formazione” e della provenienza della classe dirigente non potrà più essere affrontata e risolta, solo con espedienti tecnici o regolamentari. Un tema, comunque sia, che coinvolge tutti i partiti e l’intera politica italiana. Nessuno escluso.

Sorgente: Renzi e la classe dirigente – Giorgio Merlo – Libro – Rubbettino – Varia | IBS

“Fact Check”: permetterà di capire se un’affermazione o una news è falsa già dai risultati di ricerca


Si chiama “Fact Check”, è stato appena lanciato, e ci permetterà di capire se un’affermazione o una news è falsa già dai risultati di ricerca.

Google ha ufficialmente lanciato la sua guerra contro le “fake news“.

D’ora in poi quando le persone digiteranno su Google domande o affermazioni sulle news, alcuni dei risultati saranno contrassegnati con la bandierina del fact checking, per aiutare gli utenti a trovare informazioni vere e verificate

Sorgente: Abbiamo testato lo strumento di Google che fa il fact checking sulle notizie – Vice

D.l. 17 febbraio 2017, n. 13, Disposizioni urgenti per l’accelerazione dei procedimenti in materia di protezione internazionale, nonchè per il contrasto dell’immigrazione illegale


http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2017/02/17/17G00026/sg

SCHEDA INFORMATIVA in : http://www.deputatipd.it/blog/immigrazione-meno-emergenza-pi%C3%B9-sicurezza:

12/04/2017

A pochi giorni dall’approvazione definitiva della legge sui minori stranieri non accompagnati che ha colmato una lacuna legislativa dai risvolti molto delicati, abbiamo approvato il decreto sull’immigrazione che, per la prima volta, affronta la questione del flussi migratori in modo strutturale.

Nessuna soluzione temporanea o emergenziale, dunque, ma misure organiche e procedimenti efficaci per affrontare e gestire il fenomeno migratorio nella sua estrema complessità.

Il testo si muove su due binari paralleli: garantire l’accoglienza e l’ asilo a chi ne ha effettivo diritto e rendere efficaci le espulsioni e i rimpatri di chi non ne ha i requisiti. Obiettivo di fondo: accorciare i tempi di entrambe le pratiche, nella consapevolezza che le lunghe attese, un limbo esistenziale e giuridico che dura mesi se non anni, non sono solo inaccettabili da un punto di vista della dignità umana, ma possono aumentare il rischio di comportamenti illegali.

 

DIRITTO DI ASILO: IL NUOVO ITER

Potenziamento degli organi preposti: le Commissioni Territoriali per l’asilo e i Tribunali che si occupano più spesso di immigrazione e protezione internazionale.

26 sezioni specializzate  presso i Tribunali: nei Tribunali sedi di Corte d’Appello sono istituite 26 sezioni specializzate in materia di immigrazione, cui verranno assegnati magistrati dotati di specifiche competenze o formati tramite specifici corsi.

250 assunzioni: il Ministero dell’Interno potrà assumere, tramite concorso, fino a 250 persone altamente qualificate per permettere alle Commissioni di fronteggiare il boom di domande di richiesta di asilo.

Nuovo modello processuale: la domanda di protezione interazionale viene analizzata dalla Commissione territoriale e prevede anche la videoregistrazione del colloquio (salvo che il richiedente asilo stesso chieda di non avvalersi della videoregistrazione per motivi di sicurezza o privacy); in caso di respingimento della domanda il richiedente asilo può ricorrere al giudice del Tribunale Ordinario e,  in ultima istanza, alla Cassazione, che dovrà esprimersi entro 30 giorni; il procedimento è trattato in camera di consiglio ed il giudice deve pronunciarsi sul ricorso entro 4 mesi (anziché 6 mesi com’era fino a ieri) e deve tenere conto delle informazioni sulla situazione socio-politica-economica del Paese di provenienza del richiedente asilo; grazie all’uso della videoregistrazione non è prevista una seconda audizione dell’interessato salvo il caso in cui lo richieda lui stesso.

Integrazione dei migranti nel tessuto sociale: il testo prevede espressamente la possibilità di promuovere, attraverso intese con i Comuni, ogni iniziativa utile all’implementazione dell’impiego di richiedenti protezione internazionale, su base volontaria, in attività socialmente utili che favoriscano la conoscenza da parte dei migranti del contesto sociale in cui sono ospitati e la formazione di una coscienza della partecipazione.

 

RIMPATRI ED ESPULSIONI: PROCEDURE EFFICACI

Procedure di identificazione:  individuate, in modo chiaro e definito, le sedi e le modalità operative per le procedure di identificazione, registrazione e rilevamento fotodattiloscopico e segnaletico.

Scambio di dati informatici: è prevista l’interconnessione del Sistema Informativo Automatizzato (SIA) del Dipartimento della pubblica sicurezza con le banche dati delle forze di polizia e con il sistema per la gestione dell’accoglienza.

Centri di Permanenza per il Rimpatrio:  al posto dei CIE si introduce una rete di strutture, più piccole in termini di capienza (100 posti circa) ma più numerose e distribuite in tutte le regioni in aree facilmente raggiungibili.

Disciplina delle visite: ferme restando le condizioni di trattenimento che assicurino l’assoluto rispetto della dignità della persona, ai Centri di Permanenza per il Rimpatrio si applicano d’ora in avanti le disposizioni che disciplinano le visite da parte di alcuni soggetti istituzionali negli istituti penitenziari, cioè senza necessità di autorizzazione.

Effettività dei provvedimenti di espulsione:  viene previsto il rito abbreviato per i ricorsi contro i provvedimenti di espulsione emessi per motivi di ordine pubblico, di sicurezza nazionale o di prevenzione del terrorismo.

 

Accanto a queste norme, viene rafforzata la sicurezza e l’operatività della rete diplomatica e consolare in Africa con l’incremento del contingente di personale locale in essa impiegato e con l’aumento della spesa per l’invio di personale dell’Arma dei Carabinieri.

L. 8 marzo 2017, n. 24, Disposizioni in materia di sicurezza delle cure e della persona assistita, nonché in materia di responsabilità professionale degli esercenti le professioni sanitarie – c.d. Gelli-Bianco


vai a:

http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2017/03/17/17G00041/sg

Principali imposte correnti e in conto capitale delle famiglie consumatrici, Istat, 2014-2016


unnamed

In Cecenia almeno un centinaio di uomini gay sono detenuti illegalmente in un centro di prigionia ad Argun, a circa 15 chilometri dalla capitale Groznyj, aprile 2017


In Cecenia almeno un centinaio di uomini gay sono detenuti illegalmente in un centro di prigionia ad Argun, una cittadina a circa 15 chilometri ad est della capitale Groznyj, dove secondo vari testimoni vengono sistematicamente torturati. Almeno tre persone sarebbero morte.Lo scrive il quotidiano indipendente russo Novaya Gazeta, che riporta le testimonianze di due sopravvissuti

… segue

vai a

Sorgente: Corriere della Sera

Reports emerge of Chechnya rounding up and killing gay people

Ramzan Kadyrov’s security forces are allegedly torturing suspected homosexuals in secret prisons

http://www.economist.com/news/europe/21720298-ramzan-kadyrovs-security-forces-are-allegedly-torturing-suspected-homosexuals-secret?fsrc=scn/tw/te/rfd/pe

commento di Matteo Renzi:

Le notizie che arrivano dalla Cecenia lasciano senza parole. Pensare che nel 2017 esistano dei campi di concentramento per uomini “dall’orientamento sessuale non tradizionale o sospetto” fa davvero rabbrividire. Non è un pesce d’aprile ma una drammatica realtà che ci colpisce profondamente.
La dignità e la libertà degli uomini, a prescindere dal proprio orientamento sessuale, non possono essere lese così per nessun motivo ed in nessuna parte del mondo.
I campi di concentramento per gay ci riportano al nazismo: tutti dobbiamo far sentire la nostra protesta, il nostro sdegno

Sostegno Inclusione Attiva (SIA), a cura di Gabriella Lanza, Assistente Sociale Specialista e collaboratrice di AssistenteSociale Privato


Elena Giudice

Cos’è, come funziona, prospettive

Gabriella Lanza, Assistente Sociale Specialista e collaboratrice di AssistenteSociale Privato ci spiega il SIA dal punto di vista normativo e procedurale e dell’attuazione.

