Stavolta Giulio Tremonti ha del tutto ragione. La sorpresa manifestata dal ministro dell’Economia di fronte al gran polverone sollevato dalla sua affermazione che «il posto fisso è un valore», è giustificata. «Non capisco i giornali – ha spiegato ieri da Lussemburgo -. Ho detto una cosa scontata: come che tra stare al caldo e stare al freddo, preferisco stare al caldo». L’esempio è perfetto.
Perché sostenere, con la crisi economica (e occupazionale) ancora imperversante, che il «posto fisso» è meglio di un contratto a tempo, è appunto come imprecare – persi nella steppa siberiana – sul fatto che il caldo è meglio del freddo. Una cosa scontata. E anche inutile, considerata la sua irrealizzabilità. Il caso, quindi, potrebbe essere considerato chiuso qui. Se non fosse che resta una domanda: perché una personalità come Tremonti – cui certo l’acume non fa difetto – una mattina qualunque decide di andare a un convegno di importanti banchieri a raccontare «cose scontate», se non proprio banali?
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Federico Geremicca, Due voci nel gelo della steppa – LASTAMPA.it
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