Bassam Tibi distingue nettamente tra fondamentalismo islamico e terrorismo islamico: non tutti i fondamentalisti sono necessariamente violenti. Tuttavia, sottolinea, tutti i fondamentalisti mirano a una trasformazione in senso islamico della società e il loro progetto non si limita alla “umma” – alla comunità – a cui essi appartengono. In questo senso la loro ideologia non è puramente religiosa – e nemmeno può esserlo, proprio perché, fondando non soltanto la rivelazione religiosa ma anche tutto il sapere (e quindi anche la scienza) sul Corano, non conosce separazione tra sfera religiosa e sfera politica, non conosce il concetto di “secolarismo” o di “laicità”. E se è vero che non tutti i musulmani sono fondamentalisti, Tibi non nega che l’atmosfera e la mentalità diffuse nei paesi musulmani hanno una forte coloritura fondamentalista. Il fondamentalismo, nelle sue forme odierne, è un fenomeno relativamente recente, che si è affermato sempre di più a partire dagli anni settanta, per opera soprattutto dei “Fratelli Musulmani” di al-Banna, dell’influsso di Sayyid Qutb o di esegeti come al-Qaradawi. Secondo Bassam Tibi è la reazione aggressiva dell’islam alla modernità ed è segno della sua incapacità di compiere quel processo di razionalizzazione dell’universo compiuta dall’illuminismo. Soprattutto in occasione della guerra con Israele nel 1967, il mondo arabo-islamico si è scontrato con la realtà della sconfitta: questo fatto, invece di provocare una riflessione su di sé in senso illuministico, l’ha mandato in una sorta di cortocircuito.
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cadavrexquis: Scienza, tecnologia e fondamentalismo islamico.
