L’intervistatore chiede al sindaco milanese: “Lenin o Turati?”, al che l’intervistato risponde: “Lenin, se non altro per salvare l’icona” – o qualcosa del genere, cadavrexquis

questa tendenza all’autocelebrazione mitizzante, alla storicizzazione epocale di eventi appena recenti, della sinistra che “trionfa”. Mi riferisco a Pisapia su cui, a nemmeno sei mesi dopo la vittoria alle comunali di Milano, sono usciti un libro e un film-documentario (proiettato al Mexico, a Milano) che ne cantano le gesta e ne commemorano già, immagino, la lunga e faticosa marcia verso il potere. Ho aperto a caso, lo giuro, il primo in libreria e, nelle pagine di un’intervista, sono capitato su una domanda – e sulla relativa risposta. L’intervistatore chiede al sindaco milanese: “Lenin o Turati?”, al che l’intervistato risponde: “Lenin, se non altro per salvare l’icona” – o qualcosa del genere. L’ho chiuso immediatamente e non ho letto altro. Tanto mi basta. La sinistra non ha ancora fatto i conti con un certo passato, evidentemente (e coltiva ancora la falsa dicotomia Lenin buono-Stalin cattivo). E poi dicono di quelli di destra che, malgrado la presunta evoluzione liberale, civettano ancora con l’icona di Mussolini (Mussolini buono-Hitler cattivo?).

da cadavrexquis: Le icone del sindaco.

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