Sono tre i motivi che mi hanno indotto a esprimere il mio sostegno all’estromissione del presidente Recep Tayyip Erdogan, che apparentemente è stato eletto democraticamente e governa in modo democratico:
Erdogan ha pilotato le elezioni. Erdogan è un islamista che inizialmente si è fatto notare come sindaco di Istanbul e premier della Turchia, agendo nel rispetto delle regole. Ma col passare del tempo egli è diventato sprezzante di queste regole, specie di quelle elettorali. Ha monopolizzato i media statali, ha tacitamente incoraggiato le aggressioni fisiche ai membri dell’opposizione e pilotato i voti. In particolare, le ultime elezioni parlamentari dell’1 novembre 2015 hanno presentato numerosi segni di manipolazione.
Erdogan governa in modo dispotico. Erdogan ha preso il controllo di un’istituzione dopo l’altra, anche dopo essere stato eletto presidente (nel 2014), pur rivestendo una carica costituzionalmente e storicamente apolitica. Il risultato? Sempre più turchi lavorano sotto il suo controllo diretto o sotto quello dei suoi scagnozzi: il premier, il governo, i magistrati, la polizia, gli insegnanti, i banchieri, i proprietari dei mezzi di comunicazione e altri capitani d’industria. La leadership militare ha accettato Erdogan, ma come confermato dal fallito golpe, il corpo degli ufficiali è l’unica istituzione che ancora sfugge al suo diretto controllo.
Erdogan utilizza i suoi poteri dispotici per scopi malevoli, ingaggiando quella che è una guerra civile contro i turchi della Turchia sudorientale, aiutando l’Isis, aggredendo i paesi vicini e promuovendo l’islamismo sunnita.
Sorgente: Ecco perché sostenevo il fallito golpe turco :: Daniel Pipes
