[…]
L’Islam è un corpo estraneo nella cultura europea: nei secoli passati ci è arrivato per via di conquista – il famigerato colonialismo islamico di cui non si parla mai e dal quale l’Europa si è a poco a poco liberata – o, negli ultimi decenni, per via di una massiccia immigrazione dai paesi islamici, un fenomeno mai conosciuto prima e certamente meno spontaneo di quanto ci vogliono fare credere oggi ma, al contrario, esplicitamente orchestrato (e chi non vuole crederci vada pure a leggersi tutti i documenti relativi al “dialogo interculturale” riprodotti da Bat Ye’Or nel suo Eurabia: più che un dialogo, un monologo in cui i paesi arabi dettavano le condizioni e gli europei ubbidivano). Non è un elemento autoctono, quindi, è inutile girarci troppo attorno, e sono assai poco convincenti i tentativi suadenti e luciferini di un Tariq Ramadan che a tutti i costi vuole cacciarci giù nella strozza l’idea di “euroislam” o di Islam come “religione europea”. La cultura europea – e occidentale – va proprio nella direzione contraria rispetto a quel concetto di “sottomissione” su cui si fonda l’Islam (termine che, per l’appunto, significa “sottomissione”), grazie alle riforme avvenute in seno al cristianesimo prima e all’illuminismo poi, che hanno posto al centro della riflessione e dell’agire umani il valore della critica autonoma e dello scardinamento delle certezze dogmatiche, con la conseguente separazione di religione e politica. L’Islam riporterebbe invece l’Europa indietro di secoli, in quella sorta di medioevo in cui esso stesso è ancora immerso, spesso a tal punto che i suoi adepti nemmeno riescono a concepire che qualcuno possa non credere nell’esistenza di un dio, figurarsi poi rispettarlo per il suo porsi al di fuori di ogni religione.
Che fare, dunque? A giudicare dalle reazioni per lo più tiepide che trovo in rete, la mia sensazione è che la maggior parte della gente preferisca aspettare che il fenomeno passi da sé, come se il tempo, da solo, bastasse a far rinsavire i fanatici e i fondamentalisti. Anzi, talvolta sembra che dai media vengano giudicati più pericolosi – e quindi più censurabili – coloro che additano il pericolo islamico rispetto agli islamisti stessi […]
da
A chi giova dare spago agli islamisti e sminuirne il pericolo?