Un breve inquadramento normativo.

La Legge di stabilità per il 2016 (legge 28 dicembre 2015, n. 208) prevede la definizione di un Piano nazionale di contrasto alla povertà da adottarsi con cadenza triennale, con la finalità di garantire progressivamente -nei limiti delle risorse disponibili- livelli essenziali delle prestazioni assistenziali su tutto il territorio italiano. La stessa Legge stabilisce l’avvio di una specifica misura nazionale di contrasto alla povertà, il Sostegno per l’inclusione attiva – il SIA – da intendersi come estensione e rafforzamento della precedente sperimentazione (Carta Servizi avviata nel 2013 in 12 comuni).

View original post 2.483 altre parole

Terrorismo islamico: EGITTO, strage dell’isis in due chiese copte, 9 aprile 2017


2017-04-10_195951

2017-04-10_200023

Diritto di famiglia e minorile: istituti e questioni aperte. Aggiornato alla legge 20 maggio, n. 76, alla Direttiva (UE)2016/800 sulle garanzie procedurali per i minori indagati o imputati e alla sentenza di Cass. 22 giugno 2016, n. 12962 sulla step child adoption, (a cura di) Claudio Cottatellucci, G. Giappichelli Editore, 2016


Pochi settori del diritto sono oggi attraversati da trasformazioni tanto profonde dei propri assetti tradizionali e degli istituti giuridici che li regolano quanto quello relativo alle forme familiari ed al riconoscimento dei diritti delle persone di età minore. Il volume ricostruisce le linee delle trasformazioni in atto, indicandone tendenze e possibili evoluzioni, in costante correlazione con le pronunce, ampiamente esaminate, delle Corti europee. In questa prospettiva, analizza le evoluzioni degli istituti familiari nell’ordinamento positivo interno successive alla legge n. 219/2012 ed al d.lgs. n.154/2013, attraverso la legge sul diritto alla continuità affettiva n. 173 del 19 ottobre 2015 e la legge n. 101 del 18 giugno 2015 di ratifica della Convenzione dell’Aja in materia di misure di protezione dei minori, sino alla recente legge 20 maggio 2016, n. 76 di regolamentazione delle unioni civili tra persone dello stesso sesso e disciplina della convivenza ed alla pronuncia della Cassazione n. 12962 del 22 giugno 2016 sulla step child adoption. Gli argomenti del diritto minorile comprendono, in coerenza con l’approccio olistico sostenuto dal Consiglio d’Europa, sia aspetti civili che penali, dall’esame delle tendenze in materia di affidamento familiare ed adozione, sino alla recente Direttiva 2016/800/UE dell’11 maggio 2016 sulle garanzie procedurali per i minori nei procedimenti penali ed ai criteri della delega per l’approvazione dell’ordinamento penitenziario minorile elaborati nella discussione parlamentare sul disegno di legge n. 2798. Una specifica trattazione è dedicata alla condizione giuridica dei minori migranti, con particolare riferimento ai minori non accompagnati ed alle modifiche introdotte dal Regolamento UE n. 604 del 26 giugno 2013 (Dublino III). Per le sue caratteristiche, il volume è pensato come uno strumento di approfondimento sia per i giuristi impegnati su questi temi, sia per i professionisti operanti nel sistema pubblico e privato a tutela delle persone di età minore e dei soggetti vulnerabili. Il testo è corredato di una sezione on-line nella quale confluiranno gli aggiornamenti che si dovessero rendere necessari a seguito di interventi normativi di diritto interno o europeo e sentenze rilevanti e maggiormente significative.

Sorgente: G. Giappichelli Editore – Diritto di famiglia e minorile: istituti e questioni aperte – C. Cottatellucci – V. Montaruli – P. Morozzo Della Rocca – L. Trovato (a cura di) C. Cottatellucci

La nuova regolamentazione delle unioni civili e delle convivenzeLegge 20 maggio 2016, n.76 di  Marina Blasi – Riccardo Campione – Alberto Figone – Fulvio Mecenate – Giacomo ObertoG. Giappichelli Editore, 2016


È stata approvata la legge 20 maggio 2016, n. 76, a seguito di un lungo e dibattuto iter parlamentare. Una normativa disciplinante due diversi modelli familiari: l’unione civile tra persone dello stesso sesso e la convivenza di fatto, che prescinde dall’orientamento sessuale delle parti. Anche l’Italia si è allineata alla maggior parte degli Stati europei, attribuendo piena rilevanza alle relazioni affettive same sex, specie dopo i richiami della Corte EDU e della giurisprudenza interna, che rendevano indifferibile un intervento in materia. Pure si riconosce una serie di effetti giuridici alla convivenza di fatto tra coloro che decidono di costituire un nucleo familiare senza formalizzare alcun vincolo, ed è espressamente valorizzata l’autonomia negoziale tra essi, con lo strumento del contratto di convivenza. Il volume offre una prima analisi completa e sistematica della nuova disciplina, attraverso i contributi di Autori, rappresentativi delle diverse professionalità operanti nel settore giuridico.

Sorgente: G. Giappichelli Editore – La nuova regolamentazione delle unioni civili e delle convivenze – AA.VV.

Legge Regionale 8 luglio 2016 , n. 16 Disciplina regionale dei servizi abitativi (BURL n. 28, suppl. del 12 Luglio 2016


Sorgente: Banca dati del Consiglio Regionale della Lombardia

Servizi abitativi integrati tra dimensione sociale e dimensione urbana (in collaborazione con KCity) – Scuola IRS per il Sociale


Per chi si occupa di politiche della casa in Lombardia e si sta confrontando con la nuova Legge Regionale 16/2016 di disciplina dei servizi abitativi, uno spazio per capire come si ridefinisce il modello d’azione pubblica per ridurre il disagio abitativo. A partire da quanto definito da questa nuova legge, in alcuni contesti territoriali si stanno sperimentando progetti innovativi capaci di mettere insieme diversi settori di intervento in modo da interpretare la casa come parte dei servizi territoriali e del sistema di welfare.
Il percorso fornirà strumenti di lettura delle politiche messe in campo, mettendo a disposizione buone pratiche ed esperienze innovative provenienti da alcuni contesti territoriali. I partecipanti verranno accompagnati in una riflessione intorno alle modalità di gestione di nuovi servizi abitativi che cercano di rispondere alle domande di aiuto e di sostegno relative alla casa.
Sono previsti interventi di Patrizia Di Girolamo (Comune di Milano), Paolo Formigoni (DG Casa Regione Lombardia) e  Gabriele Rabaiotti (Comune di Milano)

Le iscrizioni si chiudono il 3 maggio. Verranno richiesti 18 crediti formativi per assistenti sociali.

