Nel 1970 esce, negli Stati Uniti, un saggio sociologico che fa scalpore. L’autore è Laud Humphreys che, oltre a essere docente di sociologia, è anche pastore della Chiesa Episcopale. Il libro è Tearoom Trade. Impersonal Sex in Public Places.
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leggendo queste pagine, si ha la sensazione lievemente spiazzante di essere degli entomologi che osservano dall’alto, a distanza di sicurezza, degli insetti in movimento. A Humphreys interessa sì studiare determinati comportamenti omosessuali (perché, attenzione, l’oggetto del saggio non è l’identità omosessuale), soprattutto di persone che non si definiscono necessariamente omosessuali, ma che amano certe pratiche possibili solo in luoghi che non richiedano un impegno eccessivo e in cui al limite si può sempre fingere di essere capitati per liberarsi la vescica. Insomma: è molto più semplice per un marito e padre di famiglia fermarsi un quarto d’ora, all’uscita dell’ufficio, in un cesso pubblico per farselo succhiare che non uscire la sera e recarsi in posti come una sauna o un bar gay nei quali entrare è invece già fare una sorta di dichiarazione d’intenti. A Humphreys preme quindi togliere quell’alone di “mostruosità” che aleggia intorno a queste persone e cercare di capire l’individuo che si nasconde dietro. Per farlo usa un trucco: prende nota delle targhe delle automobili parcheggiate davanti ai cessi, risale ai loro proprietari e, trascorso circa un anno, ne seleziona un gruppo e, grazie alla collaborazione di un collega di dipartimento, riesce ad aggiungerli al campione di un’altra inchiesta sociologica più “innocua” e tradizionale. In questo modo si presenta a loro, modificando un po’ il suo aspetto e i suoi abiti per non essere riconosciuto, e li intervista sulla loro vita e sulle loro abitudini sessuali – e questo è possibile perché l’inchiesta riguarda anche questioni di salute.
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cadavrexquis: Laud Humphreys: un sociologo ai cessi pubblici.
