Il senatore Monti “sale in politica” con due obiettivi dichiarati. Il primo è chiudere definitivamente ogni spazio al minaccioso ritorno della demagogia berlusconiana: anche chi conosceva o intuiva le intime convinzioni del senatore a vita è rimasto sorpreso dalla durezza oltre i limiti del disprezzo con la quale Monti ha trattato il suo predecessore durante la conferenza stampa di Natale.
Il secondo obiettivo è imporre nella prossima legislatura la centralità dei temi “montiani”, che poi, a scorrere la relativa agenda, non sono niente di più e di diverso delle classiche posizioni liberaldemocratiche.
I due obiettivi sono talmente intrecciati che il Pd, chiamato a fare i conti con questa candidatura relativamente imprevista, non può trattarli separatamente.
La sinistra deve salutare con pieno favore il fatto che un leader credibile in Italia e all’estero si proponga di impedire il ritorno all’incantesimo berlusconiano. Non abbiamo chiesto per anni proprio questo, al pigro e corrivo establishment italiano?
Di più. La sinistra deve sperare che Monti assuma un profilo adeguato ad assolvere al compito al quale il Pd bersaniano ha rinunciato
vai all’intero articolo Cosa unisce e cosa divide Monti e il Pd – Europa.
Scopri di più da MAPPE nel sistema dei SERVIZI alla persona e alla comunità, a cura di Paolo Ferrario
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.