Docenti:  Paolo Cottino, Francesco Di Ciò, Gianluca Nardone, Marcello Balestrieri

contenuti:

  • L’evoluzione dei bisogni sociali e delle politiche abitative
  • La nuova legge regionale dei servizi abitativi n.16 2016
  • Sfratti morosità e conflitti condominiali
  • Nuovi attori e nuove competenze negli interventi sociali e abitativi
  • Servizi complementari alla residenza
  • Fondi di housing sociale

Sono stati richiesti 18 crediti formativi per assistenti sociali.

Durata: 3 giornate – 11 e 26 maggio, 8 giugno 2017 – Il corso si terrà presso la sede di IRS, in via XX Settembre 24, 20123, Milano (MM rossa Conciliazione) dalle ore 10.00 alle ore 17.00

Referente: Francesco Di Ciò

Qui puoi scaricare il programma completo e la scheda di iscrizione.

VAI ALLA PRESENTAZIONE COMPLETA:

Sorgente: Servizi abitativi integrati tra dimensione sociale e dimensione urbana (in collaborazione con KCity) – Scuola IRS per il Sociale

 

il numero 3 di Marzo 2017 del CESDANEWS, CESDA – CENTRO STUDI, RICERCA E DOCUMENTAZIONE SU DIPENDENZE E AIDS


il numero 3 di Marzo 2017 del CESDANEWS

La Redazione: Alba Russo, Andrea Cagioni, Mariella Orsi

Per leggere la Newsletter (in formato pdf) clicca qui

Tutte le newsletter sono archiviate nel sito www.cesda.net nella sezione Newsletter

Cesda – Centro studi ricerca e documentazione su droghe, dipendenze e hiv/aids, le Rassegna Stampa |


CESDA – CENTRO STUDI, RICERCA E DOCUMENTAZIONE SU DIPENDENZE E AIDS Via S. Salvi, 12 – Firenze

le RASSEGNE STAMPA:

Sorgente: Rassegna Stampa | Cesda – Centro studi ricerca e documentazione su droghe, dipendenze e hiv/aids

Psicosociologia Unimib 10 marzo 2017 – Avvio della ricerca conoscitiva


Mainograz

Per introdurre alcuni elementi che mi sembra caratterizzino la prospettiva psicosociologica mi servo di un brano estrapolabile dal libro di Antonio Pascale e Luca Rastello, Democrazia: cosa può fare uno scrittore, Codice edizioni, 2011.
Dal contributo “Post scriptum: per finire, un’autocritica” di Antonio Pascale attingo una citazione contenuta nel paragrafo finale
Opinioni (democratiche)?.
Mi piace l’idea che il brano di commiato di un libro possa essere usato per aprire qualcosa di nuovo.
Ecco il brano:

«[…] dal 25 aprile fino al primo maggio 2008 sono stato ospite del presidio sanitario di Medici Senza Frontiere, a Rio de Janeiro. Il punto di primo soccorso era situato nel mezzo del complesso di Alemao, la più grande favela di Rio., in mano (ossia di proprietà dei) narcotrafficanti. È una zona blindata. Il mio compito era quello di descrivere le condizioni di vita dei cittadini della favela. Ho elaborato quindi un ragionamento: la favela…

View original post 1.097 altre parole

Per affrontare lo studio delle voci del Dizionario di Psicosociologia. Cosa dice il testo, cosa intende dire, cosa dice a me? #psicosociologia | Mainograz


Cosa dice il testo, cosa intende dire, cosa dice a me? #psicosociologia

Per affrontare lo studio delle voci del Dizionario di Psicosociologia

vai a:

Sorgente: Cosa dice il testo, cosa intende dire, cosa dice a me? #psicosociologia | Mainograz

decreti legislativi attuativi della Buona Scuola, Comunicato Stampa del 7 Aprile 2017 – SCHEDE a cura dell’ufficio stampa Miur – Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca


Roma, 7 aprile 2017

Le slide

Le schede di approfondimento

La Buona Scuola, in Cdm via libera definitivo ai decreti attuativi
Fedeli: “Testi approvati sono il frutto di un lungo lavoro di consultazione. Qualificano ulteriormente il sistema di Istruzione”

“I provvedimenti approvati oggi in Consiglio dei Ministri sono il frutto di un lungo lavoro di consultazione in sede parlamentare, nelle commissioni competenti. C’è stato un ampio confronto che è servito a migliorare ed arricchire i testi. Si tratta di decreti che qualificano ulteriormente il sistema di Istruzione del nostro Paese”. Lo dichiara la Ministra Valeria Fedeli in occasione del via libera definitivo del Consiglio dei Ministri sui decreti legislativi attuativi della Buona Scuola.

“In Parlamento sono stati auditi circa cento soggetti fra organizzazioni sindacali, associazioni dei genitori, delle studentesse e degli studenti, delle e degli insegnanti, delle famiglie, esperti, che hanno consentito di arricchire e migliorare i testi. Anche al Ministero dell’Istruzione abbiamo svolto incontri e approfondimenti – prosegue Fedeli -. A tutte e tutti coloro che hanno contribuito a portare avanti questo lavoro, facendoci pervenire anche voci critiche che sono sempre necessarie e utili per poter migliorare il risultato finale, vanno i miei più sentiti ringraziamenti”.

Il Governo ha esercitato otto delle nove deleghe previste dalla legge di riforma approvata a luglio del 2015. La nona riguardava la revisione del Testo unico sulla scuola per la quale sarà previsto un disegno di legge delega specifico e successivo.

I decreti approvati oggi riguardano:

– il sistema di formazione iniziale e di accesso all’insegnamento nella scuola secondaria di I e II grado;
– la promozione dell’inclusione scolastica delle studentesse e degli studenti con disabilità;
– la revisione dei percorsi dell’istruzione professionale;
– l’istituzione del sistema integrato di educazione e di istruzione dalla nascita fino a sei anni;
– il diritto allo studio;
– la promozione e la diffusione della cultura umanistica;
– il riordino della normativa in materia di scuole italiane all’estero;
– l’adeguamento della normativa in materia di valutazione e certificazione delle competenze degli studenti e degli Esami di Stato.

“I provvedimenti approvati sono tutti collegati da un filo rosso: migliorare la qualità del sistema nazionale di istruzione. I decreti mettono le studentesse e gli studenti al centro di un progetto, che parte dalla nascita grazie al sistema integrato 0-6 anni, per dare a tutte e tutti pari opportunità di accesso alla conoscenza, strumenti per costruire il proprio futuro, una formazione adeguata a standard e obiettivi internazionali. I decreti – sottolinea Fedeli –valorizzano la professione docente, insistendo sulla formazione e sulla qualità del reclutamento, mettono tutto il personale della scuola al centro del progetto di rilancio del sistema a partire dal tema, importantissimo, dell’inclusione delle alunne e degli alunni con disabilità”.

Con i provvedimenti approvati oggi “prosegue il cammino avviato nei primi due anni di attuazione della legge Buona Scuola che ha gettato le basi per un cambiamento culturale importante: la scuola vista come comunità aperta, innovativa, inclusiva in cui ragazze e ragazzi diventano cittadini attivi, accorti, protagonisti, capaci di contribuire alla crescita e alla competitività del Paese, nell’ottica di uno sviluppo sostenibile e nella piena attuazione dell’articolo 3 della nostra Costituzione”, conclude la Ministra.

