Ho ricevuto diverse lettere di Eugenio Borgna in questi anni di corrispondenza assidua.
Spesso mi immergo in esse perché ogni Sua parola incanta, sa illuminare il cuore e trascina la mente su terreni fertili. È stato il mio prezioso Maestro, il testimone di eccezione.
L’amato amico è venuto a mancare pochi giorni fa, e la scrittura, oggi, mi permette di avvicinarmi a Lui sentendolo ancor più alleato e tutore di significati, come lo è stato in tanti momenti di reciproca conoscenza.
L’autorevole psichiatra ha letto quasi tutti i miei testi pubblicati e ha scritto due prefazioni che hanno lasciato una traccia profonda in me e spesso vado a rileggerle perché ne traggo sempre conforto e profondo riconoscimento.
La nostra amicizia è sempre stata fonte di nutrimento e di grande stima reciproca.
A fine giugno si parlava delle nostre nuove “creature” perché Borgna stava lavorando al suo ultimo libro L’ora che non ha più sorelle che teneva a realizzare il prima possibile, come se presagisse il tempo minuto, ed io, invece, completavo il mio ultimo sforzo con le testimonianze dei ragazzi che mi seguono a scuola nel progetto di scrittura terapeutica; un testo nuovo indirizzato a loro e scritto con
un’insegnante di lettere di nome Alessandra: Il sapore delle parole. I giovani incontrano la scrittura terapeutica e che verrà pubblicato a marzo 2025.
Così il caro amico scriveva in quei giorni: “Attendo notizie del tuo libro che sarà un successo strepitoso che accompagna ogni tuo libro, che ridesta risonanze sempre così ampie e animate dalla tua sensibilità, dalla tua profondità di riflessione, della tua passione che continuano ad essere così luminose e così splendenti.
È stata prodigiosa la tua invenzione di una scrittura terapeutica capace di
contagiare gli studenti dei licei e non solo di questi. Mi sembra quasi impossibile che tua sia riuscita a testimoniare la cura di sé con questa profondità e questo successo.
Ti ricordo sempre lo sai con la nostalgia ma anche con la comunione di quegli ideali che ci unisce. Ti dirò che mi sono occupato in un libro- che, come già detto uscirà a ottobre o novembre, non so bene quando- sul tema del suicidio
femminile che oggi come quello maschile sembra talora dilagare.
Il mio saluto che, come sai, nasce dal cuore e continua a vivere di giornata in giornata, aiutandomi nella mia solitudine e nella lontananza. Un
abbraccio e a presto. Il tuo Eugenio”.
Emozioni alte che mi ha sempre regalato seguendomi passo dopo passo con quel ricordare spesso il nostro amico comune, padre Bartolomeo Sorge, con cui negli ultimi periodi di vita del padre, era nata una corrispondenza profonda e uno scambio di letture. Il mio grande gesuita che sapeva semplicemente riflettere sul senso della vita e sul tema forte della speranza sottolineando sempre la
loro vicendevole grande stima.
La gentilezza di queste anime buone mi accompagnerà sempre come quella parola dolce che spesso nutriva le loro riflessioni, i loro scritti e che ardeva come un sacro fuoco: la speranza.
Nel suo ultimo libro, che ho ricevuto da Borgna il 12 novembre L’ora che non ha più sorelle, ho riletto spesso alcune sue righe trascritte nelle ultime pagine, parole che andrebbero lette e rilette in qualsiasi realtà sociale, ovunque, e fatte più nostre: “ La vita di oggi è contrassegnata dalle forme infinite, che
l’aggressività assume, anche senza trasformarsi in concrete azioni aggressive, e auto-aggressive.
Le parole sono creature viventi, e quelle aggressive lasciano tracce indelebili nel cuore e nella memoria.
Le parole gentili ci difendono da quelle aggressive, che fanno parte del modo di comunicare di oggi.
L’aggressività è nelle parole, che si dicono, ma anche nei modi, con cui si dicono. Sì, solo la gentilezza può arginare modelli di vita aggressivi. Se si vuole essere gentili è necessario saper ascoltare, sapersi adattare al modo di vivere delle persone che incontriamo, e non lasciarsi divorare dalla fretta.
Una vita, che non conosca la gentilezza, diviene arida, incapace di carità e di speranza. …Non saremo mai capaci di ascoltare se nel nostro cuore non abita la gentilezza, emozione così impalpabile e luminosa, così simile alle stelle del mattino”.
Grazie, mio caro Eugenio. Con profonda nostalgia.
Eugenio Borgna è stato presidente onorario della nostra Associazione La cura di sé http://www.lacuradise.it
Sonia Scarpante
Presidente Ass. La Cura di sé
