Internet e minori. Cosa fare quando un minore è vittima di reati online, a cura della Sezione Operativa per la Sicurezza Cibernetica – Polizia Postale di Cremona, 2025

La guida “Internet e minori. Cosa fare quando un minore è vittima di reati online”, realizzata dalla Sezione Operativa per la Sicurezza Cibernetica – Polizia Postale di Cremona, è un vademecum pratico rivolto in primis a genitori e insegnanti, pensato per chiarire rischi, procedure e passaggi da seguire in caso di reato informatico a danno di un minore.icfalbor+1

Di seguito ti riassumo i contenuti chiave in forma operativa, utile anche per un tuo pezzo di approfondimento sul blog.


Principali reati online a danno di minori

La guida distingue in modo chiaro ambiti come:

  • Cyberbullismo (insulti, minacce, diffamazione, pubblicazione di immagini o video a scopo di ripresa o mettere in imbarazzo).
  • Adescamento e Grooming (contatti online con l’obiettivo di ottenere l’intimità o materiali erotici/erotizzanti del minore).
  • Pedopornografia e sfruttamento sessuale (induzione alla produzione/diffusione di materiale sessualmente esplicito).
  • Molestie, stalking, ricatto (photo‑sexting + minaccia di diffusione se non si paga o non si acconsente).
  • Furto d’identità, phishing e truffe che coinvolgano minori coinvolti o utilizzati come “mule” od oggetto di frodi.cremonasera+2

Come capire che siamo di fronte a un reato

La Polizia postale suggerisce di osservare:

  • cambiamenti di umore, isolamento sociale, ansia o paura di aprire telefonino/computer;
  • richieste ricorrenti di denaro, cambiamento nella gestione dei profili social (auto‑espulsione improvvisa o passaggi sotto il profilo di un “amico”);
  • immagini/video imbarazzanti già diffusi nel gruppo classe o in chat;
    e raccomanda di non negare il problema come “normalità adolescenziale” ma di considerare tali segnali come potenziali indicatori di fenomeni illeciti.cremonasera+1

Cosa fare subito se un minore è vittima

La guida schematizza alcune azioni immediate per genitori/adulti di riferimento:

  1. Ascoltare senza giudicare il minore, tranquillizzandolo e facendogli capire che non è in errore né imputabile dei fatti.icfalbor+1
  2. Non cancellare tracce digitali: screenshot, chat, video, immagini, profili, gruppi ecc. possono essere fondamentali per le indagini.padova.istruzioneveneto.gov+1
  3. Sospendere o limitare l’uso del dispositivo solo dopo aver raccolto le evidenze.
  4. Contattare la scuola/insegnante di riferimento, se l’episodio è collegato al gruppo classe o a uno studente (per iniziare anche un percorso educativo interno).cremonasera+1

Come denunciare/segnalare alla Polizia postale

  • La Polizia postale raccomanda di presentarsi agli uffici (Questura – Sezione Postale) per formalizzare la denuncia/segnalazione.dequo+1
  • È possibile avviare una segnalazione-denuncia online tramite il sito della Polizia di Stato (portale “Questura” o sezione dedicata alle segnalazioni sui reati informatici): in questi moduli si indicano circostanze, dati, URL, profili e, laddove possibile, allegati provvisori delle tracce digitali.[dequo]​
  • Se il minore è in pericolo immediato (adescamento online per incontri reali, autolesionismo spinto da gruppi criminali, minacce di morte), è raccomandato prima di tutto il 112 (o 113), per attivare immediatamente forze dell’ordine e servizi sociali.padova.istruzioneveneto.gov+1

Aiuti e supporto per il minore

Oltre alla sfera investigativa, la guida indica:

  • supporto psicologico e pedagogico: riferimenti a servizi scolastici, consultori minorili e servizi sociali per lavorare sul senso di colpa, vergogna e traumi.cremonasera+1
  • percorsi di mediazione e supporto alle famiglie: incontri con Polizia postale, scuola e organismi locali per comprendere meglio il contesto e non criminalizzare il minore.[cremonasera]​

Prevenzione e uso responsabile della rete

Infine, il documento insiste su:

  • media‑educazione co‑costruita insieme ai figli (non solo controlli) su privacy, rischio di immagine, consenso, inoltro di materiale intimo, marketing comportamentale;
  • uso di tool tecnici (filtri, parental control, impostazioni privacy) combinati con dialogo aperto;
  • collaborazione scuola‑famiglie‑forze dell’ordine, con ruoli di sensibilizzazione regolari nelle scuole della provincia di Cremona.laprovinciacr+2


Scopri di più da MAPPE nel sistema dei SERVIZI alla persona e alla comunità, a cura di Paolo Ferrario

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