Cerm: i numeri del federalismo in sanità
(regioni.it) “I numeri del federalismo in sanità” è uno studio recente prodotto dal Cerm, analizzando la bozza di decreto sul federalismo fiscale – “benchmarking” e costi standard – in base ai profili di spesa sanitaria anche per fasce di età.
Per determinare gli standard di spesa sanitaria si selezionano le Regioni che, nel corso degli ultimi anni, hanno rispettato la programmazione realizzando condizioni di sostanziale equilibrio di bilancio e, inoltre, hanno erogato prestazioni di qualità, testimoniate da rilevazioni e riflesse da un saldo attivo dei flussi di mobilità. Queste Regioni sono assunte come benchmark: Emilia Romagna, Lombardia, Toscana, Umbria, Veneto.
La media, sulle 5 Regioni benchmark, dei valori di spesa pro-capite per fascia di età è assunta come valore standardizzato del fabbisogno sanitario pro-capite per quella stessa fascia di età. Il fabbisogno standardizzato è infine applicato alla struttura demografica delle altre Regioni al 2009, per ottenerne il fabbisogno standardizzato aggregato, prima per capitolo di spesa (diagnosticaspecialistica, farmaceutica territoriale, assistenza ospedaliera) e poi complessivo (Ssr).
Si riportano anche i risultati dell’applicazione alla demografia delle varie Regioni dei valori medi di spesa sanitaria pro-capite per fasce di età calcolati sulle Regioni
benchmark. Anche per le Regioni benchmark si segnalano i valori teorici del confronto tra spesa contabile a consuntivo e fabbisogno standardizzato. Le Regioni che, dopo lastandardizzazione, fanno registrare una spesa a consuntivo 2009 superiore al fabbisognostandardizzato, sono quelle che dovrebbero sostenere azioni correttive (di razionalizzazione, efficientamento, responsabilizzazione degli operatori di settore, etc.).
La Regione che fa registrare lo scostamento assoluto maggiore è il Lazio, oltre 1,5 miliardi di Euro, pari al 14% della spesa contabilizzata nel 2009. Segue la Campania, che dovrebbe operare una riduzione di quasi 1,5 miliardi di Euro, equivalenti a circa il 14% del consuntivo 2009. Quindi la Puglia, 653 milioni di sovraspesa, per l’8,9% del consuntivo; la Sicilia, circa 390 milioni di Euro, per il 4,5%; la Calabria, 354 milioni di Euro, per il 9,5%. Riduzioni percentuali significative dovrebbero operare anche il Molise, 9,3% e circa 60 milioni di Euro, la Sardegna, 8,5% e circa 264 milioni di Euro, e la Basilicata, circa 5,8% e 63 milioni di Euro. Il Piemonte dovrebbe correggere del 3,6% che, data l’ampiezza della Regione, equivale a più di 300 milioni di Euro.
Scostamenti percentuali a doppia cifra per la Valle d’Aosta e le due Province Autonome di Bolzano e Trento: circa 21% e 59 milioni per la prima, oltre 27% e quasi 300 milioni per Bolzano, e oltre 16% e 176 milioni per Trento. A livello Paese, se tutte le Regioni avessero condiviso gli standard di efficienza, le risorse assorbite nel 2009 sarebbero state inferiori di circa il 5,3%, passando da poco più di 110,8 miliardi di Euro a poco meno di 105 (si sarebbero liberate risorse per circa 5,8 miliardi di Euro).
Scostamenti percentuali a doppia cifra per la Valle d’Aosta e le due Province Autonome di Bolzano e Trento: circa 21% e 59 milioni per la prima, oltre 27% e quasi 300 milioni per Bolzano, e oltre 16% e 176 milioni per Trento. A livello Paese, se tutte le Regioni avessero condiviso gli standard di efficienza, le risorse assorbite nel 2009 sarebbero state inferiori di circa il 5,3%, passando da poco più di 110,8 miliardi di Euro a poco meno di 105 (si sarebbero liberate risorse per circa 5,8 miliardi di Euro).
