Nicholas Carr, Superbloom. Le tecnologie di connessione ci separano ?, Raffaello Cortina, 2025

scheda dell’editore: https://www.raffaellocortina.it/scheda-libro/nicholas-carr/superbloom-9788832857528-4474.html

Oltre un certo livello di efficienza, la comunicazione tende a produrre confusione più che a favorire l’intesa: non promuove l’armonia ma alimenta il conflitto.
Apprezzatissimo interprete dei modi in cui le tecnologie cambiano la vita umana, Nicholas Carr accompagna il lettore alla scoperta degli effetti perniciosi che da sempre, come un’ombra, accompagnano il progresso in questo campo. Mostra come le piattaforme di messaggistica sacrificano le sfumature, come i social network innescano dinamiche aggressive, come i dibattiti politici in rete rendono più angusti i nostri orizzonti e distorcono la percezione della realtà. Da un lato Carr chiarisce perché i giganti della tecnologia e le loro piattaforme hanno tradito le nostre aspettative, dall’altro ci obbliga a fare i conti con verità scomode sulla nostra natura. La psiche umana è male attrezzata per governare la “superfioritura” di informazione che la tecnologia ha scatenato.
Attingendo esempi memorabili dalla letteratura storica, scientifica e politica, Carr offre una visione panoramica delle ripercussioni sociali dei nuovi media. Forse è troppo tardi per cambiare il sistema, ma siamo ancora in tempo per cambiare noi stessi.

In Superbloom, Carr riprende e approfondisce il discorso iniziato con Internet ci rende stupidi? (The Shallows), spostando però il focus dall’aspetto puramente cognitivo (come cambia il cervello) a quello esistenziale e sociale.


Il paradosso della “Superfioritura”

Il titolo richiama il fenomeno naturale del superbloom, dove il deserto fiorisce improvvisamente dopo piogge eccezionali. Carr usa questa metafora per descrivere l’attuale ecosistema digitale:

  • Abbondanza apparente: Siamo sommersi da stimoli, connessioni e contenuti (la fioritura).
  • Aridità sottostante: Questa esplosione di “connessione” avviene su un terreno che sta diventando socialmente e psicologicamente arido.

Le tesi principali del libro

ConcettoAnalisi di Carr
Connessione vs RelazioneEssere “connessi” tecnicamente non significa essere legati umanamente; spesso la tecnologia agisce come un filtro che anestetizza l’empatia.
L’illusione dell’intimitàLe piattaforme creano un’illusione di vicinanza che però ci isola in “bolle” dove il confronto reale sparisce.
Frammentazione dell’IoLa continua sollecitazione dei social media frammenta la nostra attenzione, impedendoci di costruire un’identità solida e profonda.

Perché il 2025 è l’anno cruciale?

Carr analizza l’impatto dell’Intelligenza Artificiale generativa e dei nuovi algoritmi di raccomandazione. Secondo l’autore, queste tecnologie non si limitano a connetterci, ma “curano” la nostra realtà a tal punto che non abitiamo più lo stesso mondo degli altri.

“La tecnologia non è un attrezzo che usiamo, ma un ambiente che ci abita.” — Questa frase riassume bene il timore di Carr: la separazione non avviene perché siamo lontani, ma perché siamo chiusi in versioni personalizzate e solipsistiche della realtà.



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