L’operazione antiterrorismo, sagacemente battezzata dagli inquirenti «talis pater», che venerdì scorso ha portato all’arresto a Como del cinquantunenne egiziano Fayek Shebl Ahmed Sayed e all’emissione di un mandato di arresto per il figlio ventiquattrenne Saged, porta alle luce varie importanti dinamiche del jihadismo italiano. La prima, più lampante, è quella della radicalizzazione di interi nuclei familiari.
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