LE SCHEDE

Reclutamento e formazione iniziale delle e dei docenti
nella scuola secondaria di I e II grado

Cambia il sistema di accesso all’insegnamento nella scuola secondaria di I e II grado, con un nuovo modello di reclutamento e formazione iniziale che punta a: evitare che si formino nuove sacche di precariato; offrire orizzonti temporali certi e un percorso chiaro fra concorso e immissione in ruolo alle giovani e ai giovani che vogliono insegnare; garantire l’elevata qualificazione del percorso di formazione delle future e dei futuri docenti.

Oggi chi vuole diventare insegnante della scuola secondaria deve abilitarsi, dopo la laurea, attraverso un tirocinio formativo (TFA). L’abilitazione dà accesso alle graduatorie di istituto per le sole supplenze. Per entrare in ruolo, infatti, bisogna attendere e superare un concorso. Dal 1999 il primo concorso bandito in tempi recenti è stato quello del 2012 seguito, poi, da quello del 2016. Con lunghi periodi di attesa e di vuoto, senza certezze per le e gli aspiranti docenti.

Con l’approvazione del nuovo decreto, tutte le laureate e tutti i laureati potranno partecipare ai concorsi, a patto che abbiano conseguito 24 crediti universitari in settori formativi psico-antropo-pedagogici o nelle metodologie didattiche. I concorsi avranno cadenza biennale, il primo sarà nel 2018.

Il nuovo concorso prevede due scritti (tre per il sostegno) e un orale. Chi lo passa entra in un percorso triennale di formazione, inserimento e tirocinio (FIT), con una retribuzione crescente che parte fin dal periodo della formazione. Le docenti e i docenti vengono valutati per tutta la durata del percorso. Alla fine del triennio, se la valutazione è positiva, vengono immessi in ruolo. Niente più anni di attesa nelle graduatorie dei supplenti, dunque, ma un percorso certo e definito per diventare insegnanti.

Il decreto prevede una fase transitoria che, in prosecuzione con il Piano di assunzioni della Buona Scuola, continua ad offrire risposte al precariato storico. Saranno esaurite innanzitutto le Graduatorie ad esaurimento e quelle dell’ultimo concorso del 2016. Ci saranno delle procedure concorsuali specifiche per chi sta già insegnando come supplente da tempo. Per le docenti e i docenti abilitati della seconda fascia delle graduatorie di istituto ci sarà un concorso nel 2018 con una prova orale seguita – quando si verificherà disponibilità di posti – da un anno di servizio con una valutazione finale. I partecipanti entreranno in ruolo, dunque, dopo una ulteriore verifica in classe. Le iscritte e gli iscritti nelle terze fasce di istituto, quelli con 3 anni di servizio, potranno accedere a concorsi con uno scritto e un orale, se vincitori accederanno al percorso FIT facendo il primo e terzo anno.

Inclusione delle studentesse e degli studenti con disabilità

Garantire una scuola sempre più accogliente alle alunne e agli alunni con disabilità, rafforzando il ruolo delle famiglie e delle associazioni nei processi di inclusione e coinvolgendo – anche e soprattutto attraverso la formazione in servizio – tutte le componenti del personale scolastico. Questo l’obiettivo del provvedimento approvato.

Insegnanti sempre più preparati: viene rivista la formazione iniziale delle e dei docenti di sostegno dell’infanzia e della primaria, attraverso l’istituzione di un Corso di specializzazione ad hoc a cui si accede dopo aver conseguito la laurea in Scienze della formazione primaria, comprensiva di 60 crediti sulla didattica dell’inclusione. Tutte le future e tutti i futuri docenti, anche nella secondaria, avranno nel loro percorso di formazione iniziale materie che riguardano le metodologie per l’inclusione e ci sarà una specifica formazione anche per il personale della scuola, Ata compresi.

Coinvolgere tutto il personale nella formazione non vuol dire immaginare una riduzione delle docenti e dei docenti di sostegno, ma una maggiore partecipazione di tutte le componenti sul tema dell’inclusione, perché questa possa realizzarsi concretamente. La proposta di quantificazione del personale sul sostegno sarà fatta, infatti, dal dirigente scolastico sulla base del Progetto educativo individualizzato (PEI) di ciascuna alunna e ciascun alunno con disabilità e in coerenza con il Piano dell’inclusione di ciascuna scuola.

Il provvedimento introduce l’obbligo di tenere conto della presenza di alunne e alunni diversamente abili per l’assegnazione del personale Ata alle scuole. Nel processo di valutazione delle istituzioni scolastiche viene introdotto il livello di inclusività. Ogni scuola dovrà predisporre, nell’ambito del Piano triennale dell’offerta formativa, un Piano specifico per l’inclusione. Vengono poi rivisti, razionalizzati e rafforzati nelle loro funzioni gli organismi che operano a livello territoriale per il supporto all’inclusione, con un maggiore coinvolgimento di famiglie e associazioni.

Le commissioni mediche per l’accertamento della disabilità si arricchiscono di nuove professionalità: ci saranno un medico legale e due medici specialisti scelti fra quelli in pediatria e in neuropsichiatria infantile. Per la prima volta le e i supplenti potranno avere contratti pluriennali. In caso di un rapporto positivo con l’alunna o l’alunno e su richiesta delle famiglie le docenti e i docenti con contratto a termine potranno essere riconfermati per più anni senza passare dalle annuali trafile di assegnazione della supplenza. Viene rafforzato l’Osservatorio permanente per l’inclusione insediato al Miur.

Revisione dei percorsi dell’Istruzione professionale

Un sistema di istruzione e formazione professionale che educhi le nuove generazioni al “saper fare di qualità”, consentendo una rapida transizione dal sistema educativo al mondo del lavoro. Lo prevede il decreto approvato oggi che si pone l’obiettivo di dare una chiara identità agli istituti professionali, innovare e rendere più flessibile la loro offerta formativa, superare l’attuale sovrapposizione con l’istruzione tecnica e mettere ordine in un ambito frammentato tra competenze statali e regionali.

I percorsi durano 5 anni: biennio più triennio. Gli indirizzi, a partire dall’anno scolastico 2018/2019, passano da 6 a 11: agricoltura, sviluppo rurale, valorizzazione dei prodotti del territorio e gestione delle risorse forestali e montane; pesca commerciale e produzioni ittiche; industria e artigianato per il Made in Italy; manutenzione e assistenza tecnica; gestione delle acque e risanamento ambientale; servizi commerciali; enogastronomia e ospitalità alberghiera; servizi culturali e dello spettacolo; servizi per la sanità e l’assistenza sociale; arti ausiliarie delle professioni sanitarie: odontotecnico; arti ausiliarie delle professioni sanitarie: ottico.

Ogni scuola potrà declinare questi indirizzi in base alle richieste e alle peculiarità del territorio, coerentemente con le priorità indicate dalle Regioni. Si punta ad una sempre maggiore personalizzazione degli apprendimenti in modo tale che le studentesse e gli studenti, attraverso un progetto formativo individuale, possano sviluppare e acquisire competenze che li aiutino nell’accesso del mondo del lavoro. Nel biennio vengono inseriti gli assi culturali, ovvero aggregazioni di insegnamenti omogenei che forniscono competenze chiave di cittadinanza alle giovani e ai giovani, e si dà maggiore spazio all’alternanza scuola-lavoro e all’apprendistato.

Le scuole potranno utilizzare le loro quote di autonomia in relazione all’orario complessivo per rafforzare i laboratori e qualificare la loro offerta in modo flessibile. Gli istituti potranno, poi, avvalersi del contributo di esperti del mondo del lavoro e delle professioni e attivare partenariati per migliorare l’offerta formativa.

