….. Per me leggere significa, ormai, leggere con una matita in mano, segnare passi, mettere punti esclamativi ai margini del testo, scribacchiare appunti. E tutto ciò è legato a un’esperienza fisica, tattile, della lettura che, lo ammetto senza difficoltà, è qualcosa di molto conservatore. Non intendo però essere un misoneista a tutti i costi e mi rendo perfettamente conto che innovazioni come Kindle possono avere la loro utilità. Ci sono libri che oggi continuano inspiegabilmente a essere pubblicati e che, se passassero a un formato esclusivamente digitale, consentirebbero un risparmio di carta notevole, con grande giovamento per l’ecosistema intero. Si tratta per lo più di testi caduchi, di scarso o nessun valore, che sono già vecchi a pochi mesi dalla loro uscita: biografie di personaggi dello star system, libercoli scritti (scritti?) dai protagonisti televisivi, instant books su eventi d’attualità che non fanno altro che riciclare e riproporre le solite minestre scaldate già ammannite dai giornali, i romanzetti dei blogger che nella vita fanno i copy pubblicitari. Se tutto questo liquame pseudoinformativo uscisse solo in formato elettronico, destinato a essere letto su un Kindle, non sarebbe una grande perdita per l’umanità.Io, però, non faccio testo, perché amo ancora l’oggetto libro. Mi piace tenerlo in mano, sfogliarlo, annusarne l’odore di stampa, sfiorare la grana della carta, scrutarne i caratteri…..
Cadavrexquis, Morte del libro?
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