c’è il rischio che in un periodo di tempo tutto sommato breve si formi una “bolla” delle partite Iva. Per anni questa forma di lavoro autonomo ha rappresentato in Italia un fenomeno virtuoso, una risposta individuale a un mercato del lavoro ingessato, a una mobilità sociale inesistente, a un discorso pubblico monopolizzato dalla forza sindacale delle tute blu e dei lavoratori del pubblico impiego.
Ma molto è cambiato negli ultimi tempi. Da scelta soggettiva ad alta mobilitazione di energie la partita Iva è diventata una opzione-rifugio. Quasi un’iscrizione al mercato del lavoro, come una volta si andava all’ufficio di collocamento. In qualche caso l’apertura della partita Iva è diventata la conditio sine qua non per poter accedere a un rapporto di lavoro: la casistica è ampia, si va dalla Rai che la chiede anche alle comparse delle fiction fino ai muratori extracomunitari che così lavorano nei cantieri senza essere registrati come lavoratori dipendenti.
Scopri di più da MAPPE nel sistema dei SERVIZI alla persona e alla comunità, a cura di Paolo Ferrario
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