articolo pubblicato in occasione del Giorno della Memoria 2026, rappresenta una riflessione profonda e necessaria tra il giornalista Giulio Brotti ed Emanuele Fiano, figura centrale nel panorama della testimonianza e della memoria storica in Italia.
Ecco i punti chiave e il senso profondo di quel dialogo:
L’Essenza della Testimonianza
Emanuele Fiano, figlio di Nedo Fiano (uno dei pochissimi sopravvissuti ad Auschwitz), sposta il focus dalla pura cronaca storica alla natura umana. Il titolo stesso, “Orrore pianificato da uomini come noi”, è il fulcro del suo messaggio:
- La banalità del male: Fiano insiste sul fatto che l’Olocausto non è stato l’opera di “mostri” alieni o creature mitologiche, ma di esseri umani istruiti, padri di famiglia e cittadini comuni che hanno scelto l’indifferenza o la crudeltà.
- La responsabilità della scelta: Se a compiere quegli atti sono stati “uomini come noi”, allora la vigilanza deve essere costante, perché ciò che è accaduto non è un’eccezione biologica, ma una possibilità della politica e della società degradata.
Perché “Ci Tocca” ancora oggi
Nonostante siano passati 81 anni dalla liberazione di Auschwitz, l’intervista sottolinea perché la Shoah non possa essere archiviata come un semplice capitolo di un libro di storia:
- L’attualità dell’odio: Fiano analizza come i meccanismi di esclusione, la ricerca del capro espiatorio e il linguaggio della disumanizzazione siano ancora presenti nel dibattito pubblico contemporaneo.
- Il dovere della Memoria Attiva: Non si tratta solo di ricordare le vittime, ma di comprendere i processi che hanno portato allo sterminio per riconoscerne i primi segnali oggi.
“La memoria non è un esercizio di nostalgia, ma un’arma per difendere il futuro.”