Conseguita la qualifica triennale, le studentesse e gli studenti potranno scegliere di proseguire gli studi passando al quarto anno dei percorsi di Istruzione Professionale o dei percorsi di Istruzione e Formazione Professionale e conseguire un diploma professionale tecnico. Al termine dei percorsi di istruzione professionale, in quelle che diventano vere e proprie “scuole territoriali di innovazione”, le ragazze e i ragazzi conseguono il diploma quinquennale di istruzione secondaria di II grado, grazie al quale potranno accedere agli Istituti tecnici superiori (ITS), alle Università e alle Istituzioni dell’Alta formazione artistica, musicale e coreutica (AFAM), in base alle loro inclinazioni e ai loro desideri.

Le istituzioni scolastiche che offrono percorsi di istruzione professionale e le istituzioni formative accreditate per fornire percorsi di Istruzione e Formazione professionale (di competenza regionale) entrano a far parte della Rete nazionale delle Scuole Professionali: finalmente un’offerta formativa unitaria, articolata e integrata sul territorio. Il sistema sarà in vigore a partire dall’anno scolastico 2018/2019. Un tavolo coordinato dal Miur – al quale prendono parte le Regioni, gli Enti locali, le Parti Sociali, gli altri Ministeri interessati, l’Istituto nazionale per la valutazione del sistema dell’istruzione (Invalsi), l’Istituto nazionale di documentazione, innovazione e ricerca educativa (Indire), l’Istituto nazionale per l’analisi delle politiche pubbliche (Inapp) e l’Agenzia Nazionale Politiche Attive Lavoro (Anpal) – monitora i percorsi dell’istruzione professionale e aggiorna gli indirizzi con cadenza almeno quinquennale. Vengono stanziati oltre 48 milioni a regime per incrementare il personale necessario all’attuazione delle novità previste. Sarà stabilizzato lo stanziamento di 25 milioni all’anno per l’apprendistato formativo.

Sistema integrato di educazione e di istruzione 0-6 anni

I servizi per l’infanzia escono dalla dimensione assistenziale ed entrano a pieno titolo nella sfera educativa. Viene istituito infatti per la prima volta un Sistema integrato di educazione e di istruzione dalla nascita fino a 6 anni per garantire “ai bambini e alle bambine pari opportunità di educazione, istruzione, cura, relazione e gioco, superando disuguaglianze e barriere territoriali, economiche, etniche e culturali”. Particolare attenzione verrà data alle bambine e ai bambini con disabilità.

Attraverso la costituzione del Sistema integrato progressivamente si estenderanno, amplieranno e qualificheranno i servizi educativi per l’infanzia e della scuola dell’infanzia su tutto il territorio nazionale. I servizi saranno organizzati all’interno di un assetto di competenze tra i diversi attori in campo (Stato, Regioni, Enti locali) chiaro ed efficiente. Per finanziare il nuovo Sistema viene creato un Fondo specifico (239 milioni all’anno a regime) per l’attribuzione di risorse agli Enti locali.

Il decreto prevede un Piano di azione nazionale di attuazione che coinvolgerà attivamente tutti gli attori in campo. Anche le famiglie saranno coinvolte attraverso gli organismi di rappresentanza. Sarà promossa la costituzione di Poli per l’infanzia per bambine e bambini di età fino a 6 anni, anche aggregati a scuole primarie e istituti comprensivi. I Poli serviranno a potenziare la ricettività dei servizi e sostenere la continuità del percorso educativo e scolastico. I Poli saranno finanziati anche attraverso appositi fondi Inail (150 milioni per la parte edilizia). Sarà prevista la qualifica universitaria come titolo di accesso per il personale, anche per i servizi da 0 a 3 anni, nell’ottica di garantire una sempre maggiore qualità del sistema. Per la prima volta sarà istituita una soglia massima per la contribuzione da parte delle famiglie.

È prevista una specifica governance del Sistema integrato di educazione e di istruzione. Al Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca spetterà un ruolo di coordinamento, indirizzo e promozione, in sintonia con le Regioni e gli Enti locali, sulla base del Piano di Azione Nazionale che sarà adottato dal Governo.

Diritto allo studio

Una nuova governance per garantire una maggiore partecipazione delle studentesse e degli studenti e delle famiglie. La promozione di un sistema di welfare fondato su livelli di prestazioni nazionali, misure su libri di testo, tasse scolastiche, trasporti. Il potenziamento della carta dello studente IoStudio. Oltre sessanta milioni di investimento fra borse di studio, mobilità, supporti per la didattica. Questi i principali contenuti del decreto sul Diritto allo Studio.

In particolare, il provvedimento prevede l’istituzione di una Conferenza Nazionale. Una novità assoluta che consentirà una governance più partecipata: al tavolo ci saranno Associazioni dei genitori e delle studentesse e degli studenti, Consulte provinciali delle studentesse e degli studenti, il Miur, ma anche Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Regioni, Comuni.

Sono previsti specifici finanziamenti per sostenere il welfare studentesco: 30 milioni vengono destinati per il 2017 (diventano 39,7 a regime dal 2019) alla copertura di borse di studio grazie alle quali studentesse e studenti delle scuole secondarie di II grado potranno avere supporto per l’acquisto di materiale didattico, per trasporti, per accedere a beni di natura culturale. Si tratta, a regime, di quasi 30 milioni in più rispetto allo stanziamento previsto dal testo iniziale, prima del passaggio parlamentare.

Altri 10 milioni (all’anno, fino al 2019/2020) vengono stanziati per l’acquisto di sussidi didattici nelle scuole che accolgono alunne e alunni con disabilità. Ancora altri 10 milioni vengono investiti, a partire dal 2019, per l’acquisto da parte delle scuole di libri di testo e di altri contenuti didattici, anche digitali, per il comodato d’uso dalla primaria fino alle classi dell’assolvimento dell’obbligo. Supporto aggiuntivo anche per la scuola in ospedale e per l’istruzione domiciliare con uno stanziamento di 2,5 milioni di euro all’anno dal 2017.

È previsto l’esonero totale dal pagamento delle tasse scolastiche – in base all’Isee – per le studentesse e gli studenti delle quarte e delle quinte della secondaria di II grado. Si parte nell’anno scolastico 2018/2019 con le quarte. Rafforzata la Carta dello studente (IoStudio) che sarà estesa anche a chi frequenta i corsi dell’Afam (Alta formazione musicale e coreutica) e ai Centri Regionali per la Formazione Professionale.

Promozione e diffusione della Cultura umanistica,
arriva il Piano delle Arti

Musica e danza, teatro e cinema, pittura, scultura, grafica delle arti decorative e design, scrittura creativa entrano a pieno diritto nel Piano dell’offerta formativa delle scuole di ogni ordine e grado. Le studentesse e gli studenti potranno così sviluppare creatività, senso critico, capacità di innovazione attraverso la cultura e la pratica diretta delle arti e la conoscenza diretta e il rilancio del patrimonio storico e artistico del nostro Paese.

Dopo il Piano Nazionale Scuola Digitale, arriva il Piano delle Arti, un programma di interventi con validità triennale che il Miur metterà in campo di concerto con il Mibact (Ministero dei Beni e delle attività culturali e del turismo) e che conterrà una serie di misure per agevolare lo sviluppo dei temi della creatività nelle scuole. Il Piano viene finanziato con 2 milioni all’anno a partire dal 2017 e per la prima volta il 5% dei posti di potenziamento dell’offerta formativa sarà dedicato allo sviluppo dei temi della creatività. Ci saranno perciò risorse e personale.

