Percorsi di secondo welfare – Newsletter 7 / 2013

Percorsi di secondo welfare – Newsletter 7 / 2013

 

Il “secondo welfare” coinvolge attori economici e sociali quali imprese, sindacati, fondazioni, assicurazioni, il terzo settore e gli enti locali, creando un sistema che si aggiunge e integra il “primo welfare”, di natura pubblica e obbligatoria. Il Laboratorio sul secondo welfare è stato pensato, sostenuto e realizzato in collaborazione con il Corriere della Sera e con l’aiuto di Compagnia di San Paolo, Fondazione Cariplo, Fondazione con il Sud, ANIA e delle aziende KME e Luxottica. L’attività del laboratorio (ricerca, documentazione, disseminazione) è volta a individuare tendenze emergenti e “buone pratiche” e a promuovere così una riflessione strategica su un nuovo “mix” di politiche capace di rispondere efficacemente ai bisogni sociali nel rispetto dei vincoli di bilancio.

WORKING PAPER
Il progetto Compact. Un laboratorio di secondo welfare nel Regno Unito

Il paper analizza lo sviluppo del Compact, accordo che dal 1998 regola i rapporti intercorrenti tra organizzazioni del terzo settore e pubbliche amministrazioni britanniche in materia di politiche sociali. Il Compact, grazie alla sua flessibilità, ha influenzato positivamente le relazioni esistenti tra il mondo del privato sociale e il settore pubblico, consentendo la crescita di segmenti della società civile che si sono rivelati in grado di affiancare la propria attività a quella dello Stato e degli enti locali nella gestione di servizi e funzioni di interesse generale. In un contesto storico come quello attuale, in cui la crisi economica non accenna a placarsi, l’esperienza del Compact britannico può rappresentare un interessante spunto di riflessione e dialogo sui soggetti appartenenti al terzo settore che, se posti in condizioni adeguate, possono cooperare con gli attori istituzionali alla creazione e gestione di importanti servizi destinati alla tutela dei cittadini.

GOVERNI LOCALI
La “Youth Guarantee” e l’impegno dei Comuni per l’occupazione

Con una disoccupazione giovanile che in Europa riguarda 5,7 milioni di persone, il Consiglio ha invitato la Commissione a proporre un pacchetto per l’occupazione giovanile che include la raccomandazione di istituire una “garanzia per i giovani” (youth guarantee), in modo da assicurare che nessun giovane sotto i 25 anni resti per oltre quattro mesi senza lavoro, studio o formazione. Il Comitato delle Regioni ha accolto favorevolmente l’iniziativa coinvolgndo nella realizzazione del progetto le regioni e le città, dato che entrambe si trovano nella posizione migliore per valutare la situazione del mercato del lavoro locale e mettere a punto programmi e iniziative specificamente rivolti ai giovani. Un approccio partecipato e dal basso quindi, per contrastare la disoccupazione giovanile e creare condizioni positive per il rilancio dell’economia e la crescita dei Paesi.

PRIVATI

PRIMO WELFARE

NEWS

Lascia un Commento se vuoi contribuire al contenuto della informazione