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Ricordare il massacro del 7 ottobre 2023 significa mantenere viva la memoria delle circa 1.200 persone uccise e delle 251 persone prese in ostaggio nell’attacco guidato da Hamas contro il sud di Israele.
L’offensiva colpì comunità israeliane, basi militari e il festival musicale Nova; fu condotta via terra, mare e aria, dopo il lancio di migliaia di razzi.[sbs.com][internazionale]
La commemorazione riguarda innanzitutto le vittime, i sopravvissuti, le famiglie degli ostaggi e le comunità devastate.
Il 7 ottobre è stato definito il giorno più sanguinoso nella storia di Israele e ha lasciato una ferita profonda nella società israeliana.[internazionale]
Ricordare, tuttavia, non significa dimenticare ciò che è seguito: la guerra tra Israele e Hamas, l’offensiva israeliana nella Striscia di Gaza, la morte di decine di migliaia di palestinesi, la distruzione e la gravissima crisi umanitaria. Una memoria responsabile deve quindi tenere insieme due esigenze: condannare senza ambiguità il massacro e la presa degli ostaggi e riconoscere la sofferenza della popolazione civile palestinese, senza trasformare il dolore di una parte in negazione del dolore dell’altra.[sbs.com]
Israele: ricordare il massacro del 7 ottobre 2023
Il 7 ottobre 2023 Israele fu colpito da un attacco terroristico di Hamas che provocò circa 1.200 morti e il rapimento di 251 persone. Furono aggredite comunità civili, basi militari e il pubblico del festival musicale Nova.
Ricordare quella giornata significa dare un nome e un volto alle vittime, ascoltare i sopravvissuti e non rimuovere la sofferenza delle famiglie degli ostaggi. Significa anche riconoscere che quell’attacco aprì una nuova fase di guerra, il cui prezzo è stato pagato anche dalla popolazione civile palestinese di Gaza.
La memoria non dovrebbe essere uno strumento di vendetta o di contrapposizione assoluta. Dovrebbe essere un atto di verità: nessun massacro di civili è giustificabile, nessun rapimento può essere accettato, e nessuna popolazione civile dovrebbe essere condannata a vivere sotto le bombe, nella fame e nella paura. Ricordare il 7 ottobre significa dunque rifiutare l’indifferenza e lavorare perché la memoria delle vittime israeliane e palestinesi possa diventare responsabilità politica, giustizia e pace.
Il 7 ottobre 2026, nel terzo anniversario, in Israele si sono svolte commemorazioni a partire dalle ore 6:29, l’ora dell’inizio dell’attacco, con cerimonie nei luoghi colpiti e momenti di raccoglimento in tutto il Paese.[vaticannews][agi]
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