Le scuole dovranno recepire gli indirizzi del Piano nell’ambito della loro offerta formativa e potranno costituirsi in Poli a orientamento artistico-performativo (per il primo ciclo) e in Reti (scuole secondarie di secondo grado) per condividere risorse laboratoriali, spazi espositivi, strumenti professionali, esperienze e progettazioni comuni.

Ogni istituto potrà stabilire se articolare singoli progetti o specifici percorsi curricolari anche in verticale, in alternanza scuola-lavoro o con iniziative extrascolastiche, in collaborazione con altri soggetti pubblici e privati e con soggetti del terzo settore che operano nel campo artistico e musicale.

Tra le novità del decreto, i percorsi a indirizzo musicale delle scuole secondarie di I grado (che rappresenteranno la naturale evoluzione delle scuole di I grado ad indirizzo musicale), una più omogenea diffusione dell’insegnamento dello strumento musicale anche attraverso le docenti e i docenti dell’organico dell’autonomia e l’armonizzazione dei percorsi formativi della filiera artistico-musicale. Promosse, inoltre, forme di collaborazione strutturata tra licei artistici, accademie di belle arti, istituti superiori per le industrie artistiche, università, enti locali e tra licei musicali e coreutici e gli istituti superiori di studi musicali e i territori.

Plurale è anche la governance di questo settore: oltre al Miur e al Mibact (Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo) le attività di indirizzo e coordinamento saranno gestite dall’Indire (Istituto nazionale documentazione, innovazione, ricerca educativa), le istituzioni Afam (Alta formazione musicale e coreutica), le Università, gli Its (Istituti tecnici superiori), gli Istituti del Mibact, gli istituti di cultura italiana all’estero, soggetti pubblici e privati.

Il patrimonio culturale e artistico italiano può diventare occasione di crescita per il Paese se le nuove generazioni sapranno coniugare tradizione e innovazione. Per questo motivo l’alternanza Scuola-Lavoro, prevista dalla legge 107/2015, potrà essere svolta presso soggetti pubblici e privati che si occupano della conservazione e produzione artistica.

Scuole italiane all’estero

Una scuola che formi cittadine e cittadini italiani anche all’estero e che diffonda e promuova il nostro patrimonio culturale fuori dai confini nazionali: è questo l’obiettivo del decreto legislativo sulle scuole italiane all’estero.

La volontà è quella di colmare le distanze e le frammentazioni oggi esistenti fra le scuole del sistema nazionale e quelle all’estero, estendendo le innovazioni introdotte dalla Buona Scuola anche negli istituti scolastici che operano fuori dal Paese. Questo si tradurrà, per esempio, nell’istituzione dell’organico del potenziamento anche all’estero. Si tratta di 50 ulteriori insegnanti (si passa da 624 a 674), nuove risorse professionali grazie alle quali si potrà lavorare di più su musica, arte o cinema e garantire il sostegno alle alunne e agli alunni che ne hanno bisogno.

Queste figure professionali verranno selezionate per la prima volta dal Miur sulla base di requisiti predisposti insieme al Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (Maeci). In precedenza era il solo Maeci ad effettuare queste selezioni. È prevista per queste figure una formazione obbligatoria prima della partenza per l’estero e in servizio, così come richiesto nel territorio nazionale dopo l’entrata in vigore della Buona Scuola. I tempi di permanenza fuori dall’Italia passano dai 9 anni attuali a due periodi di 6 anni scolastici che dovranno però essere intervallati da un periodo di 6 anni nelle scuole italiane del Paese. Questo per evitare che il personale all’estero perda contatto con il sistema di istruzione e con il Paese di riferimento.

Le scuole italiane all’estero potranno partecipare ai bandi relativi al Piano nazionale scuola digitale e saranno inserite nel sistema nazionale di valutazione. Sono previste maggiori e nuove sinergie con istituzioni ed enti che promuovono e diffondono la nostra cultura nel mondo e, infine, piena trasparenza delle scuole all’estero all’interno del portale unico della scuola.

Vengono promossi, inoltre, servizio civile e tirocini nelle istituzioni del sistema di formazione italiano nel mondo. Maggiori e nuove sinergie con istituzioni ed enti pubblici e privati che promuovono la nostra cultura nel mondo. Viene istituita una Cabina di Regia Miur-Maeci, cui spetta il compito di riorganizzazione e coordinamento strategico del sistema.

Valutazione ed Esami di Stato

Nessun cambiamento per gli Esami di Stato di quest’anno. Le novità saranno applicate nel 2018 per l’Esame del primo ciclo e nel 2019 per la Maturità. Alla primaria e alla secondaria di I grado cambia la modalità di valutazione: restano i voti, ma saranno espressione dei livelli di apprendimento raggiunti e saranno affiancati da una specifica certificazione delle competenze. Maggiore peso viene dato alla valutazione delle competenze in ‘Cittadinanza e Costituzione’, che saranno anche oggetto di colloquio anche all’Esame di Maturità. Sono alcune delle novità previste dal decreto su valutazione ed Esami di Stato.

La valutazione nel primo ciclo: il tema dell’ammissione alla classe successiva diventa parte di un processo più ampio di presa in carico delle studentesse e degli studenti. Le attività svolte nell’ambito della disciplina trasversale ‘Cittadinanza e Costituzione’ diventano oggetto di valutazione.

Alla primaria varrà la normativa vigente: la non ammissione è prevista solo in casi eccezionali e con decisione unanime dei docenti della classe. Ma con una novità: viene esplicitato che l’ammissione è prevista anche in caso di livelli di apprendimento “parzialmente raggiunti o in via di prima acquisizione”. Le scuole dovranno attivare, anche questa è una novità, specifiche strategie di miglioramento per sostenere il raggiungimento dei necessari livelli di apprendimento da parte degli alunni e delle alunne più deboli. Per una scuola più inclusiva e capace di non lasciare solo chi resta indietro.

Nella secondaria di I grado resta ferma la necessità di frequenza di almeno tre quarti del monte ore annuale per poter essere ammesse o ammessi alla classe successiva. Anche alla secondaria di I grado, a differenza di quanto avviene oggi, in un’ottica di maggiore trasparenza dei voti e in linea con le esperienza di molti Paesi europei, si può essere ammessi o ammesse alla classe successiva e all’Esame finale in caso di mancata acquisizione dei necessari livelli di apprendimento in una o più discipline. In questo caso, come per la primaria, le scuole dovranno attivare percorsi di supporto per colmare le lacune. Alla fine del I ciclo viene rilasciata una apposita certificazione delle competenze oggi già sperimentata da oltre 3.000 istituzioni scolastiche.

Esame del I ciclo. Tre scritti e un colloquio saranno le prove previste alla fine della classe terza della secondaria di I grado. Oggi le prove sono cinque più il colloquio. L’Esame viene riequilibrato e si torna a dare più valore al percorso scolastico rispetto al peso delle prove finali. Sono previste: una prova di italiano, una di matematica, una prova sulle lingue straniere, un colloquio per accertare le competenze trasversali, comprese quelle di cittadinanza. Il test Invalsi (la prova nazionale standardizzata) resta, ma si svolgerà nel corso dell’anno scolastico, non più durante l’Esame.

Esame del II ciclo. Due prove scritte e un colloquio orale. Questo il nuovo Esame. Oggi le prove scritte sono tre più il colloquio. Lo svolgimento delle attività di alternanza Scuola-Lavoro diventa requisito di ammissione, insieme allo svolgimento della Prova nazionale Invalsi. Si viene ammessi e ammesse all’Esame con tutti sei. Fatta salva la possibilità per il Consiglio di classe di ammettere, con adeguata motivazione, chi ha un voto inferiore a sei in una disciplina (o in un gruppo di discipline che insieme esprimono un voto). L’ammissione con una insufficienza incide sul credito finale con cui si accede all’Esame. Questo non vale per il voto legato al comportamento: chi ha l’insufficienza non viene ammessa o ammesso.

