Le regioni hanno grandi potenzialità nell’organizzare regole e politiche a garanzia dei diritti dei loro cittadini. Lo sostengono i ricercatori di Astrid, la fondazione per l’analisi, gli studi e le ricerche sulla riforma delle istituzioni democratiche. Astrid è stata incaricata dalla Conferenza dei presidenti dei Consigli regionali a misurare dove ”va il regionalismo”.
”Le Regioni hanno dimostrato di saper esercitare un ruolo attivo nell’organizzazione delle regole e dei servizi – ha confermato il costituzionalista Luciano Vandelli, facendo sintesi della ricerca – in materia di governo del territorio e di sanita’, di servizi sociali e di sostegno alle attivita’ produttive, dimostrando quindi di saper cogliere le sfide di una societa’ complessa e articolata. Basti pensare all’urbanistica, settore nel quale tutte le Regioni hanno superato la vecchia legge statale del 1942 creando una pianificazine piu’ flessibile, strutturata in piu’ piani, meglio rispondente alle diverse esigenze dei loro territori”.
Ma la ricerca di Astrid mette in evidenza anche i rischi del federalismo, primo tra tutti quello di creare un Paese ‘a macchia di leopardo’, per esempio nei settori della sanita’ e dei servizi sociali. ”L’Italia – ha spiegato Vandelli – e’ il paese con il piu’ alto tasso di migrazioni interne in sanita’, dovute non tanto alla diversita’ delle legislazioni regionali quanto alle aspettative di una diversa qualita’ dei sistemi regionali di cura e di assistenza”.
