Raffaella Romagnolo, La segreta cura, Mondadori, 2026

Il libro La segreta cura di Raffaella Romagnolo, edito da Mondadori nel 2026, è un memoir intimo e coraggioso in cui la scrittrice racconta per la prima volta i suoi quasi trent’anni di convivenza con la sclerosi multipla. [1, 2]

Contenuti e Trama

Il libro rompe un silenzio durato decenni, attingendo direttamente dal “faldone di cartoncino rosso” che contiene l’archivio clinico dell’autrice. [2]

  • La diagnosi: La storia inizia nel 1998. A soli 27 anni, nel pieno delle forze e reduce da una scalata sul Monte Rosa, Raffaella scopre che sotto la sua pelle è in atto un processo misterioso e ineluttabile.
  • Le rinunce e i cambiamenti: L’autrice esamina l’impatto della malattia cronica sulla sua giovinezza. Racconta la rinuncia alle grandi scalate (come il Monte Bianco), l’abbandono del dottorato di ricerca, il complesso tentativo di diventare madre, fino all’inserimento lavorativo tramite le categorie protette.
  • Il percorso clinico: Vengono descritti senza sconti i primi consulti medici, la reazione dei familiari e le terapie iniziali con i loro pesanti effetti collaterali.
  • La nascita della scrittura: Il dolore e il limite fisico diventano il carburante che fa affiorare la sua vocazione letteraria. La scrittura si trasforma nello strumento per dare un nome a ciò che è difficile da accettare. [1, 2, 3, 4, 5]

Recensioni e Critica

L’accoglienza della critica sui principali inserti culturali (come La Lettura del Corriere della Sera e Il Secolo XIX) mette in evidenza la straordinaria qualità letteraria dell’opera: [1, 5]

  • Tono asciutto e senza autocommiserazione: I critici lodano la “prosa sorvegliata, lucida e diretta”. L’autrice affronta il tema con grinta e disciplina, evitando facili sentimentalismi o retorica del dolore.
  • La forza della condivisione: Viene apprezzato il passaggio dalla dimensione puramente biografica a una riflessione universale sulla fragilità umana. Come dichiarato dalla stessa autrice in un’intervista su La Voce di Genova, condividere la malattia aiuta a ridurne il peso quotidiano e a modificare lo sguardo verso il mondo.
  • Un’opera di rottura: Rispetto ai suoi precedenti romanzi di fiction (come Aggiustare l’universo, finalista al Premio Strega), questo testo viene definito un “viaggio impervio ma necessario” che cambia radicalmente il rapporto tra l’autrice e il suo pubblico. [1, 2, 5, 6, 7, 8, 9]

[1] https://www.ibs.it

[2] https://www.facebook.com

[3] https://www.raicultura.it

[4] https://www.libraccio.it

[5] https://www.instagram.com

[6] https://www.facebook.com

[7] https://culturaesviluppo.it

[8] https://www.lavocedigenova.it

[9] https://www.mondadori.it


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