L’Esame sarà composto da: prima prova scritta nazionale che accerterà la padronanza della lingua italiana, seconda prova scritta nazionale su una o più discipline caratterizzanti l’indirizzo di studi, colloquio orale che accerterà il conseguimento delle competenze raggiunte, la capacità argomentativa e critica del candidato, l’esposizione delle attività svolte in alternanza. L’esito dell’Esame oggi è espresso in centesimi: fino a 25 punti per il credito scolastico, fino a 15 per ciascuna delle tre prove scritte, fino a 30 per il colloquio. Con il decreto il voto finale resta in centesimi, ma si dà maggior peso al percorso fatto nell’ultimo triennio: il credito scolastico incide fino a 40 punti, le 2 prove scritte incidono fino a 20 punti ciascuna, il colloquio fino a 20 punti. La Commissione resta quella attuale: un Presidente esterno più tre commissari interni e tre commissari esterni. La prova Invalsi viene introdotta in quinta per italiano, matematica e inglese, ma si svolgerà in un periodo diverso dall’Esame.

Le novità per le prove Invalsi: si introduce una prova di inglese standardizzata al termine sia della primaria sia della secondaria di I e II grado per certificare, in convenzione con enti certificatori accreditati, le abilità di comprensione e uso della lingua inglese in linea con il Quadro Comune di Riferimento Europeo per le lingue. Nelle classi finali della secondaria di I e II grado la prova Invalsi è requisito per l’ammissione all’Esame, ma non influisce sul voto finale.

Sorgente: Comunicato Stampa del 7 Aprile 2017 – Miur

ORGANIZZAZIONE E PROGRAMMAZIONE DEI SERVIZI, Bibliografia in ordine cronologico decrescente, a cura di Paolo Ferrario


QUI tutto il flle in formato dbf:

ORGANIZZAZIONE E PROGRAMMAZIONE DEI SERVIZI, Bibliografia in ordine cronologico decrescente, a cura di Paolo Ferrario.dbf

 

e qui sotto solo i testi più recenti:

ORGANIZZAZIONE E PROGRAMMAZIONE DEI SERVIZI Pagina 1 di 214

Bibliografia in ordine cronologico decrescente Pagina 1 di 214

a cura di Paolo Ferrario, 10 aprile 2017

—————————————————————————————————————————————————————————-

CAU MARCO, MAINO GRAZIANO (a cura di). Contributi di S. Agnes, L.Barrilà, G. Bertone, M. Borsa, S.

Fecchio, D.Gatti, A. Omodei, A. Panzarasa, M. Rivera, J. Sforzi, Progettare in partnership. Idee e strumenti

per collaborazioni cross-sector tra organizzazioni nonprofit, imprese, enti pubblici e gruppi informali di

cittadini, Maggioli editore, 2017, p. 286

D’AGOSTINO CRISTINA. (coordinamento redazionale). A cura di R. Micilio; A. Marano, C. Palladino, P.

Emanuele; I. Sangiuliano; G. Milano; M. Rumore, L’ assistente sociale. Manuale completo per la

preparazione. Per concorsi e prove selettive, Edizioni Simone, 2017, p. 704

LUPPI MARIA, BREGANTIN ANTONELLA, MAIOCCHI ANTONELLA, MARIANI LUCIA (cur.), Sguardi sul

servizio sociale. Esperienze e luoghi di una professione che cambia, FrancoAngeli, 2016, p. 212

VIRGILIO MARIA, Codice per l’assistente sociale. Legislazione e casistica, Carocci Faber, 2016, p. 386

CRISAFULLI FRANCESCO (a cura di). In collaborazione con l’ANEP associazione nazionale educatori

professionali, E.P. educatore professionale. Competenze, formazione e ricerca, strumenti e metodologie.

Manuale per i corsi di laurea e per la formazione permanente dell’educatore professionale, Maggioli editore,

2016, p. 354

Scozzafava Guendalina, Petrillo Generoso, Commentario al Codice deontologico dell’assistente sociale,

Key edizioni, 2016, p. 132

CALAMO-SPECCHIA FRANCESCO, a cura di, Manuale di sanità pubblica, Maggioli editore, 2016, p. 900

MONTELEONE ANTONIO (a cura di), La qualità nelle RSA. Principi, fatti, emozioni, Maggioli editore, 2016,

p. 136

MIDIRI GIUSEPPE, Concorso per operatore socio-sanitario e socio-assistenziale, Maggioli editore, 2016,

p. 212

GAROFOLI ROBERTO, Memo manuale di DIRITTO AMMINISTRATIVO con schemi e tavole sinottiche, Nel

Diritto editore, 2016, p. 554

OLIVETTI MANOUKIAN FRANCA, Oltre la crisi. Cambiamanti possibili nei servizi sociosanitari, Guerini e

Associati, 2015, p. 190

CELLINI GIOVANNI, DELLAVALLE MARILENA, Il processo di aiuto del servizio sociale. Prospettive

metodologiche, Giappichelli editore, 2015, p. 250

ORGANIZZAZIONE E PROGRAMMAZIONE DEI SERVIZI Pagina 2 di 214

Bibliografia in ordine cronologico decrescente Pagina 2 di 214

a cura di Paolo Ferrario, 10 aprile 2017

—————————————————————————————————————————————————————————-

LONGONI BEATRICE (a cura di), I servizi domiciliari. Raccontare e raccontarsi, Maggioli, 2014, p. 260

BRANDANI WALTER e TRAMMA SERGIO (a cura di), DIZIONARIO DEL LAVORO EDUCATIVO, Carocci

Faber, 2014, p. 420

RANIERI MARIA LUISA, Linee guida e procedure di servizio sociale. Manuale ragionato per lo studio e la

consultazione, Erickson, 2014, p. 533

MERONI Elena (a cura di), DAL VALORE DELLA PRODUZIONE ALLA PRODUZIONE DEL VALORE.

Servizi e progetti in un’azienda sociale, Maggioli editore, 2014, p. 138

FERRARIO PAOLO, POLITICHE SOCIALI E SERVIZI. Metodi di analisi e regole istituzionali, Carocci

Faber, 2014, p. 448

SIMINI S. (a cura di), Fare rete in sanità: metodi e strumenti per professionisti delle reti di cura, Format

edizioni, 2014, p.

