biografia di Umberto Galimberti: https://it.wikipedia.org/wiki/Umberto_Galimberti
Secondo Umberto Galimberti, il disagio dei giovani oggi non è di natura psicologica, ma culturale.
Mentre nei decenni passati il futuro era una “promessa” che attendeva le nuove generazioni, oggi è diventato una “minaccia” o un’incognita imprevedibile, portando alla diffusione del nichilismo, che il filosofo definisce “l’ospite inquietante”. [1, 2, 3, 4]
Il confronto tra passato e presente
Galimberti evidenzia un radicale mutamento nelle prospettive di vita dei ragazzi:
- Il Futuro: In passato, il futuro era uno sbocco naturale e accogliente (Galimberti cita spesso come a 21 anni fosse già supplente scolastico). Oggi, il futuro è percepito come un vuoto che non motiva allo studio o al lavoro.
- La Struttura del Desiderio: Nei decenni scorsi, la mancanza spingeva i giovani a desiderare e faticare per ottenere qualcosa. Oggi, i genitori tendono a saturare ogni mancanza con regali materiali, distruggendo la capacità di desiderare e portando all’indifferenza.
- Identità e Riconoscimento: L’identità è un dono sociale che nasce dal riconoscimento degli altri. In una società che chiede solo “forza e bellezza”, chi non si adegua si sente invisibile o inutile. [2, 5, 6, 7, 8, 9, 10, 11]
I problemi del tempo attuale
Il filosofo identifica diverse criticità sistemiche che affliggono le nuove generazioni: [12]
- Nichilismo e Mancanza di Scopo: Definito come l’assenza di un “perché” per stare al mondo. Senza uno scopo, i valori si svalutano e si finisce per vivere in un “eterno presente” fatto di divertimento o eccessi per anestetizzare l’angoscia.
- Analfabetismo Emotivo: Molti giovani provano emozioni intense ma non sanno dare loro un nome. Senza un vocabolario sentimentale, il dolore non può essere elaborato e si trasforma in ansia, rabbia o isolamento (come nel caso degli Hikikomori).
- Il Ruolo della Tecnica e del Digitale: L’uso precoce di smartphone e social media (già dai 6-7 anni) sta atrofizzando alcune capacità cognitive. La scrittura a mano e la lettura di letteratura, essenziali per la formazione del cervello e dei sentimenti, vengono sostituite da un’intelligenza simultanea e passiva basata sulle immagini.
- Fallimento delle Istituzioni:
- Famiglia: Spesso ridotta a un luogo dove si scambiano oggetti invece di parole.
- Scuola: Accusata di istruire (trasmettere dati) ma non di educare (curare il cuore e i sentimenti). [1, 4, 9, 13, 14, 15, 16, 17, 18, 19]
Una possibile via d’uscita
Galimberti suggerisce di non cercare un “senso” salvifico astratto, ma di spingere i giovani a innamorarsi di sé stessi scoprendo le proprie virtù e capacità specifiche.
Propone inoltre di reintrodurre massicciamente la letteratura nelle scuole come strumento fondamentale per l’educazione sentimentale, permettendo ai ragazzi di imparare i nomi dei sentimenti attraverso le storie degli altri. [1, 20, 21]
alcune fonti informative:
[11] https://www.toscana-notizie.it
[16] https://video.corriere.it
[20] https://www.repubblica.it
[21] https://www.orizzontescuola.it
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