Devo, però, opporre a Baricco delle obiezioni.
In quali locali scolastici trovare spazio fisico per un teatro, se le infrastrutture delle nostre scuole giacciono in uno stato di abbandono totale e, al mattino, un insegnante deve scansare i nuvoli di polvere che si rincorrono tra aule e corridoi?
In quale spazio curricolare inserirle, se docenti e alunni siamo da un lato schiacciati dal programma ministeriale, dai Dirigenti e dalle Funzioni Strumentali, dall’altro dai ministri Gelmini e Brunetta pronti a frustarci ad ogni minima occasione?
Da quale fantomatico quadro orario ricavare le ore per l’attività teatrale, se la parola d’ordine è il taglio?
Signor Baricco, lei pensi che quest’anno alcune classi del mio liceo non potranno giovarsi dei corsi di recupero proprio a causa dei tagli.
Thea-omai, Polemos e Baricco | sulle spalle dei giganti
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