OGGIONNI FRANCESCA, Il profilo dell’educatore. Formazione e ambiti di intervento, Carocci Faber, 2014,

p. 160

BIFFI ELISABETTA, Le scritture professionali del lavoro educativo, FrancoAngeli, 2014, p. 158

BOSCO A., Contratti di lavoro atipici e flessibili, Il Sole 24 ore, 2014, p. 176

ROSSI PAOLO, L’ organizzazione dei servizi socioassistenziali, Carocci Faber, 2014, p. 255

De Rosa Claudia e Locoratolo Beatrice, a cura di, Elementi di APPALTI DI LAVORI PUBBLICI: fonti

normative, bando, scelta del contraente, aggiudicazione, Simone editore, 2014, p. 230

OLIVERIO FERRARIS ANNA, OLIVERIO ALBERTO, Piu’ forti delle avversita’. Individui e organizzazioni

resilienti, Bollati Boringhieri, 2014, p. 154

ORGANIZZAZIONE E PROGRAMMAZIONE DEI SERVIZI Pagina 3 di 214

Bibliografia in ordine cronologico decrescente Pagina 3 di 214

a cura di Paolo Ferrario, 10 aprile 2017

—————————————————————————————————————————————————————————-

COLOMBO D.A., Gestione dei servizi sociali, in Nuovo dizionario di servizio sociale, a cura di Campamini

A.M., Carocci Faber, 2013, p. 275-278

ALLEGRI E., Qualità, in Nuovo dizionario di servizio sociale, a cura di Campamini A.M., Carocci Faber,

2013, p. 500-504

ANGELINI SARA, Alzheimer: curarlo e gestirlo in RSA, Maggioli, 2013, p. 150

LUSSU A., ROVAI B., L’ operatore sociosaniatrio nei servizi sociali, Carocci Faber, 2013, p. 238

CANEVINI DIOMEDE M., CAMPANINI A.M. (a cura di), Servizio sociale e lavoro sociale. Questioni

disciplinari e professionali, Il Mulino, 2013, p. 206

MAGGIAN RAFFAELLO, I servizi socioassistenziali. sistema integrato di interventi e servizi sociali, Carocci

Faber, 2013, p. 404

OLIVETTI MANOUKIAN F., La tutela nell’ottica di territorio. Orientamenti per costruire una progettualità

integrata, Animazione Sociale n. 269, 2013, p.

PESARESI FRANCO, RSA residenze sanitarie assistenziali: costi, tariffe e compartecipazione dell’utenza,

Maggioli, 2013, p. 298

FERRARIO P., Programmazione, in Nuovo dizionario di servizio sociale, a cura di Campanini A.M., Carocci

Faber, 2013, p. 492-495

BATTISTELLA ALESSANDRO, Il Massimo ribasso, un altro regalo della crisi economica, Prospettive sociali

e sanitarie N. 7, 2013, p.

ARNKIL T.E., SEIKKULA J., Metodi dialogici nel lavoro di rete, Erickson, 2013, p.

REI D., Professioni sociali, in Nuovo dizionario di servizio sociale, a cura di Campamini A.M., Carocci

Faber, 2013, p. 480-485

….

segue qui

ORGANIZZAZIONE E PROGRAMMAZIONE DEI SERVIZI, Bibliografia in ordine cronologico decrescente, a cura di Paolo Ferrario.dbf

 

Politica – Sondaggio Swg, Pd quasi al 30%. E Renzi vince facile le primarie | da l’Unità TV


Malgrado la scissione e la nascita di Mdp, e le difficoltà di questa fase, il Pd risale al 29,2% (più 1,2% in una settimana). Secondo l’ultimo sondaggio di Swg, il Pd resta primo partito malgrado l’incremento del M5S  che raggiunge il 26% (più 0,7%) mentre cala la destra nel suo complesso: meno 1%, regge solo la Lega.

Per quanto riguarda invece il nuovo partito di Bersani, Speranza e D’Alema, è accreditato di un discreto 4%; mentre Sinistra Italiana, appena nata (e che ha già subito la scissione di Scotto) è data all’1,2% (meno 0,3), la stessa percentuale di un partito molto meno visibile come Rifondazione comunista di Paolo Ferrero. Cala anche il Campo progressista di Giuliano Pisapia, al quale ha verosimilmente mangiato qualcosa Mdp. Tutta l’area di sinistra nel complesso passa dal 9,4% all’8,7%.

Ecco la tabella di Swg:

Sorgente: Politica – Sondaggio Swg, Pd quasi al 30%. E Renzi vince facile le primarie | l’Unità TV

Cattura

Informatica per le professioni sanitarie – di Agostino Sorbora, Aracne editrice


Aracne 2017. Il volume è rivolto agli studenti dei corsi di laurea delle professioni sanitarie e agli operatori sanitari in genere, per la formazione continua (ECM) e fornisce loro le conoscenze informatiche specifiche necessarie per il ruolo che ricoprono.

Sorgente: Informatica per le professioni sanitarie – Aracne editrice – 9788825500653

9788825500653

attentati terroristici in EUROPA. Lo schema del terrorismo molecolare, ben spiegato da MARIO MINNITI , già dal 2015, #terrorismolecolare, 7 aprile 2017


NIZZA Francia, 14 luglio 2016: 87 morti, 302 feriti

BERLINO, Germania, 19 dicembre 2016: 12 morti, 56 feriti

LONDRA, Inghilterra, 22 marzo 2017: 5morti, 50 feriti

STOCCOLMA Svezia, 7 aprile 2017

2017-04-10_200023

Terrorismo molecolare: Un camion travolge la folla a Stoccolma, 7 aprile 2017, #terrorismolecolare


Svezia – Un camion ha travolto la folla in una via del centro di Stoccolma, finendo la sua corsa contro un grande magazzino. Secondo la polizia, almeno tre sarebbero i morti e diversi i feriti. La radio pubblica svedese parla invece di almeno cinque morti. La persona sospettata di aver compiuto quello che il premier di Stoccolma ha definito un attacco terroristico è in fuga. Cosa sappiamo finora di quanto avvenuto nella capitale svedese? E cosa, invece, ancora non sappiamo? Qui le prime immagini che ricostruiscono i momenti immediatamente successivi all’attacco.

Stoccolma e gli alibi dell’occidente quando si parla di terrorismo

Camion sulla folla, strage nella capitale della Svezia. Capiremo meglio se il camion è o no l’ultimo atto di una guerra di civiltà che si sta combattendo, ma a prescindere dal caso svedese l’occidente dovrebbe imparare ad aprire gli occhi

L’esportazione della democrazia è stata cancellata dai libri di storia e difficilmente sarà Donald Trump a rimetterla in cima all’agenda dell’occidente. I regimi teocratici vengono sistematicamente difesi e mai messi davvero in discussione attraverso azioni politiche finalizzate a combattere quelle realtà in cui blasfemia e apostasia sono punite ancora con la violenza e a volte con la morte. La presenza di una forma di violenza esplicita in alcuni passaggi del Corano è un tabù che va sistematicamente cancellato e non affrontato, e chiunque metta in relazione la parola islam con la parola violenza rischia di essere scomunicato dal tribunale del popolo. Ecco: capiremo meglio se il camion che si è schiantato in un centro commerciale di Stoccolma è o no l’ultimo atto di una guerra di civiltà combattuta tra due imperi. Ma a prescindere dal caso svedese l’occidente dovrebbe imparare ad aprire gli occhi e prima di continuare a giocare con gli alibi avrebbe il dovere di mettere da parte una frase perfetta dell’eretica Ayaan Hirsi Ali: “Il nemico non è solo il terrorismo ma l’idea di cui il terrorismo è il prodotto”. E quando si uccide in nome dell’islam non si può trasformare una strage in un incidente stradale.

gli STATI DELL’IO, secondo ERIC BERNE


BERNE556BERNE557

BERNE Eric, a cura di Marco Barbieri, Il padre dell’analisi transazionale, Hachette, 2017, p. 142


BERNE553BERNE554BERNE555

BERNE553

Classificazione degli argomenti

Inserisci il tuo indirizzo email per seguire questo blog e ricevere notifiche di nuovi messaggi via e-mail.

Segui assieme ad altri 3.511 follower

Follow MAPPE nelle POLITICHE SOCIALI e nei SERVIZI on WordPress.com

Articoli Recenti

Archivi

Statistiche del Blog

  • 1,541,303 hits
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: