Vivere soli o essere soli? di Vittorio Filippi , in Newsletter Neodemos 12 marzo 2014

Secondo il sociologo Eric Klinenberg (2012) il netto aumento delle persone che vivono sole (i singleton) costituisce una rivoluzione demografica e profonda nelle nostre società.La principale differenza rispetto al passato è che la “solitudine” costituisce una convinta scelta di vita e non un triste destino da subire. Di più, secondo Klinenberg, il vivere da soli da un lato non significa necessariamente essere soli (si può infatti essere desolatamente soli all’interno di un matrimonio che non funziona) e dall’altro non comporta una disgregazione della società. Perché abbiamo ormai tante tecnologie comunicative che ci connettono ed anche perché i single – afferma Klinenberg – appaiono fortemente propensi a socializzare ed a creare relazioni. Più dei coniugati.


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